Juve: non ci resta che piangere

La considerazione di base è che sta perdendo la Juve. Certo gli avversari ci mettono del loro, ma sostanzialmente è la Juventus a perdere da sola. Dopo i gol sugli sviluppi di calci da fermo (Roma, City e Frosinone) ecco i regali al Napoli. Primo gol preso in superiorità numerica, Chiellini e Bonucci stringono entrambi su Higuain che riesce a chiudere il triangolo con Insigne, il quale passa nel mezzo a Hernanes e Pereyra e trafigge Buffon. Continua a leggere “Juve: non ci resta che piangere”

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La querelle Moggi – Facchetti jr: le motivazioni della sentenza

Il giudice Oscar Magi del Tribunale di Milano ha sentenziato, lo scorso 15 luglio, sulla causa per diffamazione contro Luciano Moggi, avviata dalla querela presentata da Gianfelice Facchetti, figlio dell’ex presidente interista Giacinto. Luciano Moggi, questa la decisione, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Avevamo sintetizzato la questione in un articolo dello scorso luglio (vedi qui). Adesso abbiamo letto per voi il testo integrale delle motivazioni della sentenza. Continua a leggere “La querelle Moggi – Facchetti jr: le motivazioni della sentenza”

I cavalli vincenti si vedono all’arrivo

Dopo 4 partite in Serie A (oltre al match di Coppa Italia) il nuovo Milan di Mihajlovic sta prendendo forma. In attesa della partita di stasera contro l’Udinese, terza trasferta della stagione, si può tracciare un primo quadro sulla nuova squadra. La prima partita stagionale è stata giocata a metà agosto contro il Perugia (turno preliminare di Coppa Italia) e vinta con dimestichezza come ci si aspettava, considerando la netta differenza tecnica tra le due squadre. Una settimana dopo – primo turno di Serie A – abbiamo invece assistito a una brutta prestazione dei rossoneri, sconfitti meritatamente per 2-0 dalla nuova Fiorentina di Paulo Sousa. Una sconfitta meritata, come ha ribadito in conferenza stampa anche il tecnico milanista. Seguono una vittoria troppo stretta e sofferta in casa contro l’Empoli e, dopo la pausa, un’immeritata sconfitta nel derby, in cui il Milan ha disputato una buona gara, colpendo un palo con il “ritornato” Balotelli e sprecando almeno un paio di occasioni con il nuovo acquisto Luiz Adriano. Per ultima la vittoria – anch’essa ottenuta con troppa sofferenza – per 3-2 a San Siro contro il Palermo. Ecco gli highlights della partita contro i rosanero. Continua a leggere “I cavalli vincenti si vedono all’arrivo”

Come nasce una notizia: il fair play di Pellegrini

«Very few things happen at the right time, and the rest do not happen at all; the conscientious historian will correct these defects», scrisse una volta il caustico Mark Twain, nell’introduzione a una delle sue opere meno note, A Horse’s Tale (nota in Italia come Autobiografia del cavallo di Buffalo Bill). Quanto scrisse Twain si applica perfettamente, oltre che al lavoro degli storici, anche a quello dei giornalisti. Anch’essi, infatti, sembrano confondere un po’ troppo spesso ciò che accade con ciò che desiderano che accada. Tanto più nell’ambito del giornalismo sportivo, dove le spinte di due forze contrapposte, il tifo e la retorica politically correct, rischiano di confondere e annebbiare ogni cosa.

Questa introduzione mi serve per affrontare un caso esemplare, legato a una delle notizie calcistiche più belle e apprezzabili della settimana: mi riferisco all’intervista al tecnico del Manchester City, il cileno Pellegrini, che avrebbe ammesso che il gol della sua squadra contro la Juve era da annullare, dimostrando straordinario fair play (con annesso coro di “invece in Italia…”). Continua a leggere “Come nasce una notizia: il fair play di Pellegrini”

Una sentenza della Corte Costituzionale poteva cambiare la storia di Calciopoli?

Calciopoli, malgrado l’opinione di tanti, non è mai finita. Che sia materia ancora viva e scottante lo dimostrano i messaggi di incoraggiamento e ringraziamento che riceviamo su questo blog e sui social tutte le volte che proviamo a spiegare e indagare uno dei tanti pezzi di questa contorta storia. Ma si tratta di una storia che non è finita, malgrado quello che molti pensano, nemmeno al livello giudiziario. Mentre solo di recente la Cassazione ha concluso il suo sforzo di motivare le decisioni prese in relazione al ramo principale del processo, una causa per diffamazione che vede di fronte Luciano Moggi e Gianfelice Facchetti sta certificando, piaccia o non piaccia, che una parte della storia va riscritta (ve ne abbiamo parlato qui). E l’autunno ormai alle porte ci consegnerà un’altra novità, il processo per falsa testimonianza contro Teodosio De Cillis, testimone chiave sul tema delle schede svizzere (del caso abbiamo parlato ampiamente su questo blog; si veda qui, qui, qui e qui).

