La mentalità europea e altri animali fantastici

Manchester City v FC Barcelona UEFA Champions League

Premessa: la sera del 3 giugno scorso ero a Torino in Piazza San Carlo, e ho vissuto gli eventi tragici che tutti conoscete. Non ho voluto e non voglio scrivere nulla su quella sera, per pudore, perché mi sembra che ci possa essere una sorta di esibizionismo perverso nel parlarne. L’unica cosa che mi sento di dire è che alla notizia della scomparsa di Erika ho sentito dolore come per la perdita di una persona cara.

Capite bene, spero, che per chi si è trovato a vivere la notte di Piazza San Carlo il commento sulla finale di Cardiff, e lo stesso risultato della partita, hanno perso qualsiasi importanza. Ed è questo il motivo per cui non ho scritto assolutamente nulla a proposito della finale; cosa che gli amici non informati avranno interpretato forse come una fuga dalla sconfitta. Nemmeno adesso scriverò nulla sulla finale in sé. Quella partita per me non esiste; del resto non ho nemmeno mai visto come è andata a finire, e non ho sentito la voglia né il bisogno di trovare un video del quarto gol del Real o dell’espulsione di Cuadrado. Nella notte insonne tra il 3 e il 4 giugno, anzi, pensavo che avrei fatto fatica a continuare a seguire il calcio come avevo fatto fino a quel momento. E forse questo accadrà davvero. Mi accorgo, però, che la voglia di scrivere opinioni non si è spenta in me. E perciò almeno qualcosa di generale sulla Juve e le sue esperienze europee ho voglia di dirla; ed è l’argomento di questo pezzo.


Sarà che non ero dell’umore giusto, ma ho avuto l’impressione che la finale di Cardiff sia stata l’evento che ha prodotto la più grande quantità di scemenze scritte o dette, almeno limitandoci alla storia sportiva recente. Credo che la causa sia il fatto che molti, juventini e non juventini, pensavano che stavolta la Juve potesse vincere davvero; così, il tonfo ha esagerato la depressione e la delusione dei tifosi juventini come la voglia di infierire, quando non di festeggiare apertamente, dei non juventini. Molte opinioni, da entrambe le parti, non meritano nemmeno di essere discusse e commentate. E il dibattito sul tifo contro, lo dico subito, non mi interessa affatto. Cerco di limitarmi, perciò, ad alcune questioni apparentemente più serie.

Molti dei ragionamenti proposti dopo Cardiff si basano su un concetto tanto diffuso e citato quanto etereo e impalpabile: quello di “mentalità europea”. La Juve ha vinto pochi trofei europei, quindi non ha una mentalità europea; altre squadre ne hanno vinti di più, quindi la mentalità europea ce l’hanno. Ma la mentalità europea esiste davvero? D’istinto direi che, in Italia così come in Europa, scendono in campo ventidue giocatori, e in genere la squadra più forte ha buone probabilità di sconfiggere quella meno forte; e tutto il resto è fuffa.

Di sicuro, non esiste una mentalità europea in astratto, collegata ontologicamente a una squadra, svincolata da contingenze e periodi storici. Per cui dire che una squadra ha o non ha la mentalità europea sulla base di trofei vinti negli anni Cinquanta o Sessanta del secolo scorso fa ridere; sarebbe come dire che il Genoa ha una buona mentalità per vincere gli scudetti, visto che ne ha vinti nove tra il 1898 e il 1924. Allo stesso modo, il fatto che la Juve abbia perso delle finali europee negli anni Ottanta e Novanta non ha alcuna relazione logica con il fatto che ne abbia perse due negli ultimi tre anni. Ogni fase storica, ogni ciclo, fa storia a sé; e il passato non scende in campo.

