Lo scontro di civiltà

Juventus – Inter. Potrà mai tornare ad essere una partita come le altre? Ci pensavo ieri sera, vedendo le reazioni al risultato, da una parte e dall’altra. Troppo enfatiche, troppo esasperate, troppo drammatiche, per una partita giocata a metà settembre, alla quarta giornata di campionato.

FC Internazionale v Juventus FC - Serie A
(Photo by Pier Marco Tacca – Inter/Inter via Getty Images)

Già, il campionato; come se contasse qualcosa. Quando arriva Juve – Inter il campionato si sospende, si scende nella piana di Armageddon, e si disputano i destini dell’umanità, del mondo intero, dell’universo. Non è una partita, ma uno scontro di civiltà: bene contro male, giusto contro ingiusto, modi diversi di intendere non il calcio, ma la vita tutta. Almeno, così è diventato da quando Ronaldo si è schiantato su Iuliano, l’11 settembre della nostra vita da tifosi; ci ricordiamo tutti dov’eravamo quel giorno, e cosa stavamo facendo; e sapevamo che niente sarebbe stato più come prima.

Interessante, il prima. Io, per esempio, non mi ricordo minimamente di avere odiato l’Inter, prima. Prima c’era il Milan trionfante di Berlusconi e degli olandesi, e lo si guardava con rispetto e con ammirazione. Poi, quando la Juve ha ripreso a vincere, si lottava contro lo stesso Milan, oppure contro il Parma di Tanzi o la Lazio di Cragnotti; o ancora la Roma. L’Inter era una delle, tante, altre; tipo il Foggia, per dire.

Oggi, invece, lo scontro tra Juventus e Inter si porta dietro un tale carico di significati simbolici da divenire quasi insostenibile, insopportabile. E questo a prescindere dalla competizione in cui lo scontro si inserisce. L’Inter per la Juve, la Juve per l’Inter, non sono avversarie in una competizione, sono nemiche in senso culturale, filosofico, religioso quasi. In effetti, sul campo, raramente ci è capitato di lottare davvero, punto su punto, per gli stessi obiettivi: l’ultima volta, a mia memoria, è quella che si è conclusa con la beffa del 5 maggio, ormai 14 anni fa. Nell’ultimo decennio, quando l’Inter ha vinto, la Juve non lottava per lo scudetto; e quando la Juve ha ricominciato a vincere lo scudetto, l’Inter ha smesso quasi contemporaneamente di lottare per la vittoria del campionato. Negli ultimi cinque anni abbiamo rivaleggiato prima con il Milan, poi con la Roma, infine con il Napoli; mai con l’Inter. Eppure la partita con l’Inter resta la più tesa e sentita di tutte.

Si dirà: finché una squadra avrà nel suo palmarès uno scudetto vinto dall’altra, ciò è inevitabile. Ed è vero: dieci anni fa non ci si rese forse conto delle conseguenze catastrofiche che certe decisioni avrebbero potuto avere; o forse, invece, quando un colpo di stato ha successo è difficile frenarsi nel trionfo, pensando al dopo. E però, bisogna anche dire che Zhang Jindong, Erick Thohir, Michael Bolingbroke, Franck De Boer, persino Mauro Icardi, Miranda, Perisic, con quei fatti di dieci anni fa non c’entrano nulla. E se fanno un comunicato o una battuta polemica, lo fanno solo perché devono tenersi buoni i tifosi; come farebbe ogni buon dirigente, tanto più che in questi anni ne hanno avuto davvero bisogno, di tenerli buoni. E insomma, uno juventino potrebbe mantenere la sua aspirazione a una rilettura più lucida e obiettiva dei fatti di Calciopoli, persino il suo astio verso l’Inter del passato, ma conciliando questi sentimenti con una maggiore serenità nell’affrontare i confronti con la nuova Inter de-morattizzata. Tanto non si rigioca la partita di Calciopoli a ogni Juve – Inter; Calciopoli non è più vera, se adesso vince l’Inter, né più falsa, se adesso vince la Juve. Viste le capacità di spesa dei nuovi padroni, tra l’altro, l’Inter potrebbe essere una serissima pretendente al titolo, nei prossimi anni – anche se il passaggio dal presidente-tifoso a manager e investitori internazionali si porta dietro il rischio della trasformazione in squadra-brand che prescinde dai risultati sul campo, come il Manchester United del post-Ferguson. Ma questo si vedrà; e in ogni caso sarebbe bello ricominciare da capo, e vivere una rivalità sportiva, sul campo, fatta di titoli strappati l’una all’altra sul terreno di gioco, e basta così, con la nuova Inter cinese; come è sempre stato nella rivalità fra Juve e Milan.

