Auricchio? Ci credo. L’incredibile storia di Calciopoli (16). Il Processo nel processo

Avvertenza: in questo articolo userò il termine Processo (con iniziale maiuscola) con riferimento alla trasmissione televisiva Il Processo di Biscardi, e userò invece il termine processo (con iniziale minuscola) con riferimento al processo Calciopoli svoltosi negli scorsi anni a Napoli.

«I processi in Italy / vanno tutti un po’ così, / per fortuna ci sta chi / fa il Processo il lunedì». C’era qualcosa di profetico, nel ritornello della sigla del Processo di Biscardi edizione 2005-2006, interpretata dal duo comico Battaglia e Miseferi (video qui). Proprio alla fine di quel campionato, quello di dieci anni fa, è scoppiato lo scandalo che ha trascinato anche la storica trasmissione televisiva dentro un processo che è andato, in effetti, un po’ così. Ma proprio tanto, così.

biscardi
Aldo Biscardi

Addirittura il Processo si è guadagnato un posto d’onore, menzionato all’interno del capo d’imputazione per associazione a delinquere contro Moggi e soci in quanto trasmissione condizionata affinché favorisse gli interessi del sodalizio criminale. In che modo quella grottesca caciara che chi, come me, ogni tanto gettava un occhio sulla trasmissione sicuramente ricorda potesse agevolare le attività di un’associazione a delinquere è difficile capirlo. Ma ho ripetuto fino alla nausea che questa di Calciopoli è una storia incredibile; per cui, andiamo avanti.

Per andare avanti dobbiamo presentare un personaggio che, insieme al rosso e loquace Biscardi, ha un ruolo importante in questa storia. Si tratta di Fabio Baldas, triestino, classe 1949, ex arbitro di serie A, nonché per una stagione (1997-1998) designatore arbitrale. Baldas, nel Processo, condivideva con Biscardi la responsabilità di due dei principali e memorabili fiori all’occhiello della trasmissione: la supermoviola e la patente a punti degli arbitri. Quest’ultima era un’idea veramente geniale: ogni settimana, grazie al televoto, si potevano sottrarre dei punti agli arbitri colpevoli di errori in campo; in casi gravi, addirittura ritirare loro la patente. Lo chiarisco subito, a scanso di equivoci; dovrebbe essere ovvio, ma visto l’andamento di questa storia non si sa mai. Ovviamente il fatto che gli spettatori votanti del Processo sottraessero punti alla patente di questo o quell’arbitro non aveva alcuna incidenza sulla sua carriera reale. Era solo un giochino televisivo, e niente più. Un modo come un altro per movimentare la discussione in studio.

Malgrado l’irrilevanza della trasmissione (che godeva di un discreto pubblico per essere una trasmissione de La7, ma comunque non paragonabile a quello delle concorrenti di Rai e Mediaset) e dei suoi giochini, dobbiamo rilevare che Luciano Moggi, che si impicciava, ormai abbiamo imparato a conoscerlo, un po’ di tutto, si impicciava anche del Processo: di cosa si parlava, come era costruita la scaletta, quali episodi si mostravano alla moviola e quali no, quanti punti si sottraevano a questo o quell’arbitro con il televoto. A volte era lui a chiamare, a volte Biscardi e Baldas; fatto sta che molto spesso i due discutevano o concordavano con Lucianone gli argomenti della trasmissione. A dire il vero, la cosa può sorprendere solo chi non ha la minima idea di come funziona il mondo del giornalismo. Tutti gli altri possono facilmente immaginare che sui telefoni di Biscardi e Baldas (mai intercettati) arrivassero le telefonate di molti altri personaggi del mondo del calcio, e che il tenore delle conversazioni fosse in genere molto simile a quello delle telefonate intercettate con Moggi. Biscardi, del resto, ha fondato il Processo nel 1980, e figuriamoci quanti contatti doveva avere accumulato nel mondo del calcio in 25 anni di lavoro. Questa spiegazione, del resto, è stata proposta dallo stesso Biscardi in una delle rare occasioni in cui gli è stata concessa l’opportunità di dire la sua sulla vicenda: l’intervista a Panorama del 1 giugno 2006 (leggi qui), in cui ricorda anche la mediocre posizione occupata nella classifica finale della “patente a punti” dai presunti arbitri amici di Moggi.

