Juventus: mai così male, mai così forte

Dopo la sconfitta della Juventus all’Olimpico di Roma, molti media hanno fatto i conti in tasca alla Signora: due sconfitte nelle prime due giornate erano arrivate solo nel 1912, quando ancora il campionato non era a girone unico. Per di più, l’unica squadra ad aver vinto il titolo iniziando con due sconfitte è stato il Grande Torino nell’annata 1942-43. Ecco, per come la vedo io queste sono motivazioni sufficienti alla squadra per tutta la stagione. Si tratterebbe di un altro record (uguagliato), di un altro modo per scrivere la storia; e tanto per essere chiari, credo che tutto dipenda dalla Juventus. La squadra di Allegri ha nelle mani il proprio destino: se gioca come sa e come dovrebbe iniziare a fare, ha buone probabilità di vincere il quinto titolo consecutivo. Opinioni, ovviamente, maturate ragionando sul mercato, sull’allenatore e sulle alternative a sua disposizione. Vediamo perchè iniziando a misurare la febbre alla squadra.Dybala-juve La Juventus ha inserito in rosa molti nuovi elementi, la maggioranza dei quali è molto giovane. Dybala, Rugani, Alex Sandro, Lemina, Zaza lo stesso Sturaro inserito l’anno scorso, costituiranno probabilmente l’ossatura degli anni a venire ed hanno necessità di un po’ di tempo per amalgamarsi (e qualcuno per abituarsi alla serie A). La società ha cambiato molto e lo ha fatto da vincente, anticipando i tempi ed abbassando l’età media. E’ chiaro che un periodo d’assestamento è fisiologico anche per la partenza di tre personaggi del calibro di Pirlo, Vidal e Tevez. Da un punto di vista strettamente pratico, il campo risente particolarmente della mancanza dell’argentino: per il carisma, i gol e quella capacità di giocare venti metri dietro la prima punta e togliere la castagne dal fuoco agendo quasi da regista avanzato. Dybala, più tecnico e veloce, ha grandi potenzialità e margini di miglioramento: vedremo se Allegri lo butterà dentro fin da subito o se lo doserà come ha fatto con Morata la scorsa stagione. In ogni caso la rosa è ampia e completa, la Juventus ha a disposizione perfino più soluzioni offensive rispetto allo scorso anno. Le sconfitte, oltre che con la bravura degli avversari, sono spiegabili anche con il momento di scarsa forma di qualche elemento: si vedano ad esempio Chiellini e Lichtsteiner con la Roma, o lo stesso Padoin schierato da regista. Proprio la partita con i giallorossi ha dato qualche spunto interessante: l’insistenza sul 3-5-2 non è a mio avviso un errore. E’ il modulo che garantisce la migliore copertura ed infatti la Roma ha segnato su calcio da fermo e con la Juve in 10 vs 11. Certo non si vive di sola difesa e qui la squadra bianconera è stata totalmente assente fino al 70° minuto. Il fatto che, in 10 e abbastanza rimaneggiata, abbia quasi pareggiato non depone a favore della Roma. dzekoVittoria strameritata, sia chiaro, ma l’impressione è che Garcia abbia ancora una rosa un po’ corta soprattutto dalla cintola in giù. Si sente e si vede il peso del grande attaccante: mi riferisco a Dzeko, alla sua abilità di prendere posizione sfruttando il fisico, duellando per tutta la partita con uno come Chiellini che non è certo a digiuno di sportellate. Tornando alla Juventus, la sosta capita al momento opportuno, per recuperare qualche infortunato (Marchisio) e mettere allenamenti e minuti nelle gambe dei nuovi arrivati. La società secondo i più ha ben operato sul mercato, portando avanti l’operazione di ringiovanimento di cui abbiamo già detto. Ha messo nelle mani di Allegri un insieme di giocatori completo, adatto a più moduli e perfettamente in grado di competere sui tre fronti. Giuste ed inevitabili le cessioni di Pirlo e Tevez, si è scelto di vendere Vidal all’ultima occasione disponibile per raggranellare qualche “spicciolo”, visto che il cileno compirà 29 anni il prossimo maggio. Ci sta, soprattutto se ti porti in casa Khedira ed hai Marchisio e Pogba. Purtroppo l’imprevedibilità del calciomercato ha fatto il resto: i media ci dicono che la Juventus ha corso un bel po’ dietro a Julian Draxler per poi ripiegare sul “Profeta” Hernanes. Non sapremo mai come stiano effettivamente le cose, ciò che sappiamo con certezza è che Hernanes è diverso dal tipo di giocatore accostato alla Juve ad inizio della sessione di mercato. Isco, Oscar, Gotze, Draxler apparivano, per età e caratteristiche tecniche, scelte di altro livello. Marotta ha ammesso di aver contattato Draxler, qualcosa di più ha dichiarato Allegri che ha detto che lo Schalke e il giocatore si sarebbero tirati indietro. Per chi come me stravede per il talentino tedesco è un dispiacere ma ce ne faremo una ragione. Attenzione però che Hernanes può fare una buonissima stagione ed aggiunge una caratteristica che alla Juventus era venuta meno: calcia benissimo in movimento e da fermo con entrambi i piedi. Può fare bene, benissimo se accompagnato da compagni che corrono, recuperano e gli mettono a disposizione la palla. Per essere la scelta dell’ultimo giorno poteva decisamente andar peggio. Diciamo che la palla passa ora al Mister: Allegri ha dimostrato intelligenza e duttilità nel subentrare a Conte senza smembrare quanto già costruito. Adesso dovrà necessariamente sbizzarrirsi in qualche cambio di modulo o comunque cambiando modo di giocare:

