La Calciopoli della RAI

raisportLa storia di Calciopoli, come abbiamo detto più volte, contiene dentro di sé tante storie, più o meno interessanti, più o meno marginali. Quella che vogliamo raccontarvi oggi è poco nota; eppure vi hanno preso parte giornalisti del servizio pubblico, alcuni anche parecchio noti agli spettatori della trasmissioni di RAISport.

Nel cercare di tratteggiare la figura di Luciano Moggi capo assoluto del calcio italiano la procura di Napoli si è sforzata, tra le tante cose, di dimostrare la sua influenza sui media e su alcuni giornalisti. Del resto, intercettato per otto mesi consecutivi tra ottobre 2004 e maggio 2005, l’allora dg juventino è stato beccato, ovviamente, anche a parlare coi giornalisti; e sarebbe stato sorprendente il contrario. L’accusa, e anche questa non è una sorpresa, ha applicato scientificamente l’assurda equazione “giornalista che parla al telefono con Moggi” = “giornalista al servizio di Moggi”, della cui fallacia vedremo qualche esempio anche più avanti. E la Cassazione, che ha dato un’occhiata rapida e un po’ approssimativa alle carte di questa storia prima di pronunciarsi, ovviamente c’è cascata, parlando di “strapotere” di Moggi esteso agli ambienti giornalistici e televisivi (qui il commento condivisibile di Ravezzani sul Corriere dello Sport).

Del peso assurdamente spropositato acquisito, persino nelle sentenze, dalla trasmissione televisiva Il processo di Biscardi abbiamo già parlato tempo fa (link). Altri giornalisti sono menzionati nel capo d’imputazione per associazione a delinquere del processo di Napoli, in pratica tutti quelli che sono stati beccati a parlare al telefono con Moggi: Giorgio Tosatti, Franco Melli, Lamberto Sposini, Gianni Di Marzio, Tony Damascelli, Mauro Sandreani. Per nessuno di loro, tuttavia, è stato chiesto il rinvio a giudizio, come non lo è stato chiesto per Biscardi.

Un solo giornalista è stato imputato a Napoli: si tratta di Ignazio Scardina, romano, una vita in RAI.

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Ignazio Scardina

In video lo si vedeva poco, ma credo che almeno il suo nome sia familiare ai più. Qualcuno forse lo ricorderà perché nel 2000, insieme a Mario Mattioli e a Donatella Scarnati, fu malmenato e arrestato dalla polizia olandese prima della finale europea Italia – Francia. L’accusa aveva chiesto per lui la condanna a un anno e due mesi di reclusione per associazione a delinquere, ma Scardina è stato assolto sia in primo grado che, dopo il ricorso della procura, in appello. Del resto, come per altri protagonisti dello “scandalo”, è difficile capire quali siano i comportamenti di rilievo penale che abbiano potuto trascinarlo in giudizio.

Curiosamente anche qui tutto gira intorno alle griglie, vero tormentone dei fatti calciopolari. Scardina dal 2000 fino al 2006 è stato il capo della redazione calcistica di RAISport, e in quanto tale, sotto la supervisione del direttore e dei vicedirettori della testata, si occupava tra le altre cose di predisporre la squadra di giornalisti che, domenica dopo domenica, avrebbe coperto le varie partite del campionato di serie A, realizzando i servizi per le trasmissioni sportive della RAI. La griglia preparata da Scardina indicava dunque, per ogni partita, chi avrebbe fatto la sintesi per 90° Minuto, chi le interviste live per Stadio Sprint, chi il servizio per la Domenica Sportiva, chi, infine, i pezzi cosiddetti “di appoggio”. L’assegnazione dei vari incarichi teneva conto dell’importanza della partita, della trasmissione cui il servizio era destinato, del valore e dell’esperienza dei vari giornalisti a disposizione della redazione.

In sostanza le contestazioni contro Scardina si sono basate quasi esclusivamente sulle recriminazioni di una “grande accusatrice”, l’inviata Francesca Sanipoli, che ha lamentato di essere stata penalizzata, in quanto assegnata a partite di scarso prestigio, rispetto ad altri colleghi meno esperti che venivano invece mandati a coprire le partite più importanti.

