La posizione processuale di Leonardo Meani: il capo A4

L’unica contestazione di frode in competizione sportiva mossa dai pm napoletani – nell’ambito dell’inchiesta Calciopoli – a dirigenti del Milan è riferita alla partita Milan – Chievo del 20 aprile 2005, terminata 1-0 per i rossoneri. L’imputazione di cui al capo A4 riguarda il dirigente addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani, il designatore Paolo Bergamo, il vicecommissario Gennaro Mazzei e il guardalinee Claudio Puglisi. Si contesta agli imputati di aver alterato la corretta e genuina procedura di designazione degli assistenti del direttore di gara attraverso la nomina di Puglisi che si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra milanista. Il tutto ovviamente a causa di pressioni esterne ed indebite di Meani prima sui designatori e poi sul guardalinee.

Gennaro Mazzei è stato prosciolto dal GUP all’udienza preliminare mentre i restanti tre indagati sono stati rinviati a giudizio. Per Bergamo, come per ogni capo di accusa, è stato disposto in sede di appello la nullità della sentenza (di condanna) di primo grado a causa di una violazione del diritto di difesa.

Per capire al meglio i fatti concernenti l’imputazione è necessario fare un passo indietro alla partita precedente: soltanto tre giorni prima, il 17 aprile, si era disputata Siena – Milan – oggetto anch’essa di capo di imputazione (capo A3) ma ritenuto insussistente da tutti i gradi di giudizio – terminata 2-1 per i padroni di casa. I rossoneri si vedono così scavalcare in classifica dalla Juventus.

A Siena i rossoneri vanno a segno al 10′ con Shevchenko che raccoglie un cross di Crespo e di destro insacca. Il guardalinee Baglioni segnala a Collina un fuorigioco che non c’è e il fischietto di Viareggio annulla ingiustamente la rete. Il Milan passa ugualmente in vantaggio per 1-0 e prende una traversa con Gattuso, per poi subire la rimonta del Siena. In seguito gli highlights della partita (gol annullato al minuto 0:57).

Questo è l’antefatto. Successivamente alla partita si registrano una serie di telefonate che coinvolgono Meani, Galliani, Mazzei e Bergamo e anche un’intercettazione in cui Collina analizza tecnicamente l’errore di Baglioni con Meani.

Tornando da Siena, quindi, Meani discute al telefono con Mazzei, chiedendo di mandare gente capace… il Consolo della situazione e Mazzei si giustifica dicendo che avevano intenzione di far ruotare i guardalinee (intercettazione non menzionata nelle sentenze ma riportata in seguito).

In sentenza si citano invece diverse altre telefonate, a partire dal prog. 5556 (18 aprile, 9:58) che vede come interlocutori Meani e Puglisi. Meani: ma non abbiamo giocato male, quel coglione di Baglioni ci ha annullato un gol, buono di un metro… c’era Collina incazzato nero. Puglisi: Galliani è incazzato? Meani: madonna… ieri gli ho fatto delle tirate d’orecchio a Mazzei… io dopo l’ho chiamato, gli ho detto: state attenti, perché adesso siamo veramente infuriati, Baglioni e tutte queste teste di cazzo qua, che non capiscono un cazzo, gli ho detto: mandate gente capace, non gente che fa le cappelle, questa è una cappella da principiante, eh? Puglisi: cioè dovrei venire io mercoledì a San Siro in teoria? Meani: boh, ho fatto casino, ti faccio un’altra confidenza… allora chiamo Manfredi e ho fatto il cattivo, no? Lui si è spaventato un po’… sai dov’eri tu in programma? A Parma-Sampdoria… sei in programma lì, adesso vediamo

