Calciopoli: l’imputazione che non c’è

In questo articolo si ricostruiranno gli avvenimenti che hanno preceduto la partita tra l’Inter e la Juventus, disputata il 28 novembre 2004, e mai oggetto di specifica accusa in alcun procedimento.

Il match, infatti, non è stato particolare oggetto di approfondimento da parte della polizia giudiziaria che ha condotto le indagini, ma è comunque preceduto da diverse conversazioni telefoniche interessanti. Alcune di queste intercettazioni riguardano anche il presidente dell’Inter Facchetti, interessato (in due distinte conversazioni, una con Mazzei, l’altra con Bergamo) alla composizione della griglia arbitrale, al sorteggio e ai guardalinee. In questo articolo si vuole, però, focalizzare l’attenzione su un’altra “linea”, composta dal presidente federale Franco Carraro, dal designatore Paolo Bergamo e dall’arbitro Pasquale Rodomonti.

La partita era ovviamente stata inserita dai designatori arbitrali, Bergamo e Pairetto, in prima fascia, insieme alle partite Atalanta – Reggina, Chievo – Milan, Livorno – Udinese e Messina – Fiorentina; gli arbitri inseriti erano invece Bertini, Collina, Farina, Paparesta e Rodomonti.

Breve inciso: soltanto tre settimane prima era stata disputata la partita Reggina – Juventus, partita in cui Paparesta, con la complicità dei guardalinee, avrebbe negato due rigori e annullato un gol regolare alla Juventus. Al termine della gara, Moggi ha telefonicamente millantato di aver chiuso l’arbitro nello spogliatoio per punizione per il pessimo arbitraggio e ha aggiunto che avrebbe fatto fermare la terna arbitrale per diversi turni. Ma dopo sole tre settimane notiamo che lo stesso Paparesta è candidato a dirigere la partita tra Inter e Juve. Questa situazione, se confrontata con i casi degli arbitri Pieri e Racalbuto (il primo mai più inserito in prima fascia dopo gli errori in Bologna – Juve del dicembre 2004, il secondo addirittura fermato per 8 turni dopo le sviste in Roma – Juve del marzo 2005), dovrebbe far riflettere su quale fosse effettivamente il potere di condizionamento del settore arbitrale da parte di Moggi e quanto, invece, fosse frutto di spavalderia e millanteria.

In ogni caso, dopo il sorteggio di Rodomonti si assiste ad un colloquio telefonico tra Carraro e Bergamo: intercettazione del 26 novembre 2004, ore 18:23 (due giorni prima della partita).

Carraro: Chi c’è lì, a Juventus…
Bergamo: Rodomonti… Inter – Juventus…
Carraro: Mi raccomando che non aiuti la Juventus, per carità di Dio, che è una partita delicatissima in un momento delicatissimo della Lega, etc., per carità di Dio, che non aiuti la Juventus, che faccia la partita onesta per carità, ma che non faccia errori a favore della Juventus per carità…
Bergamo: … stia tranquillo che ci parlo, domani mattina quando si allena in maniera che gli rimanga fresco in testa
Carraro: Deve fare la partita correttamente ma che non faccia errori per carità a favore della Juventus perché sennò sarebbe un disastro, insomma
Bergamo: Comunque la Juventus è tantissimo che non la arbitra dottore, l’abbiamo messo proprio perché sono due-tre anni, quindi non, non… era uno di quelli che…
Carraro: Guardi a me non interessa, nel senso che… se c’era Collina anche se sbagliava nessuno dice un cazzo ma… Rodomonti, se sbaglia a favore della Juventus succede l’ira di Dio, siccome poi c’è… tra l’altro tenga presente che si gioca domenica sera, lunedì c’è l’elezione della Lega etc… sarebbe una roba disastrosa, insomma…
Bergamo: È mia preoccupazione domani parlarci, dottore
Carraro: Va bene, mi raccomando, grazie, arrivederci 

Va evidenziato che Carraro sottolinea che la partita deve essere regolare e corretta ma ripete più volte che sia fondamentale, a causa delle imminenti votazioni in Lega Calcio, che non ci siano errori arbitrali a favore della Juventus. Era quindi importante, affinché venisse eletto “l’alleato” Galliani in Lega, evitare polemiche post-partita che avrebbero potuto minare la serenità dell’elezione.

Carraro fa queste raccomandazioni a Bergamo perché sa che la Juventus veniva aiutata (ed era quindi a conoscenza dell’associazione che avrebbe pilotato il campionato) o, invece, perché era a conoscenza della diversa reazione mediatica che si verifica in seguito a un errore della Juventus?

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Il pm Narducci

Il pm Narducci chiederà conto di queste affermazioni a Carraro, citato dalla pubblica accusa come testimone (e precedentemente prosciolto in udienza preliminare per due ipotesi di frode sportiva in relazione alle partite Chievo – Lazio e Lazio – Parma). Sembra opportuno richiamare il suo esame, nel corso del quale l’ex presidente FIGC chiarisce il senso delle espressioni adoperate per telefono (qui la deposizione completa).

