Massimo De Santis: il condannato di Calciopoli (1)

Introduzione

La figura di Massimo De Santis è una delle più complesse della storia, tanto da meritare un approfondimento a parte. Il processo Calciopoli lo ha visto imputato per ben 7 capi d’imputazione: uno è quello relativo all’associazione a delinquere capeggiata da Luciano Moggi (e la contestazione per De Santis non si limitava alla partecipazione all’associazione, ma prevedeva pure l’aggravante per avere promosso, costituito e organizzato l’associazione stessa), gli altri sei riguardano invece singoli episodi di frode sportiva.de santis

Alla fine dei giochi, avendo rinunciato alla prescrizione, De Santis risulta l’unico condannato dell’intero processo (altri imputati avevano rinunciato alla prescrizione, ma sono stati tutti assolti). La condanna di De Santis riguarda il capo A, associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (ma solo come partecipe, senza aggravanti), e due imputazioni di frode sportiva, il capo G relativo alla partita Fiorentina – Bologna e il capo A10 relativo alla partita Lecce – Parma. Per questi tre capi d’imputazione la condanna è stata confermata dalla Cassazione. Per i rimanenti capi d’imputazione De Santis è stato invece assolto.

Queste cose, però, tutti i cultori dell’argomento le conoscono già fin troppo bene. In questo lavoro ci proponiamo di andare oltre, ripercorrendo tutta l’annata 2004-2005 di Massimo De Santis, non limitandoci soltanto alle partite oggetto di capo d’imputazione, né soltanto alle telefonate che sono state poste alla base dei pronunciamenti dei giudici. Solo con uno sguardo il più possibile completo, infatti, si può arrivare a comprendere meglio la figura dell’arbitro di Tivoli.

In questa prima puntata, però, faremo in tempo solo a introdurre il personaggio, e i suoi trascorsi precedenti all’anno oggetto dell’inchiesta. Nato a Tivoli l’8 aprile 1962, Massimo De Santis è stato agente di polizia penitenziaria. È arrivato ad arbitrare ai massimi livelli nella stagione 1994-1995, nella quale ha debuttato in serie A (Sampdoria – Brescia, 7 maggio 1995). Nella stagione 2004-2005, oggetto dell’indagine della procura di Napoli, De Santis è dunque uno dei più esperti fra gli arbitri a disposizione dei designatori Bergamo e Pairetto.

Un primo salto di qualità nella carriera di De Santis si colloca nella stagione 1997-1998, durante la quale per la prima volta arbitra un cospicuo numero di partite di serie A (14). Nella stagione 1999-2000 De Santis arbitra per la prima volta un vero big match (Juventus – Milan, alla decima giornata). Alla fine di quella stagione, però, l’arbitro è al centro di roventi polemiche: durante Juventus – Parma del 7 maggio 2000, penultima giornata di serie A, annulla un gol segnato all’ultimo minuto dal parmense Cannavaro, che avrebbe pareggiato il gol di vantaggio bianconero. A partire da quel giorno De Santis deve convivere con l’etichetta di arbitro “juventino”.

La partita Juventus – Parma porta in dote a De Santis uno stop di quattro mesi, ufficialmente motivato come la sanzione per avere rilasciato dichiarazioni non autorizzate al termine della partita. La sua carriera, comunque, non si ferma, ed egli diventa arbitro internazionale a partire dalla stagione successiva. I vertici della sua carriera internazionale sono costituiti degli ottavi di Champions League 2004, 2005 e 2006, dalle semifinali di Coppa Uefa 2005 e 2006, da un’amichevole del Brasile nel 2004 e dallo spareggio per la qualificazione al Mondiale fra Spagna e Slovacchia nel 2005. Proprio al Mondiale 2006 De Santis sembra destinato De Santis, ma il traguardo gli verrà scippato dallo scoppio dello scandalo Calciopoli, poche settimane prima dell’inizio della competizione.

Questa introduzione può sembrare lunga e nozionistica, tuttavia mi sembra necessaria per tracciare un ritratto iniziale del protagonista di questa storia. Non si tratta di un signor nessuno, ma di un arbitro che, a differenza di altri colleghi coinvolti in Calciopoli, ha una lunga esperienza, ed è abituato a frequentare i massimi livelli della sua categoria.