Del resto chi dice che la Juve non ha la mentalità europea sostiene in ogni caso una cosa assurda, considerato il fatto che la squadra bianconera ha giocato ben nove finali di Coppa Campioni / Champions League. Dunque, o affermiamo che la mentalità europea serve soltanto nelle finali, mentre invece si può arrivare in finale abbastanza agevolmente anche senza avere la mentalità europea; oppure c’è qualcosa che non va. E in effetti va rilevato che molti non juventini, quando si tratta di valutare la partecipazione alle coppe europee, diventano i più integralisti sostenitori del motto “vincere è l’unica cosa che conta”; per cui della Champions si valuta solo il risultato della finale, e tutto il resto scompare. Una competizione lunga e complessa viene ridotta a trofeo da assegnare in partita unica, come se fosse la Supercoppa italiana. E ho letto, del resto, persino juventini sostenere seriamente che la Juve non è adatta alle finali, perché quest’anno ha perso quella di Supercoppa italiana e anche quella di Champions; come se fossero due cose anche solo lontanamente comparabili. Ma come stupirsi, se è stato addirittura Arrigo Sacchi a sostenere il paragone tra la Juventus e il Rosenborg, vincenti in patria ma non in Europa nei trofei veramente importanti? Una delle opinioni calcistiche più stupide che abbia sentito nella mia vita, basata sul presupposto che in fondo essere eliminati nei preliminari o ai gironi sia la stessa cosa che arrivare in finale senza vincerla. Ma il buon vecchio Arrigo, forse, sminuisce le vittorie in campionato rispetto a quelle di coppa perché ha vinto due volte la Coppa Campioni e solo una volta lo scudetto (per giunta in circostanze estremamente chiacchierate). Perché poi, parliamoci chiaro, ognuno cerca la statistica giusta per esaltare sé, e sminuire gli altri. Finché si tratta di punzecchiarsi tra tifosi, va bene; l’importante è che la punzecchiatura e lo sfottò siano distinti dai tentativi di riflessione seria. Ma questo succede di rado.

Lo so, infatti, dove si va a parare di solito: la Juve vince in Italia ma non in Europa perché in Italia… Altra opinione del tutto insensata; però molti juventini se la prendono come se fosse una cosa seria. Come ho detto, ogni ciclo fa storia a sé. In questo ciclo storico la Juventus è stata la squadra più forte in Italia, ed è stata la squadra italiana più forte in Europa. Se in questi anni ha vinto trofei in Italia e non in Europa non è perché non abbia una mentalità europea, o perché in Italia sia aiutata, ma semplicemente perché in Italia ha affrontato avversari diversi da quelli affrontati in Europa. Al di là dello stucchevole dibattito sul valore della serie A, direi che possiamo essere d’accordo sul fatto che, con tutto il rispetto per Roma e Napoli, in Italia i bianconeri non hanno dovuto sfidare delle potenze del calcio mondiale. In Europa, invece, la storia cambia, perché giocano in Europa due atleti di tale livello che quest’epoca calcistica sarà verosimilmente ricordata in futuro come “l’età di Messi e Ronaldo”. Ponendola in modo brutale: se hai in squadra uno di questi due, hai ottime probabilità di vincere in Europa; in caso contrario, le possibilità diminuiscono bruscamente.

ronaldo messi

In questo senso, la Juve ha avuto la sfortuna di vivere una fase storica di successi in campo italiano proprio nell’età di Messi e Ronaldo. Da quando esistono il Barcellona di Messi e il Real di Ronaldo, ossia dalla stagione 2009-2010, solo tre volte la Champions è stata vinta da una squadra diversa da Barcellona e Real: Inter 2010, Chelsea 2012, Bayern 2013. Questi tre successi hanno un elemento in comune: sono stati ottenuti affrontando nel corso della competizione solo una tra Barcellona e Real Madrid, e comunque non in finale. Mai ha vinto la Champions una squadra che ha affrontato nel corso della stessa competizione sia il Barcellona che il Real. Mai ha vinto la Champions una squadra che si è ritrovata ad affrontare il Barcellona o il Real in finale. Alla Juve negli ultimi tre anni, invece, è successo proprio questo: nel 2015, eliminato Ronaldo, ha trovato Messi in finale; nel 2017, eliminato Messi, ha trovato Ronaldo in finale.

