Rigettato il ricorso della Juventus presso il TAR: le motivazioni

Il 6 settembre 2016 il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato nel luglio del 2011 dalla Juventus F.C. contro la F.I.G.C. per disparità di trattamento nell’ambito delle note vicende di Calciopoli, con relativa richiesta di risarcimento dei danni pari a 443.725.200,00 €. Il ricorso è stato giudicato inammissibile e infondato. Deduce la ricorrente (Juventus) che “II dato giuridico assolutamente rilevante per l’inquadramento della presente fattispecie, direttamente derivante dal provvedimento de quo del Commissario Straordinario della F.I.G.C., è la revoca, per il Campionato italiano di Serie A, anni 2005/2006, dell’assegnazione del titolo di “Campione d’Italia” alla Juventus Football Club s.p.a., con correlata assegnazione del titolo sportivo al Football Club Internazionale Milano s.p.a.” Si è costituita in giudizio la Federazione Italiana Gioco calcio, deducendo in via preliminare, l’inammissibilità del ricorso per mancato esaurimento dei rimedi interni previsti dall’ordinamento sportivo e, nel merito, l’infondatezza del ricorso. Si è anche costituita in giudizio la F.C. Internazionale Milano S.p.a deducendo anch’essa, in via preliminare, l’inammissibilità del ricorso e, nel merito, la sua infondatezza. Con atto di intervento ad adiuvandum si è costituita anche la associazione “GiulemanidallaJuve”, aderendo alla posizione sostenuta dalla ricorrente Juventus F.C.

La condanna al risarcimento richiesta dalla Juventus deriverebbe dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria, in relazione ai seguenti provvedimenti amministrativi:

  • delibera del Consiglio Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, F.I.G.C., in data 18 luglio 2011, di reiezione di un esposto-istanza di revoca in autotutela, presentata dalla Juventus Football Club s.p.a. in data 10 maggio 2010, dell’atto del Commissario Straordinario della F.I.G.C., in data 26 luglio 2006, di assegnazione del titolo di “Campione d’Italia” al Football Club Internazionale Milano s.p.a. per il Campionato di calcio degli anni 2005/2006, pubblicato in data 19 luglio 2011 e quindi della mancata adozione, da parte del Consiglio Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, di un espresso provvedimento di revoca in autotutela dell’atto del Commissario straordinario della F.I.G.C.;
  • provvedimento del Commissario Straordinario della F.I.G.C. in data 26 luglio 2006, di assegnazione del titolo di “Campione d’Italia” al Football Club Internazionale Milano s.p.a. per il Campionato di calcio degli anni 2005/2006.

In ragione delle sanzioni disciplinari irrogate già con la pronuncia della Commissione di Appello Federale del 14 luglio 2006 il Commissario Straordinario della FIGC, Guido Rossi, aveva incaricato una Commissione di Esperti affinché esprimesse un parere in ordine alla “eventuale assegnazione dello scudetto in caso di modifica della classifica finale di campionato, a seguito di illecito disciplinare”.

A seguito di tale parere, il Commissario straordinario diramava – in data 26 luglio 2006 – il seguente comunicato: “La Figc ha ricevuto in data 24 luglio 2006 il parere consultivo della Commissione composta da Gerhard Aigner, Massimo Coccia e Roberto Pardolesi sul quesito riguardante l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia in caso di modifica della classifica finale del campionato. La Commissione ha concluso che, in caso di mera revoca del titolo di campione d’Italia senza modificazione della classifica, il titolo rimane necessariamente vacante. Diversamente, in caso di sanzioni che comportano modificazioni di classifica (come penalizzazioni di punti o retrocessione all’ultimo posto), l’art. 49 delle Noif prevede l’automatica acquisizione del titolo di campione d’Italia per la squadra che risulta prima classificata, tenuto conto delle sanzioni. Gli organi federali possono tuttavia intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero campionato ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi. Il Commissario straordinario ha ritenuto di attenersi alle conclusioni del parere e che non ricorrono motivi per l’adozione di provvedimenti di non assegnazione del titolo di Campione d’Italia per il campionato 2005-2006 alla squadra prima classificata all’esito dei giudizi disciplinari. Rimane vacante il titolo di campione d’Italia 2004-2005. La FIGC ha trasmesso oggi alla UEFA la nuova classifica del Campionato italiano di Serie A 2005-2006 e l’elenco – completo della documentazione di supporto – delle squadre da iscrivere alla Champions League e alla Coppa UEFA. Per la Champions League Inter, Roma, Milan, Chievo. Per la Coppa UEFA Palermo, Livorno, Parma”.

