Calciopoli: il filone laziale

Nello scandalo sportivo che scoppiò nell’estate del 2006, come risaputo, fu coinvolta anche la Lazio, nella persona del suo presidente Claudio Lotito. Le gare oggetto di capo di incolpazione nel procedimento disciplinare sportivo del 2006 sono le seguenti:

  • Lazio – Brescia 0-0 (2 febbraio 2005)

Incolpati: Lotito (art. 6, commi 1 e 2), Carraro (art. 6, commi 1 e 2), Bergamo (art. 6, commi 1 e 2), Mazzini (art. 6, comma 7), S.S. Lazio (responsabilità diretta e presunta).

  • Chievo Verona – Lazio 0-1 (20 febbraio 2005)

Incolpati: Lotito (art. 6, commi 1 e 2), Mazzini (art. 6, commi 1 e 2), Bergamo (art. 6, commi 1 e 2), Pairetto (art. 6, commi 1 e 2), Rocchi (art. 6, commi 1 e 2), S.S. Lazio (responsabilità diretta e presunta), Ferri (art. 6, comma 7).

  • Lazio – Parma 2-0 (27 febbraio 2005)

Incolpati: Lotito (art. 6, commi 1 e 2), Mazzini (art. 6, commi 1 e 2), Bergamo (art. 6, commi 1 e 2), Pairetto (art. 6, commi 1 e 2), Messina (art. 6, commi 1 e 2), S.S. Lazio (responsabilità diretta e presunta).

  • Bologna – Lazio 1-2 (17 aprile 2005)

Incolpati: Lotito (art. 6, commi 1 e 2), Mazzini (art. 6, commi 1 e 2), Bergamo (art. 6, commi 1 e 2), Pairetto (art. 6, commi 1 e 2), Tagliavento (art. 6, commi 1 e 2), S.S. Lazio (responsabilità diretta e presunta).

Si precisa che l’art. 6, ai commi 1 e 2, del C.G.S. recita:

  1. Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo.
  2. Le società, i loro dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati che commettono direttamente o che consentono che altri compiano, a loro nome o nel loro interesse, i fatti di cui al comma 1, ne sono responsabili.

Il comma 7 (contestato a Mazzini e a Ferri) punisce, invece, i dirigenti, i soci di associazione e i tesserati che, venuti a conoscenza di tali atti, non hanno informato la Lega, il Comitato competente ovvero direttamente l’Ufficio indagini della F.I.G.C.

Delle quattro partite oggetto di approfondimento in sede sportiva, soltanto due (Chievo – Lazio e Lazio – Parma) sono poi state portate a giudizio penale dai pm di Napoli (rispettivamente al capo U e al capo V dell’atto di accusa).

Viene quindi contestato, in sede sportiva, l’illecito sportivo per quattro diverse partite della Lazio; in tre casi ci sarebbe anche stata l’adesione consapevole all’illecito da parte del direttore di gara.

Secondo la prospettazione della Procura federale – nell’ambito delle vicende di carattere politico che stavano interessando il mondo del calcio tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005 (trattative per le elezioni per la presidenza della FIGC e della Lega) – si sarebbe concretizzato un intervento di Lotito presso i vertici federali (Carraro e Mazzini) nei confronti dei quali il presidente laziale avrebbe goduto di credito in funzione dell’appoggio politico garantito agli stessi durante l’elezione federale (Carraro verrà riconfermato presidente federale il 14 febbraio 2005). Lotito avrebbe sfruttato tale credito per favorire una posizione migliore della Lazio nella classifica della Serie A 2004/05. A loro volta, Carraro e Mazzini – secondo la Procura sportiva – avrebbero esercitato delle pressioni sui designatori arbitrali Bergamo e Pairetto che, conseguentemente, avrebbero “indirizzato” i direttori di gara Rocchi, Messina e Tagliavento ad arbitrare le partite della Lazio con una certa “attenzione”.

La partita Lazio – Brescia

L’iniziativa di Lotito – sempre secondo la procura – avrebbe sortito l’effetto di provocare, alla vigilia della partita tra la Lazio e il Brescia del 2 febbraio 2005, un intervento del presidente federale Franco Carraro presso il designatore Paolo Bergamo al quale si sarebbero poi susseguite, nelle settimane successive, degli interventi del vicepresidente federale Innocenzo Mazzini, costantemente sollecitato da Lotito.

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Il presidente federale Franco Carraro

Per quanto riguarda la prima incolpazione, Lazio – Brescia, scrive la Commissione d’appello federale (CAF) – presieduta da Cesare Ruperto – che non può non valorizzarsi, in chiave probatoria, il colloquio telefonico intercorso alla vigilia della stessa fra Carraro ed il designatore arbitrale Bergamo (prog. 23518 del 1 febbraio 2005), nel corso del quale il primo sollecita al secondo un intervento in favore della S.S. Lazio.

