Il capo G: Fiorentina – Bologna

La figura di Massimo De Santis è una delle più complesse della storia di Calciopoli. Secondo il quadro accusatorio era lui l’arbitro più vicino a Moggi, tanto che, a differenza degli altri suoi colleghi coinvolti, gli è stata contestata non solo l’appartenenza all’associazione a delinquere, ma anche l’aggravante di un ruolo di promotore e organizzatore. Alla fine dei processi penali, poi, Massimo De Santis è rimasto l’unico condannato di Calciopoli, a causa della sua rinuncia formale alla prescrizione. L’analisi a lui dedicata è dunque particolarmente importante. L’abbiamo cominciata alcuni mesi fa, riflettendo sul suo arbitraggio in Juventus – Parma del 2000, alla radice della sua fama di arbitro “juventino” (questo il link all’articolo), e l’abbiamo continuata osservando come proprio De Santis sia stato al centro dell’inchiesta illecita promossa dalla dirigenza interista tra il 2002 e il 2003, poi svelata dal processo Telecom (questo il link all’articolo). Proseguiamo adesso andando a considerare nel dettaglio i capi d’imputazione relativi al campionato 2004-2005, costati a De Santis la condanna per frode sportiva.

Fiorentina – Bologna, analizzata nelle sentenze al capo G, è una delle partite che secondo i giudici è stata turbata dalle condotte fraudolente degli imputati Moggi, Pairetto e De Santis. La partita si è disputata il 5 dicembre 2004 (14° giornata di andata) ed è finita con il punteggio di 1-0 per i padroni di casa.

L’accusa sosteneva che gli atti fraudolenti commessi dai designatori Bergamo (per il quale il processo è da rifare) e Pairetto consistessero nell’alterazione del sorteggio del direttore di gara (tesi mai dimostrata dall’accusa) e riteneva che i comportamenti fraudolenti da ascrivere all’arbitro De Santis fossero le dolose ammonizioni dei calciatori Petruzzi, Nastase e Gamberini, difensori del Bologna, successivo avversario della Juventus. Si legge nella richiesta di rinvio a giudizio dei pubblici ministeri: giocatori, cioè Petruzzi e Nastase, già diffidati e, conseguentemente, squalificati per cumulo di ammonizioni dal giudice sportivo per l’incontro del Bologna con la Juventus, atti dunque che, sia pur finalizzati ad influire sull’andamento della partita successiva, comunque alteravano la regolarità e l’andamento dell’incontro tra la squadra felsinea e quella toscana, in quanto la gara del Bologna risultava condizionata dalle tre ammonizioni inflitte dal direttore di gara.

Riassumendo, quindi, a Moggi si contesta il fatto di aver istigato l’arbitro ad ammonire i giocatori diffidati, a De Santis si contesta appunto l’aver ammonito Petruzzi e Nastase (oltre a Gamberini… che diffidato non era) e ai designatori di aver pilotato il sorteggio arbitrale o comunque di aver inserito De Santis nella griglia, fatto che sarebbe avvenuto durante la cena del 2 dicembre a casa Pairetto a cui hanno partecipato anche Moggi, Giraudo e Bergamo. Incontro di cui si parla anche e soprattutto in relazione al capo F per il quale la Cassazione ha sentenziato che la motivazione resa sul punto dalla Corte territoriale appare caratterizzata da un evidente travisamento della prova (punto 86.1 a pag. 114 della sentenza della Cassazione).

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Secondo i giudici di merito la turbativa dell’incontro emerge da diverse conversazioni. In primis dall’intercettazione n. 8790 del 3 dicembre 2004 in cui Moggi, parlando con Silvana Garufi sul proprio cellulare italiano, risponde ad un altro telefono (svizzero, non intercettato). Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ritenuta valida dai giudici, la seconda telefonata è avvenuta tra Moggi e Racalbuto. Risulta, infatti, dai tabulati che il numero svizzero con finale 187 – il cui utilizzatore è stato individuato nell’ex arbitro Salvatore Racalbuto – abbia chiamato alle ore 12.50 del 3 dicembre 2004 il numero svizzero con finale 194, utenza attribuita a Luciano Moggi. In seguito è allegato l’audio (ovviamente, purtroppo, possiamo ascoltare solo le parole di Moggi):

