Calciopoli: il processo sportivo alla Reggina

Nell’agosto del 2006, successivamente al processo che ha riguardato Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina, si svolse un secondo filone di indagini con annesso altro procedimento sportivo nei confronti della Reggina, del suo presidente Pasquale Foti, e dell’Arezzo (di cui si è parlato qui).Logo_Urbs_Sportiva_Reggina_1914_(adozione_2016)La Reggina era già entrata nel primo processo sportivo in relazione all’art. 1 inflitto a Moggi e Giraudo per le eccessive proteste manifestate nei confronti dell’arbitro Paparesta, dopo la partita tra la Reggina e la Juventus del 6 novembre 2004, ma nel secondo filone di indagine si contesta direttamente al presidente della Reggina di aver violato più volte le norme del codice di giustizia sportiva. Le contestazioni sono sempre le solite: ci sarebbero state violazioni dell’art. 1, e cioè del generalissimo obbligo di lealtà e correttezza sportiva, ma anche dell’art. 6, cioè l’illecito sportivo. Più precisamente, le contestazioni nei confronti del presidente della Reggina, Pasquale Foti, sono le seguenti:

  • Violazione dell’art. 1, comma 1, C.G.S. e violazione dell’art. 6, commi 1 e 2, C.G.S. per aver posto in essere, unitamente a Paolo Bergamo, in ordine al quale sussiste difetto di giurisdizione, nelle rispettive qualità ricoperte all’epoca dei fatti, condotte consistite nell’avere intrattenuto contatti contrari ai principi di lealtà, probità e correttezza e, al contempo, in concorso formale, dirette a procurare un vantaggio in classifica in favore della società Reggina, mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza tipici della funzione arbitrale. Con l’aggravante di cui al comma 6 dell’art. 6 C.G.S., per la pluralità di condotte poste in essere.
  • Violazione dell’art. 6 commi 1 e 2 C.G.S. per avere in prima persona avviato e coltivato contatti con il designatore arbitrale Paolo Bergamo (in ordine al quale sussiste difetto di giurisdizione, giusta pronuncia della CAF del 14 luglio 2006) finalizzati ad esercitare pressioni e ad operare il condizionamento sui componenti la terna arbitrale della gara Atalanta – Reggina del 28/11/2004, così ponendo in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara medesima.
  • Violazione dell’art. 6 commi 1 e 2 C.G.S. per avere in prima persona avviato e coltivato contatti con il designatore arbitrale Paolo Bergamo (in ordine al quale sussiste difetto di giurisdizione, giusta pronuncia della CAF del 14 luglio 2006) finalizzati ad esercitare pressioni e ad operare il condizionamento del direttore di gara della partita Sampdoria – Reggina del 20/2/2005, così ponendo in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara medesima.
  • Violazione dell’art. 6 commi 1 e 2 C.G.S. per avere in prima persona avviato e coltivato contatti con il designatore arbitrale Paolo Bergamo (in ordine al quale sussiste difetto di giurisdizione, giusta pronuncia della CAF del 14 luglio 2006) finalizzati ad esercitare pressioni e ad operare il condizionamento del direttore di gara della partita Palermo – Reggina del 15/5/2005, così ponendo in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara medesima.

Questi i quattro capi di incolpazione nei confronti di Pasquale Foti, a cui si aggiungono nel medesimo procedimento sportivo due contestazioni di omessa denuncia nei confronti degli arbitri Paolo Dondarini, direttore di gara del match Sampdoria – Reggina, e Tiziano Pieri, direttore di gara di Palermo – Reggina. I due arbitri sarebbero venuti a conoscenza del fatto che terzi stavano per porre in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato delle gare e non avrebbero adempiuto all’obbligo di informare gli organi federali, violando così l’art. 6, comma 7, C.G.S..

Calcio 2006/2007
Pasquale Foti

La società Reggina è conseguentemente chiamata a rispondere sia per responsabilità diretta (per l’operato del suo presidente) che per responsabilità presunta (per l’operato di Bergamo) in relazione agli illeciti contestati.

Si tratta, quindi, di ben quattro ipotesi di illecito sportivo. La prima contestazione nei confronti di Foti è praticamente la medesima contestata (ed accertata) a Moggi e Giraudo, nel corso del primo processo sportivo del 2006: l’illecito che da Borrelli, capo ufficio indagini FIGC, fu definito illecito strutturato, cioè quel particolare illecito che si concretizzerebbe con un continuo e prolungato condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale.

Nelle restanti tre contestazioni vengono invece addebitati a Foti illeciti classici in relazione a determinante partite: Atalanta – Reggina (arbitro Bertini, estraneo secondo la stessa procura), Sampdoria – Reggina (arbitro Dondarini, accusato di omessa denuncia) e Palermo – Reggina (arbitro Pieri, accusato di omessa denuncia).

L’illecito sistemico

Secondo il procuratore federale, in base ai colloqui telefonici intercettati, era emersa tra Foti, Moggi e Bergamo una rete stabile di contatti finalizzati a condizionare il settore arbitrale tramite la designazione di arbitri e guardalinee compiacenti e tramite l’intervento sugli stessi per assicurare un trattamento di favore nei confronti della società calabrese. A ciò si aggiungerebbe il legame tra Foti e Moggi in quanto il primo aveva assunto una posizione politica coincidente con quella dei dirigenti juventini in occasione dell’elezione del Presidente federale e del Presidente della LNP.