Il 25 luglio 2006 la Corte Federale confermava, sostanzialmente, le sanzioni inflitte in sede sportiva in primo grado alla Juventus.

Il 25 agosto 2006 la Juventus presentava ricorso al TAR per il Lazio chiedendo l’annullamento delle decisioni della CAF e della Corte Federale, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti, tra cui “di tutti i provvedimenti connessi e conseguenti della F.I.G.C., ed eventualmente della Lega Nazionale Professionisti, di data ed estremi non noti, relativi tra l’altro alla: assegnazione del titolo di Campione di Italia per l’anno 2005-2006; formazione dell’elenco delle squadre italiane partecipanti alle competizioni europee UEFA per l’anno 2006-2007; formazione dell’elenco delle squadre partecipanti al Campionato nazionale di calcio di Serie A 2006-2007” e il risarcimento dei danni patiti e patendi per effetto dell’illegittima procedura sanzionatoria. A seguito, però, della dichiarazione a verbale della camera di consiglio del 1 settembre 2006 di constatata “disponibilità della FIGC e del CONI di devolvere le questioni all’arbitrato del CONI”, la Juventus rinunciava al ricorso amministrativo presso il TAR.

Con istanza arbitrale del 6 settembre 2006 la Juventus ha adito quindi la Camera di Conciliazione e Arbitrato per lo Sport del C.O.N.I. che, con lodo del 27 ottobre 2006, riduceva da 17 a 9 i punti di penalizzazione da scontare in Serie B nella stagione 2006-2007 in relazione alle violazioni commesse.

Nel 2010, facendo leva sulle risultanze documentali acquisite a distanza di anni nel processo penale presso il Tribunale di Napoli e quindi sulle telefonate emerse tra i vertici arbitrali e dirigenti della società Inter, la Juventus, con esposto in data 10 maggio 2010, richiedeva formalmente alla FIGC la revoca del provvedimento adottato dal Commissario Straordinario della F.I.G.C. in data 26 luglio 2006 vista l’insussistenza del presupposto base che aveva permesso l’assegnazione dello scudetto all’Inter, ossia l’assenza di comportamenti poco limpidi. A tale istanza, la FIGC in un primo momento replicava facendo presente che le nuove emergenze avevano già dato luogo ad una iniziativa della Procura Federale, specificando che la questione, in ragione dei suoi preminenti riflessi disciplinari, sarebbe stata affrontata, ai fini di un eventuale riesame in sede amministrativa, soltanto all’esito delle attività investigative dell’organo di giustizia titolare della funzione requirente. A conclusione di queste, la Procura Federale, pur ravvisando in astratto l’esistenza di possibili profili di responsabilità disciplinare, rappresentati dal procuratore federale Stefano Palazzi nella sua famosa relazione, reputava non perseguibili gli illeciti ipotizzati per intervenuta prescrizione e, conseguentemente, emetteva un provvedimento di archiviazione.

A questo punto, il Consiglio Federale della FIGC, con delibera in data 18 luglio 2011, respingeva l’esposto-istanza di revoca in autotutela amministrativa dell’atto del Commissario Straordinario della F.I.G.C. in data 26 luglio 2006, presentata dalla Juventus Football Club s.p.a. in data 10 maggio 2010.

Il Consiglio Federale motivava la reiezione dell’esposto-istanza di revoca presentato dalla Juventus osservando che:

  • la revoca da parte della F.I.G.C. del titolo di Campione d’Italia 2005-2006, risulta priva di un valido fondamento normativo ed invasiva delle attribuzioni riservate agli Organi di Giustizia Sportiva, di natura giuridica esclusive, con conseguente inammissibile valutazione ex novo di vicende non perseguibili per intervenuta prescrizione;
  • il potere di autotutela non è esercitabile a causa della mancanza e della conseguente vigenza giuridica di un provvedimento amministrativo formale di specifica assegnazione del titolo di Campione d’Italia, effetto ipso iure dello “scorrimento” della graduatoria del campionato, modificata a seguito delle sanzioni inflitte in sede disciplinare;
  • il Consiglio Federale, essendo un organo amministrativo, privo di un potere discrezionale ad hoc, non è competente a revocare il titolo di Campione d’Italia;
  • la Juventus Football Club s.p.a. difetta di legittimazione a richiedere l’esercizio del potere di autotutela della F.I.G.C., poiché priva di una posizione individuale qualificata rispetto al potere di cui si invoca l’esercizio.
  • de iure, la F.I.G.C. non ha un dovere di provvedere in relazione ad un’istanza formale di esercizio del potere di revoca in autotutela.

