Lo stato delle cose

Prima di questo Natale 2018 il campionato di serie A ci regala una situazione abbastanza delineata in vetta e in fondo. Nel mezzo tutto può accadere. Da una parte Juventus e Napoli sembrano pronte a duellare fino alla fine già staccate dal resto delle pretendenti; dall’altra Chievo e Frosinone rimangono pericolosamente invischiate agli ultimi posti della graduatoria. Tra i 33 punti dell’Inter e i 22 del Parma tutto può accadere: in ballo 2 posti in Champions e 3 in Europa League (le regole prevedono che un posto in EL sia assegnato a chi vince la Coppa Italia, ma le probabilità che a vincerla sia una squadra che poi farà la Champions non sono poche)

classifica
Da WhoScored.com

Vediamo un po’ più da vicino alcune cose:

JUVENTUS: cammino fin qui straordinario, grande attenzione e concentrazione in campionato soprattutto nei momenti che contano. Occhi puntati sull’alieno portoghese e su tutti i fuoriclasse presenti in rosa (impressionante la crescita di Rodrigo Bentancur) ma ancora una volta importante la mano di Allegri: arriva il calendario tosto e la Juve smette di subire gol. L’ultima squadra italiana a bucare la difesa bianconera è stato il Cagliari il 3 novembre, poi tutti clean sheet contro Milan, Spal, Fiorentina, Inter, Torino e Roma. In attesa ovviamente di essere sbugiardato nella trasferta di Bergamo….In questo scenario niente è lasciato all’immaginazione: se non cambia qualcosa ci sarà molto poco da fare per i rivali del Napoli

NAPOLI: l’unico problema del Napoli si chiama Juventus. Gli azzurri stanno facendo un campionato eccezionale: con 41 punti sarebbero in testa in Liga spagnola, secondi ad 1 punto dal Borussia Dortmund in Bundesliga, appaiati al Man City in Premier League ad inseguire a 4 punti l’imbattuto Liverpool, secondi a 6 punti dal PSG che in Francia ha scavato un solco di 13 punti sul Lille. Ancelotti ha aggiunto alla banda Sarri la sua gestione del turn over (che altro non è che una saggia rotazione) ed una certa praticità tipica degli allenatori vincenti. Il Napoli sta denotando anche altre due tendenze da “grande squadra”: viene fuori alla distanza (ha sbloccato/risolto molte partite nel finale) e “gestisce” nei momenti di stanchezza o di minore brillantezza.

INTER: che dire? Grandi successi e fragorose sconfitte sono spesso sintomo di un equilibrio precario probabilmente dovuto anche alla forma non eccezionale di uomini importanti come Perisic e Brozovic; senza dimenticare le prolungate assenze di Nainggolan. Icardi (9 gol e 2 assist) è uomo imprescindibile a cui manca un cambio. Dubbioso su Spalletti: una cosa è gestire una squadra che cerca di vincere dopo anni di vacche magre, un’altra (e ben diversa) è gestire la stessa squadra che deve vincere, come da dichiarazioni del presidente Zhang di qualche giorno fa. Vedremo, non mi stupirebbe un cambio alla guida tecnica.

MILAN: sono sinceramente dispiaciuto per Gattuso, vera anima in pena per i risultati che non arrivano. Certo il Milan visto contro la Fiorentina è veramente poca cosa. Rossoneri anche sfortunati, costretti per i tanti infortuni ad inventarsi una formazione diversa ad ogni partita. Serve anzitutto recuperare un centrocampo degno di tal nome (Biglia è out fino a marzo, per Bonaventura la stagione è finita) e cominciare a rifornire Higuain e Cutrone di qualche pallone in più: torneranno i gol e passerà anche il nervosismo. Per la Champions si fa dura: la Lazio sta dando segnali di ripresa.

LAZIO e ROMA: in ascesa i biancocelesti grazie anche ad un lento miglioramento delle condizioni di Milinkovic-Savic. Se Inzaghi ritrova anche il miglior Luis Alberto il quarto posto è alla portata. Ottimo contributo da Acerbi, difensore sempre presente e con tre reti all’attivo: ce l’avete vero al Fantacalcio?

