La posizione processuale di Antonio Giraudo (parte prima)

Antonio Giraudo è stato l’amministratore delegato della Juventus dal 1994 al 2006, anno in cui è scoppiato lo scandalo sportivo denominato Calciopoli. È uno dei protagonisti più importanti del processo napoletano per la carica ricoperta: nella stagione 2004/05, oltre ad essere stato l’a.d. della società bianconera, era anche consigliere federale. A differenza degli altri imputati principali (Moggi, Mazzini, Bergamo, Pairetto, De Santis) Giraudo ha optato, insieme a Lanese (presidente dell’A.I.A.), Pieri, Dondarini (entrambi arbitri) e altri imputati di minor rilievo, per il rito abbreviato, nel quale non si celebra la fase dibattimentale. Alla fine del procedimento, arrivato in Cassazione nel marzo del 2015 quando tutti i reati erano comunque prescritti, Giraudo è rimasto l’unico non assolto del processo celebrato con rito abbreviato. L’ex a.d. della Juventus era stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver promosso, costituito e organizzato un’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e con l’accusa di aver compiuto sei reati-fine (frodi sportive). I capi d’accusa sono schematizzati di seguito.

Cartella di lavoro1

Come si osserva, Giraudo, dopo essere già stato assolto dal GUP per le frodi sportive ai capi E, Z e A3 per non aver commesso il fatto, è stato assolto nel merito – sempre con la medesima formula di assoluzione ampia – dalla IV sezione della Corte di appello di Napoli, presieduta dal dott. Stanziola, anche per i reati-fine ai capi B ed F. È stata invece confermata la condanna di primo grado relativamente all’associazione per delinquere – ma già il GUP aveva ridotto il ruolo di Giraudo a semplice partecipe dell’associazione, scartando l’aggravante di esserne stato il promotore – ed è rimasta in piedi anche la frode sportiva al capo Q. Di fatto la sentenza di appello è stata ritenuta ben motivata dalla III sezione della Cassazione, presieduta dal magistrato Aldo Fiale, che ha confermato tutte le assoluzioni (sia di Giraudo che degli altri imputati) e ha annullato senza rinvio le uniche due condanne rimaste (quelle di Giraudo per i capi A e Q) soltanto perché i reati erano estinti per prescrizione. Il ricorso presentato dal Procuratore generale – contro le assoluzioni di Lanese, Pieri, Dondarini e Rocchi e, relativamente a Giraudo, contro la ritenuta esclusione dell’aggravante di promotore del sodalizio criminoso e contro le assoluzioni dell’ex a.d. juventino dalle frodi sportive B e F – è stato rigettato perché inammissibile. I ricorsi degli avvocati di Giraudo (Krogh e Galasso) sono invece stati rigettati perché ritenuti infondati in modo non manifesto.

Passiamo ora ad analizzare, nello specifico, tutte le accuse mosse a Giraudo. Come già accennato, la Cassazione ha confermato in toto le motivazioni della sentenza d’appello. Verranno quindi riportati diversi passaggi della sentenza di merito di secondo grado ma non mancheranno passi delle sentenze del GUP (sentenza di primo grado) e della Cassazione.

L’associazione a delinquere

Il primo capo d’imputazione (capo A) è quello relativo all’associazione per delinquere che ha visto, tra il giudizio ordinario e quello abbreviato, sette imputati condannati/prescritti e cioè Moggi, Giraudo, Mazzini, Pairetto, De Santis, Racalbuto e Fabiani (che nella stagione 2004/05 era il direttore sportivo del Messina). Anche Bergamo era stato ritenuto colpevole del reato in primo grado, ma la Corte d’appello ha annullato la condanna per una violazione del diritto di difesa. Per lui – non solo per questo capo d’accusa ma anche per tutte le frodi sportive contestategli – il processo è da rifare. Scrivono i giudici di legittimità: “Secondo quanto è dato leggere nel testo della sentenza impugnata, la Corte territoriale ha confermato l’esistenza di una strutturata associazione delinquenziale volta, tra l’altro, all’alterazione, o comunque, al condizionamento del campionato nazionale di calcio professionistico della serie A per l’annata sportiva 2004-2005, evidenziando la disponibilità di un sistema di comunicazione tra i vari associati sostanzialmente segreto; sistema di comunicazione sapientemente sofisticato, costituito dal possesso, da parte dei sodali, di schede telefoniche estere reperite in Svizzera e poi distribuite in Italia a numerosi tesserati della F.I.G.C.”.