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Francesca Sanipoli

In particolare la Sanipoli soffriva della mancata possibilità di seguire le partite della Juventus, per le quali veniva invece inviato un giornalista che all’epoca non era assunto stabilmente dalla RAI, il campano Ciro Venerato. La Sanipoli, nella torrenziale deposizione testimoniale a Napoli del 30 ottobre 2009, ha lamentato di essere stata sgradita a Moggi da quando, il 5 ottobre 2003, aveva fatto confessare in un’intervista post-partita allo juventino Zambrotta di avere accentuato la caduta in occasione del rigore decisivo nella partita Juventus – Bologna. Scardina l’avrebbe assegnata a partite di rango inferiore dicendole: “Così impari a fare le domande stronze”. La Calciopoli della RAI, in breve, è quasi tutta qui.

Dalle intercettazioni apprendiamo in effetti che in due occasioni, per le partite Lecce – Juventus e Juventus – Livorno del campionato 2004-2005, Moggi si sarebbe attivato per favorire la “designazione” di Venerato, su richiesta, peraltro, dello stesso giornalista.

Il 7 novembre 2004 Moggi riceve una telefonata da Venerato (prog. 172), che gli dice che la Sanipoli non gliela avrebbero mandata più “per i prossimi sette anni”, perché aveva parlato lui con Scardina e gli aveva spiegato un po’ di cose. Al che Moggi risponde “La po’ anche mandà tanto io non li faccio magnà”, secondo la trascrizione dei carabinieri. Poi Venerato chiede a Moggi una telefonata a Scardina, ancora indeciso a proposito della sua designazione per Lecce – Juventus del successivo 14 novembre. Moggi, verosimilmente, non ne fa nulla. Il giorno dopo, infatti, Venerato gli telefona nuovamente (prog. 1598) per ricordargli della telefonata a Scardina. Non basta ancora. Nello stesso giorno, più tardi, c’è ancora la telefonata prog. 1854, in cui Venerato fa notare  a Moggi che non ha ancora chiamato Scardina, e Moggi risponde con la più classica delle scuse: il telefono non mi funziona.

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Ciro Venerato

Intanto Venerato ha saputo che Scardina ha intenzione di mandarlo non a Lecce, ma a Parma per Parma – Chievo. Venerato è molto agitato. Lecce – Juventus non è una partita come tutte le altre: è soprattutto, mediaticamente, la Juventus contro l’arcinemico Zeman, e il cronista teme che Scardina voglia mandare al posto suo un “guastatore” (già questo sospetto di Venerato basterebbe a escludere uno Scardina associato a delinquere, ma vabbè). Venerato detta quindi a Moggi il numero a cui chiamare Scardina. A questo punto succede una cosa curiosa: Moggi chiama Scardina tenendo in linea Venerato, e quindi all’interno della stessa telefonata prog. 1854 di cui stiamo parlando si ascoltano “di rimbalzo” le parole di Moggi a Scardina. Ma da quale numero sta chiamando il dg juventino? E come mai non è stata intercettata la telefonata originale Moggi – Scardina? Comunque sentiamo Moggi che chiede di mandare Venerato a Lecce, garantendo che non ci sarebbero state spese aggiuntive per la RAI perché il giornalista avrebbe potuto viaggiare sullo stesso aereo della Juventus. L’obiettivo, dunque, è raggiunto, e Venerato andrà effettivamente a Lecce, anche se a dire il vero non possiamo essere sicuri del fatto che l’intervento di Moggi sia stato davvero il fattore decisivo.