Segue il prog. 5568 (18 aprile, 10:15) tra Meani e Mazzei. Il dirigente milanista informa il vicecommissario di un Galliani furibondo e gli chiede che cosa ha detto Bergamo dopo l’errore di Baglioni. Mazzei risponde dicendo che Paolo ha detto di non sbagliare una virgola… di mandare gli uomini di fiducia. Meani: no, comunque… comunque state molto attenti, il mio messaggio, state attenti, perché è super velenosissimo (Galliani, ndr), guarda… Mazzei: ma tu ci parli con loro? Meani: io, guarda, tante volte non ci parlo perché m’incazzo… Mazzei: e no, ma tu parlaci, perché… capito? Cioè io sono un vice commissarioio porto gli input, ma… capito? Io stamani a Paolo l’ho tenuto un quarto d’ora al telefono, perché c’è Paolo a Roma, no? Meani: eh beh, ma Paolo, ecco, lo chiami adesso, mi sembra.. comunque al limite se tu l’hai sentito, se tu gliel’hai riportato, penso che sia intelligente da capire, no?Magari lo chiamerò oggi nel pomeriggio per dirgli di stare molto attenti. Perché adesso il clima è super velenoso, eh. 

Passiamo al prog. 39887 (18 aprile, 10:47) tra i due designatori. Bergamo dice a Pairetto che Meani fa pressioni da diversi mesi per inserire Puglisi: e poi c’è questa cosa da fare per gli assistenti… insomma, qualche piccola cosa… è uno che già sono due mesi che dovevamo averlo messo e c’è stata qualche pressione e quindi si mette Puglisi a fare Milan – Chievo… eh, oh, ieri si è sbagliato… e quindi questi dicono: perché ci penalizzate? Cioè, con me non hanno parlato, eh, ti dico la verità, hanno chiamato Gennaro… è più un fatto politico che tecnico… e noi, d’altra parte, è due mesi che se ne parla… quindi una domenica o l’altra poi dovevamo rimandarlo.

Passiamo nuovamente a dei contatti diretti tra Meani e un guardalinee, questa volta Babini: prog. 5587 del 18 aprile, ore 11:40.

Durante l’attesa il chiamante rivolto ad altri: senti questa, eh, guarda cosa gli dico.