French AS Roma's head coach Rudi Garcia (L) with FC Juventus' head coach Massimiliano Allegri during the Italian Serie A soccer match between AS Roma and FC Juventus at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 02 March 2015. ANSA/ETTORE FERRARI

no Tevez e no Pirlo significa costruire qualcosa sull’estro di Cuadrado per esempio, o sulla velocità di Morata, le spalle di Mandzukic, il talento di Dybala, la forza di Pogba etc. Ha a disposizione due esterni che sanno attaccare (Sandro e Cuadrado), la miglior difesa della serie A e una batteria di attaccanti complementari. Come già accennato, il 3-5-2 schierato a Roma ha sofferto molto in fase propositiva. Troppo “scolastico” l’apporto di Padoin e poca personalità nel resto della squadra, a  cui è mancato soprattutto Paul Pogba. E’ l’ora che il francese prenda per mano la squadra e la trascini. Facile giocare con Pirlo e Vidal, un po’ meno doverli sostituire ma se il francese vale davvero 80-90 milioni è l’ora di dimostrarlo. Anche la sua crescita passa per il tecnico che ha la squadra per vincere, i talenti da far esplodere e quelli da mettere in vetrina e vendere a carissimo prezzo. Ne avesse il suo predecessore, che ora allena la nazionale e che ha battuto Malta per 1 a 0 con un gol di braccio. Ecco, basta guardare chi sta peggio e passa anche l’arrabbiatura per aver preso Hernanes e non Draxler.

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7 pensieri riguardo “Juventus: mai così male, mai così forte

  1. la sola cosa che mi sorprende come mai escono cosi’ pochi talenti dalle goivanili della juve
    ed é sempre costretta a ricorrere all’esterno per ringiovanirsi e rinforzarsi
    francamente anche se non rivince lo scudetto non é grave un paio d’anni di transizione mi sembra fisiologico
    comunque l’effetto Conte é finito ed ora Allegri dovrà dimostrare di che pasta é fatto
    lui é quello che rischia piu’ di tutti se non riesce a dare un anima ed un gioco anche non vincendo
    ad ora la juve si é ringiovanita ma non mi da l’impressione di essersi rinforzata per passare ad un livello superiore
    uno dei maghi del calcio mercato un giorno disse chi compra giocatori in estate ha gia toppato
    i migliori si comprano prima prima ancora che loro stessi sappiano di essere dei campioni
    la sola cosa che la juve vincerà quest’anno sarà l’europa ligue
    per il resto farà la sua bella figura ma niente piu’

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  2. Infatti il mercato è stato progettato prima, in primavera: Neto, Rugani, Dybala, Mandzukic e lo stesso Khedira non sono colpi estivi. Manca un resoconto preciso di ciò che é successo dopo la cessione di Vidal (metà luglio). Quanto si è rincorso Draxler? Quale era l’alternativa?

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  3. Secondo me le uscite di Pirlo e Tevez erano previste da tempo, e la società è stata pronta, anzi ha comprato i sostituti in anticipo. Invece per Vidal è arrivata la classica “offerta che non si può rifiutare” all’improvviso, e la società è stata colta di sorpresa, non ha saputo reagire rapidamente, e soprattutto ho paura che ci siano state delle divergenze interne. Insomma, per Draxler non può essere stata solo una questione di soldi: secondo me se non si è affondato con decisione su Draxler è perché non tutti in società erano convinti al 100% sul giocatore. Hernanes è sicuramente un ripiego dell’ultim’ora, ma ricordiamoci che anche Pirlo, quando arrivò dopo un paio di stagioni declinanti al Milan, era considerato vecchio e bollito. Bisogna avere fiducia nella società. Poi tra l’altro c’è questo Lemina che dicono non sia male.

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  4. Lemina é un ottimo colpo, per il resto d’accordo con Francesco, società non reattiva o divisa dopo la cessione di Vidal. Anche Padoin che parte 2 volte titolare e poi nemmeno in lista Uefa da un po’ da pensare. Parola d’ordine fiducia e niente drammi.

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