Il capo F: Juventus – Lazio e tutte le incongruenze

Il quinto capo d’accusa per frode sportiva formulato dalla pubblica accusa nei confronti di Luciano Moggi, nell’ambito del processo penale Calciopoli, riguarda la partita tra la Juventus e la Lazio del 5 dicembre 2004, diretta da Dondarini, terminata 2-1.

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La punta dell’iceberg

Coppa del Mondo di Marcia a Roma
Schwazer e Donati a Roma, 8 maggio 2016

La vicenda sportiva di Alex Schwazer è un’altalena di trionfi e cadute, un mix eterogeneo di successi e clamorose disfatte. La scoperta della seconda positività ha profondamente colpito chi era tornato a credere nelle possibilità di questo atleta dal talento fuori dal comune. Ma cosa è successo veramente al ritorno alle gare nel 2016? Alex è davvero un recidivo sulla strada del doping? Il suo ultimo allenatore, Sandro Donati, ha parlato esplicitamente di “manipolazioni” della provetta incriminata. E’ possibile anche solo lontanamente immaginare che, come sostiene Donati, la positività al testosterone sia una montatura? Vediamo di ripercorrere in poche tappe la storia della vicenda e dei suoi protagonisti. Continua a leggere “La punta dell’iceberg”

La posizione processuale di Leonardo Meani: il capo A4

L’unica contestazione di frode in competizione sportiva mossa dai pm napoletani – nell’ambito dell’inchiesta Calciopoli – a dirigenti del Milan è riferita alla partita Milan – Chievo del 20 aprile 2005, terminata 1-0 per i rossoneri. L’imputazione di cui al capo A4 riguarda il dirigente addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani, il designatore Paolo Bergamo, il vicecommissario Gennaro Mazzei e il guardalinee Claudio Puglisi. Si contesta agli imputati di aver alterato la corretta e genuina procedura di designazione degli assistenti del direttore di gara attraverso la nomina di Puglisi che si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra milanista. Il tutto ovviamente a causa di pressioni esterne ed indebite di Meani prima sui designatori e poi sul guardalinee. Continua a leggere “La posizione processuale di Leonardo Meani: il capo A4”

Alle origini di Calciopoli (4)

Abbiamo appurato, dunque, che il Messina era effettivamente una società vicina a Moggi e alla Juventus, senza che della cosa si facesse mistero (link). E abbiamo anche visto che in quella stagione i peloritani sono effettivamente abbastanza fortunati con le decisioni arbitrali, cosa che suscita le ire delle altre concorrenti per la promozione. Del resto, il saldo delle decisioni arbitrali nel campionato di B 2003-2004 è decisamente favorevole al Messina non solo con gli arbitri della presunta “combriccola romana” denunciata da alcuni presidenti avversari, ma anche con altri fischietti (link). Se dunque le voci e i sospetti si concentrarono su Palanca e Gabriele, e non, per esempio, su Tombolini (4 rigori concessi in 4 partite con il Messina) doveva esserci qualche altro motivo, legato non solo a quanto accadeva sul campo. Tanto più che un testimone come Carletto Ancelotti, interrogato dall’Ufficio Indagini della FIGC l’8 giugno 2006, ha affermato che tra Moggi e Tombolini c’era, a suo dire, un rapporto molto confidenziale, analogo a quello tra Moggi e De Santis. moggiNel 1999 Tombolini e De Santis furono avversari nella corsa a un posto da internazionale; il primo, raccontano le cronache dell’epoca, sostenuto da Bergamo, il secondo, che ebbe la meglio, da Pairetto. Ad ogni modo Tombolini è marchigiano, e non è mai stato sfiorato dall’inchiesta di Calciopoli; noi invece, dobbiamo provare a rispondere alla terza domanda che avevamo posto nella seconda puntata della serie.

3) Esisteva davvero una “combriccola romana” di arbitri?

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Il capo A7: Arezzo – Salernitana

La frode sportiva contestata nel processo Calciopoli al capo A7 è l’unica che riguarda una partita di Serie B della stagione 2004/05. La partita in questione è Arezzo – Salernitana, quintultima del campionato cadetto, disputata il 14 maggio 2005, diretta da Dattilo con Titomanlio e Carrer assistenti arbitrali. Continua a leggere “Il capo A7: Arezzo – Salernitana”