I colloqui sospetti tra Foti e Bergamo relativi alla prima incolpazione, segnalati dalla procura federale, attengono alle partite:

  • Parma – Reggina 1-0 del 10 novembre 2004
  • Reggina – Brescia 1-3 del 5 dicembre 2004
  • Reggina – Cagliari 3-2 del 12 dicembre 2004
  • Reggina – Palermo 1-0 del 6 gennaio 2005
  • Udinese – Reggina 0-2 del 23 gennaio 2005
  • Livorno – Reggina 1-1 del 6 febbraio 2005
  • Reggina – Messina 0-2 del 13 marzo 2005
  • Reggina – Atalanta 0-0 del 20 aprile 2005

La teoria della procura è quindi che in prossimità delle partite sopramenzionate Foti abbia cercato di condizionare il normale funzionamento del settore arbitrale intrattenendo contatti illeciti con il designatore Bergamo che violerebbero i principi di lealtà e correttezza sportiva e, allo stesso tempo, sarebbero finalizzati ad ottenere un illecito vantaggio in classifica.

Si ricorda la definizione di illecito sportivo: Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo.

La norma evidenzia quindi che ci sono tre distinte fattispecie di illecito sportivo, consistenti:

  • nel compimento di atti diretti ad alterare lo svolgimento di una gara;
  • nel compimento di atti diretti ad alterare il risultato di una gara;
  • nel compimento di atti diretti ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica.

Sostiene la CAF che si tratta di tre fattispecie ciascuna autonoma rispetto alle altre, nel senso che la consumazione dell’una non integra necessariamente la perpetrazione delle altre.

Si richiamano brevemente le telefonate relative all’incolpazione:

Dalla telefonata contraddistinta dal prog. 242 del 7 novembre 2004, tra Bergamo e Foti (qui l’audio), risulta che il designatore abbia detto: io seguo le cose da qui, sono state preparate con già da… da sabato – illustrando gli arbitri abbinati alla seconda fascia in cui era stata inserita la partita Parma – Regginanon… abbiamo valutato un Parma – Reggina da seconda fascia perché in prima fascia non ci va… in seconda fascia… in seconda fascia c’è un po’ di esperti, anche un giovane ma un giovane che sta facendo bene, quindi vediamo un po’… Foti: ti raccomando che è troppo importante… Bergamo: eh, sai, ti dico, c’è un esperto De Santis… c’è Morganti che è un altro esperto… Saccani che ha fatto una quarantina di gare di A… Nucini ha fatto non molte ma ne… ha una… una grossa esperienza come… e poi il giovane Tagliavento che vogliamo lanciarlo… (la telefonata completa si può leggere a pag. 719 dell’informativa di aprile 2005; alla fine Tagliavento non fu inserito nella griglia e fu sostituito da Messina).

Per quanto attiene alla partita Reggina – Brescia si ha il seguente stralcio di telefonata: prog. 6562 del 4 dicembre 2004 (completa a pag. 723 dell’informativa di aprile 2005, qui l’audio).

Foti: senti tutto a posto?
Bergamo: per domani tutto preparato sì sì…
Foti: uh uh
Bergamo: stai tranquillo, stai tranquillo
Foti: ti raccomando fagliela n’altra telefonata a questo qua (arbitro Racalbuto, ndr) perché…
Bergamo: sìì
Foti: sennò l’ammazzo domani io!
Bergamo: eh, ma l’ammazziamo più d’uno eh!
Foti: ah!
Bergamo: stai tranquillo! (ride)
Foti: va bene!
Bergamo: eh… e anche il numero uno (guardalinee Ayroldi, ndr) poi… è apposto il numero due è n’amico insomma (guardalinee Ambrosino, ndr)… è un bel… bel sodalizio eh!
Foti: eh, va bene

Foti ha spiegato che intendeva creare in Bergamo maggiore attenzione perché preoccupato della designazione di Racalbuto che 20 giorni prima a Messina avrebbe negato un rigore alla Reggina.

Partita Reggina – Cagliari; prog. 8028 dell’11 dicembre 2004 (audio), da cui risulta:

Bergamo: la moglie di Robi Rosetti, che doveva partorire il 20 di dicembre ha avuto una minaccia di parto, l’hanno ricoverata in ospedale stanotte e Robi è dovuto partire di corsa e non se la sente di arbitrare, la prima riserva è Massimo (De Santis, ndr) eh, quindi tranquillo, è venuto qui allo stadio… a Linate qui a fare l’allenamento
Foti: uh
Bergamo: già Massimo è tranquillo ancora meglio, eh
Foti: eh, vedi un attimo, eh
Bergamo: no, stai tranquillo… è qui con me
Foti: eh infatti se è con te vedi un attimo quello che devi fa’

Scrive la CAF: anche ad accedere alla tesi difensiva del Foti secondo cui chiedeva al Bergamo di stimolare la concentrazione dell’arbitro, come da suoi compiti, sulla partita, emerge chiaro il disvalore della condotta del presidente della Reggina.