Carraro: senta, no, volevo dirle, questi arbitri, domani c’è questa, Lazio – Brescia che è una partita delicatissima… e nonostante Bergamo cerchi di rassicurarlo dicendo di aver inserito la partita della Lazio in prima griglia, Carraro continua: no, perché loro stanno nervosissimi, perché dice che domenica questo arbitro (Saccani, ndr)… questo arbitro… Foti (presidente della Reggina, ndr) è stato dieci minuti da lui nell’intervallo… a fare un casino su questa roba… io l’ho visto benissimo, però dice che nell’intervallo l’arbitro… cioè Foti è andato… li gli arbitri non possono far entrare nessuno negli intervalli, devono rifiutare, perché un presidente di società non può andare nell’intervallo delle partite lì… la cosa importante è che domani… per carità, se il Brescia deve vincere che è più forte, però che non ci siano… c’è un ambiente qui che è molto teso, capito?!

Poco dopo l’intercettazione appena riportata, nel prog. 23571 Bergamo contatta l’arbitro sorteggiato per la partita Daniele Tombolini – non deferito dalla giustizia sportiva e non imputato in quella penale – per dargli l’ambigua indicazione di mettersi sulla lunghezza d’onda giusta (audio).

Successivamente alla gara – che terminerà 0-0 – Tombolini chiama Bergamo per informarlo sull’andamento dell’incontro (prog. 23737 del 3 febbraio 2005, ore 00:00). Bergamo è infuriato per la mancata concessione di un calcio di rigore a favore della Lazio e, sentita la spiegazione data dall’arbitro, lo accusa di avere le allucinazioni in campo e gli riferisce: quando ci sono le occasioni le devi prendere (audio).

Secondo la CAF, dai due colloqui tra Bergamo e Tombolini si apprezza l’accoglimento da parte del designatore arbitrale dell’invito rivoltogli da Carraro al compimento di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato della gara (significativa appare l’ingiusta veemenza con la quale Bergamo redarguisce Tombolini).

Ingiusta veemenza, considerato anche il contenuto del rapporto tecnico dell’osservatore arbitrale (acquisito agli atti) che testualmente recita: il calcio di rigore lamentato (in maniera solo accennata/senza proteste) dalla Lazio, anche a mio avviso non c’era, perché l’intervento è avvenuto sulla palla, tanto che questa ha cambiato direzione. Essendosi trattato di un fallo dubbio, quindi, le vigorose proteste di Bergamo assumono un connotato particolare.

Sempre il 3 febbraio 2005, giorno successivo alla partita, si registra un’altra conversazione tra Carraro e Bergamo (prog. 23785) nel corso del quale Carraro rimprovera il designatore per la mancata concessione da parte dell’arbitro Tombolini del (presunto) calcio di rigore richiesto dalla Lazio e quindi per il mancato rispetto delle indicazioni fornitegli e ribadisce le richieste di attenzione nei confronti della società laziale. Tali richieste – a parere della CAF – assumono nella seconda parte toni di vera e propria richiesta di trattamento di favore (e non evocano semplici istanze volte a scongiurare la commissione di errori arbitrali in danno della Lazio).

Le parole di Carraro: ho visto che pure un rigore gli hanno negato… eh beh, insomma, è inutile che le dica un cazzo perché… le dirò di fare il contrario, così forse riusciremo a ottenere qualche cosa, non lo so io… Bergamo: no, no, io ho parlato, ho parlato… Carraro: ha parlato, ha parlato, allora vuol dire che ha parlato… vuol dire che anche a lei la ascoltano al contrario… e ancora: domenica vanno a Milano ed è una partita oggettivamente difficile… poi però bisogna dargli una mano Bergamo: no, no, recuperiamo, recuperiamo, ieri, ieri non è riuscita bene e chi ha sbagliato paga, però certo non mi compensa di quello che dovevo fare, le dico la verità però… purtroppo la cosa era preparata bene e non è riuscita bene… questa è la verità e quindi lui paga di persona (audio).

La sera dello stesso giorno, alle 23:55, nel corso di una conversazione tra i due designatori (prog. 23857) Bergamo informa Pairetto del forte richiamo avuto da Carraro: ma la Lazio è avvelenata… oggi mi ha chiamato il presidente e mi ha fatto uno striscio e busso… non è possibile che la Lazio sia sempre danneggiata…

Tombolini verrà in effetti punito dai designatori e questa circostanza emergerà, curiosamente, anche nella famosa grigliata tra Moggi e Bergamo del 9 febbraio 2005. Moggi, che aveva inserito Tombolini in prima fascia seppur avesse fatto casino con la Lazio, accetterà serenamente la scelta di Bergamo di sospenderlo per un turno e di inserire al suo posto, in prima fascia, l’arbitro Rodomonti.

Con riferimento a Bergamo, l’accoglimento della richiesta formulatagli da Carraro di favorire la Lazio risulterebbe, poi, in modo evidente – sempre secondo la CAF – dal colloquio da lui intrattenuto l’8 febbraio 2005 nel corso del quale Bergamo conferma all’interlocutore Mazzini (prog. 172) di essere stato contattato da Carraro e di aver dato istruzioni a Tombolini in ordine alla conduzione della gara, ribadendo che: quando è andato non ha fatto quello che doveva fare perché c’era un rigore e non l’ha dato… a me è mancato Tombolini perché poi se no aveva girato tutto bene. Mazzini: allora a Claudio Lotito gli dico tutto ok? Bergamo: ma le cose erano… sono preparate… lo seguiamo, diglielo che stia tranquillo.