Come ricambia l’interessamento il buon Venerato? Realizzando il giorno prima della partita, grazie ai buoni rapporti con il ds Corvino, un’intervista esclusiva a Zeman in cui l’allenatore boemo dice “peste e corna” della Juve (lo racconta lo stesso Venerato nella sua deposizione testimoniale del 23 novembre 2011). Dopo la partita Venerato chiama ancora Moggi (14 novembre 2004, prog. 4562) per complimentarsi per la vittoria “in modo oscenamente servile” (cito dalle ispirate informative di Auricchio). I due in verità parlano soprattutto del fatto che alla Domenica Sportiva ci sarebbe stato, guarda un po’, il solito Zeman, che secondo Venerato avrebbe fatto “un po’ di show”. Moggi non sembra particolarmente preoccupato, visto che risponde solo “e vabbè”, e la telefonata si chiude lì. Durante la trasmissione, in effetti, a preoccuparsi per le “sparate” del boemo non è tanto Moggi, quanto un personaggio che oggi è di estrema attualità: Mino Raiola. All’epoca era il procuratore di Nedved, che era stato criticato in trasmissione da Zeman perché non era andato in Nazionale, e pensava solo ai soldi. Raiola chiede dunque aiuto a Moggi per potere intervenire in diretta in trasmissione (prog. 4610). Moggi si rivolge a Venerato (prog. 4615), e in una telefonata successiva trasmette tramite Venerato al curatore Jacopo Volpi il numero di Raiola (prog. 4616). L’avvincente narrazione dell’informativa dei carabinieri finisce qui, e non sappiamo nemmeno se Raiola è intervenuto davvero in trasmissione, e cosa ha detto.

La storia, comunque, non è ancora finita. Il 17 novembre Moggi parla al telefono con l’amico ds del Messina Fabiani, che a un certo punto gli passa al telefono Scardina, che si trova a pranzo con lui (forse a Roma, che è la città di Scardina e anche di Fabiani, forse a Messina dove quel giorno si giocava l’amichevole della Nazionale contro la Finlandia, evento che potrebbe spiegare la trasferta del giornalista; il prog. è il 5683). Scardina si lamenta con Moggi: non volevi quella (la Sanipoli) e non te l’ho mandata, m’hai chiesto Ciro (Venerato) a Lecce e te l’ho mandato, poi però mi concedi un’intervista a Del Piero che non è una vera esclusiva, perché l’hai concessa a tutti. Moggi replica dicendo di essere in credito con la RAI, che del resto alla Domenica Sportiva aveva fatto intervenire sia Zeman che il presidente del Lecce Semeraro, oltre ad avere un altro suo nemico storico come Boniek nella veste di opinionista fisso. Già basterebbe questo, in effetti, a seppellire qualsiasi accusa relativa a una RaiSport succube nei confronti di Moggi. La sera della trasmissione l’altro giornalista Damascelli aveva commentato al telefono con Moggi (prog. 4603) la performance del trio Semeraro – Zeman – Boniek lamentando la remissività della Juventus sul piano della comunicazione: “Questa è la Domenica sportiva! Pensa che cosa sarebbe una televisione di Lecce o di Roma!”. Lo stesso 17 novembre del pranzo Fabiani – Scardina Moggi parla al telefono anche con il presidente del Messina Franza (prog. 1944), che a un certo punto gli fa presente che insieme a lui c’è Ciro Venerato. Franza dice: “ha fatto un gran servizio”. Moggi commenta: “questo per una cena farebbe di tutto”.

Come già anticipato, Moggi sarebbe intervenuto con Scardina anche qualche settimana più tardi, per fare designare Venerato per la partita Juventus – Livorno (prog. 10381 e 10394, entrambe telefonate Moggi – Venerato, manca una chiamata Moggi – Scardina). La questione comunque è meno gustosa di quella relativa a Lecce – Juventus, e visto che la dinamica mi sembra che sia stata già sufficientemente chiarita, non c’è bisogno di entrare anche in questo caso nei dettagli.

Ho detto all’inizio che è tutta una questione di griglie. In effetti le griglie preparate da Scardina con gli accoppiamenti partite – giornalisti non possono che richiamare alla mente le griglie per il sorteggio arbitrale, predisposte da Bergamo e Pairetto con la selezione di arbitri e partite. Se Scardina è diventato, per l’accusa, un associato a delinquere è perché probabilmente la suggestione delle griglie ha accomunato la scelta dei giornalisti destinati a commentare le partite alla scelta degli arbitri che quelle stesse partite dovevano arbitrale. Ma si può chiedere a un giornalista la stessa indipendenza ed equidistanza che si richiede a un arbitro? E Scardina può seriamente essere considerato come un altro designatore, sovrapposto nel quadro accusatorio alle figure di Bergamo e Pairetto?

