La posizione processuale di Antonio Giraudo (parte seconda)

Le frodi sportive

Nel precedente articolo abbiamo riportato l’iter logico che ha seguito la Cassazione per confermare l’esistenza dell’associazione a delinquere capeggiata da Moggi e a cui Giraudo ha partecipato nelle vesti di mero concorrente.

Passiamo quindi ad affrontare il tema delle frodi sportive. Giraudo è stato imputato per sei ipotesi di reato di frode in competizione sportiva e da cinque di queste è stato assolto con la formula ampia per non aver commesso il fatto. Le cinque frodi per cui c’è stata assoluzione riguardano le partite Udinese – Brescia 1-2 (arbitro Dattilo), Lecce – Juventus 0-1 (arbitro De Santis), Juventus – Lazio 2-1 (arbitro Dondarini), Roma – Juventus 1-2 (arbitro Racalbuto) e Siena – Milan 2-1 (arbitro Collina).

Per il capo B (Udinese – Brescia) e per il capo F (Juventus – Lazio) l’assoluzione è arrivata in appello (dopo una condanna in primo grado), per i capi E (Lecce – Juventus), Z (Roma – Juventus) e A3 (Siena – Milan) – invece – il reato è stato ritenuto insussistente già dal giudice dell’udienza preliminare (primo grado).

Diversa è stata la valutazione per il capo Q. L’accusa si basava sull’ipotesi che Giraudo avesse compiuto atti fraudolenti consistiti nell’alterazione della corretta procedura di individuazione delle griglie arbitrali (operazione antecedente e condizionante il sorteggio) in relazione alla partita Juventus – Udinese, finita 2-1 per i padroni di casa, disputata il 13 febbraio 2005. In relazione a questa frode sportiva compare quella che probabilmente è la telefonata più sgradevole dell’intero processo per quanto riguarda la figura di Moggi, ossia la famosa grigliata, avvenuta il 9 febbraio 2005 tra il d.g. juventino e il designatore Bergamo (che chiama dal proprio numero fisso un’utenza svizzera in uso a Moggi). Inizialmente Moggi si assicura che la linea sia protetta, Bergamo lo tranquillizza e i due parlano di politica federale per poi passare ad analizzare le partite e gli arbitri da inserire in prima fascia per il turno di Serie A. In seguito è riportata la famosa telefonata (prog. 123).

