“Se vincono sempre gli stessi non c’è gusto!” Falso!

juventus-esulta-contro-linter-638x425

Da qualche tempo, nelle librerie, mi capita di notare una serie di volumetti dedicati alla confutazione di alcuni diffusi luoghi comuni, qualcosa come “Ce lo chiede l’Europa. Falso!”, e altre cose del genere.

Vorrei riprendere lo stesso schema per la confutazione di uno dei luoghi comuni che più spesso uno juventino si sente rivolgere, a mo’ di accusa. Questo pensiero nella sua forma base suona più o meno così: ma che gusto c’è in uno sport in cui vincono sempre gli stessi? Che piacere ci trovate a tifare Juve? Non sarebbe molto più bello, se un anno vincesse la Juve, l’altro l’Inter, l’altro la Lazio, l’altro il Chievo? È a causa di questo modo di pensare che l’anno scorso ha dilagato anche da noi la Leicester-mania; e che tutta Italia, juventini a parte, fa il tifo perché un’altra squadra, una qualsiasi, basta che non siano loro, possa spezzare il predominio bianconero in campionato.

Il problema è che l’idea secondo cui il gioco è più bello se non vincono sempre gli stessi si basa essenzialmente su un malinteso, ossia che il bello, in un evento spettacolare come è il calcio, risieda principalmente nell’incertezza su come va a finire. È una cosa che pensano in tanti, ma che è tuttavia, in sé, del tutto assurda. Per capirlo meglio possiamo fare l’esempio di un altro genere di evento spettacolare, quello cinematografico. Quando andiamo al cinema, ci andiamo per goderci l’incertezza su come va a finire? Alcuni lo pensano, e ci sono anche alcune pellicole, poche, che hanno effettivamente il loro pregio principale in un finale a sorpresa.

Questo, tuttavia, non deve impedirci di osservare come la realtà, nella maggior parte dei casi, sia ben diversa. Quasi sempre, quando andiamo al cinema, sappiamo già, almeno per grandi linee, come andrà a finire la storia. Se andiamo a vedere una commedia romantica, per dire, sappiamo già che alla fine quei due si metteranno insieme dopo tante peripezie. Se andiamo a vedere una storia di Harry Potter, sappiamo più o meno che alla fine lui e i suoi amici riusciranno a vincere le insidie di Voldemort e dei suoi aguzzini. Se andiamo a vedere un giallo, sappiamo che bene o male alla fine si riuscirà a catturare, o almeno a scoprire, il colpevole. Se andiamo a vedere un film della saga di Star Wars, sappiamo che alla fine i buoni vinceranno e quelli del lato oscuro della forza, invece, resteranno a mani vuote. Potrei andare avanti all’infinito, ma credo che il concetto sia chiaro.

L’essenziale, tuttavia, è osservare come il fatto che per gran parte delle pellicole il finale sia prevedibile sin dal momento in cui ci rechiamo al cinema non ci impedisce minimamente di goderci quelle storie; e non ci impedisce nemmeno di emozionarci, di palpitare, di soffrire, di commuoverci; di provare, insomma, tutte quelle sensazioni che un evento spettacolare di questo tipo dovrebbe saper offrire. Perché in realtà queste emozioni e queste sensazioni non ci vengono garantite dalla sorpresa del finale, bensì dal modo ogni volta nuovo e originale di arrivare, alla fine, sempre allo stesso risultato.

Per questo motivo chiedere al campionato di calcio di garantirci delle emozioni cambiando di volta in volta il risultato finale è come chiedere alla Rowling di scrivere un libro in cui, una volta tanto, è Voldemort a sconfiggere Harry. O come chiedere alla Lucasfilm di fare un film in cui per una volta Darth Vader vince, spazza via tutte le ribellioni, e la morte nera non contiene nessuna falla in grado di distruggerla. Assurdo, lo capite anche voi. Io, infatti, non guardo il cinema, né il calcio, con questo spirito. So benissimo che alla fine i buoni vinceranno, ed è proprio per questo che mi viene voglia di vedere quel film, o quella partita. Noi siamo i buoni, e i buoni vincono sempre. Quello che ci appassiona, quello che ci emoziona, non è il risultato finale, ma il percorso per arrivare al prevedibile risultato finale.