Eppure la distorsione ottica determinata dalla selettività delle intercettazioni ha fatto apparire il Processo di Biscardi come una specie di megafono televisivo totalmente a disposizione di Moggi. Anche se proprio in quegli anni, al Processo, imperversava l’auspicio – tormentone “vogliamo la moviola in campo”, e invece Moggi, se davvero aveva gli arbitri al suo servizio, la moviola doveva temerla come la peste. Anche se sono state intercettate le numerose telefonate di Moggi in diretta, alle segretarie di Biscardi, per lamentarsi dell’andamento della trasmissione. Addirittura nel febbraio 2006 la Juve pubblicò un comunicato sul proprio sito, firmato da Antonio Giraudo, per invitare i tifosi a boicottare la trasmissione di Biscardi (leggi qui). Niente da fare: il demenziale sillogismo “ci sono le intercettazioni Moggi – Biscardi” QUINDI “Biscardi era al servizio di Moggi” ormai è consolidato, ed è ineliminabile dalla mente dei più. Il problema, comunque, non è nemmeno questo; tanto più che né Biscardi né Baldas hanno avuto conseguenze penali – si sono trovati, invece, nella paradossale situazione di essere continuamente menzionati nelle sentenze, ma senza essere mai stati intercettati, né indagati, e nemmeno interrogati come testimoni. Ma anche se ipotizzassimo, per assurdo, che davvero Biscardi e Baldas non ricevessero telefonate da personaggi del mondo del calcio, Moggi escluso, le conversazioni intercettate potrebbero dimostrare, al massimo, che il Processo non era del tutto genuino, e che il conduttore e il moviolista si preoccupavano di compiacere un importante interlocutore (che spesso ricambiava, del resto, con ospitate in studio). Per dirla con una formula semplice ed efficace: quelle telefonate non dimostrano che era truccato il campionato; al massimo, possono dimostrare che era truccato il Processo. E davvero non è la stessa cosa.

Fabio Baldas
Fabio Baldas

Secondo i giudici, però, se Moggi diceva qualche parola a Baldas o Biscardi in difesa di questo o quell’arbitro, significa che quell’arbitro era a lui vicino. Può darsi, per carità; ma può questa supposizione essere usata come una prova valida al di là di ogni ragionevole dubbio per condannare un arbitro per frode? Era davvero così importante, il parere televisivo del duo BB, perché l’intervento di Moggi debba per forza essere inteso come elemento di un patto scellerato del genere “tu dai gli arbitraggi a me, io do la difesa mediatica a te”? O non stiamo, come al solito in questa storia, attribuendo un’importanza spropositata a cose che non l’avrebbero affatto?

Potrei anche capire il ragionamento dei giudici se Moggi avesse difeso gli arbitri al telefono con i designatori Bergamo e Pairetto. In questo caso pochi dubbi: Moggi aiuta gli arbitri a lui vicini raccomandandoli presso coloro da cui, in effetti, dipende la loro carriera. Ma, vedi un po’, di telefonate di questo genere, nell’insieme delle telefonate fra Moggi e i designatori, ce ne sono pochissime. La nostra fruizione del calcio è prettamente televisiva: siamo portati perciò a pensare che anche il destino degli arbitri dipenda esclusivamente da quello che dicono i moviolisti della tv o, al massimo, dei quotidiani. Quasi nessuno sa, invece, che la carriera degli arbitri passa in gran parte per le mani di personaggi poco noti, che assistono l’arbitro durante tutte le partite, e gli assegnano alla fine un voto, quello sì, veramente decisivo – altro che patente a punti di Baldas: si tratta degli “osservatori arbitrali”. Nelle telefonate di Calciopoli ci sono anche molti di questi personaggi, ma al meccanismo di progressione della carriera arbitrale attraverso i voti degli osservatori si è dedicata scarsissima attenzione. Un po’ perché credo che i solerti investigatori non l’abbiano nemmeno capito; e un po’ perché non c’è nessuna telefonata in cui Moggi interviene presso un osservatore per aiutare un arbitro amico. E se non c’è di mezzo Moggi, avranno pensato, allora non è una cosa importante.

Ricapitoliamo: Moggi agli arbitri amici non garantisce alcuna somma in denaro, al massimo sim svizzere del valore di qualche decina di euro; non parla con gli osservatori che devono giudicare delle loro prestazioni e decidere della loro carriera; non risulta avere conversazioni con i giornalisti del più seguito giornale sportivo italiano, e non difende gli arbitri amici intervenendo presso i moviolisti o i conduttori delle trasmissioni sportive di Rai e Mediaset. Tutto ciò che offre loro è la difesa presso l’arcigno tribunale di Biscardi e Baldas. Un po’ poco, che dite?

Certo, Baldas era un ex designatore, e poteva avere grande influenza nell’ambiente. Poteva. In realtà era stato designatore otto anni prima dei fatti di cui stiamo parlando, e dopo una sola stagione era stato silurato senza pietà. Ma non c’è nemmeno bisogno di ricostruire la carriera di Baldas, a dire il vero. Sarebbe bastato agli inquirenti, per farsi un’idea chiara, ascoltare una delle telefonate che loro stessi hanno intercettato, quella fra Pairetto e l’arbitro Pieri della sera del 13 dicembre 2004. I due discutono della partita Bologna – Juventus e dell’episodio della punizione dal limite che aveva portato al gol della Juventus. A un certo punto Pieri racconta di essersi divertito a vedere il Processo per seguire il parere degli “esperti” sul suo arbitraggio. Quando si rievoca il punto di vista di Baldas (siamo all’incirca al minuto 4.40 della telefonata ascoltabile qui, secondo file audio) Pairetto osserva: «Baldas è da tenere in considerazione marginale, poi ti spiegherò perché». Entrambi ridono, dopo di che Pieri risponde divertito ­«lo immagino; conoscendo i polli, e i trascorsi, posso immaginare». Ecco, questa era la considerazione di cui Baldas, presso cui Moggi svolgeva il suo preziosissimo ruolo di difensore degli arbitri amici, godeva nell’ambiente arbitrale.