BergamoVediamo chi ha studiato meglio… chi metti in prima griglia di squadre? Di partite
MoggiAspetta, fammi pigliare il foglietto, perché io me la sono guardata oggi per bene, uhm… allora, io ho fatto: Inter – Roma…
Bergamo: Sì.
Moggi: Juventus – Udinese…
BergamoSì.
MoggiReggina – Milan…
BergamoSì.
MoggiFiorentina – Parma, che non può non essere non messa qui… e Siena – Messina.
BergamoSì.
MoggiHo fatto di cinque, ma si può fare anche di quattro però, non è che… però Siena – Messina mi sembra una partita abbastanza importante, mi sembra, eh…
BergamoSì, poi c’è anche Livorno – Sampdoria che all’andata c’è stato casino, comunque va beh, vai avanti, tanto questo cambia poco.
Moggi: Sono squadre che… sono due squadre, Livorno e Sampdoria, che in pratica sono un po’ più tranquille.
BergamoUhm, insomma, mah, va beh, vai, tanto questo cambia poco, se ne può aggiungere una volendo, però arbitri per la prima fascia ne ho pochi, dimmi.
MoggiIo ci ho messo Bertini…
Bergamo: Uhm…
MoggiPaparesta che ritorna…
Bergamo: No, Paparesta non ritorna.
MoggiRitorna venerdì…
BergamoMa sei sicuro?
MoggiSicuro!
BergamoMa se mi ha detto Gigi che quest’impegno con l’UEFA lo tiene fuori fino al 12.
Moggi: E ti ha detto una ca… e il 12 quando è?
BergamoSabato.
Moggi: No, no, lui ritorna venerdì sera. Bertini, Paparesta, Trefoloni, Racalbuto, ci avevo messo Tombolini, però Tombolini poi ha fatto casino con la Lazio, non lo so questo qui com’è, cioè ha fatto casino, ha dato un rigore…
Bergamo: Uhm…
Moggi: E questi qui erano gli arbitri che io avevo messo un questa griglia.
Bergamo: E Rodomonti al posto di Tombolini, no?
Moggi: O Rodomonti al posto di Tombolini va pure bene.
Bergamo: E allora s’era fatta uguale, come vedi.
Moggi: Io… io credo… che questa qui possa essere una griglia… una griglia…
BergamoCioè io non ho Paparesta, io ce ne avevo quattro, avevo Bertini, Racalbuto, Rodomonti e Trefoloni, e sinceramente Tombolini volevo tenerlo un turno fermo perché ha sbagliato, sennò questi se non li punisci mai…
Moggi: Sì, sì, no, no, no, aoh, aoh, guarda, ora ti dico, può darsi pure che mi sbaglio, ma anche io ho della gente da tenere sotto, no? Se tu, per esempio, non punisci Collina e Rosetti, gli altri sono tutti autorizzati…
Bergamo: Ma infatti io Collina e Rosetti non ce li ho mica messi, eh.
Moggi: No, per dirti, ma gli altri sono autorizzati a dire: se lo fanno loro, possiamo farlo anche noi, non ci devono rompere i coglioni!
Bergamo: Sì, sì, infatti che ti ho detto?
MoggiQuesta è una legge di gruppo.
BergamoIo ce li ho scritti, Bertini, Racalbuto, Rodomonti, Trefoloni, poi te mi dici Paparesta, meglio! Paparesta arriva e si fa arbitrare, l’importante è che arrivi di venerdì, perché Inter – Roma anticipa al sabato.
MoggiNo, no, venerdì sera lui arriva, no, no, non ci sono problemi.
BergamoEh, e allora bisogna sentire… bisogna che senta Gigi, perché io ho l’anticipo… l’anticipo di sabato è Inter – Roma, eh… quindi non posso rischiare che questo arrivi lì il sabato e va ad arbitrare…
Moggi: No, no, questo è fuori di dubbio, no, ma lui… io lui l’ho sentito… oggi cos’è?
Bergamo: Oggi è martedì.
Moggi: Martedì, l’ho sentito sabato e m’ha detto che venerdì sera rientrava.
Bergamo: Allora, se rientra venerdì, il quinto è lui.
Moggi: Le partite poi…
BergamoE Tombolini poi che… che fa il suo turno di riposo, si… si riutilizzerà quest’altra domenica, eh, aoh.

A pag. 20 della sentenza di Cassazione si legge: “Come ricordato dalla Corte di Appello il sistema di predisposizione delle griglie arbitrali, almeno con riferimento alla stagione 2004-2005, era piuttosto diffuso ed in proposito sono state evidenziate dal giudice distrettuale alcune intercettazioni intervenute tra il designatore arbitrale Bergamo e il dirigente dell’Inter, Facchetti Giacinto (telefonata del 26 novembre 2004) e sempre tra il detto designatore ed il dirigente del Milan Meani (telefonata del 28 aprile 2005) i cui sviluppi non sono stati approfonditi dalle indagini di P.G.”. Il sistema era dunque diffuso nell’ambiente – e non sono state approfondite le posizioni di dirigenti di altre società che avevano comportamenti analoghi – ma questo non preclude la valutazione della telefonata di Moggi riguardo alla quale i giudici della Corte d’appello hanno scritto: “Nella specie, dunque, le risultanze investigative hanno ampiamente provato non solo il coinvolgimento, ma l’effettiva ingerenza di Moggi nell’attività di formazione delle griglie di competenza dei designatori, con l’indicazione dei nominativi graditi da inserire nella fascia”.

Una parentesi: già solo da questa intercettazione è evidente che – se il sorteggio fosse stato truccato – Moggi non avrebbe composto una griglia ma avrebbe richiesto direttamente l’arbitro gradito per la partita della Juventus, cosa che non accade.

Il giudice dell’udienza preliminare riporta, nella sua sentenza, oltre a quella precedentemente trascritta, anche un’altra telefonata del 9 febbraio 2005 – avvenuta tra Bergamo e la Fazi – in cui il designatore riferisce alla zarina di una precedente conversazione avuta con Moggi (non intercettata, quindi avvenuta su scheda svizzera) nella quale quest’ultimo aveva indicato le proprie preferenze come assistenti nelle presone di Ambrosino e Foschetti. Bergamo, per non accontentarlo o per fingere di non accontentarlo, rispondeva che avrebbe mandato Ricci e Gemignani, ricevendo dalla Fazi la seguente risposta: “Certo, no, no, ma Ricci è suo, Gemignani va bene, quindi…”. In ogni caso risulta che, almeno parzialmente, Bergamo abbia soddisfatto Moggi perché i due guardalinee che arbitrarono insieme all’arbitro Rodomonti la partita Juventus – Udinese furono Gemignani e Foschetti.

