Il mistero di Calciopoli: le schede svizzere (parte quarta)

Questo articolo è il frutto della discussione che si è svolta su questo blog nelle scorse settimane, su stimolo di Stefano OssimoroJu29ro, e con la partecipazione di Francesco Toscano, Felix Arpino, Ruggiero Distaso, Paolobxl, bjh, Claudio Nannetti, Massimo Cudin.

Il dialogo tra Moggi e Bertolini e la sim Numero Uno

sunriseSecondo quanto raccontato al processo di Napoli da un ex dipendente della Juventus, Giancarlo Bertolini, il 30 giugno 2009, la storia delle sim svizzere di Calciopoli comincia nel giugno 2004. Luciano Moggi convoca nel suo ufficio Bertolini e gli mostra una sim del gestore svizzero Sunrise. Moggi dice quindi a Bertolini di andare a comprare un certo numero di schede uguali a quella (ossia del gestore Sunrise). In Svizzera, dice Moggi; ma non indica un negozio ben preciso di sua fiducia o di sua conoscenza. E Bertolini entra nel primo negozio che incontra appena varcata la frontiera, e si imbatte in Teodosio De Cillis.

Dalla foto (tratta da Google Maps) è evidente l'ubicazione del negozio di De Cillis, in Corso San Gottardo 27 a Chiasso, a ridosso del confine Italia - Svizzera.
Dalla foto (tratta da Google Maps) è evidente l’ubicazione del negozio di De Cillis, in Corso San Gottardo 27 a Chiasso, a ridosso del confine Italia – Svizzera.

La prima questione che emerge da questo incipit della nostra storia è quella relativa a questa misteriosa Numero Uno, la prima sim che Moggi mostra a Bertolini prima che vengano comprate tutte le altre che poi saranno protagoniste del processo. Da dove viene? L’ha comprata Moggi, o gliel’ha data qualcun altro? Difficile, ovviamente, raggiungere certezze sul punto; chissà, magari un giorno ce lo spiegherà Luciano Moggi in persona. È possibile che Moggi utilizzasse già delle sim svizzere, e tra queste quella che mostra a Bertolini. E però, questo creerebbe una serie di problemi: se Moggi ha già usato schede svizzere prima di giugno 2004, in che modo se le è procurate? E perché improvvisamente decide di farle comprare a Bertolini? Soprattutto, non ha un negoziante di fiducia, tanto da dovere mandare il suo inviato in un negozio di telefonia a caso? Sembra plausibile, dunque, che Moggi non abbia comprato lui la sim Numero Uno, ma l’abbia avuta da qualcuno di sua conoscenza. Non è strano, perché stime parlano di circa settecentomila sim svizzere circolanti sul territorio italiano. E chissà quante ne circolavano nel mondo del calcio e nell’ambiente arbitrale. Non esistevano mica solo le sim di Moggi!

A giugno 2004, dunque, Moggi decide di procurarsi alcune sim svizzere. Una decina, secondo la testimonianza di Bertolini. È lecito riflettere sulla scelta e sulla sua tempistica: è appena morto Umberto Agnelli, la Juve ha concluso il campionato al terzo posto dietro Milan e Roma, e cerca il riscatto strappando clamorosamente alla Roma il tecnico Capello. Qui, comunque, ci limitiamo alle sim e ad alcuni dettagli di questa storia.

Ad esempio, come venivano pagate le sim? Bertolini racconta che la prima volta Moggi gli consegnò in contanti il denaro necessario. Nelle occasioni successive, invece, Bertolini riceveva la cifra necessaria direttamente dall’amministrazione della Juventus. Un dato abbastanza importante: implica che le missioni di Bertolini a Chiasso avvenivano alla luce del sole, ed erano note negli uffici della società.

L’obbligo di intestazione delle sim

Moggi non chiede a Bertolini soltanto di comprare delle sim Sunrise, ma chiede di comprare delle sim Sunrise anonime. Come è noto, Bertolini compra le sim presso il Centro Motorola di Teodosio De Cillis a Chiasso, ma le sim acquistate non sono anonime; sono intestate a una terza persona, ossia Arturo De Cillis, padre di Teodosio.

