Aiuto! Mi stanno rubando la nostalgia calcistica

zizouSei nostalgico del calcio degli anni Novanta? Domanda facile: di qualcosa sì, e di qualcosa no. Sei nostalgico degli anni Novanta in genere? Come prima: di qualcosa sì, e di qualcosa no. Come tutte le persone più o meno normali, del resto; perché da trentenne vivere di nostalgia avrebbe un che di patologico.

Oggi seguo il calcio in maniera più attenta e “scientifica” di quanto non facessi, bambino e poi adolescente, negli anni Novanta. Ovviamente, quando mi capita di rivedere una figurina, un’immagine, un video di quegli anni il mio pensiero torna con piacere a quel tempo antico; specie se le immagini calcistiche sono legate a ricordi personali di quell’età spensierata. E sfogliare un vecchio album, o vedere una trasmissione che ricorda quegli anni, possono essere il simpatico passatempo di un pomeriggio; anche se ovviamente non vincerebbero la sfida con la diretta di una partita di oggi.

Poteva apparire simpatico anche ritrovarsi una vecchia figurina o una vecchia foto calcistica su Facebook; e per questo pure io, come tanti amici, ho messo tempo fa il mio “mi piace” sulla pagina Serie A – Operazione nostalgia. Tanto più che in passato era capitato anche a me di scrivere delle cose proto-nostalgiche (nel senso di nostalgiche prima che la nostalgia dilagasse; vedi per esempio qui). La pagina, lo dico subito a scanso di equivoci, è fatta bene; anche troppo. Una pagina talmente perfetta, talmente ben studiata per avere successo in termini di follower e di like, che quella simpatia iniziale si è mutata gradualmente in fastidio.

Non è tanto il paradosso di rimpiangere gli anni Novanta stando sui social network, che fa comunque immaginare che un giorno la pagina possa autodistruggersi in un’apoteosi nostalgica. Il problema è un altro, ed è semplice: il piacevole trastullo momentaneo procurato dal perdersi nei ricordi non è sufficiente per una pagina Facebook ben fatta e di successo, che propone costantemente contenuti originali ai suoi seguaci, espande il suo pubblico, lo fidelizza. E la via scelta per costruire, invece, sui ricordi del calcio anni Novanta una pagina Facebook di successo è problematica, e genera a mio parere diversi effetti nocivi.

Intanto il ricordo, da solo, non è abbastanza. Non è sufficiente,  quindi, ricordare gli anni Novanta, bisogna avere nostalgia degli anni Novanta; e già questo è uno slittamento di non poco conto. Ma anche un generico sentimento di nostalgia non è sufficiente allo scopo. Per garantire successo alla pagina la nostalgia deve trasformarsi in un credo simil-religioso: con il suo culto, il suo papa, i suoi ministri, i suoi comandamenti. Persino i suoi “infedeli”, da perseguitare con la frase-tormentone “ma che ne sanno”, come se essere nati dopo sia una colpa, e qualsiasi sguardo “altro” sul calcio e sulla realtà sia da tacciare come ignoranza.

Si passa così dalla condivisione di un simpatico momento di sognante ricordo del passato, che è il sentimento che, ne sono certo, ha animato la maggior parte degli utenti al momento di scegliere di seguire la pagina, all’affermazione ideologica e pregiudiziale della superiorità del calcio degli anni Novanta su quello attuale; una piattaforma “politica” semplice ed efficace in grado di cementare una comunità, e permettere di portare avanti all’infinito un discorso altrimenti destinato ad estinguersi. Perché mica si può vivere perennemente proiettati nella nostalgia. Dopo un po’ ci si annoia.

La trasformazione del ricordo in nostalgia, e poi quella della nostalgia in culto e in ideologia hanno, però, almeno due effetti nocivi piuttosto evidenti. Il primo consiste nel fatto che si prende un sentimento privato, personale, che ognuno può gestirsi come vuole, e che ognuno può vivere in maniera diversa dagli altri, e lo si trasforma invece in un oggetto ben definito, plasmato secondo criteri codificati e quasi meccanici, con le sue regole e i suoi confini. Tu sei dentro la nostalgia, tu sei fuori. È una questione delicata, perché ovviamente la pagina Facebook è di chi l’ha creata, e la gestisce come vuole; ma il sentimento è di tutti, e nessuno se ne può fare arbitro per qualcun altro.

