Solo una deviazione

zazaSolo una deviazione. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. È il ritornello di tutti quelli che non sono juventini, oggi. Bisogna ringraziare la fortuna. Ancora, il Napoli stava dominando, e ha costretto Allegri a togliere un attaccante (Dybala) per inserire un difensore (Alex Sandro) in più.

Fortuna che io sono juventino, e per me conta il risultato del campo, e non quello che sarebbe stato giusto. E allora, diventa anche facile comprendere che la dura legge del gol è sì dura, ma anche perfettamente logica. Cominciamo da Zaza. Al primo anno di Juve, tanta panchina, ma anche tanto scetticismo. Le prime prestazioni non sempre convincenti. Zaza, però, è un centravanti vero. E in alcuni momenti – non sembri un’eresia – sembra di rivedere un altro centravanti mancino passato alla Juve da giovane, ricco di possibilità non del tutto espresse, e poi esploso altrove: Christian Vieri.

Il gol al Napoli è uno di questi momenti. Perché all’88° Zaza riceve da Evra nient’altro che uno dei tanti palloni spalle alla porta che gli attaccanti di entrambe le squadre si sono visti recapitare ieri sera. Uno di quei palloni che normalmente il centravanti scarica nuovamente indietro al compagno smarcato, nel continuo gioco di sponde e contro-sponde, tocchi e passaggi orizzontali che ha dominato il gioco della supersfida di ieri (e non solo). Tanto più che dietro Zaza, all’88°, c’era il roccioso Koulibaly, gigantesco in alcune fasi della partita. E invece Zaza non restituisce palla indietro, e nemmeno allarga il gioco sulle fasce. Propone invece una giocata di gran classe, alla Vieri appunto. Con una finta di corpo sbilancia Koulibaly e lo aggira, riuscendo a girarsi verso la porta e a liberare lo spazio per la giocata con il suo piede migliore, il sinistro. A questo punto Zaza fa una cosa di sana “ignoranza” calcistica. Quella che avrebbe fatto Vieri, e di cui invece, nella Juve che a volte si specchia troppo nel suo talento, si sente maledettamente la mancanza. Quella che Morata non avrebbe mai fatto, per intenderci. Zaza appena vede lo spazio non ci pensa due volte, e spara verso la porta con tutta la rabbia e la forza che ha dentro. Risultato: gol. La deviazione è solo un dettaglio, credetemi.

Non è un dettaglio, invece, ma una componente essenziale dell’azione, la partecipazione di altri due giocatori. Una componente che chi crede davvero al passaggio della Juve al 4-5-1 a causa del dominio del Napoli si perde facilmente. Perché Zaza fa una giocata di gran classe, ma Koulibaly non era l’ultimo uomo del Napoli. E aggirato il francese, Zaza si sarebbe comunque trovato davanti un muro di quattro giocatori del Napoli, pronti a contrastarlo centralmente e a stoppare qualunque iniziativa. Questo, se davvero Zaza fosse stato solo. Invece ci sono due giocatori della Juventus che attaccano la profondità davanti a lui, tenendo impegnata la linea difensiva del Napoli, e impedendo una chiusura veloce sul centravanti lucano. Alla faccia del 4-5-1. Uno dei due è il “terzinaccio” Alex Sandro, messo dentro da Allegri per “difendersi”. L’altro è Pogba, che anche nelle serate meno brillanti garantisce un appoggio continuo alle fase offensiva.

Non è stata solo una deviazione, basta guardare un po’ meglio per capire che c’è molto di più. Ci sono le risorse che Allegri può tirare fuori dalla panchina, mentre Sarri non può (o non vuole?). C’è la voglia di vincere fino alla fine, che è cosa ben diversa dalla voglia di portare a casa un buon risultato. C’è la serena consapevolezza di essere i più forti, senza avere nemmeno il bisogno di dimostrarlo in ogni occasione. Si è i più forti, e basta. Prima o poi la dimostrazione arriva. Perché il Napoli, negli ultimi venti minuti, ha fatto tanto possesso palla, ma sempre orizzontale, e venendo puntualmente “rimbalzato” appena tentava la giocata verticale. E senza mai – dico mai – dare la sensazione di potere passare in vantaggio. E invece il gol della Juve era nell’aria. Perché lo è per definizione, allo Stadium; anche quando gli altri non se ne rendono conto.