Moggi

Ma l’esistenza del sodalizio si basa, oltre che sulla ormai accertata predisposizione di un sistema di comunicazione riservato e finalizzato ad eludere qualsiasi controllo del contenuto delle comunicazioni, anche su altri elementi, quali, soprattutto, la periodicità di incontri – apparentemente giustificati da ragioni conviviali – tra i responsabili della Juventus, i designatori arbitrali e, in alcune occasioni, il presidente dell’A.I.A. Lanese (che però è stato assolto) e il vicepresidente federale Mazzini. I giudici rilevano la componente illecita di tali riunioni poiché i designatori si incaricavano della predisposizione delle griglie arbitrali e dell’individuazione dei giudici di gara concordandone l’attuazione con i responsabili Juve e rispondendo positivamente alle sollecitazioni degli stessi. A nulla rileva, quindi, il fatto che i designatori rispondessero positivamente anche alle sollecitazioni di altri dirigenti (ad esempio a Meani quando, in un’occasione, il dirigente addetto agli arbitri del Milan chiese di avere, dopo un torto subito dalla propria squadra, il guardalinee Puglisi) e a nulla rileva il fatto che – come scrive la stessa Corte di Cassazione – il sistema di predisposizione delle griglie arbitrali, almeno con riferimento alla stagione sportiva 2004-2005, era piuttosto diffuso.

Un dato certo delle vicende in esame è quindi costituito dalle riunioni che, con buona frequenza, avvenivano tra gli imputati Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, Mazzini e Lanese, non essendo però necessariamente sempre tutti presenti.

Il 21 settembre 2004 vi fu una cena a casa di Giraudo con Moggi, Bergamo e Pairetto. È stata captata, tramite un’intercettazione telefonica avvenuta durante l’incontro, un pezzo di conversazione tra Moggi e Giraudo nella quale il secondo disse: non voglio rimettere un’altra volta sul Milan perché il rischio è di… è un rischio troppo alto… ricevendone conferma da Moggi: non si può. Il giorno dopo Moggi interloquì telefonicamente con Mazzini e – alla domanda di quest’ultimo su come era andato l’incontro – rispose: bene, si è ricreduto, adesso si cerca di mettere a posto la situazione… è chiuso… tienitela per te… Lanese viene domani da me, vedo se mi posso organizzare.

Nel mese di dicembre si svolsero altri due incontri. Il primo avvenne il 2 dicembre, giorno precedente ai sorteggi, a casa di Pairetto a Rivoli con Moggi, Giraudo, Bergamo e le rispettive mogli. Il 21 dicembre si organizzò un’altra cena, sempre a casa di Pairetto, ma questa volta con Moggi, Giraudo e Lanese; il giorno successivo Lanese e Pairetto commentarono al telefono l’incontro della sera precedente con le seguenti espressioni: Pairetto: tutto molto bene, penso si possa lavorare bene e Lanese: siamo rimasti che ci rivediamo a gennaio e facciamo un check. Nel corso della giornata l’incontro fu di nuovo oggetto di uno scambio di idee tra Lanese e Moggi: stai tranquillo, c’è il massimo della collaborazione disse il primo al secondo.

Una quarta riunione, di taglio più operativo e non accompagnata da convivio e consorti, si tenne l’8 febbraio 2005. Nel corso di una conversazione telefonica Moggi disse a Giraudo: verso le dieci alle otto liberati un attimo che ho fatto venire Pinochet (Pairetto, ndr) a casa mia… e Giraudo: dobbiamo decidere di essere un po’ più duri… poi ne parliamo oggi… A questo incontro serale tra Moggi, Giraudo e Pairetto seguì la famosa conversazione notturna tra il primo e Bergamo in cui parlarono della formazione delle griglie arbitrali.

Dalle telefonate intercettate si deduce, senza dubbio, che un’altra riunione ci fu il 17 febbraio tra Moggi, Giraudo, Pairetto, Lanese e Mazzini a casa di quest’ultimo. Si desume anche che l’iniziativa partì dallo stesso Mazzini subito dopo l’elezione di Carraro al vertice della F.I.G.C. che fu commentata dal vicepresidente federale, con Moggi, nel seguente modo: certo però noi… la mano che… che cosa abbiamo fatto per Carraro, ragazzi… ora però c’è da fare gli organigrammi… noi bisogna vedersi un minuto.

