Calciopoli come un cruciverba

Proviamo, con Stefano OssimoroJu29ro alla guida, a seguire un ragionamento logico sulle schede svizzere, partendo da una definizione condivisa da tutti e cercando di ricostruire i fatti al fine di individuare qualche punto fermo sul tema più complesso e oscuro di tutta Calciopoli. Seguiremo un percorso di domande e risposte che, come avviene in tutti i ragionamenti induttivi, non saranno certe al 100% ma comunque molto probabili. Alla fine, se non ci saranno troppi ragionevoli dubbi e contraddizioni, avremo un quadro attendibile sulla vicenda. Discutiamone insieme!

Update 19/04/2015 ore 9.45

Ecco i primi punti fermi della nostra discussione.

Antefatto

La Svizzera era uno dei paesi europei (non l’unico) in cui si potevano acquistare tranquillamente delle sim prepagate senza fornire alcun dato da parte dell’acquirente (non intestate quindi). Esisteva la possibilità di registrarsi, ma era volontaria (possiamo immaginare quindi non molto diffusa). Nel 2003, a seguito della scoperta che terroristi di Al Qaeda avevano fatto uso proprio di schede svizzere per la loro organizzazione, si decide di imporre l’obbligo di registrazione dell’acquirente. Viene stabilita per il 1 luglio 2004 la data oltre la quale l’acquirente di una sim prepagata deve obbligatoriamente fornire i propri dati; ma questa data viene successivamente spostata al 1 agosto 2004. Dunque le schede acquistate dopo il 1 agosto 2004 devono essere obbligatoriamente intestate a un acquirente. Invece le schede comprate nel periodo che va dal 1 novembre 2002 al 31 luglio 2004 (e quindi comprate anonime come prevedevano le leggi precedenti) avevano tempo fino al 31 ottobre 2004 per regolare la propria posizione essendo registrate dal proprio utilizzatore. In caso contrario sarebbero state disattivate. Tutte le schede comprate prima del 1 novembre 2002 invece potevano continuare a rimanere non intestate. La legge viene anche contestata, perchè gli svizzeri ci tengono alla loro segretezza; oltretutto la norma non prevede che la cessione a terzi della propria sim debba essere notificata a gestore; quindi se una persona si intesta una scheda, e poi la cede a un terzo il divieto è aggirabile. Ad ogni modo, secondo le cronache, la Swisscom, la più diffusa compagnia svizzera, nel dicembre 2004 bloccò effettivamente 130000 sim comprate tra il 2002 e il 2004 che non erano state registrate malgrado l’obbligo di farlo entro ottobre.

Qui il testo della legge federale svizzera sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (la disposizione che qui ci interessa si trova all’art. 15, comma 5bis, approvato il 21 marzo 2003, entrato in vigore il 1 agosto 2004)

Qui invece le modifiche all’ordinanza sulla sorveglianza del corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni; si tratta delle modifiche che regolamentano la situazione della sim acquistate tra il 1 novembre 2002 e il 31 luglio 2004. Le modifiche sono approvate il 23 giugno 2004.

Qui un documento che ripercorre una serie di problemi legati all’intercettazione di utenze telefoniche e ai modi di evitare di essere intercettati (si parla di sim estere, sim anonime, sim intestate a terzi, e tante altre cose). Dal documento (datato a quanto pare al 2008) si evince tra l’altro che circa 700000 numerazioni svizzere sarebbero attive sul territorio italiano.