PM: Signor Carraro mi commenta la telefonata? Questa la mia domanda.
Carraro: La logica della mia telefonata è semplice, Collina come arbitro era un arbitro considerato da tutti al di sopra delle parti, e considerato tra i migliori arbitri del mondo, quando sbagliava Collina tutti presupponevano la buona fede, quando arbitrava un arbitro come Rodomonti, che era certamente un buon arbitro ma non con la “credibilità” esterna di un Collina, con la fama, con la reputazione di Collina, ogni errore veniva considerato quasi come il frutto di qualche cosa che non era casuale, o che poteva non essere casuale, per cui dico “mi raccomando, è una partita delicatissima”. L’indomani c’era l’elezione del presidente della Lega calcio, che è un’elezione che non mi riguardava direttamente, ma siccome tutte le società si sarebbero incontrate il giorno dopo per questa elezione, se l’esito della partita Juventus – Inter fosse stato un esito nel quale un errore arbitrale fosse stato determinante, secondo l’opinione pubblica, nel risultato della partita stessa, le polemiche si sarebbero moltiplicate per 6,28 perché tutti i presidenti sarebbero stati interrogati, ciascuno avrebbe detto la sua, etc. etc. questo era lo spirito della mia telefonata.
PM: Dunque, secondo la sua valutazione, quella che esprime con chiarezza nella conversazione con Bergamo, invece lei non prendeva assolutamente in considerazione che Rodomonti potesse sì commettere errori nel corso della partita ma in favore dell’altra squadra, dell’Inter?
Carraro: Un arbitro può commettere errori sempre, più una partita è importante, più è delicata, più è seguita dal pubblico, più l’errore dell’arbitro viene, soprattutto in Italia perché all’estero non è così, enfatizzato. Ripeto, Collina aveva in quel periodo un prestigio nazionale ed internazionale che faceva sì che, anche se sbagliava, l’opinione pubblica accettava l’errore. Uno è uno chef molto reputato, fa un piatto sbagliato, la gente dice “vabbè, vuol dire che si è sbagliato”. Rodomonti è uno chef di livello inferiore, pur essendo un ottimo chef, se fa un errore la gente dice “allora questo è incapace”, oppure “questo ha voluto far da mangiare non bene”, questo è il senso della mia telefonata.
Presidente Casoria: Il pubblico ministero però chiedeva come mai lei si preoccupava che Rodomonti sbagliasse a favore della Juventus e non dell’Inter?
PM: Perché non si è preoccupato che commettesse errori in assoluto?
Carraro: Perché i media, in generale, dell’epoca, stampa scritta, radio, televisione… nell’opinione pubblica in generale la Juventus era una società “potentissima”, l’Inter era considerata, in quel momento, meno autorevole sul piano della politica sportiva, per cui un errore a favore dell’Inter veniva considerato come un errore, un errore a favore della Juventus avrebbe determinato una reazione dell’opinione pubblica. Questo è quello che mi sembrava essere, perché parlo sempre di mie sensazioni personali.

È quindi stato spiegato da Carraro stesso il senso della telefonata, volta ad evitare la possibilità che ci potessero essere problemi di natura mediatica (problemi che, secondo il presidente federale, si sarebbero verificati solo in caso di favoritismo alla Juve mentre in caso di aiuto all’Inter non ci sarebbe stata alcuna reazione mediatica rilevante, proprio a causa di quella disparità di trattamento che, a mio avviso, è percepibile anche oggi). Se Carraro fosse stato a conoscenza del sodalizio moggiano o di una faziosità di Rodomonti, avrebbe potuto e dovuto (era sotto giuramento) dirlo, invece parla di tutt’altro.

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado del giudizio ordinario si legge, in riferimento alla telefonata sopra riportata, questo passo: “Si è pure già accennato alla mancanza di senso di responsabilità mostrata (da Bergamo, ndr) nel consentire gli approcci di Moggi, persona diversa dal codesignatore Pairetto, diretti a condividere con lui l’esercizio di quelle che dovevano essere prerogative esclusive dei designatori, anche se la tendenza è emersa nel processo alquanto generalizzata, così come addita anche il comportamento remissivo tenuto da Bergamo per telefono il 26/11/04 con Carraro, che gli suggeriva di dare suggerimento, assurdo, all’arbitro, di non sbagliare a favore di una squadra, suggerimento che, trasmesso all’arbitro, avrebbe anche potuto essere interpretato come un messaggio di favorire l’altra squadra”.

Tornando ai fatti, Bergamo aveva promesso a Carraro che avrebbe contattato l’arbitro domani mattina quando si allena in maniera che gli rimanga fresco in testa. Bergamo chiamerà invece Rodomonti il 28 novembre (il giorno della partita) alle 17:24.

Bergamo: Mi raccomando Pasquale perché hai faticato per arrivare lì, per ritornarci e quindi, io mi aspetto, credimi, che tu non sbagli niente, niente, per nessuno…
Rodomonti: Mi fa immensamente piacere quello che hai detto perché è la verità
Bergamo: Oltretutto c’è una differenza fra le squadre di 15 punti, capito, quindi anche psicologicamente preparatici bene… le fatiche che hai durato non le devi mettere… in discussione… quindi fai la tua partita, non c’è n’è per nessuno, quindi… se ti dico proprio la mia in questo momento se hai un dubbio pensa più a chi è dietro piuttosto che a chi è davanti
Rodomonti: Va bene, va bene
Bergamo: Dammi retta, è una cosa che rimane tra me e te…
Rodomonti: Parola d’onore, ti ringrazio, stai tranquillo
Bergamo: Perché arrivare lassù lo sai quanto sia faticoso, ritornare giù è… sarebbe per te proprio stupido…
Rodomonti: Va bene
Bergamo: Fai la persona intelligente… la cosa rimane tra me e te, mi auguro
Rodomonti: Stai tranquillo 

Pochi minuti dopo Bergamo contatta la Fazi per comunicarle di aver parlato con Rodomonti: la cosa non è chiara, più che chiara… più che chiara.

La prima telefonata riportata, quella tra Carraro e Bergamo, era già conosciuta nel 2006 perché presente nelle informative dei carabinieri, ed era letta in chiave colpevolista, come a dire che persino il presidente federale fosse a conoscenza dell’esistenza di una cupola che pilotava partite, e per questo motivo sarebbe intervenuto, affinché non ci fosse il “solito errore” a favore della Juve. Ma abbiamo visto che è lo stesso Carraro a smentire questa interpretazione, spiegando che la sua telefonata era dovuta alla reazione mediatica che un errore pro Juve (cosa che può capitare) avrebbe scatenato; è quindi chiaro che Carraro fosse preoccupato per le polemiche che venivano (e vengono) ingigantite ogni volta che un errore favorisce la Juve.

La secondo telefonata, tra Bergamo e Rodomonti, non era invece contenuta in alcuna informativa ed è stata scoperta dalla difesa di Moggi. Per quale motivo l’accusa non l’ha tenuta in considerazione? Le pressioni che Bergamo fa a Rodomonti non mettono in pericolo la regolarità della partita Inter – Juventus, a danno della Juve? Non è stata condizionata la discrezionalità dell’arbitro? Bergamo non era il principale associato di Moggi? Principale alleato che dice a Rodomonti (abbastanza esplicitamente) di fischiare, nel dubbio, a favore dell’Inter. Se i pm avessero formulato un capo di imputazione per frode sportiva a carico di Carraro, Bergamo e Rodomonti, sulla base di queste intercettazioni, non avrebbero di fatto smentito (o comunque ostacolato) l’appartenenza di Bergamo all’associazione a delinquere moggiana, che era finalizzata a portare vantaggi, soprattutto in termini di risultati sportivi, alla Juventus?

