Alla scoperta dell’Inter di Mancini

Forse non è la vera sorpresa del campionato, l’Inter di Mancini. La Fiorentina di Sousa, ad esempio, non era pronosticata da nessuno ai vertici della classifica; e ha giocato fino ad adesso un calcio decisamente più brillante di quello dei nerazzurri. E però, i viola non sembrano una squadra destinata a vincere il campionato; troppo poco “italiani”, direi, per potere arrivare fino in fondo. E invece l’Inter, nell’incredulità dei suoi stessi tifosi e di tutti gli altri appassionati, sembra proporsi sempre più come una candidata per la vittoria finale. In attesa dello scontro con il Napoli, sembra perciò opportuna un’analisi approfondita, volta a scoprire i segreti, se ci sono, dei risultati della squadra di Mancini.

Roberto Mancini
Roberto Mancini

L’Inter si trova in testa alla classifica con 30 punti, frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta. L’andamento è abbastanza curioso. I nerazzurri, infatti, hanno vinto le prime cinque partite, tra cui il derby di Milano, per poi incappare nella clamorosa sconfitta casalinga contro la Fiorentina. Questa partita sembrava avere inceppato il meccanismo vincente dei nerazzurri, ed è stata seguita da 3 pareggi consecutivi. Il 27 ottobre, però, nella partita col Bologna l’Inter è tornata alla vittoria, e da allora non ha più smesso, fino ad ottenere per la prima volta, domenica scorsa in casa contro il Frosinone, una vittoria con più di un gol di scarto.

La nostra stampa sportiva è abituata ad essere piuttosto sbrigativa, nelle sue analisi; e così l’Inter è stata esaltata come la squadra dell’1-0, e della riscoperta di un’essenzialità vincente centrata prima di tutto su una difesa imperforabile. Ma è davvero così?

Intanto, non tutti gli 1-0 sono uguali. Ad esempio alla prima giornata, contro l’Atalanta, l’Inter è andata ripetutamente al tiro (seppure un po’ troppo spesso da fuori area), dominando anche sul piano del possesso palla; così che il gol del vantaggio segnato nel finale da Jovetic è apparso fortuito (è il frutto di una rimessa laterale battuta rapidamente, con la difesa atalantina colpevolmente sorpresa), ma non immeritato. Lo stesso discorso può farsi, più o meno, anche per l’altra partita casalinga contro il Verona, decisa da un gol di Melo di testa sugli sviluppi di un corner. Decisamente diversa la situazione in altri match. Le partite con Carpi, Chievo, Bologna, e pure il derby con il Milan, sono state giocate più o meno alla pari, e decise da episodi. La trasferta di Torino e il match casalingo con la Roma, invece, hanno visto l’Inter soccombere sul piano del gioco e delle conclusioni, eppure ottenere comunque la vittoria.

Questo lo sviluppo del campionato nerazzurro finora. Ma è opportuno approfondire ancora, sfruttando i dati proposti dal sito whoscored.com, e distinguendo la fase difensiva da quella offensiva.

La difesa

La squadra di Mancini ha subito finora soltanto 7 gol. Si tratta della migliore difesa della serie A (segue il Napoli con 8). Il dato, già notevole, diviene addirittura fantascientifico se si pensa che 4 gol su 7 l’Inter li ha subiti in una sola sciagurata prestazione, quella casalinga contro la Fiorentina. Nelle restanti 12 partite i nerazzurri hanno dunque subito soltanto 3 gol, contro Carpi, Sampdoria e Palermo, restando per ben 9  volte su 13 con la porta inviolata.

Durante l’estate l’Inter ha profondamente rinnovato il reparto difensivo, con l’arrivo dell’esperto Miranda e degli emergenti Murillo e Telles; senza contare Martin Montoya, che non ha ancora giocato nemmeno un minuto (era da un po’ che il Barça cercava di sbolognarlo a destra e a manca, bisognava aspettarselo). A questi si sono aggiunti altri giocatori già in organico (Santon, Juan Jesus, Nagatomo, Ranocchia, D’Ambrosio), ma la vera novità è stata forse l’impiego del cileno Medel come difensore centrale, con esiti tutto sommato positivi (del resto è un ruolo che ha già ricoperto in Nazionale).