Questa telefonata, che ha portato all’assoluzione di Pieri in appello, gli investigatori se l’erano però malauguratamente persa per strada. Secondo Auricchio, perciò, la complicità di Baldas «è fondamentale per perfezionare lo scopo che si prefiggono gli associati», e ancora «la connivenza di Baldas e Biscardi… costituisce una risorsa preziosa per il gruppo, uno strumento fondamentale di cui esso dispone per addivenire al fine che si prefigge». Insomma, non gli viene nemmeno il dubbio che il Processo possa essere una cosa poco seria. Chissà se ne ha mai guardato una puntata; scommetto di no.

Non è stata la prima volta, del resto, che il Processo si è trovato al cospetto della giustizia, quella vera (anche se non sempre seria). Già nel 1999, a seguito delle continue polemiche, tanto per cambiare, contro gli arbitri, l’AIA aveva deciso di querelare per diffamazione Biscardi e altri tre giornalisti ospiti fissi della trasmissione: Maurizio Mosca, Franco Melli e Xavier Jacobelli. La querela, però, era stata archiviata dalla procura di Roma qualche mese dopo. Le motivazioni sono estremamente interessanti, e ne riprendo alcuni stralci (tratti da questo pezzo apparso su Repubblica): «trattasi di un programma televisivo il cui oggetto principale è proprio quello di suscitare con linguaggio diretto ed espressioni volutamente forti discussioni, spesso pretestuose, tipiche da bar sport… la credibilità oggettiva delle notizie riportate e fatte oggetto di dibattito è riconosciuta come assai bassa, secondo l’opinione comune, trattandosi non infrequentemente di notizie create o gonfiate per suscitare la polemica… I toni, la sede e la natura degli interventi depongono per essersi trattata di una tipica discussione “da bar” finalizzata all’incremento dell’audience attraverso l’uso di toni e contenuti platealmente esagerati».

Insomma, ci siamo capiti. E chiunque abbia visto anche una sola puntata della trasmissione non può che concordare con le conclusioni della Procura di Roma. E adesso state attenti alle maiuscole, altrimenti non capite il finale. Come facciamo a prendere sul serio un processo che prende sul serio il Processo?

(continua)

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33 pensieri riguardo “Auricchio? Ci credo. L’incredibile storia di Calciopoli (16). Il Processo nel processo

  1. 20/09/2004 (prima del Processo di Biscardi)
    Moggi a Baldas: «Mi devi salvare Bertini, Dattilo e Trefoloni. Sul Milan puoi battere quanto ti pare».
    Baldas a Moggi: «Che dici, di Messina?»
    Moggi a Baldas: «Messina giù»

    Perché aveva interesse nel salvare questi arbitri? Spesso Moggi ha detto che lui al Processo difendeva la Juventus e non gli arbitri. Però in questo caso fa tre nomi di arbitri da salvare e nessuno ha arbitrato la Juventus in quel turno (seconda giornata di andata). Bertini aveva arbitrato Inter – Palermo (1-1), Dattilo Livorno – Chievo (1-2) e Trefoloni Lazio – Reggina (1-1).

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  2. Io mi chiedo una cosa….se il Processo di Biscardi era di fatto influente,che cosa era Controcampo? Non dimentichiamoci che proprio da Controcampo arrivarono le immagini per la prova televisiva per Ibrahimovic….se Moggi era così influente,come mai non riuscì nel far rientrare Ibra almeno con il Milan? Ricordo benissimo parecchi casi in quegli anni di squalifiche poi accorciate sui ricorsi….come mai il capocupola Moggi non riesce ad accorciare la squalifica ad Ibra?

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  3. Però se Bergamo parteggia per Moggi (ma non è così e si evince da diverse intercettazioni) ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso… invece dice a Meani: “Tranquillo, Griselli è di Livorno come me, troveranno la porta chiusa”. La Juve si stava giocando lo scudetto!

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  4. #RUG no infatti Il Padrino é un dilettante nei confronti di Moggi
    Uomo assetato di potere , cosi’ potente (descrizione dei giudici ) ma cosi potente
    che era a loro dire spropositato
    cosi” spropositato che le TV quelle vere RAI E MeEDIASET lui le snobbava
    andava da Biscardi Il top del top delle trasmissioni sportive
    Suona strano

    già come mai ne Biscardi e ne Baldas sono stati mai interpellati ne dall accusa e ne dalle difese e come mai non fanno parte dell’associazione essendo presenti in tutti i gradi di giudizio fino a ritrovarsi nominati nella sentenza di cassazione
    ed effettivamente cosa ci guadagnava Moggi a difendere quei tre arbitri , i quali poi sono stati tutti assolti
    e perché esporsi con Biscardi che era un pettegolo di prima razza e avrebbe potuto ricattarlo per questo
    Lui che aveva architettato su tutto il territorio nazionale una rete di schede svizzere per tenere tutto nascosto e far si che nessuno sapesse dei suoi intrallazzi
    l’intercettaione di cui parla Felix é su scheda svizzera o su telefono fisso
    voglio dire se Moggi ha comprato le schede per gli arbitri come mai non ne da a Biscardi