Certo, se stiamo ad ascoltare la retorica sul giornalismo “cane da guardia del potere”, sui giornalisti “con la schiena dritta”, e via dicendo, probabilmente il ragionamento potrebbe anche filare. Ma come funziona la realtà? La realtà è che anche nel campo più serio della politica ogni leader grande e piccolo ha i suoi giornalisti favoriti, cui concede volentieri esclusive e anticipazioni, e i suoi giornalisti sgraditi, da cui invece non si farebbe intervistare nemmeno sotto tortura. Sempre più, del resto, i giornalisti hanno la loro esplicita etichetta politica, e alcuni hanno persino fatto la spola tra il posto da giornalista in tv e istituzioni politiche vere e proprie (mi vengono in mente adesso la Gruber e Santoro). Insomma, con queste premesse, come si può pretendere un’assoluta equidistanza nel campo del giornalismo sportivo?

Dal punto di vista di Moggi, è perfettamente comprensibile che egli desideri giornalisti a lui vicini, e non ritenuti sgraditi o ostili. Sfido a trovare un qualsiasi dirigente sportivo che la pensi diversamente. L’intervento di Moggi in tal senso farebbe parte di un più che normale lavoro di lobbying al servizio della propria squadra, che del resto non potrebbe in alcun modo alterare i risultati del campo, che poi è quello che a noi interessa. E dal punto di vista di Scardina? Compilando le sue griglie, sulla base di quali criteri avrebbe dovuto scegliere il miglior giornalista? Avrebbe dovuto mandare alla Juve un giornalista sgradito, oppure uno gradito che più facilmente avrebbe ottenuto interviste esclusive e magari anche scoop e anticipazioni di mercato? Mandando Venerato a fare la Juve, insomma, sta facendo gli interessi di Moggi o quelli di RAISport? La risposta, a dire il vero, è facile: sta facendo gli interessi di RAISport, che in questo caso coincidono con quelli di Moggi. È una dinamica in cui il tifo calcistico non c’entra nulla: Venerato è nato a Torre del Greco e tifa Napoli; Scardina è romano e romanista, così come la Sanipoli (“tifosa sfegatata” secondo l’allora opinionista Fulvio Collovati; lei in questo video sfuma il concetto, anche se sostanzialmente ammette) che pure avrebbe osteggiato.

Moggi è un personaggio mediaticamente fortissimo, e per la RAI è importante avere un buon rapporto con lui, così come con Zeman, vezzeggiato e coccolato con inviti e interviste. A dimostrare quanto fosse importante per RAISport tenersi buono Moggi è tra l’altro una telefonata tra il dg juventino e un altro giornalista RAI che pure al processo di Napoli è intervenuto come testimone d’accusa, a supportare le lamentazioni della Sanipoli e ad aggiungerne anche qualcuna per conto proprio. Sto parlando di Enrico Varriale, che secondo i carabinieri telefona a Moggi il 7 novembre 2004 per commentare l’esito infausto della partita Reggina – Juventus (prog. 151; i carabinieri parlano di un uomo verosimilmente identificato dalla voce con il giornalista RAI Enrico Varriale).

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Enrico Varriale

Varriale conforta Moggi dandogli ragione nelle lamentele sugli errori dell’arbitro Paparesta, sorprendendosi oltretutto del fatto che non ci sia stata una compensazione nel secondo tempo dopo che il rigore del primo tempo “lo hanno visto pure i ciechi”. Il passaggio più interessante comunque è quello in cui Moggi suggerisce un confronto tra l’episodio di Reggio e un rigore dato da Paparesta al Milan tempo prima, e Varriale si offre di andare a recuperare le immagini televisive dell’episodio perché effettivamente “quello è una cosa da vedè”.