Babini: Pronto?
Meani: Dopo la purga arriva… arriva la medicina
Babini: Che cos’è successo?
Meani: Mercoledì
Babini: Uhm
Meani: Noi siamo sempre buoni, hai capito? Anche se siamo avanti di due metri
Babini: Che cosa vuol dire?
Meani: Eh?
Babini: Che cosa vuol dire?
Meani: Non fare il cretino, cosa vuol dire? Che cosa vuol dire? Siccome si sono cagati addosso, allora mandiamogli i suoi amici
Babini: No, va beh, faccio ancora il Chievo
Meani: Sì, eh, ma sai chi è l’altro?
Babini: Chi è?
Meani: Indovina?
Babini: Contini?
Meani: Brontolo (ride)
Babini: Puglisi?
Meani:
Babini: Questa è proprio… guarda
Meani: Eh?
Babini: Bisognerebbe… bisognerebbe rifiutarla
Meani: (ride)
Babini: Chi è l’arbitro?
Meani: Paparesta
Babini: Vai avanti
Meani: Perché avanti?
Babini: Bisognerebbe rifiutarla quella partita lì
Meani: Perché?
Babini: Perché sì, ma scusami, ma c’è bisogno di dire il perché, Leo? Cioè io ho fatto Atalanta – Chievo l’ultima volta, cioè dopo tutto Puglisi è andato là che era da dargli tre mesi di sospensione solo per quello che ha detto
Meani: Bravo
Babini: È una vita che non fa il Milan, che non glielo danno perché dicono che è un ultras del Milan
Meani: Eh, bravo, e per forza, si sono spaventati, perché io…
Babini: Tiene… lo juventino Baglioni, capito? Ti annulla un gol, che ci può anche stare, per carità di Dio! Cioè loro confermano, con questa designazione, confermano che è tutta una porcheria
Meani: Aoh, aoh, e si cagano addosso, eh, ma no, ieri si sono cagati addosso perché io ho cominciato a tirare dei … al telefono da cattivo, no? Con Mazzei, che tiravamo delle bestemmie al telefono… ci siamo rotti i coglioni
Babini: Sì, ma non si può così, dai, perché poi è una partita che crea difficoltà, sinceramente mi crea grandi difficoltà
Meani: Hai capito? Eh, ma mica ti ho chiesto io, eh?
Babini: Appunto che dico io, ma se te mi chiedevi eri pirla due volte, te… te sei stato alla porta a guardare, cioè a questo punto mi vien da chiedere Juventus – Inter chi ci mandano? Ci manderanno sicuramente…
Meani: Juventus – Inter va a Mitro – Griselli
Babini: Ah, per forza, eh
Meani: Uno, per la soddisfazione tua e per quel pirla di Montagna
Babini: Sì, va beh, comunque questa è la dimostrazione che non c’entra niente nessuno, capito? Non c’entra niente nessuno, nessuno c’entra niente
Meani: Non sei contento di venire a fare il Milan, pirla? Vieni da me a trovarmi
Babini: Ma ho capito che sono contento, ma mi mette in difficoltà questa partita, Leo, dai, ma mette in difficoltà anche quel cretino di Brontolo, cioè loro ci… ci mettono il cappio al collo, nel senso che, tra l’altro, con il Chievo è difficile, per cui lo sai benissimo che ti viene… cioè con quei movimenti che fanno, magari succede anche che annullo un gol buono (cosa che succederà, ndr), che non è neanche la prima volta
Meani: Tu… tu cerca di non annullarlo (ride)
Babini: Eh, non annullare, lo sai che io alzo quello che vedo, è sempre stato purtroppo il mio difetto con questa gente qua
Meani: Aoh, comunque, ciao, mi vien da ridere, va
Babini: No, no, c’è da ridere, sì, proprio, grazie
Meani: Eh?
Babini: Comunque grazie
Meani: Aoh, vieni a trovarmi, magari – inc. – che cazzo vai a fare a spendere i soldi in quell’albergo là del cazzo
Babini: Ah, guarda, adesso sentirò Pairetto, quando mi telefona, tanto lui va sempre là
Meani: Tanto la partita è mica la sera, eh
Babini: Ma non lo so lui, perché io poi problemi ne ho pochi, perché intanto mercoledì lo prendo di ferie
Meani: Figurati se Brontolo viene a…
Babini: Eh, Brontolo non può venire alle sei del pomeriggio, lui a pranzo dovrà venire
Meani: Aoh, ma sai perché, secondo me, hanno il c… sporco? Perché di là gli è saltato fuori De Santis, eh, Juventus – Inter
Babini: Hanno fatto?
Meani: De Santis Juventus – Inter
Babini: Ah, bene, ci pensa lui
Meani: Ah, diviene tosta, sai, Juventus – Inter bisogna stare attenti, eh
Babini: Ah, bisogna stare attenti, sì, poi comunque speriamo che vada bene la nostra che poi, degli altri, chi vuole il Signore se lo preghi
Meani: Va bene, ciao, grande, ciao
Babini: Ciao
Meani: Ciao, ciao.

Successivamente Meani chiama Puglisi (prog. 5591) per correggere quanto detto allo stesso precedentemente nel prog. 5582: forse tu e Gemignani… dice Meani, quindi: cambiato ancora: Babini, non Gemignani… son troppo appiattiti, aoh… Puglisi: ma lo sai perché? Tu gli hai detto che vuoi della gente capace… (ridono) non possiamo andargli a dire… Meani: io ho chiamato Babini che non sapeva un cazzo… oggi ha detto: ma allora, ecco, adesso sono in difficoltà… lui fa sempre il tragico, no… se dobbiamo fare la guerra per bene, facciamo anche la guerra alla Juve… sai era Consolo… nel primo tempo con la Juve… nel primo tempo nel dubbio ha lasciato correre con la Juve… nel secondo tempo nel dubbio – inc. – basta, quello lì, uno non è che deve fare le cose… se è buono di un metro, è buono di un metro, è quando è nel dubbio che lì, nel dubbio sai che… nel dubbio stai giù, via, nel dubbio, di là, vai su, finito il gioco… è quello lì il giochino… che fanno quelli lì, eh, De Santis fa l’Inter.

Altra telefonata tra Meani e Puglisi: prog. 5656 (18 aprile, 14:41). Puglisi dice che l’ha chiamato Babini, preoccupato, e Meani risponde invece di aver parlato con Collina che rideva come un matto. In seguito la Meani – Collina.

