La querelle Moggi – Facchetti jr: le motivazioni della sentenza

Il giudice Oscar Magi del Tribunale di Milano ha sentenziato, lo scorso 15 luglio, sulla causa per diffamazione contro Luciano Moggi, avviata dalla querela presentata da Gianfelice Facchetti, figlio dell’ex presidente interista Giacinto. Luciano Moggi, questa la decisione, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Avevamo sintetizzato la questione in un articolo dello scorso luglio (vedi qui). Adesso abbiamo letto per voi il testo integrale delle motivazioni della sentenza.

Il fatto

Luciano Moggi
Luciano Moggi

Il 23 ottobre 2010 Luciano Moggi, ospite su Sportitalia della trasmissione Notti magiche condotta da Michele Criscitiello, aveva fatto delle dichiarazioni sull’Inter e su Facchetti, in risposta a precedenti dichiarazioni di Javier Zanetti. Questa, nel dettaglio, la frase “incriminata”:

“Quello che emerge dal processo di Napoli e che emergerà ancora: le telefonate del tuo ex presidente che riguardano le griglie e la richiesta ad un arbitro di vincere la partita di Coppa Italia con il Cagliari, e l’arbitro era Bertini. Ci sono le telefonate intercettate sue, le telefonate di Moratti e la telefonata di imbarazzo di Bertini, i pedinamenti, le intercettazioni illegali e anche i passaporti falsi e quindi sta zitto Zanetti, è meglio per te ed è meglio per l’Inter”.

Durante il processo sono stati ascoltati, oltre alla parte lesa Gianfelice Facchetti e all’imputato Moggi, anche Javier Zanetti, Massimo Moratti, l’ex designatore Pierluigi Pairetto, l’ex vice-designatore Gennaro Mazzei, gli ex arbitri Paolo Bertini e Massimo De Santis.

Il pm aveva chiesto per Moggi la condanna a una multa di 10000 euro, mentre la famiglia Facchetti aveva chiesto la condanna al risarcimento di 50000 euro di danni morali e materiali, oltre che al pagamento delle spese processuali della parte civile stessa.

Le testimonianze e le telefonate

La difesa di Moggi ha prodotto, a sostegno delle proprie tesi difensive, una serie di telefonate intercettate nell’ambito dell’inchiesta Calciopoli; si tratta di quelle telefonate con protagonisti gli allora dirigenti interisti mai entrate nel processo per scelta di chi indagò, e portate alla luce soltanto anni dopo. I testimoni della difesa hanno poi confermato quanto emergeva da queste telefonate. Scrive Magi:

«si parla, con evidenza, di griglie per il sorteggio degli arbitri destinati ad operare nelle partite dell’Inter, di gradimento degli stessi, o di incontri avvenuti prima o dopo le partite con il presidente Facchetti».

In particolare, al centro del processo c’è la testimonianza dell’ex arbitro Paolo Bertini, chiamato in causa dallo stesso Moggi nella dichiarazione “incriminata”. Bertini ha riferito dell’incontro con Facchetti negli spogliatoi prima della partita Inter – Cagliari (semifinale di Coppa Italia) del 12 maggio 2005. In questa occasione Facchetti avrebbe pronunciato una battuta infelice relativa allo score dell’arbitro con la squadra nerazzurra (4 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte) formulando l’auspicio di correggere la prima casella, quella relativa alle vittorie dell’Inter. Di questo episodio Bertini aveva parlato al telefono con il designatore Bergamo la sera stessa della partita, definendolo spiacevole e imbarazzante (è possibile ascoltare la telefonata a questo link). La storia dello score di Bertini con l’Inter (l’ormai celebre 4-4-4) Facchetti del resto l’aveva tirata fuori già il giorno prima della partita, al telefono proprio con Bergamo (anche questa telefonata si può ascoltare qui).

Secondo il giudice queste telefonate relative all’affaire Bertini e le altre telefonate prodotte dalla difesa di Moggi

«costituiscono un elemento importante per qualificare una sorta di intervento di lobbying da parte dell’allora presidente dell’Inter nei confronti della classe arbitrale».

Ovviamente il giudice Magi non giudica i comportamenti di Facchetti sotto il profilo penale, non è il suo compito. Va tuttavia notato che:

«tali rapporti telefonici appaiono non solo indubitabili, ma anche significativi di un rapporto di tipo amicale, che si estrinseca e raggiunge anche vette non propriamente commendevoli».