Personalmente il secondo punto mi sembra quello più interessante: non esiste (e quindi non si può annullare…) un provvedimento amministrativo della F.I.G.C. attraverso il quale è stato assegnato lo scudetto all’Inter, ma il titolo è stato vinto dai nerazzurri in seguito alle penalizzazioni subite da Juventus e Milan e quindi per scorrimento della classifica. Quello di Guido Rossi del 26 luglio 2006 è un comunicato stampa, non è un provvedimento amministrativo.

Oltre a questa motivazione, de iure, la FIGC non è obbligata a provvedere in relazione ad un’istanza formale di revoca in autotutela (i provvedimenti di autotutela sono manifestazione dell’esercizio di un potere tipicamente discrezionale); per di più, la sollecitazione deriva da una società che difetta di legittimazione poiché la stessa Juventus non trarrebbe alcun beneficio dalla revoca di uno scudetto appartenente ad un’altra società (e quindi, già solo per questo motivo, il ricorso è inammissibile).

Il TAR sostanzialmente conferma queste motivazioni e rileva che a seguito dei numerosi giudizi instaurati dalla odierna ricorrente dinanzi alla giurisdizione amministrativa e sportiva, sia stata accertata la legittimità del provvedimento del Commissario Straordinario della FIGC adottato il data 26 luglio 2006. Sotto tale profilo, così come risulta dalla documentazione depositata in atti, la questione relativa alla assegnazione all’Inter del titolo di campione d’Italia per la s.s. 2005-2006, ha, infatti, già formato oggetto di cognizione dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale.

Il collegio si riferisce al ricorso presentato nel 2006 e ritirato poco dopo. Ricorso che preclude una nuova valutazione nel merito: “La ricorrente, infatti, con ricorso al TAR in data 24 agosto 2006 (R.G. n. 8049/2016), aveva già chiesto l’annullamento della decisione della Corte Federale e di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti…”. In occasione della camera di consiglio in data 1 settembre 2006, i difensori della società ricorrente hanno fatto verbalizzare chela Juventus dichiara di rinunciare al ricorso e, comunque, di non avere più interesse alla decisione del medesimo, attesa la disponibilità della FIGC e del CONI ad accettare la devoluzione in arbitrato della controversia. Il giudizio arbitrale si è poi regolarmente celebrato dinanzi alla Camera di Conciliazione ed Arbitrato dello Sport, che ha confermato le sanzioni disciplinari della revoca del titolo e della retrocessione in serie B, limitandosi a ridurre (da 17 a 9) il carico dei punti di penalizzazione da scontare nel torneo cadetto.

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21 pensieri riguardo “Rigettato il ricorso della Juventus presso il TAR: le motivazioni

  1. Commento personale: dal punto di vista giuridico sembra essere tutto corretto e inattaccabile. Di diritto l’Inter ha vinto lo scudetto del 2006 perché sono state penalizzate le prime due in classifica. Questo è un fatto. Non significa assolutamente che l’Inter abbia meritato di vincere quel campionato dato che è stata incredibilmente esclusa dalle informative dei carabinieri che sono stati i documenti su cui si è celebrato il procedimento sportivo. Se le telefonate di Facchetti fossero state note nel 2006, sicuramente l’Inter sarebbe stata processata e sanzionata e credo proprio che molto difficilmente avrebbe “vinto” quel campionato. Secondo me, comunque, Guido Rossi non ha sbagliato nel 2006 ad assegnare lo scudetto ai nerazzurri: in quel momento non si era a conoscenza di possibili illeciti dell’Inter (Nucini escluso) né di “comportamenti poco limpidi”. I comportamenti poco limpidi sono oggettivamente usciti fuori nel 2010 (io direi che c’è anche qualche slealtà sportiva, art. 1, per l’illecito non ci metto la mano sul fuoco) e, se io fossi stata la FIGC, considerando ingiusta e sbagliata l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia fatta nel 2006, avrei revocato lo scudetto anche senza una sentenza che appurasse la natura e la gravità delle possibili (probabilissime) sanzioni. Questo però entrando nel merito della vicenda. Quando il TAR scrive “a seguito dei numerosi giudizi instaurati dalla odierna ricorrente dinanzi alla giurisdizione amministrativa e sportiva, sia stata accertata la legittimità del provvedimento del Commissario Straordinario della FIGC adottato il data 26 luglio 2006” non sta dicendo che è eticamente giusto che l’Inter abbia quello scudetto ma che dal punto di vista giuridico i fatti sono quelli e la decisione è corretta. Ricordo, infine, che il parere dei tre saggi dice, comunque, che il Commissario “può” non assegnare il titolo se ritiene che altre squadre abbiano avuto comportamenti poco limpidi, ma nulla gli vieterebbe di assegnarlo anche in presenza di comportamenti poco limpidi.