Da notare che, a differenza di quanto scrive la Corte d’appello, Meani non indottrina mai Puglisi su come gestire il ruolo di assistente durante la gara in favore del Milan (si potrà obiettare che non ce n’era bisogno) ma quando dice se è buono di un metro, è buono di un metro… nel dubbio stai giù riferisce di come, a suo parere, Consolo abbia gestito l’ultima partita della Juve (il già citato prog. 5591). E, poi, informa Puglisi di aver detto a Babini ridendo io gliel’ho detto, gli faccio: tu basta che mercoledì, da intelligente, come vogliono quelli lì, nel dubbio, da una parte vai su e dall’altra parte stai giù, poi sulle cose eclatanti che vedono tutti nessuno dice niente, eh.

Infine, una telefonata tra Meani e Galliani del 19 aprile (prog. 5827) da cui sembrerebbe che Meani abbia fatto pressioni sui designatori (tramite Mazzei, mai direttamente con Bergamo o Pairetto) prima di ricevere l’interessamento di Galliani e quindi su iniziativa personale.

Dagli highlights della partita tra Milan e Chievo (terna arbitrale: Paparesta, Puglisi, Babini) si può notare come Babini abbia annullato (forse perché preoccupato dalla designazione che lui stesso definisce da rifiutare?) un gol regolare a Crespo (come curiosamente anticipato per telefono a Meani).

Si registra, infine, un’ultima intercettazione, tra Meani e Babini, dopo la partita.

La sentenza Casoria cita una conversazione tra Meani e Bergamo del 7 maggio 2005 (in cui si parla anche di sdoganamento di De Santis, utilizzata anche per la condanna dello stesso al capo G), telefonata che non sembra riguardare i fatti relativi al capo A4 ma evidenzia una generica “collaborazione” tra i due nella parte finale del campionato (pag. 282 della sentenza).

Non rileva, ovviamente, per la configurazione del reato di pericolo astratto che, in sede di controesame ad opera dell’avvocatessa Gandossi, Babini abbia confermato di aver annullato sullo 0-0 un gol a Crespo che alla moviola sarebbe poi stato giudicato regolare. Si allega la deposizione di Babini che tocca diversi argomenti.

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Il Tribunale condanna Meani e Puglisi a un anno di reclusione e 20.000€ di multa (pena sospesa) e giudica integrata anche la responsabilità penale di Bergamo. La sentenza di appello conferma pienamente la motivazione di primo grado, ma proscioglie Meani e Puglisi per intervenuta prescrizione del reato. Nessuno degli imputati ha presentato ricorso in Cassazione, per cui è passata in giudicato la sentenza di secondo grado.

Per quanto riguarda la giustizia sportiva, l’organo requirente della Procura federale (il procuratore Stefano Palazzi) ha contestato, in primo luogo, a Meani, Mazzei e Galliani la violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza specificati all’art. 1 C.G.S. (a Galliani si contesta di aver approvato l’iniziativa di Meani dopo esserne stato informato). Meani, inoltre, è stato chiamato a rispondere della violazione dell’art. 6 C.G.S. per essersi messo direttamente in contatto con Puglisi e con l’altro assistente designato per la partita in esame (Babini), rivolgendo loro la raccomandazione di decidere nei casi dubbi in favore del Milan. Conseguentemente, degli illeciti contestati a Galliani e Meani, la società Milan è stata chiamata a rispondere sia per responsabilità diretta che oggettiva. Infine, Babini e Puglisi sono stati incolpati della violazione dell’art. 6, settimo comma, per l’omessa denuncia dell’illecito sportivo contestato a Meani e a Mazzei (e, quindi, non per aver aderito al tentativo di illecito di Meani).