Il secondo, ancora più evidente, problema è quello che definirei “l’overdose della nostalgia”, ed è legato proprio al fatto che una pagina ben fatta e di successo non può mai smettere di proporre contenuti ai suoi utenti. Il risultato è che, invece di godere ogni tanto di un gradevole vagheggiamento del passato, ci troviamo letteralmente sommersi di nostalgia, di Milan degli olandesi, di Ronaldo-quello-vero, di Batistuta-Rui Costa, e via dicendo, a un ritmo che non è umanamente sostenibile. Tanto più che così il ricordo degli anni Novanta, continuamente riproposto e divenuto mantra ossessivo, ne risulta decisamente svilito. Tutto si riduce a esercizio meccanico, manierismo, generatore automatico di frasi nostalgiche a casaccio, tipo “Ma quanto era forte Nicola Amoruso, che ne sanno i bimbi-Mandzukic”, oppure “Nel calcio di oggi Diego Fuser sarebbe una star al livello di Messi e Ronaldo”, o ancora “La Cremonese di Tentoni e Florijancic nella serie A attuale sarebbe in lotta per la zona Champions”, e così via, il giochino è semplice e si potrebbe andare avanti per ore.

Parliamoci chiaro: è vero che negli anni Novanta i grandi campioni del calcio mondiale giocavano in serie A, e ora questo accade più di rado. Ma una nostalgia degli anni Novanta vissuta come un’ideologia impedisce qualsiasi riflessione più approfondita, per non parlare della considerazione anche dei tanti lati oscuri. Anzi, visto che la pagina, per avere successo, deve essere anche ecumenica, tutta la polvere deve essere nascosta sotto il tappeto. Il risultato è che alla fine questi anni Novanta diventano un falso storico, una cosa mai esistita nemmeno negli stessi anni Novanta; una cosa finta e inutile.

no al calcio modernoIl discorso va a toccarne un altro ben più complesso e che qui non ho intenzione di affrontare, quello della diffusa quanto incomprensibile ostilità “contro il calcio moderno”. Anche qui, un generico e mitizzato passato in realtà mai esistito se non sotto forma di ideologia e di nostalgia diviene il contraltare polemico del presente. E pazienza se poi anche in passato ci si dopava, anche in passato si taroccavano le partite, anche in passato si accusavano gli arbitri; era comunque tutto molto genuino e romantico. E che bello quando si giocava solo alle 15 di domenica! Ma perché? A me piace vedere le partite, e più spezzatino c’è, più partite si possono vedere. E più soldi arrivano dalle tv, più le squadre possono comprare campioni.

Insomma, la questione, senza farla troppo lunga, è sempre quella che ponevo all’inizio: sei nostalgico? Di qualcosa sì, e di qualcosa no. Davanti all’overdose di nostalgia la prima tentazione è quella di una reazione forte: basta, non voglio ricordare più, non mi interessa! Viva Icardi, viva il gallo Belotti, viva il calcio dei cinesi, viva il Crotone in serie A! Perché mi faranno odiare gli anni Novanta, di questo passo. Ma poi ci ragiono un attimo, e allora decido che non ci sto. La nostalgia è mia, e la gestisco io. Stabilisco dei criteri, metto dei paletti; che sono solo miei, e che inevitabilmente qualcuno condividerà, qualcuno no. Di Zidane alla Juve posso anche concedermi di avere nostalgia, per dire; e invece l’entusiasmo virale per il ricordo di Carletto Mazzone, tanto per fare un nome, non lo capirò mai. Ma sono scelte mie, che non avrebbe senso nemmeno motivare e discutere. Sono scelte mie, perché la nostalgia è mia, e non intendo farmela rubare.

