Ve lo ricordate Conte? Il punto sulla Nazionale

Chi se ne va che male fa. La canzone, volutamente, non precisava a chi esattamente fa male, chi se ne va. Così, il dubbio che chi se ne va faccia male soprattutto a sé stesso viene. Ci pensavo durante la diretta di una delle partite dell’ultima giornata di campionato, quando le telecamere inquadravano spesso, in tribuna, un signore dal viso tirato, apparentemente imbronciato, comunque serissimo, che stava seduto accanto ad Oriali. E io non riuscivo a capacitarmi del fatto che quel signore, incapace oggi di trasmettermi qualsiasi emozione, è stato fino a non molto tempo fa il protagonista di una delle più belle storie d’amore sportivo che mi è toccato di vivere. Era proprio lui, Antonio Conte. Ve lo ricordate Conte? I tre scudetti consecutivi, la Juve che veniva da due settimi posti, il ritorno inebriante ai fasti di un tempo, il record di punti in campionato?

conte orialiOggi che il quarto scudetto consecutivo vinto dalla Juve con Allegri ha fatto un po’ dimenticare le incredibili dimissioni improvvise da tecnico juventino presentate da Conte a luglio di un anno fa, si può forse parlare in maniera più razionale e spassionata della sua avventura in azzurro. Dico subito che la sua scelta di vestire la maglia azzurra mi ha sorpreso più ancora della scelta di abbandonare improvvisamente la Juve. Vero che, come fece alla Juve, è subentrato in una situazione di crisi, destinato in caso di avventura positiva ad emergere come il salvatore di una squadra che sembrava smarrita. E però, la Nazionale attuale sembra proprio un binario morto, per una carriera in ascesa.

Viviamo un’epoca storica in cui le identità nazionali devono aprirsi a un mondo sempre più senza confini. Questo ha delle conseguenze anche a livello calcistico, con la presenza di un numero sempre più alto di giocatori che possono scegliere a loro piacimento per quale nazionale giocare fra due, tre, addirittura quattro possibilità diverse. Il fenomeno è destinato a intensificarsi, e verrà forse un giorno in cui non avrà più senso l’esistenza stessa delle Nazionali. Nell’attesa, però, esistono ancora dei momenti magici, ogni due anni, all’inizio dell’estate, in cui il colore azzurro torna improvvisamente ad essere la cosa più importante che c’è.

È quello, il prossimo giugno, il momento in cui Conte si gioca tutto. Se dovesse venir fuori dall’Europeo con una vittoria azzurra avrà vinto la sua scommessa, riscattando anche questi due anni in cui è sembrato immalinconito, sperduto, prigioniero della sua scelta. Se invece dovesse arrivare un risultato mediocre, allora davvero avrà spinto la sua carriera in un angolo da cui potrebbe anche essere difficile uscire (per informazioni chiedere a Prandelli).

Ma quante sono, realmente, le chance che ha Conte di vincere questa scommessa? Si parla spesso di una squadra azzurra in declino, ormai priva di veri talenti. È vero, oppure è il classico rimpianto per il passato, che per una legge della storia appare sempre migliore del presente? Cerchiamo di fare il punto della situazione, ruolo per ruolo.

Portieri: Buffon è il titolare inamovibile. buffonDietro di lui stava Sirigu, che però adesso al PSG non gioca più, perché hanno comprato un portiere tedesco, che è più di moda. Sopravviverà a un anno da panchinaro? Marchetti è un portiere di esperienza, da anni nel giro della Nazionale. Perin appena avrà recuperato dall’infortunio sarà chiamato a giocarsi le sue chance. Conte ha convocato in quest’ultima tornata anche Padelli. Anche se al momento non c’è un vero erede di Buffon, i portieri affidabili non mancano, e credo che Conte avrà poche preoccupazioni per questo ruolo.

Difensori: fra i difensori centrali, è facile prevedere la convocazione del trio juventino Barzagli, Bonucci, Chiellini, forgiato del resto dalla stesso Conte nella sua esperienza bianconera. Vero che i tre, presi singolarmente, hanno tutti dei limiti individuali, ma l’affiatamento, la conoscenza reciproca, l’esperienza internazionale ne fanno il punto di riferimento del reparto. Nell’ultima tornata Conte ha chiamato anche Astori, che si sta rilanciando nella Fiorentina capolista dopo i tentennamenti di Roma, e Ranocchia, che però all’Inter è un panchinaro fisso. L’impressione è che, superate le difficoltà iniziali, sarà Alessio Romagnoli ad assicurarsi un posto in rosa. Conte ha chiamato qualche volta anche Moretti del Torino, che può essere un rincalzo affidabile e d’esperienza. Sarebbe una bella storia quella di Acerbi, che dopo l’esperienza fallimentare al Milan e i problemi di salute sembra aver trovato la sua dimensione al Sassuolo. Tutto sommato, mi sembra che i difensori centrali non manchino