Il calcio non è una scienza esatta; però credo che, più che di una immateriale mentalità europea da acquisire, la Juve di questo ciclo storico avrebbe semplicemente bisogno di un incrocio di risultati che la porti a giocarsi una finale contro una squadra normale, senza extraterrestri. Certo, sarebbe stato bello essere ricordati come i primi a spezzare il dominio di Messi e Ronaldo, facendo piangere uno dei due in una finale, dopo aver fatto fuori l’altro ai quarti. Ma, malgrado quello che molti pensano, il motto “vincere è l’unica cosa che conta” vuol dire soltanto che l’obiettivo è sempre la vittoria, ma non impedisce di accettare la sconfitta valutandola serenamente per quello che è. La storia non è finita a Cardiff. Ci si riproverà a partire già dall’anno prossimo; provare e riprovare ancora è l’unico modo per far sì che una cosa, prima o poi, accada. E questa cosa prima o poi accadrà; magari nel momento in cui meno ce lo aspetteremmo.

Resta da dire ancora qualcosa su un tormentone che, purtroppo, ha accompagnato l’avvicinamento alla finale di Cardiff: mi riferisco al possibile raggiungimento del triplete da parte della Juventus. Premetto che avrei preferito scrivere queste cose dopo l’ottenimento di questo risultato da parte della Juve, in modo da non potere essere accusato di sminuire una cosa perché sfuggita di mano alla mia squadra. Vi assicuro che era una delle prime cose che avevo in mente di scrivere in caso di… Comunque, io non faccio parte di quelli che sono ossessionati dall’idea di dover fare il triplete. Anzi, ritengo che esserne ossessionati, e molti juventini purtroppo lo sono, sia frutto di una deprecabile sudditanza psicologica nei confronti della tifoseria interista. L’Inter ha vinto meno della Juve, nella sua storia; ma è stata brava a trasformare una delle sue vittorie in tormentone mediatico, al punto che ogni successo ottenuto dopo da un’altra squadra è meno importante perché non è il triplete. E vedo che molti juventini cadono nella trappola. Il triplete è una cosa che non esiste, tanto che prima del 2010 non era mai importato a nessuno di ottenerlo. Lo stesso Real Madrid, tanto per fare un esempio illustre, non ha mai ottenuto il triplete nella sua storia, e non credo che i suoi tifosi si sentano in qualche modo sminuiti per questo; né si può dire che il Real Madrid non sia una squadra vincente, o che lo sia meno dell’Inter. Ma soprattutto, il triplete non ha senso perché mette sullo stesso piano tre trofei che sono per importanza e valore molto diversi, oltre ad essere disputati contro avversari differenti. Pensate se la Juve dovesse finalmente vincere la Champions League, e magari nello stesso anno lo scudetto. Già me li immagino, juventini disperati perché abbiamo perso la Coppa Italia, e quindi non abbiamo fatto il triplete. Dai, siamo seri. Lascio volentieri agli amici interisti il vanto di essere stati gli unici a fare il triplete, soprattutto se in cambio loro si impegnano a rimanere stabilmente nelle condizioni attuali. A me, basterebbe cominciare a mettere in bacheca qualche Champions League. In fondo, mi accontento di poco.

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18 pensieri riguardo “La mentalità europea e altri animali fantastici