Scrive la CAF: “La condotta posta in essere da Meani, così come contestata, viola, ad un tempo, il disposto di cui agli artt. 1, comma 1, e 6 commi 1 e 2, C.G.S. poiché tra il 17 e il 20 aprile 2005, ottenuta la designazione degli assistenti Puglisi e Babini per la gara in oggetto, egli contattava telefonicamente i medesimi, raccomandando loro, al fine di alterare lo svolgimento della gara, di decidere nei casi dubbi in favore del Milan (prog. 5587 del 18 aprile 2005, ore 11.40, Meani-Babini; prog. 5656 del 18 aprile 2005, ore 14.41, Meani-Puglisi). In tale comportamento, infatti, sono ravvisabili certamente gli elementi richiesti per la configurazione dell’illecito sportivo, dal momento che le sollecitazioni erano rivolte ad un soggetto (il Mazzei) inserito nel procedimento di designazione degli assistenti dell’arbitro, avendo egli il compito, come si è detto, di proporre ai designatori i nomi degli assistenti da designare”. Sono fondate anche le incolpazione di Mazzei e Galliani, colpevoli di slealtà sportiva. Di conseguenza il Milan deve rispondere a titolo di responsabilità diretta e oggettiva ai sensi dell’art. 2, commi 3 e 4, C.G.S. per la condotta tenuta rispettivamente da Meani e da Galliani in violazione dell’art. 1, ed inoltre (solo) a titolo di responsabilità oggettiva per la violazione dell’art. 6, commi 1 e 2, C.G.S. in relazione all’operato di Meani, non avendo quest’ultimo poteri di rappresentanza. Infine, la CAF decise che “circa il comportamento tenuto dagli assistenti Babini e Puglisi è evidente che essi, avendo ricevuto sollecitazioni nelle quali, per quanto si è detto, erano individuabili gli estremi dell’illecito previsto dall’art. 6, primo comma, ed essendo rimasti inerti, pur senza prestare ad esse adesione, vennero meno all’obbligo di denunzia sancito dall’art. 6, comma 7, C.G.S.”.

La Commissione d’appello federale stabilisce quindi le seguenti sanzioni:

  • Adriano Galliani, inibizione per anni uno;
  • Leonardo Meani, inibizione per anni tre e mesi sei;
  • A.C. MILAN S.P.A., penalizzazione di punti quarantaquattro da scontare nella classifica 2005/2006 e di punti quindici in classifica da scontare nella stagione sportiva 2006/2007; ammenda di € 30.000;
  • Gennaro Mazzei, inibizione per anni uno;
  • Fabrizio Babini, inibizione per anni uno;
  • Claudio Puglisi, inibizione per anni uno.

La Corte federale, alla quale è stato fatto appello da tutti gli incolpati, ritiene che Meani abbia abbondantemente travalicato le sue funzioni interessandosi di questioni non consentite. Inoltre: “Non rileva, in questa sede, disquisire sugli elementi costitutivi dell’illecito sportivo; è sufficiente, per giustificare un’adeguata sanzione, che si sia accertato – come è inconfutabilmente avvenuto – che il Meani ha posto in essere comportamenti, non di sua competenza, finalizzati a favorire la società di appartenenza”.

Ritiene, però, la Corte federale che “le sanzioni ora indicate siano sproporzionate ai fatti accertati, e comunque non in sintonia con la normativa dettata dalle norme di comportamento contenute nel Codice di giustizia sportiva e che possa ritenersi congrua una sanzione più contenuta rispetto quella irrogata in primo grado dalla Commissione. […] È pacifico che gli assistenti Babini e Puglisi siano stati contattati dallo stesso Meani, anche se non emerge, da alcuna fonte, che costoro abbiano attuato un comportamento non corretto nell’esercizio delle loro funzioni tecniche”.

La Corte federale ridetermina, quindi, le sanzioni della CAF:

  • determina la sanzione a carico di Adriano Galliani in 9 mesi di inibizione;
  • determina la sanzione a carico di Leonardo Meani in 2 anni e 6 mesi di inibizione;
  • determina la sanzione a carico della A.C. Milan S.p.A. nella penalizzazione di 30 punti da scontare nella classifica 2005-06 e di 8 punti in classifica da scontare nella stagione sportiva 2006-07 e nella squalifica per una giornata di campionato del campo di gara, nonché nell’ammenda di 100mila euro;
  • determina la sanzione a carico di Gennaro Mazzei nella inibizione per 6 mesi;
  • determina in 3 mesi di inibizione ciascuno la sanzione a carico di Fabrizio Babini e Claudio Puglisi.
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13 pensieri riguardo “La posizione processuale di Leonardo Meani: il capo A4

  1. Felix,ma secondo te Meani e Babini sapevano che De Santis non fosse molto”juventino”? Perche’ quando parlano della designazione di Juventus-inter sembra che se la ridono…..