Il ricorso in Cassazione di Giraudo si basava sul fatto che la predisposizione delle griglie – seppure condotta deontologicamente scorretta se concordata (o discussa) tra un dirigente e un designatore – non sia un atto idoneo ad influire sul risultato sportivo e che abbia quindi una valenza neutra ai fini dell’integrazione del reato, dato che una partita non può essere considerata regolare o irregolare a seconda dell’arbitro che la dirige (a meno che non si dimostri che il direttore di gara abbia tenuto in campo una condotta fraudolenta, ma Rodomonti è stato assolto).

È opportuno ricordare che la legge sulla frode sportiva (L.401/89) recita: chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva … al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito …

L’osservazione contenuta nel ricorso di Giraudo sembra condivisibile, ma secondo la stessa logica anche un eventuale sorteggio truccato non costituirebbe frode sportiva perché si dovrebbe sempre dimostrare che l’arbitro sorteggiato in modo pilotato abbia avuto una condotta fraudolenta in campo.

Un’altra parentesi: nel processo sportivo celebrato nel 2006 i giudici hanno valutato gli stessi fatti e hanno stabilito che queste condotte costituissero soltanto una violazione dell’art. 1 del Codice di giustizia sportiva. Quelli di Moggi e Bergamo erano quindi comportamenti sleali, ma non erano sufficienti a condannare per illecito sportivo (che in teoria sarebbe il corrispondente della frode sportiva nel Codice di giustizia sportiva) proprio perché la condotta di Moggi non era – secondo i giudici sportivi – idonea ad alterare la partita sul campo.

Secondo la Cassazione, però, quella contenuta nel ricorso di Giraudo si tratta di “una visione riduttiva del concetto di illiceità penale in quanto la condotta riferibile alla predisposizione delle griglie arbitrali non può considerarsi preliminare rispetto allo svolgimento della gara”. I giudici di legittimità ritengono, dunque, che la formazione concordata della griglia tra un designatore e un dirigente costituisca frode sportiva in quanto: “È indubbio che un’eventuale intesa tra il presidente e/o il dirigente sportivo di una determinata società con i designatori arbitrali per la composizione delle griglie debba essere considerata una anomalia nel sistema non soltanto – come riduttivamente pretenderebbero le difese del ricorrente – sotto il profilo etico o deontologico, ma anche sotto un aspetto valutabile in sede penale; così come è fuor di dubbio che ad essere coinvolti in questo scorretto procedimento di designazione siano in pari misura il dirigente della società che il designatore arbitrale, oltretutto istituzionalmente deputato ad assicurare la massima trasparenza alle operazioni di designazione degli arbitri sin dal momento iniziale della complessa procedura”. E ancora: “La formazione delle griglie costituisce il punto di partenza dal quale trarre spunto per procedere ai sorteggi: ed anche se questi non risultassero alterati è evidente che la predisposizione delle griglie risulta comunque funzionale ad agevolare la possibilità di nomina di un arbitro amico”. Quindi in linea generale la frode sportiva non può essere circoscritta al classico caso dell’alterazione di una determinata gara sportiva; l’atto fraudolento coincide, infatti, con una qualsiasi condotta diretta ad alterare il contesto di gioco e la fase delle griglie fa parte di tale contesto.

In ogni caso, fino ad ora si è parlato di un comportamento – ritenuto fraudolento – ma ascrivibile a Moggi. Qual è stato il ruolo di Giraudo in relazione a questa frode sportiva? Cito, a proposito, un passo della sentenza d’appello (pag. 83): “Occorre precisare, con riferimento alla specifica responsabilità di Giraudo in merito all’episodio in oggetto, che non sussistono dubbi sul fatto che il Moggi abbia concordato con l’altro dirigente juventino la condotta criminosa, come chiaramente emerge dal tenore delle intercettazioni telefoniche di seguito indicate, di poco precedenti quelle suindicate tra Moggi e Bergamo. Nella conversazione telefonica del 6.2.05 (prog. N. 31466) tra Moggi e Giraudo quest’ultimo afferma “quelli che sembrano degli amici ormai non ci danno più niente… bisogna mettere a posto i due ambienti, l’ambiente interno ed esterno… bisogna avere la pazienza di chiamare tutti” Moggi risponde “ormai nel dubbio siamo penalizzati… siamo arrivati al punto che nel dubbio ci danno contro””.