La relazione Palazzi

Accanto alle testimonianze e alle intercettazioni, la difesa ha prodotto al processo anche la cosiddetta relazione Palazzi, con cui in data 1 luglio 2011 il procuratore sportivo analizzava la posizione disciplinare di vari personaggi del mondo del calcio, tra cui Facchetti e Moratti, formulando accuse molto gravi, ma concludendo poi con il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

Dalla relazione Palazzi il giudice Magi trae un ampio stralcio riportato in sentenza. Si tratta del passaggio in cui si spiega che:

«sono emersi contatti intercorrenti tra il Presidente dell’Internazionale Facchetti e vari esponenti del settore arbitrale che assumono rilevanza, oltre che per la specificità dei contenuti, anche perché costituiscono elementi dimostrativi del rapporto privilegiato, quanto meno rispetto alla generalità delle altre società, che la società sportiva in questione poteva vantare, all’epoca, con il mondo arbitrale in molte sue componenti».

Secondo Palazzi, ancora:

«la condotta del Facchetti appare presentare notevoli e molteplici profili di rilievo disciplinare. […] Dalle carte in esame, e in particolare dalle conversazioni oggetto di intercettazione telefonica, emerge l’esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, intercorsi tra il presidente della soc. Internazionale F. C. Giacinto Facchetti ed entrambi i designatori arbitrali, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, fra i cui scopi emerge, fra l’altro, il fine di condizionare il settore arbitrale».

Secondo Palazzi le condotte di Facchetti, oltre a costituire violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza sanciti dall’art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva, rappresentano un gravissimo attentato ai valori di terzietà, imparzialità ed indipendenza del settore arbitrale nel suo complesso, e violano quindi anche l’art. 6 del Codice di Giustizia Sportiva.

Massimo Moratti e Luciano Moggi durante una delle udienze del processo
Massimo Moratti e Luciano Moggi durante una delle udienze del processo

Le argomentazioni del procuratore Palazzi costituiscono per il giudice Magi «un elemento valutativo assai significativo» proprio in quanto provengono dalla stessa autorità deputata al perseguimento degli illeciti sportivi.

Motivi della decisione

Passando dunque alle argomentazioni con cui è spiegata l’assoluzione di Moggi, va detto innanzitutto che il giudice Magi ha escluso dagli argomenti di sua competenza i riferimenti di Moggi allo spionaggio illegale e ai passaporti falsi, questioni connesse all’Inter e non direttamente a Facchetti, concentrandosi soltanto su quanto attribuito da Moggi espressamente all’ex presidente interista.

Sulle parole che riguardano direttamente Facchetti, Magi conclude che:

«al momento in cui sono state pronunciate, contenevano con certezza una buona veridicità, o comunque sono state pronunciate nella ragionevole opinione che contenessero una dose di verità, seppur anche putativa».

Le parole di Moggi:

«sono con certezza riferibili a vicende sicuramente accadute, seppur, probabilmente, con un grado di gravità meno rilevante ed evidente rispetto a quanto prospettato».

La relazione di Palazzi, del resto, stigmatizza duramente il rapporto preferenziale di Facchetti con i designatori arbitrali dell’epoca; e il fatto che Facchetti sia stato salvato dalla prescrizione nell’ambito della giustizia sportiva

«non ha evitato una sua inevitabile citazione in un atto procedimentale che non può non essere ritenuto significativo ed importante».

E dunque:

«Moggi, nel citare le vicende della giustizia sportiva ed i comportamenti dell’allora presidente Facchetti, ha riferito cose vere o comunque verosimili […] Il generico riferimento alle telefonate ed al tentativo di condizionare una gara sportiva costituisce una affermazione che, allo stato degli atti e delle conoscenze delle parti, non può non ritenersi vera o quantomeno verosimile».

Ovviamente il giudice Magi non può sostituirsi alla giustizia sportiva, bloccata dalla prescrizione; non importa, dunque, che Facchetti abbia compiuto effettivamente i fatti di rilievo disciplinare che gli sono stati addebitati dal procuratore Palazzi, ma per giudicare di questa causa per diffamazione è sufficiente che telefonate e conversazioni siano state ritenute dal procuratore federale gravi e incriminanti:

«in questo senso non si vede perché Moggi, in buona fede, non le abbia potuto ritenere anch’egli gravi e significative di un coinvolgimento dell’ex presidente dell’Inter, quando le stesse sono state valutate dal procuratore Palazzi nel modo che si è riportato».