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13 pensieri riguardo “Aiuto! Mi stanno rubando la nostalgia calcistica

  1. Io degli anni 90 ho una nostalgia molto relativa e riguarda esclusivamente il ciclo della nazionale incominciato con le notte magiche degli anni 90 e culminate nel 2006, per il resto gli anni 90 sono legati quasi esclusivamente a Baggio e a poco altro di positivo, di negativo c’è tantissimo a incominciare dallo scandalo doping passando per i passaporti falsi e finendo con calciopoli e ricordando alcuni campionati che, piaccia o non piaccia, sono stati palesemente falsati. Cosa resterà di questi anni 90 (semi cit.)? L’immenso imbarazzo della scelta che hanno avuto Sacchi, Maldini, Zoff e Trapattoni nel fare le convocazioni mentre adesso abbiamo una squadretta che ha faticato a battere l’Albania e che non so cosa combinerà agli spareggi per la qualificazione

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  2. Sicuramente il calcio italiano a partire dalla fine degli anni ’80 (direi più o meno dall’avvento di Sacchi al Milan, anche se prima c’era la Juventus di Trapattoni che comunque in Europa faceva molto bene) fino a Calciopoli è stato il contesto calcistico migliore dal punto di vista tecnico. Basterebbe vedere i risultati ottenuti dalle italiane nelle tre coppe. Qualche esempio: dal ’91 al ’98 le italiane fanno 7 finali di Champions consecutive (Samp, Milan, Milan, Milan, Juve, Juve, Juve) vincendo solo due ma dimostrando un livello di competività enorme. Il Milan vince 3 Champions in meno di 10 anni; il Parma, l’Inter, la Juve vincono diverse coppe UEFA, la Lazio vince la Coppa delle Coppe… assistiamo a finali tutte italiane sia in Coppa UEFA che in UCL nel 2003 portando ben 3 semifinaliste… in poche parole eravamo più o meno quello che era Spagna è stata negli ultimo 10 anni (chi ha vinto le ultime 3 UCL e Europa League?!). Da questo punto di vista la nostalgia ci può stare, il campionato italiano era superiore rispetto ad ora, c’erano più campioni, più competività, più soldi… si criticano tanto gli anni di Bergamo e Pairetto e Rug si riferisce a campionati falsati (quali???) ma in quei 6 anni vincono anche Lazio e Roma… compete l’Inter… vince il Milan e vince la Juve (che poi erano obiettivamente le due squadre che avevano l’organico e l’organizzazione migliore, se no in inali di UCL nel 2003 non ci arrivavano). È anche vero comunque che Roma e Napoli hanno fatto spesso tanti punti arrivando anche sopra gli 80 che in teoria sarebbe un punteggio diciamo “da scudetto” così come è vero che è aumentata la differenza di qualità tra le prime e le ultime… ora ti salvi con meno di 30 punti… nel 2004/05 il Bologna retrocede con 41, questo indica ovviamente una diversa distribuzione delle forze. È ovvio che Juve, Roma, Napoli fanno più punti se le rivali sono Pescara, Crotone et similia.

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  3. Si vede che siete giovincelli. Io avrei nostalgia degli anni 90 solo se non ci fossero stati gli anni 80.Non solo per il calcio ma in generale, meglio ancora fine 70 e anni 80. Erano tempi forse in cui ancora i sogni galoppavano per cui tutto lo vedevo in un’ ottica diversa. Le emozioni di spagna 82 non le ho più eguagliate. Una questione mentale più che reale, probabilmente con una decina di anni in meno sarei un nostalgico dei 90 ma così non c’è prorprio partita. Una roba viscerale e il calcio, di conseguenza, viene trascinato da un sospiro di nostalgia ben più ampio. Cioè, per dire, vorrete mica paragonare la musica fine 70 e 80 con quella dei 90 èhhhhh :-)))))?
    ps Francesco, con lo spezzatino puoi vedere più partite (in realtà potresti vederle lo stesso registrate) ma è l’idea di fondo che a me piace poco o che comunque non si addice molto ad un’atmosfera nostalgica. Un po’ come in F1 la continua minaccia di chiudere circuiti storici per andare a correre in posti più ricchi di fascino… per il portafogli. Chiaramente non ci si può impiccare sui ricordi e sul passato. Si possono trovare emozioni nel nuovo che il vecchio non può dare. Solo che tutto è ormai governato dai soldi ed è più difficile trovare aspetti poetici in qualunque campo. Ma finché, con un chip nel cervello, non ci fregheranno i sogni credo che ci sia speranza e la nostalgia possa sopravvivere alla “modernità” 🙂

