Juve vs FIGC: la richiesta di risarcimento

Come è noto, tra un paio di giorni, il 18 luglio 2016, inizierà presso il TAR del Lazio la discussione della causa intentata dalla Juventus contro la FIGC in relazione a Calciopoli, con la famosa richiesta di risarcimento danni da 443 milioni di euro.

Visto che c’è tanta confusione in merito, ci sono tante aspettative destinate, forse, ad essere disattese, e ci sono pochissime notizie sui media, proviamo qui a fare un po’ di chiarezza.

tarlazio

Il ricorso al TAR è stato presentato dalla Juventus nel novembre 2011. La presentazione fu annunciata con questo comunicato di cui trascriviamo il testo:

“Juventus Football Club S.p.A. ha depositato in data odierna presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ricorso ai sensi dell’art. 30 del codice del processo amministrativo contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e nei confronti della F.C. Internazionale s.p.a. chiedendo la condanna al risarcimento del danno ingiusto subito dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria in relazione ai provvedimenti adottati dalla FIGC nell’estate del 2006 e del 2011”.

L’estate del 2006 è quella dei processi sportivi di Calciopoli, l’estate del 2011 è quella della relazione Palazzi che dichiara prescritte le responsabilità interiste, ma anche della dichiarazione di incompetenza del Consiglio Federale della FIGC a proposito della revoca dell’assegnazione dello scudetto 2006 all’Inter, revoca chiesta dalla stessa Juventus.

L’art. 30 del codice del processo amministrativo cui la Juve si richiama afferma appunto che “Può essere chiesta la condanna al risarcimento del danno ingiusto derivante dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa o dal mancato esercizio di quella obbligatoria” (comma 2).

Le parti in causa sono la Juventus come ricorrente, la FIGC come “resistente”, termine tecnico che indica l’amministrazione che ha messo in atto il comportamento che il ricorrente giudica illegittimo, l’Inter come “controinteressato”, ossia come soggetto che ha interesse contrario al ricorrente al mantenimento dei provvedimenti contestati come illegittimi, e infine l’associazione GiulemanidallaJuve che è intervenuta nel processo ad adiuvandum (qui la notizia dal sito della stessa associazione), ossia a sostegno del ricorso juventino (ne ha facoltà in quanto raccoglie piccoli azionisti della Juve).

La storia di questa vicenda processuale è scarna. Dopo la costituzione delle parti fin qui elencate, che è avvenuta tra il 2011 e il 2012, si è arrivati l’8 ottobre 2014 alla presentazione di un’istanza di prelievo. L’istanza di prelievo è in sostanza un’azione volta a sollecitare il giudice affinché anticipi l’udienza in cui verrà discusso il ricorso. La cosa che qui ci interessa è che tale istanza di prelievo è stata avanzata dalla parte resistente, ossia dalla FIGC, mentre non c’è stata alcuna azione analoga della parte ricorrente, ossia della Juventus.

È giusto che i tifosi juventini tengano presente prima di tutto questo: è stata la FIGC, nei primi mesi dell’era Tavecchio (eletto nell’estate 2014) a chiedere che si accelerasse la discussione di questo ricorso, e se fosse stato per la Juve probabilmente non avremmo ancora una data precisa per la discussione. Questo dovrebbe già fornire un’indicazione abbastanza chiara su chi guarda con fiducia all’esito di tale processo amministrativo, e chi invece no.

Da quando è stata fissata per la discussione la data del 18 luglio 2016 le parti interessate (Juventus, FIGC, Inter) hanno presentato delle memorie. Ultimo evento registrato, al momento, la dichiarazione di rinuncia al mandato da parte ricorrente avvenuta lo scorso 28 giugno. Vuol dire che l’avvocato che seguiva la Juve ha presentato istanza formale di rinuncia a seguire la causa (rinuncia che comunque non ha effetto finché non avviene la sua sostituzione). Non sappiamo nulla di più a questo proposito.