Alcuni riferimenti:

http://www.swissinfo.ch/ita/annunciarsi-per-non-destare-sospetti/4140250

http://www.swissinfo.ch/ita/swisscom–al-qaida-e-l-operazione–monte-bianco-/3798940

http://www.theregister.co.uk/2003/03/12/swiss_move_to_block_al/

http://www.edoeb.admin.ch/dokumentation/00153/00361/00364/index.html?lang=en

http://textually.org/textually/archives/2004/12/006257.htm

Scena numero 1

Sede della Juventus, giugno 2004

Riferimenti: deposizione di Bertolini (http://www.radioradicale.it/scheda/282395/processo-a-luciano-moggi-ed-altri-calciopoli)

Luciano Moggi mostra a Bertolini, un dipendente della Juventus, una sim del gestore svizzero Sunrise. La scheda è anonima (non perchè lo si vede esteriormente, ma perchè in Svizzera, fino a quel momento, le schede venivano vendute normalmente così; vedi antefatto). Non abbiamo certezze sul punto, ma riteniamo plausibile che la scheda non sia di Moggi, ma gli sia stata consegnata da qualcun altro. Moggi dice comunque a Bertolini di andare in Svizzera e comprare un certo numero di schede uguali a quella (ossia del gestore Sunrise e anonime). A giugno 2004 un acquisto del genere in Svizzera è perfettamente legale e normale.

Come si pagano le sim? In questa prima occasione, è il racconto di Bertolini, Moggi mette mano al portafoglio e gli fornisce personalmente il denaro necessario. Nelle occasioni successive, invece, Bertolini riceverà il denaro per l’acquisto di ulteriori sim direttamente dall’amministrazione della Juventus, dopo avere concordato il prezzo dell’acquisto preventivamente per via telefonica.

A questo punto Bertolini, torniamo a giugno 2004, non va in un posto ben preciso, perchè Moggi non gliene ha indicato uno, ma entra nel primo negozio che gli capita di incontrare appena passata la frontiera; perchè tanto in quel momento storico in tutti i negozi di telefonia della Svizzera doveva essere possibile acquistare delle sim anonime. Bertolini entra così nel Centro Motorola del signor Teodosio De Cillis, a Chiasso.

Scena numero 2

Negozio di De Cillis, giugno 2004

Bertolini entra nel negozio di De Cillis a Chiasso e gli chiede di comprare una decina di schede svizzere non intestate. In quel momento la legge elvetica permetteva ancora la vendita di schede anonime, ma queste avrebbero cessato di funzionare il 1 novembre. De Cillis, preferendo accontentare il cliente ed evitare di vendere schede che sarebbero state disattivate dopo pochi mesi, decide di intestarle a suo padre: Arturo De Cillis. Il titolare del negozio di telefonia ammetterà a dibattimento che aveva anche venduto, ad altri clienti, schede intestate a se stesso piuttosto che al negozio.

Su un quaderno De Cillis segnava le vendite della giornata, tra cui le schede date a Bertolini. Nonostante ciò, De Cillis riesce a ricostruire solo le prime nove. Non fornisce gli intestatari delle schede vendute a Bertolini successivamente a questo incontro. Tuttavia non sono del tutto chiare le modalità con le quali sia riuscito ad associare le prime nove a Bertolini, non avendo chiesto i documenti allo stesso. De Cillis dà il numero al dipendente della Juventus affinché i due possano mettersi d’accordo via telefono per gli acquisti (schede e ricariche) le successive volte. Bertolini, eccezioni fatta per la prima occasione in cui i soldi gli vengono forniti direttamente da Moggi, ritirerà il denaro dall’ufficio di amministrazione della Juventus.

A partire dal giugno del 2005 Bertolini inizierà a comprare schede telefoniche di un altro gestore (Ring Mobile, Liechtenstein). Queste SIM, a differenza delle Sunrise svizzere, non necessitavano di intestazione. De Cillis depositerà un elenco di 382 schede di questo gestore che, proprio per l’eccessiva quantità, non sono mai state analizzate e, quindi, attribuite dagli inquirenti.

Raccolta dati:

SIM Foglio1

Annunci

159 pensieri riguardo “Calciopoli come un cruciverba

  1. Può andare. Aggiungo solo qualche dato.

    Nel quarto gruppo di schede emergono tre utenze Ring che Di Laroni non è riuscito ad attribuire per esiguità di dati. Queste tre fanno parte dell’elenco delle 382 utenze fornite da De Cillis (pag. 33 di http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/dilaroni01_10-11-2009.pdf).