Dopo la partita si assiste ad altre due intercettazioni telefoniche interessanti. Una tra Bergamo e Collina, l’altra tra Pairetto e Rosetti. Tutti e quattro concordano sul fatto che sull’episodio del rigore di Zalayeta sarebbe stato più opportuno espellere Toldo, piuttosto che ammonirlo, come invece fatto da Rodomonti. Forse l’arbitro si è ricordato di quanto dettogli da Bergamo: se hai un dubbio… pensa più a chi sta dietro piuttosto che a chi sta davanti…

Intercettazione Bergamo – Collina del 28 novembre 2004, ore 22:29 (subito dopo la fine di Inter – Juventus 2-2).

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Pierluigi Collina

Collina: Paolo, ciao, ti stavo richiamando sul numero di casa.
Bergamo: Ah, m’hai chiamato, sì appunto…
Collina: … bene mi sembra, a parte, come ti sembra Toldo? Secondo me era rosso pieno, proprio rosso pieno… però sai capisco che non è facile, però mi sembra bene per il resto
Bergamo: L’altro episodio, quello di Adriano non è niente perché lui prima ha spinto…
Collina: No, lì non è niente, ha fatto bene anche a fischiare così … adesso speriamo che chi fa i commenti più tardi nelle trasmissioni…
Bergamo: Infatti, mi ha chiamato Gigi… perché lui si spaventa subito, però… aspettiamo i commenti, insomma, perché fra noi ce lo diremo come meglio crederemo, insomma…
Collina: Sì, no lì è rosso, lì è rosso pieno, è rosso proprio pieno (audio).

Intercettazione Pairetto – Rosetti del 30 novembre 2004 (due giorni dopo la partita).

I fatti riportati in questo articolo non hanno costituito alcun genere di accusa né nel procedimento sportivo né in quello penale. È comunque evidente che nonostante la beneficiaria delle condotte di Carraro, Bergamo e Rodomonti sia l’Inter, gli esponenti della società nerazzurra (Moratti, Facchetti) non c’entrino assolutamente niente. Carraro si rivolge a Bergamo non su sollecitazione della proprietà o della dirigenza interista, ma per evitare che si verificassero eventi che avrebbero potuto turbare l’elezione in Lega.

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92 pensieri riguardo “Calciopoli: l’imputazione che non c’è

  1. Con me è impossibile parlare ma sei tu che spari ossimorate a raffica, possiamo anche essere d’accordo sul fatto che se le telefonate di Facchetti fossero arrivate di fronte alla procura sportiva l’Inter lo scudetto non lo avrebbe avuto a tavolino, ciò che tu ignori è:
    1) Le telefonate sono state intercettate dalla Procura di Napoli che si occupa di reati e non di illeciti sportivi e quindi tu come parametro devi prendere il reato non l’illecito sportivo;
    2) Le telefonate di Facchetti non sono reato, al più sono violazione dell’art. 1 CGS codice che un PM non è assolutamente tenuto a conoscere, è per questo motivo che sono state stralciate e non trasmesse esattamente come saranno state sicuramente stralciate e non trasmesse e sicuramente non recuperate da voi le telefonate in cui chiedevano a Moggi un bilgietto per lo stadio o una maglia della Juve o vuoi farmi credere che Pairetto e compagnia cantante avevano tanto timore reverenziale nei confronti di Moggi al punto tale che i biglietti per le partite della Juve se li andavano a comprare e non li chiedevano a Moggi?
    3) Addirittura fantastichi sull’eventualità che Mazzei abbia chiamato Bergamo e gli abbia detto di mettere Collina, peccato che tutte le utenze di Bergamo erano sotto intercettazione e questa telefonate non siete riusciti a trovarla fra le varie telefonate stralciate, sarebbe stato uno scoop;
    4) Da quel che ne so io la responsabilità oggettiva colpisce la società quando un tesserato non in posizione apicale o al più comunque una persona rientrante nell’area della società commette un illecito (fosse pure un calciatore o un tifoso, in quest’ultimo caso per omissione nei controlli) non una persona che con la società non c’entra niente come Carraro, Bergamo e Rodomonti che con l’Inter non c’entrano niente.
    5) Se fosse come dici tu queste telefonate si troverebbero nella Relazione Palazzi con relativa richiesta di condanna per responsabilità oggettiva e invece non ci sono.
    6) E’ lo stesso Palazzi ad ammettere che in situazioni analoghe nel processo sportivo calciopoli è stata riscontrata solo la violazione dell’art. 1 e non dell’art. 6 CGS e che comunque la posizione dell’Inter è meno grave di quella della Juve, pagina 61 e 62 della tua tanto cara Relazione.

    Tu continua pure a scrivere le tue ossimorate tanto ve le potete dire solo fra di voi sulle vostre pagine e solo fra di voi vi potete dare ragione, non appena uscite dal vostro circolo di matti e cercate di portarle altrove, come per ultimo al TAR, vi mandano a quel paese.

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  2. @bjh
    Credo che siamo tutti d’accordo che interessarsi di griglie sia un comportamento antisportivo, o no? Magari anche gravemente antisportivo, ok, ma è anche in grado di alterare il regolare svolgimento della partita? I giudici dicono di no, a meno che il “professore” non sia stato imbeccato per darti un voto che non ti spetta. Su questo, dopo 10 anni, c’è unanimità di pensiero.

    I giudici però hanno detto anche un’altra cosa: si può avere un comportamento fraudolento e quindi commettere “illecito sportivo” anche senza alterare il regolare svolgimento della gara, bensì solo chiedendo un professore al posto di un altro, indipendentemente se poi il professore, per assurdo, ti ha bocciato. Io ne ho preso atto (pur non condividendo) e capisco che su queste basi, la condanna dei dirigenti juventini sia automatica.
    Ma, su queste basi, allora è automatica anche la condanna di tutti gli altri.