Dico questo perché, forse non tutti si sono accorti, ma Allegri ieri sera ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale, affrontando Inter – Juventus come se fosse una normale partita di inizio campionato, e non uno scontro di civiltà: una partita in cui si può fare turnover, perché viene dopo un turno di Champions; una partita in cui si possono fare esperimenti tattici, perché siamo a inizio stagione. E avrà sicuramente pensato che i tifosi, imparata la lezione degli ultimi cinque anni, di trionfi in serie, ma anche di severe quanto episodiche e in fondo salutari lezioni nelle prime fasi del campionato (l’Inter di Stramaccioni allo Stadium nel 2012, la Fiorentina di Pepito Rossi l’anno dei 102 punti, Roma e Napoli lo scorso anno), avrebbero aspettato la primavera per i giudizi; e avrebbero giudicato da provinciali frustrati le feste per il primato in classifica a settembre e a ottobre, i “salutate la capolista” nelle prime giornate, e altri simpatici esempi del folklore nostrano. Si era dimenticato, Allegri, che si può perdere con tutti, ma non con quelli. Dovremo forse ammettere che si aspettava una tifoseria più matura di quanto non sia in realtà?

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22 pensieri riguardo “Lo scontro di civiltà

  1. Inter Juve dopo i fatti che hai citato tu non può essere più la stessa, non è mai stata una partita come le altre, non lo era prima quando era considerato il derby d’Italia, non lo può essere dopo i fatti che hai citato tu e questo De Boer e la nuova dirigenza lo hanno capito subito al punto tale che si sono schierate le seconde linee in una partita decisamente più importante dal punto di vista tuo (il gironcino di Europa League è fatto di sei partite e perderne una è comunque molto più grave che perdere una partita in un girone fatto di 38 partite) e si è schierata l’artiglieria pesante o, se preferisci, la formazione tipo, contro la Juve.

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  2. Ma guarda, io De Boer lo capisco, aveva problemi con la stampa, con i tifosi, quale mezzo migliore per conquistare la fiducia dell’ambiente che una vittoria contro la Juve? Anche a costo di sacrificare l’EL, tanto in Italia dell’EL non frega niente a nessuno, ne abbiamo parlato tante volte… Indubbiamente De Boer si giocava di più, sapeva che un’umiliazione contro l’Apoel te la possono anche perdonare, ma un’umiliazione contro la Juve no. Al contrario, quello che i tifosi Juve rimproverano ad Allegri (l’ho letto stamattina) è che per lui perdere contro l’Inter o perdere contro il Crotone è la stessa cosa.

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  3. e non è la stessa cosa, ad ogni modo ho condiviso il tuo articolo sia sulla mia pagina che sul mio profilo personale, qualcuno più interista di me che ti potrà spiegare cosa rappresenta per lui questa partita, probabilmente, interverrà presto

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  4. Juve-inter non e’ una partita come le altre ancora dalla partita di Torino che decise il campionato nel 1961…..da allora solo veleni…..Juve-inter di per se’ puo’ sembrare una semplice partita di vertice ma in realta’ e’ lo scontro fra due societa’ con una cultura e una mentalita’ completamente diverse…..e diversi sono i ragionamenti dei tifosi di conseguenza…..comunque certamente nell’acredine attuale ha un posto d’onore le vicende di calciopoli e credo che questi veleni li sentiremo ancora anche nei prossimi decenni…..infine e’ una rivalita’ che si sente in quasi tutti i campionati piu’ forti al mondo…..basti pensare a Barcellona e Real Madrid oppure a Boca Junior e River Plate…..Olympiakos e Panatinaikos….Porto e Benfica…..Galatasaray e Fenerbace….con le sole nazioni che invece queste rivalita’ sono meno marcate o piu’ distribuite come Inghilterra,Germania e Francia per interderci….

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  5. Concordo quasi su tutto, tranne che in due punti, primo Ronaldo non si schiantato contro Iuliano, ma fu Iuliano che andò in quella direzione sapendo che di là passava Ronaldo. Secondo, di scudetti che non appartengono a chi li tiene in bacheca, la juve ne ha una dozzina.