Partita Reggina – Palermo del 6 gennaio 2005. Stralcio del prog. 15170:

Bergamo: io mi ritengo anche fortunato perché noi avevamo preparato innanzitutto essendo la partita che tu sai è molto delicata, l’avevamo messa dove c’era un gruppo molto nutrito di amici, e penso che sia andata bene, dai, penso che sia andata bene, perché l’hai visto lì in quella griglia c’era, insomma, tutti ragazzi, c’era Nucini, c’era coso Bati no Batti non poteva farlo, c’era a parte Pieri a parte Preschen (?), a parte Dattilo che non può farla, poi c’era Cassarà che non poteva farla, quindi le mire erano ben precise, c’era un altro giovane che è andato a finire a Cagliari (Rocchi, ndr), ma che è un ragazzo qui di Firenze molto bravo, e quindi son soddisfatto, è… come? (qui la griglia, ndr)
Foti: a Coverciano sei?
Bergamo: sì sì, noi ieri e oggi e domani mattina siamo qua poi i ragazzi li diamo la via domani, oggi abbiamo fatto i test atletici, abbiamo controllato il peso più o meno in condizioni atletiche sono in condizioni mentali quelli giusti ce li metto
Foti: no, l’importante che stanno bene i ragazzi
Bergamo: sì, stanno bene tutti e tre

Anche in questo caso risulta chiaro che Foti chiedesse informazioni sulla composizione arbitrale, fatto che inquadra l’art. 1 del C.G.S.

In relazione alla gara Udinese – Reggina del 23 gennaio si assiste alla seguente telefonata (prog. 20045 del 21 gennaio 2005):

Bergamo: sei preoccupato per il giovane (arbitro De Marco, ndr)?
Foti: sì, tanto! Mi dicono che è casal… che sta in casa alla grande
Bergamo: no, no, poverino questo è un ragazzo che, certo per l’Udinese – Reggina, se devo essere sincero fino in fondo, non è, non è la sua partita, però è un ragazzo che ha già fatto la A che merita di, diciamo di esser di, di fargli fare la A perché è bravo, certo Udinese – Reggina è una bella gara per cui gli abbiamo messo intanto due assistenti Fabio e Rossomando che sono due ragazzi di fiducia mia, e poi lui vedrai non è un casalingo assolutamente, è un ragazzo, un bel carattere, però è giovane Lillo, ti direi una bugia se ti dicessi che negli otto che erano in lista lui come età era pippone
Foti: uh
Bergamo: eh, però però è bravo stai tranquillo che farà una buona partita, io ci parlo… non c’ho voluto parlare oggi perché… per non tirargli troppo la corda, domani mattina ci faccio una bella chiacchierata
Foti: parlaci un poco per bene
Bergamo: stai tranquillo

In relazione alla partita Livorno – Reggina si registra il prog. 23616 del 2 febbraio 2005:

Foti: ti raccomando domenica, domenica la vedo, ce l’ho dura
Bergamo: lo so, lo so, già ho preparato, domenica mi rientrano tutti gli internazionali, oggi poi mancavano sei internazionali che sono alla Uefa

Infine, per la partita Reggina – Messina, si assiste al prog. 34255 dell’11 marzo 2005:

Bergamo: ah, ah, domenica la devi vincere al 1000 x 100
Foti: eh!
Bergamo: prima di tutto perché per te è una partita di prestigio e poi perché ci sono tutte le condizioni per poterla vincere!
Foti: eh…! Senti, tutto a posto il resto?
Bergamo: sì, sì, sì, sì, sì
Foti: va bene!

Tali telefonate sono state giudicate contrarie all’art. 1 del Codice di giustizia sportiva ma non hanno integrato l’art. 6.

Nell’escludere la sussistenza dell’illecito – scrive la CAF – non va sottovalutata la circostanza che in vista delle imminenti elezioni del Presidente Federale e di quello della Lega, oltre che della programmata riforma del sistema di designazione degli arbitri, non pare del tutto infondato presumere che esistesse un sensibile interesse del Bergamo ad acquisire od a mantenere comunque – vantando pregressi meriti, reali od anche meramente ed astutamente asseriti – un potenziale di gratitudine da parte del Presidente di una società sportiva.

A differenza di quanto stabilito per Moggi, la CAF ritiene che le condotte di Foti non siano idonee ad integrare l’illecito sportivo contestato (il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale) ma sono sicuramente ravvisabili reiterate violazioni dell’art. 1: i contenuti delle telefonate relative alle gare della Reggina dimostrano che esse riposano su un collaudato rapporto di amicizia – risalente al 1986 – tra il Foti ed il Bergamo e non su una posizione di predominanza del primo – ovvero comunque, di subalternità del secondo – in difformità da quanto era accaduto tra il citato designatore ed il Moggi.

