Il capo A5: Chievo – Fiorentina

La frode sportiva al capo A5 è contestata al patron viola Diego Della Valle, al presidente Andrea Della Valle, all’amministratore delegato Sandro Mencucci, al designatore degli arbitri Paolo Bergamo, al vicepresidente federale Innocenzo Mazzini, al direttore generale della Juve Luciano Moggi e all’arbitro Paolo Dondarini.

L’accusa ipotizza la turbativa dell’incontro Chievo – Fiorentina, giocata l’8 maggio 2005, mirante alla salvezza della squadra toscana in Serie A. Siamo alla 35° giornata di campionato e nello stesso turno si disputa la partita-scudetto tra il Milan e la Juventus. La partita, giocata a Verona, è terminata 2-1 per i viola con una polemica arbitrale sul finale.

Tra gli imputati, l’arbitro Dondarini è stato l’unico che ha scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato. Anche in questo caso, come visto per altre imputazioni, si noterà che i due giudizi – ordinario ed abbreviato – sono arrivati a conclusioni diverse. Tra gli elementi probatori di questa specifica accusa di frode sportiva non c’è traccia di contatti tra schede svizzere, vero cavallo di battaglia della procura partenopea, non essendo l’arbitro Dondarini risultato possessore di alcuna tessera riservata. Quindi gli elementi di prova si basano su telefonate intercettate e deposizioni di testimoni. Più precisamente l’accusa contesta comportamenti di non corretta e genuina procedura di individuazione delle griglie arbitrali e del sorteggio del direttore di gara, previo accordo dei Della Valle con Mazzini con l’assenso di Moggi per sensibilizzare il designatore Bergamo sul problema al fine di ottenere una designazione utile a garantire la salvezza della Fiorentinaesito perseguito anche mediante la designazione fraudolenta del direttore di gara, che si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra dei Della Valle.

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Andrea Della Valle

Preambolo. La cosiddetta operazione salvataggio della Fiorentina nasce il 21 aprile 2005 quando Andrea Della Valle manifesta telefonicamente a Innocenzo Mazzini (prog. 10435) la preoccupazione per l’andamento della squadra soprattutto alla luce dell’ultimo incontro disputato contro il Messina (partita terminata 1-1 con gol subito al 96’, arbitro Nucini). Il presidente della Fiorentina chiede un incontro a Mazzini: perché volevo un attimo così farti un po’… esternare delle mie… ho fatto delle riflessioni stamattina, no, perché qui c’è… c’è qualcosa che proprio non mi quadra più, eh, Innocenzo… soprattutto ‘sto ultimo periodo, st’accanimento contro la Fiorentina non riesco più a capirlo… ieri sinceramente ci avrà messo del suo la squadra ma non più di tanto perché ieri se la so’ giocata bene… però non si può dare sei minuti, insomma, tutta una serie di cose, dai… tu sei l’unica persona di Firenze, fiorentino… e l’unico che li può fare capire qualcosa, eh… non c’è più rispetto per questa squadra… Mazzini: di queste cose non si può parlare per telefono… Andrea Della Valle: perché io voglio capire se… se c’è qualcosa contro ‘sta famiglia… contro ‘sto progetto che non è nient’altro che farsi i cazzi suoi… Mazzini: t’aspetto… sono a Coverciano e stanno arrivando gli arbitri.

Più tardi, lo stesso giorno, gli inquirenti registrano un’altra telefonata, questa volta tra l’amministratore delegato della Fiorentina Mencucci e Mazzini (prog. 10438). Mencucci: eh, l’ha presa, uno l’ha presa male nel senso che si è incupito, Andrea, l’altro invece si sente inculato e quindi dice “venite a fare in casa una cosa del genere per dare il punticino al Messina e coso, mi mandate il killer”… Mazzini: che cosa ti avevo detto io di Nucini? Mencucci: esattamente quello che si è verificato. Mazzini: è che proprio non hanno alcuna simpatia per voi… poco dopo: comprare le partite non va mica bene, l’unica cosa che si può fare, importante e vera, è quella di essere tutelato, cioè ti mandano un arbitro che ti dia il 50%, cioè di più non c’è da fare, eh… e ancora allora vuol dire che tu hai intenzione di cambiare registro… per cui cambiare registro non significa mica andare a comprare le partite… io non ti dirò mai di farlo… non devi mai fare i troiai che ti propone il tuo direttore generale (Lucchesi, ndr), mai, mai! Bisogna che Paolo Bergamo abbia un minimo di attenzione verso il caso Fiorentina, il che vuol dire non fare niente di strano se non quello di essere tutelati per la realtà che è la Fiorentina… tutto qui… però come tu li hai infamati a bestia, tu vieni a Coverciano in una stanzia riservate e gli dici: “caro Paolo, guarda che noi forse abbiamo sbagliato, però siamo la Fiorentina, siamo i Della Valle, siamo persone perbene, da voi noi vorremmo essere tutelati”… quando tu hai fatto questo basta e m’avanza, però se non lo fai e ti vanno nel culo… io non ho da dirti altro.

I fatti: prima della partita

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L’imprenditore Diego Della Valle

La prima telefonata strettamente connessa all’imputazione A5 avviene tra Diego Della Valle e Luciano Moggi il 2 maggio 2005 alle 11:45 (prog. 2714).

D. Della Valle: Luciano?
Moggi: Eccolo
D. Della Valle: Luciano, ciao, sei giù tu? Sei giù a Capri?
Moggi: No
D. Della Valle: Ah, perché io non posso esserci, sai, mi tocca stare qui per della roba di lavoro
Moggi: Ma senti un po’, Diego, ma… la squadra ha giocato bene ma l’arbitro vi ha fatto un culo, ragazzi [riferito alla precedente partita Fiorentina – Milan 1-2, ndr)
D. Della Valle: Eh, ma lo so, che vuoi fare?
Moggi: Noi… abbiamo fatto casino noi per voi (con il silenzio stampa contro la squalifica di Ibrahimovic, ndr)
D. Della Valle: Che vuoi fare lì, Luciano? Noi siamo sotto schiaffo! C’è poco da fare
Moggi: Va beh, ma… guarda, li è stata… la colpa principale è stata della difesa, perché non è che puoi prendere due goal in quella maniera… io dico a Chiellini, il cervello che gli avrà detto? Mah… il primo goal addirittura l’hanno sbucciato in tre il pallone, eh
D. Della Valle: Eh, ma quello non c’è dubbio, eh? Sai, noi, ormai, Luciano, preferiamo parlare dopo, capito? Perché adesso, parli degli arbitri, giustifichi la squadra; invece la squadra deve stare sotto pressione e non…
Moggi: No, ma no, sono d’accordo, sono d’accordo; poi se gioca al livello del Milan non ci sono problemi, però, Diego, bisogna stargli addosso, eh
D. Della Valle: Eh lo so, lo so
Moggi: Bisogna stargli addosso, perché è un problema… e poi stare addosso anche a quelli che ti ho detto io; non ti stancare
D. Della Valle: Come?
Moggi: Stai addosso anche a quelli che ti dissi l’altro giorno, non ti stancare, senza fare grosse cose ufficiali, tanto le abbiamo fatte noi, ci siamo incazzati noi per voi
D. Della Valle: Sì, sì, ma io, sai, questa gente qui, più di vederla e prenderci un caffè… tanto, voglio dire, quello… quello solo possiamo fare e vogliamo fare, no?
Moggi: No, ma tu… ma tu, devi, no, no, ma tu devi, incazzare, con quelli lì, ti devi incazzare, nel senso che… o perlomeno cercare di fare la faccia buona ma fargli capire che, insomma, in questa maniera non si fa; poi che non sia colpa sua è un altro discorso; perché, in pratica, in campo non ci va lui (Bergamo, ndr); però serve, dai retta a me; una… una scrollata in settimana, oh, noi abbiamo preso un caffè, ma che dobbiamo prendere il cappuccino per metterci a posto? Voglio dire, cerchiamo di… di, insomma… eh… ci troviamo in una condizione, probabilmente non per colpa nostra e tutto quanto, e questo io glielo farei
D. Della Valle: No, no, ma questo è chiaro!
Moggi: Non ti stancare, non ti stancare… più gli rompi i coglioni, meglio è… magari nella dovuta maniera, perché poi sai, in fin dei conti, non è lui che va in campo… però poi…
D. Della Valle: Sta tranquillo che poi noi, in tutti i modi ci facciamo sentire, capito? Perché…
Moggi: Ecco, tu devi far presente… devi far capire che la persona tua è presente dappertutto, lì compreso
D. Della Valle: Come? Non ti ho sentito, Luciano?
Moggi: Devi far capire che la persona tua è presente dappertutto, lì compreso… di modo che tutti sono più attenti… mica per sistemare le cose, ma per dare maggiore attenzione, perché tanto le cose, completamente, non le puoi sistemare… però per far dare a tutti quanti… maggiore, maggiore osservanza delle cose, soprattutto l’attenzione massima affinché niente venga trascurato… ma non per darti dei vantaggi, per non darti degli svantaggi
D. Della Valle: Sì, ma è quello che facciamo noi
Moggi: Come è successo… sabato, in poche parole… perché sabato c’era un rigore sparato, quello di Pancaro… tu ti, ti ricordi che hanno fatto un casino perché Thuram aveva dato una spallata a Filippini, con la Lazio?
D. Della Valle: Come no!
Moggi: Se tu guardi quello che ha fatto Pancaro con Pazzini, l’ha travolto! (video)
D. Della Valle: Ma come no! Ma come no!
Moggi: E nessuno ha detto niente! Porca… (ride) se ci fosse stata la Juventus, succedeva il finimondo
D. Della Valle: Sai perché? Noi non abbiamo voluto di’ nulla perché vogliamo che la squadra adesso conti sulle sue forze… adesso lo facciamo in privato, no
Moggi: Però in privato fallo, Diego
D. Della Valle: Sì, sì
Moggi: In privato fallo, poi magari, domani o dopodomani risentiamoci un attimo
D. Della Valle: Okay, senti… tu comunque, va beh, tanto domani io sono a Firenze, e… Luciano, era per dirti che oggi non posso essere giù… tu sei giù a Napoli?
Moggi: No, no, no… sì, io sono giù ma non ti preoccupare… tanto lo facciamo un’altra settimana, pensiamo a salvare la Fiorentina, dai, dai
D. Della Valle: Che adesso c’è da lavorarci sopra bene… va beh, noi comunque siamo qua
Moggi: Noi vinciamo il campionato, perché andiamo a Milano e vinciamo, e voi… e voi pensate a salvare la Fiorentina, e tutti insieme diamoci una mano
D. Della Valle: Okay
Moggi: Va bene?
D. Della Valle: Ciao, un abbraccio e grazie, eh
Moggi: Ci sentiamo domani, dai, in gamba, ciao
D. Della Valle: Ciao, ciao Luciano.

