Il capo A7: Arezzo – Salernitana

La frode sportiva contestata nel processo Calciopoli al capo A7 è l’unica che riguarda una partita di Serie B della stagione 2004/05. La partita in questione è Arezzo – Salernitana, quintultima del campionato cadetto, disputata il 14 maggio 2005, diretta da Dattilo con Titomanlio e Carrer assistenti arbitrali.

Il capo di imputazione:

Gennaro MAZZEI – Stefano TITOMANLIO:

A7) del delitto p. e p. dagli artt. 110 c.p. e art. 1 co. 1° e 3° legge 401/89 perché, in concorso tra loro, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione ed in esecuzione del programma criminale della associazione per delinquere descritta sub a), compivano atti fraudolenti consistiti, mediante la preordinata designazione del Titomanlio quale assistente dell’incontro, nell’aver alterato la regolarità e l’andamento dell’incontro di calcio Arezzo – Salernitana (1-0), partita del campionato di calcio di serie B della stagione 2004/05, che si adoperava per il raggiungimento del risultato favorevole alla squadra toscana.

La contestazione dei pm è quindi duplice, riguarda due imputati e consiste nella designazione fraudolenta effettuata da Mazzei e nell’adoperarsi da parte del guardalinee Titomanlio – su imbeccata dello stesso Mazzei (e, vedremo, forse di Bergamo?) – al raggiungimento del risultato favorevole all’Arezzo.

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Gennaro Mazzei

La prova principale portata dalla pubblica accusa a sostegno di questa ipotesi è una intercettazione telefonica, avvenuta due giorni dopo la partita incriminata, tra Leonardo Meani e lo stesso Stefano Titomanlio (prog. 9556 del 16/05/05, ore 11:49). 