  1. Ci sono molti juventini ossessionati dal Triplete mi sembra una visione distorta dalla realtà, non sono i molti juventini ma la dirigenza stessa, si vuole fare il triplete e questo triplete che verrà deve essere dipinto come un qualcosa che è meglio di quello dell’Inter, lo si legge sui giornali, uno in particolare, lo si sente nelle televisioni, lo si sente fra i vari giornalisti asserviti alla Juve nelle trasmissioni sportive, ne ho sentite di cotte e di crude in quest’utimo periodo, il top rimarrà comunque sempre quella di Ronaldo riserva nella Juve. Oltretutto a riguardo ne ho parlato pure con Claudio, anche lui vorrebbe fare il triplete per cui l’unica soluzione sarebbe allargare la rosa. La realtà dei fatti è che in questo momento fare il triplete è impresa impossibile per la Juve attuale. Per vincere la Champions dovreste lasciar perdere qualcosa oppure dovreste trovarvi nella stessa situazione in cui si trovava l’Inter in quel periodo, ci vorrebbe insoma una calciopoli che mandi in serie B Roma e Napoli, allora si, giocando in Italia contro nessuno, pur perdendo qualche partita (l’Inter ne perse 4 e arrivò a 82 punti quell’anno, punteggio con cui quest’anno non andresti neanche in Champions), vinci senza grandi sforzi Coppa Italia e campionato mentre comunque concentri le tue forze sulla Champions.

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  2. Domanda: vuoi fare il Triplete? Risposta: certo che si. Sei ossessionato dal Triplete? No. Vuoi vincere la Champions? Certo. Non credo sia mancato molto a livello di rosa quest’anno. Se gli altri hanno i marziani c’è poco da fare,,,,tre delle ultime quattro Champions le ha vinte il Real, un motivo ci sarà….il catastrofismo di molti tifosi post Cardiff è comprensibile per due giorni ma adesso basta…siamo sempre nelle mani della stessa società che ha vinto 6 Scudetti di fila, 3 Coppe Italia e disputato due finali di Champions: prima o poi arriverà anche quella.

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  3. Ma guarda, @Rug, sicuramente attraverso le pagine degli haters sei molto più al corrente di me di quello che pensano i giornalisti che tu ti assumi la responsabilità di definire “asserviti” alla Juve. Tra questi non c’è sicuramente Sconcerti, però, che ha espresso una sua opinione che poi si può anche giudicare discutibile o paradossale, ma non è asservito (risulta essere tifoso della Fiorentina di cui è stato anche dirigente in passato). Ad ogni modo nessun giornalista parla a nome della società.
    Detto questo: se vincere è l’unica cosa che conta è ovvio che alla Juve si parte con l’idea di non rinunciare a prescindere a nessun trofeo; questo non perché si è ossessionati dal triplete dell’Inter, ma perché tutte le big d’Europa partono con queste premesse in ogni stagione. Non essere ossessionati dal triplete non vuol dire che sarebbe meglio “scansarci” in qualche competizione, vuol dire semplicemente non dovere evocare in continuazione quel precedente come se fosse l’unità di misura di qualsiasi successo calcistico.
    Io penso che a evocare continuamente il triplete siano i media non juventini e specialmente il mondo interista che vede in quella stagione di successi l’unico appiglio in questi momenti di debolezza. Basta vedere in che modo anche i simpatizzanti come te si ergono a giudici di chi può fare o non può fare il triplete, come se il fatto di essere simpatizzanti interisti vi renda esperti della cosa. Io non capisco come tu possa affermare che “fare il triplete è impresa impossibile per la Juve attuale” visto che c’è arrivata a un passo per due volte in tre anni, bastava un po’ di fortuna e qualche episodio favorevole; per cui mi sembra assolutamente chiaro che fare il triplete sia una cosa assolutamente possibile per la Juve attuale.
    Poi io personalmente visto che non sono ossessionato dal triplete snobberei tranquillamente la Coppa Italia, come del resto la Juve ha fatto per l’intera era Moggi senza che nessuno abbia sentito particolarmente la mancanza di questo trofeo. Però poi effettivamente per quella che è la formula attuale in pratica vinci un trofeo con 4 o 5 partite da giocare tutte contro squadre italiane che ti sono inferiori, quindi capisco la scelta di Allegri negli ultimi anni. L’allargamento dei posti Champions in campionato secondo me invece sarà significativo; l’anno scorso la Juve era molto indietro all’inizio, ma poi dovendo rincorrere comunque almeno il secondo posto per la Champions diretta fu costretta alla rimonta super e a quel punto vinse pure lo scudetto. Con la nuova formula magari in caso di distacco analogo concentrerebbe gli sforzi sulla coppa accontentandosi di un terzo/quarto posto in campionato. Ogni stagione è una storia a sè.