I giudici dell’ordinario hanno sostenuto che il dg della Juve abbia dato uno stimolo al patron viola a tenere un comportamento truffaldino, invito recepito da Della Valle. Su questo fatto verterebbe il concorso nella frode da parte di Moggi. Durante la conversazione si parla della partita di campionato della giornata precedente: Fiorentina – Milan (arbitro De Santis; l’arbitro vi ha fatto un culo, ragazzi dice Moggi), terminata 1-2 per i rossoneri con alcune polemiche arbitrali. Ma Moggi stava realmente invitando Della Valla a “truffare” le partite successive, invitandolo a mettere in atto una serie di comportamenti per mettere pressione e condizionare la discrezionalità dei designatori o, semplicemente, consigliava a Della Valle di farsi sentire presso la CAN per chiedere una maggiore attenzione nei confronti della propria società che, nelle partite precedenti, aveva subito alcuni gravi errori arbitrali? In ogni caso questa è l’unica intercettazione che ha come interlocutore Moggi per quanto riguarda questo episodio di frode sportiva: le prossime avranno come interlocutori i vertici viola, Mazzini e Bergamo.

Nel prog. 12068 (2/5/05, ore 19:45) Mazzini parla con la moglie di D. Della Valle, e le comunica la richiesta di farsi richiamare dal marito su un numero fisso per una questione delicata. Nel prog. 12079 (2/5/05, ore 20:02) Mazzini informa Bergamo che lo chiamerà D. Della Valle. Nel successivo prog. 7417 (2/5/05, ore 20:28) ascoltiamo questo scambio di battute tra Bergamo e Mazzini (che nel frattempo deve aver sentito Della Valle).

Mazzini: allora ci ho parlato… dice “ma veramente – dice – rimango perché mi ha detto che domani avremmo preso un caffè insieme alla Fiorentina”… Bergamo: io ho cercato di buttare palloni in fallo per non sapere che cosa dire… ho detto “ma vediamo” perché lui voleva… “andiamo allo Sheraton”… ho detto “no, no, no, no – ho detto – allora preferisco venire in sede”… ma gli ho fatto una battuta, non sapevo cosa dire Innocenzo, per levarmelo di torno… Mazzini: eh, bravo, allora io gli ho detto chiaramente “guarda Diego, la questione è così delicata, il momento così importante, il tutto sempre sotto gli occhi di tutti, che non ci si può altro che parlare tra persone vere… e le persone vere sono lui, io e te”… Bergamo: e lui cosa ti ha detto? Mazzini: “ah, ma va benissimo, per me sai io non mi sono mai permesso, perché non lo conosco, di chiamarlo perché io sono rispettoso dei ruoli…” dico “guarda, oh, qui tutto questo mondo di chiacchieroni – dico – non si può altro che fare affidamento sulle persone vere… e le persone vere siamo noi tre, e basta! Lui alle 9 ti telefona… gestiscila te perché a questo punto tu l’hai in mano, eh!

Finalmente, al prog. 2446 (2/5/05, ore 21:13) c’è il contatto diretto tra D. Della Valle e Bergamo.

D. Della Valle: Pronto?
Bergamo: Sì, buonasera, sono Paolo Bergamo
D. Della Valle: Buonasera, è Della Valle, come sta?
Bergamo: Bene, lei?
D. Della Valle: Bene, bene, buonasera
Bergamo: Un po’ preoccupato?
D. Della Valle: Ma sa, qui, come ormai nella vita ne abbiamo viste tante, quindi dico qui in quel senso un po’ vaccinati, soprattutto quando tocchiamo dei mondi nuovi ci dobbiamo preoccupare, anche perché non conosciamo bene tutto, capito?
Bergamo: È vero, è vero, il nostro è un mondo difficile, come tutti i mondi, certo poi non conoscerlo è ancora più avventuroso capirlo fino in fondo, anche perché un mondo molto variopinto, molto… molto… fatto di personaggi anche un po’ strani
D. Della Valle: Molto in grazia e gamba tesa direbbero gli arbitri
Bergamo: E sì, direi proprio di sì, bisogna fidarci di… di pochi purtroppo e…
D. Della Valle: Me lo spiegava Innocenzo… noi siamo sempre molto attenti e vigili alle nostre cose, io tra l’altro non l’ho mai chiamata, non conoscendola, anche quando… perché non sapevo neanche che uno potesse alzare il telefono e chiamarla, più di una volta abbiamo avuto voglia di capire un po’ certe cose che volevamo capire meglio, ma non l’ho mai fatto solo per questo, eh, altrimenti avrei chiamato anche prima insomma
Bergamo: Uhm, uhm, uhm, ma sa, io effettivamente faccio una vita molto riservata, perché il nostro ruolo ce lo impone, però insomma, ecco, attraverso magari Innocenzo, che insomma siamo amici da…
D. Della Valle: Sì, sì, lui me l’ha detto, tanto che l’altra settimana, infatti, quando lui me l’ha detto, io poi ho chiesto appunto quando aveva mezz’ora, volevamo prenderci un caffè, parlare anche un po’, mi serve anche per capire, no, come vede certe… come prospetta lei il futuro del calcio i prossimi anni e poi noi dobbiamo anche in questo senso con mio fratello fare delle riflessioni un po’ di lungo periodo, no?
Bergamo: Ma sa, io ben volentieri, però vorrei, ecco, non avere nessun… se è una cosa che concordiamo io e lei oppure la concordo attraverso Innocenzo Mazzini, bene, se no…
D. Della Valle: Per me va benissimo, le ripeto, non avevo mai chiamato prima direttamente perché insomma non conoscendola non volevo neanche dar fastidio, ha capito? Se lei vuole io sono domani intorno a Firenze, se lei vuole o con Innocenzo o io e lei, come vuole lei, prenderci un caffè prima di cena, se vuole che mangiamo un boccone insieme per me lo deve dire e…
Bergamo: Domani è un problema per me, dottore, perché io ho un impegno la sera a Viareggio con gli arbitri amici miei, che in questo momento li ho riuniti a Viareggio insieme a Collina, perché c’è un assistente che festeggia il suo passaggio internazionale…
D. Della Valle: Senta, non so, tra giovedì e venerdì lei è in zona?
Bergamo: Giovedì e venerdì io sono a Firenze
D. Della Valle: Va bene, allora, senta, vuole che magari con Innocenzo organizziamo un caffè insieme?
Bergamo: Ben volentieri
D. Della Valle: Benissimo, allora lo facciamo io, lei, Innocenzo e, se c’è, mio fratello Andrea, che è come se fossi io
Bergamo: Ben volentieri
D. Della Valle: Va bene, così ci racconta un po’ anche come vede il futuro del calcio, eh
Bergamo: Ecco, magari proprio così, con Innocenzo e suo fratello, benissimo, perché rappresenta lei, ma non vorrei estendere oltre
D. Della Valle: Sì, è chiaro, molto chiaro, è stato chiarissimo, diciamo che qualcun altro forse millantavano conoscenze eccessive
Bergamo: E insomma… lasciamo perdere
D. Della Valle: Ecco, ci siam capiti, senta, bene, io allora domani mattina chiamo Innocenzo e poi c’incontreremo magari o mercoledì o giovedì sera da qualche parte per stare un po’ insieme
Bergamo: E magari a Roma poi se capita l’occasione con qualche amico comune, ben volentieri
D. Della Valle: Bene, ma tanto, sa, a Roma, voglio dire, quelle persone che dice lei per me sono persone di famiglia, quindi quando vuole
Bergamo: Con piacere
D. Della Valle: Senta, la saluto allora e ci vediamo in questi giorni, eh
Bergamo: Perfetto, grazie, buonasera
D. Della Valle: Grazie, stia bene, auguri, eh

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Il designatore Paolo Bergamo

Al prog. 12096 (2/5/05, ore 21:58) Bergamo riferisce a Mazzini della conversazione appena avuta con D. Della Valle. Parlando dell’incontro, al quale, come si è letto, farà parte anche il vicepresidente federale, Mazzini dice: Io lo vorrei fare… dalla parte là, dove c’è il Museo del Calcio, sai? Verso le dieci di sera, io ho le chiavi… si va lì e non ci vede nessuno… comincio a pensarci, poi, ora sentirò anche loro, va bene?

Due giorni dopo (prog. 12245 del 4/5/05, ore 11:11) Mazzini chiama l’ad viola Sandro Mencucci per sollecitare un passo di Della Valle verso Bergamo che lo deve tutelare: capisco per la mamma, per l’amor di Dio, lo posso immaginare… il fatto è uno, però, che a lui bisogna che si dica, mi raccomando, per domenica, di essere tutelato assolutamente, mi capisci? Mencucci: no, ma scherzi davvero? È interesse mio…

Cosa significa essere tutelato? Significa che la partita interessata viene inserita nella fascia più alta della griglia? E quindi sarà arbitrata da uno degli arbitri tecnicamente più capaci, magari da un arbitro internazionale? O significa che l’arbitro avrà un occhio di riguardo nei confronti di una precisa squadra e che nel dubbio fischierà a suo favore?

Proseguendo, nel prog. 12295 (4/5/05, ore 17:29) Andrea Della Valle chiama Mazzini per preannunciargli la chiamata del fratello. I due condividono la preoccupazione di essere tempestivi nel contattare Bergamo per la questione delle griglie arbitrali, trattandosi di partita decisiva.

L’incontro tra i fratelli Della Valle, Bergamo e Mazzini, alla fine, non si terrà per un problema familiare dei Della Valle: l’incontro viene dunque spostato alla settimana successiva. Mazzini: Andre’, però una cosa, è importantissimo che gli arrivi al nostro amico (Bergamo, ndr) un messaggio da voi perché domani l’altro ci sono… ci sono le griglie… la partita è decisiva. Parlano inoltre degli errori da new entry che i Della Valle avrebbero commesso appena entrati nel mondo del calcio (tra cui verosimilmente il voler ribaltare gli equilibri in Lega e in FIGC), delle polemiche sui giornali, del fatto che non si sono lamentati dei presunti danni subiti nella partita precedente contro il Milan e di questioni tecniche e caratteriali della squadra viola.