Meani: Pronto?
Titomanlio: Ehi, allora?
Meani: Eh, normale
Titomanlio: Sì, infatti non è che c’erano molti dubbi su… magari non hanno fatto casino per niente ieri sera
Meani: Chi?
Titomanlio: In televisione
Meani: Casino, eh?
Titomanlio: Cioè…
Meani: Mi hanno detto che sul Corriere dello Sport la pagella a Consolo lo uccide
Titomanlio: Sì, sì, sì, e beh, sì
Meani: Imbarazzante
Titomanlio: Sì, inquietante, eh, poi ieri sera non è che abbiano fatto vedere tutti gli episodi chiaramente, però insomma hanno detto che non era mai in linea
Meani: Mah, dico, cazzo, caccialo via
Titomanlio: Aeh, che cosa ti avevo detto il giorno della designazione? (ride) pareva proprio letta
Meani: Sì, sì
Titomanlio: Aoh, ieri hanno fatto tutto un casino per il gol di Shevchenko
Meani: Ma che poi, no? Era buono alla fine, eh
Titomanlio: No, a parte che era buono, ma si diceva che la posizione di partenza di Inzaghi era in fuorigioco, ma dove?
Meani: No, non era fuorigioco, non c’è luce
Titomanlio: Sì, ma dove sta questo fuorigioco? Sinceramente, guarda, non… veramente questi non hanno manco la capacità visiva di vedere le cose, cioè bisogna che veramente si mettano gli occhiali anche in televisione per vedere, non so, aoh, io ieri ho fatto la partita comunque
Meani: Sì, eh?
Titomanlio: Aoh, era una rogna, ragazzi, ho tirato via due, tre situazioni
Meani: Com’è finita?
Titomanlio: Uno a zero, ha vinto l’Arezzo, e ha proprio giocato alla morte proprio
Meani: L’Arezzo ha richiamato l’allenatore di prima?
Titomanlio: Sì, sì
Meani: E chi ha ripreso?
Titomanlio: Marino ha ripreso
Meani: Quel coglione, ma Tardelli è un coglione
Titomanlio: Va beh, – inc. –, ha fatto la figura del “bischero”, comunque…
Meani: Adesso c’è Perugia – Arezzo, neh
Titomanlio: Eh, caspita, infatti sono già in tensione, perché lì cioè la vittoria era necessaria, però, sai, non è che gli ha spianato la strada, la partita era proprio alla morte per quello, però insomma… c’era Luci, sì, sì tranquillo insomma, ti avevo detto, no? Che coso, Mazzei, mi aveva detto: eh, mi raccomando, che qui questi mi stanno rompendo i coglioni e non so come fare
Meani: Chi?
Titomanlio: L’Arezzo
Meani: Uhm
Titomanlio: E avrà avuto qualche input da qualcuno
Meani: Chi?
Titomanlio: Mazzei
Meani: Si vede che gli avranno rotto il cazzo
Titomanlio: Eh, per dirmi così alle nove di mattina…
Meani: Beh, cosa ti ha detto lui?
Titomanlio: Lui alle nove… alle nove eravamo al bar cioè, e mi fa… ah, no, prima ho visto Bergamo e Bergamo mi fa: ciao, ciao; e dice: guarda, eh, parla con Gennaro; va beh, poi Gennaro mi piglia da una parte e mi fa: ascolta, cioè guarda, non stare a dire niente a nessuno – mi fa – ma mi devi andare a fare questa rogna qua, perché mi stanno rompendo i coglioni, non stare a dire niente nemmeno all’altro assistente né all’arbitro, chiunque venga fuori come arbitro, perché questi mi uccidono insomma; basta, va beh, ho detto io, non ci sono problemi; beh, l’ambiente era abbastanza teso chiaramente
Meani: Ma loro praticamente quando gli danno questo input è come dire: dai un occhio all’Arezzo
Titomanlio: Eh, eh (ride) cioè, sai, cioè non me l’ha detto… tant’è vero me l’ha detto apertamente, ha detto: non stare a fare i discorsi a nessuno né all’altro assistente né tantomeno all’arbitro, quando…; cioè a parte che non lo sapeva neanche alle nove, hai capito? Per cui…
Meani: Chi era l’altro assistente?
Titomanlio: Carrer, che è giovane, non so, a me mi fa: che è giovane, non so lui come la prende
Meani: Uhm
Titomanlio: No, ho detto: guarda, mi faccio i cazzi miei, cosa m’interessa? L’hai fatto a me il discorso; cioè poi… e niente
Meani: Qualche volta sul dubbio si va un po’ giù
Titomanlio: Eh, cosa vuoi? Eh, cioè c’è stato… perché poi Luci (osservatore arbitrale, ndr) certe robe non capisce un cazzo
Meani: L’altra squadra chi era?
Titomanlio: La Salernitana, che non era messa bene nemmeno lei, però Luci non capisce niente, perché cosa è successo? Ci sono state due azioni un po’…
Meani: Chi c’era a vederti?
Titomanlio: Luci
Meani: Come ti ha trattato?
Titomanlio: Bene, però ci sono stati due episodi, no? E lui chiaramente non è… forse non capiva il contesto, no? E c’erano due azioni per la Salernitana
Meani: Uhm
Titomanlio: E c’era l’attaccante che si è liberato un po’ forzato e io gli ho… sono andato su tutte e due le volte per come fallo in attacco, cioè piuttosto… allora cosa ho fatto? Piuttosto che venga fuori una contestazione, cioè stava facendo pressione e c’era il rischio che pareggiasse e allora cosa ho detto? Ho detto ora vado su, perché almeno… almeno che la cosa sia pulita, capisci?
Meani: Comunque loro… le toscane…
Titomanlio: Sì, sì, mamma mia, va beh, anche l’Empoli, eh
Meani: L’anno prossimo rischiano quattro squadre in serie A
Titomanlio:
Meani: Anche l’Empoli non è protetto… ha un sacco di rigori!
Titomanlio: Uhm, mamma mia, ma perché c’è Vitale dietro che deve essere… è un maneggione, figurati
Meani:
Titomanlio: E allora Luci lo sai cosa mi ha detto nello spogliatoio? Cioè però conoscendoti, ha detto, hai un po’ arbitrato…; oggi mi ha detto: sei andato su parecchie volte (ride) non gli potevo mica dire: stai attento, che stava premendo…
Meani: Aoh, però tu chiamalo a Gennaro
Titomanlio: Eh, glielo dico, beh, infatti gliel’ho detto
Meani: E lui cosa t’ha detto?
Titomanlio: Gli ho detto: guarda che quello mi ha detto che ho arbitrato oggi; gli ho detto… e lui ha detto: lascia stare; m’ha detto che ho sbandierato un po’ troppo in attacco contro la Salernitana (ride); aoh, stava muovendo due azioni analoghe (ride)
Meani: Scusa, mi stanno chiamando sotto
Titomanlio: Eh, ci sentiamo
Meani: Ciao
Titomanlio: Ciao, ciao

La confessione spontanea (alla quale Meani non sembra stupirsi) che emerge dal colloquio telefonico, è costata a Titomanlio sia la condanna per illecito sportivo nel procedimento sportivo (secondo filone) del 2006 sia la responsabilità penale per il reato di frode sportiva.