    Francamente, non capisco come si possa ancora discuterne dopo 10 anni.

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  3. no, non è scomparso niente, tranquillo, semplicemente non mi ero reso conto che ci sono due pagine di commenti addirittura, la risposta te l’ho data, sta prima dell’ultima ossimorata che hai scritto, non pretendo che tu mi risponda, rimani pure nelle tue convinzioni, semplicemente gradirei che le tue ossimorate non attecchiscano piùdi tanto

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  4. “Tenetevi a lui” vuol dire che si devono aggrappare a me per evitare di cadere a terra?
    O forse volevi dire che preferiscono me a te? Perché in italiano allora avresti dovuto scrivere “tenetevi lui”.
    Vedi che non sei capace di tenere una conversazione? Ti agiti subito e poi straparli.

    Art. 4
    Responsabilità delle società
    5. Le società sono presunte responsabili degli illeciti sportivi commessi a loro vantaggio da persone a esse estranee. La responsabilità è esclusa quando risulti o vi sia un ragionevole dubbio che la società non abbia partecipato all’illecito o lo abbia ignorato.

    Che è la così detta inversione dell’onere della prova. Devi poter dimostrare di esserne totalmente all’oscuro. Dopo che hai telefonato al designatore degli arbitri e dei guardalinee per fare le griglie e dopo che lui ti ha detto: “nel caso ci parlo io”, è impossibile dimostralo.

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  5. Nel caso ci parlo io per quanto riguarda Bertini ma poi mi spieghi per quale motivo allora queste telefonate non campaiono nemmeno nella Relazione palazzi con relativa richiesta di addebito disciplinare? Queste telefonate con la condotta di Facchetti non c’entrano niente, fattene una ragione

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  6. Stefano, ho appunto detto quello. Si può non concordare sul metro di giudizio scelto ma una volta scelto deve valere per tutti. Io dico che se chi può scegliersi il professore si mette in una posizione di vantaggio rispetto a chi non può farlo e se usiamo questo metro qualcuno nel 2006 l’ha scampata bella non finendo a processo. Tu sei più garantista e usando il tuo metro la juve non sarebbe andata in B. Come s’è sempre detto non pare si sia cercata giustizia, è parsa più voglia di giustiziare in base all’aria che tirava.

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  7. Bada che non lo penso solo io: gli stessi giudici sportivi le rubricarono come violazione dell’art.1. Ma poi aggiunsero una cosa che nel codice non esisteva, ossia il c.d. illecito strutturato: ossia una serie di violazioni dell’art. 1 furono ritenute idonee ad alterare il regolare svolgimento del campionato, integrando quindi un art. 6. Giuridicamente questa cosa non sta in piedi, e Rug lo sa bene. Per quante rapine io possa fare, non diventeranno mai un omicidio.

    Comunque il problema non si pone: stesso metro per tutti e amici come prima. Rug si vanta che palazzi abbia lasciato andare in prescrizione i fatti dell’inter, così l’han fatta franca, invece da uomo di legge dovrebbe esserne costernato, incazzato e offeso. Invece lui mi pare ne goda. Ed io questo genere di persone non le sopporto, per ovvi motivi.

    Il mio rammarico è solo uno: Montezemolo convinse il giovane Elkan a ritirare il ricorso al TAR. Se non l’avesse fatto, tutto questo non sarebbe esistito. L’unica cosa che non mi spiego è perché la Juve non desiste dalla causa di risarcimento danni: non la vincerà mai, perché sarebbe la fine del calcio italiano. Dall’altra parte però non capisco perché Tavecchio e il suo predecessore (mi sfugge il nome) ne siano così preoccupati, tanto da cercare una mediazione con improbabili tavoli della pace. Boh.

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  8. @rug

    Moggi: Guarda, ho guardato lo score di desantis che con noi ha 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte…
    Bergamo: Porca miseria, allora facciamo 5, 4, 4. Ma vittorie però
    moggi: Eh, diglielo che è determinante, domani
    Bergamo: Eh no, lo devo sentire, mi ha chiamato stamani ma non potevo rispondere e lo devo…
    moggi: E’ determinante! Ha fatto 12 partite, 4-4-4
    Bergamo: Beh, dici te, una la smuove, ma deve smuovere quella che comincia per V, eh
    moggi: Quella giusta, quella giusta, quella giusta
    Bergamo: Sì, no, no, ma viene ben disposto perché è un ragazzo intelligente, HA CAPITO ORA COME SI CAMMINA. C’è voluto un po’ a capire, ma, insomma, meglio tardi che mai, dai
    moggii: Eh, appunto

    Questa sarebbe finita certamente in sentenza

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  9. Esatto, la responsabilità presunta riguarda atti commessi da persone totalmente estranee alla società ma in tuo vantaggio (qui il caso lampante di Arezzo – Salernintana, lampante anche perché è l’unica partita di Calciopoli in cui si ha una confessione di dolo da parte di un arbitro/guardalinee e anche l’unica partita che la Casoria ha definito alterata nello svolgimento: https://ilcalcioeugualepertutti.wordpress.com/2017/02/02/il-capo-a7-arezzo-salernitana/). Imputati/incolpati: Mazzei e Titomanlio, nessuno della società Arezzo.

    La responsabilità diretta è quella che riguarda i dirigenti apicali: Giraudo, Galliani, (credo) Moggi, (eventualmente) Facchetti, Foti, Mencucci. Mentre le condotte dei dirigenti inferiori (Meani) o i soci (Diego Della Valle) fanno rispondere la società di appartenenza per responsabilità oggettiva.

    Nel merito della diatriba ritengo che non ci sia prova che l’illecito compiuto da Carraro, Bergamo e Rodomonti sia stato commesso su imbeccata/istigazione di Facchetti. Facchetti cerca di condizionare Bergamo percorrendo una via parallela a questa, indipendente e scorretta (ma è sempre art. 1). Ma se anche l’introduzione fosse stata condannata per “illecito sportivo” per responsabilità presunta, questa non avrebbe per forza portato a retrocessione, così come non porta per forza a retrocessione l’illecito per responsabilità oggettiva (Meani) mentre quello per responsabilità diretta sì.