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Innocenzo Mazzini

Strettamente collegata a quest’ultima telefonata è il prog. 833 (sempre dell’8 febbraio 2005) tra Mazzini e Lotito. Mazzini: fatto, eh… quella cosa… Lotito: fatto a tutti e due? Mazzini: lui (Carraro, ndr) l’ha fatta… e aggiunge che si è trattato di un intervento pressante effettuato su quello dei due designatori che conta più di tutti.

Non viene menzionata in nessuna sentenza sportiva, ma nell’intercettazione con prog. 26618 del 10 febbraio 2005 tra Bergamo e Mazzini (telefonata molto interessante in cui i due interlocutori toccano diversi argomenti) si assiste anche a questo sfogo di Bergamo con riferimento al codesignatore Pairetto: ma scusami, Innocenzo, ma se io chiamo il… se mi arriva il messaggio preciso… il presidente (Carraro, ndr) è preoccupato per la Lazio… c’è Lazio – Brescia… io prendo Tombolini e gli faccio un lavaggio del cervello, no… è giusto?!poi Gigi che è amico intimo di Governato che è il consulente di Corioni (presidente del Brescia, ndr)… e che Governato gli ha fatto… fa delle cose… Corioni gliene ha fatte altre… quando poi lui telefona a Tombolini… Tombolini dice: aspetta un po’, eh! … ma qui come, come girano le cose? … questo mi dice una cosa e quell’altro mi dice il contrario!

Scrive la CAF che dalle evidenze probatorie risulta come l’intervento da parte di Carraro fosse stato sollecitato direttamente da Claudio Lotito, il quale successivamente alla gara in esame si premura di appurare da Mazzini se Carraro fosse effettivamente intervenuto presso i designatori. Da alcune intercettazioni tra Mazzini e i due designatori emerge, infatti, che il vicepresidente federale abbia cercato di appurare, per riferirlo a Lotito, se Carraro si fosse personalmente occupato della caso-Lazio, ottenendo risposta positiva da Bergamo: sì, sì, sì, sì, diglielo che ci ha parlato, ma diglielo che anch’io, l’unico che non ha funzionato è stato, quando non hanno giocato l’altra domenica con Tombolini che non gli ha dato il rigore, ma le cose erano… sono preparate, lo seguiamo (la già citata prog. 172) ma negativa da Pairetto (prog. 412).

Sembra opportuno – per appurare al meglio tutti i fatti – riportare un estratto della deposizione di Carraro, del 15 dicembre 2009, resa davanti al Tribunale di Napoli nel processo penale di Calciopoli.

Nel corso della stessa deposizione, Carraro ha spiegato al pm, che l’espressione contestata “bisogna dargli una mano è stata semplicemente una locuzione impropria utilizzata in una conversazione telefonica: dottor Narducci, io vorrei sottolineare quello che ho già detto prima, e lo ripeto, che la telefonata del 3 febbraio ed il senso di quella frase, che certamente dire “dare una mano” è un modo improprio di parlare, questo l’ho detto quando sono stato interrogato da lei, quando sono stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari e lo ripeto qui, però ricordiamoci che non siamo nel corso di un discorso preparato o di una lettera, ma siamo nel corso della concitazione di una telefonata… certe volte qualche linguaggio improprio ci può essere, ma che il senso fosse che la Lazio non fosse danneggiata e fosse tutelata e, comunque, il senso era di richiamare al rispetto dell’etica sportiva (link alla deposizione completa).

Per completezza: qui si possono leggere le dichiarazioni spontanee rese da Bergamo dopo la testimonianza di Carraro.

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Claudio Lotito

La circostanza dell’intervento di Lotito presso Carraro era stata confermata nell’interrogatorio dallo stesso presidente laziale reso alla Procura di Napoli. A tale iniziativa, però, Lotito aveva attribuito un carattere di mera doglianza in relazione a torti arbitrali subiti dalla propria squadra nelle partite precedenti e in merito alla già citata visita nello spogliatoio da parte del presidente della Reggina Foti nell’intervallo della precedente partita contro la Lazio, terminata 2-1 per i calabresi con gol-vittoria al 93’.

Dagli atti risulta che Mazzini sia entrato in azione soltanto dopo gli interventi di Lotito presso Carraro e di Carraro presso Bergamo, assumendo quindi un ruolo marginale, soltanto di controllo di avvenuto intervento di Carraro presso la CAN, auspicato da Lotito. Sussiste però – secondo la CAF – piena prova della consapevolezza da parte di Mazzini dei fatti illeciti posti in essere da Lotito, Carraro e Bergamo, costituenti illecito sportivo, e dunque sussiste prova dell’omessa denuncia (punito dal Codice di giustizia sportiva con l’art. 6, comma 7).

Avendo la CAF dichiarato per Paolo Bergamo (e per il dirigente federale Cosimo Maria Ferri) il difetto di giurisdizione conseguente alle dimissioni avvenute successivamente al deferimento, il designatore non è stato sanzionato dalla giustizia domestica mentre Lotito e Carraro sono stati ritenuti responsabili – in primo grado – della violazione dell’art. 6, commi 1 e 2, C.G.S.