Massimo De Santis prima del 2004-2005

Il primo problema che si incontra nell’analizzare la figura di Massimo De Santis nell’ambito dell’inchiesta Calciopoli è rappresentato dal fatto che la juventinità di De Santis è considerata come un dato acquisito e inequivocabile. Questa convinzione degli investigatori, però, non si basa su riscontri concreti, ma quasi esclusivamente su opinioni espresse da vari personaggi appartenenti al mondo del calcio.

Esamineremo con calma tutto questo materiale. Cominciamo però da qualche dato concreto, che non fa mai male. Nel momento in cui gli investigatori del team di Auricchio cominciano l’inchiesta, De Santis ha arbitrato 18 volte la Juventus, con 14 vittorie juventine, 3 pareggi, e 1 sconfitta della Juve. È necessario però accompagnare questa statistica complessiva con un elenco delle partite:

Juventus – Vicenza 2-0 del 2 marzo 1997; Juventus – Brescia 4-0 del 21 settembre 1997; Juventus – Bari 1-0 del 28 febbraio 1998; Venezia – Juventus 1-1 del 17 gennaio 1999; Juventus – Venezia 1-0 del 3 ottobre 1999; Juventus – Milan 3-1 del 21 novembre 1999; Bologna – Juventus 0-2 del 9 aprile 2000; Juventus – Parma 1-0 del 7 maggio 2000; Atalanta – Juventus 2-1 del 4 febbraio 2001; Udinese – Juventus 2-1 del 4 marzo 2001; Vicenza – Juventus 0-3 del 10 giugno 2001; Lecce – Juventus 0-0 del 22 settembre 2001; Brescia – Juventus 0-4 del 23 dicembre 2001; Chievo – Juventus 1-3 del 27 gennaio 2002; Torino – Juventus 0-4 del 17 novembre 2002; Juventus – Torino 2-0 del 5 aprile 2003; Empoli – Juventus 3-3 del 25 gennaio 2004; Juventus – Chievo 1-0 del 1 febbraio 2004.

Come è evidente, si tratta quasi sempre di partite della Juventus contro squadre medio-piccole; e dunque l’alta percentuale di vittorie bianconere non deve sorprendere. Tre volte De Santis ha espulso un calciatore della Juve: Del Piero durante Udinese – Juventus del 2001 (unica espulsione in carriera in serie A), Montero durante Lecce – Juventus del 2001 (lui invece è recordman di espulsioni), Tudor durante Juventus – Torino del 2003 (insieme a tre torinisti). Otto volte, invece, De Santis ha espulso un avversario della Juve. Quattro sono i rigori concessi dall’arbitro di Tivoli alla squadra bianconera; i primi due nelle prime due partite dell’elenco, gli altri due durante Chievo – Juventus del 27 gennaio 2002. Un solo rigore concesso contro la squadra bianconera, durante Torino – Juventus del 17 novembre 2002.

Ancora qualche considerazione su questa lista di partite, basandomi sui casi da moviola (mi affido a Repubblica perché ha l’archivio più facilmente consultabile on-line, a titolo ovviamente indicativo; per di più si tratta di quotidiano assolutamente non sospettabile di essere filo-Triade, anzi). Juventus – Vicenza del 1997 registra un rigore non chiaro e assegnato con parecchia severità a favore dei bianconeri. Invece il rigore assegnato sempre ai bianconeri durante Juventus – Brescia dello stesso anno c’era. Per Venezia – Juventus del 1999 si registra la mancata espulsione di Davids già ammonito. Per Juventus – Milan del 1999 si registrano due possibili rigori non concessi, uno al Milan e uno alla Juve. Dure critiche riguardano l’arbitraggio di De Santis in Bologna – Juventus del 2000: il Bologna a fine partita dichiara il silenzio-stampa per protesta, a causa dell’espulsione di Falcone, ma si annotano anche due rigori non dati ai bianconeri, oltre a diversi falli da ammonizione non sanzionati. Durante Udinese – Juventus del 2001 i friulani lamentano un rigore non dato; coro “ladri, ladri” per la Triade accomodata in tribuna, ma rigore che appare poi dubbio alle moviole. Eccessivo viene giudicato il primo dei due rigori concessi da De Santis in Chievo – Juventus del 2002. Per quanto riguarda Torino – Juventus del 2002 l’arbitro viene giudicato “tenero” nei confronti della squadra granata. Molto negativo è giudicato l’arbitraggio di De Santis nell’altro derby, Juventus – Torino del 2003, ma non in senso filo-bianconero: il granata Fattori manda fuori in barella Nedved con un fallaccio, ma non viene nemmeno ammonito. Il Toro gioca una partita rabbiosa e violenta, e finisce in 8, con l’arbitro che cerca di mostrarsi autorevole dopo essersi fatto sfuggire la partita di mano. Infine Juventus – Chievo del 2004: un gol regolare annullato alla Juve, e dubbi su un contatto in area bianconera.