Non conoscendo le argomentazioni contenute nel ricorso della Juve difficile al momento aggiungere qualcosa di più. Sappiamo però che il procedimento riporta ufficialmente come oggetto RISARCIMENTO DEL DANNO IN RELAZIONE ALLA DELIBERA DEL CONSIGLIO FEDERALE DELLA FIGC IN DATA 18 LUGLIO 2011 DI REIEZIONE DI UN ESPOSTO AVVERSO L’ATTO DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA FIGC DI ASSEGNAZIONE DEL TITOLO DI “CAMPIONE D’ITALIA” AL FOOTBALL CLUB INTERNAZIONALE MILANO SPA PER IL CAMPIONATO DI CALCIO DEGLI ANNI 2005/2006. Dunque, al di là delle schermaglie, è probabile che la Juve contesti soprattutto quella dichiarazione di non competenza da parte del Consiglio Federale della FIGC in quella estate 2011.

In gioco è dunque soprattutto lo scudetto 2005-2006. È giusto ricordare il comunicato con cui l’allora commissario straordinario della FIGC Guido Rossi ne decretò l’assegnazione all’Inter:

La Figc ha ricevuto in data 24 luglio 2006 il parere consultivo della Commissione composta da Gerhard Aigner, Massimo Coccia e Roberto Pardolesi sul quesito riguardante l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia in caso di modifica della classifica finale del campionato. La Commissione ha concluso che, in caso di mera revoca del titolo di campione d’Italia senza modificazione della classifica, il titolo rimane necessariamente vacante. Diversamente, in caso di sanzioni che comportano modificazioni di classifica (come penalizzazioni di punti o retrocessione all’ultimo posto), l’art. 49 delle Noif prevede l’automatica acquisizione del titolo di campione d’Italia per la squadra che risulta prima classificata, tenuto conto delle sanzioni. Gli organi federali possono tuttavia intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero campionato ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi. Il Commissario straordinario ha ritenuto di attenersi alle conclusioni del parere e che non ricorrono motivi per l’adozione di provvedimenti di non assegnazione del titolo di Campione d’Italia per il campionato 2005-2006 alla squadra prima classificata all’esito dei giudizi disciplinari”.

Dunque: Guido Rossi consulta tre “saggi”, ossia l’ex segretario generale dell’UEFA Gerhard Aigner e due esperti di diritto sportivo, Massimo Coccia e Roberto Pardolesi. Costoro affermano che in caso di penalizzazioni (è il caso del campionato 2005-2006) è prevista l’automatica acquisizione del titolo di campione d’Italia per la squadra che risulta prima classificata a seguito delle sanzioni; gli organi federali possono tuttavia intervenire decidendo per la non assegnazione del titolo per motivi di ragionevolezza ed etica sportiva, cito “quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero campionato ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi”.

Quest’ultimo punto è molto interessante: infatti il parere dei saggi assegna direttamente agli organi federali la facoltà di intervenire per decidere della non assegnazione, e i criteri richiesti per tale decisione sembrano proprio calzare a pennello per il campionato 2005-2006. In particolare la relazione Palazzi certifica senza dubbio che “anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi”. Le condizioni per una revoca dell’assegnazione del titolo 2005-2006 ci sarebbero, a seguito della relazione Palazzi; ovviamente è una relazione, e non una sentenza di condanna, ma è previsto appunto dai saggi il riconoscimento dei comportamenti poco limpidi anche di squadre “non sanzionate”; non c’è dunque bisogno per procedere alla non assegnazione che le squadre siano state condannate e sanzionate. Del resto, però, il parere dei saggi afferma anche gli organi federali “possono” intervenire, cosa diversa dall’essere obbligati a farlo. Sembra perciò difficile che si possa intendere questa come un’azione amministrativa obbligatoria.

Questa che si svolge al TAR è comunque una causa di risarcimento danni: non deve decidere sull’assegnazione dello scudetto 2005-2006, ma stabilire se le decisioni prese dalla FIGC possano aver danneggiato la Juventus, e in tal caso quantificare economicamente questo danno. Cosa succederà? Staremo a vedere, e cercheremo come al solito di tenervi informati.

Si ringrazia Marco C. (@tintitutin)

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9 pensieri riguardo “Juve vs FIGC: la richiesta di risarcimento

  1. In realtà Rug il pezzo in cui è citato quell’art. è il comunicato di Guido Rossi, che io ho riportato integralmente. Anch’io mi sono cercato le NOIF e non ho trovato questo, ma siccome non credo che se lo siano inventato Guido Rossi o i saggi, immagino che le NOIF da allora siano cambiate e l’art. 49 di allora non corrisponda più all’art. 49 attuale. Questa è l’idea che mi sono fatto.