La decisione della CAF fu però ribaltata, 11 giorni dopo, dalla Corte federale (secondo grado di giudizio).

Sempre in riferimento alla partita che appare essere la più importante del filone laziale nel giudizio sportivo, Lazio – Brescia, la Corte federale ritiene che la ricostruzione della cornice fattuale (effettuata dalla CAF, ndr) è immune da censure. Cambia però l’interpretazione di questi fatti e vengono richiamate, a supporto, le acquisite dichiarazioni dell’arbitro Tombolini rilasciate il 12 luglio 2006 all’Ufficio indagini della FIGC. In quella sede, Tombolini ha dichiarato di aver interpretato la richiesta di Bergamo di prestare la massima concentrazione per la direzione della partita come una semplice raccomandazione di carattere squisitamente tecnico, tenuto conto che si trattava di una gara difficile.

La Corte federale impone il concetto della inconfigurabilità dell’illecito sportivo in mancanza della prova della sussistenza del segmento arbitrale che costituisce, quindi, elemento necessario per la realizzazione dell’illecito. Sussiste, inoltre, un elemento di innegabile significatività: l’arbitro della partita, Tombolini, non viene chiamato a rispondere dell’illecito: la sua prestazione non viene prospettata come efficiente allo scopo vietato e non viene nemmeno menzionata né la sua consapevolezza dell’accordo frodatorio, né, tanto meno, la sua adesione ad esso.

Non è, quindi, logicamente concepibile un disegno illecito in cui manchi del tutto la partecipazione arbitrale (nemmeno immaginata nell’atto di accusa, che avrebbe quindi quantomeno dovuto deferire l’arbitro, come fatto per Mazzini, per omessa denuncia): la coerente conseguenza di tale constatazione è quella dell’impossibilità di ritenere provata la commissione di un illecito ex art. 6 C.G.S., monco, sin dall’origine, del suo essenziale segmento conclusivo.

La sola telefonata tra Carraro e Bergamo non possiede l’attitudine ad alterare il risultato della gara Lazio – Brescia: ciò, dal punto di vista oggettivo, per la ragione, prima illustrata, secondo cui il difetto del segmento arbitrale esclude efficacia causale a qualunque accordo in ipotesi fraudolenta e, dal punto di vista soggettivo, perché – come rilevato in precedenza – non vi è alcuna prova che Carraro agisse per scopi diversi da quelli istituzionali di garantire il regolare andamento del campionato, che avrebbe potuto essere turbato dalla prosecuzione di errori arbitrali ai danni della Lazio.

Questa interpretazione della Corte federale non esclude, però, che le condotte tenute da Lotito e da Carraro ricadono pienamente nel dominio dell’art. 1 C.G.S (lesione del generalissimo dovere di lealtà, correttezza e probità, ndr). Anche la posizione di Mazzini – ritenuto in primo grado responsabile dell’illecito “omissivo” – viene ovviamente derubricata ad art. 1, non essendo stato ritenuto sussistente l’illecito.

Le altre partite e la frattura tra Lotito e Mazzini

Per quanto riguarda, invece, le altre tre partite oggetto di deferimento (Chievo – Lazio, Lazio – Parma e Bologna – Lazio) – osserva già la CAF in primo grado – che non può ritenersi sussistente la prova (oltre ogni ragionevole dubbio) del compimento, da parte dei soggetti deferiti, di atti costituenti illecito sportivo.

Nello specifico, per quanto riguarda la gara disputata il 20 febbraio 2005 contro il Chievo, non c’è prova di un intervento di Mazzini presso i designatori e di questi presso l’arbitro sorteggiato per l’incontro, Gianluca Rocchi. Emerge tuttavia una patente violazione, da parte dei soli Lotito e Mazzini, del generalissimo dovere di lealtà, correttezza e probità di cui all’art. 1, comma 1, C.G.S., cui si è reso partecipe anche Bergamo (ormai non più soggetto al presente giudizio), dovendosi al contrario prosciogliere da ogni addebito gli altri soggetti deferiti in relazione alla gara in esame (Pairetto e Rocchi, ndr).

Considerazioni analoghe valgono per il match Lazio – Parma del 27 febbraio 2005, per la quale, nuovamente, manca la prova dell’intervento di Mazzini presso i designatori finalizzato al condizionamento dell’arbitro Domenico Messina. La violazione dell’art. 1, da parte di Lotito e Mazzini, emerge invece dal colloquio telefonico del 21 febbraio 2005 (prog. 2338). Vengono prosciolti da ogni addebito gli altri soggetti (Pairetto e Messina).

Per quanto riguarda, infine, la partita del 17 aprile 2005 tra il Bologna e la Lazio, in assenza di elementi che provino l’illecito sportivo da parte dei deferiti (in particolare dei designatori arbitrali e del direttore di gara Paolo Tagliavento), la violazione dell’art. 1, sempre da parte dell’accoppiata Lotito-Mazzini si evince dall’intercettazione del 12 aprile 2005 (prog. 9322). La violazione della lealtà sportiva deriverebbe dalla richiesta da parte di Lotito di ottenere un trattamento arbitrale favorevole a discapito della società di un avversario politico, Gazzoni Frascara.