Gli atti danno conto di un altro incontro, avvenuto il 23 marzo a Torino, tra Moggi, Lanese e Pairetto; si tratta dello stesso giorno in cui fu riconfermato Galliani come Presidente di Lega e quello stesso giorno Moggi – alla domanda di Mazzini su come era andata l’assemblea di Lega – rispose: come si voleva noi, chiaro… Antonio consigliere, tutto a posto…

Poco più di un mese dopo, il 30 aprile, in un momento cruciale per le sorti del campionato, si incontrarono a Torino Moggi, Giraudo, Lanese e Pairetto.

Il 14 maggio, preceduto da più conversazioni preparatorie tramite le quali furono coinvolti anche Moggi e Giraudo, si verificò un incontro presso il ristorante Villa La Massa a Rivoli tra Bergamo, i Della Valle e Mazzini – filmato dalla p.g. – avente ad oggetto le sorti della Fiorentina; subito dopo l’incontro Mazzini comunicò a Pairetto: ero a lavorare per te… la nostra Fiorentina… ti parlo da vicino collegando così la riconferma dei designatori anche al destino della squadra di Firenze (e quindi anche all’atteggiamento che i Della Valle avrebbero assunto nei loro confronti).

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Infine, il 21 maggio a casa di Bergamo, in provincia di Livorno, la p.g. – allertata dall’ascolto delle precedenti conversazioni – effettuò un servizio di osservazione dell’ultima riunione del sodalizio che vide partecipi lo stesso Bergamo, Moggi, Giraudo e Mazzini. Da successive conversazioni tra Bergamo e Pairetto e tra Bergamo e la Fazi è comprensibile che l’oggetto della riunione fu anche la riconferma di Bergamo nel suo ruolo. Bergamo e Pairetto, però, a fine stagione furono sostituiti da Mattei (si passò al designatore unico).

Emerge, da questi molteplici incontri, una commistione dei ruoli e degli interessi dei singoli imputati che, invece, secondo le regole del settore ed il rispetto ordinamentale delle rispettive cariche, dovevano restare separate.

Come si deduce dai brevi brani intercettati riportati nei paragrafi precedenti, i membri della struttura associativa non si ritrovavano solo ad attentare ai risultati delle singole partite, ma anche ad appoggiare la candidatura di Franco Carraro, candidato al vertice della F.I.G.C., e quella di Adriano Galliani – amministratore delegato del Milan – candidato in Lega. Inoltre la struttura associativa, soprattutto nelle persone di Moggi e Mazzini, si organizzava per pilotare dossier contro Diego Della Valle – colpevole di volere un cambiamento politico alla guida della Lega (e della Federazione) – nel tentativo di indurlo a lasciare libero il campo a vantaggio di Galliani, che riuscì nel farsi confermare presidente di Lega. Il primo ad essere interessato al dossier che screditava Della Valle, logicamente, doveva essere proprio Galliani, che però viene solo sfiorato dall’indagine. L’associazione si impegnava, dunque, non solo nelle questioni prettamente sportive ma anche nelle questioni politiche e favoriva le rielezioni di Carraro e di Galliani, che però non sono nemmeno mai stati imputati di associazione per delinquere. È strano, ma secondo chi ha giudicato i componenti del sodalizio appoggiavano in Lega e in Federazione due candidati che non erano nemmeno partecipi dell’associazione. In ogni caso, molto probabilmente, era interesse del sodalizio mantenere lo status quo; oltretutto, in questo modo, Giraudo è stato nominato consigliere federale.

Altro elemento che configura l’associazione è l’ingerenza costante di Moggi ed anche di Giraudo – sia in qualità di dirigente di società che in quello, ben più incisivo, di consigliere federale – oltre all’impegno dei designatori arbitrali (soprattutto Bergamo) e del vicepresidente federale Mazzini nelle dinamiche di aggiustamento dei risultati sul campo anche di diverse squadre calcistiche, ai fini del salvataggio di alcune di esse (cfr. operazione Lazio e operazione Fiorentina). I vertici della Fiorentina, dopo aver perso due punti preziosi contro il Messina di Fabiani, rischiavano seriamente la retrocessione e decisero di rivolgersi a Mazzini per avere protezione. Il vicepresidente federale disse ai Della Valle che, per essere tutelati, dovevano rivolgersi a Bergamo e fare un passo indietro relativamente ai cambiamenti che volevano portare nel mondo del calcio. Nasce in questo modo, con un intervento diretto di Mazzini, la complessa vicenda che riguarda il salvataggio della Fiorentina; vicenda che ha sancito l’avvicinamento del gruppo fiorentino all’associazione capeggiata da Moggi (che, insieme a Giraudo, non viene ritenuto estraneo alla questione) e per cui sono stati formulati due capi d’imputazione: il capo A5 (Chievo – Fiorentina) e il capo A10 (Lecce – Parma).