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  2. le tue considerazioni etiche lasciano il tempo che trovano, revocare uno scudetto all’Inter e riaprire una vicenda che, a parte per gli juventini rancorosi, è formalmente chiusa, scatenerebbe un inferno di ricorsi fondati.

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  3. Nel caso la FIGC avesse deciso di revocare lo scudetto all’Inter, possibilità che, siamo tutti d’accordo credo su questo, la FIGC comunque aveva sulla carta, sulla base di cosa l’Inter avrebbe potuto fare ricorso, Rug? Anzi, facendo ricorso avrebbe finito paradossalmente per portare in tribunale proprio quelle telefonate che in tribunale non ci sono mai arrivate (e quando ci sono arrivate, vedi querela Moggi – Facchetti, non è andata benissimo). Non credi che l’Inter si sarebbe tirata la zappa sui piedi con una mossa del genere? Fossi stato io, piuttosto che portare in un tribunale quelle telefonate, avrei accettato la revoca di uno scudetto che, in fondo, non ho mai vinto.

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  4. 1) Non siamo d’accordo, il mio punto di vista è che per togliere lo scudetto all’Inter, come già detto dal TNAS e dal TAR ci vuole un processo, processo che non si può fare per morte dell’imputato e prescrizione della società
    2) Facendo ricorso non avrebbe dovuto basarlo sulle telefonate di Facchetti ma sui motivi di cui al punto 1 e punto 3
    3) In questo periodo non ho molto tempo e miei articoli sono oggettivamente brevi e rari oltre che non prevedere una grossa ricerca ma già ti ho chiesto di fartela da solo la ricerca sulla responsabilità oggettiva in sede civile, ti ho chiesto di andarti un po’ a spulciare tutto ciò che esce sull’art. 2049 del Codice Civile, lo hai fatto? spero di si. Adesso ti do un altro compito, prova a cercarti qualcosa sul “principio di affidamento”, vede cosa esce

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  5. Gli organi federali possono tuttavia intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero campionato ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi.
    Questa è la frase che Felix ha già messo in grassetto e pure sottolineato, tratta dal parere dei saggi (che per inciso sono un dirigente UEFA e due specialisti di diritto). Ora, nel 2006 Rossi non ha deciso niente, ci sono state le sentenze che hanno penalizzato Juve e Milan, e lui ha detto “guardate che automaticamente lo scudetto va all’Inter”. Poi escono fuori le altre intercettazioni, quelle dell’Inter ma anche quelle di altre squadre. Quando si giudica di nuovo nel 2011 dunque si è realizzata esattamente la casistica prevista dai saggi di Guido Rossi: le irregolarità sono state tali da falsare l’intero campionato, e anche SQUADRE NON SANZIONATE hanno tenuto comportamenti poco limpidi.
    Ripeto squadre non sanzionate, quindi squadre che o non sono state processate, o addirittura che sono state processate e assolte. Quindi quando il Consiglio Federale si rifugia nel fatto che non si possono invadere le attribuzioni degli Organi di Giustizia Sportiva in realtà manda all’aria il parere dei saggi, perché qui non si tratta di penalizzare l’Inter e toglierle lo scudetto come è stato fatto con Juve e Milan (quella sì sarebbe una competenza esclusiva della giustizia sportiva) ma di emettere un provvedimento di non assegnazione che i saggi avevano espressamente considerato una possibilità a disposizione degli organi federali (non della giustizia sportiva), e che gli stessi saggi avevano espressamente collegato al riconoscimento di comportamenti poco limpidi in squadre non sanzionate, quindi espressamente svincolato totalmente rispetto a un processo sportivo finalizzato all’emissione di sanzioni per specifici comportamenti a specifiche squadre (cosa che ovviamente non è possibile perchè c’è la prescrizione). Il fatto che un processo non si possa fare non c’entra nulla, perchè i saggi avevano prevista proprio la possibilità che gli ORGANI FEDERALI potessero riconoscere comportamenti poco limpidi in squadre non sanzionate (quindi senza che un processo sanzionasse questi comportamenti poco limpidi) e quindi procedere non alla penalizzazione di una singola squadra (quindi non togliere all’Inter per darlo alla Roma) ma alla non assegnazione di quel titolo. Mi sembra chiaro.