Non guardiamo il cinema, o il calcio, per soddisfare una mera e banale curiosità su chi vincerà, ma per essere confortati sul fatto che, malgrado tutte le difficoltà e le incertezze della vita, il mondo procede sempre secondo il suo ordine naturale. Alla fine i buoni vinceranno. Sempre. Altro che incertezza sul risultato. È proprio il risultato immutabile, sempre uguale anno dopo anno, che cerco nel calcio. Quel risultato che possa fornire la conferma che c’è un senso nella storia dell’umanità; che c’è un senso nella vita.

Chi tifa per un’altra squadra potrebbe adesso obiettare che però toccherebbe anche a lui, ogni tanto, gioire. Beh, vuol dire che non ha capito nulla di quanto ho detto finora; e l’unica cosa che posso rispondergli è che non è mica colpa mia, se lui ha scelto di stare dall’altra parte. Non è mica colpa mia, se il suo posto nel mondo è un altro. Se è proprio la sua sconfitta, a confermare che c’è un senso nella storia, e nella vita. E che solo quando capirà questo, beh, allora sì che potrà trovarci gusto anche lui.

Annunci

7 pensieri riguardo ““Se vincono sempre gli stessi non c’è gusto!” Falso!

  1. Non sono tanto d’accordo, sembra quasi che tu metta sullo stesso piano i “buoni” del film con la Juve, la Juve non sono i “buoni” o meglio non lo sono in senso assoluto, lo saranno per te e a te piace che vinca la Juve, per altri invece i “buoni” sono altri e vorrebbero che vincessero altri ma giustificare il tutto con un “non è giusto che vinca sempre la Juve” quasi come se nel calcio ci sia o ci debba essere una sorta di democrazia dell’alternanza è fuori luogo. Diciamoci la verità, gli interisti che dicono adesso “non è giusto che vincano sempre gi stessi” questo problema non se lo ponevano quando a vincere erano loro. Diciamoci la verità, questo “non è giusto che vincano sempre gli stessi” è una rosicata nascosta e priva di alcun valore anche perché non vincono sempre gli stessi, il calcio è fatto di cicli e in questo momento è il ciclo della Juve ma non mi sembra che la Juve abbia vinto tutti i campionati di calcio che si sono disputati in Italia da quando esiste il campionato di serie A e ci sono stati periodi in cui squadre che adesso militano in Eccellenza hanno vinto uno scudetto. I cicli prima o poi finiscono ma per farli finire occorre che altri siano capaci di farli finire ed è una cosa che prima o poi ciclicamente succede. Nel breve periodo vincono sempre gli stessi ma nel lungo periodo no.

    Piace a 1 persona

  2. Siamo nel paese di “Piove, governo ladro” figuriamoci se i buoni sono quelli che vincono spesso…personalmente non disdegnerei un posto nella collezione Disney Villains, proprio tra Crudelia e la Regina di Cuori 😉
    Tornando seri, basterebbe accettare il fatto che i più forti vincono. Mi ricordo bene i periodi bui non solo recenti (dopo Calciopoli) la Juve era semplicemente scarsa. Ci sono poi squadre che al di la del colore della maglia rimangono impresse: per me per esempio ha contato molto il Milan di Capello, quello meno spettacolare ma che non bucavi nemmeno a cannonate.

    Mi piace

  3. Ovviamente i buoni qualche piccola forzatura delle regole la devono comunque fare, @laposofri, se si attenessero a un legalismo assoluto di tipo diciamo travagliesco non vincerebbero mai… per cui i buoni di Star Wars devono comunque accompagnarsi a quel contrabbandiere di Han Solo, Harry Potter dovrà prendersi qualche ramanzina dal preside di Hogwarts, eccetera.
    Bisogna capire che il mio discorso non si colloca su un piano materiale, in cui ci sono i cicli, c’è il Milan di Capello, c’è l’Inter, eccetera, ma si colloca su un piano metafisico: la vittoria della Juve è il trionfo dell’ordine del mondo, sempre messo a rischio delle forze della confusione, del caso, degli accidenti vari. Personalmente se dovesse vincere un campionato il Chievo non mi resterebbe che abbracciare il nichilismo come visione del mondo; vorrebbe dire che nulla ha senso nella storia.