Grazie al contributo di questi giocatori, e di centrocampisti prettamente difensivi come Melo e Kondogbia, l’Inter è quarta in serie A per numero di tackle, preceduta soltanto da Atalanta, Palermo e Frosinone. Per numero di tackle svettano in genere le squadre medio-piccole, e infatti tutte le altre concorrenti per lo scudetto sono molto distanti (il Napoli è quattordicesimo, mentre Fiorentina, Roma e Juve sono tra le ultime quattro della A insieme all’Empoli).

L’alto numero di tackle contrasta decisamente con un altro dato, decisamente sorprendente anche per le caratteristiche dei giocatori sopra elencati: l’Inter è la squadra meno fallosa dell’intera serie A, con appena 12,9 falli a partita. Lunedì sera vedremo la sfida fra le due squadre meno fallose, visto che il Napoli segue immediatamente l’Inter con 13,3 falli per incontro. A svettare nella classifica dei falli sono Genoa e Chievo, ma sorprende la terza posizione della Juventus di Allegri, che si trova in una situazione esattamente contraria a quella nerazzurra: pochi tackle, ma molti falli. Va detto, per completezza, che l’Inter è anche una delle squadre che subiscono meno falli in assoluto; diciamo quindi che fino ad ora si è imbattuta in arbitri particolarmente inclini a lasciar correre il gioco.

Nella grinta e nella correttezza del reparto difensivo sta dunque una delle chiavi del successo dell’Inter.

Samir Handanovic
Samir Handanovic

Ma non abbiamo ancora menzionato il portiere, lo sloveno Handanovic, e questo, come vedremo, è profondamente ingiusto. Se guardiamo infatti i dati sulle conclusioni concesse alla squadra avversaria, troviamo l’Inter soltanto in decima posizione, alla pari con l’Udinese di Colantuono. La precedono Fiorentina (la squadra che finora ha concesso meno conclusioni), Juventus, Napoli, Torino, Lazio, Milan, Roma, e persino Empoli e Carpi. Insomma, l’Inter subisce meno gol di tutti, ma non perché concede meno occasioni di tutti. È qui che bisogna cominciare a parlare di Handanovic. Intanto, è il portiere più ammonito della serie A, avendo già totalizzato 3 gialli (1 per il fallo da rigore con la Fiorentina, 2 per perdita di tempo; nessun altro portiere ha più di un giallo). Ma non è questo, ovviamente, il dato davvero importante.

Per esaltare i meriti di Handanovic, bisogna osservare i dati relativi alle sue parate, e poi confrontarli con quelli relativi ai suoi colleghi delle altre squadre di serie A. Mi sembra molto utile proporvi questa tabella, sperando che il calcolo non vi sembri troppo complicato: nella seconda colonna stanno i portieri impiegati finora, per squadra, con il numero di parate effettuate; nella terza colonna il numero complessivo di parate per squadra; nella quarta i gol subiti; nella quinta, infine, il rapporto per squadra tra parate e gol subiti, ossia ogni quante conclusioni parate la squadra subisce un gol.

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Come emerge dal dato della terza colonna, Handanovic è stato finora uno dei portieri più impegnati della serie A. Soltanto Frosinone, Sampdoria, Palermo e Atalanta hanno “stressato” i loro estremi difensori più di quanto abbia fatto l’Inter. I portieri delle rivali interiste per il vertice della classifica stanno all’estremo opposto: Tatarusanu e Reina finora hanno goduto di una certa tranquillità, venendo chiamati in causa in media meno di due volte a partita.

Ma il dato veramente eclatante è quello della quinta colonna. Come si vede, per 19 squadre di serie A su 20 il rapporto parate / gol è piuttosto simile: si va dall’eccellenza di Atalanta (1 gol subito ogni 3,2 parate) e Palermo (1 gol ogni 3) fino al disastro di Empoli e Carpi, che si avvicinano al rapporto 1 parata / 1 gol; ma tutte le squadre stanno comunque dentro un margine di due punti, dal 3,2 atalantino all’1,2 empolese. Un posto totalmente a sé in questa classifica ce l’ha invece Samir Handanovic, che ha giocato tutti i minuti di questo campionato subendo 1 gol ogni 6,8 parate, un dato più che doppio rispetto a quello del secondo in questa classifica, che è appunto l’atalantino Sportiello, e più che triplo rispetto a colleghi come Tatarusanu e Buffon.