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Foti, Giraudo e Moggi

A differenza di Moggi, infatti, Foti non è mai intervenuto direttamente nella predisposizione delle griglie arbitrali (condotta che di per sé costituisce soltanto una violazione dell’art. 1 ma, se protratta nel tempo ed integrata da altre condotte sleali, porta, secondo le corti, all’illecito). In definitiva, quindi, la differenza con Moggi sarebbe che quest’ultimo aveva con Bergamo un rapporto non solo amicale ma anche preferenziale, con frequentazioni anche private, capacità di incidere sulla formazione delle griglie, nella scelta degli assistenti e di sollecitarne la punizione a seconda della condotta tenuta nelle gare: condotte dirette a interferire sulla terzietà della funzione arbitrale. Il condizionamento da parte di Moggi del regolare funzionamento del settore arbitrale avrebbe consentito alla Juve di scendere in campo con un quid pluris di vantaggio nei confronti delle altre squadre assicurandosi in tal modo un vantaggio in classifica, stante l’idoneità delle condotte a determinare una situazione di disparità.

Condizionare il settore arbitrale significa avere il potere di influenzare l’azione e la composizione delle relative terne, significa poter imporre nomi e designazioni: ma tutto ciò non traspare dalle intercettazioni attinenti alle gare indicate nell’addebito al presidente Foti.

Anche se dai colloqui emergono inviti affinché Bergamo telefoni all’arbitro o agli assistenti, tali inviti erano – secondo Foti – finalizzati a richiamare tutti ad una attenta conduzione di gara e non, invece, ad ottenere favori arbitrali.

Ci sono altre due telefonate, sempre tra Foti e Bergamo, considerate rilevanti dalla procura ma totalmente insignificanti secondo le corti federali (anche in relazione all’ipotesi di art. 1).

La prima di queste intercettazioni riguarda la partita Reggina – Atalanta:

Foti: oh Paolo ti raccomando
Bergamo: stai tranquillo che sei seguito con massima attenzione e con l’affetto di sempre
Foti: se devi chiamare chiama
Bergamo: stai tranquillo

Sostiene la CAF che c’è un’ambiguità non risolvibile sul fatto della raccomandazione, non per forza riferita alla partita. Anche il “se devi chiamare chiama” non consente di affermare che il destinatario della telefonata fosse la componente arbitrale, potendo concludere che Foti chiedesse a Bergamo di tenerlo al corrente di qualunque successivo evento.

L’altra telefonata nemmeno degna di violazione dell’art. 1 contiene incoraggiamenti da parte di Bergamo a Foti per il periodo negativo della Reggina. Foti dichiara anche di aver incontrato Pairetto in occasione della partita di Torino contro la Juventus. Niente di rilevante.

Questo a conferma di una cosa che potrebbe sembrare anche ovvia, ma talvolta messa in dubbio: non tutti i contatti con i designatori costituiscono per forza violazione dell’art. 1 del C.G.S.: si poteva parlare con i designatori (non era esplicitamente vietato dal codice) ammesso che non si commettessero atti sleali.

Gli illeciti classici

Passiamo quindi a trattare le contestazioni di illecito sportivo specifiche a determinate partite, di cui sarebbe stato falsato lo svolgimento e/o il risultato.

Le tre partite che sarebbero state viziate da illecito sportivo sono:

  • Atalanta – Reggina 0-1 del 28 novembre 2004
  • Sampdoria – Reggina 3-2 del 20 febbraio 2005
  • Palermo – Reggina 1-1 del 15 maggio 2005

In riferimento a queste tre partite l’illecito non sarebbe quindi consistito nel generale tentativo di ottenere un vantaggio in classifica ma in quello di interferire direttamente sull’andamento delle gare (prima parte del primo comma dell’art. 6 C.G.S.).

Già nel primo procedimento sportivo la Corte federale aveva imposto nella sua sentenza la teoria del segmento tecnico, ossia che per la dimostrazione della realizzazione di un illecito sportivo in relazione ad una determinata partita (illecito a consumazione anticipata) è necessario raggiungere la prova piena, e cioè oltre ogni ragionevole dubbio, della concreta idoneità dell’atto e, con particolare riguardo al caso che alla alterazione debba giungersi attraverso la partecipazione della componente arbitrale, dell’avvenuto contatto, sia pure a mezzo di una semplice telefonata, con almeno uno dei tre membri della terna.

La prova è quindi subordinata alla combinazione di un doppio segmento di condotte necessarie ai fini dell’integrazione dell’illecito stesso, rispettivamente dall’atto propositivo della società interessata, per il tramite di dirigenti, soci o tesserati, e dalla fase adesiva o quantomeno recettiva della proposta o sollecitazione da parte della componente tecnica (arbitro e/o guardalinee).

Da questo assunto segue che un’ipotetica richiesta criminosa da parte di un dirigente di una società ad un designatore, se non seguita dal contatto designatore-arbitro con la trasmissione del messaggio illecito, non è atto idoneo ad integrare l’illecito sportivo (a differenza di quanto è stato stabilito in sede penale per il reato di frode in competizione sportiva, dove sono stati stigmatizzati tutti i contatti tra dirigenti e designatori diretti a influenzare l’esito di una gara, anche in assenza della prova dell’avvenuto contatto illecito con l’arbitro).

Anche per quanto riguarda la Reggina, come già avvenuto per la stragrande maggioranza delle partite oggetto del primo filone sportivo concernenti la Lazio e la Fiorentina, risulta provata soltanto la prima delle due condotte necessarie ad integrare l’illecito, non essendoci prova del successivo contatto tra Bergamo e gli arbitri delle tre partite interessate. Esistono, infatti, soltanto telefonate tra Foti e Bergamo in cui il secondo tranquillizza il suo interlocutore.

