La posizione processuale di Paolo Bergamo

Una tra le più importanti figure della lunga e complessa storia di Calciopoli è sicuramente rappresentata da Paolo Bergamo, designatore, insieme a Pierluigi Pairetto, nei campionati di Serie A e B dalla stagione 1999/00 alla stagione 2004/05. Durante la loro gestione, il titolo di Campione d’Italia andò tre volte alla Juve e una volta a Lazio, Roma, Milan.

È il personaggio che in sede penale si è dovuto difendere dal maggior numero di accuse per frode in competizione sportiva (relative a ben 15 partite), oltre alla contestazione di essere stato un organizzatore del sodalizio criminoso capeggiato da Luciano Moggi.

71152486
Paolo Bergamo

Dopo la condanna a 3 anni e 8 mesi (pena sospesa) – inflittagli in primo grado dalla IX sezione del Tribunale di Napoli, presieduto dalla dott. Casoria, nel 2011 – il suo iter processuale si è discostato da quello di tutti gli altri imputati del rito ordinario. La Corte di appello, infatti, chiamata a decidere sull’appello di Bergamo contro le condanne inflitte dal tribunale e sull’appello della procura contro alcune imputazioni da cui era stato assolto, decide per la nullità della sentenza di primo grado con rinvio a nuovo giudizio a causa di una violazione del diritto di difesa (riferita al fatto che il suo avvocato, Silvia Morescanti, fosse incinta nella fase finale del processo di primo grado e quindi non a completa disposizione per la difesa). Il nuovo giudizio, però, non ci sarà mai, perché nel frattempo è sopraggiunta la prescrizione.

Bergamo, tra l’altro, era anche stato estromesso dal procedimento sportivo del 2006 in seguito alle sue dimissioni, per cui non è stato giudicato nel merito nemmeno dalla giustizia sportiva.

lucianone
Luciano Moggi

Se da un lato sono sicuramente ravvisabili comportamenti stigmatizzabili del designatore – soprattutto per quanto riguarda il capitolo relativo al salvataggio della Fiorentina e i contatti riservati avuti con Moggi su schede svizzere dedicate tra cui la famosa grigliata in cui veniva composta, insieme a Moggi, la prima fascia del sorteggio arbitrale – diverse sono anche le sue condotte – emerse durante il dibattimento – che appaiono contrarie e incongruenti con una volontà di fornire un contributo illecito in favore della Juventus.

Le condanne per frode sportiva riportate in primo grado (sentenza, si ripete, poi annullata in sede di appello) riguardavano le seguenti partite:

  • Capo F: Juventus – Lazio (link)
  • Capo G: Fiorentina – Bologna (link1link2)
  • Capo H: Reggina – Brescia (link)
  • Capo L: Reggina – Cagliari
  • Capo Q: Juventus – Udinese (link)
  • Capo S: Sampdoria – Reggina (link)
  • Capo U: Chievo – Lazio (link)
  • Capo A4: Milan – Chievo (link)
  • Capo A5: Chievo – Fiorentina (link)
  • Capo A10: Lecce – Parma (link)

Come si vede, delle 10 frodi accertate in primo grado, soltanto 3 sono in favore della Juventus. Le altre riguardano, invece, favori o pressioni pro-Reggina (3), pro-Lazio (1), pro-Milan (1) e pro-Fiorentina (2). Secondo i giudici di primo grado, quindi, Bergamo è associato con Moggi, ma commette “solo” tre frodi sportive con il capo-cupola e negli interessi della Juventus.

Entriamo, però, più nel dettaglio delle condotte non coerenti con l’impostazione accusatoria tenute dal designatore nella stagione 2004/05.

Inter – Juventus

Il derby d’Italia si disputa il 28 novembre 2004; l’arbitro è Rodomonti.

Il designatore, su pressione del presidente federale Carraro, telefona a poche ore di distanza dall’inizio della partita, all’arbitro sorteggiato, comunicandogli esattamente le seguenti parole.