Si tratta di un dato talmente eclatante che non può avere una sola spiegazione, ma deve essere per forza il frutto di un concorso di cause. Possiamo immaginare che grazie a una difesa grintosa le avversarie dell’Inter arrivino sempre a tiri scomodi, forzati, facili da parare; possiamo immaginare semplicemente che finora Handanovic sia riuscito sempre ad ipnotizzare gli attaccanti avversari (penso in particolare alla partita con la Roma, o a Destro che gli spara addosso la palla del pareggio nel finale della partita di Bologna), o che semplicemente sia stato graziato dalla loro scarsa mira (penso al palo colto da distanza ravvicinata dallo juventino Khedira, ad esempio). Sarà molto interessante verificare nuovamente questo dato tra qualche mese, per vedere se si tratta di un dato strutturale o semplicemente di fortuna o chissà cos’altro. Lo faremo. Intanto sono curioso di vedere come riuscirà questo reparto difensivo a sopravvivere al ciclone Higuain-Insigne, primo e secondo nella classifica dei tiratori della nostra serie A.

L’attacco

Finora l’Inter ha segnato 16 gol: 6 contro le cenerentole Carpi e Frosinone, e 1 a testa contro Atalanta, Milan, Chievo, Verona, Fiorentina, Sampdoria, Palermo, Bologna, Roma e Torino; unica partita a secco quella contro la Juventus di Allegri. Insomma, l’Inter non segna molto, ma è riuscita finora a trovare la rete almeno una volta a partita, il minimo essenziale per un cammino vincente. Icardi è il cannoniere con 4 gol, lo seguono Jovetic con 3 e Perisic con 2; a 1 gol sono fermi Melo, Guarin, Medel, Kondogbia, Murillo, Biabiany e Brozovic. Da notare che Jo-Jo ha segnato i suoi tre gol ad agosto nelle prime due giornate, dopo di che non ha più trovato la rete. Mentre Icardi, bomber designato oltre che capitano, si è mantenuto finora nettamente al di sotto delle aspettative.

È forse da lui che conviene cominciare l’analisi.

Mauro Icardi
Mauro Icardi

Icardi è un centravanti un po’ particolare. Non ama particolarmente il dialogo con i compagni, o retrocedere per cercare palloni; e non sembra gradire nemmeno il contatto e lo scontro fisico con i difensori avversari, visto che fa pochissimi falli, e raramente vince i contrasti aerei. Ma soprattutto, quello che Icardi sembra non amare è doversi mettere, lui, al servizio di un altro attaccante. Quest’anno si è ritrovato come compagno di reparto un giocatore come Jovetic, decisamente diverso da lui, ma uguale nell’aspirazione a mettersi al centro della squadra e a caratterizzarne il gioco offensivo. Malgrado abbia giocato meno di Icardi, Jovetic è andato alla conclusione ben più frequentemente rispetto all’argentino; il montenegrino, infatti, ha cercato la porta finora ben 31 volte (nella classifica totale della serie A lo precedono soltanto i due napoletani e Saponara). Certo, ben 22 di queste conclusioni sono da fuori area, segno che è una soluzione che Jo-Jo cerca davvero spesso, forse troppo. Magari a scapito del dialogo con il compagno di reparto.

Icardi è andato al tiro in totale 18 volte, e nella classifica dei tiratori nerazzurri è superato pure da altri due specialisti della conclusione da fuori come Guarin e Kondogbia. Questo mi sembra un primo dato su cui riflettere: su 178 conclusioni totali dell’Inter, ben 93, più del 50%, vengono da fuori area, e hanno prodotto finora soltanto due gol: Guarin al Milan e Medel alla Roma. Per carità, si tratta di due gol che hanno deciso partite estremamente importanti; ma la percentuale realizzativa dice che ci vogliono quasi 50 conclusioni per ottenere una rete.

Va decisamente meglio sui calci piazzati. Da questa situazione sono arrivate 49 conclusioni (l’Inter è terza in questa classifica), e 3 gol. Se teniamo in conto anche il gol di Jovetic a Carpi sull’unico rigore concesso finora ai nerazzurri, rimangono 10 gol arrivati con azione manovrata e conclusione in area. Non sono molti, se consideriamo che 5 sono arrivati tra Carpi e Frosinone.