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Oh, la peggiore che ti poteva toccà… però tu fai la partita tua regolare, eh… no, senza regalà niente a nessuno, con… con tranquillità perché qua a me mi serve per la… eh?… ok!… DONDARINI (arbitro di Juventus – Lazio, ndr)… eh, ma a me quello che mi serve è… è FIORENTINA – BOLOGNA… in modo particolare… apposta!… il minimo… eh… quello, quello mi serve in particolare e poi… ehm… mi serve… ehm… il MILAN, di avanzare… ehm… nelle, nelle ammonizioni per fare le diffide, insomma!… vabbè ora comunque tanto ne parliamo stasera poi!… oh, sentiamoci stasera, verso le nove, nove e mezza… ok!”.

Come già detto, questa conversazione avviene tra Moggi e Racalbuto (prescritto per associazione a delinquere e due frodi sportive), che arbitrerà in quel turno di campionato la partita tra la Reggina e il Brescia. È particolare il fatto che la richiesta di ammonire i diffidati del Bologna sia stata fatta a Racalbuto quando il buon senso vorrebbe che fosse comunicata a De Santis (l’esito del sorteggio era già noto). Ciò che risulta evidente in questo capo d’imputazione è quindi la circostanza che non si capisce, ed infatti le motivazioni non lo dicono in alcun modo, come e dove venga trasmesso il messaggio deliquenziale da Moggi a De Santis, ovvero dove si concretizzi quello che la Casoria – presidente del collegio giudicante in primo grado – definisce la prova che alla determinazione di ammonire giocatori, che già conosceva come inclini al fallo, De Santis poté essere mosso anche per suggestione di altri.

Dagli atti, infatti, non risultano evidenze che dimostrino che Racalbuto abbia poi parlato con De Santis per comunicargli la richiesta di Moggi, né risultano esistenti contatti in chiaro tra il dg juventino e l’arbitro di Tivoli e tanto meno risultano esserci dei contatti riservati tra gli stessi su schede svizzere: a De Santis in questo periodo non viene attribuita alcuna scheda svizzera.

Nonostante la poca chiarezza dei giudici di merito De Santis – che ha rinunciato alla prescrizione – è stato ritenuto responsabile del reato di frode sportiva in relazione a questa partita anche dalla Cassazione. L’unico riferimento che lo riguarda direttamente è dato dalla telefonata con prog. 2254 del 3 dicembre 2004, avvenuta anch’essa due giorni prima della partita, intercettata sul suo telefono italiano. L’interlocutore di De Santis è il segretario della CAN, Manfredi Martino.

De Santis: Hai capito? Comunque, tutto sommato, come partita mi è capitata la migliore, hai visto perché?
Manfredi: “Ammazza”, uno spettacolo, oh!
De Santis: No, ma poi hai capito pure perché? Perché… perché, in pratica…
Manfredi: Zitto, zitto, zitto
De Santis: Non mi possono – inc. – domenica pure posso fare tutto; (ride)
Manfredi: Ecco!
De Santis: Perché ho la doppia – inc. –; (ride); uhm, uhm, non possono dire no, perché poi domenica prossima… eh, capito?
Manfredi: Infatti
De Santis: Con la prima fascia…; invece – inc. – fatta, pensavo di averne beccata solo una che faceva da incrocio, invece, tutte e due incrociano; (ride)
Manfredi: Che spettacolo, eh?
De Santis: Che roba, vedi quando è… mannaggia la miseria!
Manfredi: Ma, oh, ma va bene, ma che scherzi?!

Cosa significa che tutte e due incrociano? La partita è Fiorentina – Bologna e il turno dopo ci sarebbe stata Bologna – Juventus e Milan – Fiorentina. Può riferirsi a quello? E domenica posso fare tutto che significato ha? Senza dubbio è una telefonata ambigua, che letta nel complesso quadro probatorio ha portato i giudici a ritenere provata la sussistenza di questo reato-fine. Probabilmente i giudici, leggendo questa telefonata, hanno ritenuto che comunque, in qualche modo, il messaggio deliquenziale che Moggi rappresenta a Racalbuto sia arrivato a De Santis, senza però dirci come e quando.