Secondo la testimonianza dello stesso De Cillis, ascoltato a Napoli lo stesso giorno di Bertolini, il 30 giugno 2009, ciò fu necessario perché a norma di legge le sim dovevano avere un intestatario (utilizzo, qui come altrove, la trascrizione della deposizione tratta da http://www.ju29ro.com).

 de cillis 1

Questa spiegazione, però, crea qualche problema. Bertolini entra nel primo negozio che capita, e si imbatte subito in un commerciante così gentile e zelante che, di fronte alla sua richiesta “illecita” di sim anonime, gli offre la comodità di intestare le sim al padre? E perché Moggi chiede espressamente a Bertolini delle sim anonime se la cosa non era possibile, e le sim dovevano per forza avere un intestatario?

Facciamo un salto a una vicenda totalmente distante da questa, leggendo Repubblica:

 repubblica

Eh sì, decisamente Moggi non era l’unico a servirsi di schede svizzere. Ma anche il lettore più disattento avrà notato nella notizia sopra riportata un dettaglio fondamentale anche per la nostra storia: in Svizzera comprare sim anonime, senza fornire i dati personali, è cosa perfettamente legale e normale. Almeno in data 9 agosto 2002, quella del trafiletto di Repubblica.

E tuttavia, la pressione internazionale legata alle indagini sul terrorismo è pressante, e la legislazione sul punto cambia presto. Nella primavera del 2003 viene approvata dunque una modifica normativa che introduce l’obbligo di fornire i dati personali anche per gli acquirenti di sim prepagate. L’obbligo entrerà in vigore a partire dal 1 agosto 2004 (Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, art. 15, comma 5bis).

Questa data è molto importante; si tratta infatti di una data successiva a quella del primo viaggio di Bertolini a Chiasso, che viene datato sia dallo stesso Bertolini che da De Cillis a giugno 2004. Questo spiega diverse cose. Spiega perché Moggi chiede a Bertolini delle sim anonime; in Svizzera si potevano comprare in passato, e ancora in quel momento storico era possibile, seppure per poco. Spiega anche perché Bertolini non ha bisogno dell’indicazione di un posto ben preciso, ma entra nel primo negozio che gli capita di incontrare appena passata la frontiera. In quel momento in tutti i negozi di telefonia della Svizzera doveva essere possibile acquistare delle sim anonime.

Tuttavia il 23 giugno 2004 viene approvata una norma retroattiva che riguarda le sim comprate prima della data di entrata in vigore dell’obbligo di registrazione, e in particolare quelle comprate tra il 1 novembre 2002 e il 31 luglio 2004. Gli utilizzatori di queste schede avevano tempo fino al 31 ottobre 2004 per regolare la propria posizione registrando i propri dati anagrafici. In caso contrario, le schede sarebbero state disattivate (Modifiche all’ordinanza sulla sorveglianza del corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, approvate il 23 giugno 2004). Solo le schede comprate prima del 1 novembre 2002 possono continuare ad essere utilizzate non intestate. Secondo le cronache la Swisscom, la più diffusa compagnia telefonica svizzera, nel dicembre 2004 bloccò effettivamente centotrentamila sim comprate tra il 2002 e il 2004 che non erano state registrate malgrado l’obbligo di farlo entro ottobre.

Le schede acquistate da Bertolini per conto di Moggi a giugno 2004 potevano dunque essere vendute anonime, ma avrebbero dovuto essere registrate a un intestatario entro il 31 ottobre, altrimenti dopo quella data sarebbero state disattivate. De Cillis, tuttavia, non vende a Bertolini sim anonime; vende sim intestate all’inconsapevole padre Arturo. Perché? Non era obbligato dalla legge; e per di più Bertolini aveva chiesto espressamente sim anonime, altrimenti non le avrebbe comprate. Almeno in questa prima occasione né Moggi né Bertolini vanno in cerca di sim con un intestatario “fantasma”; vanno semplicemente in cerca delle sim anonime che normalmente si vendevano in Svizzera fino a quella data. Nulla di strano o di illecito, quindi. Moggi chiede di comprare le schede solo se anonime, e Bertolini, verosimilmente, torna a Torino convinto di avere effettivamente acquistato sim anonime (è importante ascoltare la deposizione di Bertolini, in particolare tra 1:07:23 e 1:08:48).