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Stefano Titomanlio

Rispetto all’intercettazione, infatti, cadono totalmente in secondo piano – secondo i giudici di primo grado – le testimonianze o consulenze tecniche di parte presentate dalle difese. Tra queste, la più importante è la testimonianza dell’osservatore arbitrale di quella partita, Luciano Luci: Non vi fu errore di segnalazione da parte di Titomanlio, solo un atteggiamento tecnico non conforme alla regola 6, che dice che l’assistente si deve astenere dal segnalare falli di gioco quando questi sono controllati perfettamente dall’arbitro. Inoltre Luci afferma che Titomanlio giustificò questo atteggiamento tecnico dicendo che vedeva l’arbitro sotto pressione, quindi tendeva ad aiutarlo e ha segnalato che nel referto gli aveva assegnato il voto di 8.30, cioè un’ampia sufficienza, perché la violazione della regola 6 è solo un’infrazione veniale.

In primo grado non fu però ritenuto colpevole Mazzei: “Nei confronti dello stesso in buona sostanza non altro è emerso che il gradimento per la sua estromissione dal momento decisionale, che pure gli apparteneva, sulla scelta dell’assistente di gara, così potendo anche interpretarsi la chiamata in correità telefonica fatta da Titomanlio (Mazzei mi aveva detto… mi raccomando… questi mi stanno rompendo i coglioni… l’Arezzo)”.

Il Tribunale ha, quindi, condannato soltanto Titomanlio per questo episodio di frode sportiva ritenendo, invece, che per Mazzei la prova della responsabilità penale fosse insufficiente. In appello, però, fu ribaltato il verdetto di primo grado: entrambi gli imputati prosciolti per intervenuta prescrizione (e quindi cancellata l’assoluzione di Mazzei). Nelle motivazioni della sentenza di appello vengono citate anche altre telefonate, indicative dell’interesse di alcuni personaggi per l’Arezzo.

Per prima, la Corte d’appello cita il prog. 5033 del 13 marzo 2005 (due mesi prima della partita incriminata) tra Mazzini e Castagnini (lo stesso di cui si parla nella famosa telefonata del ribaltone tra Baldini e Mazzini e in cui Baldini mostra interesse affinché Castagnini vada all’Arezzo). Mazzini a Castagnini, parlando del presidente dell’Arezzo Mancini: digli che se si vuol salvare… lo aspetto a Reggello… se no non si salva! Si passa poi al prog. 7386, sempre tra Mazzini e Castagnini. L’ex vicepresidente federale: domani sera… domani a mezzo… all’una è a pranzo da me un mio grande amico! Si chiama Luciano Moggi… io però gli ho detto di metterci te… poi… farà lui!

Scrive, poi, la Corte d’appello: Il Titomanlio racconta del tutto candidamente, pur al telefono, non solo il suo avvicinamento da parte del Mazzei ma anche la propria condotta fraudolenta: le due azioni pericolose compiute dalla Salernitana, portate avanti dall’attaccante “un po’ spintonando” che ha dovuto bloccare, sollevando in entrambe le occasioni la bandierina e ciò pur non essendo un fallo pieno perché “la Salernitana stava facendo pressione e c’era il rischio che pareggiasse… e allora vado su perché almeno che la cosa sia pulita”. Appare anche evidente alla corte che la stessa conversazione indichi nella figura di Gennaro Mazzei l’istigatore della condotta fraudolenta posta in essere da Titomanlio. Risulta, infatti, che Mazzei abbia effettivamente avvicinato il Titomanlio proprio durante il raduno in Coverciano antecedente la partita, circostanza che trova conferma nella deposizione di Biasutto: Io ricordo che eravamo al raduno di Coverciano… stavamo facendo un allenamento e Stefano Titomanlio viene preso da parte dal signor Mazzei… dopodiché quando rientrò nel gruppo di allenamento mi disse che sarebbe dovuto andare a ricoprire una gara come assistente di un certo spessore pur essendo quel turno probabilmente designato per la serie A… sarebbe stato mandato in serie B perché quella gara era una gara particolare dove veniva richiesta un certo tipo di esperienza come assistente, quindi era stato chiesto a lui di andare a svolgere quell’incarico.