Inoltre, scrivono i giudici di legittimità, il gruppo di Moggi esercitava un potere di condizionamento degli organi di stampa specializzata attraverso l’impegno di Moggi, impegnato a preservare la società di riferimento e gli arbitri graditi da attacchi critici rivolti a questi ultimi in occasione delle partite disputate dalla squadra torinese per le quali forte era il sospetto di una conduzione arbitrale non improntata a criteri di trasparenza e lealtà. Si fa riferimento alle molteplici conversazioni intercettate tra Moggi e Biscardi e tra Moggi e Baldas (ex designatore che partecipava alla trasmissione Il processo di Biscardi). In diverse occasioni si è manifestato l’interesse di Moggi verso determinati arbitri che dovevano essere salvati da giudizi negativi.

Infine, l’ultimo tassello che i giudici hanno rilevato come indicativo della sussistenza dell’associazione consiste nell’indebita ingerenza dei vertici juventini nelle dinamiche di giustizia sportiva, al fine di neutralizzare iniziative di personaggi noti per aver assunto posizioni rigide e moralistiche (cfr. vicenda Zeman) o al fine di tutelare la posizione di soggetti ritenuti favorevoli alle sorti della Juventus (cfr. vicenda Racalbuto).

In questo contesto va quindi affermata la responsabilità penale di Giraudo quale mero concorrente nel reato di associazione a delinquere. La prova della piena adesione al progetto criminoso ideato da Moggi si fonda su diversi elementi: innanzitutto la già citata duplice veste di consigliere federale e di dirigente di club attribuiva a Giraudo una particolare visibilità cui si accompagnava un concreto potere decisionale non solo nell’ambito proprio della squadra ma anche nelle questioni e relazioni esterne. Potere decisionale che secondo i giudici era stato asservito agli scopi associativi. Ne costituisce riprova il rilevante ascendente esercitato nei confronti del presidente della Lazio Lotito, del quale decideva proprio assieme a Mazzini l’allontanamento dal gruppo di potere che aveva consentito la riconferma di Carraro. È stata quindi rigettata la tesi difensiva secondo cui le molteplici relazioni intrattenute da Giraudo nell’ambiente calcistico costituissero la normale estrinsecazione di un ruolo di vertice ricoperto in seno alla società calcistica e alla Federazione.

Altro elemento che ha sancito la mancata assoluzione di Giraudo è costituito dalla continuità di incontri, con i referenti istituzionali, nelle occasioni in cui avveniva la condivisa manomissione delle sorti del campionato attraverso la predeterminazione delle griglie arbitrali.

Non assume, invece, alcun significato la circostanza che Giraudo (come anche Mazzini) non disponesse di un telefono criptato, non potendo ritenersi che l’accusa di associazione a delinquere riponga esclusivamente su tale condizione; infatti l’utilizzo delle schede telefoniche criptate sicuramente costituisce un forte indizio di appartenenza ma di per sé solo non è espressivo dell’adesione all’associazione. La continuità di rapporti diretti e personali tra Giraudo e Moggi non richiedeva affatto che si addivenisse ad un tale espediente.

La posizione processuale di Giraudo è comunque stata ritenuta meno grave di quella di altri associati (Moggi, Mazzini e Pairetto). Infatti, come hanno scritto i giudici della Corte d’appello, non può sostenersi che il materiale probatorio abbia evidenziato un ruolo di prevalenza dell’imputato tale che gli si attribuisse la qualifica di promotore.

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21 pensieri riguardo “La posizione processuale di Antonio Giraudo (parte prima)

  1. Praticamente la Cassazione conferma quasi tutte le risultanze della sentenza d appello. Non c è assolutamente possibilità né di avere il risarcimento danni né tanto meno lo scudetto 2004/2005.