Questo resoconto mi sembra che difficilmente supporti l’impressione di un arbitro decisamente filo-bianconero. Ho tenuto volutamente fuori, però, fino a questo momento la gara regina, quella che davvero marchia a vita De Santis come arbitro juventino. Si tratta, come sapete bene tutti, della già citata Juventus – Parma del 7 maggio 2000, la partita passata alla storia per il gol del pari annullato al parmense Cannavaro. Questa partita ha talmente influito sull’immaginario collettivo che i giudici del tribunale di Napoli hanno scritto che l’associazione a delinquere di Moggi sarebbe stata attiva a partire dal campionato 1999-2000 proprio pensando all’esito di questo incontro. Del resto la procura ha scritto, nella spiegazione del capo d’imputazione, che quel campionato “fu sostanzialmente condizionato sino alla penultima giornata” (cioè, da un solo fischio arbitrale si deduce il condizionamento di un intero campionato, così, senza nessun altro elemento a sostegno). Ovviamente mai nessuna attività investigativa è stata condotta su questo match (piccola parentesi; al tempo delle indagini una eventuale frode sportiva in Juventus – Parma era ancora lungi dall’essere prescritta; perché non indagare se proprio si era tanto convinti dell’alterazione?), e l’affermazione sulla presunta associazione di Moggi attiva già nel 1999-2000 è una delle tante affermazioni spericolate e arbitrarie che stanno nelle sentenze su Calciopoli. Ad avere impressionato gli investigatori può comunque avere contribuito il fatto che di questa partita se ne parla ancora in telefonate ascoltate nel corso dell’inchiesta Calciopoli, a cinque anni di distanza. Da qui parte il nostro discorso.

L’intercettazione Meani – Collina

Conoscete Leonardo Meani? Ex guardalinee, ristoratore a Lodi, Meani nel 2004-2005 svolgeva l’incarico di “addetto agli arbitri” per conto del Milan di Galliani. Grazie a questo incarico Meani teneva numerosi contatti con i designatori, con alcuni arbitri, e con numerosi guardalinee. Meani è stato l’unico dirigente di club non juventino ad avere il telefono sotto controllo nel corso dell’inchiesta Calciopoli, anche se per un periodo decisamente più breve rispetto a Moggi e Giraudo. L’inchiesta ha fruttato a Meani anche una condanna per frode sportiva poi prescritta in appello, per il capo A4 (Milan – Chievo).

Qui, tuttavia, Meani non ci interessa in quanto protagonista di contatti ambigui con il mondo arbitrale, ma come grande accusatore. Nelle telefonate del ristoratore milanista, infatti, abbondano accuse e malignità contro Moggi e contro gli arbitri che sarebbero stati a lui vicini (Juve e Milan si giocarono lo scudetto testa a testa, quell’anno); e di questo materiale gli investigatori hanno fatto larghissimo uso. Se il romanista Franco Baldini è dichiaratamente il “grande suggeritore” dell’inchiesta (per un approfondimento si veda qui), anche Meani, seppur inconsapevolmente, ha avuto un ruolo analogo; senza tenere in alcun conto la possibile faziosità dell’addetto agli arbitri milanista (Auricchio formulerà un bizzarro principio metodologico per cui “se una cosa la dice un personaggio del mondo del calcio, allora è credibile e veritiera”) le sue allusioni e le sue malignità si sono trasformate in spunti investigativi e capi d’imputazione. Si veda, solo per fare un esempio, tutto il tema delle “ammonizioni mirate” per ottenere squalifiche a favore della Juve.