In poche parole, secondo i giudici di appello, c’è prova che Giraudo abbia concordato e appoggiato l’intervento fraudolento di Moggi presso Bergamo e ulteriori conferme provengono dalla Cassazione: “Ma anche il Giraudo non viene giudicato estraneo a tale episodio in relazione ad altre telefonate intercorse alcuni giorni prima tra il Moggi e il Giraudo in cui vengono espresse preoccupazioni in ordine agli atteggiamenti arbitrali e la necessità di un intervento “autorevole” da parte dei designatori arbitrali per porre rimedio ad una situazione che si delineava preoccupante per le sorti della squadra juventina”.

Inoltre, la stessa sera del 6 febbraio, Moggi e Giraudo commentarono negativamente un episodio favorevole al Milan, avvenuto nella partita contro la Lazio, consistito nella mancata espulsione del difensore rossonero Stam da parte dell’arbitro Rosetti. In seguito a questo episodio Moggi ritenne ulteriormente necessario parlare con i designatori per farci una chiacchierata di brutto muso e il martedì successivo – l’8 febbraio 2005 – si incontrarono Moggi, Giraudo e Pairetto, in una delle molteplici cene avvenute tra i dirigenti juventini e i designatori nella stagione 2004/05 (di cui si è parlato nella parte relativa al delitto associativo).

Per questo capo d’imputazione – il capo Q – tra rito ordinario e rito abbreviato, sono stati condannati (prescritti) Moggi, Giraudo e Pairetto mentre è stata assolta la terna arbitrale (Rodomonti, Gemignani, Foschetti). Per Bergamo il processo è da rifare.

In definitiva, secondo la Cassazione, la sentenza di appello del rito abbreviato è ben motivata e, se non fosse intervenuta la prescrizione, Giraudo sarebbe stato condannato per i capi A e Q. “Non vi sono – infatti – elementi dai quali evincere l’insussistenza dei reati suddetti né la loro non attribuibilità al Giraudo”.

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25 pensieri riguardo “La posizione processuale di Antonio Giraudo (parte seconda)

  1. Il collegamento tra grigliata e Giraudo è palesemente forzato ma non è l’unica forzatura. Moggi da una sua griglia ma non ordina un bel nulla. Eppure Moggi dovrebbe essere l’ideatore di tutto e quello che incute terrore ai designatori.Non è affatto detto che facesse le griglie condizionando in modo irreversibile la volontà del designatore. Questo non toglie il fatto che Moggi abbia fatto cose scorrette ( per me le condanne sono corrette, semmai sono le motivazioni e l’unidirezionalità delle stesse a non trovarmi d’accordo) come lo è per altro indicare un arbitro non gradito. Semmai da questa telefonata si capisce che Moggi parlava pure con gli arbitri altrimenti non poteva sapere del ritorno di Paparesta. Comunque a me l’unica telefonata davvero brutta non pare questa ma quella presa di rimbalzo in cui parla di far avanzare il milan nelle ammonizioni.

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  2. Sul fatto che Moggi parlasse con alcuni arbitri personalmente ormai non ho più dubbi, però credo che in questo caso Moggi si riferisse a Pairetto. Moggi dice: “L’ho sentito sabato (Pairetto) e m’ha detto che Paparesta torna martedì”. E poco prima Bergamo aveva detto: “Gigi mi ha detto che questo impegno con la UEFA lo tiene fuori fino al 12”. Il riferimento di Moggi, credo, sia a Pairetto. Gli altri che ne pensano?
    Comunque ritieni giuste anche le condanne per associazione?

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  3. Associazione assai anomala visto che ognuno remava per conto proprio. Avrei condannato tutti singolarmente e tra l’altro penalmente con poco roba. Condanne per tutti a livello sportivo anche pesanti e quasi simboliche a livello penale. Detto questo non contesto tanto le condanne quanto il contorno come appunto il vedere un’associazione criminosa dove in realtà ci son persone che cercano di accontentare tutti andando oltre il lecito. Condanniamo chi chiedeva e chi stava ad ascoltare senza mandarli a quel paese ma l’associazione non la vedo come cosa certa. Magari c’era pure ma da quel che è emerso non mi pare dimostarta.

    ps a me pare che Moggi si riferisca a Paparesta e non a Pairetto anche se può starci anche la tua interpretazione .