Il prog. 12528 (6/5/05, ore 13:26) è successivo al sorteggio arbitrale. Mazzini e Mencucci mostrano soddisfazione per il sorteggio di Dondarini. Mazzini dice inoltre a Mencucci di riferire a D. Della Valle di chiamare il designatore Bergamo perché: quello che ha detto a me è giusto che lo dica a lui.

In ogni caso non risultano, tra gli atti, conversazioni tra i vertici viola e Bergamo (come si è notato, l’altro designatore, Pierluigi Pairetto, è totalmente estraneo alle vicende riguardanti il salvataggio della Fiorentina) che siano inerenti alla formazione della griglia arbitrale. E, non essendoci stato l’incontro inizialmente ipotizzato, è da escludere che ne abbiano parlato di persona.

La partita tra il Chievo e la Fiorentina era stata inserita in seconda fascia insieme ad altre sette partite: Atalanta – Messina, Cagliari – Palermo, Lazio – Udinese, Livorno – Siena, Reggina – Bologna, Sampdoria – Lecce, Crotone – Genoa (Serie B). Gli arbitri inseriti in fascia erano: De Santis (precluso per Chievo – Fiorentina), Dondarini, Gabriele, Morganti, Racalbuto, Rodomonti, Rosetti e Tombolini. Qui il comunicato ufficiale.

I fatti: dopo la partita

Nel prog. 12779 (8/5/05, ore 16:59) assistiamo a questo scambio di battute tra Mazzini e Mencucci.

Mazzini: Ti lamenti ancora?
Mencucci: Grande prova, eh? (ride)
Mazzini: Ma al 48′?
Mencucci: È fallo di confusione (ridono) … ho imparato, eh, ho imparato
Mazzini: Ricordati una cosa. Quando ci si mette le mani noi, va sempre in un certo modo! Diglielo ai tuoi amici! Perché ci sarà da fare una telefonata in settimana! Anzi, ne deve fare due… una a me e una a lui (ride) 

In sentenza si cita anche un’intercettazione che ha destato un certo clamore mediatico, quella tra il giornalista della Gazzetta dello Sport Antonello Capone e il presidente dell’AIA Tullio Lanese. Si tratta del prog. 102855 dell’8 maggio 2005, ore 23:33.

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Antonello Capone

Capone: Hai visto che il killer ha colpito a Verona?
Lanese: Sì, sì, va bene, era normale, te lo avevo detto io, no? Te lo avevo detto… Il risultato vedrai che ti dimostra che… non c’è, non c’era dubbio, Antonello, non c’era dubbio
Capone: E questo è un internazionale
Lanese: Sì, ma questo è – inc. – questo è un mediocre da fare schifo, questo è uno da fare schifo, Antonello, ma sai che vuol dire schifo? Questo è zero, un arbitro zero è… questo ha paura di se stesso… ma io, guarda…
Capone: Ma gli avranno mandato dei segnali o ha capito da solo?
Lanese: No, no, no, guarda, no, no, no, guarda che ormai non si mandano i segnali, loro telefonano prima delle gare, te lo dico perché… ho… poi ti racconterò come lo so… si chiamano, se ne fregano, eh, proprio in un modo chiaro…

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Il presidente dell’AIA Tullio Lanese

Di quali telefonate sta parlando Lanese? È l’ennesima millanteria di questo processo? Ci sono telefonate tra i designatori e Dondarini prima della partita? La pubblica accusa non le menziona. Vedremo però, trattando la posizione di Dondarini, che ci sono alcune telefonate interessanti che hanno tutte le caratteristiche per essere definite scagionanti.

Il pm, a Napoli, ha chiesto conto al teste Capone della battuta sul killer fatta dal giornalista e riferita all’arbitro Dondarini. Il teste ha risposto che Lanese gli parlava spesso di questioni ambigue riguardanti gli arbitri ma che non era mai stato chiaro fino in fondo: non sono mai riuscito a trovare alcun tipo di riscontro alle parole di Lanese. È noto che Lanese aspirava al posto di designatore: possibile che mettesse in giro voci infondate per screditare l’immagine dei commissari CAN? Qui la registrazione dell’udienza del 12/10/2010 con la deposizione del giornalista Antonello Capone.

Nel prog. 13399 (11/5/05, ore 17:52) tra Mazzini e Mencucci vi è un ambiguo riferimento ad un appuntamento per il caffè. Infine nei prog. 8783 (13/5/05, ore 13:53) e prog. 8849 (14/5/05, ore 10:52) vengono poste le basi per il futuro incontro a Villa La Massa, poi oggetto di servizio di OCP, confermativo di avvenuto incontro.

I giudizi

Le intercettazioni riportate in precedenza sono state tenute in grande considerazione da parte dei giudici (sia di primo grado che di appello) del rito ordinario. Nulla hanno apportato, invece, ai fini del giudizio, le deposizioni dell’osservatore arbitrale e dei guardalinee. L’osservatore arbitrale Alessandro Guidi ha riferito di un arbitraggio non esaltante, ma positivo, nella media. Entrambi i guardalinee, Cristiano Copelli e Luca Maggiani, hanno riferito che assolutamente Dondarini non diede disposizioni di gestire la gara allo scopo di favorire una squadra in danno dell’altra.

Il Tribunale ha ritenuto che l’aver accettato di incontrarsi con chi si dichiarava capace di influenzare l’esito della partita, prospettando sia pure vagamente di poter arrivare a tenere comportamenti capaci di avviare a determinate decisioni chi sarebbe sceso sul campo di calcio come arbitro, sia sufficiente per affermare la responsabilità penale. Vengono quindi condannati i Della Valle, Mencucci, Mazzini, Bergamo e Moggi.

Gli avvocati Picca (difesa Della Valle) e Prioreschi (difesa Moggi) avevano chiesto ai giudici di primo grado di ascoltare alcune telefonate “scoperte” dai periti delle difese e non presenti nelle informative dei carabinieri (perché non individuate o ritenute non rilevanti). Sono due telefonate tra Dondarini e Bergamo, una tra Dondarini e Pairetto, una tra Bergamo e Pairetto e una tra Bergamo e l’osservatore Guidi. Queste telefonate, assolutamente inerenti l’imputazione, non sono nemmeno state riportate nella sentenza…

In appello – prima di vedersi prescrivere il reato – ha per la prima volta reso spontanee dichiarazioni Diego Della Valle, che ha sostanzialmente dichiarato che la Fiorentina, come nuova dirigenza sportiva, aveva tentato di opporsi ad un mondo del calcio un po’ precondizionato da un sistema di potere non condiviso nelle sue finalità, ma che successivamente erano stati di fatto costretti a piegarsi a tale sistema per far sopravvivere la squadra anche finanziariamente.

Passiamo ora all’analisi della posizione di Dondarini, giudicato con rito abbreviato, al quale l’accusa contesta di essersi adoperato, nella sua qualità di direttore di gara, per realizzare un risultato favorevole alla squadra dei Della Valle.

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Paolo Dondarini

Il GUP De Gregorio, con la sentenza di primo grado, aveva condannato Dondarini per entrambe le frodi sportive a suo carico (l’altra era relativa alla partita tra la Juventus e la Lazio, qui analizzata) a 2 anni di reclusione e 20.000€ di multa (pena sospesa). Non essendo possessore di scheda svizzera non era stato rinviato a giudizio per il reato associativo.

Nelle motivazioni, il giudice dell’udienza preliminare sancisce che il sorteggio fosse da ritenere truccato in modo da attribuire a Dondarini, arbitro di riferimento del gruppo Moggi, la direzione di gara. L’organicità di Dondarini, poi smentita dalla sentenza di secondo grado, al sodalizio moggiano emerge soltanto da una cattiva interpretazione, da parte degli inquirenti e del GUP, di una intercettazione tra Pairetto e Dondarini del 21 settembre 2004 (qui un articolo ad hoc sulla questione). In aggiunta, secondo il GUP, rileva la circostanza che sia Bergamo che Dondarini fossero presenti a Coverciano essendovi, così, le condizioni concrete per un colloquio diretto tra designatore ed arbitro della partita. Viene infine sottolineato che Dondarini, annullando un gol al Chievo per motivi non chiari nei minuti finali, adottò una decisione determinante e compatibile con la sua ritenuta parzialità. Il suo contributo al perfezionamento del delitto sarebbe consistito nell’accettazione di una designazione che sapeva essere fraudolenta e fatta allo scopo di alterare il risultato della gara: la sua presenza come direttore di gara contribuì a mettere in pericolo la regolarità della gara, scompaginandone i giusti equilibri e producendo un risultato non corretto e genuino.

Tra il giudizio di primo grado del rito abbreviato e l’appello si svolgono le numerose udienze del processo ordinario dalle quali emerge chiaramente che la tesi della procura sul sorteggio pilotato era priva di riscontri. Hanno infatti deposto i notai e i giornalisti (che erano parte attiva nella procedura del sorteggio) e nessuno ha parlato di situazioni irregolari che, nel caso, sarebbero state immediatamente denunciate. Questo il passo delle motivazioni Casoria: Incomprensibilmente il pubblico ministero si è ostinato a domandare ai testi di sfere che si aprivano, di sfere scolorite, e di altri particolari della condizione delle sfere, se il meccanismo del sorteggio, per la partecipazione ad esso di giornalista e notaio, era tale da porre i due designatori Bergamo e Pairetto, nell’impossibilità di realizzare la frode. Che il sorteggio non sia stato truccato, così come hanno sostenuto le difese, è emerso in modo chiaro durante il dibattimento.

La sentenza d’appello (del rito abbreviato) capovolge – anche sulla base delle risultanze del processo ordinario – la maggior parte dei giudizi del GUP (Giraudo rimarrà l’unico condannato).

I giudici della Corte d’appello, presieduta da Stanziola, stabiliscono anche la natura e la configurazione della frode sportiva: l’accusa deve provare che l’arbitro sia stato indotto, prima o dopo la designazione, a prendere decisioni volutamente sbagliate oppure che l’arbitro abbia tenuto una condotta fraudolenta effettiva ed univoca nella direzione della gara. Bisogna, invero, prendere atto, scrive Stanziola, che il referto dell’osservatore arbitrale Guidi evidenzia la bontà tecnica della direzione dell’incontro.