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  6. @Esse Esse ti ringrazio dell’intervento.
    Mi rendo conto di avere sottovalutato il livello di rancore a quasi vent’anni ormai dall’episodio; ma io ho scritto “si è schiantato” soltanto per fare la battuta (macabra, lo ammetto) dell’11 settembre; non era assolutamente mia intenzione proporre una interpretazione “moviolistica” dell’episodio.
    Sugli scudetti, è questione di punti di vista. Io infatti sono per la liberalizzazione dei conteggi 🙂

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  7. @Massimo tu dici Barcellona e Real Madrid, ma allora non hai colto appieno quello che volevo dire. A parte qualche sparuta intromissione di Simeone, in Spagna ogni anno lo scudetto se lo giocano Barcellona e Real Madrid, per cui è normale che ci sia una rivalità sempre viva e sentita (poi lì si mescolano anche questioni politiche assolutamente extra-calcistiche, a dire il vero). Ma il problema è che in Italia abbiamo una rivalità così tesa e sentita malgrado da tanti anni non ci giochiamo nessun titolo; e se per caso dovessimo arrivare un giorno, che so, a disputarci una finale di Champions con l’Inter, che facciamo, ci spariamo per strada, come minimo.
    Nel 1961 sinceramente non lo so cosa sia successo, dovrei cercare su google ma mi interessa poco. Perchè il fatto è che il tempo avanza, ci sono generazioni di nuovi tifosi (tutti i ragazzi che fanno le superiori adesso, per dire) che già quando parliamo di Calciopoli non possono capirci, perché quell’epoca non l’hanno vissuta. Figuriamoci se vogliamo rivangare rancori risalenti agli anni ’60. Noi che abbiamo vissuto quella stagione possiamo portare avanti un lavoro di rilettura della storia di Calciopoli, su cui anche io tornerò a scrivere a breve; però questo dovrà prima o poi svincolarsi dalla rivalità sportiva con l’Inter nei campionati futuri, tanto più che quella società è ormai completamente cambiata. Io la penso così, almeno.

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  8. In fondo una tifoseria matura sarebbe poco divertente, mettiamola così. Dove finirebbero tutti i teatrini delle TV, le supermoviole etc.??? E cosa scriverebbero i giornali? Sai che barba tutti a leggere di tattica, numeri e consumazioni anticipate. Il calcio è un linguaggio universale quindi non può essere per soli “addetti ai lavori”. Pensa un po’ che la mia rubrica preferita una volta si chiamava “Vai col liscio” ma erano i ’90….Tornando seri penso che gli juventini abbiano poco di cui preoccuparsi ma io ero moderatamente ottimista anche lo scorso anno dopo 2 partite (scripta manent…) quindi non conto. Secondo me anche buttando dentro Higuain sarebbe cambiato poco: raramente ho visto così tanti errori tecnici anche da gente che ha dell’ottima tecnica di base (Pjanic, Asamoah…). Si poteva vincere con la giocata individuale (Cuadrado? Pjaca?) ma Allegri si era già giocato un cambio con l’infortunio di Benatia e non ha voluto rischiare, Il Mister insiste con la solidità di squadra e con lo 0 alla casella gol subiti: alla lunga sarà una strategia vincente. Troppe critiche con il Siviglia: è una squadra che segna molto e che qualcosina ha vinto negli ultimi tempi. Fosse entrato il colpo di testa di Higuain avremmo parlato di capolavoro tattico di Allegri. Su Iuliano e Ronaldo: ricordo gli Elio e un amico interista che al gol di Mijatovic in finale di Champions contro la Juve agitava la sciarpa dell’Inter e farfugliava qualcosa sul karma e su Ronaldo. Sono sicuro che quella coppa la sente un po’ sua ed io non vado certo a rovinargli tutto.

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  9. Francesco,nel 1961 la partita scudetto venne interrotta per invasione di campo ad alcuni minuti dal termine con la Juve in vantaggio e la partita venne rigiocata fra mille polemiche con l’inter che schiero’ la squadra primavera e venne travolta 9-1….la vera rivalita’ nasce da quella partita….tu chiedi che la rivalita’ futura faccia un bel passo avanti e diventi una rivalita’ piu’ sana e sportiva…..e’ qui che ti sbagli e l’ho pure scritto parlando di culture e mentalita’ diverse che hanno inevitabilmente influito sui ragionamenti dei tifosi….vorrei vedere in quali paesi nel mondo succede che per un presunto rigore o per un presunto fuorigioco fanno delle interrogazioni parlamentari (come se a Montecitorio non avesserero nient’altro a cui pensare o risolvere)….quante volte e’ successo?……nel frattempo leggo che le societa’ sono quasi alleate in un progetto di superlega in cui le squadre storiche della Champions entreranno di diritto in un torneo in stile NBA come formula…..stranamente la Juventus che spinge per far entrare l’inter e il Milan anche se da anni il campo non ne premia la classifica e’ un qualcosa di inguardabile per un tifoso…..che sia questo l’inizio del famoso passo avanti?