In tutto questo, durante il periodo del riposo estivo, sono stato contattato dal mio amico Ruggiero Distaso. Con Ruggiero, in questi anni, mi è capitato molto spesso di discutere di Calciopoli. Partiamo, in genere, da posizioni distanti – io storico del mondo antico, lui laureato in giurisprudenza; io juventino, lui antico simpatizzante interista – ma ci siamo accorti ben presto, con una certa sorpresa, che è facile trovare dei punti d’incontro, se si approfondiscono le questioni con serietà, e non ci si nasconde dietro i propri pregiudizi. Dunque, Ruggiero mi ha contattato, e mi ha detto: perché non dai un’occhiata a questa sentenza della Corte Costituzionale? Potrebbe interessarti.

Immagine tratta da www.cortecostituzionale.it
Immagine tratta da http://www.cortecostituzionale.it

La sentenza è la numero 364 del 23-24 marzo 1988. Continua a leggere “Una sentenza della Corte Costituzionale poteva cambiare la storia di Calciopoli?”

Post fata resurgo

Vista l’assenza di testimoni oculari al processo di rinascita della Fenice dalle proprie ceneri (Post fata resurgo), possiamo solo immaginare che esso fosse un po’ più macchinoso e meno poetico di quanto descritto dagli antichi. E visto che ogni nascita è preceduta da un travaglio ecco ben spiegato l’attuale momento della squadra di Allegri. Il travaglio in atto precede la trasformazione di una squadra che ha perso 3 campioni e tonnellate di personalità e che ancora naviga a vista, girandosi ogni tanto indietro per capire se sta andando nella giusta direzione. Continua a leggere “Post fata resurgo”

Auricchio? Ci credo. L’incredibile storia di Calciopoli (15). La grigliata delle beffe

Luciano Moggi
Luciano Moggi

Come ormai è noto a tutti quelli che hanno approfondito la storia di Calciopoli, nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 2005 il designatore Paolo Bergamo telefona, dal numero fisso della sua casa di Collesalvetti in provincia di Livorno, al numero di una sim svizzera; risponde Luciano Moggi, e i due si intrattengono in una lunga telefonata, che comprende anche uno scambio di battute sulla composizione delle griglie per il sorteggio degli arbitri per la successiva giornata di campionato; si tratta della conversazione passata alla storia come “grigliata” (per il testo della conversazione, con i commenti  relativi, si veda la settima puntata di questa serie, a questo link). Continua a leggere “Auricchio? Ci credo. L’incredibile storia di Calciopoli (15). La grigliata delle beffe”

Juventus: mai così male, mai così forte

Dopo la sconfitta della Juventus all’Olimpico di Roma, molti media hanno fatto i conti in tasca alla Signora: due sconfitte nelle prime due giornate erano arrivate solo nel 1912, quando ancora il campionato non era a girone unico. Per di più, l’unica squadra ad aver vinto il titolo iniziando con due sconfitte è stato il Grande Torino nell’annata 1942-43. Ecco, per come la vedo io queste sono motivazioni sufficienti alla squadra per tutta la stagione. Si tratterebbe di un altro record (uguagliato), di un altro modo per scrivere la storia; e tanto per essere chiari, credo che tutto dipenda dalla Juventus. La squadra di Allegri ha nelle mani il proprio destino: se gioca come sa e come dovrebbe iniziare a fare, ha buone probabilità di vincere il quinto titolo consecutivo. Opinioni, ovviamente, maturate ragionando sul mercato, sull’allenatore e sulle alternative a sua disposizione. Vediamo perchè iniziando a misurare la febbre alla squadra.Dybala-juve Continua a leggere “Juventus: mai così male, mai così forte”

Che gusto c’è a fare l’arbitro?

che gusto c'è a fare l'arbitro«Divertitevi!»: è l’invito che l‘arbitro Nicola Rizzoli rivolge alla sua squadra (guardalinee, quarto uomo, addizionali quando ci sono) prima che la partita cominci. Devo dire che risulta difficile, per un estraneo, immaginare che possa essere il divertimento la motivazione e lo stimolo principale dell’essere arbitro (non era falsare i campionati?). E in effetti, che gusto c’è a fare l’arbitro, se il vero divertimento è giocare, o al limite, per i meno talentuosi, guardare? Questa è la domanda-ritornello intorno alla quale l’arbitro dell’ultima finale mondiale ha articolato la sua autobiografia. La risposta alla domanda del titolo la si trova solo se si comprende che fare l’arbitro è semplicemente un gran bel modo, anche se un po’ atipico, per vivere il calcio. Il gusto per l’arbitraggio, a quanto pare, non lo si può trovare se non vivendo, a proprio modo, la dimensione agonistica; e dentro l’animo di Nicola Rizzoli vive ancora il calciatore che sognava di diventare da giovane. Da calciatore, però, difficilmente sarebbe arrivato a giocarsi una finale mondiale; da arbitro c’è riuscito. Continua a leggere “Che gusto c’è a fare l’arbitro?”