La sentenza Magi ha dunque dato un senso alla relazione Palazzi, che era sembrata finora un contentino privo di contenuti reali offerto alle recriminazioni di Andrea Agnelli (fu proprio il presidente juventino, sollecitando con un esposto il ritiro dello scudetto 2006 assegnato all’Inter, a sollecitare l’inchiesta sportiva). Adesso sappiamo che la prescrizione ha negato qualsiasi possibilità di intervento alla giustizia sportiva, ma non ha cancellato dalla storia quelle conversazioni e quelle telefonate, come vorrebbero far credere in tanti. Esse esistono, e sono state giudicate gravi e incriminanti non dai malefici e rancorosi siti juventini, ma direttamente dall’organo preposto a perseguire gli illeciti sportivi.

Fin qui (sarà presentato probabilmente appello) questa querela sembra essersi rivelata un clamoroso autogol per Facchetti jr. Invece di starsene in silenzio e ringraziare i carabinieri di Roma e i pm di Napoli per l’uso di due pesi e due misure, decisivo per tenere fuori l’Inter dalla bufera del 2006, Gianfelice ha voluto strafare, pretendendo che di quanto emerso successivamente non si potesse nemmeno parlare. Ha ottenuto invece un responso secondo cui le parole di Moggi contengono quantomeno una dose di verità, e la relazione Palazzi, con i suoi durissimi giudizi contro l’Inter e lo stesso Facchetti, viene considerata un elemento valutativo assai significativo. In attesa della prossima puntata.

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14 pensieri riguardo “La querelle Moggi – Facchetti jr: le motivazioni della sentenza

  1. ruggierodistaso | 9 luglio 2015 alle 13:31 Modifica
    Quello in particolare, ad ogni modo adesso vedremo che valore ha la Relazione Palazzi per i giudici penali italiani. Perché se invece verrà considerata un giudicato a tutti gli effetti Moggi sarà assolto.
    ———————————————————————————————————————–
    Qualche mese fa non erano opinione comune, queste cose… che dici? La Relazione Palazzi ha un discreto valore, adesso.

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  2. Per RUg
    http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/31623_07_15.pdf

    [PDF]31623_07_15 – Corte di Cassazione

    http://www.cortedicassazione.it/cassazione…/31623_07_15….

    Traduire cette page1.1 Con sentenza del 5 dicembre 2012 la Corte di Appello di Napoli, in parziale … 1.2 Avverso la detta sentenza propongono ricorso l’imputato GIRAUDO …

    Francesco qui c’é qiual cosa che non quadra tra gli assolti e gli associati
    al 41.5 della sentenza
    secondo me molti dei personaggi menzionati sono stati assolti

    posso anche sbagliarmi ma Moggi é stato assolto in tutti i processi salvo quelli di Napoli
    puoi controllare??
    diffamazione Facchetti e Zeman
    Gea
    e altri
    la sola condanna viene da Napoli

    di cui fra un po’ vi porro’ delle considerazioni al riguardo che lasciano alquanto perplessi

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  3. @ruggiero vedrai il file, anche la Relazione Palazzi viene molto considerata, fa una citazione di più di una pagina, e quell’argomentazione “se l’ha detto Palazzi, perché non può dirlo Moggi”, che ho riportato nell’articolo, è una di quelle decisive per l’assoluzione.
    @paolo sinceramente non ho capito la tua domanda, puoi spiegarti meglio?

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  4. Con farsopli 2006….tutti gli Italiani sono stati presi in giro…nell’anno 2006…….”piaccia o non piaccia” a moratti l’ex presidente del secondo club di Milano …..impari ad essere sportivo e …..a saper perdere….

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  5. http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/31623_07_15.pdf
    al passaggio 41.4 e 41.5
    il giudice si affanna a spiegare che il ricorso di Giraudo é respinto
    perché il numero di associati e superiore a 10 il che permette di definire l’associazione a delinquere
    evidentemente per poter definire un associazione a delinquere ci vuole un minimo numero di associati
    e scrive una sfilza di nomi (al 41.5)
    leggendo i nomi ho la sensazione che quel cosa non quadra
    sono stati tutti condannati?? o li in mezzo ce ne sono di assolti ???
    quelli condannati per quale misfatto lo sono stati?? sono tutti riconducibili a Moggi e Giraudo??

    esempio La Fazi, Pieri, Bertini, Dattilo,Racalbuto,Gabriele,Ambrosini
    non mi risulta che siano stati condannati per quam cosa
    solo per citarne alcuni
    Lanese, Cassarà,Baglioni ,Scardina cosa c’entrano??
    Mazzini, Bergamo ,Pairetto,De Santis, si sa

    nel abbreviato il solo condannato é Giraudo o hanno condannato anche gli arbitri ???