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  4. “Io penso che a evocare continuamente il triplete siano i media non juventini “, tu non leggi tuttosport e probabilmente vedi poco SKY (io non ho neanche l’abbonamento e le gesta dei vari Bargiggia, Vialli, Mauro le leggo il giorno dopo su Facebook). Come ti avevo anticipato proprio in una discussione poi subito chiusa sulla mia pagina, si rischia di arrivare scarichi al momento più importante. Non mi vuoi ascoltare? problemi vostri. Vincere l’unica cosa che conta, quindi fare o tentare di fare il Triplete è d’obbligo, sarà ma prima che lo facesse l’Inter questa parola non l’avevo mai sentita e l’unica squadra che aveva l’ossessione di farlo era il Milan negli anni 90 senza mai riuscirci, all’epoca si chiamava “grande slam”, pensa quanti anni sono passati

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  5. Esatto, mai comprato una copia di Tuttosport in vita mia, e mai avuto l’abbonamento Sky. Ad ogni modo quello che pensano i tifosi, compresi i giornalisti tifosi, non ha alcuna relazione con quello che vince o non vince la squadra. Non dipende da quello che pensiamo o diciamo, per fortuna.

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  6. Dipende da quello che vuole la società e la società vuole fare il triplete per poi dire che il loro triplete è meglio di quello dell’Inter. Una rivincita post calciopoli stucchevole considerando che in tribunale sanno di non avere alcuna possibilità

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  7. io non credo che l’obbiettivo fosse il triplete ma il sesto scudetto. Un po’ come il record dei 100 punti dell’ultimo scudetto conte. records autocelebrativi totalmente inutile quanto il triplete dell’inter, ma che fanno vendere giornali e i tifosi abboccano. A me l’unica cosa piaciuta poco è stata la mentalità di Allegri nel finale di stagione in campionato. Assicurarsi punti con le “piccole” e tentare di gestire con Napoli e roma. Io avrei voluto una juve diversa. Se è vero che la juve è due spanne sopra le altre io avrei puntato ad asfaltare Napoli e Roma negli scontri diretti. Invece abbiamo fatto pessime partite…ma comunque credo che Cardif centri poco sia con questo sia con la mentalità eropea. Siamo crollati a livello nervoso e loro ci hanno ridicolizzati pur non essendo, a mio parere, superiori a noi.

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  8. Beh caro @bjh a ragion veduta, e cioè dopo aver visto Cardiff, dobbiamo concludere che la scelta di gestire le partite per limitare i danni nel finale di stagione sia stata necessaria, a causa delle energie della squadra che si andavano riducendo. Si sono concentrate le energie sulla finale di Coppa Italia, che abbiamo vinto bene malgrado la Lazio fosse una squadra in ottima forma, e aveva strapazzato la Roma nel derby poco tempo prima. Il fatto di essere due spanne sopra gli altri non conta niente se la condizione fisica non ti assiste, e a fine stagione conta soprattutto quello che è rimasto nelle gambe dei calciatori.
    Poi nella partita secca le cose vanno come devono andare ed è difficile scindere un singolo elemento che possa avere causato la sconfitta dall’insieme. Come ho scritto, chi è più forte di testa e di gambe alla fine di solito vince, anche se non succede sempre altrimenti bisognerebbe smettere di seguire questo sport. Però forse il Real Madrid l’avevamo sottovalutato, una squadra non vince tre volte la Champions in quattro anni per caso.

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  9. E poi, mi ripeto, ma bisogna parlare di Ronaldo. Può stare simpatico o antipatico, ma da quando è al Real Madrid ha giocato 88 partite di Champions segnando 90 gol. Una cosa semplicemente non umana.