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  5. ps: bello l’articolo della gazzetta sul comunicato di Giraudo
    spiega Calciopoli nel suo intero e fa capire benissimo chi c’era dietro calciopoli ed il perché di calciopoli
    ma scoprire che Tronchetti era proprietario della 7 é il colmo
    tu Rug lo sapevi????
    tu che non cerdevi ai complotti ti rendi conto di che gravità é la cosa
    Moggi manipolava la stampa caso mai la stampa ha manipolato Moggi ed effettivamente congiurato contro la juve
    RObba da matti e se si riflette anche sul fatto che i giudici hanno fatto i salti mortali per condannare avendo la spudoratezza di scriverlo anche in sentenza

    haaargh!!!!! mi viene voglia di dare uno scappellotto a Prioreschi che non é riuscito ad incastrarli

    Auricchio che non sa che mediaset é di Berlusconi e la 7 di Tronchetti
    he si é proprio una presa per il culo

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  6. @felixarp io ho provato a ribaltare la questione, perché altrimenti ho l’impressione che non riusciamo mai a liberarci dagli schemi mentali di Auricchio, li contestiamo o li approviamo, ma li teniamo sempre presenti come dei paraocchi che orientano il nostro modo di vedere la vicenda. Io volevo dire: machissenefrega di cosa diceva Moggi a Baldas, cosa ci dimostriamo con questo? Trefoloni non ha mai avuto schede svizzere, Moggi dice a Baldas di salvarlo, e allora? Cosa ce ne facciamo di questo presunto salvataggio di Trefoloni? E’ una prova? E di cosa?
    E’ una questione di metodo, per me. Di riuscire a distinguere le cose importanti da quelle non importanti. Di non mescolare cose non omogenee tra loro. Non mettere insieme in un grande calderone telefonate con i designatori, che sono obiettivamente un problema rilevante, e telefonate con Baldas o Biscardi, che per me sono assolutamente irrilevanti. Ci saranno migliaia di telefonate in cui Moggi commenta con giornalisti vari le partite e gli arbitraggi, ma non credo che possano essere utilizzate per dimostrare alcunchè, se non ovviamente che c’erano arbitri che a Moggi stavano simpatici e arbitri che a Moggi stavano antipatici. Se noi vediamo qualcosa di sospetto in quelle telefonate è perché a Moggi applichiamo anche inconsapevolmente un principio di presunzione di colpevolezza; che è lo stesso principio con cui i cc hanno condotto l’indagine.
    Cioè, ha lavorato una squadra di dodici carabinieri per non capire nulla di come funziona il sistema di valutazione interno degli arbitri tramite gli osservatori (eppure secondo me ci sarebbero state tante cose interessanti da scoprire lì; ma non c’era di mezzo Moggi, purtroppo) e attribuire un’importanza spropositata a un giochino televisivo come la patente a punti di Baldas. E’ un’indagine demenziale, degna dei carabinieri delle barzellette, e ogni tanto dobbiamo provare anche a guardare le cose da un punto di vista diverso.

    @paolobxl sì La7 era di Telecom, quindi riconducibile a Tronchetti, che era riconducibile a sua volta ecc. ecc. Ovviamente questo non vuol dire che Tronchetti intervenisse direttamente sul lavoro giornalistico di Biscardi; questo non possiamo saperlo, ovviamente, perché noi conosciamo soltanto le telefonate tra Biscardi e Moggi ma non abbiamo alcuna idea, per il resto, di quali fossero i contatti telefonici di Biscardi. Ovviamente quando Giraudo fa il comunicato contro il Processo fa maliziosamente il riferimento a Tronchetti per alludere all’Inter. Per il resto, hai ragione; Giraudo e Moggi erano separati in casa nella Juve dopo la morte di Umberto Agnelli, e questa è una pagina importante di questa storia.

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  7. non é provocazione Rug, su certe cose a me piace discuterne con te
    é solo un vecchio discorso che di tanto in tanto salta fuori
    se ricordi sin (da TFN) dall’inizio discutevamo che non era possibile che un piccolo insulso direttore sportivo
    potesse tenere in scacco Pezzi da 90 per cosi’ lungo tempo ed in maniera cosi’ pacchiana
    e che la legge era stata utilizzata dai pezzi da 90 per eliminare un personaggio scomodo
    e devo riconoscere che quando dicevi che la strategia della difesa era sbagliata avevi ragione
    se non é riuscita a far capire ai giudici che Moggi non aveva nessun potere sui media ma caso mai i media hanno esercitato un potere spropositato per asservire i voleri di ……..

    con il tuo aiuto cerco di capire come sia possibile che la legge queste cose non ha voluto o potuto vederle e capire

    Il silenzio assordante di Moggi, di questo periodo, sull’argomento mi lascia perplesso

    ritornando sull argomento
    come mai il parere degli oservatori che giudicavano l’operato degli arbitri non é stato mai preso in considerazione ne da Auricchio ne dai giudici , fenomeno di difficile comprensione