Qui, comunque, ci interessiamo di Meani soprattutto a causa di una sua telefonata con Pierluigi Collina, datata 18 aprile 2005 (prog. 5610, informativa gennaio 2006, p. 226; per leggere l’informativa questo è il link su ju29ro.com). È la stessa telefonata in cui i due interlocutori organizzano un incontro fra l’arbitro e Adriano Galliani, per discutere del possibile futuro ruolo da designatore del fischietto viareggino (sul complesso delle telefonate Meani – Collina quel giorno si veda la seconda parte dell’articolo linkato qui). La parte che qui ci interessa è però quella, precedente, in cui Meani si lamenta della designazione di De Santis per la partita Juventus – Inter del 20 aprile (che peraltro finirà 1-0 per i nerazzurri). Il giorno prima Meani aveva avuto modo di fare un lungo viaggio in macchina con l’allenatore del Milan Ancelotti, che gli avrebbe confidato segreti scottanti a proposito di Juventus – Parma e del campionato 1999-2000, quando Carletto allenava la Juve di Moggi: “ai tempi della famosa partita di Perugia la torta era pronta, ma poi è venuto fuori il casino, alla partita con il Parma. Lì è venuto fuori il casino, i giornali sono esplosi, ma se non veniva fuori quella cosa lì la roba era fatta, dopo invece si è ribaltato il tutto, perché è scoppiata la bomba”. Quei buontemponi dei carabinieri scrivono nella loro informativa che De Santis non aveva convalidato il gol del Parma “nonostante la palla avesse abbondantemente superato la linea di porta”; vaglielo a spiegare, che De Santis ha visto un fallo in area, e non si è trattato di un gol fantasma. Comunque non è questo il punto.

Sul contenuto di questa telefonata è stato interrogato proprio Carlo Ancelotti, sia nel 2006 che nel corso della deposizione testimoniale napoletana dell’11 maggio 2010 (qui la trascrizione su ju29ro.com). L’ex allenatore di Juve e Milan ha smentito in entrambe le occasioni di avere mai parlato a Meani di aspetti legati alla sua esperienza in bianconero, e ha smentito di avere mai utilizzato l’espressione “la torta era pronta” a proposito del finale del campionato 2000. Avendo imparato un po’ a conoscere questi personaggi, reputo effettivamente improbabile che Carletto abbia potuto fare una “rivelazione” del genere al ciarliero ristoratore, e più probabile che Meani in realtà stesse cercando di provocare Collina, che di quella vecchia storia era un protagonista decisivo, avendo arbitrato proprio il Perugia – Juventus successivo allo scoppio della “bomba”. Meani sperava che Collina abboccasse all’esca, e gli facesse qualche rivelazione su quei fatti; ma l’arbitro viareggino è uomo di mondo, e si mostra sostanzialmente scettico rispetto alla storia narrata da Meani (anche perché la stessa storia implicherebbe un arbitraggio di Collina a Perugia influenzato in qualche modo dall’esplosione dei giornali e dalla torta saltata, no?). Ovviamente il pm Narducci non è d’accordo con me, e nella sua requisitoria (la trascrizione, sempre da ju29ro.com, è leggibile qui, e il passo qui citato è a p. 19) preferisce l’Ancelotti de relato della telefonata di Meani all’Ancelotti testimone in aula, che non avrebbe detto tutta la verità (anche se a Carletto non è mai stata contestata la falsa testimonianza).

Punto cardine dell’interrogatorio di Ancelotti, al di là dei fatti del 2000, è comunque la sua affermazione relativa a un “rapporto confidenziale” tra Moggi e l’arbitro De Santis (curioso che, interrogato in FIGC nel 2006, Ancelotti parlasse di un rapporto analogo anche fra Moggi e l’arbitro Daniele Tombolini, mai entrato nell’inchiesta; trascrizione dell’interrogatorio, sempre da ju29ro.com, qui). Ovviamente quelle dell’ex tecnico di Juve e Milan erano solo sensazioni, precisa egli stesso; quando capitava che De Santis arbitrasse la Juve, si potevano notare segni di familiarità fra i due. Si usava il tu invece del lei, ad esempio. Lo stesso Ancelotti, però, precisa che De Santis era portato a rapporti più confidenziali rispetto ad altri arbitri anche nei confronti di allenatori e calciatori. Del resto, lo apprendiamo dalle intercettazioni, egli dava del tu pure a un monumento del calcio nazionale come Giacinto Facchetti (qui un audio a titolo d’esempio).