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  10. Tante violazioni dell’art. 1 fanno art. 6 sta più che in piedi perché erano tutti atti posti in essere che, oltre a violare l’art. 1, erano anche atti diretti a violare il bene giuridico di cui all’art. 6, piaccia o non piaccia. “Rug si vanta che Palazzi abbia fatto andare in prescrizione” ma quando mai io ho detto una cosa del genere e comunque le cose erano già prescritte usando il vecchio CGS, se avesse usato quello vigente all’epoca della Relazione Palazzi e non quello vigente all’epoca di Calciopoli era prescritta solo l’Inter, ma non i tesserati. Sono tecnicismi che io ho spiegato in un articolo che è inutile che ti posto perché tu non vuoi leggere, non vuoi capire, cerchi solo di convincere gli altri con le tue eresie prive di alcun pregio.
    Il ricorso al TAR non è stato respinto perché se no falliva il calcio italiano ma per motivi tecnici per cui era infondato, sono motivi che io anticipai pari pari un mese prima, puoi chiedere a Felix, BJH e Francesco, è inutile che ti posto un articolo che non leggeresti mai.

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  11. Aspetta, non facciamo confusione.
    Art. 4
    Responsabilità delle società
    1. Le società rispondono direttamente dell’operato di chi le rappresenta, anche per singole
    questioni, ai sensi delle norme federali.
    2. Le società rispondono oggettivamente, ai fini disciplinari, dell’operato dei dirigenti, dei tesserati e dei soggetti di cui all’art. 1 bis, comma 5.

    I “soggetti” in questione sono anche “coloro che svolgono qualsiasi attività […] rilevante per l’ordinamento federale”, quindi l’inter ne avrebbe risposto per “responsabilità oggettiva”, che è per definizione “presunta” (si presume che nessuno ti agevoli a tua insaputa), a meno che non fosse riuscita a dimostrare che Facchetti, presidente della società, non sapeva nulla della attività illecita di Bergamo. Considerando che l’ha chiamato per informarsi delle griglie, e che sapeva che se fosse uscito Bertini gli avrebbe parlato, era praticamente impossibile da dimostrare. L’inter avrebbe fatto la stessa fine dell’Arezzo, con l’ulteriore aggravante dell’alterazione della gara. All’Arezzo hanno dato 6 punti, fai tu il calcolo.

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  12. Perfetto. Se le regole sono queste e valgono per tutti, allora ammetti senza se e senza ma che l’inter meritava anch’essa la serie B, che sarebbe moralmente giusto revocarle uno scudetto e che è una vergogna che l’abbia fatta franca solo per cavilli giuridici, e s’abbracciamo.
    Oppure dimostri di essere solo un ipocrita, falso e opportunista, e non ho piacere di parlare con te, né ora né mai.

    Forza, la 1 o la 2?

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  13. Aspetta, tu adesso ti stai basando sul nuovo codice di giustizia sportiva, anche se non credo sia troppo diverso su questa questione. Ma l’art. 1 bis, comma 5 che hai citato recita: “Sono tenuti alla osservanza delle norme contenute nel presente Codice e delle norme statutarie e federali anche i soci e non soci cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse, nonché coloro che svolgono qualsiasi attività all’interno o nell’interesse di una società o comunque rilevante per l’ordinamento federale”. Secondo me Bergamo e Rodomonti non possono essere definiti come soggetti che svolgono attività all’interno o nell’interesse di una società. Appartengono ad un altro settore. Da qui la responsabilità dell’Inter, come è stato per l’Arezzo, sarebbe per responsabilità presunta che, nel vecchio C.G.S. all’art. 9 “Ulteriori ipotesi di responsabilità delle società”, era definita come:

    “3. Le società sono presunte responsabili degli illeciti sportivi a loro vantaggio, che risultino commessi da persone ad esse estranee. La presunzione di responsabilità si ha per superata se dalle prove fornite dalla società, dall’istruttoria svolta dall’Ufficio indagini o dal dibattimento risulti, anche in via di fondato e serio dubbio, che la società medesima non ha partecipato all’illecito e lo ha ignorato”.

    Per riassumere, secondo me le contestazioni sarebbero dovute essere:

    – art. 6 a Carraro, Bergamo, Rodomonti;
    – art. 1 a Facchetti, Bergamo, Mazzei;
    – Inter: responsabilità presunta per l’illecito (art. 6) di Carraro, Bergamo, Rodomonti e responsabilità diretta e presunta per la violazione dell’art. 1 da parte di Facchetti, Bergamo, Mazzei.

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  14. Diciamo la stessa cosa. Avrebbero fatto la stessa fine dell’Arezzo. I casi sono simili. In più ci sono le telefonate di Facchetti col designatore, che gli dice che parlerà con l’arbitro designato, e il fatto che l’illecito si è consumato con l’effettiva alterazione della gara. L’Arezzo ha preso 6 punti di penalità: basta fare le proporzioni.

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  15. Scusa, solo per pignoleria.
    – art. 6 a Bergamo, Rodomonti;
    – art. 1 a Facchetti, Bergamo, Mazzei, Carraro;
    – Inter: responsabilità presunta per l’illecito (art. 6) di Bergamo, Rodomonti e responsabilità diretta e presunta per la violazione dell’art. 1 da parte di Facchetti, Bergamo, Mazzei e Carraro.

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  16. E oltre alla contestazione per questa partita ci sarebbe stata quantomeno (e sto basso) un’altra contestazione nei confronti dell’Inter per Cagliari – Inter di Coppa Italia, dove la slealtà sportiva (e sto basso) è plateale.

    Motivi per revocare la decisione di assegnare lo scudetto all’Inter ce ne sono a tonnellate, per quanto riguarda la Serie B, non lo so. Sono riusciti a salvare Lotito e Carraro dall’illecito sportivo in Lazio – Brescia, non possiamo dire con certezza cosa avrebbero deciso per Cagliari – Inter. Inoltre è vera la circostanza che Palazzi chiarisce che condotte analoghe a quelle contestate a Facchetti nella Relazione sono state derubricate a semplici violazioni dell’art. 1, ma comunque il deferimento sarebbe stato – al netto della prescrizione – per la violazione dell’art. 6 (stessa contestazione mossa alla Juventus, tra l’altro, cioè quella diretta ad ottenere un vantaggio in classifica).