Specifica la Commissione d’appello federale che per la prima delle tre partite, Atalanta – Reggina, la procura federale nemmeno indica a chi dei tre componenti della terna arbitrale sia stata rivolta la sollecitazione fraudolenta volta a truccare lo svolgimento o l’esito della partita (arbitro Bertini, assistenti Calcagno e Babini).

Si richiama questo breve stralcio del prog. 5092 (completa a pag. 720 dell’informativa di aprile 2005; link audio).

Bergamo: l’importante che abbiano quella dose di cattiveria giusta, devono volere le cose, poi le cose abbiamo avuto anche fortuna nel sorteggio a parte, a parte che eravate nella prima griglia quindi non c’erano dubbi però Paolo (Bertini, ndr) è un amico poi gli ho messo un assistente di Torino e un altro Babini che è un esperto lo sai, Babini insomma ormai è un uomo da da 170 180 partite di serie A, è uno che non ha paura di niente e quindi l’ho messo lì proprio sul numero 2 dove c’è anche più intemperanze da parte dei tifosi in maniera che non abbia paura di niente quindi le cose sono preparate non bene, al meglio, perché siamo coscienti che è una gara delicata anche…

Foti: e mi raccomando se devi fargli qualche telefonata fagliela
Bergamo: già fatto, già fatto, stai tranquillo

Scrive la Corte federale che nella telefonata richiamata non vi è nulla che provi che quest’ultimo (Bergamo, ndr) abbia effettivamente preso contatti con l’arbitro e con gli assistenti, se non una generica ed indeterminata frase “già fatto, già fatto, stai tranquillo”. Mancano quindi elementi convincenti circa il fatto che qualche componente della terna arbitrale sia stato sollecitato da Bergamo ad indirizzare la propria prestazione tecnica in modo da favorire la Reggina o che abbiano addirittura prestato adesione all’ipotetica richiesta.

Per la seconda partita contestata, Sampdoria – Reggina, scrive la CAF che giuoca in senso contrario la diretta smentita dell’arbitro Dondarini e, per quel che può valere, lo stesso risultato che ha visto la Reggina soccombere.

L’unico riferimento interessante è costituito dalla frase di Foti, riferita ad uno dei due assistenti già designati, Giorgio Niccolai di Livorno, a Bergamo: mi raccomando quello di Livorno e dalla risposta di Bergamo: stai tranquillo, quello è già fatto, poi per l’arbitro vediamo domani che vien fuori.

Analogamente al caso precedente, la Corte rileva che le battute riportate non offrono prova piena che Bergamo abbia effettivamente parlato con Niccolai per indurlo ad una prestazione favorevole alla Reggina. Non vi è nemmeno alcuna prova che Bergamo abbia contattato l’arbitro della gara, Dondarini, nonostante nella telefonata del 19 febbraio 2005 Bergamo abbia detto che lo avrebbe avvertito doverosamente. Ma non è agli atti nessuna telefonata di questo genere tra Bergamo e Dondarini.

Secondo le corti l’atteggiamento di Bergamo sarebbe stato finalizzato a tacitare l’insistenza di Foti per chiudere la telefonata, millantando cose che non ha e non avrebbe fatto.

Per la terza partita, Palermo – Reggina, la CAF rileva la genericità ed equivocità delle assicurazioni laconicamente inserite nel dialogo tra il Foti ed il Bergamo (“ti raccomando…” dice il primo e “già fatto”, risponde il secondo) che in merito all’arbitro designato predice che farà una buona gara, dal momento che la preparazione è stata molto decisa.

Anche in questo caso l’arbitro Pieri ha smentito il contatto e la frase di Bergamo, il solito già fatto in risposta all’altrettanto solito ti raccomando di Foti, è dal punto di vista probatorio insufficiente.

Il trattamento sanzionatorio

La CAF rigetta quindi ogni ipotesi di illecito sportivo ma conferma la plurima e ripetuta violazione dell’art. 1 da parte di Foti per aver strumentalizzato il suo rapporto amicale con Bergamo ed impone una inibizione di 2 anni e 6 mesi e una multa di 30.000€. Conseguentemente la Reggina viene dichiarata direttamente responsabile degli illeciti disciplinari ascritti al suo presidente con la conseguenza della penalizzazione di 15 punti da scontare nella stagione 2006/07 e 100.000€ di multa.

Non essendo stata confermata nessuna ipotesi di illecito sportivo non possono che cadere, per via logica ancor prima che fattuale, anche le contestazioni di omessa denuncia formulate dalla procura nei confronti degli arbitri Dondarini e Pieri. Aggiunge comunque la CAF che in atti non vi è prova che il Dondarini e il Pieri siano stati contattati dal Bergamo prima dello svolgimento delle relative gare. I due arbitri vengono quindi prosciolti da ogni addebito.

Dopo la sentenza della Corte federale, che ha confermato in toto la sentenza di primo grado emessa dalla CAF, Foti e la Reggina hanno presentato ricorso presso la Camera di conciliazione e arbitrato presso il CONI, che ha rideterminato le sanzioni precedentemente inflitte dagli organi di giustizia federali.