    Il 7 giugno 2006, De Cillis dice ai carabinieri: “Dopo quella prima iniziale occasione il Bertolini è venuto a comprare le carte sim presso il mio negozio, all’incirca 10-11 volte, sono certo del fatto che il 14 gennaio 2005 ho venduto al Bertolini cinque schede sim del gestore Sunrise, ed il giorno 11 febbraio 2005 ho venduto al Bertolini sette schede sim del gestore Sunrise, mi riservo di farVi sapere a chi le ho intestate”. A quanto pare De Cillis non ha poi fatto sapere a chi ha intestato queste 12 schede. Peccato.

    Sarebbe molto importante che qualcuno mi confermasse che la seconda volta che Bertolini si reca a Chiasso è il 14 gennaio 2005. Se così fosse, ci sarebbe la prova positiva che le 13 utenze (in giallo sullo schemino) che si attivano prima di gennaio e che non fanno parte delle 9 iniziali non sono state comprate da Moggi (quantomeno nel negozio di De Cillis).

    Mi piace

  2. Il problema è che DC non si ricorda nulla a processo. La sua deposizione è un’accozzaglia di non mi ricordo-adesso che me lo dice mi pare che-se c’è scritto quello allora vale quello e così via.. Quelle date le legge Narducci dai verbali dei carabinieri, che risalgono alle prime due deposizioni. Bisognerebbe leggere quei verbali, che sicuramente sono agli atti del processo ma che in rete non mi risultano esserci.

    Pag 2 http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/decillis_30-06-2009.pdf
    Però a pag 7 risulta che nello stesso verbale DC dice che Bertolini gli chiese 3/4 schede, ma poi ne ricostruisce 9 grazie al famigerato quaderno.
    E durante la deposizione dice (fine pag 8) “ho preso le intestazioni dal computer” ossia, partendo dalla data in cui le ho vendute, sono entrato nel computer e ho guardato le sim vendute in quel giorno a chi erano intestate (questo alla faccia del famigerato quaderno…) ad ulteriore riprova che sul quaderno segnava il venduto del giorno e nient’altro.
    E questo ripropone la domanda iniziale: attestato che era solito vendere sim falsamente intestate agli sconosciuti che si presentavano nel suo negozio, come fa a ricostruire proprio quelle prime schede? Posso capire le volte successive: dalla Juve ti chiamano, tu gli dici che hai 7 sim e 30 ricariche, fai una busta e ti segni un appunto sul quaderno. E tutto questo mi pare plausibile.
    Ma le prime?!? Se veramente fossero state 3… Come le associ? Vendeva più di 3000 sim all’anno…

    Mi piace

  3. Aggiungo una cosa.
    Se Bertolini torna il 14 gennaio, vuol dire che quelle schede le ha comprate qualcun altro, ok.
    Ma se invece supponiamo che le abbia veramente comprate Bertolini, allora vuol dire che c’è tornato prima di quando dica DC; questo proverebbe che DC non è in grado di ricostruire un bel nulla con sufficiente precisione. Insomma, o le segnava o non le segnava su questo benedetto quaderno!!!!
    Girala come vuoi, direi non bene per uno dei capisaldi dell’accusa.

    Mi piace

  4. @Stefano il tuo resoconto mi pare convincente. Correggerei solo che la scadenza entro la quale intestare le sim comprate prima di agosto 2004 era il 31 ottobre 2004, quindi dal 1 novembre, se non intestate, non sarebbero più state funzionanti.
    Però a proposito di questa ricostruzione mi è venuto un altro dubbio. Se davvero De Cillis ha intestato le schede al padre anche se non era obbligatorio, ma per favorire il cliente che avrebbe evitato così anche la seccatura di doverle intestare dopo qualche mese, perchè De Cillis non dice questo al processo? Lui invece dice che doveva intestarle a qualcuno perchè era costretto per legge! Cosa gli sarebbe costato ammettere precisamente le cose?