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  8. interessante quesito quello di felixarpino. Non ho il calendario delle partite con i relativi arbitri ma non fatico a credere che Moggi si interessasse della carriera degli arbitri in quel del processo di biscardi. A che fine? Dall’idea che mi son fatto del personaggio, credo che sia riuscito (non è il solo) ad vendersi per più potente di quanto fosse in realtà e può pure darsi che qualche allocco si sia fatto “ammansire”. Ipotizzo: Moggi chiama un arbitro e gli dice – non ti preoccupare del tuo arbitraggio, penso io a metterti in buona luce-. Chiama quindi Baldas e chiede di trattar bene l’arbitro in questione e poi richiama l’arbitro per dirgli – hai visto? Controllo anche queste cose se voglio, ricordatene-. Un arbitro “fragilino” e poco sveglio può pure farsela sotto per cui la manovra Moggiana (si tratta di una mia ipotesi, sia ben chiaro). è da condannare. Ma un arbitro appena appena sveglio gli risponderebbe ” cavolo se hai tutto sto potere, alla prossima amichevole d’agosto in cui gioca la juve contro una squadra di lega pro, inverto una rimessa laterale a vs favore sul risultato di 4 a zero per voi”…come dire…”ma vai a quel paese” .

    In due parole io non ho mai pensato che Moggi sia acccusato di cose mai fatte, ma credo che si sia volutamente amplificata a dismisura la sua figura dandogli poteri di controllo del sistema calcio che non aveva.

    Uno potente sul serio non ha neppure bisogno di chiamare di persona e di certo non chiama una trasmissione di serie C per ingraziarsi un arbitro. Uno che invece è abituato ad ingigantire il suo operato, può pure sputtanarsi in cose simili o vantarsi d’aver chiuso negli spogliatoi una terna arbitrale.

    Se Moggi avesse detto a Bergamo ” però a xy (arbitro) gli fai un bel discorsetto….perché se no gli tagliamo la testa noi ”

    la cosa sarebbe stata di un gradino più su come pericolosità e andava indagata a fondo. Ma se non l’ha detta Moggi non arà così grave, no?

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  9. Io sono d’accordo con la tua lettura, @bjh, l’ho scritto più volte, credo che Moggi tendesse a presentarsi nell’ambiente come più potente e influente di quanto non fosse in realtà, è proprio un tratto caratteriale… questo essere sempre pronto ad ascoltare tutti, a promettere qualcosa a tutti, far credere almeno di poterla fare ottenere e di essere potente. Ricordiamoci di Romeo Paparesta, lui va da Moggi perché crede possa fargli avere un posto da designatore, Moggi in realtà non fa mai nulla per aiutarlo, ma intanto nell’ambiente c’era quest’idea che Moggi un simile aiuto lo potesse dare.

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  10. Articolo molto interessante. Trovo giuste le domande che si pone Felix. A me non interessa nulla del Processo di Biscardi, delle moviole, dei commenti di Moggi e Baldas ecc… mi interessa capire perché Moggi difende arbitro x,y e z. Vorrei sapere solo questo. P.S su Auricchio vorrei stendere un triplo velo pietoso….. a volte è veramente incommentabile

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  11. Vi ricorda qual cosa ??

    fonte gazzetta dello sport
    “”Maurizio Zamparini dice la sua su “Operazione Fuorigioco”, l’inchiesta della Procura di Napoli sulle false fatture nel mondo del calcio italiano. “Penso che questa non sia giustizia, ma cinema – ha affermato Zamparini -. Una inchiesta che si basa sul nulla, nella quale non c’è nulla e che ha come unico effetto un grande impatto mediatico. Il Paese sta andando allo sfascio: si dà spazio a pseudo notizie eclatanti, sbattendo i colpevoli in prima pagina senza avere la minima prova”””

    ora probabilmente capiranno cosa ha subito la Juve e i suoi dirigenti nel 2006

    .

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  12. Amos quello che io cerco di dire è che proprio questa domanda che anche tu poni, “mi interessa capire perché Moggi difende arbitro x,y e z” secondo me si fonda su una base sbagliata, ossia che la chiacchierata Moggi – Baldas vada presa come una “difesa” dell’arbitro con un suo specifico significato, e non come una banale chiacchierata fra due persone che stanno nel mondo del calcio… in questo senso dico che ci facciamo sempre suggestionare da Auricchio che ha attribuito un’importanza spropositata a Baldas e al Processo… noi lo contestiamo ma poi accettiamo di metterci sul suo stesso piano considerando comunque un fatto significativo da analizzare il fatto che Moggi faccia delle affermazioni con Baldas.
    Se Moggi avesse organizzato una difesa dell’arbitro ad ampio raggio, contattando direttamente o indirettamente i designatori, gli osservatori, i moviolisti delle principali tv e quotidiani, allora saremmo stati di fronte a una “difesa” da spiegare; ma porci quella domanda davanti a semplici telefonate con Baldas è fuorviante, secondo me.