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  10. Si, non dico che Allegri abbia sbagliato in assoluto (e risultati alla mano certo non lo si può criticare) , dico che io, per carattere mio, avrei preferito rischiare molto di più di perdere campionato e coppa italia mettendo al primo posto gli scontri diretti. Se le forze erano scarse vuol dire che qualcosa non è andato per il verso giusto. Ad esempio Higuain per me era cotto da un bel po’, ma in attacco eravamo bruciati fin da inizio stagione.
    Il real certamente è uno squadrone, nulla da dire, però a mio parere quest’anno non era superiore a noi o non in modo così netto come sembrerebbe dalla finale. Concordo anche su Ronaldo infatti penso che il primo goal preso sia stata una colossale cappella nostra e non credo che Allegri la pensi diversamente. Capita, e purtroppo è capitato in finale. L’ho scritto 3 anni fa e lo riscrivo ora….non me ne frega più nulla di campionati e coppe italia. Se non arriviamo in finale di Champions perchè troviamo gente più forte ok, e del resto a quei livelli ci sta che si perda, ma se arriviamo in finale e perdiamo per mancanza di energie fisiche e mentali per aver corso sui tre fronti mi girano le scatole. Non che faccia la differenza per qualcuno, ma mi girano lo stesso. Abbiamo perso 7 finali su 9 e questo farà storia più di 12 scudetti consecutivi vinti e peserà sempre più sul groppone di chi giocherà altre finali. La squadra ha mentalità europea altrimenti non le giochi 9 finali, ma se poi le perdi tutte hai certamente un problema. Non può essere solo sfiga, a mio parere ovviamente.

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  11. “ma se poi le perdi tutte hai certamente un problema. Non può essere solo sfiga, a mio parere ovviamente” io proprio questo tipo di ragionamento volevo contestare in questo pezzo. Perchè se perdi 7 finali consecutive, ok, quella squadra ha un complesso nei confronti delle finali. Invece le 7 finali perse dalla Juve appartengono a periodi diversi, rose diverse, allenatori diversi, assetti societari diversi, staff medici diversi, persino per quanto riguarda le sconfitte degli anni settanta e ottanta all’epoca la Coppa Campioni era un torneo totalmente diverso da quello che è adesso. Per cui che senso ha mettere insieme tutte le sette sconfitte, se non autocommiserarsi? La sconfitta contro l’Amburgo nel 1983 ha qualche relazione logica con la sconfitta di Cardiff? Se ammettiamo ciò dovremmo sconfinare nello spiritismo, nell’irrazionalismo più puro, nell’idea della maledizione. Io in questo senso mi sono proprio posto l’obiettivo di scrivere un articolo “illuminista”.
    Per il resto, sul problema della mancanza di energie fisiche e mentali nella finale di Cardiff, sono d’accordo con te. E’ evidente che da quanto si è giocato con il 4-2-3-1 di fatto non c’erano ricambi in attacco (o almeno, l’infortunio di Pjaca ci ha privato dell’unico rimpiazzo possibile) e quindi Higuain, Mandzukic e Dybala non hanno praticamente mai fatto turnover se non episodicamente. Questo ha fatto sì che il reparto offensivo finisse in affanno la stagione, e questo si percepiva già nelle ultime settimane di campionato, quando l’esplosione di Dani Alves ha in parte mascherato la mancanza di brillantezza degli altri. La causa di questo problema sta nel fatto che la rosa era stata pensata per un altro modulo, sostanzialmente perché la campagna estiva era stata sbagliata. Sono episodi, ma secondo me comunque le cause legate alla singola stagione sono più decisive di quelle che potrebbero accomunare le sette sconfitte in finale.

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  12. Concordo con Francesco, c’è stato un problema legato al poco turnover…sicuramente qualche infortunio e magari il cambio di modulo non previsto hanno inciso in maniera significativa. Per il resto guardiamo le ultime 3 Champions: la Juventus ha perso con Barcellona, Bayern e Real Madrid. Ci può stare, finchè non fai quell’ultimo gradino che ti porta al livello loro.