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  2. prima di dare Fuoco alle polveri devo capire una cosa
    capo E assolto
    capo F assolto
    capo Q che sarebbe e+f +? colpevole
    fammi capire perché non é chiaro come sia possibile

    Amos ma di che ti sorprendi pensavi che avessero le palle per far saltare il sistema calcio
    ci hanno pensato benissimo a come giudicare senza far saltare il banco
    e se non sbaglio colui che ha scritto la cassaziione era un giudicante del processo sportivo
    é hanno anche la faccia tosta di accusare la cosi’ detta cupola di voler slavaguardare lo status quo

    é un assurdità dopo l’altra
    si leggono solo mezze frasi non c’é ne una che dica chiaro il misfatto
    la puoi interpretare come ti fa piu’ comodo

    gli incontri messi cosi’ isolati da alito a misfatti
    ma se si rimette nel contesto che di riunioni di quel tipo i designatori e tutti gli apparati della fgc li facevano con tutti quelli che ne richiedevano cambia e parecchio
    Piu’ scrivono a proposito piu’ si ha la sensazione che meglio condannarli anche se di poco altrimenti
    succede un finimondo

    per essere piu’ chiaro
    sembra un film muto alla Chaplin dove ogni tanto appare una mezza frase estrapolata da un discorso mai coomleto

    di colpo si scopre che
    essere dirigente e consigliere federale é illegale
    che intrattenere rapporti promossi dalla federcalcio ( tutti erano al corrente ) tra designatori con i dirigenti é illegale
    fare campagna elettorale e conseguenti incontri é e é illegale

    dulcis in fundo il SALVATAGGIO
    Il Bologna cha fa un solo punto nelle ultime dodici partite é colpa do Moggi e Giraudo
    non dei dirigenti del Bologna
    e non si capisce in che modo si effettua il salvataggio
    a parte le pseudo chiacchiere e ammiccamenti csa facciano di concreto non l’ ho ancora capito
    non essendoci arbitri condannati senza ombra di dubbio per una decisione dolosa
    presa a discapito del Bologna ed a favore della Fiorentina
    O mi sono perso qual cosa o non ci ho capito niente

    dopo aver seguito calciopoli e letto tanto la ricostruzione fatta sopra dai giudici da dove salta fuori se nelle aule la maggior parte dei fatti sono stati sconfessati

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  3. ps : sul Bologna
    insomma se la suonano e se la cantano tra di loro (Moggi – Giraudo -Mazzini – Della Valle etc etc ) ma si scordano di ingaggiare il Killer (arbitro) che deve commettere il delitto
    che spiegassero una volta per tutte quale arbitro ha commesso il fattaccio

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  4. Esatto. Lo scudetto 2004/05 credo sia praticamente impossibile che ve lo restituiscano. Forse si può fare qualcosa per il 2005/06 ma l’Inter non se ne starà con le mani in mano.

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  5. No, sono tutti capi d’accusa diversi che riguardano fatti e intercettazioni diverse. Il capo Q non c’entra nulla con il capo E od F. Le frodi sportive le analizzeremo nel prossimo articolo, questo era incentrato sull’associazione che è il reato più grave contestato e confermato.
    I rapporti con i designatori sono illegali quando si entra nella sfera di competenza degli stessi… e cioè quando si discute di griglie. Probabilmente andava bene lamentarsi di un arbitraggio, ma non puoi condizionare le scelte dei designatori. La cosa che mi sorprende è che la Cassazione scrive chiaramente che il sistema di predisposizione delle griglie era diffuso nel 2004/05 ma nonostante ciò i designatori sono stati ritenuti (almeno nella sentenza d’appello del rito ordinario) addirittura organizzatori (non solo partecipi) dell’associazione di Moggi. Comunque, come dici, punto secondo me cruciale della sussistenza dell’associazione è proprio la vicenda della Fiorentina, che andrebbe approfondita. Obiettivamente si deduce da certe intercettazioni che Bergamo facesse propio il tifo per la permanenza della Fiorentina in Serie A, cosa che, se sei designatore, non puoi fare.

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  6. Il fattaccio l’ha commesso De Santis pilotando la partita verso un risultato favorevole alla Fiorentina (il Parma non doveva vincere contro il Lecce). Poi, quanto ci fosse di reale e quanto di millantato è difficile da capire. Bisogna approfondire.

