Lo stato delle cose: la giornata dei centravanti

La prima di ritorno non ha riservato particolari sorprese se si eccettua il pari interno dell’Inter con il Sassuolo: i nerazzurri, pur avendo creato qualche occasione, alla fine devono ringraziare Handanovic per lo 0 alla voce gol subiti. Assente ingiustificato Mauro Icardi, ma può capitare anche ai migliori. Vero problema dell’Inter rimane la zona centrale del campo dove, più che un mediano (come si diceva un tempo), manca chi gli corre a fianco, magari con qualità e qualche inserimento a supporto di Politano e Perisic. Proprio la partita con il Sassuolo, anche divertente, è stata però un festival di errori e palle perse, da entrambe le parti. Ma diamo un’occhiata alla classifica:

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Da whoscored.com

Tutto invariato in vetta e solito affollamento in zona Europa: dai 34 punti del Milan, quarta forza della Serie A, ai 26 del Sassuolo tutto può accadere. In basso, situazione abbastanza disperata per Chievo e Frosinone ma nessuno può dirsi tranquillo fino ai 21 punti del Cagliari. Segnaliamo il pirotecnico 3-3 tra Fiorentina e Sampdoria: Muriel ha rispolverato lo straordinario talento di cui è dotato e Quagliarella continua nella sua stagione migliore a “soli” 36 anni.

NAPOLI: partita molto brillante contro la Lazio che poteva essere chiusa molto prima e con un punteggio più largo. Torna al gol Callejon ma tutti i riflettori sono adesso puntati sul polacco Milik, autore di un gol bellissimo su punizione e di due conclusioni che sono finite sui legni. Il Napoli ha dominato per larghi tratti mettendo a nudo una fase difensiva della Lazio abbastanza scolastica (vedere l’azione che ha portato al colpo di testa di Milik finito sul palo, un semplice “dai e vai” di Zielinski che sorprende Lulic). Proprio i biancocelesti saranno i prossimi avversari della Juventus, senza Acerbi e Marusic (squalificati) e con Luiz Felipe in dubbio. Molto divertenti alcune teorie che circolano in rete secondo cui l’arbitro Rocchi avrebbe espulso Acerbi (oggettivamente espulsione ingiusta) per favorire la Juventus. Se il centrale della Lazio diventa un novello Petruzzi o Nastase, non va certo meglio a Rocchi che “cicca” 2 espulsioni nei confronti di Bastos e Lulic tanto che l’unico commento possibile è il semiserio “Se è sveglio dimezza la Lazio” che ci fa tornare in mente i titoloni di qualche giornale ai tempi di Calciopoli.

MILAN: arranca, lotta, soffre e alla fine vince. In pratica il ritratto di Gattuso. Con un Paqueta in più: questo ragazzo ha i numeri, ovviamente ha bisogno di giocare per capire meglio e prima cosa fare della palla ma l’impressione è che il giocatore sia di spessore. Molto triste (per me) la vicenda Higuain: il Pipita scappa dall’Italia e ritrova Sarri, l’uomo che più di tutti aveva costruito su di lui il suo gioco d’attacco. Un in bocca al lupo sincero a Gonzalo anche se avrei preferito che Morata fosse rimasto un altro po’ al Chelsea piuttosto che vederlo a breve con la maglia dei Colchoneros.

ROMA: terza vittoria di fila per la banda di Di Francesco. Ancora una vittoria casalinga per 3-2, sull’ottovolante. Alti e bassi che certificano una condizione ed un’identità ancora da ritrovare. Come da ritrovare è Edin Dzeko fermo a soli 2 gol: non bastano la brillante freschezza e il talento di Zaniolo, la Roma ha bisogno del suo centravanti per puntare alla Champions. Già dalla prossima capiremo qualcosa di più: la Roma è infatti attesa a Bergamo dall’Atalanta

ATALANTA: momento di forma eccezionale per i ragazzi di Gasperini che asfaltano il Frosinone con uno straordinario Zapata. Ma l’Atalanta è quella del primo gol ad opera del centrale difensivo Mancini: azione corale, con 4 uomini in area ad attendere il cross. Da qui tutto facile con il “Divin” Zapata autore di 4 reti. L’ho già detto ma lo ripeto volentieri: non mi dispiacerebbe vedere i bergamaschi in Champions. Chissà….

Un accenno all’utilizzo del VAR: lo strumento è talmente importante (e con tutti gli occhi addosso) che non può non esserci chiarezza e uniformità sul suo utilizzo. Il protocollo non rende le cose più facili parlando di “chiaro ed evidente errore” ma l’impressione è che manchi (o che non venga rispettata) una direttiva su quale atteggiamento tenere. Ormai è chiaro che per i tocchi di mano la review è quasi automatica, per il resto si è visto di tutto: dal tornare indietro all’avvio dell’azione di attacco (legittimo), all’ignorare o non vedere, che è pure peggio, interventi come quello di Lulic in Napoli – Lazio. Mettiamo da parte i passi fatti: il fuorigioco non si sbaglia più, è sufficiente far continuare l’azione in casi dubbi (anche qui abbiamo recentemente avuto un paio di gestioni non perfette, ad esempio l’episodio Cutrone in SuperCoppa); il tocco di mano in area è spessissimo oggetto di review e il concetto che spinge a fischiare non è più la volontarietà ma la colposità; altro passo dovrà essere la riscrittura del protocollo per favorire un numero maggiore di interventi del VAR a correggere eventuali errori. Ce la faremo per la stagione 2019-2020?