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  13. Francesco non che il tuo discorso non sia logico, non fa una piega, ma hai lo stesso un problema. Non si tratta di legare le 7 finali, si tratta di prendere atto che per quella competizione non sei in grado di portare a casa i risultati che dovresti portare a casa con i giocatori che hai. Spiritismo? no, non è necessario arrivare a tanto , basterebbe un po’ di pragmatismo. Ho una squadra difficilmente battibile quando è al top? bene, mi pongo come obbiettivo primario la competizione in cui non son mai riuscito ad esprimermi al massimo ( tra l’altro è di gran lunga la più importante) e devo arrivare al top alla finale (cioè dai quarti in poi devo essere al top o li vicino), il resto lo gioco per vincere se e solo se non intralcia il mio principale obiettivo. Alla juve si ragiona diversamente. Anche Real ed altri fanno così? non importa, loro le finali le vincono e finche le vincono fanno bene a ragionare in quel modo. Allegri e la sua squadra nell’insieme sono la juve più forte che abbia mai visto ed è un peccato non prendere la champions in una simile situazione. Concordo anche con Claudio sul fatto che ci può stare di perdere con certe squadre, ma noi non abbiamo perso, ci hanno asfaltato e non credo ci servissero ulteriori gradini per essere loro pari in champions. Volendo vincere tutto, forse ci manca qualcosa ma temo ci mancherà sempre. Poi ripeto questo è come la gestirei io per carattere mio. Ci sta che si preferisca mettere in cascina quel che è più facile da ottenere sperando poi di averne anche per vincere la champions.

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  14. Ecco, io sull’analisi che fai su quest’anno sono d’accordo, quello che dico è che non so se è sempre stata questa la causa delle sconfitte in finale, secondo me ogni stagione ha una causa a sè. E adesso non ha molto senso mettersi a discutere sul perchè si è perso col Borussia e col Milan, il passato è passato e così sia.
    Su quest’anno, credo che l’intervista concessa da Allegri a Condò dica delle cose interessanti, quindi se possibile cercala. Per esempio lui dice che dopo la sconfitta con la Fiorentina a gennaio ha pensato si potesse perdere seriamente lo scudetto. Ora, noi a ragion veduta, e dopo aver vinto lo scudetto, diciamo che avremmo preferito concentrare le energie sulla Champions; ma cosa avremmo detto se si fosse perso lo scudetto? Il problema è che puoi anche correre il rischio di perdere lo scudetto, ma poi comunque questo non ti garantisce di vincere la Champions. Fosse così semplice e automatico, credo che questa scelta in società l’avrebbero già fatta. Quest’anno si sono sacrificati gli scontri diretti con Roma e Napoli nel finale di stagione proprio per spostare le energie su altre competizioni; come dice Allegri basta vincere con un punto in più della seconda, non c’è bisogno di farne 100. Non è bastato. Forse si poteva evitare di concentrare energie sulla Coppa Italia visto che c’è stato un doppio confronto dispendioso con il Napoli; io come ho scritto lascerei volentieri la Coppa Italia come contentino alle altre, ma poi saltano fuori quelli che vogliono fare il triplete, quelli che un trofeo è sempre un trofeo e si disperano pure per la Supercoppa italiana, eccetera. Purtroppo nel calcio non si può vincere sempre tutto, bisogna essere contenti di quello che si vince, e sperare che risucceda in futuro. Se siamo andati per due volte vicini alla Champions negli ultimi anni vuol dire che non è un traguardo impossibile, sarei più sfiduciato se in questi due anni fossimo usciti ai gironi.