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Insomma, il giornalista dà ragione a Moggi su tutta la linea. Varriale è al servizio di Moggi? In realtà il senso della conversazione sfugge se non si considera la richiesta che il giornalista piazza alla fine della chiamata: autorizzi una intervista a Capello? È semplice, funzionava così; e non credo che funzionasse (e funzioni tuttora) molto diversamente con i dirigenti delle altre squadre. Servono interviste, servono notizie esclusive, servono scoop; per ottenere queste cose bisogna coltivare buoni rapporti con i dirigenti delle squadre, soprattutto delle big, e questo al di là del fatto che questi dirigenti siano simpatici o antipatici al singolo giornalista. Dirigenti e giornalisti si conoscono da anni, se non da decenni, e sono costantemente impegnati nel fare al meglio il proprio lavoro, cercando il più possibile di venirsi incontro a vicenda. In questo senso, non c’è dubbio sul fatto che Venerato fosse gradito a Moggi, anche se quest’ultimo sembra considerarlo un po’ uno scocciatore. Ma che dire, invece, della Sanipoli? Nella spettacolare deposizione testimoniale di Zeman al processo di Napoli, datata 20 novembre 2009, c’è pure un passaggio in cui si parla di lei. Il 12 novembre 2000 il Napoli di Zeman pareggiò a Perugia; era la sesta giornata, e la squadra partenopea aveva conquistato soltanto due punti. Secondo il racconto del boemo dopo la partita la Sanipoli intervistò alcuni capi ultras del Napoli vicini a Moggi, che lo contestavano violentemente e ne chiedevano l’esonero. La deduzione di Zeman, che qualche giorno dopo la partita di Perugia e le contestazioni fu effettivamente esonerato, è che in quel periodo la Sanipoli facesse parte del gruppo degli amici di Moggi (lo afferma con più chiarezza nel verbale dell’interrogatorio del 19 maggio 2006, contestato in aula dall’avvocato Prioreschi; smorza un po’ il concetto davanti alla corte presieduta dalla Casoria). Quale che sia la verità, è difficile etichettare con precisione i giornalisti sulla base della fede calcistica o della “fedeltà” a questo o quel dirigente.

In un contesto del genere, le accuse rivolte a Scardina sono apparse insostenibili già prima che si arrivasse alla sentenza di primo grado. Diversi testimoni, dall’allora direttore di RAISport Fabrizio Maffei, al vicedirettore Andrea Giubilo, agli inviati Fabrizio Failla e Carlo Paris, hanno confermato la correttezza di Scardina, e hanno negato qualsiasi favoritismo nei confronti di questa o quella squadra.

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Fabrizio Maffei

Né a carico di Scardina né a carico di Venerato è mai emersa l’accusa di “addomesticamento” di un servizio, una notizia, un episodio da moviola in modo tale da favorire Moggi e i suoi amici (ed è curioso che sul banco degli imputati ci sia finito Scardina e non chi, come Biscardi e Baldas, sembrava disposto a truccare sondaggi e moviole su invito di Moggi). Ancora, la causa per mobbing e dequalificazione professionale intentata dalla Sanipoli contro Scardina è stata rigettata dal giudice del lavoro. Anche il procedimento della Corte dei Conti nei confronti di Scardina e Venerato per il danno economico che avrebbero arrecato alla tv di servizio pubblico è stato archiviato, giudicato inammissibile nella forma ma anche infondato nel merito. È stato dimostrato, del resto, che Venerato veniva utilizzato coerentemente con la sua condizione contrattuale soprattutto per i pezzi cosiddetti “di appoggio”, e anche in occasione della Lecce – Juventus “incriminata” gli inviati principali di RAISport furono altri: Stefano Bizzotto (per la sintesi della partita, che trovate qui) e Saverio Montingelli (per le interviste). Il quadro era così chiaro che la RAI ha reintegrato Scardina nel suo antico ruolo, da cui era stato rimosso nel 2006, nell’ottobre 2010, senza nemmeno aspettare la sua assoluzione in primo grado.

Una volta arrivata questa decisione, pensate che la procura si sia arresa? Nemmeno per sogno. I pm presentano per quanto riguarda la posizione di Scardina un appello che definirei “suicida”, in cui si parla in termini del tutto generici dell’importanza del “linciaggio televisivo di un arbitro non compiacente” e di indicazioni volte a minimizzare gli errori commessi da alcuni arbitri a favore della Juventus; cioè cose di cui Scardina non era mai stato accusato nemmeno nel corso del processo di primo grado. Inevitabile il rigetto di un simile appello, tanto più che lo stesso pg ha chiesto alla fine la conferma dell’assoluzione decisa dai giudici di primo grado.