Nella motivazione viene anche richiamata la sentenza sportiva emessa dalla Corte federale il 4 agosto 2006 nella quale si assolveva Dondarini dall’incolpazione di illecito sportivo evidenziando l’inadeguatezza probatoria derivante dall’impossibilità di ritenere accertata la sussistenza del segmento tecnico, nulla provando che l’arbitro Dondarini fosse stato messo al corrente dell’altrui disegno illecito e che vi avesse prestato, in qualsiasi forma, adesione.

Non vi è quindi prova che il direttore di gara sia stato indotto a prendere certi tipi di decisione volutamente errate né vi è prova dell’esternazione di una condotta fraudolenta per favorire la Fiorentina. Dondarini viene quindi assolto con la formula per non aver commesso il fatto.

Non vengono stranamente menzionate nemmeno in questo caso, nel motivare l’assoluzione, le telefonate trovate dalle difese che, personalmente, mi sembrano comunque rilevanti.

Le telefonate scomparse

La prima è l’intercettazione tra Bergamo e Pairetto sulle griglie arbitrali (5/5/05, ore 9:30): non sembrano mostrare particolare interesse alla partita Chievo – Fiorentina (che verrà infatti inserita in seconda fascia). I designatori si concentrano principalmente sulla partita dell’anno tra il Milan e la Juventus che verosimilmente assegnerà lo scudetto. Parlano inoltre della partita tra il Siena e il Livorno, partita su cui pende una certa rivalità e di dover “rilanciare” Dondarini (link alla telefonata).

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Il presidente della FIGC Franco Carraro

Dopo il sorteggio si registra una telefonata tra Bergamo e il presidente federale Franco Carraro (6/5/05, ore 13:49). Bergamo specifica al capo del calcio italiano che la partita della Fiorentina, per motivi tecnici, era stata inserita in seconda fascia e che sarà arbitrata da Dondarini, che aveva avuto un arbitraggio definito sfortunato in Sampdoria – Fiorentina del 5 febbraio 2005, partita persa dai viola per 3-0 con una doppia espulsione. Carraro si raccomanda del fatto che l’importante è che non li danneggi (link alla telefonata).

Passiamo alla Bergamo – Dondarini (8/5/05, ore 12:16): prima della partita il designatore augura al suo arbitro di disputare una bella partita e di assicurarsi che i due assistenti – Copelli e Maggiani – siano allineati con le sue decisioni. Non c’è alcuna traccia di un condizionamento per favorire la Fiorentina (link alla telefonata).

Come si ricorderà, nella telefonata con prog. 102855 Lanese aveva detto al giornalista Capone: ormai non si mandano i segnali, loro telefonano prima delle gare, te lo dico perché… ho… poi ti racconterò come lo so… si chiamano, se ne fregano, eh, proprio in un modo chiaroalludendo a condizionamenti o “indirizzi” che i designatori trasmetterebbero, in certe occasioni, ai direttori di gara prima delle partite. Ebbene, l’intercettazione tra Bergamo e Dondarini – trovata dalla difesa – smentisce clamorosamente (quantomeno per questa partita) il sospetto manifestato da Lanese.

Molto importante appare la telefonata tra Bergamo e l’osservatore Guidi subito dopo la partita (8/5/05, ore 17:12). Dice Guidi: partita di una difficoltà incredibile… all’inizio non era accettato da nessuno… poi si è fatto accettare e a quel punto lì non gli ha rotto più le palle nessuno… poi ha segnato Miccoli su calcio di punizione ineccepibile… nel secondo tempo c’è stato un fallo su Bojinov che poteva essere calcio di rigore a favore della Fiorentina ma ha avuto anche il culo che ha segnato subito dopo la Fiorentina… poi ha segnato quasi a tempo scaduto il Chievo e a quel punto lì si buttavano in area quelli del Chievo e per me ha avuto sempre ragione lui… sempre… sempre… (link alla telefonata). Emerge, quindi, da questa intercettazione la buona valutazione, data dall’osservatore, all’operato dell’arbitro.

Infine troviamo la Dondarini – Pairetto (8/5/05, ore 18:02) e la Dondarini – Bergamo (9/5/05, ore 10:34), anch’esse successive alla gara.

Come dice uno degli avvocati di Dondarini è particolare il fatto che gli inquirenti, nella redazione delle informative, abbiano tenuto conto (se non addirittura enfatizzato) di una telefonata tra terzi quali Lanese e Capone e non abbiano, invece, dato alcun peso alle parole di chi a quella partita ha assistito in prima persona (l’osservatore arbitrale Guidi) e ai contatti telefonici tra designatori e arbitro incriminato. Dal tenore delle telefonate di Dondarini con i designatori non si ha infatti assolutamente la sensazione che fosse stato in precedenza indottrinato su come gestire la partita.

Contro la sentenza di assoluzione di Dondarini la Procura generale di Napoli ha presentato un ricorso in Cassazione che è stato giudicato inammissibile dalla corte. Viene così confermata in via definitiva l’assoluzione piena di Dondarini ottenuta in appello. Esito diverso per chi aveva scelto il rito ordinario: le condanne subite in primo grado da tutti gli altri imputati (Moggi, D. Della Valle, A. Della Valle, Mencucci, Mazzini e Bergamo) resistono agli appelli e ai ricorsi degli avvocati difensori, e vengono soltanto coperte dalla prescrizione a causa del decorso del tempo.

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37 pensieri riguardo “Il capo A5: Chievo – Fiorentina

  1. Alcune cose mi sembra doveroso dirle:
    1) non è assolutamente vero che le telefonate fra dirigenti e designatori fossero consentite e anzi addirittura favorite dalla stessa federazione, a riprova c’è la telefonata fra D.Della Valle e Bergamo in cui il primo dice “non sapevo neanche che uno potesse alzare il telefono e chiamarla”;
    2) la partita Fiorentina Milan (a parte la sfiga) manca di un rigore a favore della Fiorentina netto e non concesso dall’arbitro De Santis, arbitro che si uniformava a decisioni prese dall’alto;
    3) Non occorrevano a riguardo ordini particolari, la Fiorentina era contraria al sistema (voleva ribaltare il sistema calcio, voleva Abete al posto di Carraro), tutti la svantaggiavano per poter difendere la propria poltroncina che si erano creati col sistema attuale, persino quello sfigato di Nucini;
    4) Della Valle va a Canossa e cerca “tutela arbitrale”;
    5) a rigurado ci terrei anche a far notare che Facchetti non ha mai chiesto nelle sue telefonate “tutela arbitrale” ma semplicemente buoni arbitraggi;
    6) Ad ogni modo Bergamo gliela promette e sicuramente l’ordine a Dondarini glielo da, dove come e quando ovviamente non possiamo saperlo ma sicuramente glielo da altrimenti il tutto non avrebbe senso;
    7) Non sapendo dove come e quando Dondarini è stato giustamente assolto ma il sorteggio avveniva con la necessaria presenza dei designatori di fronte agli arbitri, a fine sorteggio avvicinare un attimo privatamente Dondarini per dirgli di dare una mano a sta Fiorentina non credo che dovesse rappresentare un problema per Bergamo;
    8) Il fatto che il tutto non rappresentasse un grosso problema di cui discutere fra Bergamo e Pairetto è a dir poco irrilevante, è chiaro che comunque il loro problema fosse la partita Milan Juve comunque arbitrata da Collina, che si, va be, si allenava a Milanello, aveva come sponsor lo stesso del Milan ma poi alla fine non concede un rigore al Milan quindi tanto milanista non era;
    9) il problema Fiorentina lo ha già risolto Bergamo in un paio di minuti e non doveva essere un qualcosa di così eclatante e fuori dalla norma se si pensa che Mazzini già parla con naturaleza di un arbitro che vi dia il 50%;
    10) In un campionato decisamente più bello e più interessante di quello attuale basta veramente poco per spostare l’ago della bilancia e della partita, non occorreva giocarsi la carriera alla Moreno per intenderci