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  6. Ti dico anche perchè è in effetti necessario che gli organi federali abbiano il potere in circostanze particolari e ben definite di revocare l’assegnazione di un titolo (ossia non toglierlo a una e darlo a un’altra, ma lasciarlo vacante) senza che ci sia dietro un processo sportivo. Immaginiamo per assurdo che oggi Corrado Ferlaino, presidente del Napoli degli anni ’80, riveli di avere comprato delle partite per vincere il campionato 1990, e porti anche le prove, e che altri testimoni confermino la cosa. Ovviamente il tutto è coperto da prescrizione, quindi la giustizia sportiva non potrebbe mai processare Ferlaino ed altri per frode, nè tantomeno penalizzare il Napoli in classifica. Ok, però la FIGC dovrebbe pure tenersi nel suo albo d’oro uno scudetto malgrado tutti sappiano che è uno scudetto truccato, per ammissione stessa della società. Qui entrano in gioco i poteri degli organi federali, che a quel punto potrebbero revocare l’assegnazione del titolo 1990 e lasciarlo vacante. Senza questi poteri la FIGC si troverebbe in una situazione assurda, trovarsi con le mani legate relativamente all’assegnazione di un titolo che lei stessa attribuisce, e doversi tenere nell’albo d’oro un campionato truccato con grave danno d’immagine.

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  7. A mio avviso poi il titolo andrebbe ritirato (non andava assegnato) indipendentemente dalla situazione dell’inter. Il campionato indagato era quello precedente ma i personaggi in questione s’erano fatto anche il campionato successivo per cui se si dice che la cricca aveva il potere di stravolgere la classifica se ne tenga conto almeno dove possibile. Si stila la nuova classifica e ognuno gode della posizione raggiunta ma non si assegna il titolo come segno del fatto che il campionato potrebbe essere viziato da risultati anomali. Quindi Inter prima ma senza titolo.

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  8. Invece, curiosamente, lo scudetto del 2006 non c’entra nulla con l’inchiesta. Non c’erano nemmeno più i designatori. Al netto di quanto successo nella stagione precedente, il 2005/06 è stato un campionato regolare.

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  9. E su questo hai ragione, in effetti. Tutti i comportamenti poco limpidi venuti a galla, compresi quelli dell’Inter, riguardano comunque il campionato precedente. Però a maggior ragione se un campionato regolare e non toccato in alcun modo dall’inchiesta devi proprio toglierlo a chi l’ha vinto, non puoi darlo a un’altra. E’ questo il vero sfregio, la vera ferita insanabile di Calciopoli.

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  10. Cioè, se a fine 2006 si fosse scoperto che una dozzina di giocatori di squadre differenti vendevano le partite del campionato precedente (ossia 2004/2005) per voi il campionato 2005/2006 disputato con gli stessi giocatori in campo (che avrebbero dovuto essere squalificati, quindi non presenti) sarebbe stato regolare? Moggi e giraudo non dovevano esserci, 2 arbitri non dovevano esserci, altri personaggi avrebbero dovuto avere squalifiche. A me pare mica tanto regolare. Se invece parliano di puri risultati sul campo allora anche il 2004 / 2005 al momento non è da ritenersi irregolare ( vedremo che accadrà in sede civile). In ogni caso il problema è il tipo di sanzioni scelte. Anzichè dare punti di penalizzazione a campionato finito io avrei escluso dall’europa le coinvolte, avrei ritirato il titolo senza riassegnarlo. Le sanzioni sarebbero poi arrivate l’anno successivo con juve direttamente in B e punti di penalizzazione alle altre. Col metodo scelto è ovvio che l’inter avesse titolo per voler quel campionato (fatti emersi successivamente le danno torto) e per di più ci siamo trovati con la barzelletta di un Milan che di fatto in quel campionato non ha pagato dazio e l’anno successivo ha portato a casa la champions.