Roma piuttosto modesta in serie A e abbastanza fortunata in Champions. Ha fatto gli stessi punti del Napoli eliminato eppure era matematicamente agli ottavi con un turno di anticipo. Situazione simile a quella dell’Inter: vittorie importanti e sconfitte sconcertanti. Il tutto con una rosa oggettivamente inferiore a quella nerazzurra. Pesantissima l’assenza di Edin Dzeko, da registrare anche la fase difensiva (23 gol subiti in 17 partite). La classifica corta tiene i giallorossi in corsa per la Champions ma a meno di svolte abbastanza clamorose è logico aspettarsi un quinto/sesto posto.

Al di là del campo di gioco ci sono due fatti venuti alla ribalta ultimamente su cui vale la pena fare qualche riflessione. Il primo è l’utilizzo del VAR, il cui protocollo è stato modificato. Lo ha fatto l’IFAB, ovvero l’unico organismo in grado di gestire, cambiare e migliorare le regole del gioco del calcio. L’IFAB è organo assolutamente indipendente dalla FIFA e da qualsiasi organizzazione nazionale. Peccato che in questo caso abbia fatto una sciocchezza, restringendo le possibilità di ricorso al VAR e lasciando gli addetti al video nella poco simpatica posizione di non poter intervenire nel caso di un episodio valutato (male) dal “dominus” ovvero l’arbitro centrale. Siamo dunque ad un momento molto importante: restringere il campo alla soggettività della decisione come avviene con il fuorigioco? Oggi non si sbaglia più (mi spiace per i fan del gol di Turone) perchè si applica la tecnologia 3D che non ha margini d’errore. Per capire rivediamo il gol annullato ad Acerbi contro l’Atalanta: 5cm di fuorigioco o 5mt non cambiano la sostanza. Vedremo, rimane la sensazione di avere a disposizione un mezzo e non usarlo a pieno.

acerbi
Acerbi con il n.33, fuorigioco di pochi centimetri

Altri titoli sono scaturiti dalla decisione della Cassazione in merito allo Scudetto 2005/2006 che, come era logico, rimane all’Inter. La Cassazione non fa altro che ribadire la competenza dell’ordinamento sportivo sull’assegnazione dei titoli. No big deal, direbbero gli inglesi. Ma la materia scava ancora nelle ferite aperte di molti. Come sapete su questo blog potete trovare una serie infinita di articoli sulle frodi, le sentenze, le sim, i rapporti e tutto ciò che riguarda Calciopoli e le varie ramificazioni. Si tratta di lavori molto approfonditi ed equidistanti, fatti in modo che ognuno si possa fare un’idea propria dell’accaduto. Certo se questo lavoro lo avesse fatto la stampa all’epoca ci saremmo risparmiati qualche nottata a studiare ma in fondo è stato più divertente. Perchè ne parliamo allora? Perchè la risposta alla domanda “Quanti sono gli Scudetti della Juventus” (che a breve sarà posta a Marotta) non può che essere quella ufficiale, cioè quella dell’Albo d’Oro della Federazione di cui la Juventus fa parte. Lasciate perdere la cosiddetta contabilità del cuore: quei titoli non torneranno. Perchè se si voleva difenderli andava fatto subito, nel 2006. Oggi non esistono strumenti giuridici in grado di produrre un risultato del genere. Ci sarebbero quelli politici ma le condizioni perchè possano avere campo libero passano per una nuova Calciopoli o comunque uno tsunami di tale portata che forse è meglio non augurarsi. Abbiamo perso tempo? Tutt’altro. Il 36 sventolato allo Stadium ha una memoria storica e civile. Ricorda a tutti i tifosi, giornalisti, addetti ai lavori, serial twitters e affini che le cose non sono state per niente messe a posto dal Processo di Calciopoli e, soprattutto, dall’indagine condotta dai PM e dai CC. Avevano la possibilità di aprire una porta e scrutare tutto: hanno preferito guardare dal buco della serratura. Ricorda inoltre, se mai ce ne fosse bisogno, che assegnare quello scudetto all’Inter è stato errore imperdonabile. Ed infine ricorda le storie di persone che poco avevano a che fare con il pentolone scoperchiato dalle intercettazioni telefoniche ma che forse facevano comodo per mettere qualche capo d’accusa in più; o se preferite che sono finite nel posto sbagliato, nel momento sbagliato senza nemmeno saperlo.

ps Buon Natale a tutti

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