Discorso più complesso per quanto riguarda i terzini. Le scelte possibili non sono molte, e Conte opterà per giocatori che possono giocare a seconda delle necessità sia a destra che a sinistra. Il primo nome della lista è quello di Matteo Darmian, che allo United sta giocando soprattutto a destra, ma al Torino ha spesso occupato la fascia opposta. Insieme a lui un altro terzino che può fare entrambe le fasce, e che viene regolarmente convocato, è De Sciglio, che però sembra avere smesso di crescere, e mi pare mostrare qualche limite di personalità. Terzino sinistro puro è Antonelli, chiamato a una grande stagione con il Milan se vuole la convocazione. Lo stesso potrebbe dirsi dell’interista Santon, che al momento nella squadra di Mancini è il titolare di destra (ma si dice che l’Inter sia a caccia di rinforzi). Purtroppo sta facendo al momento molta panchina Zappacosta nel Torino; potenzialmente il futuro è suo. Un giocatore di cui seguire la crescita, infine, è Sala del Verona, un giocatore che può garantire quantità e qualità su tutta la fascia, destra, utile soprattutto se si dovesse giocare col 3-5-2.

Centrocampisti: forse andrò controcorrente, ma mi pare il reparto meglio assortito. Accanto a Pirlo e De Rossi, due leader di cui credo che difficilmente Conte farà a meno, ci sono giocatori di statura internazionale ormai consolidata come Verratti, Marchisio, Florenzi. Soriano e Parolo si esprimono ormai con continuità ad alti livelli, mentre Bertolacci sembra essersi eclissato con la maglia del Milan, anche se Conte lo sta chiamando comunque. Novità recente è il ritorno di Montolivo, anche se il suo ruolo appare già coperto con la presenza di Pirlo e Verratti; senza contare che salgono alla ribalta pure l’oriundo Jorginho, rivitalizzato da Sarri a Napoli, e Viviani, scuola Roma, che sta prendendo in mano il centrocampo del Verona. L’anno scorso Rigoni del Palermo è stato il migliore centrocampista / incursore del campionato, ed è chiamato alla riconferma. Il giovane Baselli è stato protagonista di un inizio esplosivo a Torino, prima di un infortunio. Insomma, i nomi ci sono, sia delle certezze che dei possibili outsider. Non dimentichiamo infine il giovane Sturaro, quest’anno finora sottotono, ma l’anno scorso protagonista ai massimi livelli anche in Champions.

Attaccanti: qui cominciano, apparentemente, le note dolenti. La punta di diamante, infatti, dovrebbe essere Graziano Pellè, centravanti del Southampton. pellèPellè ha giocato sempre all’estero, e in squadre non di primissima fascia, per cui in pochi lo conoscono bene. Quelli della mia generazione, poi, pensano a Christian Vieri, vedono Pellè e non possono non essere perplessi. Dobbiamo però cominciare a considerare un centravanti come Vieri una straordinaria eccezione; fatto questo, potremo accorgerci che Pellè (già 8 gol in stagione) non è per niente male, e se utilizzato nel modo giusto, ossia facendo tanti cross ed evitando di pretendere da lui gioco di sponda spalle alla porta, può darci delle soddisfazioni.

Conte si porterà anche un altro centravanti: al momento, però, Immobile si è eclissato, e anche Zaza sembra destinato a tanta panchina nella Juve. Destro, che sembrava il futuro della Nazionale nel ruolo, è entrato in una parabola discendente di cui non si vede la fine. Gabbiadini sembra anche lui destinato alla panchina a Napoli. Conte si è portato, nell’ultima convocazione, Quagliarella, che conosce bene (anche se alla Juve non lo usava troppo spesso) e che quantomeno gioca titolare; mi sembra però un nome riempi-lista, non uno che cambia le sorti di una spedizione. Sinceramente, stando così le cose è un peccato vedere lo spreco del talento di Mario Balotelli, e c’è da augurarsi che i timidi segnali di ripresa visti al Milan nelle ultime settimane siano seguiti da una crescita vigorosa. Non deve essere il fulcro della Nazionale, ma potrebbe senz’altro essere utile.