Il pareggio, per il Napoli, sarebbe stato paragonabile a un successo. Avrebbe potuto davvero certificare una candidatura credibile, molto credibile, per lo scudetto. Avrebbe definitivamente proiettato gli azzurri sulle ali dell’entusiasmo; un po’ come fu, per la prima Juve di Conte, uscire imbattuti da San Siro nella storica notte del gol di Muntari. E adesso, invece?

Adesso il primo posto in classifica è tornato preda di quelli che, da tempo ormai immemorabile, ne sono i padroni. La sensazione è che non se lo lasceranno portare via tanto facilmente. Tanto più che le potenziali pretendenti, che fino a qualche settimana fa erano numerose, si stanno sgretolando piuttosto rapidamente. Solo il Napoli è rimasto in piedi. Ma fino a quando? Riusciranno gli azzurri ad assorbire la tremenda delusione, e a continuare a lottare punto su punto? Oppure cominceranno ad arrendersi, prima nella testa, e poi con le gambe, incoraggiati dal continuo mettere le mani avanti di Sarri? La sensazione è che questa sia l’ipotesi più probabile. Dove non esiste abitudine alle vittorie vere, vittorie consegnate a una mitologia distante come Romolo e Remo, è facile che ci si abitui ad accontentarsi di quelle finte, le vittorie morali, le vittorie dei secondi, l’essere i primi tra quelli che non fanno “un campionato a parte” (cit.).

Dall’altra parte, la determinazione con cui i bianconeri continuano a mordere partite e avversari fa sinceramente paura. Paura, perché molti di loro avrebbero pure tutto il diritto a un’annata di transizione, dopo quattro anni a tutta, e una scorsa stagione combattuta fino all’ultimo su tutti i fronti. E invece niente, non si molla niente, non c’è cessione, non c’è infortunio eccellente che possa rompere l’incantesimo.

Il campionato è lungo, può ancora succedere di tutto. Almeno, così dicono. Sinceramente, una vittoria di una squadra diversa dalla Juve in questo campionato rappresenterebbe a questo punto una grandissima sorpresa, per me; forse la sorpresa più grande da quando seguo il calcio. E tra qualche decennio i nostri figli e nipoti bianconeri penseranno con affetto a quegli anni dopo il 2010; ah, quanto dev’essere stato bello, essere juventini in quegli anni!

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10 pensieri riguardo “Solo una deviazione

  1. Altro dato importante,la matematica….15 vittorie consecutive….per molti frutto solo di fortuna e di squadre che si “scansano” quando vedono i bianconeri…..io temo solo gli infortuni….quest’anno ce ne sono stati una marea…molti di piu’ degli anni scorsi….

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  2. A parte il discorso sull’azione di Zaza di cui abbiamo parlato e riparlato ieri io e Massimo e di cui sicuramente avrai letto, hai centrato anche un altro punto importante, il continuo mettere le mani avanti di Sarri. Così non va, se vuoi vincere alle volte bisogna anche sapersi esporre, dire che lottiamo per lo scudetto dicendo frasi alla Mou per intenderci, frasi come “la storia è la storia, è il passato, adesso siamo nel presente e nel presente non abbiamo niente di meno degli altri”, voi direte: “Ma quando mai Mou ha detto una frase del genere?”, non l’ha mai detta ma se stava al Napoli l’avrebbe detta o comunque avrebbe detto qualcosa del genere, qui ci sono troppi allenatori che mettono le mani avanti per paura di finire sotto le grinfie della gialappa’s magari alla rubrica “le ultime parole famose”, per quel che mi riguarda in questo momento Sarri sta comunque alla rubrica “chi non risica non rosica”.