Bergamo: Mi raccomando Pasquale perché hai faticato per arrivare lì, per ritornarci e quindi, io mi aspetto, credimi, che tu non sbagli niente, niente, per nessuno…
Rodomonti: Mi fa immensamente piacere quello che hai detto perché è la verità
Bergamo: Oltretutto c’è una differenza fra le squadre di 15 punti, capito, quindi anche psicologicamente preparatici bene… le fatiche che hai durato non le devi mettere… in discussione… quindi fai la tua partita, non ce n’è per nessuno, quindi… se ti dico proprio la mia in questo momento se hai un dubbio pensa più a chi è dietro piuttosto che a chi è davanti
Rodomonti: Va bene, va bene
Bergamo: Dammi retta, è una cosa che rimane tra me e te…
Rodomonti: Parola d’onore, ti ringrazio, stai tranquillo
Bergamo: Perché arrivare lassù lo sai quanto sia faticoso, ritornare giù è… sarebbe per te proprio stupido…
Rodomonti: Va bene
Bergamo: Fai la persona intelligente… la cosa rimane tra me e te, mi auguro
Rodomonti: Stai tranquillo

Siamo a novembre; il campionato è ancora lungo e incerto perché il Milan è a pochi punti dalla Juventus. L’associato principale di Moggi, però, non invita l’arbitro ad aiutare la Juve ma lo esorta a fare, nel dubbio, il contrario. Non è mai stata trovata una telefonata in cui avviene il contrario, e cioè un designatore fare pressioni su un arbitro affinché aiutasse (o non sbagliasse contro) la Juventus.

Bologna – Juventus

Altra partita oggetto di capo di imputazione: capo I (qui la ricostruzione dettagliata). Al termine della partita, nella quale l’arbitro Pieri commette diversi errori tecnici, gli inquirenti intercettano una telefonata tra i due designatori (scoperta, come molte altre, dal pool difensivo di Moggi e non evidenziate dall’accusa). Bergamo e Pairetto stigmatizzano l’arbitraggio di Pieri e maledicono la punizione fischiata dallo stesso, a pochi minuti dal termine, dalla quale è scaturito il goal-vittoria della Juventus. È l’atteggiamento che ci si aspetta da due organizzatori di un’associazione a delinquere?

Pairetto: Su quella punizione…
Bergamo: Lui (Pieri, ndr) era molto lontano… uff.
Pairetto: Dice che ha tirato, è anche vero. Però lui (Ibra, ndr) allarga il braccio.
Bergamo: Il primo fallo lo fa Ibrahimovic.
Pairetto: Avevo detto: speriamo non segnino su questa punizione, te lo giuro (che associato!, ndr).
Bergamo: Io lo pensavo: sono quelle fischiate che poi… è a trenta metri, che ti metti a fischiare. Aspettiamoci una valanga di polemiche. (audio)

Juventus – Milan

Partita oggetto di approfondimento al capo MMoggi e Bertini assolti in Cassazione per insussistenza del fatto. La partita, che si gioca il 18 dicembre 2004, è però preceduta da una telefonata in cui Meani si confronta sulla griglia arbitrale con Bergamo, da cui sarebbe stato estratto l’arbitro del match.

Dopo il match, finito 0-0 con alcuni episodi dubbi (anche per errori dei guardalinee), i due designatori sono comunque soddisfatti del risultato di parità. Conferma del fatto che il primo pensiero dei designatori non era aiutare la Juventus, ma evitare polemiche e mantenere serenità tra tutte le squadre (o quantomeno tra le più importanti, non solo la Juve).

Roma – Juve: l’SMS a Gabriele 

Il 5 marzo 2005 si gioca, in posticipo, la partita Roma – Juventus, preceduta da un clima particolarmente teso per il ritorno all’Olimpico degli ex Capello, Zebina ed Emerson.

Questa partita fa parte delle imputazioni per frode sportiva (capo Z, link di approfondimento) ed è finita con una dichiarazione di prescrizione nei confronti di Moggi e Racalbuto (arbitro della partita) e assoluzione per Antonio Giraudo.