La Corte federale – presieduta da Piero Sandulli – conferma la generica violazione dell’art. 1 da parte di Lotito e Mazzini in riferimento alle partite sopramenzionate ma si sofferma soltanto sulla partita Chievo – Lazio (decisione impugnata sia dall’accusa che dagli incolpati): i comportamenti, sleali e scorretti, sono inefficienti sul piano della concreta, univoca ed idonea direzione al fine dell’alterazione proibita.

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Piero Sandulli, presidente della Corte federale

Viene ribadita la mancanza della prova della sussistenza del segmento tecnico, necessaria – secondo la Corte – ad integrare gli estremi dell’illecito sportivo: la Corte non può che ribadire, al riguardo, che la mancata informazione del piano illecito rivolta all’arbitro e della sua fattiva adesione ad esso attraverso una (deviata) prestazione tecnica svilisce la portata del primo segmento di condotte, relegandole alla categoria, anche penalmente irrilevante, dei meri atti preparatori, non meritevoli di specifica rilevanza.

Vedremo però, nel prossimo articolo, che i giudizi penali si sono rivelati molto più severi di quelli sportivi e che, al contrario di quello che scrive nella motivazione Sandulli, le condotte poste in essere da alcuni degli imputati sono state ritenute molto rilevanti da parte dei giudici ordinari.

Infine, per cronaca, il 24 aprile 2005 si gioca Lazio – Juventus (non oggetto di deferimento). Arriva a Mazzini, da parte di Lotito, la solita telefonata di richiesta di particolare attenzione per la partita. La Juventus vincerà 1-0 con qualche episodio dubbio, a causa dei quali Lotito, a fine partita, si lamenterà pubblicamente, scatenando la reazione di Mazzini. Dopo la partita, infatti, i due intrattengono una conversazione telefonica. Mazzini: non puoi mica fare queste piazzate… Lotito: è che questo (Trefoloni, arbitro della partita, ndr) ha esagerato! Mazzini: resta il fatto, resta il fatto che, comunque, Matteo Trefoloni è un mio amico… e resta un fatto sicuro… naturalmente come tutti gli amici… possono delle volte non fare bene… però resta il fatto che Matteo Trefoloni è un amico… non è stato amico questa volta, lo può essere un’altra volta… questo è un ambiente difficilissimoha delle sue regole dove un giorno corre la lepre e un giorno corre il cane, te non puoi pretendere di fare sempre il cane!

A questa intercettazione, come si può ascoltare in allegato, segue una telefonata tra Mazzini e l’ad della Juve Antonio Giraudo in cui si parla del comportamento di Lotito. Mazzini: io tra l’altro mi sono rotto i coglioni di aiutare le teste di cazzo… Giraudo: è stato utile in fase di elezione di Lega, adesso fuori dai coglioni…

Le sanzioni sportive

Dopo la sentenza della Corte federale, la maggior parte degli incolpati ha presentato ricorso presso la Camera di conciliazione e arbitrato presso il CONI che ha rideterminato le sanzioni precedentemente inflitte.

Nella seguente tabella emerge l’enorme sconto di pena che si è concretizzato nei tre diversi “gradi di giudizio”. Si tenga a mente, però, che la discriminante più importante a cui è dovuto questo fatto è risultata essere la sussistenza o meno dell’illecito sportivo in Lazio – Brescia, che, una volta caduto, ha dato luogo a sanzioni molto meno rilevanti, sia per i soggetti deferiti che per la S.S. Lazio. Soltanto in virtù dell’insussistenza dell’illecito sportivo si può infatti spiegare l’enorme differenza sanzionatoria che si osserva, ad esempio, nei confronti del presidente federale Carraro.

CAF

Corte federale

Arbitrato (CONI)

Franco Carraro 4 anni e 6 mesi di inibizione Ammenda (80.000€) con diffida Ammenda (80.000€) (link)
Claudio Lotito 3 anni e 6 mesi di inibizione, ammenda (10.000€) 2 anni e 6 mesi di inibizione, ammenda (30.000€) 4 mesi di inibizione, ammenda (30.000€) (link)
S.S. Lazio Retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato 2005/06, penalizzazione di 7 punti in classifica nella stagione sportiva 2006/07, ammenda (40.000€) Penalizzazione di 30 punti in classifica nella stagione 2005/06, penalizzazione di 11 punti in classifica nella stagione sportiva 2006/07, squalifica del campo di gara per 2 giornate di campionato, ammenda (100.000€) Penalizzazione di 30 punti in classifica nella stagione 2005/06, penalizzazione di 3 punti nella stagione sportiva 2006/07, ammenda (100.000€) (link)

Per quanto riguarda le posizioni degli altri incolpati in riferimento al caso-Lazio, come già accennato, Pairetto, Rocchi, Messina e Tagliavento sono stati completamente prosciolti da ogni addebito al contrario di Mazzini, le cui condotte complessive (relative però soprattutto alla posizione della Fiorentina) hanno portato addirittura alla squalifica per cinque anni con proposta di radiazione (come avvenuto anche per Moggi e Giraudo).

