È veramente maledetta

“È veramente maledetta” è quello che ho pensato l’anno scorso tra il 3 e il 4 giugno, dopo la fuga, il sangue, le urla, la paura di morire. Difficile cancellare dalla mente quel pensiero. Solo un evento, è evidente, potrebbe cambiare davvero la situazione, e la percezione delle cose: alzarla. Tutto il resto è noia. Eliminazione ignominiosa ai gironi, oppure uscita a testa alta al Bernabeu, per me ormai non fa più alcuna differenza. Ne ho viste troppe, in questa competizione, per potermi illudere o esaltare per un successo parziale, o una sconfitta comunque senza demeriti, da cui ripartire. Non è vero: si riparte l’anno prossimo non dalla notte del Bernabeu, ma di nuovo dai gironi, e tutto è azzerato, con l’unica certezza che lei sarà ancora la nostra maledetta.

Scrivevo un anno fa queste parole, parlando del campionato italiano:

Non guardiamo il cinema, o il calcio, per soddisfare una mera e banale curiosità su chi vincerà, ma per essere confortati sul fatto che, malgrado tutte le difficoltà e le incertezze della vita, il mondo procede sempre secondo il suo ordine naturale. Alla fine i buoni vinceranno. Sempre. Altro che incertezza sul risultato. È proprio il risultato immutabile, sempre uguale anno dopo anno, che cerco nel calcio. Quel risultato che possa fornire la conferma che c’è un senso nella storia dell’umanità; che c’è un senso nella vita.

Chi tifa per un’altra squadra potrebbe adesso obiettare che però toccherebbe anche a lui, ogni tanto, gioire. Beh, vuol dire che non ha capito nulla di quanto ho detto finora; e l’unica cosa che posso rispondergli è che non è mica colpa mia, se lui ha scelto di stare dall’altra parte. Non è mica colpa mia, se il suo posto nel mondo è un altro. Se è proprio la sua sconfitta, a confermare che c’è un senso nella storia, e nella vita.

Non rinnego queste parole, e non c’è dubbio che in questa maledetta competizione chiamata Champions League alla Juve tocca il ruolo che in Italia è quello delle sue antagoniste: la Juve perde perché questo è l’ordine naturale delle cose, ed è proprio la sua sconfitta a dimostrare che c’è un senso nella storia, e nella vita. Gli episodi che contraddistinguono le infauste avventure europee dei bianconeri, del resto, hanno la potenza simbolica dell’epifania di un destino cosmico, proprio come quelli che in Italia rivelano invece il nostro ruolo di vincenti: il gol non visto di Muntari come il rigore su Lucas Vazquez, la mancata spazzata di Evra come il gol di Zaza al Napoli, e così via. Ed è fin troppo evidente, ormai, come i calciatori bianconeri, di fronte alle grandi d’Europa, e in particolare a Real e Barcellona, entrino in campo oppressi da un sentimento d’inferiorità analogo a quello che le nostre avversarie italiane, Roma e Napoli in particolare, subiscono quando giocano contro di noi.

È particolarmente atroce dovere incarnare due ruoli così diversi nello stesso tempo. Può portarti all’esaurimento, alla follia, alla disaffezione. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno 2017, però, mi dicevo che non sapevo se sarei tornato a seguire il calcio, e invece eccomi qui, di nuovo, a tentare l’elaborazione dell’ennesima sconfitta. E all’inizio della prossima Champions sarò inevitabilmente davanti alla tv, a pensare che è sempre maledetta, però prima o poi…

Del resto, cosa dovrebbe fare chi sente di incarnare il ruolo cosmico del perdente? Io credo che debba comunque provarci, e non smettere mai di mettere alla prova il destino, non rinunciando alla speranza di scoprire un giorno “uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l’anello che non tiene” (Montale, I limoni). Forse un giorno lo scopriremo davvero, e ci sorprenderà; forse no, e il futuro sarà un eterno rosario di eliminazioni beffarde e finali perse. È un’ossessione; ma è una magnifica, grande ossessione, all’altezza della nostra grandezza. E quando questa ossessione cesserà, avrò perso anche una parte di me.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

Manchester City v FC Barcelona UEFA Champions League

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13 pensieri riguardo “È veramente maledetta

  1. Forse vinceremo quando smetteremo di pensare che sia maledetta 🙂 Sarebbe certo tragicomico che la vincesse la Roma ( glielo auguro) , ma a noi deve interessare solo cercare di migliorare ancora un po’ per essere ancor più spesso lì a giocarcela. Non siamo i migliori ma non siamo poi così distanti per cui qualche possibilità ce l’abbiamo anche noi. Voler/dover vincere su tre fronti resta, secondo me, il nostro limite più grande.