Le decisioni della Corte d’appello sono state confermate dalla Cassazione (a cui ha fatto ricorso, dopo la sentenza d’appello, solo Mazzei) ad eccezione del fatto che gli ermellini hanno disposto l’annullamento delle statuizioni civili – a carico dello stesso Mazzei – nei confronti della Salernitana perché la società – a differenza del pm – non aveva presentato appello contro l’assoluzione in primo grado (e quindi i giudici d’appello non avrebbero potuto condannare Mazzei al risarcimento del danno).

Per quanto concerne la giustizia sportiva, invece, questi stessi fatti furono analizzati nel secondo filone d’indagine, avvenuto quindi in un momento successivo al procedimento principale che ha riguardato i principali protagonisti di Calciopoli oltre alle squadre Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina. Mazzei e Titomanlio furono condannati a tre anni di inibizione per illecito sportivo (il procuratore federale Palazzi ne aveva chiesti cinque con proposta di radiazione); fu però scartata l’aggravante dell’effettiva alterazione della partita perché le “sbandierate” di Titomanlio non sono avvenute in situazioni di gioco “decisive”, tali cioè da incidere significativamente sul risultato finale. Fu condannato l’Arezzo per responsabilità presunta dell’illecito con 6 punti di penalizzazione da scontare nel campionato successivo (2006/07) perché nel campionato 2005/06 non avrebbe sortito alcun effetto. Fu condannato anche Meani per non aver denunciato l’illecito: tre mesi di inibizione e conseguentemente il Milan, per responsabilità oggettiva, ad una multa di 10.000€.

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25 pensieri riguardo “Il capo A7: Arezzo – Salernitana

  1. Aggiungo: in sede sportiva Mazzei e Titomanlio furono condannati a tre anni di inibizione per illecito sportivo (Palazzi ne aveva chiesti cinque con proposta di radiazione ad entrambi); fu però scartata l’aggravante dell’effettiva alterazione della partita perché le “sbandierate” di Titomanlio non sono avvenute in situazioni “decisive”, tali cioè da incidere significativamente sul risultato. Fu condannato anche l’Arezzo per responsabilità presunta dell’illecito con 6 punti di penalizzazione da scontare nel campionato successivo (2006/07) perché nel campionato 2005/06 non avrebbe sortito alcun effetto. Da notare che Palazzi chiese addirittura la Serie C con 3 punti di penalizzazione, pur rispondendo l’Arezzo solo di responsabilità presunta, non oggettiva e tantomeno diretta. Fu condannato anche Meani per non aver denunciato l’illecito: tre mesi di inibizione e conseguentemente il Milan, per responsabilità oggettiva, ad una multa di 10.000€.

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  2. @Massimo Infatti pensavo, dato che la Corte d’appello ha tirato fuori le telefonate di Moggi e Mazzini di marzo 2005, se c’è davvero Moggi dietro a questa operazione, e se davvero Dattilo era vicino a Moggi come può fare pensare la scheda svizzera che era in suo possesso, strano che nessuno gli abbia parlato prima di questa partita… no?

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  3. @Rug Probabilmente qualcuno dell’Arezzo si sarà lamentato con i designatori (cosa che facevano praticamente tutti, chiedendo maggiori attenzioni, etc. etc.). Però non c’è prova di ciò, sennò sicuramente questo capo d’accusa avrebbe avuto molti più imputati. Quindi, sì, è una cosa un po’ strana. Come anche il concetto di responsabilità presunta…

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  4. Cioè ma seriamente la giustizia sportiva ha scritto che le “sbandierate” di Titomanlio non sono avvenute in situazioni “decisive”, tali cioè da incidere significativamente sul risultato? Ma se è finita 1-0 la partita e lui ha fermato a quanto pare fraudolentemente due azioni d’attacco degli avversari, come si fa a dire questo?
    Qui è evidente che Titomanlio si tira addosso la condanna da solo, non c’è nulla da difendere. Piccola riflessione: se questo qui parla al telefono con tanta disinvoltura di queste cose, c’è da rimpiangere che i cc abbiano intercettato per lungo tempo solo Moggi e i designatori (con Palanca Gabriele e De Santis, che però dopo la storia della combriccola saranno stati sicuramente attenti al telefono)… se avessero intercettato un maggior numero di arbitri e guardalinee chissà cosa sarebbe potuto venire fuori con queste premesse.