La turbativa emergerebbe poi dal prog. 5738 del 5 dicembre 2004, in cui Damascelli parlando con Moggi, riferisce che De Santis ha fatto il delitto perfetto, avendo ammonito i tre difensori del Bologna diffidati (sbagliando, perché in realtà i diffidati erano solo due). Tra l’altro Moggi sembra cadere dalle nuvole…

Damascelli: Oh, comunque De Santis ha fatto il delitto perfetto, eh?
Moggi: Che ha fatto?
Damascelli: Eh, c’abbiamo i tre gio… i tre difensori del Bologna fuori, squalificati tutti e tre!
Moggi: Ma… ma perché chi c’avevano loro diffidato?
Damascelli: Tutti e tre! Ehm, come si chiama: PETRUZZI, NASTASE e GAMBERINI!
Moggi: Uhhh…
Damascelli: Non male, no?
Moggi: Eh, aho,… meno male, che ti devo dì?
Damascelli: No, no, meglio.

Nel corso del dibattimento sono stati sentiti quattro testimoni che hanno deposto su questa partita: Marocchi (dirigente del Bologna), Pirondini (assistente arbitrale), Borsari (osservatore arbitrale) e Gamberini (calciatore del Bologna).

Il teste Marocchi Giancarlo ha riferito: ebbi un diverbio con De Santis nel corso della gara e a fine partita, perché il nostro rapporto era comunque un rapporto abbastanza aperto, senza nessun problema… sembra che tu abbia fatto apposta ad ammonire i giocatori diffidati… lui rispose che era assurdo quello che stavo dicendo.

Il teste Pirondini Giancarlo: no, assolutamente non ricordo nulla di strano in questa partita, anche perché conosco il modo di arbitrare di De Santis, e per me è stato sempre assolutamente professionale, imparziale in tutte le partite; no, non ero a conoscenza della posizione disciplinare dei giocatori delle due squadre… noi ci concentravamo soltanto su un discorso tecnico di gestione della partita… il colloquio di preparazione fu improntato sui soliti discorsi tecnici, per cercare di collaborare al meglio… l’arbitro non diede indicazioni particolari sul comportamento che dovevo tenere nei confronti di giocatori in particolare, del Bologna, no, assolutamente… no, non vi furono decisioni dell’arbitro, che mi suscitarono perplessità.

Il teste Borsari Franco: sì, se De Santis in quella partita avesse commesso errori arbitrali me li sarei ricordati… il voto sicuramente era positivo, ma non so esattamente quel era il punteggio.

Il teste Gamberini Alessandro: non mi ricordo di aver subito un’ammonizione da parte dell’arbitro… non mi ricordo se altri compagni furono ammoniti… sì, Nastase e Petruzzi erano miei compagni di squadra, sì, Nastase e Petruzzi nell’arco del campionato 2004/2005 furono sanzionati con molta frequenza disciplinarmente… no, non fu Bologna – Juventus che saltai… i compagni di squadra Sussi, Juarez, Loviso, Petruzzi, Nastase, Colucci, Torrini durante quell’anno ricevettero molti cartellini, in generale, dagli arbitri.

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Per completezza riporto le parole di Petruzzi, che non ha deposto al processo (per cui le sue parole non sono “entrate” nel procedimento) ma sono tratte da un suo intervento telefonico alla trasmissione di Radio Radio Il Bianco e il Nero, condotta da Antonello Angelini e Massimo Zampini: “Mi ricordo bene quell’ammonizione in Fiorentina-Bologna, premesso che mancando Petruzzi non è che mancasse Kakà o Cristiano Ronaldo quindi anche se venivo squalificato non è che fosse questo gran danno, comunque tornando alla gara perdevamo 1-0 ed ero diffidato, mancavano pochi minuti e l’arbitro De Santis fischiò un fallo e ricordo che ero un po’ avvelenato per il risultato e gliene dissi di cotte e di crude, dissi qualche parola di troppo ecco. Nastase non ricordo bene ma fece sicuramente un fallo, ora non ricordo la portata di esso. La mia ammonizione devo essere sincero fu giusta, non ero un difensore da falli cattivi però quando perdevo ero un po’ polemico nei confronti degli arbitri. Poi per carità magari se faceva lo stesso un giocatore più importante si lasciava andare, però l’ammonizione per proteste in quel caso fu giusta nei miei confronti. Io ero titolare di quel Bologna assieme a Torrisi e Gamberini, Nastase giocava spesso ma non so quante dall’inizio”.