Del resto una delle cose più evidenti nelle partite dell’Inter finora è la scarsa partecipazione della squadra alla fase offensiva, lasciata all’iniziativa di un numero abbastanza ridotto di giocatori. Fra i terzini, ad esempio, soltanto il brasiliano Telles ha dato un buon contributo alle azioni d’attacco, poco ha fatto Santon, mentre è quasi inesistente l’apporto di altri giocatori che si sono alternati nel ruolo, da Nagatomo a Juan Jesus a D’Ambrosio. Discorso quasi identico va fatto per i centrocampisti, che hanno quasi tutti caratteristiche difensive, e raramente appoggiano con convinzione le azioni d’attacco, o offrono assist. Per intenderci, all’Inter manca il contributo offerto alla Fiorentina da Borja Valero, alla Roma da Pjanic e Florenzi, alla Juve da Pogba, al Napoli da Hamsik e Allan; ed è forse la lacuna più evidente della rosa interista.

Con pochi giocatori a occupare l’area (spesso il solo Icardi) e poca iniziativa dei terzini è fatale che si cerchi di frequente la soluzione da fuori, spesso improduttiva. Il compito di creare gioco d’attacco è delegato quasi esclusivamente al duo slavo JoveticPerisic; il che garantisce tra l’altro ai nerazzurri un alto numero di dribbling (è la terza in serie A in questa specialità). Ma il montenegrino, come abbiamo visto, cerca la conclusione da fuori più spesso che il passaggio filtrante, mentre il contributo del croato alla fase offensiva appare finora ben poco significativo. Da notare che c’è un giocatore, Ljajic, che Mancini finora ha utilizzato abbastanza poco (solo 353 minuti) ma che ha dati estremamente interessanti: tenta anche lui, a volte, il tiro da fuori, ma più spesso dialoga con i compagni, tanto che malgrado lo scarso minutaggio è nettamente il primo fra gli interisti per assist e passaggi-chiave. Sicuramente il suo dato è “drogato” dai 90 minuti giocati nella partita facile contro il Frosinone, ma si tratta senza dubbio di una delle risorse più interessanti a disposizione di Mancini.

Venendo ad alcune considerazioni conclusive, l’Inter sembra non avere ancora trovato una soluzione ottimale in grado di far rendere al meglio sia il reparto offensivo che quello difensivo. Può darsi che Mancini trovi il modo di sfruttare meglio alcuni giocatori già in organico; ma alcune lacune possono essere colmate soltanto in sede di mercato (avverrà già a gennaio?). Intanto, credo che per il momento l’Inter dovrà cedere il passo al Napoli, decisamente più in forma e più brillante nel gioco, più efficace nella soluzioni offensive e anche in quelle difensive; se i partenopei stanno dietro di qualche punto, è solo a causa dei punti persi prima che Sarri trovasse la “quadra”, ma da quando ciò è avvenuto quella napoletana è stata una macchina quasi perfetta. Il mio pronostico per lunedì è dunque quello di una vittoria senza discussioni della squadra di casa. Ma questo vuol dire poco; perché il campionato è lungo, e finisce soltanto a maggio. E anche l’Inter, è evidente, potrà dire la sua.

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9 pensieri riguardo “Alla scoperta dell’Inter di Mancini

  1. Di partite dell’Inter in questa stagione ne ho viste giusto un paio, una è stata Inter Verona e mi sono annoiato. Dopo un po ho cambiato canale, l’Inter è sostanzialmente una squadra molto solida che alla fine il gol lo fa anche senza fare calcio spettacolo e tutte queste grandi parate di Handanovic non le ho viste, bisognerebbe effettivamente vedere la qualità delle parate non il numero, ad ogni modo la partita con il Napoli la vedrò, non fosse altro per gustarmi la metamorfosi del Napoli portata da Sarri, uno dei tanti allenatori al pari di Ventura sottovalutati in Italia forse perché italiani alla stregua di tanti calciatori italiani sottovalutati per lo stesso motivo. Sarri ha dimostrato che Benitez è sostanzialmente un pallone gonfiato e i risultati che sta ottenendo con il Real lo dimostrano. C’è anche da dire, per quanto riguarda i tiri da fuori che molti saranno sicuramente di Guarin uno che alle volte diventa quasi snervante per questo vizio che ha di tirare sempre quasi dalla tre quarti. Poi per una attenta controanalisi del tuo articolo se vuoi posso inviare il tuo articolo ad Inter e basta.