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  17. Ci può anche stare. Questo significa che secondo te Bergamo malinterpreta la richiesta di Carraro o, meglio, la esagera? Se Bergamo avesse ripetuto come un pappagallo a Rodomonti ciò che gli viene detto da Carraro (e quindi: “Mi raccomando non aiutare la Juve, per carità di Dio, fai la partita onesta, ma non fare errori a favore della Juventus”) si sarebbe dovuto prendere solo art. 1?

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  18. La relazione Palazzi non conta nulla perché è l’accusa, cioè il massimo che si può chiedere a livello di penalità, poi in un processo c’è anche la difesa e ci stanno pure i giudici che poi decidono

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  19. Siamo al limite ovviamente. Io, nel dubbio, preferisco assolvere.
    Se ci rifletti, la Carraro-Bergamo e la Bergamo-Rodomonti sono molto diverse nei toni e nei contenuti. Quella di Carraro può essere spiegata come lui ha fatto in tribunale, ossia “mi sono sentito in dovere di esortare l’arbitro a concentrarsi al massimo e a fare tutto il possibile per non commettere errori, perché questo avrebbe scatenato il solito putiferio sui giornali etc etc”; quella di Bergamo a Rodomonti invece no. Bergamo gli fornisce una istruzione precisa: se sei sicuro, ok, ma se sei nel dubbio non azzardarti a sbagliare a favore della Juve perché ti stronco la carriera. Nel dubbio decidi a favore dell’inter.
    Visto che le due telefonate sono palesemente differenti nei contenuti, mi sembra giusto differenziarle nelle sanzioni.
    Però ripeto, ci sta che un altro mi dica: Carraro è solo un po’ più accorto nel dire la stessa cosa che Bergamo dice a Rodomonti.

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  20. Nel dubbio è giusto assolvere, o comunque derubricare alla violazione meno grave.

    Carraro è stato molto intelligente nel sottolineare che la partita deve essere corretta, ma sapeva bene che conseguenza naturale del suo messaggio è che nel dubbio dovesse essere favorita una squadra, evitando così la possibilità di sbagliare a favore dell’altra. Se non ci fosse stata questa telefonata, mai Bergamo si sarebbe rivolto in quel modo a Rodomonti, che, conseguentemente, non sarebbe stato messo nel mezzo di questa spiacevole situazione. Cosa fai? Dici di no al tuo designatore (che così non ti farà probabilmente più arbitrare) e denunci? E ti credono, senza prove? Come in questo caso? http://www.tgcom24.mediaset.it/sport/articoli/articolo329673.shtml

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  21. Aggiungo solo che, pensandoci bene, la responsabilità presunta (per la quale sembrerebbe che l’onere della prova sia ribaltato) viene meno, appunto, se la società riesce a dimostrare che con quell’illecito non c’entra niente e che quindi quell’illecito è stato commesso per altri motivi. Io non sono così sicuro del fatto che tale tesi non sarebbe potuta passare: i legali interisti avrebbero, forse, facilmente dimostrato che con l’asse Carraro-Bergamo-Rodomonti (o anche solo Bergamo-Rodomonti) i dirigenti interisti non c’entrano nulla ma che la sollecitazione iniziale di Carraro, da cui tutto nasce, è dovuta semplicemente alla sua paura che si instaurino polemiche che avrebbero potuto minare la serenità dell’elezione. Quindi può anche essere che l’Inter scampasse da questa insolazione di responsabilità presunta (l’Arezzo non è riuscito a dimostrare un movente alternativo, da qui la condanna a 6 punti di penalizzazione).

    Rimarrebbe, ovviamente, la responsabilità diretta e presunta dell’Inter per la violazione dell’art. 1 da parte di Facchetti, Bergamo e Mazzei (per le due telefonate sulle griglie).

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  22. Come al solito di Palazzi si prende quello che più conviene. Per gli altri cosi, si sceglie la via tecnica del sentenze penali.

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  23. Tu dici che prendiamo Palazzi, Rug dice che siamo andati oltre Palazzi (perché questa intercettazione non ci sarebbe nella Relazione). Io semplicemente uso la mia testa e cerco di ragionare con equilibrio sulla base dei fatti storici che conosciamo. E se questa telefonata non c’è nella Relazione Palazzi… siamo alle comiche.

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  24. Ci sono diverse interpretazioni delle telefonate. Sappiamo che quelle di moggi, erano gravissime come tono e linguaggio, ma l’interpretazione che più conveniva era : SI MA DAI !!! SI CAPIVA CHE SI SCHERZAVA !!! CHE ERA TUTTA UNA BURLA !!! ecc. ecc. Mentre le altre telefonate, diventano prove inconfutabili, di non so quale truffa ….

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  25. Per favore puoi scrivere i nomi/nickname di chi su queste pagine ha mai sostenuto “SI MA DAI !!! SI CAPIVA CHE SI SCHERZAVA !!! CHE ERA TUTTA UNA BURLA “??? te lo dico già io, NESSUNO. E rug ti da pure il mi piace, roba da non credere.

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  26. @Felix@stefano
    Non concordo sulla differenziazione delle telefonate tra bergamo /carraro e Bergamo/arbitro in base ai toni e all’aspetto formale. Carraro fa la stessa cosa per lazio brescia, toni pacati e messaggio di facciata (per carità, se il Brescia deve vincere che è più forte). Poi però quando l’arbitro non arbitra come conviene a Carraro i toni cambiano non di poco, per cui quello è il suo modo di operare e non credo che Bergamo non lo conoscesse bene. Qui l’inter non c’entra (ma se uno ti prende di mira può essere complicato dimostrare il contrario…pensa se Moratti in quel periodo avesse chiamato Carraro per una qualsiasi minchiata e l’accusa avesse tirato fuori un tabulato telefonico con il contatto tra i due senza intercettazione) ma le due telefonate a mio parere sono identicamente scorrette.