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  10. Cioè, praticamente si sono incavolati perché non li hanno fatti vincere a tavolino 😀
    E dai, ragazzi, stiamo parlando di cose successe più di 50 anni fa, erano bambini i miei genitori, come si fa a portarsi dietro nel 2016 dei rancori per cose del genere. Per quanto mi riguarda, facciamo che tutte le cose avvenute prima della mia nascita sono ormai in prescrizione.
    Massimo le società sono giustamente alleate, perché Agnelli sa bene che non ha nessun senso mantenere un’ostilità con la nuova dirigenza interista, anzi proprio essendo stranieri e lontani anche culturalmente dai teatrini all’italiana possono essere degli alleati davvero preziosi (non a caso finora praticamente l’unico alleato di Agnelli nella politica calcistica è stato il romanista Pallotta, un altro straniero), e perché una crescita del calcio italiano non può non passare anche dal ritorno a buon livello di Milan e Inter.
    Io non dico che bisogna rinunciare a una rivalità sportiva, ma tra rivalità sportiva e odio viscerale c’è una bella differenza. Mi chiedo se si potrà avere una rivalità normale con l’Inter, ma se questo articolo è stato pensato anche per misurare la febbre del rancore, direi che ancora non ci siamo.
    Claudio sulla lettura della partita sono d’accordo con te, in pochi l’hanno detto ma l’infortunio di Benatia è stato determinante privandoci di un cambio nella fase cruciale; purtroppo si sapeva che il giocatore può essere soggetto a questo tipo di problemi. Il resto è ancora tutto un cantiere aperto, poi è ovvio che anche da cantiere aperto possiamo vincere la maggior parte delle partite con le giocate dei singoli; ma quest’Inter che gioca con questa intensità no.

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  11. Calciopoli è stata una cosa straordinaria (evento non ordinario) per cui è chiaro che il suo impatto si sente molto in una rivalità per altro già sentita. Giornali e tv non è che abbiano fatto molto per non riaccendere le micce quando necessario e pure le due società non hanno messo acqua sul fuoco. Sulla partita non saprei, però se l’allenatore mi dice che l’Inter è una rivale scudetto non mi pare logico fare esperimenti in uno scontro diretto. Alla lunga dovremmo prevalere? Sento spesso dire che siamo 10 anni avanti agli altri e oltretutto a livello ingaggi nessuno può al momento competere per cui mi pare naturale che si prevalga. Se non accade è un fallimento stante le premesse. In ogni caso, come l’anno scorso e come l’anno prima, voglio una Juve che se la giochi in champions. Di ulteriori scudetti non sento il bisogno soprattutto quando su trenta addirittura 12 ti si dice che appartengono ad altri. Altri che son sempre povere vittime ovviamente. Ma si sa che chi più vince più è preso di mira. L’unico aspetto positivo del quinquennio di dominio interista è stato proprio quello. La palma di vincitore con aiutini era passata altrove. In ogni caso per mettere una pietra sopra calciopoli servirebbe una pietra soprà anche a questo, altrimenti spenta una miccia se ne riaccende subito un’altra. Io ci credo poco.

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  12. precisazione: avere più soldi non da garanzie di vittoria e oltre un certo livello il denaro che si investe non è proporzionale all’aumento di competitività ma se ti reputi la miglior società con oltretutto l’organico migliore allora l’unico risultato soddisfacente è la vittoria.

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  13. Noi che stiamo qui a parlare di calciopoli mantenendo comunque certe posizioni ma confrontandoci senza problemi siamo delle mosche bianche, il resto del web si divide in due fazioni, anche gli interisti sulla relazione palazzi ne sparano di eresie, una per tutte:”non c’è prescrizione perché non c’è stato nessun processo”, falso, c’è sia la prescrizione processuale che la prescrizione del reato, per fare un esempio pratico, se oggi Ceccarini, arbitro di quel Juve Inter dovesse dire:”sul contrasto Ronaldo Juliano ho sbagliato in mala fede perché il designatore mi aveva detto di far vincere la Juve” non ci sarebbe nessun processo perché l reato sarebbe prescritto. Per il resto il web, la televisione (Mughini dedica a calciopoli 10 minuti a puntata menandola sempre su quello scudetto di “m….. e di cartone”), i giornali continuano a gettare benzina sul fuoco e la situazione rimarrà tale per altri 10 anni e forse più fino a quando non saranno finiti tutti gli strascichi giudiziari. Provate solo ad immaginare cosa succederebbe se la FIGC decidesse (Tavecchio ha detto che lo farà se la Juve presenterà l’appello al TAR) di fare causa alla Juve per risarcimento danni e dovesse vincere la causa ottenendo dalla Juve una grossa somma tale da mettere seriamente in pericolo l’esistenza della società stessa, è una cosa possibilissima.