Questa storia si conclude così, e la sensazione è che Scardina sia stato una delle tante vittime collaterali che sono state colpite nel corso della caccia al bersaglio grosso dell’inchiesta. Il modo in cui si fa carriera all’interno delle redazioni giornalistiche non è argomento di interesse della magistratura penale, e se si dovessero perseguire come reati tutti i falsi e gli aggiustamenti delle notizie da parte dei giornalisti, la sensazione è che nessuna procura avrebbe più il tempo di indagare sugli altri reati. Del resto, l’idea che alcuni giornalisti sportivi siano troppo favorevoli o troppo ostili a certe squadre è di attualità anche oggi, non senza motivo. Se a qualche procura saltasse in mente di intercettare un dirigente importante, di sicuro ne sentiremmo delle belle anche oggi. Ma credo che Calciopoli resterà un unicum nella storia giudiziaria italiana; e in fondo questa è una buona notizia.

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15 pensieri riguardo “La Calciopoli della RAI

  1. Se Calciopoli sia un unicum non lo so, sul fatto che i giornalisti siano di parte mi va bene, altrimente Emilio Fede dovrebbe stare in galera, mi sta anche bene che Ignazio Scardina mandi i giornalisti graditi per poi ottenere in cambio interviste esclusive e via discorrendo, non mi sta bene che in determinati canali televisivi certi giornalisti vengano cacciati perché in genere non graditi alla Juve

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  2. Ma guarda, in realtà il pezzo ho voluto scriverlo adesso sia perchè questa imputazione a Scardina è una di quelle che non avevamo approfondito mai, sia perchè è diventato particolarmente d’attualità con le polemiche su Pistocchi.
    Il motivo è in realtà lo stesso che ho approfondito nell’articolo, e che hai sottolineato tu stesso. Finchè hai un giornalista sportivo che odia la Juve al Fatto quotidiano, non c’è problema, perchè nessuno compra il Fatto per leggere le pagine sportive, quindi comunque il Fatto non può avere cali di acquirenti a causa del fatto che Ziliani parla male della Juve nelle pagine sportive.
    Per una grande redazione sportiva invece le cose cambiano. Raisport, o Sportmediaset, o la redazione sportiva di Sky, o la Gazzetta hanno bisogno di mantenere buoni rapporti con le grandi squadre (anche se qualche volta, se gli conviene, possono inimicarsele per qualche scoop, come per Buffon – scansamenti sulla Gazzetta); per cui manderanno il Pellegatti di turno a seguire il Milan, o l’Inter o la Juve, o anche la Roma; sono giornalisti più o meno dichiaratamente di parte, seguono la squadra, sono amici di alcuni dirigenti e di alcuni giocatori, che di tanto in tanto gli rivelano qualche segreto di spogliatoio, o qualche mossa di mercato in anteprima. Ma un giornalista che fa dichiaratamente la guerra a una delle big con malignità e frecciate costanti non se lo possono permettere in una grande redazione sportiva, perchè rende ostile la squadra, e rende ostile il pubblico che segue quella squadra. Non c’è nemmeno bisogno che la squadra faccia pressioni per far rimuovere quel giornalista, un capo-redattore e un direttore di testata lo capiscono benissimo anche da soli qual è la loro convenienza.

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  3. Articolo interessante effettivamente mancava

    come Rug ti ha confermato nel suo post

    non devono esistere giornalisti pro Juventus sono ammessi solo quelli che ne parlano male e mettono in dubbio ogni sua vittoria

    in Claciopoli é stata usata questa equazione
    su 100 giornalisti 5 o 6 sono filo juventini beh sono troppi bisogna eliminarli
    e quei 5 o 6 bastano per poter dire MOGGI CONTROLLA LA STAMPA ITALIANA
    1000 articoli che sputano sulla Juve é cosa dovuta
    una decina di articoli che fanno un complimento é scandalo
    ma come osavano quei 5-6 giornalisti essere filo juventini ed avere la faccia tosta di scrivere un qual cosa di positivo non sia mai
    IO indagatore del occulto faro’ si che non si riproduca mai piu’

    quanto scritto sopra é ironia ma in sintesi é l’impressione che danno i PM
    una vera e propria caccia alle streghe

    ma puo’ un PM permettersi un attegiamento del genere e farla franca ??

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  4. “come Rug ti ha confermato nel suo post

    non devono esistere giornalisti pro Juventus sono ammessi solo quelli che ne parlano male e mettono in dubbio ogni sua vittoria”
    Ma quando mai ho scritto una cosa del genere?