Per Bergamo e Ferri, si ripete, le commissioni federali hanno dichiarato il difetto di giurisdizione, essendosi entrambi dimessi in seguito al deferimento.

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17 pensieri riguardo “Calciopoli: il filone laziale

  1. Personalmente ritengo davvero particolare che – in seguito a come sono andati i giudizi penali – Tombolini non sia stato presente né davanti alla giustizia sportiva, né davanti a quella ordinaria. E ancora più particolare il fatto che la partita Lazio – Brescia non abbia, in assoluto, costituito imputazione per nessuno. Sono state formulate imputazioni nei confronti di arbitri per molto meno e il fatto che queste condotte – che insieme all’asse Carraro-Bergamo-Rodomonti prima di Inter – Juve e insieme all’imbeccata di Mazzei a Titomanlio prima di Arezzo – Salernitana – non siano nemmeno entrate nel processo penale è quantomeno curioso… Secondo me il motivo è uno soltanto: dato che l’arbitro ha commesso (forse) un errore contro la Lazio (mentre l’ipotesi accusatoria era di un intervento a favore della Lazio) non viene deferito, nonostante il colloquio avuto con Bergamo. Borrelli, Palazzi e i pm di Napoli – al contrario di quello che hanno poi stabilito le sentenze penali sul reato di attentato a consumazione anticipata – danno grande rilevanza a quanto succede in campo e non si limitano a punire l’arbitro per il semplice fatto di aver parlato in maniera particolare con il designatore. La giustizia penale ha poi, invece, completamente trascurato ciò che accade in campo, ma nemmeno gli (illustri) personaggi citati prima avevano interpretato l’illecito sportivo e la frode sportiva in questo modo.

    Ripeto, quindi, che l’asse Carraro-Bergamo-Tombolini mi sembra uno dei pochi casi di tutta Calciopoli in cui è abbastanza evidente un tentativo di imbeccata da parte del designatore all’arbitro prima della partita (solo di attenzione o di favoritismo, magari nei casi dubbi?). Resta ovviamente da accertare come Tombolini abbia effettivamente interpretato il messaggio di Bergamo, suggeritogli da Carraro. E, sicuramente, il fatto che in un caso dubbio non abbia concesso il fallo a favore della Lazio, fa pensare che, comunque, abbia arbitrato in buona fede e che il presunto tentativo di condizionamento di Bergamo non abbia sortito effetti.

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  2. Ho letto più volte questo articolo ed ho sentito (alcune cose le avevo già sentite per la verità ma risentirle non fa mai male) tutti gli audio, alcune considerazioni:
    1) Carraro non si è trovato nel procedimento penale per il rotto della cuffia (la frase “se il Brescia è più forte per carità di dio…” lo ha salvato);
    2) Il cazziatone a Tombolini non è altro che una pressione psicologica fatta ad un sottoposto da parte del principale, quando ti trovi in quelle situazioni abbassi la testa e la voce comunque si sparge perché con qualcuno ti confidi, è in questa maniera che secondo me si faceva pressione in favore di certe squadre a danno di altre, non occorreva l’ordine preciso;
    3) Sulla partita Chievo Verona – Lazio scrissi un articolo qualche tempo fa da cui puoi attingere tranquillamente.

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  3. @Rug

    Ricordo bene il tuo articolo e sicuramente lo terrò in considerazione per il prossimo pezzo!

    Ok, una volta prosciolto Carraro, però, visto che parte tutto da lui, non si dovevano prosciogliere a cascata tutti gli altri? Se Carraro non chiama Bergamo, Bergamo non chiama Tombolini per dargli quelle ambigue indicazioni.

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  4. Su Carraro miracolato lo si diceva anche all’epoca che mentre la CAF che fece il giudizio di primo grado era emanazione di Guido Rossi e giudicò in base al “nuovo clima” calcistico invece la corte del secondo grado faceva parte del vecchio assetto calcistico ed era tutta di nomina carrariana. Questa cosa che dice Moggi è vera ed è risaputa da tempo.
    Che Carraro ci tenesse a evitare che la Lazio potesse rischiare di retrocedere non mi sorprende affatto, le squadre romane comunque la si possa pensare sono particolarmente delicate e protette – infatti Fiorentina e Napoli per non parlare di squadre minori hanno conosciuto il fallimento e la ripartenza dalla C mentre le romane sono state salvate in qualche modo anche concedendo sconti e pagamenti a rate. In queste telefonate è evidente che andava ben oltre il ruolo di presidente federale facendo delle pressioni sui designatori. Il discorso è sempre quello: a parola si dice sempre non che si vuole essere favoriti ma che si vuole evitare di avere errori contro. Ma già nel momento in cui si chiede questa cosa automaticamente si influenza l’arbitro nel momento delle decisioni e delle valutazioni dubbie. E’ lo stesso discorso che abbiamo fatto più volte per Facchetti ma qui è ancora più aperto e sfacciato.
    La chiamata in cui Bergamo rimprovera Tombolini per il rigore non dato alla Lazio è secondo me una delle peggiori di Bergamo in assoluto, una di quelle in cui sembra essere veramente in malafede, mentre Tombolini sembra proprio essere sincero. Era questo il modo in cui i designatori influenzavano gli arbitri anche a favore della Juve? Sarà, ma come al solito una chiamata di questo genere ce l’abbiamo a proposito della Lazio e non a proposito della Juve.