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  4. @bjh io quando mi dicono “tutto è ormai governato dai soldi” mi chiedo sempre: ma perchè, è mai esistita nella storia dell’umanità un’epoca che non sia stata dominata dai soldi?
    Per il resto, sta emergendo quello che è ovvio, e che provo a dire anch’io nel finale dell’articolo, ossia che la nostalgia è personale ed è relativa, nel senso che ognuno è nostalgico di quello che vuole, e invece queste pagine a poco a poco stanno definendo un “canone” di cosa è nostalgia e cosa no, un canone che rischia di diventare sentire comune, e invece si basa su semplificazioni e omissioni capaci di generare un falso storico, un’immagine totalmente distorta di quegli anni che si vuole ricordare. Nel testo faccio l’esempio di Mazzone perché secondo me è particolarmente efficace; a leggere certe pagine sembra che il Brescia di Baggio e Mazzone fosse una cosa tipo l’Ungheria di Puskas o l’Olanda di Cruyff.

    Poi vorrei dire anche un’altra cosa, ossia che siamo tutti un po’ nostalgici, ma secondo me non siamo veramente nostalgici del calcio del passato, siamo nostalgici di noi come eravamo quando guardavamo il calcio del passato; e c’è una bella differenza. Il calcio non è il vero oggetto della nostalgia, nella maggior parte dei casi, è solo un pretesto.

    Quello che dice Felix ovviamente è vero, ma il fatto che oggi le ultime della classifica sono molto più scarse di un tempo, ma questo non dipende dal fatto che oggi i soldi contano di più rispetto a quanto contassero un tempo. Secondo me ci sono tante cause e non è questo il posto per analizzare, sicuramente è stato un errore catastrofico portare a serie A a 20 squadre, secondo me anche 18 sarebbero già troppe; poi è evidente che molte delle squadre che salgono dalla B in realtà nemmeno provano ad allestire una squadra competitiva da serie A, ma puntano a guadagnare tutto quello che si può guadagnare facendosi un giro in A, e poi tornandosene tranquille in B.

    Comunque non vorrei che il fatto che negli ultimi anni vince sempre la Juve nasconda del tutto i risultati delle altre; l’anno scorso per esempio il Napoli era avanti, si arriva allo scontro diretto e si sta per pareggiare 0-0, poi entra il gol di Zaza su un tiro deviato e cambia la storia di quel campionato.

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  5. Molte cose sono cambiate
    e si risente anche nei piccoli club in quegli anni il Calcio era lo sport in assoluto
    oggi i ragazzi hanno piu’ possibilità di scegliere e il grandissimo serbatoio di giovani si é un po’ svuotato si fa fatica ad avere per ogni categoria una 20 di ragazzi per una squadra
    stesso problema per gli arbitri
    su tutto sport di oggi c’é un video su conte che ride e scherza con i giornalisti
    nel suo periodo in italia era sempre sotto attacco sempre negativo
    un negativismo molto forte in Italia
    non da piu’ neanche l’impressione che si tratti di sport ma piu’ un regolamento di conti costante
    la federazione la stampa e i club dovrebbero ragire a questo fenomeno e prendere iniziative per
    far tornare il sorriso e il piacere di essere tifoso

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  6. No forse non è mai esistita ma a mio parere negli ultimi 30 anni si é accentuata non di poco la preponderanza dell’aspetto economico rispetto a qualunque altra cosa. Può essere che da giovani ci si fa meno caso.

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  7. Mah…… il fatto dei soldi c’è sempre stato, è stato un fenomeno di cui io ho visto l’inizio negli anni 80 quando i calciatori incominciavano a guadagnare molto, soprattutto gli stranieri, poi Paolo Rossi si incominciò a ribellare a questa situazione perché lui era campione del mondo e Platinì prendeva più di lui e anche lui pretese un adeguamento intorno ai 400 mln di £ annui. Per quanto riguarda i mondiali quoto bjh, per il semplice fatto che l’Italia dell’82 ebbe un cammino decisamente più complicato andando ad affrontare ai quarti l’Argentina di Maradona e il Brasile fatto di 9 fuoriclasse e due cessi il portiere Valdir Perez e la punta (non ricordo come si chiamava), poi la Polonia di Boniek (che non c’era) in semifinale e in finale la Germania. Per quanto riguarda i campionati falsati non so che dirvi, siamo stati sino ad oggi a dire che l’Inter schierando un calciatore con passaporto falso ha falsato il suo campionato, perché la Juve fatta di giocatori imbottiti di farmaci non ha falsato il campionato? e il fatto che anche altre squadre ricorrevano a questi mezzi non vuol forse dire che il campionato era falsato? la Juve con Moggi ha incominciato d’incanto nel campionato 2004-05 ad avere rapporti con i designatori e a decidere chi doveva andare in prima fascia e chi no? da quando lo faceva? non sono falsati quei campionati? lasciamo perdere cosa dicono le sentenze sui coampionati non alterati, ne abbiamo parlato un sacco di volte