Eppure, quando i carabinieri per la prima volta scoprono tre sim svizzere, grazie ad una conversazione intercettata fra Bergamo e Moggi nel febbraio 2005, scoprono che sono intestate ad Arturo De Cillis. Altre sei sim sono intestate allo stesso Arturo De Cillis secondo un foglio consegnato da De Cillis figlio ai carabinieri nel 2006, contenente un elenco di nove numeri (compresi quelli delle tre sim già note ai carabinieri) e la data di attivazione del 30 giugno 2004.

Perché dunque Teodosio De Cillis intesta al padre inconsapevole le sim vendute all’inconsapevole Bertolini come se fossero anonime? Siamo a cavallo di un passaggio epocale per la telefonia mobile in Svizzera. De Cillis doveva essere abituato a vendere schede anonime, ma tra poco ciò non sarebbe stato più possibile. Del resto le sim acquistate a giugno 2004 dovevano comunque essere intestate a qualcuno entro ottobre, altrimenti avrebbero ben presto smesso di funzionare. È possibile che De Cillis abbia temuto di mandare a monte la vendita di sim a Bertolini spiegandogli il problema, e abbia ritenuto di cavarsela intestando le schede al padre. Se Bertolini avesse saputo della necessità di intestare le schede dopo qualche mese, probabilmente non le avrebbe comprate. Il negoziante, invece, evita al suo acquirente qualsiasi fastidio, e gli fornisce una cosa molto simile a quella da lui richiesta: tra sim anonime e sim intestate a un anziano inconsapevole non c’è, in fondo, troppa differenza. È probabile che De Cillis abbia fornito questo servizio “speciale” non solo a Bertolini, ma anche ad altri clienti; anzi, lo ammette egli stesso a Napoli, interrogato dall’avvocato Prioreschi. E chissà quante sim ci sono in giro con l’intestazione ad Arturo o a Teodosio De Cillis.

Le sim: problemi di cronologia

Quello dell’obbligo di intestazione non è comunque l’unico problema che sorge da questa storia. Ce n’è un altro abbastanza clamoroso. Abbiamo detto finora che a giugno 2004 Moggi decide, verosimilmente per la prima volta, di acquistare una serie di sim svizzere. Quali sono le sim acquistate da Bertolini in questa prima occasione? Come detto, nel 2006 De Cillis fornisce un elenco di nove sim intestate al padre e attivate il 30 giugno 2004. Tutto sembrerebbe combaciare. E tuttavia nessuna di queste nove sim effettua traffico telefonico prima della metà di ottobre 2004. E guardando al complesso delle sim prese in esame dagli investigatori, nessuna viene utilizzata prima della fine di settembre 2004.

Insomma, perché mai a giugno Moggi ha tanta fretta di mandare Bertolini in Svizzera a comprare le sim se poi per almeno tre mesi non se ne fa nulla? Si può ipotizzare che Moggi volesse anticipare l’entrata in vigore della legge che imponeva la fornitura dei dati personali da parte degli acquirenti; e che non sapesse della norma transitoria che obbligava anche chi acquistava le sim a giugno 2004 a una futura registrazione. E tuttavia, una decina di sim è un po’ poco, per pensare a una grande scorta di sim per il futuro.

E comunque l’estate di mezzo potrebbe spiegare il buco temporale tra l’acquisto e l’utilizzo delle sim; anche se non spiega del tutto perché acquistare a giugno, e non più tardi. Ma questo non è l’unico problema cronologico. Sappiamo infatti che almeno un paio di schede (quella con finale 164 attribuita a Moggi, e quella con finale 135 attribuita a Pairetto) si attivano tra il 29 e il 30 settembre 2004, dunque prima di quelle nove sim che De Cillis intesta al padre e dice di aver venduto a giugno 2004, ma cominciano a far traffico solo da ottobre. Queste due sim sono comprate prima o dopo rispetto alle nove di giugno 2004? Se dopo, perché cominciano ad essere utilizzate prima di quelle comprate in precedenza? Se prima, dove sono state comprate, e da chi, visto che non può essere stato Bertolini a comprarle, né De Cillis a venderle?