Ci siamo già dilungati sin troppo. Per il momento, dunque, il racconto si arresta alle valutazioni personali di Ancelotti sui rapporti confidenziali Moggi – De Santis e ai sospetti di Meani sulla “torta” del campionato 2000. Nella sentenza sportiva di primo grado è scritto che “era nella opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio il condizionamento del settore arbitrale da parte della dirigenza della Juventus”. E pazienza se tutti poi si affannano a precisare, come già Franco Baldini, che le loro sono solo opinioni personali, senza alcun riscontro concreto. Calciopoli, e la storia di De Santis ne è un chiaro emblema, è una storia di opinioni, e non di fatti. E questa era solo un’anteprima.

(continua)

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16 pensieri riguardo “Massimo De Santis: il condannato di Calciopoli (1)

  1. Ottimo inizio. Ricordo anche che il calcio d’angolo da cui scaturisce il famoso gol (valido) di Cannavaro, non c’era. La velocità di affiliazione e sdoganamento di De Santis alla Cupola ha dell’incredibile 🙂 ma questo lo vedremo piú avanti.

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  2. @laposofri io non ho affrontato l’episodio dal punto di vista moviolistico, non mi interessa. Comunque è vero che l’angolo non c’era, ed è anche vero che De Santis ha sostenuto di avere fischiato prima che Cannavaro colpisse di testa e indirizzasse il pallone verso la porta… bisognerebbe rivedersi con attenzione le immagini, ma non credo che ne valga la pena sinceramente. Agli sdoganamenti ci arriveremo, ma prima di arrivare al 2004-2005 dovremo passare attraverso altri due temi: le indagini che l’Inter fa proprio su De Santis, e le dichiarazioni di Dal Cin sulla combriccola romana. Questi due dovrebbero essere i temi della seconda puntata.

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  3. @Rug Massimo De Santis dopo Juve – Parma è stato fermato per quattro mesi perché aveva rilasciato dichiarazioni non autorizzate alla fine della partita (credo proprio per difendersi dalle accuse, disse che lui aveva fischiato prima del colpo di testa)… un caso simile ricorderai riguarda Paparesta dopo la finale di Coppa Italia 2004. Ovviamente possiamo anche pensare che le dichiarazioni di De Santis fossero una scusa, e che lui fu fermato a seguito delle polemiche per quel gol annullato. Plausibile, ma è comunque una nostra ipotesi.
    Essendo quella partita la penultima giornata di serie A lo stop – come puoi immaginare – copre soprattutto il periodo estivo. La stagione 1999-2000 di De Santis si conclude dunque con Juventus – Parma (7 maggio 2000). Nella stagione 2000-2001 torna ad arbitrare il 20 settembre 2000, però in serie B (Monza – Salernitana). Torna ad arbitrare in serie A soltanto il 12 novembre 2000 (Inter – Lecce, sesta giornata). Quindi se consideriamo solo la serie A salta l’ultima giornata del 1999-2000 e le prime cinque del 2000-2001 (dopo la fine della squalifica comincia il campionato arbitrando in B).

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  4. Sul capo G Fiorentina- Bologna di cosa lo si accusa??
    Visto che da come lo descrive Rug Lui e Moggi e Giraudo pagheranno Milioni e Milioni di euro di risarcimenti alle parti civili
    Lo hanno accusato di tutto e di piu’ e alla fine cosa resta
    un associazione composta da tre persone

    Si puo’ considerare associazione a delinquere con solo tre persone??

    De Santis continua a pofessarsi innocente ed ha avuto il coraggio di rinunciare alla prescrizione e nonostante cio’ lo hanno condannato

    questo é un caso che farà scuola

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  5. Ciao @paolobxl, mi stavo chiedendo che fine avessi fatto!
    Abbia pazienza, qui sto cercando di seguire un criterio cronologico e analizzare il personaggio di De Santis a 360 gradi. Per questo motivo sono partito da questo episodio del 2000 (Juventus – Parma) che è stato tanto discusso, e che ha fortemente influenzato l’interpretazione del personaggio De Santis anche negli anni successivi. Quindi a Fiorentina – Bologna ci arriveremo nelle prossime puntate, inutile parlarne adesso.
    Per quanto riguarda l’associazione a delinquere, in realtà c’è condannato solo De Santis. Poi ci sono state altre persone che sono state prescritte e non assolte, il quadro completo per l’associazione lo trovi qui https://ilcalcioeugualepertutti.wordpress.com/2015/03/24/calciopoli-cosa-resta-dopo-la-cassazione/
    Abbi pazienza, vi propongo un percorso un po’ più lungo che non si sofferma solo sui capi d’imputazione ma cerca di avere uno sguardo più ampio.