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  2. Boh, immagino che dentro il ricorso ci saranno delle argomentazioni. Noi non l’abbiamo letto. Per quello che si sa ovvio che sia difficile essere fiduciosi sulla riuscita.

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  3. Parliamo di cose serie. Questo è il parere dei saggi:
    “in caso di sanzioni che comportano modificazioni di classifica (come penalizzazioni di punti o retrocessione all’ultimo posto), l’art. 49 delle Noif prevede l’automatica acquisizione del titolo di campione d’Italia per la squadra che risulta prima classificata, tenuto conto delle sanzioni. Gli organi federali possono tuttavia intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero campionato ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi”.
    Gli organi federali possono intervenire o non intervenire a loro discrezione secondo questo parere. Ma che senso ha quindi dichiararsi non competenti?

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  4. premessa : quanto scritto sotto é un testo ironico vi prego di prenderla con un sorriso

    se i danni vengono calcolati in base al mal di fegato
    é la juve che deve rimbrsare un paio di miliardi di euro agli anti juventini a prescindere
    in primis hanno creduto di averla distrutta con decisioni politiche
    e dopo giusto per togliersi lo sfizio gli ha rifilato 5 scudetti di seguito rendendoli puliti puliti
    manco piu’ l’appiglio della juve che vince perché ruba possono usare
    dispiace per Moggi ma in fin dei conti in tutte le cose che vanno male ci sono risvolti positivi
    questo piacere vel bene due scudetti é un prezzo che si puo’ pagare
    chissà cosa ne pensa oggi Moratti il quale pensava di aver sconfitto sia Moggi che la juve
    e che le sue sconfitte erano solo a causa di pseudo maneggi del Moggi
    e chissà cosa ne pensano i soloni che avevano calvacato il carro dei pseudo vincitori
    hanno fatto ARAKIRI
    si si il piacere di oggi ripaga ampiamente le sofferenze di calciopoli
    e il risarcimento se lo possono anche tenere tanto quei soldi non li hanno
    e da juventino spero che la juve non richieda piu’ il risarcimentoi altrimenti ci accuseranno di avere distrutto il calcio Italiano per i prossimi 100 anni
    oggi la juve é ritornata ancora piu’ forte si é ripresa il posto che aveva indossando il famigerato smoking bianco
    e questo basta a dimostrare che quelle tonnellate di accuse ma traquillo Rug il tempo passa erano palesemente false fondate solo su chiacchiere da BAR certificate dalla gazzetta dello sport e qualche giuduce prezzolato
    che ha passato notti insonni per scrivere una sentenza cosi’ ben articolata da non lasciare nessun appiglio alla juve per il famoso risarcimento
    ma tranquillo Rug il tempo passa e pian piano tutti se ne stanno rendendo conto
    ma come la juve non vinceva perché rubbbbava ???
    e ora allora?? come fa??? manco piu ladri gli possiamo dire
    ora sono gli antijuventini che sotto sotto pensano ridateci Moggi cosi’ almeno lo possiamo accisare di qual cosa con Marotta e il giovane Agnelli non é possibile
    la cigliegina sulla torta é se la juve vince anche il sesto scudetto e la champions
    come si dice la vendetta é un piatto che va mangiato freddo

    un ultima riflessione ma in fin dei conti chi ha cavalcato calciopoli é quello che ci ha rimesso di piu’
    Inter Cinese Moratti a casa
    Milan Cinese Berlusconi a casa e probabilmente anche Galliani L
    La Gazzetta ha la bocca chiusa e non puo’ piu accusare di niente
    i processi in tv hanno perso tutta la credibilità quando cercano di infangare le vittorie
    la quasi totalità delle squadre sono sul orlo del fallimento
    Oggi tutti si rendono conto che la FGC conta quanto Il due di denari a briscola

    he si era Moggi il male del calcio Italiano si si 10 anni di processi lo hanno certificato

    ciao a tutti e buona Domenica

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  5. @ruggiero scrivi “Ma chissà, forse perché per revocare uno scudetto ci vorrebbe un processo per fatti oramai coperti da prescrizione alla quale l’Inter non intende rinunciare”
    ma sono stati i saggi a parlare di comportamenti poco limpidi di squadre non sanzionate, si intende quindi squadre non processate… anche questo caso è contemplato. Ed è un parere che è stato scritto molto prima della relazione Palazzi, senza potere prevedere che il caso si sarebbe effettivamente verificato.

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