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  13. Auricchio ha pilotato l’inchiesta in un modo vergognoso. Meriterebbe la radiazione dal ruolo per quello che ha fatto. E non sto scherzando…

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  14. Francesco, per quanto riguarda le telefonate Moggi- Baldas, in effetti, non sono così importanti come lo sarebbero invece , se fatte, con i designatori. Hai ragione sicuramente che non hanno nessuna influenza su niente però la mia domanda resta a prescindere. Di certo la questione che pongo non è di vitale importanza.

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  15. .” se no gli tagliamo la testa noi” qualcuno lo ha detto ad un designatore riferendosi ad un arbitro, ma non provenendo dalla bocca di Moggi ha fatto poco scalpore.
    @Ruggiero. Una difesa implicita e scontata non si sposerebbe molto con una chiamata a Baldas. Baldas lo chiami se il tuo reale potere incisivo non è di livello superiore e ti attacchi a tutto. Moggi chiamava tutti ma non credo riuscisse a fare la differenza. Il suo operato è da condannare in ogni caso come lo era anche quello di altri ma come capo dei capi mi pare difficilmente credibile.

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  16. “e se la difesa verso i designatori fosse stata fatta nelle “svizzere” o peggio era implicita e scontata?” può darsi Rug, ma le prove di ciò non ce le abbiamo, quindi non è che siccome ci mancano le prove di qualcosa di più serio possiamo prendere cose meno serie e fare finta che siano prove… non funziona così.
    Certo, Amos, la domanda è legittima, come ho scritto sopra anche Moggi doveva avere gli arbitri che gli stavano simpatici e quelli che gli stavano simpatici, come tutte le squadre del resto… ma dalle telefonate a Baldas non mi sembra che si possa ricavare altro che questo.

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  17. ma queste famose intercettazioni tra Baldas Biscardi e Moggi sono strane
    nel senso che rileggendole ,
    tantissime chiacchiere con un Baldas e un Biscardi che danno sempre ragione a Moggi
    poi bisognerebbe verificare se effettivamente hanno attuato quello che Moggi proponeva
    o in che misura l ‘hanno realmente assecondato
    rileggendole si denota che i personaggi parlavano tra di loro come in generale si parla
    tra tifosi al bar dello sport
    e francamente non vedo dove sia il reato,
    anzi se di reato si tratta,, non sapevo che chiacchiere da bar fosse un reato, erano tutti e tre colpevoli , come i designatori ,o tutti gli altri che sono finiti nel tritacarne ma stranamente i Due
    manco sono stati sentiti , evidentemente usufruivano (senza saperlo) di protezione in alto loco,
    come si dice qualche santo in paradiso,

    come lo si spiega in termini di legge questa disparità di giudizio?? tre vanno a rubbare ma solo uno é colpevole

    altra cosa strana Biscardi e Baldas non sono stati puniti neanche dalla 7 o dall’ordine dei giornalisti o sbaglio??

    si la teoria delle svizzere é geniale quando i conti non tornano eccole magicamente usate per farli tornare

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  18. Allora, in effetti Biscardi allo scoppio di Calciopoli è stato cacciato da La7 e da allora il Processo è andato in onda su una serie di tv locali (sinceramente non so se esiste ancora oggi, penso di sì). Baldas non credo sia mai stato un giornalista vero e proprio, ma Biscardi forse ebbe qualche piccola sanzione dall’ordine dei giornalisti… ma sia chiaro che l’ordine dei giornalisti è una cosa ancora meno seria della giustizia penale e sportiva, quindi la cosa non mi interessa più di tanto.
    Per il resto hai detto tutto bene, sono chiacchiere, opinioni scambiate tra persone che osservano il calcio e lo commentano privatamente. Ovviamente nessuno ha mai verificato riguardandosi tutte le puntate se davvero Biscardi assecondava Moggi… sarebbe demenziale e in fondo i carabinieri stessi sanno che la cosa non ha davvero nessuna importanza. E ovviamente Biscardi e Baldas non commettono assolutamente alcun reato parlando con Moggi, quindi non potevano essere indagati… sono in palese contraddizione con sè stessi i cc quando li ritengono fondamentale elemento dell’associazione, loro stessi non l’hanno mai indagati perché è talmente evidente che non c’è nulla di penalmente rilevante nelle loro telefonate, e dunque non potevano farlo.

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  19. i misteri di calciopoli
    qual cosa mi sfugge ma se per B e B non c’é niente di penalmente rilevante
    come mai si ritrovano nominati in sentenza
    premettendo che in questo caso Moggi non usa le schede svizzere
    che strano si parla di arbitri di manipolazione della moviola e lui il grande genio del male
    non usa le svizzere

    se non sbaglio sulle 170.000 intercettazioni sgli arbitri hanno trovato solo
    -Baldase Biscardi
    -di Rimbalzo le scuse di Paparesta
    -la giraudo Moggi sull udinese
    -una nel quale parla di far avanzare nelle ammonizioni ma non si capisce con chi parla
    -e probabilmente qualche altra di poca rilevanza visto che non me ne ricordo

    per gente che viveva di calcio 24h Su 24h ad un ritmo di 3 partite a settimana
    mi sembra il minimo sindacale
    sarebbe stato impossibile per loro non parlare o avere contatti con arbitri
    infatti anche se il cosi’ facevano tutti é risultato un Boomerang e quando lo hanno fatto presente immediatamente ne é seguito una querela o un accusa di diffamazione
    per chiudergli la bocca .