Inizialmente era stato indagato anche Bergamo per aver contattato il quarto uomo della partita, Gabriele, nell’intervallo della partita tramite un messaggio. L’SMS mandato dal designatore alle ore 20:56 recitava, testualmente: fate attenzione goal Juve in fuorigioco; non sembra proprio essere un messaggio inviato da un associato con il fine di far vincere la Juventus.

Per chi tifavano i designatori?

Il giorno dopo Roma – Juventus si registra la seguente conversazione:

BergamoE quindi… Ma io ti dico la verità, io sento molta acredine nei confronti della Juventus, questo è… ma totale eh…
PairettoSì sì sì, può darsi…
BergamoChissà cosa c’è in… Boh. Sinceramente…boh… A noi, sai, poi ce ne può fregà di meno…
PairettoAppunto. A noi che cazzo ce ne frega?
BergamoNoi s’è fatto il nostro dovere… vinca l’uno o vinca l’altro…

(Bergamo e Pairetto, 6 marzo 2005)

Milan – Juventus

L’8 maggio 2005 si gioca la partita che quasi certamente assegnerà lo scudetto. Ad arbitrarla sarà Collina e la Juventus vincerà per 1-0 con goal di Trezeguet.

53099342
Pierluigi Collina

Viene decisa, dai designatori, una griglia composta da Collina, Trefoloni e Paparesta. Nessun arbitro svizzero. La Cupola – che si pensava controllasse il calcio italiano – decide di far arbitrare il match-scudetto, la partita più importante dell’anno, ad uno tra tre arbitri che non sono associati?

La squalifica di Ibrahimovic

L’attaccante della Juventus era stato squalificato per tre turni per una gomitata a Cordoba evidenziata dalla prova tv nel corso di Juventus – Inter. Ibra non avrebbe quindi potuto giocare l’atteso Milan – Juventus che avrebbe deciso le sorti del campionato. La dirigenza bianconera si attivò dunque per tentare di far togliere il provvedimento: tutto dipendeva dal guardalinee della partita Griselli che, secondo i bianconeri, aveva visto l’azione incriminata.

Il 28 aprile 2005 Meani chiamò Bergamo.

Meani: Hai capito? E’ incazzato anche lui adesso (si riferirebbe ad Adriano Galliani, ndr). Questo è il momento che non sono accettabili, forse andavano bene qualche anno fa, un po’ di anni fa (l’allusione sarebbe sui sistemi di Moggi, ndr).
Bergamo: Con me trovano credimi una porta non chiusa, ma chiusa a chiave, perché io avevo già capito dai giornali che stavano preparando tutta una cosa perché la disciplinare rivedesse il suo giudizio e questo poteva dipendere solo da Griselli.
Meani: Perché loro sono incazzati con Griselli? Perché volevano che lui dicesse che aveva visto?
Bergamo: E per forza!

L’atteggiamento di Bergamo in questa situazione irritò molto Moggi che, parlando con il vice presidente federale Innocenzo Mazzini, esclamò: Mi dispiace doverti contraddire, ma è un figlio di puttana! Ma proprio con la f maiuscola.

Intercettazione Bergamo – Galliani del 28 aprile 2005 nella quale il designatore si prende il merito per quanto accaduto:

Le sospensioni arbitrali

Famosa teoria accusatoria è quella secondo la quale gli arbitri che “aiutavano” la Juventus venivano tutelati nella carriera mentre quelli che la danneggiavano venivano fermati dai designatori. Questa valutazione è smentita da tre circostanze:

  • Dopo gli errori arbitrali in Reggina – Juventus, contro la Juventus, Paparesta viene soltanto fermato nel turno infrasettimanale (nella normalità) ma tornò immediatamente ad arbitrare la domenica successiva. Circa un mese dopo è nella griglia per poter arbitrare Inter – Juve (verrà invece estratto, come visto, Rodomonti).
  • Pieri, dopo gli errori a favore dei bianconeri nella partita tra il Bologna e la Juventus, non verrà più inserito in prima fascia fino al termine della stagione e, come scrive la sentenza di appello del rito abbreviato, seppur in attesa di ottenere la nomina ad arbitro internazionale, dopo tale arbitraggio la nomina non arriverà più.
  • Discorso analogo per Salvatore Racalbuto: dopo gli errori commessi in Roma – Juventus verrà tenuto fermo per 9 turni, perdendo un potenziale incasso da 45.000€ (5.000€ a partita).