    spero di essermi spiegato

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  6. @Paolobxl Nell’abbreviato l’unico condannato è stato Giraudo; gli altri imputati sono stati assolti nel merito. In totale per quanto riguarda l’associazione, tra abbreviato e ordinario, ci sono state una condanna (De Santis) e sei prescritti (Moggi, Giraudo, Pairetto, Mazzini, Fabiani, Racalbuto). Credo che se l’associazione fosse stata composta da più di 10 persone ci sarebbe stata un’aggravante, ma non ne sono sicurissimo. Aspettiamo Rug.

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  7. nei primi passi della sentenza Assolve gli arbitri e dopo sotto
    li annuncia come associati
    boh !! mi sembra cosi’ assurdo
    un giudice dichiara i campionati regolari e un altro lo sconfessa
    sono regolari o irregolari??

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  8. Ho visto adesso @paolo. In quel punto vengono elencati tutti quelli che sono stati imputati di associazione a delinquere, compresi quelli (la maggioranza) che alla fine sono stati assolti. L’elenco di quelli che sono stati condannati (o meglio non-assolti) l’ha già fatto Felix, e di molte di queste situazioni ne abbiamo parlato in diversi articoli. Quel passaggio della Cassazione è difficile da capire per noi non tecnici; forse ce lo spiegherà Rug, ad ogni modo sicuramente non annulla l’assoluzione di quelli che sono stati assolti.
    Comunque cerchiamo di non andare fuori argomento, qui non si parla di Cassazione, si parla di Facchetti e diffamazione!

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  9. 1 ) «al momento in cui sono state pronunciate, contenevano con certezza una buona veridicità, o comunque sono state pronunciate nella ragionevole opinione che contenessero una dose di verità, seppur anche putativa».

    2) «sono con certezza riferibili a vicende sicuramente accadute, seppur, probabilmente, con un grado di gravità meno rilevante ed evidente rispetto a quanto prospettato».

    La prima mi pare una delle tante cose assurde che un giudice possa mettere in sentenza, anche se stavolta porta acqua al mulino bianconero.
    La seconda è comunque un’interpretazione dato che la gravità o meno dell’accaduto non la conosceremo mai dal punto di vista strettamente legale.
    Non ho mai visto la trasmissione incriminata ma le frasi di Moggi riportate da Francesco sono un’indiscutibile spaccato di realtà.
    .. Che poi quei fatti non abbiano portato punti reali sul campo è un discorso a parte.

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  10. Ah, certo, @bjh, ovviamente il giudice Magi non valuta le azioni di Facchetti nè quelle di Moggi dal punto di vista penale o sportivo, lui giudica soltanto su una causa per diffamazione. Una verità giuridica su Facchetti e l’Inter non ci sarà mai perché Auricchio e company hanno deciso così, questa sentenza però in mancanza d’altro può essere un piccolo tassello. Come ho scritto, riconosce che quelle telefonate non sono una fantasia di ju29ro o dei legali di Moggi, ma esistono e sono un pezzo della più ampia storia di Calciopoli. Proprio questo è quello che la famiglia Facchetti avrebbe voluto negare.

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  11. Scusa Francesco effettivamente avrei dovuto postare sull altro articolo
    ora per restare in argomento
    da parte di Facchetti jr é una prova di odio contro Moggi ed ha difficoltà ad accettare
    che suo padre e tanti altri facevano le stesse cose anche se ” meno gravi di quelle di Moggi”
    uno si puo’ domandare del perché non ha querelato Palazzi che ha scritto anche di peggio di quello che ha detto Moggi ,
    Lo strano é perché il Giudice che dovrebbe solo giudicare sulla diffamazione
    si avventura in affermazioni del tipo
    I comportamenti di moggi sono malefici
    e quelli degli altri solo sopre le righe

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  12. Credo che lo faccia semplicemente perché deve prendere atto delle sentenze del tribunale di Napoli, che hanno sancito questa disparità di giudizio fra i fatti attribuiti a Moggi e quelli dell’Inter.
    Per quanto riguarda la querela, beh, una cosa è querelare Moggi caduta in disgrazia e detestata da gran parte della stampa italiana, un’altra cosa è querelare uno che è il procuratore sportivo in carica. Non è la stessa cosa. Ci vuole fegato, e le possibilità di averla vinta sembrano piuttosto scarse, sarebbe un gesto davvero eclatante.

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