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  11. Hai ragione. Infatti se non ricordo male una delle argomentazioni del ricorso Juve al TAR, quello ritirato nel 2006, era proprio legata al fatto che le sanzioni si spalmavano su tre campionati diversi, il 2004-2005 (tolto lo scudetto), il 2005-2006 (tolto lo scudetto) e 2006-2007 (campionato di B e per giunta con penalizzazione). Peraltro – adesso qui dico la cosa in maniera imprecisa, ma non ho tempo di controllare – perché il 2005-2006 se non è toccato dall’inchiesta? Perchè la fuga di notizie di maggio 2006 arriva giusto giusto in tempo entro la fine di quel campionato per fare in modo che quel campionato sia quello della “scoperta dei fatti” e quindi toccato dalle sanzioni. Chissà quando Calciopoli sarebbe venuta a galla se fossero stati rispettati i tempi che gli investigatori avevano in mente. A suo tempo Della Valle sosteneva che la cosa venne fuori da Roma (perchè è uscita dai carabinieri di Roma, non c’è dubbio su questo) casualmente proprio nel momento in cui la Fiorentina soffiava alla Roma la qualificazione alla successiva Champions.

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  12. @franctosc Ricordo che avevamo scoperto che la prescrizione per le società in sede sportiva era di due anni, forse per questo motivo c’è stata la fuga di notizie che ha permesso di processare immediatamente la Juve e le altre.

    Facciamo un’ipotesi: se venisse appurato che la prima Juve di Conte, stagione 2011/12, commise diversi illeciti sportivi, se ci fosse prova di ciò, cosa accadrebbe? Si farebbe un processo sportivo adesso? E, al netto della eventuale prescrizione (forse i termini sono cambiati), verrebbe revocato lo scudetto del 2012? Verrebbe assegnato al Milan? E se ci sono stati illeciti nel 2012 la Juve non avrebbe dovuto disputare il campionato successivo (vinto) perché doveva essere in Serie B… sempre al netto della prescrizione, quindi, vi sbatterebbero in B adesso? E vi revocherebbero tutti e 5 i titoli? Eppure non c’è prova del fatto che gli altri 4 campionati siano stati alterati da illeciti, però il primo di quei quattro non doveva avere la Juventus nelle partecipanti… come si fa?

    Il punto è che nel 2004/05, comunque, l’illecito sportivo che vi ha condannato è molto discutibile e quindi, in caso di sanzione più modesta, non ci sarebbero stati problemi per il 2005/06.

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  13. Ci pensavo stamattina, non so se è un caso o c’è una mente dietro, ma la tempistica della fuga di notizie di maggio 2006 è praticamente perfetta. Non intralcia lo svolgimento del campionato 2005-2006, ma fa in modo comunque che le sanzioni eventuali possano riscrivere la classifica di quel campionato. E poi capita nel momento perfetto per dare la possibilità agli organi di giustizia sportiva di acquisire le carte e sbrigare i processi in estate a campionati fermi, in tempo per essere pronti per la nuova stagione. Bisognerebbe capire chi e perchè decide di fare uscire le carte sui giornali proprio in quel momento. Questa della fuga di notizie è una delle cose di Calciopoli che ancora mi sono meno chiare.
    Per quanto riguarda la tua ipotesi, Felix, io non lo so, ma credo che una volta intervenuta la prescrizione l’unica possibilità sia revocare il campionato macchiato dagli illeciti senza assegnarlo ad altri e senza toccare i campionati successivi, utilizzando proprio i poteri che i saggi hanno riconosciuto essere propri degli organi federali, e di cui abbiamo parlato fin qui.