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  7. Considerato che Giraudo non aveva la svizzera, e che nell’unica telefonata di Moggi in cui parla di griglie con Bergamo non viene nemmeno menzionato, la cosa che gli è costata la condanna è la serie di cene con la presenza di almeno un designatore (di solito Pairetto, che del resto è torinese; più raramente è presente anche Bergamo). Secondo i giudici in questi incontri venivano discusse le griglie per la successiva giornata di campionato. Ma come è stile di questo blog è bene andare a controllare i fatti. Cominciamo.
    Cena del 21 settembre 2004
    Il 22 settembre 2004 si gioca Sampdoria – Juventus (Dondarini). Ma siccome la cena è il giorno prima della partita, il sorteggio doveva per forza esserci già stato. Andiamo quindi a guardare anche la partita successiva: Juventus – Palermo 25 settembre (Bertini).
    Cena del 2 dicembre 2004
    Il 5 dicembre 2004 si gioca Juventus – Lazio (Dondarini)
    Cena del 21 dicembre 2004
    Il campionato era già sospeso per la pausa natalizia; si riprende a gennaio con la famosa Parma – Juventus arbitrata da De Santis.
    Cena dell’8 febbraio 2005
    Il 13 febbraio 2005 si gioca Juventus – Udinese (Rodomonti; capo q, lo vedremo nella prossima puntata)
    Cena del 17 febbraio 2005
    Il 19 febbraio 2005 si gioca Messina – Juventus (Farina).
    Cena del 23 marzo
    C’è una pausa per le Nazionali (26 marzo) e poi un turno saltato per la morte di Giovanni Paolo II; si ricomincia il 9 aprile 2005, Fiorentina – Juventus (Collina)
    Cena del 30 aprile
    Il 1 maggio 2005 si gioca Juventus – Bologna (Messina); ma l’arbitro doveva già essere stato sorteggiato al momento della cena. Partita successiva Milan – Juventus (Collina)
    Cena del 21 maggio 2005
    Il 22 maggio 2005 si gioca Livorno – Juventus (Messina); la Juve aveva già vinto matematicamente lo scudetto, e ovviamente il 21 l’arbitro per l’indomani doveva già essere stato sorteggiato. Partita successiva: 29 maggio 2005 Juventus – Cagliari (Banti).

    In conclusione: spesso le riunioni si svolgono quando già l’arbitro per la partita successiva deve essere stato sorteggiato. In ogni caso solo una volta troviamo un arbitro “svizzero” ad arbitrare la Juve dopo una cena: Bertini che arbitra Juventus – Palermo del 25 settembre dopo la cena del 21. Una delle cene avviene addirittura durante la pausa natalizia. Una nel momento di una pausa per le Nazionali.
    Questa analisi mi conferma nella mia idea, ossia che le cene non avessero affatto come argomento le griglie e la loro composizione, ma piuttosto le manovre politiche collegate all’elezione in Lega e FIGC e lo stesso futuro ruolo dei designatori.

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  8. visto che sono tutti in vacanza e siamo rimasti solo noi

    RIPETO PROBABILMENTE DOPO ANNI DI DISCUSSIONI CI SIAMO PERSI QUALCHE PASSAGGIO DEL PROCESSO
    Bergamo dalle intercettazioni a noi conosciute (forse loro ne hanno altre che noi non conosciamo) faceva il tifo per molte squadre ma sicuramente non la juve
    ho cercato le motivazioni della condanna De Santis per capire in base a cosa lo hanno condannato e che legame c’é con la Fiorentina ma non l’ho trovato
    coié che cosa ha fatto di concreto per favorirla

    gli incontri di Moggi e compagnia bella con i designatori erano alla luce del giorno
    non mi risulta che lo facessero in ristoranti Chiusi passando dal di dietro per non essere visti

    Comunque il tempo é galant uomo ed ha dimostrato che non succedeva niente di piu’ di quello che succede oggi e Giraudo non c’é piu’
    sia a livello di federazione che di arbitraggi

    quello che salta agli occhi e che stranamente
    un comportamento commesso da Moggi e Giraudo é sistematicamente cosiderato delitto
    e lo stesso comportamento tenuto da altri viene considerato non grave
    questo é stato scritto nelle motivazioni nero su bianco
    ed é su questa differenza di valutazione che la juve si batterà
    la disparità di trattamento é stata evidenziata anche dal giudice di cassazione
    nelle motivazioni della condanna

    e non scordiamoci che
    1 il processo di Bergamo é da rifare e li possono succedere cose non previste
    2 un processo su falsa testimonianza é ancora da fare e li possono uscire delle sorprese
    3 la corte di Strasburgo a accettato il ricorso di Moggi
    4 ed una eventuale elezione di Agnelli a presidente della federazione
    puo’ rimettere in discussione molte cose

    voi che siete esperti ad oggi se da altri processi escono fuori altre valutazioni
    che possibilità ha Giraudo di contestare la condanna ??