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  2. 1) Sono d’accordo. Ma se non erano consentite non lo erano per tutti, neanche per Campedelli e Facchetti. Io resto dell’idea che ci si potesse parlare, ammesso di non organizzare illeciti.
    2) Effettivamente l’intervento di Pancaro su Pazzini era da rigore e costituisce l’ennesimo danno che “l’associato di Moggi” De Santis procura alla Juventus. Strano, no?
    3) e 4) Della Valle decide di non “incidere” più per i cambiamenti e accetta la dirigenza federale dei tempi… chiede tutele? Dalla telefonata con Moggi, Della Valle dice: “Sì, sì, ma io, sai, questa gente qui, più di vederla e prenderci un caffè… tanto, voglio dire, quello… quello solo possiamo fare e vogliamo fare, no?”. E Moggi: “Mica per sistemare le cose, ma per dare maggiore attenzione… ma non per darti dei vantaggi, per non darti degli svantaggi”. Cosa c’è di illecito qui? Ricordiamo che la Fiorentina in precedenza era stata danneggiata, Della Valle vuole solo più attenzione, che si sbagli di meno e che gli arbitraggi siano corretti. Su Nucini: nella telefonata tra i designatori dopo la partita (http://download.ju29ro.com/giraudo/Bergamo-Pairetto_dopo%20Chievo%20Fiorentina_20050508_171243_0257_DD.44534.mp3) i due “sfottono” Nucini per il fatto di aver dato due rigori (sarebbe curioso vederli, la partita è Empoli – Vicenza 2-1 di Serie B del 7 maggio)… “fa paura…” “incredibile”… questo fa capire cosa i due designatori ne pensassero di lui.
    5) Dov’è che un Della Valle o Mencucci chiede “tutele arbitrali”? È solo il millantatore Mazzini a parlare ai vertici viola di “tutele” dicendo: “Bisogna che Paolo Bergamo abbia un minimo di attenzione verso il caso Fiorentina, il che vuol dire non fare niente di strano se non quello di essere tutelati per la realtà che è la Fiorentina…”. Sottolineo: non bisogna fare niente di strano.
    6) e 7) “Ad ogni modo Bergamo gliela promette e sicuramente l’ordine a Dondarini glielo da, dove come e quando ovviamente non possiamo saperlo ma sicuramente glielo da altrimenti il tutto non avrebbe senso”. Qui secondo me fai un salto logico che non condivido. La tua soluzione non è l’unica possibile. Ce n’è anche un’altra che secondo me interpreta meglio la realtà: noi abbiamo la telefonata (vergognosamente scartata dagli inquirenti) prima della partita tra Dondarini e Bergamo. Nessuno può leggerci un messaggio del tipo “aiuta la Fiorentina”. E su questo siamo d’accordo. Vorrei ricordare che, quando vuole, su imbeccata del presidente federale, Bergamo sa essere molto chiaro ed esplicito. Sto parlando della telefonata che Bergamo fa a Rodomonti il giorno prima di Inter – Juve, in cui dice “se hai un dubbio pesa più a chi sta dietro (Inter) piuttosto che a chi sta davanti (Juve)” e Rodomonti lo ascolta non espellendo Toldo (secondo Collina, miglior arbitro del mondo, e Rosetti il fallo di Toldo su Zalayeta era da rosso). Altro danno Juve da mettere nell’elenco di quella stagione. Non ricordiamoci solo di quando è stata favorita, per onestà intellettuale, mi raccomando. Quindi Bergamo sa essere esplicito, quando vuole. Nella tua ricostruzione la telefonata Bergamo – Dondarini non avrebbe senso. Se gli avesse trasmesso il messaggio delinquenziale a Coverciano, di persona, che senso avrebbe chiamarlo? Simulare? Beh, allora sono davvero dei delinquenti professionisti, complimenti. Oltretutto, dalla telefonata tra l’osservatore arbitrale e Bergamo emerge chiaramente che Dondarini avrebbe potuto fischiare un rigore alla Fiorentina sull’1-0… poi ha il culo che Bojinov segna poco dopo… ecco, se era stato condizionato da Bergamo per aiutare la Viola… perché non dà questo rigore alla Fiorentina?
    8) Quoto. Il fallo su Cafu per me è dubbio. Meani al telefono dirà a Babini o a Puglisi, non ricordo, che non era fallo. Stessa cosa dicono i designatori. Galliani si lamenta ma nemmeno più di tanto. Aggiungo che Collina aveva graziato Nesta da un’espulsione nel primo tempo.
    9) 10) La mia opinione è che Mazzini si accredita presso i dirigenti delle squadre per ottenere un potere molto “apparente” ma di poca sostanza. Mi spiego: ricordi la penultima partita di campionato, Lazio – Fiorentina, arbitro Rosetti? La partita finisce 1-1. Nel primo tempo c’è un tiro di un calciatore della Fiorentina che viene parato sulla linea di porta da un difendente della Lazio. Rosetti avrebbe dovuto estrarre il rosso e fischiare il rigore. Non lo fa, concede solo calcio d’angolo. Cosa c’è di meglio se non approfittare di questa situazione per far vincere la Viola, che avrebbe giocato in 11 vs. 10 e con un rigore da tirare? Rosetti non era stato avvertito del “salvataggio della Fiorentina?”. Scommetti che a parti invertite, cioè se fosse stato un calciatore della Lazio a tirare e uno della Fiorentina a pararla di mano sulla linea di porta, a fine partita avremmo ascoltato una Mazzini – Mencucci in cui il vicepresidente federale si sarebbe vantato di cosa succede “quando ci mettiamo le mani noi?”… invece in quest’occasione sta zitto, non va a chiamare i dirigenti viola, giustamente incazzati per l’ennesimo sfavore arbitrale.

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  3. 1) ci sarebbe molto da discutere perché ci sono telefonate fra i dirigenti e i designatori che non vengono sanzionate neanche nella Relazione Palazzi, adesso penso che avrò molto tempo a disposizione per scriverci un articolo a riguardo visto che sono uscito dallo studio dove stavo, diciamo che per il momento nei miei articoli ho fatto mio l’assunto per cui una telefonata al designatore è violazione dell’art. 1, giusto, sbagliato, è da vedere;
    2) Dare dell’associato in senso stretto a De Santis credo che sia iniquo, De Santis risponde ai suoi tornaconto personali e agli umori di palazzo, la Fiorentina va svantaggiata, il Milan e la Juve no, dare un rigore in favore della Fiorentina? ma non se ne parla proprio, per aiutare la Juve eventualmente ci saranno altre occasioni ma poi perché aiutare la Juve, De Santis si era sdoganato e le prove ci sono nella Relazione Palazzi;
    3) Questo è quello che dice a Moggi, più importante perché esce la vera natura della volontà criminosa quello che dice Mazzini che chissà perché con Facchetti non millanta mai anzi, per il momento, telefonate fra Mazzini e Facchetti non me le ricordo;
    4) La conosco quella telefonata, Nucini è uno sfigato ma in una precedente partita con la Fiorentina (non ricordo quale ma forse quella con il Messina) fa catastrofi contro la Fiorentina stessa;
    5) vedi 3)
    6) io ho sentito solo telefonate Dondarini Pairetto che con questo accordo non c’entra niente e Bergamo Pairetto che, lo ripeto, non sa niente di questo ipotetico accordo e Bergamo se lo tiene per se, non ho sentito la telefonata Bergamo Dondarini, sarebbe stata l’unica seria da sentire;
    7) non essendoci prove assolute Dondarini è stato assolto è inutile parlarne la mia è una pura logica conseguenza del piano “tutela Fiorentina” che non può fermarsi ad arbitraggi equi;
    8)quotiamo insieme
    9 e10) Rosetti penso che stia benedicendo quell’errore, se l’avesse azzeccata poteva pure essere condannato in sede penale;

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  4. Felix ineccepibile come sempre. Aggiungo solo che non è corretto dire che Facchetti chiede un buon arbitraggio (per altro chiedere tutela é in pratica la stessa cosa) ma chiede un arbitro specifico. Siamo noi che gli abbiamo attribuito quel significato che pare il più logico e probabile

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  5. 1) Perfetto, approfondiremo.
    2) Sicuramente De Santis pensava a se stesso. Mi ricordo anche di una telefonata in cui Bergamo parla con qualcuno dicendo di aver detto a De Santis: ” o ascolta me, o ascolta chi vuole lui, io ho i mondiali da portare avanti” che fa nascere qualche sospetto. Quello che volevo dire però è che siamo alla quartultima di campionato e secondo l’impostazione accusatoria la Juve deve vincere lo scudetto e la Fiorentina deve salvarsi. Quale occasione migliore per fischiare un rigore nei minuti finali a favore della Fiorentina che può quindi seriamente pareggiare contro il Milan e contemporaneamente togliere due punti ai rossoneri? La relazione Palazzi dovei rileggerla, mi sfuggono le prove di cui stai parlando, quali sono?
    3) Beh, Mazzini millanta con quelli che conosce… che conoscono il personaggio… se ti sei sentito la deposizione di Cosimo Ferri che conosceva bene Mazzini avrei sentito che anche lui lo definiva così… diciamo che se avessi un amico come Mazzini crederei a non più del 50% delle cose che dice. Resta comunque grave il fatto che Mazzini dica al telefono di aver esercitato un condizionamento su Dondarini. Un vicepresidente federale deve essere più serio e non può vantarsi di ipotetiche frodi sportive.
    4) Esatto, ne ho parlato brevemente all’inizio dell’articolo, nel preambolo.
    6) e 7) Pairetto non sa niente, vero. Ma non hai ascoltato la telefonata prima della partita tra Donda e Bergamo? Eccola: http://download.ju29ro.com/giraudo/Bergamo-Dondarini_il%20giorno%20dopo%20Chievo%20Fiorentina_20050508_121643_0079_DD.44458.mp3. Dopo questa non puoi non assolvere Donda. Secondo Stanziola, addirittura, l’impianto accusatorio era così debole che per assolvere Donda non ha nemmeno utilizzato le intercettazioni inizialmente “scomparse” o fatte sparire dagli inquirenti, come preferite (rilevantissime).
    9) e 10) Verissimo. Rosetti con un errore tecnico si è di fatto scansato da una probabile accusa di illecito e frode. E questo dovrebbe farci riflettere, perché solo la fortuna ha salvato Rosetti. Quindi un po’ di cautela in più nello stilare i capi di imputazione ci poteva stare…

    Voi che interpretazione date all’affermazione di Mazzini sull’arbitro che ti dà il 50%? Perché non è così chiaro, secondo me. Ci potrebbero essere due interpretazioni.

    Tra l’altro, vogliamo parlare di Carraro? Anche lui, esattamente come i Della Valle, si preoccupa del fatto che la Fiorentina non venga ulteriormente danneggiata: “l’importante è che non li danneggi”. A Moggi, che c’entra obiettivamente ben poco, si dà la frode mentre Carraro non è nemmeno imputato?

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  6. Su De Santis c’è tanto, comunque nella Relazione c’è la prova dello sdoganamento senza se e senza ma; Mazzini – arbitro 50%? secondo me c’è una sola interpretazione, poi che sia una sua millanteria oppure no cambia poco, dall’altra parte ci credevano, di fatto la Fiorentina comincia col non subire più torti; la telefonata che mi hai fatto sentire non aggiunge e non toglie niente e la si può interpretare come meglio si crede

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  7. Mah… rileggerò la relazione Palazzi allora.

    Quale sarebbe questa interpretazione del 50%?

    La Fiorentina non subisce più torti? A parte quello clamoroso contro la Lazio alla penultima, vorrai dire.

    La telefonata diretta tra Dondarini e Bergamo è importantissima. È la telefonata in cui, se ci fosse stata frode, avremmo sentito l’ordine di Bergamo e l’accettazione di Dondarini (proprio come in Inter – Juve, curiosamente nemmeno capo di imputazione). Invece in Chievo – Fiorentina tutto questo non c’è. L’alternativa sarebbe che Bergamo abbia dato input di favorire la Viola a Coverciano, dopo il sorteggio. Ma allora perché lo chiama ancora? Sono tutti dei grandi attori che sapevano di essere intercettati e vogliono depistare? Quindi le telefonate non sono genuine? E allora di che parliamo? Quelle di Mazzini però sono genuine, eh… mi sembra un tantino spinta questa interpretazione.