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  14. Premettendo che adesso la prescrizione per gli illeciti sportivi in genere a prescindere se commessi da persona o società è passata a 8 anni, qui viene il mio sospetto sull’Inter, vuoi che l’Inter non fosse venuta a conoscenza delle indagini che stavano facendo mediante la sua compagnia telefonica? è chiaro che si, è probabile che la fuga delle notizie sia stata orchestrata da loro e abbiano poi selezionato le telefonate fra quelle da dare in pasto ai giornali, ciò non toglie, ammesso che questo mio mero sospetto sia vero ed tutto da dimostrare perché io prove non ne ho, che il pool aveva le copie di tutto e abbia deciso di formulare le imputazioni in una determinata maniera comunque escludendo l’Inter, perché? Io una idea mia leggendo e rileggendo la relazione Palazzi me la sono fatta, un giorno forse la dirò

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  15. nell’ipotesi di felix la revoca degli scudetti successivi potrebbe intervenire in caso di sanzione ancor più pesante. Nel caso di Amstrong essendo stato lui radiato gli han tolto tutti i tour vinti sbattendosene altamente della prescrizione. Gli han tolto pure il primo vinto 12 anni prima. Per una squadra la cosa è probabilmente più complicata specialmente se nel frattempo i vertici sono cambiati ma credo sia un po’ come in caso di eredità, ti becchi utili e debiti. Revoca scudetto 2012 e B per il 2017. Per i campionati a seguire non saprei, ma di certo la loro regolarità sarebbe minata. Io preferirei sanzioni sulle persone più che sulle squadre ma potrebbe esserci qualche furbacchione che farebbe fare il lavoro sporco a figure di secondo piano. Avrei una domanda, se mi faccio aiutare per restare in A e mi salvo per un pelo e l’anno dopo mi tolgono l’europa per i fatti dell’anno prima, ci ho perso o guadagnato?

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  16. Domanda molto interessante @bjh. Se alludi alla Fiorentina 2004-2005, sicuramente ci ha guadagnato. Del resto è questo il problema di quando condanni consapevole di non avere prove così certe, e quindi dai una condanna “a metà”, troppo lieve se davvero le contestazioni dell’accusa sono vere, troppo pesante se invece non sono vere. Del resto, faccio anche arrabbiare @Rug adesso, perché lui crede che i processi siano decisi solo in base al diritto, ma nei processi del 2006 c’è stato anche un elemento politico molto chiaro nella determinazione delle sanzioni. Basta andare a guardare chi era all’epoca il ministro della giustizia, e qual è il suo legame con la famiglia Della Valle, per farsi un’idea.

    @Rug mi meraviglio di te, anni di lotta contro i complottisti e poi mi cadi nel complottismo più becero! Tranquillo, la selezione delle telefonate non l’ha fatta l’Inter, l’hanno fatta Auricchio e i suoi uomini, su questo non c’è alcun dubbio. La mia opinione personale, forse ti sorprenderà, non so, è che l’Inter non c’entri nulla con lo scoppio di Calciopoli, e che non ne sapesse nulla, e che invece tutto matura tra Roma e Napoli ed è lì che bisogna andare a cercare. L’Inter non viene tenuta fuori perchè manovra l’inchiesta, ma semplicemente perché Auricchio fa l’inchiesta avendo in testa quei semplici pregiudizi da bar sport su “iuliano – ronaldo”, juve cattiva – inter vittima, eccetera…

    Per quanto riguarda la fuga di notizie, prima o poi dovremo fare un esercizio molto semplice, ossia fare l’appello di quante persone sapevano dell’inchiesta.

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  17. ~@Felix
    Volevo farti i complimenti per il tuo Milan
    Mi piace molto Giovane , simpatico, arrembante , e soprattutto ha dato spazio a giovani Italiani
    e per una volta mi vedo costretto a dar ragione A Berlusconi
    il quale se resta presidente ha intenzione di continuare su questa via
    Milan giovane ed Italiano
    stesso discorso per l’Atalanta
    altrimenti non si capisce a cosa servono i vivai

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  18. @Paolo beh, grazie, meriti tutti miei 😉 a parte gli scherzi, stiamo andando benino direi, anche se non mi aspettavo di soffrire così tanto oggi contro il… Crotone. Queste prestazioni contro squadre di così basso rango ci fanno capire che siamo secondi in classifica forse più per la mediocrità del campionato che per una reale forza nostra… speriamo di proseguire così, in ogni caso c’entrare il terzo posto sarebbe incredibile.

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