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  5. 🙂 é una estratto del contenuto
    no non hai usato esattamente quelle parole

    ho notato che é una costante
    succede alla juve é assolutamente reato succede a un altra squadra stranamente non lo é
    Moggi parla al telefono con un designatore é reato lo fanno altri non lo é etc etc
    Moggi parla con qualche giornalista ha il monopolio della stampa lo fanno altri é cosa normale

    dopo anni e anni di discussioni su calciopoli
    resta questo fenomeno inspiegabile
    chissà perché
    ho finito di arrabiarmi per questo
    mi resta solo la curiosità vorrei riuscire a capire il perché
    vivendo al estero questo fenomeno non lo si percepisce in generale tutti parlano bene della juve
    ma appena apro un giornale e mi diletto a leggere i commenti sulla juve si denota un odio che per lo sport non é normale
    é un fenomeno unico o si é juventini o si é antijuventini e quest ultimi travisanoo di bile da far paura
    sono pochi i tifosi non juventini normali

    un nota positiva l’ho notata quest ‘ anno si stanno calmando un po’ ma ci é voluta una supremazia di 6 anni per farli arrivare a dire si effettivamente la juve é la piu’ forte e non ha rubbbbato e per gli arbitri ci sono state poche polemiche e ci mancherebbe, se non sbaglio quest anno gli episodi contro erano molto di piu’ di quelli pro

    e nonostante tutto la juve ha vinto smontando il famoso teorema che la juve vince solo rubbando

    ti rendi conto che ci sono voluti 6 scudetti e 3 coppe Italia di seguito piu’ due finali di champions
    per smontare il teorema Auricchio Narducci
    che solo la juve o Moggi solo loro ci interessano e commettono rati di tutto genere e degli altri ci frega poco

    forse tra 4 o 5 o dopo la sua morte (80 anni il giovincello) anni arriveranno a dire beh forse Moggi non era quel mostro che ci hanno descritto lo hanno solo incastrato su mandato di qualc uno

    mahè******* staremo a vedere

    ( a quanto pare tutti gli altri sono in vacanza e restiamo solo noi)

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  6. Ciao Paolo! Fai bene a richiamarci dal lungo letargo! Pensa che avevo scritto un articolo nel momento della scomparsa di Guido Rossi, ma poi preso da tante cose me lo sono dimenticato. Magari lo pubblico ugualmente, anche se ormai è passato d’attualità.
    Sul caso ultras non ho letto molto a dire il vero. Sicuramente qualche errore è stato fatto nella gestione dei biglietti per gli ultras. Quanto ad avere messo in mezzo Agnelli in persona, tentando di infamarlo con la storia dei collegamenti con la ndrangheta, credo che si sia ben poco di concreto, e che la cosa sia soprattutto politica; sarà interessante vedere come va a finire, visto che ultimamente lui è uscito dall’isolamento e ha ottenuto diversi appoggi tra gli altri presidenti. Magari quando esce un verdetto proviamo a commentarlo assieme.

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  7. He si siete andati un po in letargo
    E mi mancate un pô

    A prescindere dalla condanna che ci sarà questo é scontato
    Quando scriverai qual cosa al riguardo tieni presente
    Che oramai il modus operandi é sempre lo stesso
    ### a noi interessa solo la juve “””
    Ma la domanda che mi pongo è :puô una federazione funzionare in questo modo ? Screditare un affiliato e farla franca
    Arrecando danni economici ,società quotata in borsa , e rialimentando un odio tra le tifoserie contro la juve che si stava calmando
    Per manifesta superiorità tutti i teoremi sugli arbitri Moggï
    Etc etc erano stati smontati dai risultati sul campo ,

    Da queste parti si chiama stalking ed é punibile per legge
    Chi indaga ,come in passato, falsifica prove o le inventa pur di colpire la juve e restare impunito?
    Quale organismo potrebbe intervenire per mettere fine a questo fenomeno che oramai é sotto gli occhi di tutti

    Un pensiero sulla Var
    Il primo rigore contro la juve Buffon lo ha parato
    La smettranno ora con il famoso rigore non dato a Ronaldo?
    Che anche se dato prima lo devi mettere dentro
    Visto che Moratti non perde occasione di rinvangarlo per leggittimare il suo scudetto di cartone

    La gazzetta ha publicato un articolo dove la juve a suo dire é il secondo club piû corrotto al mondo tralasciando di dire che in Italia
    Quando si indaga si indaga solo la juve per far carriera

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  8. Rigore su Ronaldo ? …. tutta la partita !!!! Se si applicavano i regolamenti al rigore su Ronaldo la juve era in 9…. tralasciando tutto il campionato farsa…..