Le sim 164 e 135 non si sa a chi sono intestate, perché non è mai emerso nel processo; non si sa quando sono state vendute; non si sa da chi sono state acquistate, e infine, non si sa nemmeno presso quale negozio sono state acquistate. Non si sa nulla, in breve. Certo, sappiamo che Bertolini torna più volte da De Cillis; ma non abbiamo elenchi precisi. La cosa buffa è che sappiamo a chi De Cillis ha intestato le schede vendute in un momento storico in cui era ancora possibile venderle anonime, mentre di tutte le altre schede, molte delle quali verosimilmente vendute dopo il 1 agosto, malgrado fosse ormai obbligatorio intestarle e quindi all’atto dell’acquisto devono per forza essere state intestate a qualcuno, non sappiamo nulla. I carabinieri hanno esaminato i tabulati di queste sim, ma hanno ritenuto che non ci fosse più bisogno di indagare sui loro intestatari.

 SIM Foglio1

Il quaderno di De Cillis

Nel 2006, come detto, De Cillis fornisce ai carabinieri un elenco di nove sim intestate al padre e attivate a giugno 2004. Come fa De Cillis, a distanza di due anni, a ricostruire quali sim aveva venduto a giugno 2004, e a chi le aveva intestate? Sentito al processo, nel 2009, De Cillis parla in maniera un po’ confusa di un quaderno, poi di un libro, poi di “fogli”.

 de cillis 2

Avendo intestato le schede al padre, per De Cillis poteva effettivamente essere utile conoscere i numeri, per tenerli sotto controllo se mai fosse successo qualcosa. Per questo motivo se li sarebbe segnati su questo misterioso quaderno. È dunque verosimile che De Cillis, vendendo schede a uno sconosciuto, e temendo di inguaiare il padre, abbia deciso come minima precauzione di annotare numeri, data della vendita e acquirente. Già, ma che cosa annota De Cillis alla voce acquirente?

Se Bertolini si è presentato in negozio chiedendo schede anonime, difficilmente avrà fornito i propri dati personali a De Cillis. Tantomeno avrà spiegato che le sim servivano a Moggi e alla Juve. Cosa annota dunque di preciso De Cillis sul quaderno, che gli consenta di individuare due anni dopo proprio le sim vendute a Bertolini? Secondo lo stesso De Cillis Bertolini fu estremamente conciso nelle sue richieste, e non diede spiegazioni.

de cillis3

Soltanto in seguito, quando Moggi accompagnerà personalmente Bertolini presso il negozio di De Cillis, il negoziante potrà collegare Bertolini a un volto famoso e conosciuto. Ma in occasione del primo incontro cosa avviene? La domanda è lecita perché i carabinieri, incredibilmente, non hanno sequestrato a De Cillis questo quaderno così ricco di informazioni utili per la loro inchiesta, ma hanno accettato un foglio dattiloscritto con dati parziali.

Con il quaderno, tutto il quadro sarebbe stato ricostruito con maggiore precisione. Così dice ancora De Cillis a Napoli, con riferimento al suo interrogatorio nel 2006:

de cillis 5

Bisogna tuttavia registrare, come fatto curioso, che De Cillis riesce a ricostruire solo i dati relativi alle prime nove sim, ma non fornisce gli intestatari né i numeri delle schede vendute a Bertolini successivamente a questo incontro. Anche le altre schede vendute a Bertolini, a maggior ragione se vendute dopo il 1 agosto 2004, dovevano avere un intestatario. Escludendo che siano state intestate a Bertolini, e che Moggi, che cercava sim anonime, le abbia intestate a sé stesso, non resta che pensare che anche tutte le altre sim De Cillis le abbia intestate a terzi più o meno inconsapevoli, che però non riesce più a ricostruire due anni dopo.