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  3. Io ieri dal punto di vista tattico ho visto una bella partita….certo con pochissime azioni da goal proprio per l’attenzione che ci mettevano le squadre nella fase difensiva…..ieri e’ stata piu’ una vittoria mentale….e’ questa la vera differenza che c’e’ fra la Juve e il Napoli e ieri si e’ notato….comunque il Napoli sara’ un degno avversario fino alla fine….con 13 partite da giocare e’ ancora molto lungo il cammino

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  4. Giusto per non tirare in ballo sempre Mou, io parlerei pure di Antonio Conte. Il Conte del primo anno, dico, quello che ha preso la squadra dei due settimi posti, con l’umiltà dei due settimi posti, e l’ha portata in alto; non quello che sul finire dell’esperienza juventina si è immusonito nel confrontarsi con le big d’Europa. E però Conte era alle prime esperienze da allenatore, ma da giocatore ha respirato l’aria della Juve per anni, sa come si vince. Sarri? Per adesso mi sembra un Mazzarri con una stampa più favorevole, e niente più.

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  5. Un dato interessante: dalla partita della svolta (il derby col Torino) la Juventus ha subito un solo gol allo Stadium e per giunta su rigore (Ilicic). Ieri sera solito straordinario Barzagli, grande crescita di Cuadrado, più utile alla squadra e meno fumoso. Tutta la fase difensiva è stata ottima, Higuain praticamente non ha mai visto la porta. Il Napoli ha dimostrato comunque di essere un’ottima squadra ed ora vedremo se assorbirà la botta o se comincerà a vacillare. Ha comunque perso un’occasione perchè la Juve era abbastanza incerottata e dopo aver perso anche Bonucci francamente non avrei buttato lo 0-0.
    PS grande merito ad Allegri per come ha gestito la partita (chiedere a Callejon e Insigne quanto spazio avevano) e perchè la squadra suona sempre lo stesso spartito nonostante tutti gli infortuni a raffica

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  6. sarebbe interessante anche calcolare quante di queste partite sembravano avviate al pareggio e invece sono state decise a nostro favore diciamo nell’ultimo quarto d’ora… mi pare che ce ne sono altre, oltre alla prima e all’ultima della serie. molto interessante anche questo

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  7. Questi sono dati che mi sfuggono ad ogni modo la Juve di sabato è una squadra che si avvicina molto alla mia concezione di calcio dove le ali (perché io le chiamo così) e gli attaccanti sanno saltare l’uomo e sanno creare superiorità numerica. Cuadrado, per esempio, che per me è un ala poi voi potete chiamarla come volete ma per me rimane un’ala che punta la porta non va sulla fascia a cercare un inutile traversone al centro nella maggior parte delle volte preda dei difensori. Per me il calcio è semplice, la sta la porta, devi andare la.

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  8. Un complimento va fatto alle due società
    dirigenti calciatori e allenatori per il fair play dimostrato prima durante e dopo la partita
    molto bello il rispetto mostrato anche verso l’arbitro al quale hanno facilitato la difficile missione che lo aspettava
    bisogna anche riconoscere che con Sarri Il Napoli é molto maturato sotto tutti gli aspetti
    un plauso ad Allegri che la partita voleva vincerla e con grande pazienza ed saggezza
    ha usato gli uomini ne modo giusto, cambi azzecatissimi .
    e gestione della partita di alto livello , bravi tutti gli attori ma soprattutto un grande bravo a questo allenatore che ci sta sorprendendo giorno doo giorno

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  9. Esatto Rug, ricorda un po’ Allegri che nel 2012 metteva le mani avanti col gol di Muntari quando sarebbe stato molto meglio dire “dimostreremo che siamo i più forti nonostante questo torto”.

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