L’arbitrato, per quanto riguarda il ricorso della società Reggina, stabilisce la riduzione da 15 a 11 punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie A del 2006/07 ma conferma l’ammenda di 100.000€. Nei confronti del presidente Foti riduce l’inibizione da 2 anni 6 mesi ad 1 anno e 1 mese e dichiara la propria incompetenza in relazione alla sanziona pecuniaria.

Nella sede del CONI vengono sostanzialmente confermate le motivazioni rese dagli organi di giustizia federali: costituisce violazione dell’art. 1 C.G.S. l’attivazione di canali, anche istituzionali, al fine di ottenere “attenzione”, se non esplicitamente “favore”, da parte delle terna arbitrale, in quanto condotta potenzialmente idonea ad attentare, tanto più in contesti comportamentali e dichiarativi oggettivamente ambigui, all’imparzialità della funzione arbitrale. In tal senso risulta provata una intensa attività svolta da Foti, pur nella almeno putativa convinzione di dover reagire a “torti” subiti e di poterlo fare avviando contatti non trasparenti e oggettivamente ambigui diretti ad ottenere impropriamente “attenzione” da parte degli arbitri. Infine, il contenuto ed il tenore delle pur scorrette richieste di attenzione e rassicurazione avanzate da Foti non rivelano l’esistenza di un compiuto disegno criminoso inteso all’alterazione delle competizioni sportive né alcuna capacità di seriamente condizionare o alterare la condotta istituzionale del designatore arbitrale.

Il processo penale

I pm di Napoli, Narducci e Beatrice (poi sostituito da Capuano), non hanno chiesto il rinvio a giudizio di Lillo Foti per frode sportiva per ogni match oggetto del procedimento sportivo ma soltanto per le partite Reggina – Brescia (capo H), Reggina – Cagliari (capo L), Sampdoria – Reggina (capo S) e Palermo – Reggina (capo A8). Due di queste imputazioni sono finite con la dichiarazione dell’insussistenza dei fatti, mentre le restanti due sono state coperte da prescrizione. Le affronteremo nel dettaglio nei prossimi articoli.

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17 pensieri riguardo “Calciopoli: il processo sportivo alla Reggina

  1. L’articolo va studiato con attenzione e comunque bisogna approfondire la parte penale che francamente mi sembra, ad una prima lettura molto evanescente, non ci sono richieste di favori arbitrali, di arbitri amici che ci diano quel qualcosa in più, non c’è inserimento di arbitri amici in griglia, non c’è niente, mi sembrano molto simili (anche per quanto riguarda la gravità) agli illeciti di Facchetti, sostanzialmente violazioni dell’art. 1 e basta. Un solo rimprovero, non hai ancora capito che l’illecito strutturato è il 416 che nel cgs non aveva una norma incriminatrice e che fu introdotta dopo

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  2. C’è da dire che Facchetti a differenza di Foti fa anche un’imbeccata diretta ad un arbitro, cosa che secondo il senso comune è ben più grave di un contatto inopportuno con un designatore: sicuramente lo è per quanto riguarda l’illecito sportivo. Le frodi sportive invece le tratteremo nei prossimi due articoli: ai giudici penali comunque poco importa del segmento tecnico imposto da Sandulli. Fa strano dirlo ma è evidente che la prova richiesta per configurare la frode sportiva (penale) sia di entità inferiore rispetto a quella richiesta per configurare l’illecito sportivo, per cui ti anticipo che se sono state confermate due frodi a Foti e Bergamo in relazione alle partite Reggina – Brescia e Samp – Reggina, non avrebbe potuto la Casoria non condannare anche Facchetti e Bergamo per il colloquio del tutto analogo a quelli di Foti per Cagliari – Inter. E obiettivamente, come detto, Facchetti rischiava seriamente anche l’illecito sportivo per essersi messo direttamente in contatto con Bertini prima della partita e dicendogli parole molto pericolose per quanto riguarda la tutela della regolarità della partita. Si noti che per la sussistenza di un illecito, come scritto anche nell’articolo, la Corte federale ha stabilito che siano necessarie due condotte: quella “propositiva” e quella “ricettiva” (quindi non per forza “adesiva”: è sufficiente che il messaggio giunga a uno dei tre componenti della terna per condannare per illecito chi lo propone, vedasi condanna sportiva di Meani). Parlando di Cagliari – Inter, e confrontando con le sentenze sportive che abbiamo, credo fosse assolutamente possibile e probabile dare l’art. 6 a Facchetti e l’omessa denuncia a Bertini e Bergamo.

    Sull’illecito strutturato, credo di averlo nominato solo una volta nell’articolo, e soprattutto citando Borrelli (fu lui a definirlo). Comunque potrei usare questa abbreviazione per intendere “illecito sportivo finalizzato ad ottenere un vantaggio in classifica tramite il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale” che è obiettivamente troppo lungo.

