Moratti e la maga: il lato sovrannaturale di Calciopoli

Qualcuno di voi ricorderà forse il film L’uomo che fissa le capre, una commedia a dire il vero abbastanza sconclusionata uscita nel 2009, e nobilitata soprattutto dal cast stellare (George Clooney, Kevin Spacey, Jeff Bridges). Secondo la tesi proposta dal film l’esercito statunitense, oltre a coltivare le virtù belliche per così dire “tradizionali”, si dotò, negli anni Ottanta, di una speciale unità militare in grado di usare poteri paranormali, dalla lettura del pensiero all’arte di uccidere con lo sguardo, nella lotta contro il nemico.

La visione di questo film mi è tornata alla mente quando, sempre immerso nello studio della guerra di potere che ha sconvolto il calcio italiano nel 2006, mi sono imbattuto, grazie al tweet di uno dei miei tanti contatti bianconeri, @gabryhouse1, nella parte più incredibile di questa storia; che già è incredibile di per sé, ma in questo caso sconfina abbondantemente nel paranormale. Se volete proseguire nella lettura, vi consiglio di sospendere temporaneamente la vostra incredulità. E vi invito a credere che non mi sono inventato niente (almeno io). Continua a leggere “Moratti e la maga: il lato sovrannaturale di Calciopoli”

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Digerire la foglia…

La stagione della Juventus può essere adesso sottoposta ad un giudizio abbastanza circostanziato. E’ indubbio che i primi due obiettivi sono stati raggiunti: la vittoria nella Supercoppa Italiana ed il passaggio del turno in Champions League. In soldoni, tralasciando l’ultima disgraziata prova di Siviglia, il giudizio è positivo. Mister Allegri è un abituè degli ottavi della massima competizione europea ed anche in questa circostanza non ha fallito. Il giudizio riguardante il campionato è per forza di cose in sospeso. La squadra ha inanellato recentemente una buona striscia vincente, accompagnata da una condizione ed una compattezza sempre più convincenti. Il ritorno al “contiano” 3-5-2 ha permesso di saldare alle fondamenta un concetto ben preciso: primo non prenderle. “La miglior difesa del mondo” (Cit. Emery) è spesso ultimamente imbattuta ed offre garanzie di sicurezza a partire dal suo numero uno, l’inossidabile Gianluigi Buffon. Lo sdoganamento di Rugani, per ora relegato al ruolo di spettatore, consentirà al BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini) di tirare un po’ il fiato in vista del periodo più impegnativo dell’anno, da febbraio in avanti. Torniamo a Siviglia: ecco la dimostrazione che a calcio si gioca prima con la testa. La Juve, evidentemente paga allegridel pareggio e rassicurata dal risultato che stava maturando a Manchester (Borussia in vantaggio), ha staccato mentalmente per 15-20 minuti, nei quali ha concesso il gol di Llorente e un altro paio di occasioni ai locali. La sciagurata mira di Morata e la sfortuna (oltre ad un paio di interventi del portiere avversario) hanno fatto il resto.
Un passo indietro dunque; la squadra di Allegri ha accettato qualche rischio in più per poter produrre più occasioni, ed in effetti ci era riuscita. Il black out di inizio ripresa ha certificato che ancora ci sono equilibri abbastanza precari e che il “pilota automatico” (quella gestione della partita a ritmi più bassi che funziona bene in Italia) non può essere ancora inserito, per lo meno in campo internazionale.
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Il capo G: Fiorentina – Bologna

La figura di Massimo De Santis è una delle più complesse della storia di Calciopoli. Secondo il quadro accusatorio era lui l’arbitro più vicino a Moggi, tanto che, a differenza degli altri suoi colleghi coinvolti, gli è stata contestata non solo l’appartenenza all’associazione a delinquere, ma anche l’aggravante di un ruolo di promotore e organizzatore. Alla fine dei processi penali, poi, Massimo De Santis è rimasto l’unico condannato di Calciopoli, a causa della sua rinuncia formale alla prescrizione. L’analisi a lui dedicata è dunque particolarmente importante. L’abbiamo cominciata alcuni mesi fa, riflettendo sul suo arbitraggio in Juventus – Parma del 2000, alla radice della sua fama di arbitro “juventino” (questo il link all’articolo), e l’abbiamo continuata osservando come proprio De Santis sia stato al centro dell’inchiesta illecita promossa dalla dirigenza interista tra il 2002 e il 2003, poi svelata dal processo Telecom (questo il link all’articolo). Proseguiamo adesso andando a considerare nel dettaglio i capi d’imputazione relativi al campionato 2004-2005, costati a De Santis la condanna per frode sportiva. Continua a leggere “Il capo G: Fiorentina – Bologna”