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  8. @Rug Bah, sulla storia dei farmaci c’è una sentenza del TAS di Losanna che recita “L’uso di farmaci non proibiti dalla legge sportiva non può essere sanzionato” http://ricerca.gelocal.it/altoadige/archivio/altoadige/2005/04/28/AS1AZ_AS101.html

    E ormai, dopo gli obbrobri che si leggono nelle sentenze penali di Calciopoli, direi che è più attendibile una sentenza emessa da organi sportivi che si dedicano solo al calcio e allo sport e quindi conoscono molto meglio l’argomento rispetto agli organi statali.

    Comunque se affermi che i campionati erano alterati perché tutti o quasi tutti effettuavano abuso di farmaci è un conto, ma che, credi che ora non sia così? Credi che per rientrare prima da un infortunio non si ecceda coi farmaci?

    Su Recoba si controbatte in quel modo quando gli interisti pretendono lo scudetto del ’98.

    I rapporti con i designatori c’erano anche prima, ovviamente. Così come anche prima ce li aveva Capello quando era alla Roma, Facchetti per l’Inter, Meani per il Milan. Tu mi devi dimostrare che hanno fatto qualcosa di illecito (come le griglie!!! mamma mia, che reato).

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  9. Non ho capito bene il senso degli ultimi commenti. Il senso del mio articolo non era: dobbiamo stabilire quale è stata l’epoca migliore del calcio italiano. Ovviamente a seconda dell’età e di quello che si è vissuto ognuno avrà le sue idee. Il mio pezzo riguardava soltanto un certo modo di vivere la nostalgia calcistica che si sta affermando sui social; ed è una questione che riguarda molto la mia generazione di nati negli anni ’80, e che quindi effettivamente si sono formati calcisticamente negli anni ’90. Analizzando questo fenomeno contesto il modo in cui gli anni ’90 del calcio vengono “celebrati” via social.

    Aggiungo solo una cosa sull’abuso di farmaci. L’abuso di farmaci che si pensa possano migliorare le prestazioni sportive c’è sempre stato in tutta la storia dello sport moderno, e in tutti gli sport. Non dico che siano sempre stati tutti dopati, ma il fenomeno complessivamente ha sempre accompagnato la storia dello sport. Per molti anni non c’è stata una seria lotta antidoping, ma questo non vuol dire che il doping non esistesse. Negli anni ’90 c’è stata semplicemente una procura particolarmente dinamica (giustamente; per me sbagliano le altre che dormono su certi temi) che sul tema ha costruito un’inchiesta e poi un processo. Ma questo non vuol dire che prima e dopo il doping non sia mai esistito, e sia esistito solo negli Juve degli anni ’90.

    Lo stesso discorso più o meno si può fare dei rapporti tra dirigenti e arbitri, le scommesse, eccetera… non esiste un’epoca più pulita delle altre, secondo me.

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  10. Ma…… io spero di non sbagliarmi nel dire che forse quest’epoca è decisamente più pulita almeno per quanto riguarda la Juve, la riprova sta nel processo rapporti mafia curve in cui a quanto pare le utenze dei dirigenti juventini sono state per l’ennesima volta messe sotto intercettazione e per il momento non è trapelato nulla che riguardi rapporti fra arbitri e dirigenza o peggio qualcosa che possa giustificare in qualche modo questo presunto “scansamento”, aspetto di leggerle tutte, se c’è qualcosa di anomalo dovrebbe uscire anche questa volta anche se magari l’inchiesta non si è focalizzata sul reato di frode sportiva

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