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  8. Allora, aggiungo solo cose che non sono state dette da Felix, di cui ovviamente condivido l’intervento.
    “Non è assolutamente vero che le telefonate fra dirigenti e designatori fossero consentite e anzi addirittura favorite dalla stessa federazione” dice Rug nel suo punto 1 nel primo commento. Ma come no? Qui abbiamo proprio questo, la federazione nella persona del suo vicepresidente Mazzini che spinge i dirigenti calcistici a mettersi in contatto con i vertici arbitrali. O no? Che Della Valle non avesse mai chiamato Bergamo o Pairetto non sorprende, è un novellino nel mondo del calcio e non poteva vantare certo la rete di conoscenze di vecchia data che dirigenti come Moggi avevano anche nel mondo arbitrale.
    De Santis “si uniformava a decisioni prese dall’alto”. Ma dall’alto chi? Mi pare che da avvocato non puoi lanciare il sasso e nascondere la mano in questa maniera, caro Rug. È vero che la Fiorentina era stata all’opposizione di Carraro e spingeva per sostituirlo con Abete, ma in realtà le due parti si erano messe d’accordo ben prima che si giocassero queste partite di fine campionato. Infatti il 14 febbraio 2005 viene rieletto Carraro come presidente FIGC con il 96% dei voti, cioè tutti; con l’accordo che dopo due anni si sarebbe dimesso e avrebbe fatto la staffetta con Abete. Quindi ad aprile / maggio 2005 quando si giocano le partite di cui stiamo parlando De Santis non aveva alcuna ragione per danneggiare la Fiorentina per ragioni di “palazzo”, perché alla fine si era trovato un classico accordo all’italiana che accontentava tutti. A maggior ragione non capisco che ragioni potesse avere Nucini per difendere il sistema e danneggiare la Fiorentina, visto che lui dal sistema si sentiva emarginato e messo in un angolo (e questo è vero, Bergamo e Pairetto lo utilizzavano poco perché lo ritenevano un pessimo arbitro).
    Io non credo che sia mai esistito un piano vero e proprio, pianificato dai vertici federali e arbitrali, per la salvezza della Fiorentina. Abbiamo solo Mazzini che si interessa al destino della squadra della sua città. La Fiorentina alla fine si salva per un intreccio di tanti fattori, fortuna e risultati delle altre concorrenti in primis. Alla fine della 37a giornata la Fiorentina era penultima, a 2 punti dalle squadre che la precedevano. Questo DOPO che i Della Valle avevano parlato con Bergamo, e anche DOPO che c’era stato l’incontro a Villa La Massa. E lo era, penultima in classifica dopo la penultima giornata, in primis a causa di un clamoroso errore arbitrale proprio alla penultima giornata in Lazio – Fiorentina, il mani non visto di Zauri da parte dell’arbitro Rosetti, un errore che Bergamo al telefono definisce “l’errore dell’anno”, e in effetti è un episodio veramente clamoroso, fosse capitato in un Juve – Inter se ne sarebbe parlato per decenni. Senza questo errore la Fiorentina poteva salvarsi molto più comodamente di quanto poi non sia accaduto. Gli arbitri alla fine non sono affatto decisivi per la salvezza della Fiorentina, anzi alla fine forse la danneggiano pure. Bergamo non muove gli arbitri con il joystick, e gli arbitri nella maggior parte dei casi, probabilmente in tutti, sbagliano semplicemente perché non vedono gli episodi, è molto semplice. Oltretutto non abbiamo nessuna prova che Bergamo abbia mai dato indicazioni a Dondarini di favorire la Fiorentina, anzi abbiamo esattamente la prova in senso contrario (telefonata INCREDIBILMENTE ignorata, è impossibile che sia stato fatto in buona fede, scusate).
    Chiudo. Io tra chiedere “tutela arbitrale” e chiedere “buoni arbitraggi” non ci vedo una grande differenza. Nessuno chiama mai i designatori e chiede espressamente “voglio un arbitraggio che mi aiuti”. Tutti chiedono un arbitraggio equo, che vuol dire “basta che non sbagli contro di me”, quindi “nel dubbio scelga a mio favore”. In questo senso va letto il significato della battuta sull’arbitro che deve dare il 50%; il 50% significa che l’arbitro è equidistante, cioè sta esattamente al 50% tra una squadra e l’altra, se cambia la percentuale si intende che l’arbitro sta aiutando una squadra. I Della Valle lamentavano di essere penalizzati, e chiedono invece un arbitraggio che sia alla pari. Erano veramente penalizzati? Non si può dire, perché tutti nel calcio hanno la paranoia di essere penalizzati dall’arbitro. Pure Moggi ce l’aveva.

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  9. Se non sbaglio – nel caso correggetemi – il pranzo di Villa La Massa è il 14 maggio. Il giorno dopo la Fiorentina pareggia 0-0 in casa contro l’Atalanta. Il 22 maggio c’è la famosa Lazio – Fiorentina con il mani di Zauri. Poi la Fiorentina vince tranquillamente 3-0 all’ultima contro il Brescia. In effetti dopo l’incontro la Fiorentina viene danneggiata. Anche perché in Lecce – Parma non risultano essere contestate decisioni arbitrali di De Santis.

    Sulla frase di Mazzini. Il mio dubbio è se interpretarla come hai fatto tu, @franctosc, e cioè l’arbitro è a metà tra te e l’avversario (cosa che dovrebbe essere sempre, per questo mi sembra strano dirlo… anche se Mazzini in effetti gli dice che “proprio non gli state simpatici” e quindi, se questa frase fosse vera, avrebbe senso) oppure se significasse che l’arbitro dà alla tua squadra “il 50%” cioè fischia a tuo favore tutti i casi dubbi.

    Sulla frase di Carraro, invece? È anche possibile che D. Della Valle abbia parlato con lui. Non mi pare nessuno dei due fosse intercettato (potrei sbagliare).

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  10. Esatto. Allora: 2 maggio primo contatto telefonico Della Valle – Bergamo (non sapevo che si potesse chiamare), 14 maggio incontro di villa La Massa. Quindi secondo il teorema a partire da questi giorni dovrebbe essere in atto un piano per il salvataggio della Fiorentina. Quali partite si giocano in questi giorni?
    8 maggio Chievo – Fiorentina 1-2 (arbitro Dondarini)
    15 maggio Fiorentina – Atalanta 0-0 (arbitro Rodomonti)
    22 maggio Lazio – Fiorentina 1-1 (arbitro Rosetti)
    29 maggio Fiorentina – Brescia 3-0 (arbitro Collina)
    Tutti e quattro arbitri non “svizzeri”. Se la Fiorentina avesse vinto con l’Atalanta avrebbero fatto il capo d’imputazione per quella partita perchè il giorno prima c’era stato Villa La Massa? Probabile. Invece non vince, quindi Mazzini non può vantarsi al telefono del fatto che il suo intervento forse c’entra qualcosa con la vittoria, quindi niente capo d’imputazione. In realtà se è il contatto dirigenti – designatori ad alterare la genuinità, allora anche Fiorentina – Atalanta è alterata. Lo è anche Lazio – Fiorentina ragionando allo stesso modo, e questo malgrado in quella partita la Fiorentina sia stata clamorosamente danneggiata dall’arbitro.
    La verità invece è che Della Valle ha paura di essere danneggiato e nella paura di retrocedere fa il passo verso Bergamo; questo però secondo me non ha avuto nessun effetto concreto sui risultati del campo.
    Dovrebbe essere ovvio che l’arbitro sta al 50% ossia equidistante tra una squadra e l’altra, ma viene detto in queste conversazioni proprio perchè la Fiorentina era convinta (a torto o a ragione) del fatto che gli arbitri fossero contro di lei, ossia che la situazione di partenza (prima della chiacchierata con Bergamo) fosse di non equidistanza della classe arbitrale. Ho una domanda per Rug: presupponiamo che davvero la Fiorentina sia stata fraudolentemente danneggiata dagli arbitri perchè contro il “sistema”. Se poi contattando Bergamo e incontrandolo a Villa La Massa Della Valle ha effettivamente ottenuto il risultato di non avere più arbitraggi ostili ma di averli equidistanti, secondo te ha commesso una frode sportiva?
    La frase di Carraro si intende “l’importante è che non li danneggi?”. Beh, non mi sembra niente di particolare. La solita preoccupazione di Carraro. L’importante è che non abbiano grosse cose arbitrali di cui lamentarsi. L’importante è che, chiunque retroceda, la colpa non la si possa dare agli arbitraggi. Non mi pare che abbia dato tutta questa spinta alla salvezza viola.

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  11. 1)<> e be si certo, diciamo più semplicemente che non erano contatti alla luce del sole, tanto è vero che poi si organizza un incontro segreto;
    2) Della Valle non aveva le conoscenze di Moggi e Galliani e non era nell’ambiente perché alcuni chiamavano e altri no, alcuni si limitavano a protestare o a sperare che l’arbitro arbitri bene e altri invece suggerivano un arbitro che vi dia un 50% che per quel che mi riguarda significa che vi dia una mano, alcuni decidono le griglie, altri semplicemente sperano che non faccia danni, francamente non mi sembrano grandi argomentazioni, se i contatti ci potevano essere dovevano saperlo tutti, questo contatto fra Mazzini e Menicucci è un chiaro contatto in cui si parla di aiuti e cose del genere, è un contatto illecito a tutti gli effetti;
    3) De Santis si uniformava alle decisioni prese dall’alto, piaccia o non piaccia è alla loro opposizione che Della Valle attribuisce i torti arbitrali ed è su questo che verte la prima telefonata fra Della Valle e Bergamo e sul cercare di rimediare a degli errori che si sono fatti nel passato;
    4) Sull’effettiva incidenza di questa “combriccola di buontemponi” nella retrocessione in serie B del Bologna e del salvataggio della Fiorentina ne abbiamo parlato altre volte, credo che sia inutile tornarci e poi ci sarà comunque un processo civile che quantificherà il danno effettivamente subito dal Bologna in termini di “perdita di chance”, ne ho già parlato in altri articoli.

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  12. riscriviamola ancora
    “Non è assolutamente vero che le telefonate fra dirigenti e designatori fossero consentite e anzi addirittura favorite dalla stessa federazione” dice Rug nel suo punto 1 nel primo commento. Ma come no? Qui abbiamo proprio questo, la federazione nella persona del suo vicepresidente Mazzini che spinge i dirigenti calcistici a mettersi in contatto con i vertici arbitrali. O no?

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  13. De santis quindi faceva quel che gli pareva e questo demolisce l’ultimo tassello dell’associazione rimasto in piedi. Il braccio armato dell’associazione mirava dove gli pareva e nessuno lo ha mai richiamato all’ordine.
    ps villa massa è dove eran pronti a filmare e registrare e poi si son scordati di premere il tasto rec sul registratore audio? credibile come l’innocenza dell’inversione della sequenza delle foto del sorteggio.

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  14. Non hai risposto.
    Ho una domanda per Rug: presupponiamo che davvero la Fiorentina sia stata fraudolentemente danneggiata dagli arbitri perchè contro il “sistema”. Se poi contattando Bergamo e incontrandolo a Villa La Massa Della Valle ha effettivamente ottenuto il risultato di non avere più arbitraggi ostili ma di averli equidistanti, secondo te ha commesso una frode sportiva?