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  5. già come al solito
    Andrea Agnelli é di questo che si lamenta
    fanno pagare alla juve anche i comportamenti poco limpidi degli altri
    due pesi e due misure
    quasto é andato avanti anche dopo per non dire oggi
    se scorreggia la Juve é accusata di terrorismo con armi di distruzione di massa
    se scorreggiano gli altri si sente solo un po’ di puzza
    e quasto é uno scenario che ritualmente si ripete anche senza Moggi
    il caso Conte
    ed oggi il caso Agnelli
    “”” a noi l’inter non interessa ci interessa solo la Juve “”
    Calciopoli é stato si uno scandalo dalle proporzioni enormi ma non per colpe di Moggi o della Juve ma solo di un qualc uno che aveva un dente avvelenato con essa e Moggi
    ed ha usato i suoi poteri per raggiungere il suo scopo
    sempre vantandosi di aver ripulito il Calcio Italiano
    ripulito ??? lo ha letteralmente distrutto non ripulito

    ma che la Fgc o una procura possa permettersi impunemente di apportare danni di immagine e economoci a società quotate in Borsa o con presidenti che investono del proprio portando accuse basate quasi sul nulla o la piu’ parte comparabili a chacchiere da Bar
    per me resterà sempre un mistero

    in questo caso a parte le chiacchiere al telefono tra Carraro e Bergamo
    e un maldestro tentativo di “”” intimidire Tomblini”” se cosi’ si puo’ dire
    ai riscontri cosa si scopre ?? Che per l’ennesima volta l’arbitro agisce correttamente o il piu’ correttamente possibile in buona fede il resto solo chiacchiericcio al telefono

    e come mai non hanno accusato Lotito Carraro e Bergamo e Tombolini per associazione ???
    semplice visto che qui in mezzo non c’era Moggi questa associazione a LORO non interessava a aloro interessava solo la Juve e Moggi
    PATOLOGICO roba da divano del psichiatra

    ma piu’ il tempo passa e piu’ la gente comincia a chiedersi che forse prima era meglio di oggi

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  6. @franctosc

    Concordo, ma qualcuno mi dovrebbe spiegare il senso di rinominare da zero la Commissione d’appello federale e lasciare intatto l’organo sovrastante… non mi sembra una genialata… se vuoi rifondare la giustizia sportiva lo fai completamente, mettendo nuovi uomini ovunque, invece qui hanno cambiato solo Pappa con Borrelli e la CAF.

    > “In queste telefonate è evidente che andava ben oltre il ruolo di presidente federale facendo delle pressioni sui designatori. Il discorso è sempre quello: a parola si dice sempre non che si vuole essere favoriti ma che si vuole evitare di avere errori contro. Ma già nel momento in cui si chiede questa cosa automaticamente si influenza l’arbitro nel momento delle decisioni e delle valutazioni dubbie. E’ lo stesso discorso che abbiamo fatto più volte per Facchetti ma qui è ancora più aperto e sfacciato.”

    Aggiungo che anche il caso Fiorentina a questo punto assume questi connotati, no? E se regge questa ipotesi, le sentenze napoletane sono corrette. La lesione della terzietà è facilissima da provocare, basta quasi parlare e lamentarsi col designatore… che potrebbe, poi, trasmettere un messaggio semi-delinquenziale all’arbitro, come fatto con Tombolini… no?!

    Però la Cassazione proscioglie Carraro dal reato di frode sportiva con queste motivazioni:

    “Con riferimento alla posizione di Carraro – scrive la Cassazione – le risultanze delle intercettazioni telefoniche e gli altri elementi indicati dal pm a sostegno delle accuse di frode sportiva sono state inquadrate dalla sentenza (di proscioglimento) in un contesto di altre risultanze o elementi di valutazione che elidono, sminuiscono o contraddicono logicamente il valore indiziario attribuito ai primi, sicché il giudizio prognostico in ordine alla inidoneità di tali risultanze delle indagini per sostenere l’accusa in dibattimento risulta fondato su un apparato argomentativo congruo e del tutto immune da vizi logici”. Tra gli elementi che hanno pesato a favore della decisione di prosciogliere Carraro, la Cassazione ricorda: “I reiterati errori arbitrarli in danno della Lazio; l’effettivo valore delle espressioni adoperate in conversazioni telefoniche in correlazione con altre ritenute significative; l’insussitenza dell’interesse personale indicato quale possibile causale della frode sportiva in favore del Lotito; il potere di controllo del presidente della Figc sulla regolarità delle attività arbitrali”. In pratica Carraro sarebbe intervenuto, come dice anche Sandulli, per evitare che il campionato potesse essere viziato dalla prosecuzione di errori arbitrali a suo danno… e quindi non ci sarebbe il dolo.

    > “Era questo il modo in cui i designatori influenzavano gli arbitri anche a favore della Juve? Sarà, ma come al solito una chiamata di questo genere ce l’abbiamo a proposito della Lazio e non a proposito della Juve”.