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  2. @Massimo Io credo loro pensassero che fosse juventino e credo fossero ironici. Infatti Meani per giustificare il fatto che sia stato mandato anche Babini dice che hanno il “c… sporco” perché a fare Inter – Juve è uscito De Santis. La telefonata della “metamorfosi” di De Santis è successiva.

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  3. Allora, vengo a qualche considerazione mia. Il fatto di Milan – Chievo in sè è piuttosto evidente: Meani si approfitta di quello che era successo in Siena – Milan per forzare la mano con i designatori e ottenere due guardalinee a lui graditi, probabilmente modificando in corsa quelle che erano le idee iniziali dei designatori. I due guardalinee, e in particolare Puglisi, dovevano essere ben noti nell’ambiente come amici del Milan, altrimenti non si spiegano le reazioni a questa designazione (quella di Collina è tutta un programma). Babini è quasi imbarazzato da questa cosa. Ovviamente la cosa resta a un livello implicito, Meani non dà nessun ordine ai guardalinee, ma i guardalinee sanno che sono stati designati su richiesta di Meani e sanno che sono stati designati per tutelare il Milan. Indubbiamente la loro terzietà (per citare il nostro amico Rug) è stata messa in pericolo, quindi sulla sussistenza del reato di Meani penso non possano esserci dubbi.
    Casomai la mia domanda è: perchè non ci sono altri capi d’imputazione collegati a Meani? Penso che almeno per un altro paio di partite (la grigliata pre-Juve – Milan; gli avvertimenti a De Santis pre Milan – Fiorentina) ci fossero tranquillamente gli estremi per dei capi d’imputazione.
    L’altro punto decisivo, ovviamente, è: quanto ne sapeva, Galliani, dei maneggi di Meani? Nelle telefonate Galliani – Meani a me Galliani sembra timoroso e imbarazzato, come se temesse di essere intercettato. Però non c’è dubbio che: Galliani sa che Meani parla con i designatori, e quindi gli chiede “ha parlato con qualcuno dei due ex designatori?” a me sembra evidente che si intende “parlato a nome del Milan” e non certo a titolo personale. Diciamo che Galliani per Meani è un po’ l’equivalente delle schede svizzere per Moggi. E secondo me le telefonate di Meani con gli appartenenti alla classe arbitrale sono un buon punto di riferimento per immaginare cosa si dicesse nelle telefonate “svizzere”.

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  4. @franctosc Sono d’accordo. Sicuramente Galliani sapeva che Meani aveva l’abitudine di parlare con mezza AIA e con i designatori e, obiettivamente, costituiva un potere secondo me analogo a quello di Moggi. Bello anche il paragone Galliani-Meani e Moggi-schede svizzere: Meani e le SIM sono solo due modi diversi per non metterci direttamente la faccia. Non sono così cretino da pensare che Meani fosse solo un tifoso e agisse sempre e solo per interesse personale. Meani era un dipendente del Milan, messo lì apposta per “conoscere” l’ambiente e gestirlo per tutelare il Milan, che alla fine significa solo cercare di non avere torti, non di essere favorito (come si dice anche nella Meani-Mazzei). Poi, nel merito, non vedo così gravi le sue telefonate con arbitri e guardalinee (quando non sfociano nel mezzo-illecito come con De Santis) perché – e lo dice Babini a Napoli – Meani essendo un ex-arbitro conosceva molti personaggi di quel mondo. Babini, tra l’altro, dichiara di essere gradito al Milan perché era un assistente bravo, internazionale e dice anche che non faceva la Juve da parecchi anni. In campionato l’ultima volta fu nel ’99 e poi fece l’andata della finale di Coppa Italia del 2002: Parma – Juve 1-0. Dopodiché non fece più la Juve e chiese a Mazzei il perché… Mazzei rispose: “Per la Juve devi chiedere a Pairetto”. Inoltre afferma di essere di fede bolognese e filo-interista. Ma se Babini sa di essere stato messo lì per tutelare il Milan perché annulla, nel dubbio, un gol buono a Crespo?