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  20. Francesco, effettivamente non ho mai capito che cosa potesse dimostrare il fatto che Moggi chiamasse Baldas e Biscardi…. mi sfugge veramente il senso. I carabinieri hanno puntato su questo senza un perché. Non avrebbe avuto alcun fine di reato quel comportamento. Forse volevano dimostrare che Moggi tutelava mediaticamente gli arbitri. Tentativo decisamente molto goffo a mio avviso.

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  21. Io non so perché Moggi difendesse in certe occasioni alcuni arbitri. O meglio, secondo me alla fin fine sono vere entrambe le ipotesi, sia quella difensivista (lo faceva per difendere la Juve stessa quando veniva mediatamente accusata di favoritismi, che magari c’erano anche, eh, succedono…) che quella colpevolista (e cioè che fossero arbitri “vicini” a Moggi, esattamente come Meani aveva il suo giro di mici e fidati) perché altrimenti non si spiega per quale motivo Moggi dica a Baldas il 20 settembre, dopo la seconda giornata: «Mi devi salvare Bertini, Dattilo e Trefoloni. Sul Milan puoi battere quanto ti pare…». «Che dici di Messina?», fa Baldas. «Messina giù», chiosa Moggi riferendosi all’arbitro (il Milan ha vinto 2-0), ovviamente, e non alla squadra siciliana. Cos’è successo per scatenare l’interesse del dirigente juventino? È successo che Bertini ha arbitrato Inter-Palermo 1-1 nell’anticipo di sabato 18, Trefoloni ha diretto il giorno dopo Lazio-Reggina (1-1) e Dattilo Livorno-Chievo (1-2) e ne hanno combinate di tutte i colori (almeno così dice un articolo del Corriere: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2006/05_Maggio/05/arbitri.html). Voglio dire, è anche possibile che questi tre arbitri fossero vicini a Moggi, o è un’eresia?

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  22. Non mi ero accorto del riaccendersi della discussione su questo vecchio pezzo (ma sono tutti, sempre, attuali). In realtà tutto è possibile, infatti il ragionamento qui è che comunque le chiamate a Biscardi / Baldas sono prove insufficienti per poter affermare qualsiasi cosa. Secondo me anche la definizione di “arbitri vicini” è troppo generica: che vuol dire vicini? che gli stavano simpatici? che li riteneva più bravi? che avevano contatti con lui?

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  23. Trefoloni non mi risulta un arbitro vicino a Moggi . Moggi perchè doveva salvarlo? E perchè doveva salvare Dattilo? Cioè il fatto che li salva cosa vuol dire? Ti risulta che Biscardi influisse nelle designazioni arbitrali o quant’altro?

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  24. @franctosc

    Le telefonate a Biscardi e a Baldas sono insufficienti per affermare la responsabilità sulla frode sportiva e sull’associazione se prese come unico elemento indiziante… ma se abbinato ai colloqui svizzeri, nel processo ordinario, ha portato a responsabilità dell’arbitro: Racalbuto infatti non è stato assolto sulla base di questo binomio.
    Ricordiamoci che il motivo principale per cui è stato assolto Bertini è che non è stato provato che la scheda svizzera 155 finale, che intrattenne diversi colloqui con le SIM attribuite a Fabiani e a Moggi prima di Juve – Milan, fosse effettivamente in suo possesso (cfr. deposizione dei Paparesta, ritenuti attendibili, che affermano entrambi di non aver mai chiamato Bertini su un numero svizzero… le loro testimonianze erano state sminuite dai giudizi precedenti). Altro motivo per l’assoluzione di Bertini è che Moggi, dopo la vittoria del Milan a Bergamo (stessa giornata di Roma – Juve di Racalbuto), non lo difende presso Biscardi che voleva fare un attacco “a tutto spiano sugli arbitri”.

    Quando io parlo di arbitri vicini intendo arbitri che avevano contatti frequenti con lui su una rete sospetta.

    @Amos

    Quelle che fai sono domande che bisognerebbe fare a Moggi. Io non lo so perché, fatto sta che lo dice: non se lo inventa nessuno. Poi, è vero che il Processo del lunedì è una trasmissione particolare che è stata molto sminuita dagli avvocati difensori nel corso del processo… ma non ero mica io a chiamare così spesso per chiedere di salvare un arbitro piuttosto che un altro o di chiedere di truccare moviola e televoto… Moggi è obiettivamente incoerente quando afferma che era una trasmissione di nessun peso quando lui stesso ne era così affezionato intervenendo dietro le quinte quasi ogni settimana…

    Trefoloni è vero che non risulta aver avuto contatti con Moggi non essendo possessore di scheda. L’unica cosa ambigua che lo riguarda è Mazzini che ne parla con Lotito dopo Lazio – Juve: “Trefoloni è un mio amico… non è stato amico questa volta, può esserlo un’altra volta… un giorno corre la lepre, un giorno corre il cane” (come accennato nell’articolo sulla Lazio). Ovviamente troppo poco per coinvolgerlo in un presunto sistema, ma comunque interessante. Poi può darsi che Mazzini millantasse anche in quella situazione, pur avendo un tono di voce molto più serio del solito, non so…

    Comunque tu che dici? Perché Moggi voleva salvare quei tre? Quale è la tua idea?