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  15. Ovviamente il discorso sulle ipotetiche maledizioni (alla Bela Guttman) le metterei da parte. Come dice Francesco, la Juve ha perso le 7 finali in un arco di tempo che va dal 1973 al 2017, più di 40 anni. E durante questi anni sono cambiati presidenti, dirigenti, allenatori, giocatori. L’unica cosa che penso è che i calciatori della Juventus che hanno giocato le ultime finali e quelli che giocheranno la prossima sono sicuramente “turbati” dal fatto che si parli così tanto del vostro record negativo: questo penso sia una cosa che possa influire sulla testa dei giocatori e può anche essere determinante.

    È comunque più corretto considerare le circostanze della stagione in cui si perde la finale: come già detto avete giocato sempre con i soliti 4 trequartisti/attaccanti dal dopo Firenze mentre il Real Madrid ha potuto permettersi di far riposare Ronaldo in diverse partite di Liga ed è uscito dalla Coppa del Re quasi subito. La stagione è stata comunque intensa e il Real Madrid non può sicuramente essere definito un avversario facile: nella partita secca sono stati più bravi, io il presentimento della loro vittoria l’ho avuto fin da subito perché la Juve mi sembrava molto agitata, in ricerca della vittoria, vittoria che mi è sembrato voleste ottenere troppo “velocemente”. Questa è l’impressione che ho avuto. Comunque senza dubbio va considerato il fatto che combattere su tutti i fronti fino alla fine toglie energie mentali e fisiche.

    Credo che la Juve, negli anni che ha perso le finali di Champions abbia sempre vinto lo scudetto, sbaglio? E negli anni che ha vinto la Champions non ha vinto il campionato. Sicuramente deve far riflettere. È ovvio che sarebbe sbagliato trascurare il campionato consapevolmente per buttarsi sulla UCL perché nessuno ti assicura la vittoria finale… aumentano sicuramente le possibilità ma la certezza non ce l’hai mai. Il Milan ne ha vinte 7 ma solo Capello riuscì nel ’94 ad abbinare il campionato, vorrà dire qualcosa (poi è anche vero che squadre come il Barça quando ha vinto la Champions ha SEMPRE vinto anche la Liga, quindi uno non sa bene cosa pensare se non al fatto che ci sono troppe variabili).

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  16. Credo che il campionato spagnolo sia un po’ diverso da quello italiano, in Spagna ci sono due squadre e poi un divario immenso sulle altre che comunque sono forti, in Italia le cose stanno in maniera un po’ diversa, forse.

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  17. Sono d’accordo con Felix quando dice che l’unico effetto pratico delle sconfitte in finale è che i giocatori potrebbero in futuro scendere in campo con questo pensiero in mente. Secondo me è una cosa che si supera facilmente, però può essere un fattore. Per questo motivo va bene che i non juventini rivanghino in continuazione quelle sette sconfitte, che lo facciano i tifosi juventini è meno opportuno.
    Per il resto, l’accoppiata col campionato dipende da tanti fattori. Anche in Europa così come in Italia esistono i cicli. Adesso Ronaldo ha 32 anni, Messi 30, diciamo che tra 2-3 anni le carte potrebbero rimescolarsi in modo forte anche a livello europeo. Bisogna capitare anche al posto giusto al momento giusto, per esempio il Milan un decennio fa ha avuto l’opportunità di giocarsi in pochi anni due volte la Champions contro il Liverpool di Benitez, che non era certo la squadra più forte d’Europa a quel tempo. Non voglio dirlo per rosicare, perché ovviamente nel primo caso è colpa della Juve non essere al posto di quel Liverpool (nel secondo lasciamo perdere); però è per dire che esistono tanti fattori ed esistono momenti storici molto diversi, fasi in cui ci sono poche squadre dominanti, fasi in cui c’è maggiore equilibrio ed incertezza.
    Per quanto riguarda la liga spagnolo, quest’anno il Real ha chiuso con 93 punti contro i 91 della Juve, il Barca a 90 contro gli 87 della Roma. Quindi le prime due spagnole hanno fatto più o meno gli stessi risultati delle prime due italiane (ci sono 20 squadre anche lì).

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