Infine, di questa partita parleranno cinque mesi dopo (esattamente il 7 maggio 2005) anche Meani e Bergamo, nel corso di una conversazione telefonica (prog. 8609) che tocca più argomenti. La parte che ci interessa:

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Meani: Certo, siccome… l’importante è che si “gio…”, comunque… ma spiegami bene, a cosa è dovuta questa metamorfosi di De Santis?
Bergamo: No, è dovuta a una cosa precisa, lui era stato anche, guarda, in alcuni episodi, credimi, era stato sfortunato per prendersi l’etichetta che ha avuto, perché De Santis con voi problemi non li ha mai…
Meani: No, mai
Bergamo: Non li ha mai avuti, siamo sinceri, lui quest’anno si è trovato a un bivio, o ascolta me o ascolta chi vuole lui, gli ho detto: amico caro, io ho i mondiali da portare avanti
Meani: Certo
Bergamo: E quindi non posso… non posso giocarmi la mia credibilità con te che… lui mi diceva sempre: ma guarda che quell’episodio di Juventus – Parma fu un episodio sfortunato, perché io vidi “bla bla bla bla bla bla bla bla”, e poi quando ho fatto il derby di Juventus – Torino ho dovuto fare l’espulsione; ho detto: giusto che tu hai dovuto fare questa espulsione, però siccome questa etichetta ce l’hai addosso, cerca di fare…
Meani: Eh, io, per dirtela tutta, sai quest’anno quando mi ha fatto un po’ incazzare e raddrizzare le antenne?
Bergamo: Uhm
Meani: Quando ha fatto Fiorentina – Bologna, e ad un certo punto io, combinazione, guardo… sto guardando la partita, e vedo che lui fa un’ammonizione un po’ così: mah, si vede…; dopo un po’, “pam”, un’altra ammonizione e persino il cronista fa: ma se De Santis usa la mano un po’ pesante… perché anche a nostro avviso l’ammonizione…
Bergamo: Uhm
Meani: Poi vado a vedere, erano tutti e due diffidati, e la domenica dopo incontrava la Juve
Bergamo: Sì, sì, ma io mi ricordo anche chi erano e chi erano i falli
Meani: Ti dico io, erano Petruzzi e il rumeno
Bergamo: Sì, sì, bravo erano i due… i due… uno, che proprio il venerdì noi ne avevamo parlato di ammonire quelli… ammonire richiamare quelli che ci fanno il gesto del cartellino quando hanno subito un fallo d’ammonizione
Meani: Esatto
Bergamo: Noi si disse a Coverciano: ragazzi, dobbiamo interrompere quest’abitudine, perché la FIFA e l’UEFA ci stanno segnalando questo malvezzo e noi dobbiamo immediatamente recepire questa cosa, magari all’inizio richiamate i giocatori con durezza, ma il giallo vedete di non tirarlo fuori subito, se non necessario; e lui lo tirò fuori subito, e poi ci fu quest’altra ammonizione, però, sai, Petruzzi te sai che è uno…
Meani: Un “rompiballe”
Bergamo: Che se l’è guadagnata, quindi… io ci parlai in quell’occasione lì, gli dissi: guarda, stai attento; e lui mi garantì: no, guarda, è stato casuale, è stato casuale, è stato casuale, devo dire che è stato l’ultimo episodio…

Quello riportato in questo articolo è tutto il materiale probatorio che riguarda il capo G. È stato giusto ritenere sussistente questo episodio di frode sportiva?