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  3. No, l’illecito strutturato è quello che nel penale è il 416, cioè una associazione per delinquere finalizzata a commetttere illeciti. Per tutto il resto ne abbiamo già parlato privatamente

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  4. Art. 9
    Associazione finalizzata alla commissione di illeciti
    1. Quando tre o più soggetti tenuti all’osservanza delle norme e degli atti federali si associano allo scopo di commettere illeciti si applicano, per ciò solo, le sanzioni di cui alle lettere f) e h) dell’art. 19, comma 1.
    2. La sanzione è aggravata nei confronti di coloro che promuovono, costituiscono o gestiscono l’associazione, nonché per i dirigenti federali e gli associati all’AIA.

    Questo articolo non era presente nel vecchio codice di giustizia sportiva ma è stato introdotto, così come l’esplicito divieto di intrattenere rapporti abituali con arbitri e designatori, dopo Calciopoli.

    Domanda: secondo te, con il nuovo codice di giustizia sportiva – che prevede quindi l’art. 9 (illecito associativo) – Moggi e Giraudo sarebbero stati deferiti (e condannati) per questa ipotesi di illecito o per l’art. 6 (poi divenuto art. 7) del C.G.S.?

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  5. Non hai una domanda di riserva? sicuramente ci sarebbe stato il 9, altro non posso dirti, il 9 nasce appunto dalla constatazione di fatto che ci si trovava di fronte ad un “illecito strutturato”, ossia di fronte ad una struttura associativa che commetteva illeciti, quella che nel C.p. è prevista e punita dal 416 e che nel CGS invece non trovava analoga e omologa norma incriminatrice. Con calciopoli si è vista la necessità di coprire questa lacuna nel CGS

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  6. Se quelli di Moggi venissero oggi considerati, tramite il nuovo codice, violazione dell’art. 9 e non dell’art. 6 siamo, secondo me, di fronte quantomeno ad una forzatura della norma. Ma del resto lo ha detto lo stesso Sandulli che hanno coperto loro una falla nel sistema giuridico, introducendo l’illecito associativo (punito però all’interno della norma che regola l’illecito sportivo). http://www.camilloblog.it/archivio/2009/01/10/una-falla/

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  7. ~@Bhj cosa intendi??

    L’ Illecito strutturato di cui si parla é stato introdotto dopo e Sandulli dixit era una falla
    quindi era la falla cha ha causato l’illecito strutturato e non il contrario

    se le norma introdotta ad personam fosse stata già presente molto probabilmente quei contatti non ci sarebbero stati perché tutti al corrente che non era lecito

    Si é condannato comportamenti e chiacchiere col senno del poi
    Dove i protagonisti della vicenda manco sapevano che era illecito

    faccio un esempio cosa succede ad un soldato che si rifiuta di eseguire un ordine sbagliato dato da un Generale ??
    chi viene condannato il soldato o il Generale??

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  8. Sono d’accordo, Paolo.

    In pratica in questo caso Sandulli ammette che con la loro sentenza hanno condannato Moggi e Giraudo per dei comportamenti che secondo loro erano illeciti (ma non erano ancora vietati dal codice di giustizia sportiva). Se fosse il contrario, e cioè se quei comportamenti fossero stati già previsti come illeciti (ex art. 6) dal vecchio codice, allora sarebbe stato inutile introdurre l’art. 9 (illecito associativo/strutturato) nel nuovo codice. Visto che non esisteva ancora l’art. 9 sarebbe secondo me stato più corretto infliggere una grave violazione dell’art. 1 (non mi ricordo se con l’art. 1 in caso di responsabilità diretta sia possibile sanzionare la società con la retrocessione e revoca di titoli).

    Credo comunque che sarà necessario scrivere un articolo preciso sull’illecito sportivo dato a Moggi e Giraudo.

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  9. Illecito/associativo strutturato cosa vuol dire
    Belle parole senza senso
    Forse in questo stesso istante un gruppo di persone si scambiano telefonate opinioni
    Sensazioni (forse anche noi qui sul blog) sul var niente di cui preoccuparsi
    Domani un Sandulli o Narducci si svegliano col piede sbagliato o gli sta antipatico uno delle persone
    E decidono che parlare del var ê illecito
    Di colpo quel gruppo di persone inconsapevoli di commettere reato si ritrovano indagati
    Fanno un articolo 9 SU MISURA e vengono condannati
    Adesso capisco perchè gli investitori (quelli buoni)girano alla larga dal Italia
    Oggi sei santo e domani demonio
    Cosa da pazzi quest êil miglior modo per distrugere in un batter d occhio quello che si costruisce
    Con anni di sudore e lacrime

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  10. @ Paolo. Rug aveva scritto ” il 9 nasce appunto dalla constatazione di fatto che ci si trovava di fronte ad un “illecito strutturato”, ossia di fronte ad una struttura associativa che commetteva illeciti” ma in realtà di struttura associative non vi è traccia, per cui il 9 non sarebbe applicabile. Quindi : struttura associativa cercasi.
    Si è invece deciso che tutte le violaz di art 1 erano finalizzate ad un disegno più grande per cui son diventate art 6. Prima volta nella storia dello sport.

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  11. @bjh Tecnicamente Sandulli valuta le condotte di Moggi e Giraudo come “ineliminabili tasselli funzionali alla realizzazione dell’art. 6” che è un modo intelligente per dire praticamente la stessa cosa scritta in primo grado sulla somma algebrica degli art. 1 (ma ne parleremo più nel dettaglio in un articolo ad hoc).