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  27. @bjh ci sono state, non su questa pagina ma in una chat di gruppo su facebook a cui io oramai non partecipo più, afferazioni da parte anche di Felix e di altri che in questa pagina non sono presenti per cui quando i Della Valle si sono rivolti a Moggi si sono sostanzialmente rivolti ad una persona che millantava poteri che non aveva, che il far pareggiare il Parma a Lecce non serviva a niente e che, nella realtà dei fatti, la Fiorentina si è salvata da sola

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  28. @Sorrentino
    In questo blog non si cerca di incastrare l inter o dimostrare che Facchetti era colpevole
    Se ne parla per dimostrare che ê stata fatta un indagine che aveva come scopo l eliminazione de Moggi Giraudo e Juve e colpire de striscio pochi altri
    Noi juventini abbiamo difficoltà a accettare il teorema calciopolesco
    Se lo fa moggi é reato se lo fanno altri ê normale
    E passare constantemente per ladri
    E infangare constantemente le vittorie juventine lanciando sospetti

    Hanno cercato di farlo ogni anno negli ultimi sei anni
    la juve vince perché rubba
    Non perchê siano bravi
    Il fenomeno si sta attenuando ma ci son voluti 6 scudi di seguito e 3 coppe e 2 finali cl
    Per chiudere la bocca al antijuventino a prescindere
    Altro fenomeno tipicamente Italiano
    ANTIJUVENTINISMO
    non esiste in nessun altra nazione l ANTI a prescindere
    Tifano contro la juve in CL
    Ma si puô…??

    Il danno fatto alla immagine della Juve da un antijuventino indagatore
    E dai media che hanno alimentato il famoso sentimento popolare con il solo scopo di vendere

    Vale molto di piû dei 440ml
    Il danno ê inestimabile

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  29. Siamo d’accordissimo, @bjh

    @Rug, da quello che ha scritto Sorrentino non si capiva si riferisse a quello. Su quella telefonata dico soltanto che Moggi consiglia a Della Valle di farsi sentire presso Bergamo. Per fare cosa? Frodi sportive e vincere ingiustamente? No, per non avere più errori arbitrali. Se ci pensi bene, intervengono tutti (tranne Facchetti per il 5-4-4) per riequilibrare una situazione (magari putativa) di squilibrio arbitrale. Quello che Moggi dice a Della Valle è contenuto nel capo A5 e li ha visti entrambi condannati, insieme a Mazzini e a Bergamo in primo grado. L’arbitro Dondarini? Puntualmente assolto. Tanto rumore per nulla, come al solito. Voci complottanti dietro le quinte, e poi nessuno parla con Dondarini. Anzi! Bergamo ci parla con Dondarini, abbiamo l’intercettazione, e non gli trasmette alcun messaggio fraudolento. Le uniche volte in cui Bergamo è quantomeno ambiguo con l’arbitro prima di una partita sono in questa occasione con Rodomonti e nell’occasione ricordata da bjh, con Tombolini per Lazio – Brescia (nessuno dei due casi ha costituito capo di imputazione, ma continuiamo a dire che Calciopoli è stata affrontata in maniera perfetta).

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  30. Troppi attachi in poco tempo tutti diretti conro la juve
    Troppe eccezioni a favore delle dirette concorrenti
    Puzza di bruciato a mille miglia
    Chissâ cosa ne diranno alla corte europea sempre se Moggi ci arriva
    A passato la soglia degli 80 anni

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  31. @bjh
    Ripeto quello che ho già scritto: “Siamo al limite ovviamente. Io, nel dubbio, preferisco assolvere. Ci sta che un altro mi dica: Carraro è solo un po’ più accorto nel dire la stessa cosa che Bergamo dice a Rodomonti.”
    Se però questa è l’interpretazione che dai, bisogna trarre tutta una serie di altre conseguenze. Qui avremmo Carraro, sodale di Moggi, che senza mezzi termini dice a Bergamo, altro sodale di Moggi, di arbitrare a favore dell’Inter; non in una gara qualsiasi, ma proprio nella gara contro la Juventus. E Bergamo chiama Rodomonti, arbitro sodale che Moggi si sarebbe adoperato fraudolentemente per inserire in griglia, e gli dice senza mezzi termini: danneggia la Juve. E il sodale Rodomonti lo fa (come riconosciuto da Bergamo, Pairetto, Rosetti e Collina), senza neanche porsi il problema, ricevendo il plauso dei designatori e dei colleghi. E il designatore copre il suo errore sui giornali, sostenendo in pubblico una versione diversa da quella sostenuta in privato.
    A questo punto, logicamente, solo un deficiente frustrato e rosicone potrebbe sostenere l’esistenza dell’associazione a delinquere finalizzata a favorire la Juve. Al massimo, per favorire l’inter. Che ti devo dire: se preferite questa di interpretazione, a me va benissimo :-))

    Ti rispondo anche sulla questione “Brescia”. Nella seconda telefonata, quella dopo la partita, Carraro dice: “adesso bisogna dargli una mano” e Bergamo gli risponde: “Recuperiamo, recuperiamo”. Questo a mio parere configura un illecito, senza ombra di dubbio (ma poi Rocchi viene assolto perché, dice testuale la sentenza, non ha favorito la Lazio).
    La seconda telefonata però è dirimente della prima: nel momento in cui dice “la prima volta non hai capito un cazzo”, di fatto si autoaccusa, rendendo al contempo impossibile sostenere una tesi uguale a quella da lui sostenuta su Inter-Juve. La seconda telefonata di Brescia-Lazio è un ulteriore elemento probatorio, che consente di fare chiarezza, che nel primo caso non abbiamo. Ripeto: le due situazioni probatorie sono diverse; le due circostanze sono diverse (nel secondo caso non c’è l’assemblea di lega il giorno dopo; siamo a fine campionato e la Lazio rischia di retrocedere); non sappiamo se ci siano state pressioni su Carraro da parte di Facchetti o Moratti, mentre nel caso della Lazio sì; a mio avviso non puoi sapere “al di là del ragionevole dubbio” cosa intendesse davvero Carraro in occasione di Inter-Juve; siccome non ho la prova che il suo intento fosse fraudolento e non faccio processi alle intenzioni, lo assolvo.
    Lazio che, ricordiamolo, pur di fronte ad un illecito chiaro e diretto, con il coinvolgimento diretto del suo presidente, finalizzato a garantirsi la salvezza, non è andata in serie B.
    Farsopoli ci sta sempre bene.