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  5. @franctosc “Al riguardo la condotta irregolare dell’assistente trova conferma nella dichiarazione resa all’Ufficio indagini dal signor Luciano Luci, che in occasione della gara in questione svolgeva le funzioni di osservatore arbitrale. In tale sede il signor Luci afferma: per quanto attiene alla valutazione dell’operato dell’assistente arbitrale n.1, sig.Titomanlio, mi riporto integralmente a quanto da me refertato nella relazione. Come si evince dalla citata relazione, rilevai che l’assistente Titomanlio “interviene troppo nel 2° tempo, sostituendosi per ben tre volte all’arbitro, nella segnalazione del fallo di gioco nei suoi pressi, quando le situazioni erano di pieno controllo del D.G.”
    Quest’ultima circostanza ha riflessi sulla valutazione dei presupposti per l’accertamento della aggravante di cui al comma 6 dell’art.6 C.G.S., dal momento che l’arbitro, pur essendo in grado di disattenderle, ha condiviso le segnalazioni dell’assistente ed ha quindi autonomamente valutato la sussistenza del fallo di gioco da parte dei calciatori della Salernitana. In ogni caso manca la prova per ritenere sussistente l’aggravante, avuto riguardo agli atti acquisiti al procedimento e più in generale al filmato della gara, da essi non emergendo una attitudine oggettiva degli interventi in contestazione ad incidere in modo significativo sull’andamento della gara. L’eccessivo interventismo del Titomanlio, rilevato dall’osservatore signor Luci, non viene del resto collegato ad errori di valutazione e lo stesso Presidente della Salernitana all’epoca dei fatti, signor Aliberti, dichiara di non avere mai avuto elementi in base ai quali potevo avere sospetti circa una irregolare o faziosa direzione di gara”. (CAF)

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  6. Già. Tra l’altro anche Bertini raccontò che dopo aver mostrato a Borrelli le ammonizioni che comminò il Inter – Fiorentina lo stesso archiviò l’indagine su quella partita. I filmati è meglio vederli, anche se il reato è di pericolo.

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  7. Hai fatto qualche ricerca su quali sarebbero stati i legami fra l’Arezzo e il sistema di Moggi? Cioè, in realtà dalla telefonata incriminata sembrerebbe che l’Arezzo si sia mosso in proprio con delle lamentele ai vertici arbitrali; ma nella video-intervista a Titomanlio che postavi ieri lui stesso dice che tiravano in ballo l’Arezzo perché potenzialmente vicino al sistema.

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  8. In effetti Francesco ha ragione, mi sembra strano che l’Arezzo (società di provincia senza mai grandi sussulti dal punto di vista storico) riesca autonomamente a smuovere il sistema, chi c’era nell’Arezzo?

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  9. A leggere le intercettazioni si direbbe che sia Innocenzo Mazzini a mobilitarsi in favore dell’Arezzo, penso che voleva favorire tutte le squadre toscane, quindi come gli interessa la salvezza della Fiorentina gli interessa quella dell’Arezzo in B. Nella telefonata citata da Felix si parla di un pranzo tra Moggi e qualcuno dell’Arezzo. In una telefonata Moggi e Mazzini del 28 marzo 2005 si parla di cosa ci si sarebbe detti, e non c’è nessun riferimento ad arbitri e arbitraggi, solo alla società e all’allenatore, per cui pare che Moggi avesse consigliato di sostituire l’allenatore Tardelli con Marino, e il ds Fioretti con Castagnini (quello che pure Baldini raccomandava a Mazzini nella telefonata del ribaltone). Tutte le telefonata sull’Arezzo in cui c’entra Moggi fanno riferimento a sostituzioni di uomini nella società e non a questioni arbitrali. Tra queste telefonate che sono di marzo e il fatto che a maggio Mazzei si mobiliti a favore dell’Arezzo il nesso non sembra così evidente. Oltretutto se la cosa passava da Moggi, perché tenere all’oscuro Dattilo che era pure “svizzero”, e affidare tutto a un singolo guardalinee?