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  2. Ehehe lo so che la qualità delle parate sarebbe più indicativa del numero, ma ovviamente tramite l’analisi delle statistiche è molto difficile verificare la qualità; dobbiamo accontentarci del numero che è comunque un dato molto interessante.
    Come ho scritto Jovetic, Guarin e Kondogbia sono i giocatori dell’Inter che tirano più spesso proprio perché cercano molto la soluzione da fuori.
    Per quanto riguarda Sarri, è difficile valutare un allenatore a sè, prescindendo dal materiale umano che gli è affidato. Io mi limito a dire che al momento il Napoli è la migliore della serie A, l’unica perplessità che ho è sulla possibilità di reggere questi ritmi per tutta la durata del campionato, soprattutto per alcuni giocatori, visto che in genere giocano sempre gli stessi. Per questo ho scritto che una squadra come l’Inter, più pragmatica, alla lunga potrebbe dire la sua, anche se domani penso farà molta fatica.
    Ovviamente condividi con chi vuoi, Rug, mi fa piacere.

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  3. Può darsi (ma un boomerang per chi? Io mica tifo Napoli in fondo, per me un pari domani sarebbe l’ideale). Il problema è che domenica scorsa avevo Brozovic schierato contro al fantacalcio, quello è entrato al 90° e ha fatto gol, questa cosa non sono ancora riuscito a digerirla, e sono arrabbiato con il Frosinone per questo 🙂

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  4. Ma infatti io non ho mica detto che la Juve dovrebbe stare al posto dell’Inter, quindi non capisco perché rispondi così. La Juve ha sbagliato alcune partite e lo sta pagando con qualche punto di ritardo. Non vedo cosa c’entri questo con la mia analisi sull’Inter. Se vuoi avere un test più indicativo sui ciociari, vediti Fiorentina – Frosinone, anche quella è stata una partita interessante.

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  5. Si per carità ma il concetto che ti voglio esprimere è che il Frosinone è una squadra che si trova in serie A e non si trova li per caso (tipo il Treviso qualche anno fa) ma si trova li perché l’anno scorso è arrivata seconda nel campionato di serie B, campionato che per vincerlo facilmente ti devi chiamare Juve o Milan altrimenti non è facile per nessuno e in questo momento sarebbe anche salva, quindi, sminuire il 4-0 dell’Inter sul Frosinone non è corretto.

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  6. Ieri sera Inter sfortunata con i due pali presi ma nel complesso il Napoli é un po’ superiore
    lameno per quanto riguarda il tipo di gioco
    l’unica cosa che non mi é piaciuto é Mancini che comincia a lagnarsi degli arbitri
    i due pali non é colpa dell arbitro e se entravano …………………………………………..

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  7. Sì, che ci vuoi fare, è così, se si perde la colpa è sempre dell’arbitro. Almeno stavolta noi juventini non c’entriamo niente 🙂
    Devo dire che rispetto alle previsioni fatte in questo articolo l’Inter mi ha sorpreso in positivo, è riuscita a limitare il gioco del Napoli molto più di quanto pensassi, aiutata anche dall’assenza di Melo (Brozovic secondo me è molto più utile; spero che torni Melo prestissimo, quindi). I meccanismi offensivi continuano a funzionare poco, soprattutto Icardi rimane un corpo estraneo. Complessivamente però credo che la partita di ieri sia stata rivelatrice soprattutto dei limiti del Napoli: alcuni giocatori non abituati alla pressione di giocare per lo scudetto (Insigne, Hamsik, Ghoulam, Jorginho), un gioco sempre uguale, per il quale quindi diventa anche facile trovare le contromosse (raddoppi puntuali su Insigne, pressing su Jorginho a inizio azione, ecc.), e poi il calo fisico nell’ultimo quarto d’ora, che c’era stato anche altre volte, ma ieri la partita era in bilico, e l’avversario orgoglioso, quindi si è notato di più.
    Più vedo giocare le concorrenti per lo scudetto più penso che noi juventini dovremo maledire e rimpiangere a lungo i punti buttati assurdamente con Frosinone e Udinese in casa.

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