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  6. “Ovviamente il pm Narducci non è d’accordo con me, e nella sua requisitoria (la trascrizione, sempre da ju29ro.com, è leggibile qui, e il passo qui citato è a p. 19) preferisce l’Ancelotti de relato della telefonata di Meani all’Ancelotti testimone in aula, che non avrebbe detto tutta la verità (anche se a Carletto non è mai stata contestata la falsa testimonianza).”

    Per dichiarazioni di senso opposto avrebbe creduto alla testimonianza e non a frasi di seconda mano.
    Per Parma juve mi pare (potrei ricordare male) che de santis abbia anche contestato il fatto che il filmato dove lui pare annullare il goal abbia in realtà il sonoro sfasato rispetto alle immagini. In ogni caso lì è diventato “juventino” e credo che la sua condanna fosse inevitabile dato che qualche arbitro doveva essere condannato per non rendere ridicola tutta calciopoli ( è già sulla buona strada anche senza l’assoluzione degli arbitri viste le innumerevoli anomalie che la contraddistinguono). Degli arbitri coinvolti quelli che potevano essere accusati di essere non solo partecipi ma copromotori credo fossero ben pochi per personalità, e se escludiamo l’unico beatificato in vita che io conosca (Collina), De santis diventa probabilmente candidato unico al patibolo.
    Peccato che tutta l’inchiesta sia stata fatta coi piedi (volutamente o meno non si sa) perchè altrimenti oggi si capirebbe quasi senza ombra di dubbio sia la portata dei condizionamenti arbitrali sia chi realmente aveva legami non solo scorretti (questo è assodato) con squadre di calcio ma legami criminali con tornaconto personale e arbitraggi a comando.

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  7. he be in questo momento poco tempo per leggere
    comunque eggendo il quadro sempre a tre si arriva anzi direi due
    Moggi e Giraudo
    visto che Bergamo -Pairetto- De Santis li si potrebbero associare dalle loro conversazioni dello stesso tipo con:
    Moratti Facchetti o Galliani Meani o probabilmente altre conbinazioni

    Strano che a De Santis lo associano solo a Moggi e Giraudo quando é stato provato che teneva lo stesso tipo di conversazioni con tutti
    la sola differenza é nei pseudo contatti di sim svizzere la quale storia conosciamo

    Francamente riflettendoci oggi a distanza di tempo e con tutti i gradi passati
    la storia di Calciopoli é piena di contraddizioni di pesi e di misure tutte fatte ad personam

    L’ assurdo é che si contesta al Ds di avere fischiato a comando quindi di avere falsificato il risultato di partite senza traccia di soldi o favori particolari anzi si becca 4 mesi di sospensione e la B e chi é che l’ha sospeso???
    in seguito si scopre scommessopoli che già era in atto, dove si, si sono trovati soldi é prove
    ma li nessuno radiato nessuno condannato

    Adesso esce la storia di Pulvirenti dove da come letto é chiaro il passaggio di denaro
    adesso esce la storia di lotito che fa Lobbismo e da padre padrone