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  14. Rendetevi conto che io per il momento non me la sento ancora neanche di introdurre il discorso della relazione Palazzi sulla mia pagina perché rischierei insulti a manetta, sappiate che “Il rumore dei nemici”, pagina interista, mi ha bloccato semplicemente perché gli ho chiesto cosa ne pensasse della Relazione Palazzi. Già pubblicare questo articolo è stato un grosso rischio e ho avuto commenti positivi e commenti negativi

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  15. Hai ragione, Rug, abbiamo creato un’isola felice ma in tanti non ci capiscono, perché appunto vivono la cosa come uno scontro di civiltà. A me, personalmente, il fatto che gli interisti, malgrado Calciopoli, la Juve mandata in B, uno scudetto preso e dato all’Inter, più Ibra espropriato (perchè praticamente per il suo valore di mercato è stato un regalo), un ciclo vincente costruito sulle fondamenta di Calciopoli, e arrivato fino al tetto d’Europa, mentre la Juve si dibatteva in una difficile fase di riorganizzazione, malgrado tutto questo gli interisti vivano un rancore inestinguibile su episodi di vent’anni fa, mi sorprende assai. Ma evidentemente non sono interista e non posso capire.
    @bjh io sono perfettamente d’accordo con te, ovviamente. Si possono vincere tanti scudetti, ma l’ossessione è quella. Faccio anche notare che comunque in nessuno dei principali campionati europei nella storia c’è stata una squadra che ha vinto sei scudetti di fila (solo il Lione nel decennio scorso, ma la Ligue 1 è sempre stata considerata minore). Dobbiamo anche pensare che prima o poi uno scudetto lo perderemo, sta nella logica delle cose.
    Hai ragione sul fatto che comunque, anche dimenticata Calciopoli e i rancori di quella stagione, si continuerà comunque a pensare che chi vince, chiunque egli sia, possa ricevere degli aiuti. Questo è vero, ed è in parte fisiologico. Però nella rivalità tra Juve e Inter morattiana, dobbiamo riconoscere che si è andati molto oltre questo fatto fisiologico, e questo per fortuna non capita sempre.

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  16. Evidentemente no, non sei interista ma sentirsi dire che l’unica squadra che rubava era l’Inter sulla base della Relazione Palazzi fa un po’ girare le scatole perché è questo il messaggio che le pagine juventine, Giù le mani, Ju29ro, Nicola Negro su Twitter, Calciopoli sanguina ancora e via discorrendo vogliono far passare.

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  17. Perdonami Rug ma pensare che gli interisti odiano la Juve perché ci sono gli articoli di giùlemani o di Nicola Negro contro l’Inter è assurdo… stiamo parlando di cose che leggono una sparuta minoranza di juventini, figuriamoci se le leggono gli interisti… ti assicuro per conoscenza personale che il tifoso medio dell’Inter continua a nutrire un odio viscerale per la Juve e non c’entrano nulla nè la relazione Palazzi nè le cose che hai elencato.

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  18. Io oltre al tifoso medio interista aggiungerei anche quello romanista, napoletano e, purtroppo, milanista. L’antijuventino c’è in ogni tifoseria…

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  19. boh, io il problema con l’Inter lo percepisco in maniera diversa. e soprattutto, l’Inter è l’unica società per cui gli juventini ricambiano l’odio, per le altre tutto sommato non è così. in questo pezzo mi riferivo soprattutto all’odio degli juventini.

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  20. Dare la responsabilità a ju29ro o giu le mani dalla juve
    mi sembre un po’ esaggerato
    casomai un po’ di responsabilità la si puo’ attribuire alle grandi testate sportive e programmi
    che non perdevano occasione di straparlare della Juve per fare audience
    tenere sempre vivo l’odio contro la juve faceva vendere molto di piu’ specialmente se riguardava Calciopoli e cancellare 13 anni di martellamento mediatico non sarà tanto facile,
    il parlare bene della juve e del ‘inter non faceva audience era troppo noioso

    un leggero cambiamento si é notato l’anno scorso toni piu’ pacati e molto meno polemiche
    forse dovuto al fatto che non si potevano piu’ aggrappare ne ha Moggi ne agli arbitri visto lo strapotere netto della juve e lo sbracamento delle altre

    negli anni precedenti non perdevano occasione per alimentare il famoso sentimento popolare
    erano li ad aspettare che l’arbitro di turno facesse un errore pro juve per scatenarsi

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