    @felixarp ma le tre sim ring di cui parli come hanno fatto ad attribuirle a quelle legate a Calciopoli, se De Cillis ha fornito l’elenco globale senza acquirenti? Questo mi sfugge.
    Secondo punto. Le date di acquisto. Temo che la situazione sia compromessa dai tanti non ricordo, ma l’obiezione di Stefano è molto fondata. Se se le segnava sul quaderno, doveva ricostruire con precisione tutte le vendite a Bertolini. Se non ricordo male quando Moggi andò a Chiasso di persona poi fu fermato alla dogana, controllato, e alla fine si fece pure la foto – ricordo con i finanzieri, che finì su un giornale locale. Quindi diciamo che almeno per la data di quando Moggi andò personalmente a Chiasso esiste un potenziale riscontro esterno. In che giorno quella foto finisce sul giornale? Io non mi ricordo bene, ma se avete tempo potreste fare una bella ricerca sul punto… io purtroppo ancora per qualche giorno sono intrappolato con la tesi.

    Mi piace

  5. Discorso intestazione. Se le vende non intestate sa che smetteranno di funzionare. Inizialmente l’intestazione doveva partire il primo luglio, ricordi? Poi fu prorogato di un mese, ma non sappiamo quando arrivò la proroga. Ad ogni modo, gestiva un negozio frequentato da mezzo nord Italia (Chiasso è meta rinomata, oggi più di allora), da calciatori e dirigenti e un sacco di persone famose: che fai, ti sputtani vendendo 3 schede non funzionanti? Dai, non è credibile.
    Se ci pensi è tutto molto logico: questo vendeva 3.000 sim all’anno non intestate, di cui una gran parte in Italia: si sarà posto il problema, o no? Ed ha pensato di superarlo così, con leggerezza.
    Considera che per gli svizzeri era normale che le schede fossero anonime, ed è stato così per anni: anzi, è sempre stato così. Per cui non gli deve essere sembrata sta gran violazione intestarselo/intestarle al padre.
    Per fare un esempio: pensa a noi col divieto di fumare nei locali; per mesi c’è stata molta tolleranza ed in alcuni posti ancora oggi è “permesso”.

    Le tre schede sono le uniche di cui conosciamo l’intestazione per certo perché il dato è stato verificato e fornito dalla Polizia Doganale di Cooperazione (o qualcosa di simile, il nome non lo ricordo bene. Avevo verificato e c’è in un mio post precedente).

    Mi piace

  6. Sì, Stefano, quelle sono le famose tre Sunrise scoperte la prima volta. Credo tra l’altro che Di Laroni e Auricchio interrogati su dove avessero appreso l’intestazione citarono organismi diversi, ma questo è un altro discorso.
    Io mi riferivo alle tre sim ring che Di Laroni non è riuscito ad attribuire per esiguità di dati di cui parlava Felix nel commento di ieri sera alle 23.53… queste tre ring da dove saltano fuori?

    Mi piace

  7. Beh, credo che loro abbiano dato per scontato che le tre Ring fossero di persone del mondo del calcio perché (1) contattano utenze svizzere attribuite e (2) De Cillis, come sappiamo, da giugno 2005 vende solo quelle a Bertolini. Ma poco importa.

    Tra l’altro abbiamo dimenticato una cosa: davanti ai carabinieri nel 2006 De Cillis disse che nel giugno 2004 aveva venduto 3-4 utenze svizzere a Bertolini, poi a dibattimento si corregge e dice 9 (Bertolini conferma con “una decina”). Solo per completezza. Per me De Cillis si è sbagliato nel 2006, però se avete altre opinioni le prendiamo in considerazione.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...