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  10. Caso più unico che raro in Calciopoli: una vera e propria confessione; e vanno pure a vedere il filmato. Potrebbe esserci un interesse diretto di Mazzini (nell’intercettazione si cita la possibilità di 4 squadre toscane in A l’anno successivo) anche se Titomanlio nell’intervista dice che si è trovato nel mezzo ad un tentativo di inguaiare qualcuno vicino all’Arezzo. Mazzei di nuovo protagonista, anche in questo caso qualcuno lo avvicina per mettere una buona parolina con un assistente. Splendido il fatto che Mazzei e Titomanlio, oltre all’inibizione, dalla giustizia sportiva prendano anche di bischeri perchè non riescono ad alterare il risultato!

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  11. Sì, non mi baserei troppo sulle sue dichiarazioni… sa di aver fatto una cazzata parlandone con Meani e per forza di cose deve cercare di scaricare le responsabilità su altri… in un’altra intervista, del 2006, aveva detto che secondo lui era stato tirato in mezzo solo perché volevano colpire il Milan tramite l’omessa denuncia di Meani. Non lo prenderei troppo sul serio. Mi sento però di dire che Titomanlio (come anche Rodomonti prima di Inter – Juve) è una mezza parte lesa in questa storia perché di sicuro a lui non gliene poteva importare nulla di favorire l’Arezzo, ma nel momento in cui gli viene chiesto… che deve fare? Ok, la cosa migliore, lo sappiamo, sarebbe denunciare il tutto ma equivarrebbe forse a tagliarsi le gambe da solo: e se non ti credono? Ti fanno fuori dal giro. Quindi io, probabilmente, rassicurerei il designatore e poi in campo farei di testa mia, arbitrando correttamente (e forse nel dubbio per evitare che ti rimproverino fischiare pro?). Di sicuro Titomanlio sarebbe stato più contento se Mazzei non gli avesse detto nulla…

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  12. Si ma io non credo che per il momento Moggi potesse essere interessato alla salvezza dell’Arezzo, è probabile che volesse fare dell’Arezzo un altro Messina e comnque la rete precisa delle svizzere la conosceva soltanto Moggi, anche Pieri parla al telefono con Bergamo su italiana sebbene entrambi avessero le svizzere, anche Racalbuto parla con De Santis su italiana fra il primo e il secondo tempo di o alla fine, non ricordo, di Roma Juve eppure entrambi avevano le svizzere, c’è comunque da dire che De Santis la svizzera non la usava mai

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  13. Lo scrivevo stamattina in chat, lo metto anche qui perché resti. Mazzei dovrebbe essere anche lui toscano, di Siena, si è anche candidato alle elezioni una volta per il comune. Quindi potrebbe per questo motivo essere stato un po’ vicino all’Arezzo e ad altre squadre toscane (nella stessa telefonata Meani – Titomanlio si parla anche di possibili aiuti all’Empoli). Insomma non è che tutto per forza deve passare da Moggi. Lui dava dei consigli all’Arezzo sull’allenatore, sui dirigenti, come faceva con tante squadre, ma da qui a garantirgli favori arbitrali ce ne passa, e non abbiamo nessuna prova di questo.

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  14. Tra l’altro anche Baldini (acerrimo nemico di Moggi) spinge per Castagnini all’Arezzo. Perché i giudici non citano quella telefonata?

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  15. GRIGLIA B:

    INTER – LIVORNO
    MESSINA – CAGLIARI
    PALERMO – REGGINA (precluso DATTILO)
    AREZZO – SALERNITANA
    CATANIA – EMPOLI (precluso ROCCHI)
    CATANZARO – TORINO
    VERONA – PERUGIA
    VICENZA – MODENA

    ARBITRI:

    AYROLDI – BERGONZI – BRIGHI – DATTILO – MAZZOLENI P. – MESSINA – PIERI – ROCCHI

    Non credo Mazzei avesse il potere di scegliere arbitri…

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