Se si segnava a titolo di precauzione le schede vendute con questa formula, e in questo modo è riuscito a ricostruire i dati sulle prime nove sim, perché poi non ha annotato nulla di preciso sulle sim vendute, verosimilmente in maniera analoga, in seguito? De Cillis, dobbiamo concludere, non segnava tutte le schede “anonime” vendute, ma solo alcune. Altrimenti i carabinieri avrebbero avuto a disposizione dati completi su tutte le sim, e non solo sulle prime nove. Quali sim dunque De Cillis si annotava? E perché alcune e non altre? Qual è il criterio? In buona sostanza, ha annotato solo le prime nove sim vendute allo sconosciuto Bertolini?

E c’è ancora un altro problema. Quando è tornato Bertolini a Chiasso ad acquistare altre sim? Anche qui, De Cillis non sembra avere dati precisi. Ecco cosa fa mettere a verbale nel 2006 (verbale contestato nel 2009):

de cillis 4

Dunque De Cillis riesce a ricostruire la data del 14 gennaio 2005 come prima data successiva all’acquisto effettuato da Bertolini a giugno 2004. Eppure ben tredici delle sim esaminate dagli investigatori (vedi schema in alto) cominciano a far traffico prima del 14 gennaio 2005, ma non fanno parte di quelle acquistate a giugno 2004. Quando sono acquistate, da chi e dove? Mistero.

Se queste sim sono state comprate da Bertolini presso il negozio di De Cillis in una data precedente a gennaio 2005, se ne deve dedurre che, malgrado questo misterioso quaderno in cui annota secondo criteri di selezione incomprensibili alcuni dati, De Cillis fa molta fatica a ricostruire con precisione le sue vendite di sim, anche di sim con intestazione fittizia. Tutto è ricostruito con molta fatica, tranne le certezze esposte nell’ormai celebre foglio consegnato ai carabinieri con i numeri delle prime nove sim di giugno.

Altre sim?

Come ho scritto in precedenza, in Italia girava un gran numero di schede estere. Ce n’erano, probabilmente, anche nel mondo del calcio. Abbiamo appurato infatti che, con grande verosimiglianza, Moggi riceve da un suo conoscente la sim Numero Uno che mostra a Bertolini nel giugno 2004. Esistono nella nostra storia sim che non sono state acquistate né distribuite da Moggi?

Si può citare a questo proposito un passaggio della sentenza napoletana di primo grado in rito abbreviato, nella sezione che riguarda il presidente dell’AIA Lanese (pp. 80-81). Vi si parla, dapprima, di una telefonata intercettata tra Pairetto e il segretario CAN Manfredi Martino il 17 settembre 2004:

lanese1

Nella stessa serata Pairetto parla con Lanese:

lanese2

lanese3

 Si parla dunque di una scheda e di un telefono che sarebbero stati consegnati da Lanese e Pairetto al dipendente Martino, consegna che doveva essersi verificata all’insaputa dell’altro designatore Bergamo. Ovviamente non sappiamo se si tratta di una sim svizzera, e se sì, di quale gestore. È comunque interessante che in una telefonata legata all’ambiente arbitrale in cui Moggi non viene nemmeno menzionato si parli di telefoni speciali e di schede consegnate in segreto. Si tratta di un fatto eccezionale, o di un’abitudine più diffusa? In poche parole, c’è ancora qualcosa che non è stato scoperto?