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  9. 20 anni di presidente del consiglio padrone di una squadra nemica e di tutte le televisioni lasciano inevitabilmente il segno. spalare letame sulla juve (celeberrimi il benatia marocchino di m…. della rai e la juve che in Champions deve togliersi dai c,,,,,,, di mediaset) è ormai considerato la regola e chi si oppone è un figlio di p……

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  10. @Sorrentino
    sono pienamente d’accordo con la tua visione delle cose
    se si applicavano i regolamenti alla lettera la juve forse pareggiava e dico forse perché il Calcio di rigore non vuol dire gol sicuro prima la palla deve oltrepassare la linea Bianca della porta
    ma in quella partita se effettivamente si fossero applicati i regolamenti
    la sola presenza di Recoba in campo , e non solo in quella partita, la benamata finiva in B
    o i regolamenti si applicano alla lettera solo ed esclusivamente alla Juve ??
    Si si il campionato effettivamente era una farsa

    Felix ma dove li trovi ??

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  11. @Paolobxl Attenzione: Recoba nel 1997/98 era tesserato come extracomunitario, quindi quell’anno l’Inter non violò il regolamento. Il passaporto falso riguarda le stagioni successive.

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  12. Solo una precisazione. Francesca Sanipoli, che, da intercettazioni “doveva morire, doveva essere messa in punizione, così imparava a fare le domande stronze” e che, dopo essere stata “fatta fuori per 7 anni” avrebbe dovuto essere “fatta fuori per altri 7” solo perchè faceva il proprio lavoro, ha vinto non una, ma ben 2 CAUSE PER DEQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE, con relativo risarcimento danni, anche ALLA SALUTE, da parte della Rai. Non è stata lei ad “accusare” nessuno: l’inchiesta dei PM partì dalle intercettazioni dei Carabinieri e Scardina fu rinviato a giudizio principalmente per la vicenda Pieroni, e anche per l’ingerenza di Moggi sulla Rai. La Sanipoli venne chiamata, come altri suoi colleghi, a testimoniare in tribunale e, sotto giuramento, disse quello che sapeva, come si evince in modo chiarissimo dalla puntata di “un giorno in pretura” relativa a Paparesta, tutt’ora disponibile su Rai play.

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  13. La ringrazio del commento. Come vede su questo blog, pur avendo una nostra opinione complessiva sulla vicenda, amiamo essere molto precisi e obiettivi, per quanto possibile. Tutti i nostri riferimenti a frasi di intercettazioni sono accompagnati dalla data e dal numero di progressivo della telefonata. Le frasi da lei citate non corrispondono a quelle che conosco, ma se non mi fornisce data e progressivo delle telefonate da lei citate non posso nemmeno verificare ed eventualmente aggiornare l’articolo. Ad ogni modo nella telefonata che conosco io ed è già citata nell’articolo, ossia la n. 172 del 7 novembre 2004, si afferma che la Sanipoli non sarà mandata alle partite della Juve per 7 anni, ma sarà mandata a partite diverse; indubbiamente una cosa sgradevole, ma non la stessa cosa di “far fuori per 7 anni”. La frase sulle “domande stronze” a quanto ne so non è in nessuna intercettazione, ma l’ha riferita la stessa Sanipoli nella sua deposizione napoletana. Per quanto riguarda le cause di lavoro con la RAI, mi sono basato su quanto scritto nella sentenza Calciopoli di primo grado, che assolvendo Scardina, scrive: “non occorre neppure aggiungere che la denuncia di vessazione da parte della dipendente non ha incontrato il favore del giudice del lavoro, come da documento depositato dal difensore dell’imputato” (p. 423 delle motivazioni della sentenza). Non conosco le notizie di cause che invece sono state vinte dalla Sanipoli, perché sul web non riesco a trovare informazioni in questo senso; anche qui, se dovesse fornirmi qualche dato più preciso, non avrei problemi ad aggiornare l’articolo.

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