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  9. He be Frantosc
    sempre sul pezzo
    le tua analisi sono basate su fatti concreti
    il che mi mette ancor piu’ in confusione su come hanno giudicato
    in base a cosa fanno il link cena UGUALE griglie e arbitri
    e se ho ben capito per i giudici é illegale fare campagna elettorale con le relative alleanze

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  10. Secondo me gli argomenti discussi erano diversi. Vedremo nel capo Q che Giraudo e Moggi decisero di intervenire direttamente presso i designatori per raddrizzare una situazione negativa della Juve, ma è molto probabile che nel corso di alcune cene si sia parlato soprattutto di questioni politiche (Mazzini dice ad esempio: “ora bisogna vederci un attimo e fare gli organigrammi”) e che si sia parlato anche del futuro dei designatori. Non c’è dubbio. Ma ricordo anche che, in una delle due intercettazioni di rimbalzo tra Moggi e verosimilmente Racalbuto, Moggi afferma di aver impedito che Morganti andasse in prima fascia (“Morganti dopo il casino che ha fatto sta a casa”) e questo indica che Moggi, in un’altra occasione almeno, sia intervenuto per parlare di griglie o comunque di questioni arbitrali coi designatori. Usando il buon senso io sarei abbastanza sicuro del fatto che, abbastanza spesso, Moggi discutesse con Bergamo e Pairetto tramite le svizzere di griglie. Non c’è la prova perché le intercettazioni non ci sono, ma se doveva parlare solo di politica federale, come faceva con Mazzini su utenze normali italiane, poteva farlo anche con Bergamo e Pairetto e invece usava schede “criptate”. Comunque sia io non credo che Moggi – quando discuteva di griglie – pensasse di commettere illeciti, però erano questioni borderline… meglio tenerle riservate. Peggio invece i contatti diretti con gli arbitri.

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  11. Ok, certo. Io dico una cosa (me ne approfitto che il nostro amico Rug sta in vacanza). E’ probabile che i designatori prima di partire importanti come un Juve – Milan si consultassero sia con Moggi che con Meani per avere una approvazione preventiva sugli arbitri da mettere in griglia. Secondo me facevano anche bene, nel senso che si giocava un match decisivo per lo scudetto, e si voleva evitare che una delle due squadre potesse trovarsi davanti un arbitro non gradito. Magari questa cosa va un po’ al di là della lettera dei regolamenti, ma io sinceramente non ci trovo nulla di scandaloso, tantomeno di penale. Bergamo e Pairetto interpretavano il loro ruolo nel senso di evitare che ci fossero polemiche sugli arbitraggi, e per questo cercavano di tenersi buoni un po’ tutti. Sinceramente mi dispiace che ci siano andati di mezzo pure loro con un’accusa di associazione a delinquere.
    Felix secondo me quando dice “Morganti dopo il casino che ha fatto sta a casa” Moggi non sta mica dicendo che è stato lui a far fermare Morganti, ma sta solo comunicando una notizia, del resto relativa a una prassi abbastanza normale (dopo arbitraggi che sollevavano polemiche gli arbitri venivano fermati regolarmente).
    Per quanto riguarda Giraudo, mi dispiace pure per lui… per giunta tifava pure Torino 😉 la campagna elettorale prevede che si facciano incontri, cene, ecc., se per i giudici questo è un reato non possiamo farci nulla, idem se essere dirigenti di club e dirigenti federali per i giudici è un reato (allora tutti quelli che lo fanno adesso? Lotito?). Da questo punto di vista la condanna è difficilmente contestabile, per quanto ci possa lasciare perplessi i giudici hanno ormai deciso così (per rispondere a @paolobxl).

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  12. Il punto è sempre lo stesso. Se si prende lo stesso metro di giudizio per tutti è ovvio che qualcuno l’ha fatta franca. Io trovo comunque pazzesco che dopo quanto accaduto sul doping giraudo e moggi non avessero capito d’esser nel mirino al punto tale da organizzare incontri per nulla segreti. Mancavano solo dei selfie postati in rete a renderli ancor più evidenti.lo scudetto 2004 credo non sia mai stato realmente richiedibile e quello 2005/2006 lo sia con percentuali assai prossime allo zero. Nel caso ,ovvio che l’inter non starà con le mani in mano. Non lo è mai stata ne ai tempi di moggi ne dopo.
    Ps per me il processo a Bergamo non si farà o finirà in un nulla di fatto.