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7 pensieri riguardo “Il mistero di Calciopoli: le schede svizzere (parte quarta)

  1. Bravo riassunto moto completo
    di misteri e cose strane calciopoli ne é ricca

    1) Il quaderno che stranamente nessuno richiede ne l’accusa ne le difese ne i giudici
    fosre perché su quel quaderno ci sono altri nomi di persone non implicate in calciopoli
    che si é preferito non conivolgere
    tipo Moratti o Facchetti O Braida o altri personaggi importanti
    e si é usato il metro di giudizio Auricchio ” a noi l’inter non interessa??
    questo lo dirà il processo per falsa testimonianza

    2)un commerciante che vende schede ad un perfetto sconosciuto e le intesta al padre
    nel periodo in cui si parla di AL QUaeda?? ( tre l’altro non ne aveva l’obligo )boh mi sembra molto strano

    3)ma la cosa piu’ strana effettivamente é come mai si é riusciti a ricostruire solo le prime 9 schede??? (dove l’obligo di intestazione era facoltativo) e non quelle vendute dopo dove era obligatorio intestarle??
    su questo punto c’é da riflettere

    Se si toglie quella lista di numeri fatta autentificare dai carabinieri a DC
    il metodo Di Laroni per i famigerati contatti va letteralmente a farsi friggere

    si sene grande puzza di bruciato

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  2. Ciao, @paolobxl, tra un po’ ricominceremo a farci domande, perchè al di là delle sentenze e delle conseguenze giudiziarie a noi interessa capire sempre meglio come sono andate le cose.
    Io non credo che sul quaderno di De Cillis (ammesso che esista) ci siano nomi di gente dell’Inter, anche perchè, data la stretta partnership con Telecom, se gli servivano schede telefoniche “protette” non avevano certo bisogno di andarsene da De Cillis….
    Io non so se il metodo Di Laroni va interamente a farsi friggere, però secondo me ha ricostruito un quadro solo parziale, e mancano dei pezzi.

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  3. So che siete tutti impegnati con gli studi o lavoro

    No certo che non c’erano personaggi dell’inter era solo un esempio
    ma se era vero che annotava i nomi a chi li aveva vendute. su quella pagina di quaderno
    c’erano sicuramente annotati nomi di altri personaggi probabilmente famosi
    stento a credere che su quella paginetta c’era solo il nome di Bertolini

    dai racconti fino ad ora fatti c’é un punto che mi sconquassa il cervello

    Il giorno dell’aquisto delle schede Il Bartolini non si é mai identificato
    come ha fatto il DC a fare 2+2 ????

    non poteva certo scrivere ,
    giorno xxx numero scheda 124566 veduta a Bartolini e via di seguito

    faccio anche presente che sulla lista dattilo scritta con i numeri delle schede cosegnata ai CC
    il nome di Bartolini non compare,
    quindi il link schede-Moggi come lo ha fatto?

    tenendo presente che il tutto é venuto alla luce piu’ di un anno dopo

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  4. Ciao a tutti. Mi scuso per la latitanza ma il lavoro (e altro) l’ha fatta da padrone.

    Non so voi, ma io sono molto soddisfatto di quanto scoperto finora. Mi piacerebbe riprendere partendo dall’incontro De Cillis-Carabinieri. Vi allego l’elenco dei file in cui viene nominato De Cillis, così se qualcuno vuole studiare… 🙂

    C’è una cosa che mi piacerebbe fare preliminarmente, ma che non posso fare io stesso per problemi di tempo.
    Di Laroni fa un lungo elenco, sim per sim, dei contatti che queste sim svizzere hanno avuto con telefoni “in chiaro”, intestati.
    Sarebbe bello riprodurre questo elenco di contattati, sim per sim, in una sorta di file excel come quello già fatto da Felix: una sorta di integrazione a quanto già esposto. Questo metodo di attribuzione mi sembra molto più efficace di quello delle celle; inoltre chi veniva contattato sul cell non poteva non accorgersi che quella era un’utenza straniera. Inoltre potremmo verificare se per caso c’erano contatti con telefoni già sotto sorveglianza.

    Che ne dite?

    Fatemi sapere.

    Ciao.

    http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/auricchio4_23-03-2010.pdf
    http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/auricchio6_13-04-2010.pdf
    http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/decillis_30-06-2009.pdf
    http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/nardone_22-12-2009.pdf
    http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/dilaroni01_10-11-2009.pdf
    http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/dilaroni02_13-11-2009.pdf
    http://download.ju29ro.com/processo_calciopoli/dilaroni03_11-05-2010.pdf

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