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  15. Secondo me e secondo le sentenze ha cercato e ottenuto non arbitraggi equi ma arbitraggi a lui favorevoli altrimenti non si sarebbe interessato anche della partita Lecce Parma che comunque non era una partita della Fiorentina

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  16. Ma dove stanno le telefonate in cui Della Valle parla di Lecce – Parma? Comunque non hai risposto a quello che ti chiedevo. Se io sono danneggiato, e telefono a un designatore per chiedergli che gli arbitri smettano di danneggiarmi e siano equi con me, sto facendo una frode sportiva? Questo vorrei sapere.

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  17. Credo proprio di no e a riguardo ho postato in passato a domande similari anche massime della cassazione su calciopoli, adesso non ricordo dove le ho prese (la pagina precisa), ma qui bisogna partire dal presupposto base che Della Valle non chiede arbitraggi equi ma arbitraggi che diano una mano, un 50%

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  18. Non l’ho scritto nell’articolo per non appesantirlo troppo ma vorrei ricordare che cosa aveva deciso la Corte federale della giustizia sportiva. Le partite oggetto del procedimento disciplinare sportivo che riguardano la Fiorentina erano addirittura 5 (al contrario delle 3 del penale):

    • Bologna – Fiorentina 0-0 (arbitro Bertini): nessun colpevole.
    • Fiorentina – Atalanta 0-0 (arbitro Rodomonti): nessun colpevole.
    • Chievo – Fiorentina 1-2 (arbitro Dondarini): art. 1 a Mazzini, D. Della Valle, A. Della Valle, Mencucci (Bergamo non giudicato per difetto di giurisdizione); Dondarini assolto.
    • Lazio – Fiorentina 1-1 (arbitro Rosetti): duplice contestazione di illecito (sia per essersi messo d’accordo, D. Della Valle, con Lotito, sia per presunto condizionamento arbitrale): nessun colpevole.
    • Lecce – Parma (arbitro De Santis): art. 1 ad A. Della Valle e Mencucci; art. 6 a D. Della Valle, Mazzini, De Santis (Bergamo non giudicato per difetto di giurisdizione, ma se lo sarebbe preso anche lui, si deduce facilmente).

    Quindi partiamo con lo smentire l’analogia dell’illecito sportivo con la frode sportiva… sono due cose diverse. Saranno anche simili in teoria, ma nella pratica abbiamo troppe evidenze di segno contrario. Come abbiamo visto, Chievo – Fiorentina è reato per i giudici dell’ordinario ma non è illecito sportivo per nessuno per i giudici sportivi perché sono tutti atti inidonei dato che non c’è la prova (e nei processi è vero ciò che viene provato) che Dondarini abbia aderito al disegno criminoso. E mi ricordo di quando Rug parlava di idoneità dell’atto. Qui a me non pare proprio esserci. Ci può ancora stare per Lecce – Parma 8telefonate di De Santis con Bergamo prima della partita e con Mazzini dopo) ma qui no. Semplicemente per il fatto che nessuno degli organizzatori dell’illecito parla con chi ha voce in capitolo (cioè arbitro, assistenti o giocatori).

    Quindi, alla fin fine – mettendo da parte il cosiddetto illecito strutturato – io ritengo molto più condivisibili le sentenze sportive (che nel caso di interferenze sulla designazione andavano giustamente a punire per art. 1 anche pesantemente, ma non per art. 6 e quindi non frode sportiva) rispetto a quelle ordinarie (sentenza Stanziola a parte).

    Volevo anche aggiungere due cose che mi sono ricordato su Mazzini: dopo le partite che avrebbe condizionato Lotito (anche lì, nel penale le frodi sportive le fanno solo Lotito e Mazzini, senza arbitri, vabbè…) si sente Mazzini comportarsi nel solito modo dopo le vittorie della Lazio… ma effettivamente cosa ha fatto? Nulla. Millanta e cerca di prendersi dei meriti che in realtà non ha per rafforzare la propria posizione. Il suo mi sembra essere un potere apparente, non sostanziale… infatti, come abbiamo già detto, la Fiorentina i torti li subisce lo stesso, anche dopo Villa La Massa, e quello di Rosetti è un errore madornale! Evidentemente a Rosetti i designatori non avevano parlato, vabbè. Ah, tra l’altro, su Villa La Massa, Sandulli scrive: “Ed invero, non v’è alcuna prova sull’oggetto dell’incontro, né che esso fosse rivolto ad allargare la cerchia dei protagonisti della realizzazione del progetto di salvezza sportiva della Fiorentina, né che, data la incontroversa pubblicità del luogo, si prestasse di per sé a fungere da piattaforma per accordi illeciti”.

    Aggiungo ancora su Mazzini: leggete cosa diceva a Castagnini parlando dell’Arezzo: “digli che se si vuol salvare… lo aspetto a Reggello… se no non si salva!”. Millantatore. Basta sentire anche come parlava con Baldini nella telefonata del ribaltone… un giocherellone che esagera con le parole. Sull’articolo di Arezzo – Salernitana trovate tutto.

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  19. Innanzitutto non credo che si smentisca l’equivalenza fra art. 6 e frode sportiva, semplicemente i giudici sportivi e penali hanno interpretate in maniera diversa i singoli capi di imputazione, è successo la stessa cosa con l’archiviazione Maddalena per cui giudici diversi sia pure nello stesso ambito, quello penale, hanno nterpretato in maniera diversa gli stessi episodi e a Torino hanno archiviato mentre a Napoli hanno continuato.
    Mazzini millantatore? si ma fino ad un certo punto perché poi nel 3-3 di Lecce Parma ha comunque un ruolo attivo e la telefonata fra lui e De Santis sta li a testimoniarlo.
    Per il resto credo che sia inutile continuare, ti pongo queste domande:
    1) Fra Menicucci e Mazzini si parla di un arbitro che arbitri bene o di un arbitro che dia una mano?
    Per me si parla di un arbitro che dia una mano altrimenti non avrebbe senso il discorso di lasciar perdere le zozzerie di comprare le partite ma ancha a voler pensare che si tratti di un arbitro che arbitri bene vuol dire che prima la Fiorentina aveva subito volutamente dei torti arbitrali.
    2) Abbracciando l’ipotesi dell’arbitro che dia una mano (è la mia ipotesi altrimenti Mazzini avrebbe parlato diversamente, avrebbe parlato di un arbitro che arbitri bene, di un buon arbitro in forma che facesse una bella partita riprendendo le espressioni che usava Facchetti), Mazzini favorisce il contatto e l’incontro fra Bergamo e Della Valle si o no?
    3) Della Valle e Bergamo si incontrano si o no?
    Se hai risposto si a queste due ultime domande allora l’ultima domanda che ti pongo è:
    4) C’è accordo illecito? si sono detti salviamo la Fiorentina in qualche maniera?
    Poi se tu ci pensi un attimo non occorre che il messaggio arrivi direttamente all’arbitro di turno, che comunque può anche esserci stato come ho spiegato prima, poteva anche essere sufficiente cazziare pubblicamente nelle riunioni di Converciano coloro che sbagliavano a danno della Fiorentina e il gioco era fatto

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  20. Allora, a me pare che Della Valle non chieda altro che di non avere errori contro. Anzi, lo dice proprio Moggi in persona, “ma non per darti dei vantaggi, per non darti degli svantaggi”. E anche le telefonate con Mazzini sono tutte dello stesso tenore, “non fare niente di strano se non quello di essere tutelati per la realtà che è la Fiorentina”… non gli dice se fate questo passo vi aiutano, ma se fate questo passo (forse) non vi inculano più… è tutto qui, Della Valle pensava di essere danneggiato dagli arbitri, va lì a dire: magari noi vi abbiamo fatto opposizione politica, abbiamo proposto di sostituirvi come designatori, forse (noi sospettiamo) ce la state facendo pagare per questo motivo, ma adesso basta perchè noi siamo la Fiorentina e come società Fiorentina dobbiamo essere tutelati. Secondo me in questo contesto la battuta del 50% è assolutamente da intendere come arbitro equidistante (rispetto a arbitro non equidistante che non ci dà nemmeno il 50%) ma so che Rug non lo convincerò mai, quindi amen.
    Io però non le capisco le questioni linguistiche che poni, a me pare proprio che Della Valle chiede esattamente le stesse cose che chiede Facchetti, ovviamente non usano le stesse identiche parole ma la sostanza è la stessa.
    Per me non c’è mai stato un accordo illecito tra i dirigenti della Fiorentina e i vertici arbitrali per salvare la Fiorentina. Ricordiamoci che Mazzini non è un dirigente arbitrale. Le prove in senso contrario all’accordo sono decisamente più numerose di un paio di battute di ambigue che farebbero pensare che l’accordo ci sia stato.

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  21. E non ci dimentichiamo che secondo voci autorevoli l’incontro di Villa La Massa è stato registrato dai carabinieri, e se vi fosse stato detto qualcosa di ambiguo quell’audio sarebbe saltato fuori invece di fare la stessa fine del video del sorteggio truccato.

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  22. @Rug E allora quando si verifica questa sovrapposizione, nei fatti? Quasi mai, dobbiamo prenderne atto. Per i giudici sportivi concordare una griglia è art. 1 infatti Juve – Udinese fu valutata in tal senso, mentre per la Casoria fare una griglia è frode sportiva. Perciò… poi comunque non ho capito come tu avresti giudicato questo capo, sia sportivamente che penalmente. Sappiamo che ci deve essere l’idoneità degli atti. Ti risulta che dal materiale probatorio ci sia stato atto idoneo (e se sì, da parte di chi) per falsare Chievo – Fiorentina? Sto parlando di prove concrete, non del fatto che forse Bergamo l’ha detto a Dondarini a Coverciano. Quindi, chi avresti condannato tu, ricordando che è vero ciò che è provabile e che gli atti non debbono essere solo diretti a ledere il bene protetto dalla norma ma anche idonei?

    Rispondo alle tue domande.