    Volevo solo fare due precisazioni/osservazioni sulla Reggina.

    1) Ci sono altre due telefonate, tra Foti e Bergamo, che non ho riportato nell’articolo perché ritenute insignificanti dalle corti anche per l’ipotesi di art. 1.

    Partita Reggina – Atalanta:

    Foti: oh Paolo ti raccomando
    Bergamo: stai tranquillo che sei seguito con massima attenzione e con l’affetto di sempre
    Foti: se devi chiamare chiama
    Bergamo: stai tranquillo

    Dice la CAF che c’è un’ambiguità non risolvibile sul fatto della raccomandazione, non per forza riferita alla partita. Anche il “se devi chiamare chiama” non consente di affermare che il destinatario della telefonata fosse la componente arbitrale, potendo concludere che Foti chiedesse a Bergamo di tenerlo al corrente di qualunque successivo evento.

    L’altra telefonata nemmeno degna di violazione dell’art. 1 contiene incoraggiamenti da parte di Bergamo a Foti per il periodo negativo della Reggina. Foti dichiara anche di aver incontrato Pairetto in occasione della partita di Torino contro la Juventus. Niente di rilevante.

    Questo solo per confermare una cosa che può sembrare anche ovvia e cioè che non tutti i contatti con i designatori sono per forza violazione dell’art. 1. Si poteva parlare con i designatori (non era esplicitamente vietato dal codice), l’importante era non commettere atti sleali.

    2) Io sinceramente non ho capito la logica dell’ufficio indagini e di Palazzi (ora non saprei con precisione quale dei due organi stili i capi di incolpazione… credo Palazzi) in relazione alle contestazioni e la relativa suddivisione. Abbiamo un art. 6 “generale” riguardante il vantaggio in classifica, identico a quello contestato alla Juve, e poi tre distinti illeciti sportivi in relazione a tre partite. Ma le telefonate tra Foti e Bergamo a me sembrano essere praticamente sempre dello stesso tenore. Perché decidono di mettere, ad esempio, le telefonate prima di Reggina – Brescia (quella del “fagliela un’altra telefonata a ‘sto qui (Racalbuto) altrimenti lo ammazzo io”) oppure quella prima di Reggina – Cagliari, arbitro De Santis, o Udinese – Reggina, arbitro De Marco, all’interno della prima contestazione di illecito (quella del vantaggio in classifica) e non fanno un’imputazione singola e specifica per queste gare come fatto per le altre tre? Oppure, a questo punto, perché non buttare nell’illecito “sistemico” tutto quanto e quindi anche le restanti tre partite, Atalanta – Reggina, Sampdoria – Reggina e Palermo – Reggina? Ripeto: a me sembrano contesti praticamente identici. Se voi magari riuscite a cogliere una differenza che mi è sfuggita…

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  12. Comunque una cosa salta all occhio
    La coerenza di Bergamo
    Che sia Moggi o Facchetti o Forti o altri
    Lui rsponde sempre allo stesso modo
    Sempre uguale e usando sempre lo stesso tono e parole
    Fate un comparativi delle intercettazioni e vedrete che anche scambiando i nomi
    Degli interlocutori il risultato non cambia
    La sua coerenza è la prova della sua innocenza
    E se êinnocente lui salta l associazione

    Piace a 1 persona

  13. Infatti è curioso che abbiano dato l’associazione a Bergamo, che in primo grado si dice abbia commesso 3 frodi per la Juventus ma anche 3 per la Reggina, 2 per la Fiorentina, 2 per la Lazio e 1 per il Milan. Insomma, ne ha fatte di più in concorso con gli altri che con Moggi…

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  14. A mio parere non ha fatto frodi
    ha solo fatto il suo mestiere di public relation che gli era stato richiesto
    mancando la norma che proibiva contatti con il mondo esterno
    e secondo il tuo ragionamento era associato in piu’ associazioni a delinquere
    anche piu’ di Moggi

    gira che ti rigira si torna sempre alla casella di partenza
    era o non era vietato intrattenere rapporti con le società??
    questo passaggio mi rimane ancora oggi fumoso e non chiaro
    chi dice di no chi dice di si

    Bergamo e Pairetto volevano essere riconfermati
    per esserlo avevano bisogno di fare campagna elettorale
    si poteva o non si poteva fare?
    se si come avrebbero dovuto farlo??

    Chiarito questo in campo sportivo si apre un altro scenario
    un evidente conflitto di interpretazione di cosa si puo’ fare o non si puo’ fare
    per I Narducci o Auricchio o Napoli e Torinoi

    pensa tu che differenza di interpretazione tra Napoli e Torino due magistrature + la Boccassini con interpretazioni contrastanti

    ma si pretende che un Bergamo o un Foti in questo caso
    gente normale (non Giudici o magistrati) che pensando che non ci fosse niente di male
    si ritrovano indagati per associazione a deliquere

    leggendo le intercettazioni sopra spiegami tu dove sarebbe il dolo
    il mero contatto???
    cosa si sarebbero detti di cosi’ doloso??
    questo lo puo’ spiegare solo Rug

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