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  4. Magari Moggi era stato informato da Paparesta padre, chissà…
    Per quanto riguarda la grigliata, sono perfettamente d’accordo con quanto scritto da @bjh nel primo commento, una forzatura pensare che Moggi abbia “dettato” la griglia. Scriverò presto un articolo in proposito.

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  5. Si ci sta anche avesse sentito il padre però la prima opzione mi pare più veritiera. Se avesse sentito Pairetto avrebbe risposto : “ma come? a me sto rimbambito ha detto che Paparesta rientrava Venerdì e a te ha detto il 12?” Invece risponde con la certezza del rientro di venerdì”. La tua versione invece potrebbe starci meglio. Può essere che Moggi non volendo far sapere di avere ingaggiato Paparesta padre, avrebbe detto d’aver sentito il figlio per non svelare tale rapporto.

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  6. Voglio dare un mio parere sulle griglie. Se il sorteggio è regolare, come si fa a dire che siano comportamenti fraudolenti finalizzati ad alterare il regolare svolgimento delle partite. Se la partita è regolare, come si fa a dire che sono stati messi per vicinanza ad una società? Dove sarebbe questa prova? E come si fa a dire che una griglia , nel modo in cui venivano composte, potesse effettivamente influire sul regolare svolgimento delle partite?! Erano confronti diffusi nel mondo del calcio, certamente scorretti da un punto di vista etico morale ma nulla di più.

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  7. Ti faccio una domanda io: se fosse stato provato che Moggi, Giraudo, Bergamo e Pairetto avessero truccato il sorteggio di Juventus – Lazio, arbitro Donadarini, secondo te avrebbero commesso un atto fraudolento o no?

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  8. I giudici non sostengono che ci sia tanta differenza tra il comporre una griglia gradita (danno per scontato che i nomi fatti da Moggi fossero graditi a Moggi ovviamente) e truccare il sorteggio. In astratto: se tu fai una griglia di cinque arbitri amici non servirebbe nemmeno truccare il sorteggio. Ma in ogni caso: anche se ne metti solo uno di arbitro “amico” (nel caso Racalbuto) c’è comunque il 20% – al netto delle preclusioni – che Racalbuto arbitri la partita. E quindi hai il 20% di commettere una frode. Potenzialmente puoi quindi commettere una frode sportiva, che è un reato a consumazione anticipata in cui già solo gli atti “potenziali” (che non è detto si verifichino) sono puniti. Secondo me il ragionamento dei giudici è stato più o meno questo.

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  9. In giuridichese non fa una grinza, ti condannano, ma tu metteresti su una rete di svizzere e cene per il 20% di possibilità di avere un arbitro amico? E soprattutto l’arbitro si comporta da amico per cosa?

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  10. Se non è stato provato che il sorteggio fosse irregolare, di cosa parli? E di quali arbitri amici parli se non è stato provato nemmeno quello?.

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  11. Ma c è un vizio logico evidentissimo nelle motivazioni : come fanno loro a dare per certo che gli arbitri nominati da Moggi fossero amici? Quando , in quella famosa griglia, era scritto , per via delle composizioni, che sarebbero finiti certi arbitri in griglia …

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  12. La mia infatti era una domanda in astratto. Mi interessa sapere se secondo te un sorteggio truccato è un atto fraudolento o no. Arbitri amici, sentenze alla mano, sono De Santis e Racalbuto.

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  13. Io mi sono fatto la mia idea, anche dalle parole che dice Mazzini a Mencucci: “Noi ti mandiamo l’arbitro che ti dia il 50%”. Tradotto: ti mandiamo l’arbitro che nel dubbio fischia a favore tuo. Penso che “arbitro amico” alla fine significhi quello. E c’era chi stava più da una parte e chi più dall’altra. Mica un arbitro può farti vincere lui da solo una partita. Io non l’ho mai pensato. Semplicemente nel dubbio va dalla tua parte, poi il risultato finale dipende da 1000 fattori…
    Ovviamente non metterei su una rete di svizzere e cene per il 20%. E qui le opzioni sono due. O gli arbitri amici sono più dei soli De Santis (non inserito in griglia) e Racalbuto, oppure allora vorrei capire perché Moggi fa la grigliata. In qualche modo lui aveva interesse ad ottenere un vantaggio. Magari anche solo un piccolo vantaggio (come gli altri). Se la grigliata era così scontata non capisco perché ha perso tempo e si sia messo a comporla…