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  13. Sul processo di Bergamo potrebbe illuminarci Rug. A parte che è tutto prescritto…

    Comunque quoto la prima parte del commento di @franctosc. C’è anche un’intercettazione Bergamo – Meani in cui Meani dice: “Vanno bene quei tre lì” (Collina, Paparesta, Trefoloni). Quindi, sì, i designatori accontentavano un po’ tutti (soprattutto Milan e Juve che sportivamente e politicamente erano le più forti). Però su Morganti credo ci sia stato un intervento di Moggi, Bergamo voleva metterlo in griglia, pare: “Il giorno dopo c’ha trovato tutte le critiche sul giornale, sul giornale… Ieri l’altro lo chiamo, prima griglia… e… Uno, due, tre, quattro Morganti… Allora sei scemo: Morganti si deve sta a ca… Morganti si deve sta a casa dopo il casino che ha combinato, si piglia e si mette a casa e non rompe i coglioni, voglio di’… Allora questo qui… E che lui evidentemente lo utilizza, infatti Morganti andò da lui… Morganti, Morganti non ha capito un *****… Non ha capito come funzionano le…”.

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  14. Hai ragione, @bjh… aggiungo però che su certi punti il metro di giudizio è effettivamente assurdo, e soprattutto si è ragionato con molta superficialità su molti punti… l’impressione è che più che sforzarsi di capire come stavano realmente le cose i giudici si siano sforzati di blindare le condanne e incastrare certe persone… senza questa fastidiosissima sensazione che si sia trattato di una grande operazione finalizzata a incastrare alcune determinate persone (e per questo il metro di giudizio non poteva essere uguale per tutti) sarebbe stato tutto più facile da accettare.
    Per quanto riguarda la restituzione degli scudetti, ho sempre ritenuto che fosse molto difficile nella pratica, ma condivido il fatto che Agnelli continui almeno nella rivendicazione simbolica, perché gli juventini sentono di avere subito un’ingiustizia, e questo non può essere cancellato o dimenticato.
    Io penso che essendo ormai tutto prescritto il processo a Bergamo non si rifarà mai.

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  15. Ok Felix, non mi ricordavo questa parte della telefonata su Morganti, allora può darsi che davvero sia stato Moggi, oppure può darsi semplicemente che Moggi se ne vanta con Racalbuto per farsi credere potente… impossibile giudicare, sappiamo che qualche volta Moggi al telefono millantava ed esagerava (chiusura di Paparesta nello stanzino).

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  16. se il processo a Bergamo non si farà
    che cosé un prescritto?? un condannato.?? o Un inncocente?

    il giudizio finale é
    seprazione delle carriere
    creano anche una casta chiusa a tutti contatti perché ogni piccolo contatto
    puo ledere la terzietà
    ed dulcis in fundo
    agire seguendo la legislazione sportiva é reato per quella penale
    ed ogni addetto ai lavori puo’ ritenersi un delinquente se capita sotto il mirino di un Auricchio di turno

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  17. Contattare arbitri e designatori nei modi usati a quei tempi (magari pure ora è così) non aveva bisogno della legge per esser considerato oltre le righe, bastava il buon senso. Purtroppo a certi livelli per vincere si cammina sempre sul filo della regolarità andandoci spesso oltre. L’esempio più lampante è la F1 ma è così in ogni sport. Diventa una comica se ad andare oltre il filo della regolarità (e del buon senso) è chi pretende di farla rispettare, e non avviene di rado,

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  18. E’ chiaro che le indicazioni di queste sentenze mirano alla creazione di una classe arbitrale che sia una casta chiusa e impermeabile a qualsiasi contatto. Ma questo è più facile a dirsi che a farsi. Per esempio, gli arbitri hanno tutti una loro professione, e può darsi che incrocino qualche dirigente sportivo (per esempio Fabiani e De Santis guardie carcerarie assieme). Gli stessi arbitri continuamente chiedono biglietti per le partite ai dirigenti delle squadre, lo fa pure Nucini con Meani (ne parlo nella quarta puntata). Alla fine qualche situazione borderline rimarrà sempre, ovviamente se non ci sarà qualche altra procura che ordinerà intercettazioni a tutto spiano nessuno lo verrà mai a sapere.

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