ps ebbene sì, anche Ronaldo sbaglia i rigori, speriamo che lo faccia solo quando non contano…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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4 pensieri riguardo “Lo stato delle cose: la giornata dei centravanti

  1. bel articolo
    e mi é venuto da ridere quando ho letto il passagio di Acerbi stavo pensando esattamente la stessa cosa prima di connettermi

    Il Napoli con Ancellotti mi sta soprprendendo piu’ di quello di Sarri la Juve ha avuto fortuna che Ancellotti ha avuto bisogno di un po’ di assestamento perdendo qualqche punto per Strada
    triste solo che non c’era un Italiano in Campo nel Napoli e solo 3 nella Lazio di cui uno espulso
    e Sarri in Inghilterra sta facendo gli stessi errori fatti a Napoli augurando al Pipita di non doversene pentire
    L’inter mi delude un po’ il suo calcio non mi ispira quasi niente

    Alla fine Il VAR verrà utilizzato come l’occhio di falco nel tennis che secondo me la formula migliore

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  2. Ciao Paolo,
    penso che Ancelotti sia un tecnico migliore di Sarri, non a caso ha vinto ovunque è andato. Vedremo cosa farà in Europa League, sono molto curioso. In fondo in Champions il Napoli non è stato fortunato oltre a pagare il pareggio alla prima con la Stella Rossa. Non credo che il campionato sia già archiviato, bisognerà vedere cosa succederà tra un mese dopo i turni di Coppe Europee: io credo che entrambe rallenteranno un pochino. La Juve ha un calendario più facile e deve sfruttarlo per avere un buon margine di punti di vantaggio quando avrà gli scontri diretti. Poi ovvio, se una squadra fa 100 punti puoi solo batterle le mani. Sugli italiani in campo: non ci avevo fatto caso, puoi consolarti con la Juve che con il Chievo ha schierato Perin, De Sciglio, Rugani, Chiellini e Bernardeschi e che in panchina aveva Bonucci e Spinazzola. Un blocco Juve in difesa evoca buoni ricordi per la Nazionale….
    Sul VAR: negli sport senza contatto è molto più semplice perchè di fatto il tutto si risolve con palla dentro/palla fuori. L’idea delle chiamate dalla panchina potrebbe essere sperimentata in futuro: quantomeno si eviterebbe la polemica frequente “Perchè non è andato a rivederlo?” Bisogna pensarci su bene: in quali casi permettiamo la chiamata dalla panchina? Quante chiamate concediamo?

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  3. zitta zitta la juve qualche buon giocatore Italiano ce li ha anche se hai scordato Kean
    in totale 8 dovrebbe aggiungere Barella giovane promettente
    regole semplici e facili da capire senza ambiguità 2 chiamate a testa per tempo
    e per far contenti tutti solo la Juve non ne Ha diritto
    e l’arbitro é libero di far ricorso al Var per togliersi un eventuale dubbio
    ma non credo che basti per far sparire tutte le polemiche
    Spero per il Napoli che la vinca perché lo merita
    ma senza un po’ di culo le coppe non si vincono

    tutti danno la juve favorita per la champions ma io ho qualche dubbio

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  4. Segnalo l’interessante intervista di Rosetti (designatore UEFA) sulla Gazzetta di oggi…ecco alcuni stralci

    Parliamo del protocollo?
    «Che dice clear and obvious mistake, cioè errore evidente e ovvio. Il protocollo è unico in tutto
    il mondo, ma poi bisogna applicarlo. Definisce il quadro generale e dice che la Var deve intervenire solo se l’immagine al video evidenzia un errore. Noi diamo linee tecniche specifiche per ogni categoria di situazioni.
    Ed è importante spiegare e comunicare agli addetti ai lavori ma anche ai tifosi. Prenda il fallo di mano…».

    Non facile da gestire.

    «Quando il braccio è vicino al corpo, o in una posizione congrua della dinamica del movimento, non è da punire. Diverso se il braccio è distante dal corpo in posizione innaturale o all’altezza o, addirittura, sopra il livello delle spalle. Il difensore non può ampliare il proprio corpo utilizzando le braccia per fare ostacolo. La Var interviene
    quando l’immagine contraddice la decisione dell’arbitro e non coincide con le linee interpretative. L’Ifab sta lavorando per definire meglio il tutto».

    Al Mondiale è sembrato che il protocollo fosse «allargato»: nel dubbio, controlliamo sempre al video. No?

    «Non mi piace la definizione “nel dubbio andate a vedere”. È inesatto. Occorre avere immagini ed evidenze perché il controllo video in campo abbia un senso. Non deve essere un contentino. Quando un contatto è
    basso ed evidente, tipo sgambetto o pestone, c’è sempre un’interpretazione ma supportata da un’immagine che evidenzia il fatto, e si può intervenire, forse ampliando un po’ il concetto di “chiaro e ovvio”. Invece un contatto alto, una spinta, una carica, dipendono dall’intensità e dalla forza e l’intervento Var è più difficile. Diverso, infine, se la situazione è fuori dal controllo visivo dell’arbitro perché è un missed incident. In ogni caso, il protocollo per ora non cambierà ed è unico per tutti. Il calcio è pieno di situazioni al limite, e l’uniformità assoluta è utopia».

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