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  14. Se Bergamo era in combutta con Moggi avrebbe dovuto già sapere chi erano gli arbitri amici senza necessità di griglie concordate. Di sicuro quindi l’organizzazione così come descritta dai giudici è un’assurdità. Esistevano al più due organizzazioni totalmente distinte (designatori/Moggi e arbitri/Moggi…anzi quest’ultima credo sia più una somma di singoli rapporti tra Moggi e i singoli arbitri quindi al limite una somma di organizzazioni distinte) che è cosa diversa da quella descritta nelle sentenze.
    Una possibile spiegazione della grigliata di Moggi è che quest’ultimo indicasse a Bergamo il fatto che seguiva da vicino il suo operato. Come dire ” non far stronzate perchè ti tengo d’occhio”. Credo poi che l’ingerenza fosse di tipo “esclusivo” e non propositivo nel senso che i possibili interventi venivano richiesti in caso di nomina sgradita più che nel proporre arbitri graditi.

    infine visto che ogni dato può essere letto in vari modi direi che il fatto che una partita importante se non decisiva tra milan e juve vedeva come arbitro Collina potrebbe significare che l’organizzazione era stata in quell’occasione sfigata così come potrebbe significare che accanto alla combricola messa nel mirino ce ne fosse una più potente che non necessitava di schede estere per mettere in campo un arbitro amico o meglio uno ritenuto amico. Francamente non ci credo molto ma se uno volesse vedere il marcio….

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  15. Di sicuro Moggi considerava come due cose distinte i designatori ed il gruppo degli arbitri: ai designatori aveva dedicato alcune schede, per gli arbitri ne usava altre (stando sempre agli Auricchio boys ovviamente). Collina a Milan-Juve decisiva per lo Scudetto? Qualsiasi altro arbitro sarebbe stato fatto a pezzi se sbagliava mentre se sbaglia Collina “nessuno dice un c…” come ci insegna il buon Carraro nella telefonata con Bergamo

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  16. Certo che truccare un sorteggio è un atto fraudolento. Ma non è questo il caso. Qui stiamo parlando di una semplice telefonata in cui si confrontano sulla griglia da comporre. Non ci sono ordini. E in più, non vi sono elementi che ci dicano che Moggi volesse avere degli arbitri amici. Anzi, erano gli arbitri più probabili di quella griglia.

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  17. Quello di cui non vi accorgete è che questa cosa delle griglie era molto diffusa. Bergamo e Pairetto volevano che i dirigenti dessero le loro preferenze per evitare polemiche o situazioni sgradevoli per gli arbitri e poi prendevano la loro decisione finale , sulla base di loro valutazioni . Per me potrebbe essere una chiave di lettura valida. Tra l’altro questa famosa grigliata viene dopo polemiche dei dirigenti della Juventus per alcuni arbitraggi ed è Bergamo che cerca Moggi, se non sbaglio.

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  18. altra chiave di lettura

    Il Contatto tra designatori e dirigenti basta a condannare poco importa cosa si dica

    1)In seno alla FGC era o non era consentito il contatto tra designatori e dirigenti ?
    se consentito era in palese contrasto con la legge ordinaria
    la responsabilità oggettiva degli organi decisionali in federazione che hanno permesso avallato e tollerato i “cosi’ detti contatti illegali per la legge ordinaria” evidentemente non ne risponde,

    3)la legge ordinaria deve anche spiegare, in tempo di elezioni in federazione per la rielezione di uno dei membri, in non importa quale settore, quali siano i comportamenti corretti da tenere
    in poche parole come si deve fare campagna elettorale
    per essere piu’ espliciti Il o i designatori come devono fare per farsi eleggere?

    rileggendo le condanne fino ad ora scritte
    e applicandole in toto a tutti i tesserati fgc sarebbero tutti colpevoli di qualche cosa anche oggi dopo 9 anni
    per responsabilità oggettiva la FGC é un associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva visto che i suoi regolamenti interni sono in palese contrasto con quella ordinaria

    la cosa diviene ancora piu’ grave visto che non parliamo di un circolo di bocce
    ma di una federazione che rappresenta società sportive quotate in borsa

    quindi il mistero principale da risolvere era e resta :
    era o non era consentito ai due designatori avere rapporti con dirigenti sportivi e fare campagna elttorale per la propria rielezione o elezione di altri candidati

    da quanto si legge NO non era e non é consentito alcun contatto
    peccato che solo i giudici ed Auricchio lo sapevano
    neanche il beneficciario di due scudetti lo sapeva e quando l’ha capito
    a tremato fino alle definitive condanne che metteva parola fine all’iter ordinario

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