    1) Sul 50% io sono dubbioso (e indubbio pro reo). Non riesco ad essere convinto oltre ogni ragionevole dubbio che Mazzini stia dicendo “ti mandiamo un arbitro che nel dubbio fischia per te” alla Bergamo – Rodomonti pre Inter – Juve… ho il dubbio. Poi, comunque, bisogna vedere se questo arbitro viene mandato e indottrinato. Solo in questo caso, secondo me, si concretezza sia l’illecito sportivo che la frode sportiva. E visto che abbiamo la telefonata della buonafede di Dondarini sia prima che dopo la partita mi pare abbastanza certo che non ci sia stata alcune indicazione fraudolenta da parte di Bergamo. Attribuisco una percentuale di manomissione della partita non superiore al 5-10% (un contatto svizzero Moggi – arbitro lo quoterei ben più alto).
    2) Sì.
    3) Si incontrano, a Villa La Massa, insieme a Mazzini, A. Della Valle e Mencucci. Ma dopo Chievo – Fiorentina!
    4) “C’è accordo illecito? si sono detti salviamo la Fiorentina in qualche maniera? Poi se tu ci pensi un attimo non occorre che il messaggio arrivi direttamente all’arbitro di turno, che comunque può anche esserci stato come ho spiegato prima, poteva anche essere sufficiente cazziare pubblicamente nelle riunioni di Converciano coloro che sbagliavano a danno della Fiorentina e il gioco era fatto”. Qui secondo me ribalti l’onere della prova. Tutto è possibile ma noi dobbiamo basarci su ciò che c’è agli atti. Non si può condannare perché forse Bergamo ha cazziato pubblicamente (e giustamente) Rosetti per non aver dato rigore in Lazio – Fiorentina… può essere che l’abbia fatto, ma può anche essere di no. Quindi, io non ti posso dire che si sono detti di salvare la Fiorentina. Magari sì, magari come battuta, magari no. La personalità degli imputati è importante, soprattutto nel caso di Mazzini (che quando parla al telefono sembra un ubriacone, però mi è simpatico, ma quale è la sua attendibilità?). E se invece semplicemente, come dice Francesco e come dice Della Valle, si sentivano perseguitati (sfavori contro il Messina, il Milan e la Lazio) e manifestano soltanto a Bergamo richieste di maggiore attenzione nei confronti della propria squadra? Quindi inutile dire che per me la sentenza sportiva, sul punto, è corretta e condivisibilissima (art. 1 per tutti tranne Dondarini perché non son atteggiamenti trasparenti, leali e sportivi) mentre penalmente per me doveva essere assoluzione per tutti dato che gli atti non sono idonei (e, anzi, abbiamo pure telefonate scagionati). Tu, invece, sei davvero così sicuro che abbiano frodato? E senza Donna come fanno ad esserci atti idonei?

    @franctosc Certo che quel carabiniere che parla dell’audio registrato sarebbe dovuto venire in aula a dirlo… se hanno appalto delle solite cose, maggiore attenzione, di non essere danneggiati… probabilmente sarebbe stato rilevante per il giudizio mentre l’alone del mistero fa sospettare, anche se, insomma, non era il luogo più adatto per commettere un illecito.

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  23. Diciamo che i giudici penali non avendo a disposizione l’art. 1 hanno allargato le maglie del 6 ed il tutto comunque ha una certa logica, quindi le sentenze sul punto mi sembrano abbastanza corrette, poi è inutile che metti in mezzo me perché fosse stato per me sarebbero state tutte frodi sportive e tutti art. 6 senza se e senza ma (compreso i meri contatti su svizzera di cui non si sa niente o quasi) per Facchetti compreso. E lo sarebbero stati proprio in virtù di questa sovrapposizione Arbitro Giudice. Ma perché, ti risulta che un avvocato possa chiamare il Presidente del Tribunale (sarebbe una sorta di designatore dei giudici anche se in questo caso le designazioni sono ancora più prevedibili) e gli possa chiedere al telefono se è in un buon periodo o addirittura in caso di dubbio fra due giudici suggerire chi deve decidere di questa causa o peggio favorire la carriera di uno anziché di un altro? Ma anche la circolare N. 7 è assolutamente contra legem (contro legge), ti risulta che gli avvocati, prima di darsi battaglia regalino al giudice dei gadget del propio studio legale? quindi lascia perdere me e cosa penso io .

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  24. L’atto non è idoneo, Rug, c’è poco da fare. Le sentenze si contraddicono l’un l’altra. Non sono coerenti. E nemmeno tu sei coerente: basti ricordare tutte le lezioni sull’idoneità dell’atto che ci hai fatto quando parlavi di Facchetti. Ora invece ci dici che Facchetti secondo te era da art. 6 e quindi frode sportiva? Vabbè, secondo me no, l’art. 1 basta per punire i contatti impropri con designatori e arbitri (regalare uno scudetto invece è un po’ troppo). Ma io sono più garantista di te e capisco anche cosa spinga i Della Valle a rivolgersi a Mazzini e Bergamo: avere arbitraggi corretti e quindi non essere più danneggiati.

    Quello che hai detto qui dovresti dirlo al procuratore generale dell’abbreviato, che era scappato dall’udienza perché le difese facevano sentire le telefonate a discolpa di Pieri, e mentre l’udienza era ancora in corso ha chiamato sul cellulare il giudice Stanziola. Ovviamente non è corretto decidere chi deve arbitrare (e non è che Moggi decidesse chi doveva arbitrare, non truccava il sorteggio, si limitava alle griglie). Infatti non essendo corretto i giudici sportivi l’hanno punito con un art. 1. Ma non può costituire art. 6 perché la regolarità della partita non viene messa in pericolo. E questo lo dice Sandulli molto chiaramente ed è più che condivisibile.

    Infine, la posizione di Moggi mi sembra ancora meno rilevante. Incredibile che sia stato condannato (prescritto) per questa partita.

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  25. L’ultima considerazione di Felix è giusta ovviamente, la condanna di Moggi per questa imputazione è una cosa surreale… ma infatti come molte altre decisioni dei giudici serve per tenere in piedi il teorema, e in particolare in questo caso il legame associativo tra Moggi e Mazzini, per il quale serviva che i due facessero insieme qualcosa di illecito, e quindi questa discutibile situazione del salvataggio della Fiorentina serve proprio a questo. Se togli Moggi dal salvataggio della Fiorentina si sgancia anche Mazzini dal gruppo dell’associazione a delinquere.

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  26. Bravo Felix bel articolo
    ma mi mette in crisi
    la Fiorentina é stata effettivamente aiutata o no?

    1)Moggi questa volta lo hanno messo in mezzo e non si capisce il perché
    le intercettazioni dicono esttamente il contrario e anche la mente piu’ distorta lo capisce
    ma usa sempre un ma e estrapola teorie senza prove
    pur di colpire

    2)resta il mistero del perché si sono cosi’ ostinati a voler vedere il marcio anche dove il marcio non c’era
    e quasi patologico un ossessione
    il solo coinvolgimento di Moggi ne é la prova visto che almeno in questo caso a ben rileggere l’intercettazione, Della Valle e Moggi parlano tra loro e dicono cose scontate senza alcun elemento che possa portare a pensare a qual cosa di losco

    3) erano tutti manipolati dalla campagna denigratoria scatenata contro la Juve e dirigenti ?
    la famosa frase a noi interessa solo la juve da dove viene??

    4 questo capo di imputazione che ha retto i tre gradi di giudizio infliggendo condanne e prescrizioni , analizzato da voi con l’aiuto del contraddittorio di Rug dimostra che
    non c’erano i presupposti per arrviare a tanto ma lo hanno fatto

    5) Rug il Calcio a quel tempo non era cosi’ marcio come lo si vuol far credere
    oggi si parla meno degli errori degli arbitri ma da buon costume italiano si parla di VAR
    sempre sospetti sempre a discreditare
    PATOLOGICO

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  27. Riporto uno stralcio dell’udienza del 6 novembre 2009 in cui fu sentito Manfredi Martino:

    PM: Allora… Dal verbale di sommarie informazioni rese al Pubblico Ministero sempre in data 26 maggio del 2006: “Mi viene chiesto di indicare sulla base di qualsiasi circostanza concreta da me conosciuta, quali sono state le gare della stagione 2004 e 2005 che risultano essere state in qualche modo combinate e io rispondo che posso riferire su una circostanza e su un fatto concreto… il 6 febbraio 2005 ci fu la partita Sampdoria-Fiorentina arbitrata da Dondarini. Paolo Bergamo mi disse che l’arbitro Dondarini aveva diretto la gara per favorire la Sampdoria, in quanto era un arbitro legato a Gigi Pairetto con il Presidente della Sampdoria Garrone. Era convinzione personale di Paolo Bergamo che Pairetto avesse interessi comuni economici con Maurizio Zamparini nel settore dei supermercati. Ancora posso dire che sempre Paolo Bergamo nel corso di quella stagione mi ha rappresentato che Franco Carraro aveva espresso la volontà che le squadre della Lazio e della Fiorentina venissero in qualche modo aiutate per restare in serie A per lo meno per qualche ragione per l’importanza della squadra stessa e delle rispettive città”. Questi sono dei fatti concreti che Lei ha raccontato. Sono veri?
    Manfredi Martino: Io confermo sicuramente questo tipo di dichiarazioni e posso dire che tuttora non ricordo, ma sicuramente se allora l’ho dichiarato.. sicuramente… Bergamo mi disse questa cosa Sampdoria contro quale squadra e entra il discorso su Dondarini ma lì era un discorso ‘più generale’. Nel senso che… sia il designatore Bergamo sia il designatore Pairetto avevano magari degli arbitri su cui puntavano, a volte questi arbitri non combaciavano e allora magari in quell’occasione, Dondarini che era più un arbitro, per quel che posso sapere io, della ‘cerchia’ del designatore Pairetto e Bergamo mi face queste confidenze, mi spiegò questo tipo di situazioni.

    http://www.lalaziosiamonoi.it/news/calciopoli-carraro-sentenzio-salvate-fiorentina-e-lazio-dalla-b-8357

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  28. Infine, giusto per argomentare ancora un po’ sulle millanterie di Mazzini, vi allego questa intercettazione tra di lui e il ds della Roma Pradè… anche lui (e quindi la Roma) era “tutelato” molto…

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  29. “Ma perché, ti risulta che un avvocato possa chiamare il Presidente del Tribunale (sarebbe una sorta di designatore dei giudici anche se in questo caso le designazioni sono ancora più prevedibili) e gli possa chiedere al telefono se è in un buon periodo o addirittura in caso di dubbio fra due giudici suggerire chi deve decidere di questa causa o peggio favorire la carriera di uno anziché di un altro?”

    i due presidenti del tribunale qui erano stati scelti dalle 7 sorelle per cui se vogliamo già lì la terzietà del giudice è andata a pallino.
    ps quale carriera è stata favorita?

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