    Piace a 1 persona

  4. Mi sa che questa è una delle poche volte in cui sono più d’accordo con Rug che con te, Francesco. Il concetto di bene e male non lo vedo applicabile al calcio, a meno che uno non si crei dei “nemici”: fenomeno diffuso, direi, in gran parte nelle tifoserie non juventine contro la Juve (basti vedere anche l’operato di certi “giornalisti” su Twitter) ma fatto anche da una parte della tifoseria juventina nei confronti del “BBilan” o dell’Inter in seguito a Calciopoli che evidentemente non è andata giù. Il fatto che ci sia, ad oggi, un certo ordine non significa che questo ordine non possa cambiare. Pensare che in Inghilterra fino al 1992 la squadra più vincente a livello domestico era il Liverpool con 18 trionfi (lo United era a 7). 20 anni dopo la situazione è totalmente diversa: United 20, Liverpool fermo a 18. Io non credo che si verificherà una situazione del genere in Italia (se vi siete tirati su da Calciopoli, da cui c’era il concreto rischio di sparire seriamente dai vertici italiani, non succederà mai) però in astratto non si può escludere. È normale che la Juve vinca in questi anni perché è nettamente la migliore squadra italiana da numerosi punti di vista, magari dura ancora a lungo, magari no. Vedremo. Ciò non significa che se un anno vincerà un altro non ci sia più ordine. Il concetto di normalità alla fine significa semplicemente “ciò che si manifesta con maggior frequenza”.

    Mi piace

  5. Antijuventinità a parte io credo che il punto non sia che vinca sempre quello ma che si sappia in anticipo chi vinca. Esempio F1. Se una squadra è nettamente al di sopra delle altre io credo che un po’ di noia sia normale. Diverso è se la squadra xy vince 5 o 6 titoli di fila di cui 2 stradominati, 3 un po’ per caso e uno per un punto dopo un duello testa a testa. Io ovviamente mi auguro che la juve vinca trenta scudetti di fila (anche se li baratterei con 3 champions di fila) ma se ad inizio stagione la juve schierasse una squadra in grado di rifilare 4 pappine agli avversari in ogni partita dopo un po’ mi smarronerei. Sarebbe bello un anno, forse due ma poi un po’ mi romperei. Sarei contento ma annoiato. Figuriamoci se i trenta scudetti sapessi già che a vincerli sarà un’ avversaria della juve che rispetto alle altre è 3 spanne sopra. Non so se seguivi il ciclismo ai tempi di Amstrong. Ci son stati anni in cui la superiorità era imbarazzante e sapere già come andava a finire un po’ di spettacolo lo toglieva. Se uno domina in uno sport tanto di cappello…ma addio pathos . Se nel calcio sapessi che c’è una squadra europea tre spanne sopra le altre, la finale di champions la registrerei e me la guarderei dopo essere andato in pizzeria con gli amici. Se c’è incertezza gli amici li invito a casa almeno so di vedermela in diretta la finale. Più che il vincere sempre è il come si vince che può annoiare.

    Mi piace

  6. Ahaha quanto mi prendete sul serio ragazzi! C’è bisogno di specificare che c’è un alto grado di trolling in questo articolo? 😉
    Ovviamente il mio è un punto di vista juventino, quindi è impossibile capirlo per chi non è juventino. Io non dico che la Juve vincerà sempre per l’eternità. Io dico che la Juve nella storia recita il ruolo di chi vince, al di là del fatto che qualche volta possa anche non vincere, questo rientra nelle cose del mondo.
    Ha ragione @bjh, il pathos io lo cerco nel modo in cui si arriva al risultato, perché quel modo è sempre diverso; invece il risultato spero che sia sempre uguale, e questa cosa non mi annoia per nulla. Anzi mi rassicura, così come ci rassicura il fatto che nella gran parte dei film alla fine c’è il lieto fine. Poi nella storia non sempre c’è il lieto fine e a volte resti con l’amaro in bocca. Ma devi vivere comunque confidando che possa esserci sempre il lieto fine, pena il precipitare nella disperazione.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...