Lo stato delle cose: montagne russe

Una giornata di campionato con risultati insoliti anche e soprattutto nei punteggi. Una di quelle giornate tipiche di fine stagione o post richiamo preparazione, dove l’equilibrio delle squadre è un lontano miraggio per molti. Ma cominciamo come di consueto dalla classifica del campionato di Serie A: Continua a leggere “Lo stato delle cose: montagne russe”

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Lo stato delle cose: la giornata dei centravanti

La prima di ritorno non ha riservato particolari sorprese se si eccettua il pari interno dell’Inter con il Sassuolo: i nerazzurri, pur avendo creato qualche occasione, alla fine devono ringraziare Handanovic per lo 0 alla voce gol subiti. Assente ingiustificato Mauro Icardi, ma può capitare anche ai migliori. Vero problema dell’Inter rimane la zona centrale del campo dove, più che un mediano (come si diceva un tempo), manca chi gli corre a fianco, magari con qualità e qualche inserimento a supporto di Politano e Perisic. Proprio la partita con il Sassuolo, anche divertente, è stata però un festival di errori e palle perse, da entrambe le parti. Ma diamo un’occhiata alla classifica: Continua a leggere “Lo stato delle cose: la giornata dei centravanti”

Calcio e violenza: il modello inglese è la risposta?

Sono passate alcune settimane dai fatti di Milano che hanno riportato alla luce temi come violenza e razzismo ed è un buon momento per fare qualche riflessione. L’indignazione iniziale ha lasciato il posto a qualche considerazione più pratica e alle indagini per quanto riguarda gli scontri prima della partita tra Inter e Napoli che hanno portato alla morte del tifoso interista. Da una parte i buu razzisti a Koulibaly, dall’altra il mondo violento degli ultras, uniti da un’unica risposta: è l’ora di dire basta. Su questo è bene essere chiari: fermare le partite, proporre iniziative simboliche o far disputare gare a porte chiuse non serve a niente. Anzi certe sanzioni contribuiscono ad ingrandire il problema, essendo di fatto uno strumento di ricatto in mano a certe frange del tifo. Le società di calcio, ostaggio della responsabilità oggettiva, si barcamenano nel tentativo di mantenere la legalità e non subire troppe sanzioni per cori e comportamenti beceri dei propri sostenitori. Tanto più che gli scontri fuori San Siro non hanno niente a che vedere con la partita. “Uno scontro premeditato” secondo il GIP Guido Salvini che aggiunge “….un’azione di stile militare, preordinata e avvenuta a distanza dallo Stadio Meazza tendendo un agguato ai tifosi della squadra opposta. In questo senso quanto avvenuto è espressione tra le più brutali di una sottocultura sportiva di banda che richiama piuttosto, per la tecnica usata, uno scontro tra opposte fazioni politiche.” Questo fa capire che il calcio era solo il pretesto e che lo stadio è il luogo di ritrovo di delinquenti e affini. Ovviamente non ne facciamo una questione di bandiere: la sottocultura di cui parla il GIP è purtroppo molto diffusa. Che fare dunque? Tutto ciò è avvenuto nel giorno del “boxing day”, quel 26 dicembre che nella tradizione anglosassone porta famiglie e bambini alle stadio. E’ palese che siamo ben lontani dal cosiddetto modello inglese di cui si parla ogni volta che si ha a che fare con la violenza negli (o attorno agli) stadi. Ma come ha potuto il Regno Unito drasticamente ridurre se non debellare del tutto il problema degli hooligans? Continua a leggere “Calcio e violenza: il modello inglese è la risposta?”