Se si dovesse giocare con una coppia d’attacco, accanto a Pellè il nome più accreditato sembra quello del doriano Eder, tanta corsa, un buon piede, ormai da qualche anno protagonista nella Sampdoria. Eder, tra l’altro, può giocare anche esterno in un 4-3-3. Tra gli esterni, la vera novità di questo inizio stagione è l’esplosione di Insigne a livelli mai visti prima. Se durerà, sarà difficile togliergli un posto da titolare sulla sinistra del reparto offensivo. Dall’altra parte, la garanzia sembra Candreva, meno talento puro, ma più quantità rispetto al napoletano. Alternativa sugli esterni può essere un altro talento che sembrava smarrito, El Shaarawy, che finalmente sta trovando continuità nel Monaco. Domenico Berardi è un talento annunciato, ma al momento è difficile pensarlo nella rosa per l’Europeo. Infine c’è Giuseppe Rossi, che appare finalmente in via di guarigione; ma tornerà ai livelli di un tempo, e riuscirà a superare definitivamente i problemi fisici? Al momento sembra difficile prevederlo nella lista dei 23.

Un peccato che Conte non preveda nelle sue squadre il trequartista, visto che con Franco Vazquez l’Italia ha strappato all’Argentina un ottimo giocatore: magari gli manca la cattiveria agonistica dei migliori, ma sforna assist a ripetizione, ed è anche forte fisicamente. Aggiungiamoci che sta esplodendo il talento di Riccardo Saponara, dieci gol con la maglia dell’Empoli nell’anno solare, e ci ritroviamo con una coppia di trequartisti di buon livello. Non va dimenticato nemmeno Bonaventura, che nel Milan è sempre uno dei migliori, e che potrebbe essere convocato da Conte anche come centrocampista o come esterno. Difficile, sinceramente, capire l’ultima convocazione di Giovinco, se non per la passione che Conte prova da anni per lui. I gol in MLS vogliono dire ben poco, e il piccolo fantasista si è sempre dimostrato inadeguato ai massimi livelli.

In conclusione, mi sembra che la situazione azzurra non sia così disperata. I giocatori di qualità ci sono, e l’allenatore potenzialmente in grado di farli rendere al meglio c’è. Il gioco, nella qualificazioni, non ha mai strabiliato. Ma quando mai è successa, una cosa del genere? Quello che conta è il “miracolo” di quel mese lì; e sta a Conte assemblare in quel momento la squadra migliore. Le qualificazioni servono solo ad arrivare a quel momento, e a nient’altro. Ci sono tante variabili, nei tornei di breve durata, che rendono impossibile qualsiasi pronostico. Ma l’Italia non parte battuta in partenza. L’uomo che venne dopo due settimi posti potrebbe sorprenderci ancora.

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4 pensieri riguardo “Ve lo ricordate Conte? Il punto sulla Nazionale

  1. Relativamente d’accordo su tutto, certo pensare che qualche tempo fa ci siamo permessi di lasciare a casa Zola e abbiamo avuto attaccanti come Vieri, Inzaghi, Montella, Del Piero, Baggio, Totti, Gilardino e Toni per non parlare di Cassano e che adesso stiamo a puntare su Pellé è tutto dire. Balotelli non è un leader però messo in una squadra che funziona può fare il suo compitino, a centrocampo io proporrei anche Benassi che sta facendo molto bene nel Toro e nell’under 21 dopo aver fatto già bene nell’Inter (ma si sa li sono amanti degli stranieri e lui è stato troppo velocemente fatto fuori) e che, secondo me, è già pronto per il grande salto.

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  2. All’ultimo europeo siamo arrivati secondi quindi l’unico risultato sorprendente sarebbe la vittoria. Guardando invece al futuro della Nazionale temo che Conte non sarà la via maestra e non perchè lo ritenga non all’altezza ma perchè ho la vaga impressione che non attenderà molto a mollare la nazionale. Un po’ di continuità non ci farebbe male. In ogni caso gente per far bene ne abbiamo, non saremo i più forti ma potenzialmente non siamo poi tanto scarsi.

    ps Alla juve furono eccezionali i due settimi posti consecutivi almeno quanto il primo scudetto con Conte….più che di miracolo si trattò di normalizzazione o quasi.

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  3. @Rug guarda che secondo me Pellè non è più scarso di Toni o Gilardino… è chiaro che in passato avevamo un maggior numero di giocatori di talento, ma oggi va così. Benassi può diventare un bel giocatore, ma deve lavorare tanto per scalare le gerarchie rispetto ad altri giocatori già più collaudati.
    @bjh sicuro che Conte non resterà, io credo che non sia nemmeno il luogo adatto per lui e per le sue idee… lui ha bisogno di forgiare la squadra col lavoro quotidiano, per cui penso che tornerà in un club comunque andrà l’Europeo. In Italia ci sono tanti allenatori a spasso, qualcuno che accetta la Nazionale lo si trova. Oggi è difficile che un allenatore rimanga a lungo in Nazionale, la tentazione di giocarsi le proprie carte in un club è forte e legittima.
    Vedremo per l’Europeo, per me tutto si gioca tra l’inizio del ritiro e l’Europeo, lì Conte dovrà plasmare la sua squadra e avrà un po’ di tempo per lavorarci; tutto quello che è stato fatto prima conta poco.

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