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  2. Possiamo smettere di pensare che sia maledetta solo in un modo: vincendola. Non possiamo smettere di pensarlo se non prima la vinciamo.
    Se dovesse vincerla la Roma io sinceramente impazzirei, sarebbe la cosa più insensata vista su un campo da calcio dai tempo dell’Europeo vinto dalla Grecia. Io penso che la vincerà di nuovo il Real Madrid, anche se certo il modo in cui si sono incastrate le semifinali lascia aperte tutte le possibilità.
    Il nostro problema non è essere ancora più spesso lì a giocarcela, sono già quattro anni che siamo sempre lì a giocarcela; sinceramente penso che, come ho già scritto l’anno scorso, quello che ci servirebbe più di ogni altra cosa sarebbe potersi giocare una Champions senza avere sempre tra i piedi Messi o Ronaldo (quello che succederebbe al Liverpool se dovesse trovare il Bayern in finale; una cosa non impossibile, insomma, ma che a noi non succede mai). Al livello di Messi o Ronaldo non ci arrivi comunque, se non comprando o Messi o Ronaldo.

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  3. Per vincere la Champions oltre ad una buona squadra ci vuole un allenatore da champions e Allegri non lo è. La Champions è la competizione dei dettagli e Allegri fra andata dove ha messo un centrocampo a due improponibile e ritorno dove si teneva in panca due ricambi aspettando non so cosa di dettagli ne ha sbagliati un bel po’, poi se voi volete continuare a dire che non era rigore e volete parlare di potere delle spagnole accomodatevi, non so che dire

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  4. Ci sono alcuni aspetti che fanno pensare positivo: Messi e Ronaldo non sono eterni; il percorso di crescita fatto nella gestione Allegri; la sensazione opposta rispetto a Cardiff. Ripartire da Allegri, dare più qualità al centrocampo e non commettere un errore in difesa a 30 secondi dalla fine. Il punto morto del mondo, l’anello che non tiene o, per dirla più attuale, il glitch in the Matrix, c’è sempre ma bisogna essere bravi a trovarlo. Nel frattempo ci sarebbe posto per altri 2 trofei, e scusate se è poco…

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  5. Non esistono allenatori da Champions….l’ha vinta anche Di Matteo che non è certo un Top, e non credo Zidane sia più bravo di Allegri o Mourinho. Zidane ha CR7, gli altri no. Le polemiche non c’entrano niente con la partita e con la conferenza stampa di oggi Allegri ha dimostrato un’altra volta di essere un passo avanti a tutti.

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  6. Fino a quando non accetterete il fatto che quello è rigore tutta la vita, lo so che contro la Lazio non ve lo hanno fischiato contro ma non credo che possa essere una giustificazione, credo che non si possa parlare di maturità

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  7. Io come Claudio non capisco che cosa voglia dire essere un allenatore da Champions. Allegri cos’è allora? Un allenatore da sole finali di Champions? La cosa paradossale è che quelli che contestano il motto “vincere è l’unica cosa che conta” appena perde una certa squadra diventano i più accaniti sostenitori del “conta solo il risultato”. Cos’è, un episodio al 93′ di un quarto di finale che stabilisce che Zidane è un allenatore da Champions e Allegri invece no? No, non lo è nemmeno la finale dell’anno scorso. Semplicemente ci sono momenti ed episodi, la Champions come dici tu è la competizione dei dettagli e deve andarti tutto bene perché si possa andare avanti, poi se hai CR7, ossia il giocatore più decisivo al mondo, in squadra, allora hai maggiori probabilità di andare avanti anche se qualcosa ti va storto, se invece non ce l’hai paghi subito carissima la minima cosa che ti va storta. E’ facile, e l’allenatore c’entra relativamente; Zidane ha completamente toppato la partita di ritorno: allora è un allenatore da Champions lui perché poi alla fine è riuscito ad andare avanti?
    Claudio io vedo in CR7 l’atleta perfetto, quindi temo che possa andare avanti ancora per un po’ malgrado l’età.

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  8. è questa visione buonista l’errore, Allegri ha fatto lo stesso errore che ha fatto l’anno scorso in finale, hai voglia a dire io “metti a Cuadrado” che ci (posso usare il ci questa volta senza che nessuno si offende) stanno schiacciando, bisognava ripartire subito in contropiede, Zidane ha apportato le giuste modifiche, ha inserito Lucas Vazquez, Asensio e Kovacic, Allegri invece cosa stava aspettando per mettere un contropiedista come Cuadrado?

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  9. Condivido il tuo ultimo commento
    Un cambio doveva farlo prima
    Sul rigore tecnicamente ci puô stare data la posizione del arbitro
    Viso da un altra angolazione diventa molto dubbioso
    Il furbacchione aveva perso la palla ed è andato giû ,giustamente dico io
    Cosî si fa in quelle situazioni e l arbitro ha abboccato pazienza ci riproveremo
    Buffon che era dal lato giusto e lo ha visto si ê incazzato come una bestia
    Cosa normale fa parte del calcio
    Ho visto la partita con Francesi Tedeschi , Inglesi
    Tutti contro il penalty per il solo fatto che in quel momento a 20 secondi o il Rigore ê netto o non si da
    E la sensazione era che netto non era

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