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  32. A dibattimento Carraro si è giustificato anche per quanto riguarda la frase “bisogna dargli una mano”, contestatagli ovviamente dal PM, affermando che era una locuzione impropria, e che il senso fosse che non bisognasse più sfavorirli (sua versione).

    Bisogna prima chiarire se per commettere un illecito è necessario o meno parlare con l’arbitro. Nel senso: se Carraro (su sollecitazione di Lotito) e Bergamo si mettono d’accordo per fare una frode/illecito ma poi nessuno parla con chi concretamente ha voce in capitolo (arbitro, guardalinee, calciatore) tu daresti l’illecito? Sia a Carraro che al designatore? Il reato è di pericolo (e lo è anche per la giustizia sportiva…) però una condotta idonea è necessaria, direi. Sandulli (il cui datore di lavoro è Carraro stesso) assolve il presidente federale dall’illecito di Lazio – Brescia (l’unico secondo me configurabile perché in effetti il designatore parla con Tombolini prima della partita, se vuoi approfondire ne ho parlato qui: https://ilcalcioeugualepertutti.wordpress.com/2017/11/27/calciopoli-il-filone-laziale/, gli altri presunti illeciti, fatti cadere già dalla CAF, erano Chievo – Lazio, Lazio – Parma, Bologna – Lazio) con la duplice motivazione della mancanza dell’elemento soggettivo (Carraro non voleva fraudolentemente il risultato diverso ma soltanto evitare che il campionato potesse essere falsato dal proseguire degli errori arbitrali a sfavore della Lazio) e della mancanza dell’elemento oggettivo (Tombolini non era nemmeno incolpato di illecito sportivo o di omessa denuncia, e senza segmento tecnico è, secondo Sandulli, inconfigurabile l’illecito sportivo). Quindi è stato tutto derubricato ad art. 1 e non c’è stata condanna per illecito, da qui la permanenza della Lazio in Serie A.

    Le condizioni al contorno sono sicuramente diverse nei due casi; la mia analogia era dovuta al fatto che sono le uniche due partite di Serie A in cui Bergamo contatta il fischiettatore con intenti quantomeno ambigui (entrambe le volte su sollecitazione di Carraro).

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  33. @Stefano, io infatti non credo ci fosse un’associazione nel senso indicato nei processi. C’era un giro di gente che faceva cose scorrette e due designazioni che anziché mandare tutti a quel paese si sforzavano di dare il contentino a tutti. Tutti da condannare, dal primo all’ultimo (chi più chi meno) per quel che mi riguarda. Ad esempio a me non importa nulla che ci fosse l’elezione della lega, l’ intento di Carraro è chiarissimo e come si vede nel caso brescia se il suo intento non viene raggiunto si inalbera. Da condannare senza neanche pensarci. Per me siamo oltre il limite. Nel primo caso lo fa senza pressioni? probabile , ma lui intanto lo condanno perché lui sicuramente ha un intento fraudolento ossia nel dubbio vuole che l’arbitro fischi prointer. (non sbagliare pro juve in caso di dubbio significa significa che in caso dubbio in area juventina devi fischiare rigore, in quella dell’inter non devi fischiare e quindi si chiede all’arbitro di non fare quel che dovrebbe)
    L’ amministratore delegato della ditta dove lavoro è uno che quando si incavola tira giù i muri da come urla. Il dirigente suo sottoposto invece non urla ma quando ti da delle belle pacche sulle spalle dicendo che sarebbe meglio fare le cose in un determinato modo piuttosto che un altro ti assicuro che la minaccia è ben più chiara che nel primo caso. Noi che lavoriamo lì lo sappiamo bene. Bergamo sapeva bene cosa intendeva dire Carraro nonostante il tono usato e dal caso Brescia lo intuiamo anche noi. Abbondantemente oltre il limite con l’aggravante della reiterazione. Più che farsopoli io la chiamerei tragediopoli perché è l’esempio di come funziona la giustizia in Italia

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  34. @bjh Come ho già scritto più volte, secondo me ci stanno entrambe le interpretazioni. Se io fossi stato il giudice, nel primo caso a Carraro avrei comminato solo l’art.1, mentre nel secondo l’art.6. Tu avresti fatto diverso e va bene uguale.
    Perché dico solo art.1 nel primo caso? Per un motivo molto semplice. La prima telefonata si presta a due possibili interpretazioni? Sì. La riprova è che alcuni la pensano come me, altri come te. Sulla seconda telefonata, invece, siamo tutti concordi.
    Per la prima quindi applico il sempreverde principio: “nel dubbio, pro reo”. Tutto qui.

    Ripeto. Per me, calciopoli, se fosse stata un’indagine seria, avrebbe dovuto far fuori tutti queste mezze figure (Carraro, Galliani, Lotito, Moggi, Facchetti, Bergamo, Pairetto, Collina etc) e preservare le società, che sono un patrimonio economico del Paese e una risorsa sportiva per tutto il movimento; invece ha solo fatto fuori uno dei tanti gruppi di potere, sostituendolo con un altro peggiore.

    Il tempo ha dimostrato quanto calciopoli sia stata deleteria: 5 scudetti e una ChL all’inter in cambio della distruzione di un intero movimento sportivo, con danni economici per tutto il Paese. Oggi la storia si ripete, perché il problema è sempre lo stesso: l’Italia è un Paese che mal tollera le eccellenze perché, per confronto, mostrano in maniera lampante la mediocrità generale. Così, invece di far crescere chi sta dietro, si tenta di abbattere chi sta davanti. La legge Lotti sulla riforma dei diritti TV va ancora in questa direzione: la Juve ha conquistato un importante vantaggio competitivo? Togliamoglielo per legge.
    E nel frattempo la Premier passa da 2 a 5 miliardi di diritti tv; la Liga da 1 a 2 e più; la serie A da 1 miliardo a 720 milioni. Avanti così, fino allo schianto finale.
    L’unica cosa che spero è che la Juve possa andare a giocare in una super lega europea, lasciandosi per sempre alle spalle la mediocrità italiana.

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