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  25. scusa perché dici solo quei tre ??
    piu’ corretto dire gli arbitri tutti perché cosi’ é stata presentata calciopoli
    io un pensierino l’ho fatto al riguardo

    1 nelle accuse a Moggi sul potere mediatico non si parla solo del processo del Lunedi
    ma di un egemonia totale

    2 se ad ognii errore pro juve l ‘arbitro finiva su tutte le prime pagine dei giornali per settimanne con moviole, processi contro ,moviole,
    in che stato d’animo l’arbitro (non importa il quale ) entra in campo quando si tratta di juve??
    se faccio uno sbaglio pro juve e 10 contro mi massacreranno per settimane solo per quel errore
    pro e rischio anche la carriera e soldini quindi nel dubbio fischio contro

    3 credo che il retro pensiero di Moggi fosse questo e ha cercato di evitare massacri mediatici a quegli arbitri che altrimenti al prossimo incontro gli avrebbe automaticamente fischiato contro per evitare problemi arruffianandoseli (sbagliato ma é sbagliato anche il massacro)

    4 ma nei processi é successo una cosa strana
    gli arbitri nei riscontri ne uscivano sempre abbastanza puliti salvo De Santis
    indispensabile agli inquirenti per tenere in piedi la teoria da loro pensata
    ma anche con lui quando si passa ai riscontri le cose non tornano
    quindi si sono inventati lo sdoganamento pur di far tornare i conti

    alla luce di quanto sappiamo dopo anni e anni di discussioni indagini e analisi di calciopoli
    la domanda corretta é;

    se tu eri larbitro designato per un incontro della juve con quale stato d’animo entravi in campo?
    pro juve o contro??

    é una domanda semplice

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  26. Io credo che chiamasse Biscardi perché altrove le porte erano chiuse. Contava poco ma era meglio di niente. Qualche intercettazione in altri ambienti credo avrebbe dato esiti simili.

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  27. Secondo me è fuorviante immaginare sempre complesse e sofisticate strategie e riflessioni dietro tutte le azioni che fanno questi protagonisti del mondo del calcio. Spesso si sentono semplicemente perché sono abituati a sentirsi, si intromettono perché sono abituati a intromettersi e a dire la loro dove trovano lo spazio per farlo, e hanno simpatie e antipatie che non è detto corrispondano automaticamente a vicinanze concrete. Secondo me Moggi si immischiava anche di quanto si diceva in tv locali insignificanti e viste da poche persone, semplicemente perché si sentiva con tutti, e era abituato a dire a tutti la propria opinione. Ma non dobbiamo pensare che giocasse a risiko facendo i calcoli su arbitri da salvare o da bocciare. Spesso secondo me parlava così, tanto per parlare.

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  28. ci puo’stare
    che tutti in fin dei conti si immischiavano in tutto e Moggi un po’ piu’ degli altri
    ma resta il condizionamento arbitrale via i media contro la juve
    che é sfociato nel famoso sentimento popolare
    ripeto quale arbitro pazzo ,sapendo del massacro mediatico e delle conseguenti punizioni che ne seguivano ,entrasse in campo con l’idea di favorire la Juventus
    francamante nessuno , e il processo in fin dei conti lo ha provato
    ed anche le vostre ricerche sui misfatti degli arbitri hanno prodotto un senso di stupore visto che ai riscontri gli errori pro juve erano meno di quelli contro
    e gli arbitri assolti sia nel penale che Nello sportivo

    ci si indegna per i comportamenti di Moggi ma si trova normale che candidamente davanti un microfono, taccuino, telecamera, moviole e contro moviole si processi un arbitro per un eventuale errore pro juve e volutamente si tralasciava quelli contro

    anche questo metteva in pericolo “la terzietà e imparzialità del’ arbitro” designato anzi molto piu’ di quello che Un Moggi o Facchetti o Meani o chi volete voi

    si sono scritte condanne basandosi sugli articoli della Gazzetta ed in molti casi non si son neanche presi la pena di controllare se effettivamente tra quello scritto e quello che avveniva sul campo corrispondesse

    anche Maurinho se ne lamentava del tutti contro perché l’inter vinceva ed era la piu’ forte del momento

    Anche Carraro ultimamente si é esposto dicendo che in fin dei conti Moggi non ha mai vinto un campionato rubando
    ha dei dubbi solo sul rigore di Juliano Ronaldo

    la vostra bravura nelle richerche e impressionante io posso solo leggervi e cercare di capirvi ma non ho le conoscenze dei fatti del vostro livello
    posso solo intervenire sul senso morale dei fatti

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