    ma Moggi Giraudo e De Santis sono nell immaginario collettivo i Ladroni

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  8. @paolobxl hai scritto “Strano che a De Santis lo associano solo a Moggi e Giraudo quando é stato provato che teneva lo stesso tipo di conversazioni con tutti”.
    Vedi, in questa serie stiamo cercando di affrontare in maniera globale il personaggio De Santis, considerando anche il periodo precedente al 2004-2005. In questo articolo si parla di Juventus – Parma del 2000, nella prossima puntata parleremo di fatti avvenuti tra il 2002 e il 2003. Infatti la convinzione che De Santis sia legato in qualche modo a Moggi si forma negli anni precedenti all’inchiesta, e non trova particolari sostegni nell’inchiesta stessa, in quanto vediamo De Santis parlare anche con Meani e Facchetti in termini amichevoli (forse Ancelotti avrebbe detto confidenziali). La scheda svizzera nel caso di De Santis non c’entra nulla, anzi determina una ulteriore contraddizione, perchè nel periodo in cui non ha la scheda lo accusano di aiutare la Juve, mentre nel periodo in cui usa la scheda lo accusano di essersi sdoganato e di avere sfavorito la Juve (ma arriveremo anche a questo, spiegandolo con calma). Quindi in pratica a determinare la convinzione di colpevolezza nei confronti di De Santis non sono tanto le cose emerse nell’inchiesta, quanto i sospetti che lo stesso De Santis aveva suscitato negli anni precedenti. So che è strano, ma permettimi di arrivare alla fine di questa serie di articoli, e poi faremo il punto anche sulla valutazione di De Santis a livello penale (nel frattempo avremo anche le motivazioni della cassazione, attese per i prossimi giorni).

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  9. ” Ovviamente il pm Narducci non è d’accordo con me, e nella sua requisitoria (la trascrizione, sempre da ju29ro.com, è leggibile qui, e il passo qui citato è a p. 19) preferisce l’Ancelotti de relato della telefonata di Meani all’Ancelotti testimone in aula, che non avrebbe detto tutta la verità (anche se a Carletto non è mai stata contestata la falsa testimonianza).”

    Direi che il caso de santis è in buona sostanza racchiuso qui. Sdoganamenti e fantacalcio sono figli di un’associazione preventiva De Santis = juventus.

    Sul fatto che sia stato accusato d’essere più di un semplice associato direi che hanno scelto lui sia per il motivo di cui sopra sia perchè arbitri di personalità, quindi credibili come membri di primo piano dell’associazione a delinquere non è che ce n’erano molti. Se Togliamo l’unico beatificato in vita che io conosco (Collina) non potevano certo far passare Racalbuto come pedina di rilievo visto che se sbagliava projuve chiamava il collega impaurito per le possibili conseguenze (roma -juve).

    ps ovviamente ciò che si dice al telefono vale più di ciò che si dice sotto giuramento in aula. Sarà forse un nuovo capitolo dell’evoluzione della legge…..sempre che spinga nella direzione voluta perchè se meani al telefono avesse detto che De santis odiava Moggi e ancelotti in aula avesse detto il contrario avremmo scoperto che al telefono di casa si possono raccontare fregnacce.

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  10. Ciao @bjh, purtroppo i tuoi commenti erano stati bloccati dal filtro anti-spam di WordPress, che è una cosa che non dipende da noi… ma adesso li ho ripristinati.
    Sono d’accordo con te. De Santis è sicuramente un arbitro di personalità, influente e carismatico. Continueremo a sviluppare il suo ritratto nelle prossime puntate, e vedremo che il giudizio/pregiudizio sulla sua juventinità nasce ben prima del 2004-2005; i carabinieri di Auricchio lo danno sostanzialmente per assodato, in quanto cosa opinione diffusa nel mondo del calcio. Ovviamente bisogna vedere perché questa opinione era così diffusa, e quanto era effettivamente diffusa nel mondo del calcio. Perché in effetti De Santis non è inguaiato da cose particolari fatte nel 2004-2005, ma da quello che di lui dicono altre persone.
    Per quanto riguarda Juve – Parma hai ragione, lui contesta le immagini, credo che a un certo punto presentò anche un filmato amatoriale da un’angolazione diversa da cui si vedeva questo famoso fallo, e comunque ha sempre sostenuto di avere fischiato in anticipo, prima del colpo di testa di Cannavaro. Se non ho capito male è stato proprio per queste dichiarazioni di auto-difesa a fine partita che fu fermato dai designatori, perché gli arbitri non possono parlare senza autorizzazione preventiva (ovviamente fu fermato anche per motivi di opportunità dopo le polemiche, mi pare plausibile).
    A breve la seconda puntata!

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  11. Ho infatti scritto due commenti quasi uguali perchè non vedendo il primo pensavo d’aver fatto casino con l’invio. Non vedendo anche il secondo ho pensato d’esser rimbambito…per fortuna era solo l’antispam e non la vecchiaia:-))

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