    Non mi risulta, infatti, che ci siano telefonate posteriori alle partite in cui si rimprovera l’arbitro per aver danneggiato la Juve… queste telefonate ci sono, invece, tra i designatori e Pieri dopo Bologna – Juve, con la Juve aiutata. Quindi è proprio l’opposto della tesi accusatoria iniziale. Altro esempio in questo senso è l’SMS inviato da Bergamo a Gabriele, quarto uomo di Roma – Juve, dopo che era stato dato un gol irregolare alla Juve: “Fate attenzione gol Juve in fuorigioco”.

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  7. Il punto è sempre lo stesso. Se si vuol pensar male Carraro è spacciato. Se si valuta l’ambiente nel suo complesso Carraro è uno dei tanti che fa quel che non dovrebbe fare per cui essendo uno dei tanti si usa un metro solitamente buonista. La fregatura di calciopoli è proprio questa. In qualche caso s’è chiuso un occhio, in qualche caso due e in altri s’è usata la lente d’ingrandimento

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  8. Alcune considerazioni:
    1) Pieri non viene cazziato con la stessa veemenza con cui viene cazziato Tombolini anzi, nei suoi confronti Bergamo assume quasi un tono paternalistico;
    2) I cazziatoni pro Juve secondo me avvenivano direttamente in aula, la deposizione di Nucini a riguardo è coerente e se la sua deposizione poi diventa inattendibile è, secondo me, solo ed esclusivamente perché poi lui cerca di mascherare il fatto che anche lui diventa arbitro del sistema e arbitra con dolo anche una parttita contro la Fiorentina oltre che una certa Avellino Messina in serie B;
    3) Facchetti si informa sempre dell’arbitro, si lamenta e ricorda i vari torti subiti negli anni passati dall’arbitro o dagli arbitri in generale, spesso Bergamo lo rassicura che “è stato messo in forma” e che comunque “poi gli parla”, non si ha nessun riscontro sul fatto che gli abbia parlato realmente oppure no, l’unica telefonata che abbiamo è quella del 4-4-4 in cui Bertini telefona a Bergamo e gli dice “ma lo sai che Facchetti ….” mi ha fatto il discorso del 4-4-4? facendogli capire che è anche disposto a fare un verbale a riguardo, Bergamo che sa gli antefatti lo invita a lasciar perdere;

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  9. @Rug

    1) Pieri non viene rimproverato come Tombolini perché Pieri non era stato indottrinato prima della partita sulla lunghezza d’onda su cui mettersi… nonostante questo, per qualche errore pro-Juve, lo fanno fuori dagli internazionali e non arbitrerà più partite di prestigio non venendo praticamente quasi mai inserito in prima fascia.

    2) Forse l’anno di Nucini sì, forse, perché non è nemmeno detto quello… ricordo di aver visto un video su YouTube in cui erano riportati errori contro la Juve che non venivano sanzionati e errori pro Juve che invece venivano stigmatizzati. E poi c’è questo: https://youtu.be/7IsodFQOwyU. Detto questo, se quello che dice Nucini è vero, lo è per gli anni prima del 2004/05. Nel 2004/05, come già detto, assistiamo al contrario: basti pensare a Paparesta e a Racalbuto.

    3) Foti dice le stesse cose a Bergamo: “fagliela un’altra telefonata a questo qua”, Bergamo dice “sì, sì, ok, tranquillo” ma non lo fa. E vengono condannati entrambi in primo grado. Ecco perché dico che anche Facchetti si sarebbe preso la frode sportiva.

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  10. Attenzione. Il “cazziatone” di Bergamo a Tombolini è un unicum, non abbiamo altre telefonate simili in Calciopoli. Ma Bergamo lo fa perché ha addosso Carraro! La dinamica è: Carraro si sfoga con il suo sottoposto Bergamo, che a sua volta si sfoga con il suo sottoposto Tombolini. Bergamo non sarebbe stato tanto a preoccuparsi del rigore non dato alla Lazio se non avesse avuto la pressione del presidente federale. Questa è la differenza fondamentale con altri casi. Abbiamo proprio tutta una “catena di comando” che si dispiega nella sua interezza.

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  11. È vero, Francesco. La stessa catena che si ha, con Rodomonti al posto di Tombolini, prima di Inter – Juve. Però non è proprio un unicum: c’è anche Lazio – Fiorentina (Bergamo – Banti: http://download.ju29ro.com/intercettazioni_sfuggite/Bergamo-Banti_quartouomo_Qui%20si%20rovina%20il%20campionato_20050522.mp3 e Bergamo – Rosetti: http://download.ju29ro.com/intercettazioni_sfuggite/Rosetti-Bergamo_Cazziatone-Dopo-Lazio-Fiorentina%2020050522.mp3).

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  12. Non è un unicum purtroppo. C’è anche Lazio-Brescia e Inter-Juve. E’ evidente che le pressioni avvenivano da molti dirigenti e questo lo sappiamo da un’indagine parziale condotta solo su alcuni soggetti. Pensate se avessero messo tutti i telefoni sotto controllo.

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