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71 pensieri riguardo “Il capo G: Fiorentina – Bologna

  1. Dicevo proprio a Felix che il prossimo articolo dovrà riguardare Lecce Parma, che è il secondo capo d’imputazione costato la condanna a De Santis. Siamo tutti molto curiosi; anche perché secondo l’investigatore Auricchio De Santis verso gennaio / febbraio 2005 si sdogana dall’associazione a delinquere di Moggi, e Lecce – Parma si gioca a maggio. A quale potere (riprendo la definizione di Rug) risponde De Santis?
    Peraltro come giustamente notato da @bjh nei commenti precedenti qui l’ipotesi accusatoria sconfina ampiamente nel ridicolo. Se quella di Moggi è un’associazione che controlla tutto il calcio italiano, perché De Santis per andare ai Mondiali deve sdoganarsi da questa associazione? Evidentemente non è assolutamente così potente questa associazione; anzi dovremmo trarre la logica conseguenza che farne parte sia un danno per la carriera degli arbitri.
    Comunque quanto scritto da @bjh merita un’altra chiosa. L’intercettazione del delitto perfetto, è vero, non ha nessun rilievo penale, è semplicemente il commento di un giornalista a quello che ha visto in campo. Però sottovaluti una cosa molto importante, ossia che questa intercettazione è estremamente suggestiva, perfetta per i media; e come ricorderai questa inchiesta ha avuto una spinta fondamentale, probabilmente decisiva, dalle campagne di stampa. Storie come il rapimento di Paparesta, battute come “delitto perfetto” o “se è sveglio dimezza l’Udinese” sono state la benzina mediatica di Calciopoli. E alla fine solo pochi testardi vanno a controllare che è solo la battuta di un giornalista; sbagliano persona pure i giudici nella sentenza, figuriamoci. Tutto questo per dire che non sta lì solo per fare numero, tutt’altro.

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  2. Si Francesco, ciò che dici è vero. Mi riferivo ad un processo senza condizionamenti. Quella telefonata è lì per fare numero nel senso che dal punto di vista strettamente probatorio è una barzelletta. Purtroppo, come tu dici, qui anche le barzellette hanno avuto un peso rilevante e infatti mi sono sbilanciato scrivendo

    “In ogni caso se mi citano come decisiva la telefonata con Damascelli son da mandare in fabbrica a toglliere pezzi incandescenti dai forni a 850 euro mensili per 5 o 6 anni almeno. Tempra più della galera.”

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  3. Va be, comunque, a prescindere dal fatto che Damascelli sia stato assolto in cassazione o in appello non ricordo e a questo punto potrei anche pensare che sia stato assolto semplicemente perché è stato confuso con Baldas, ci terrei a fare alcuni appunti a Felix. Premettendo che il concetto di consumazione anticipata e di lesione della terzietà e imparzialità mi pare di capire che siano concetti che avete assimilato abbastanza bene e che quindi l’analisi dei singoli capi di imputazione la potete continuare a fare voi, ti do alcune dritte per poter analizzare al meglio i capi di imputazione. SI prendono le motivazioni dei tre gradi di giudizio e si confrontano, così l’errore / confusione Baldas/ Damascelli esce subito e a questo punto si mette anche in evidenza quando Baldas avrebbe fatto la battuta sulla coltellata. Per ogni capo di imputazione ci sono delle testimonianze, si rilevano, si vanno a sentire o a leggere nella loro completezza e a riguarda va letto anche ciò che dicono i PM e gli avvocati e poi si riporta il tutto, così l’articolo sul capo di imputazione è corretto, così io ho fatto gli altri articoli sui capi di imputazione.

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  4. emblematica la storia di Scardina
    la sola sua colpa era quella di conoscere Moggi ed esserne amico
    e qui si é usata la formula
    amico di moggi uguale a associazione a delinquere
    mettilo dentro servirà sicuramente a qual cosa
    un signore fece notare “ma non ha fatto niente ,,, l’altro rispose “poco importa metticcelo lo stesso”
    Si é goicato con la vita di molte persone come se niente fosse
    si critica la juve per il motto “la sola cosa che conta é vincere”
    in calciopoli
    “la sola cosa che conta é incastrare Moggi”

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