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  5. Guarda, secondo me possiamo fare un discorso generale che vale anche, che so, per un Pieri. Secondo me pochissimi hanno arbitrato consapevolmente in malafede (vero che il caso – Titomanlio ci aveva portato a pensare il contrario, però in effetti lì si interviene su un solo guardalinee, e su una partita non di primissima fascia); tutti avevano delle pressioni, anche da parte dei club, sia direttamente che attraverso le proteste e i contatti dei club con i designatori; ma poi più o meno arbitravano cercando di fare del loro meglio, anche se non possiamo escludere al 100% che qualche volte in situazioni dubbie siano stati influenzati da certe pressioni. Però mi pare che le telefonate di Pieri, quelle di Racalbuto, il caso Dattilo, queste stesse telefonate di Babini dimostrano che alla fine gli arbitri quando scendevano in campo arbitravano tutto sommato in buona fede.

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  6. Che Pieri non abbia arbitrato consapevolmente in malafede lo dice lo stesso Stanziola che lo assolve. Tranne per il caso di Titomanlio io di illeciti sportivi, chiamiamoli consumati, non ne ho trovato traccia (qualche dubbio su Lecce – Parma). Infatti se andiamo a vedere il processo sportivo, alla fin fine, se è vera la sovrapponibilità tra illecito sportivo e frode sportiva, sono dell’idea che ci abbiano preso molto più le sentenze sportive (metto da parte l’illecito “continuato” di Moggi e Giraudo finalizzato a condizionare il settore arbitrale perché è tema molto complicato, un po’ come l’associazione a delinquere nel penale) rispetto a quelle penali. Anche in questo caso abbiamo un’incongruenza: se fosse vero che Puglisi non ha prestato adesione all’illecito proposto da Meani (come dicono i giudici sportivi) allora sarebbe dovuto essere assolto in sede penale (stante sempre la teoria della sovrapponibilità) perché nel penale non dovrebbe esistere l’omessa denuncia (caso Conte). Comunque anche i casi di Foti e Lotito mi fanno pensare che ci abbiano preso più i giudizi sportivi, senza arbitro come diavolo fai a frodare? Tante, tante incongruenze.

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  7. Mh, ma Puglisi è stato condannato e non puoi esserlo solo per aver accettato una designazione fraudolenta. Nel capo di imputazione si dice che Puglisi si adoperava per il risultato favorevole al Milan, per quello c’è l’imputazione nei suoi confronti e per quello è stato condannato.

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  8. Comunque, Rug, questa incolpazione sportiva è la prova che per “illecito sportivo” può essere condannata anche solo una persona, non c’è bisogno di raggiungere un accordo. Puglisi e Babini condannati per non aver denunciato l’illecito proposto da Meani, non per averci aderito. Poi, magari, nel penale è diverso e serve che si raggiunga un accordo, ma se è così non è più vera la sovrapponibilità delle due fattispecie. Sei d’accordo?

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  9. @Rug È vero che l’omessa denuncia è ritenuta illecito sportivo dal C.G.S., così come è vero che, invece, in ambito penale l’omessa denuncia non è assolutamente punita (vedi il caso Conte) e quindi non rientra nella frode sportiva. Puglisi, quindi, dalla Federazione si è preso l’illecito sportivo per omessa denuncia (art. 6, comma 7) che, concorderai, è ben diverso da una condanna di illecito sportivo per aver direttamente aderito alla proposta criminosa (art. 6, commi 1, 2). Si è poi preso la frode sportiva dall’ordinamento statale. Hanno quindi trasformato una omessa denuncia in frode sportiva. Ancora più incredibile è la posizione di Babini che viene condannato per illecito sportivo per omessa denuncia dalla giustizia sportiva… e fa il testimone nel processo penale… Come vedi, le due norme non sono affatto sempre sovrapponibili (anche se, forse, in astratto dovrebbero essere la stessa cosa… ma i regolamenti sono diversi e i giudici sono diversi).

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