Questi sono quindi gli episodi principali che riguardano comportamenti di Bergamo in contrasto con gli interessi della Juventus, società di cui i due principali imputati, Moggi e Giraudo, erano i massimi rappresentanti. Nonostante queste emergenze processuali, come visto, Bergamo è stato condannato in primo grado per aver partecipato all’associazione capeggiata da Moggi, consentendo a quest’ultimo di intervenire in maniera smisurata sulla composizione delle griglie arbitrali, argomento del quale si parlava – secondo la corte – sia nelle conversazioni riservate tramite la linea svizzera, sia durante le diverse cene accertate nel corso della stagione calcistica 2004/05. Le circostanze scagionanti che si sono viste non sono invece state tenute particolarmente in considerazione dai magistrati. In ogni caso, per Bergamo sarebbe dovuto partire un nuovo processo (mai svoltosi causa prescrizione) che avrebbe anche, in astratto, potuto assolvere l’imputato dai reati addebitati, anche se, vista la linea tenuta anche nei gradi di giudizio successivi al primo, questa eventualità appare improbabile.

Annunci

8 pensieri riguardo “La posizione processuale di Paolo Bergamo

  1. articolo molto interessante
    Mi domando cosa ne pensa Rug
    la tua descrizione dei fatti cosi” distaccata mette in evidenza un non volere vedere i fatti a discolpa
    li hanno messi da parte con una facilità disarmante

    o la tua ricostruzione é parziale e di parte

    Mi piace

  2. Una volta di più si capisce che la cupola non c’era. Anch’io credo che Bergamo non sarebbe stato assolto ma propendo per una quasi certa riduzione della condanna. Mi fa sorridere il fatto che il presunto socio del capo dell’organizzazione responsabile di quello definito come il più grande scandalo dello sport italiano non sia manco stato processato.

    Piace a 1 persona

  3. A me una cosa che stupisce è che credevo che, comunque, ci volesse un atto da parte di qualche autorità che, in qualche modo, decretasse che il processo non si svolge più causa intervenuta prescrizione. E lo stesso discorso vale per De Cillis.

    Mi piace

  4. E’ vera quest’ultima cosa, @rug puoi chiarirci questo dubbio procedurale? Non c’è bisogno di alcun atto formale per sancire che il processo a Bergamo non si fa più?
    Io sono convinto che davvero i due designatori siano “vittime collaterali” di Calciopoli, loro stavano lì e si sono trovati in mezzo, non facevano nessuna cupola con Moggi e con nessuno ma cercavano di barcamenarsi e tenere i rapporti con tutti. Io credo che le cene servissero più che altro come momento di confronto sulla politica calcistica e fossero utilizzate come momento di public relations da entrambe le parti così come la cena Bergamo – Facchetti… non è serio pensare che si organizzassero addirittura degli incontri a cena per fare le griglie, solo la spropositata attenzione data alle griglie nelle sentenze (perché dovevano in qualche modo controbilanciare il flop accusatorio sul sorteggio truccato) ha creato questa “illusione ottica” che le griglie fossero fondamentali e tutti stessero lì tutto il giorno a pensare e a discutere delle griglie.
    Non ci sono prove che indottrinassero gli arbitri per favorire la Juve. Non ci sono prove che punissero gli arbitri che danneggiavano la Juve e premiassero quelli che la aiutavano… anzi. Il vuoto, proprio.

    Piace a 1 persona

  5. Non c’è bisogno di nessun atto solenne o formale, qualora si dovesse rifare il processo l’avvocato come eccezione processuale preliminare solleverebbe l’eccezione di avvenuta prescrizione, il giudice l’accetterebbe e emetterebbe immediatamente sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, se invece il processo neanche si avvia allora è il magistrato a chiedere l’archiviazione per intervenuta prescrizione che verrebbe accolta dal GIP, in altre parole è probabile che da qualche parte, qualche PM abbia rilevato la prescrizione di Bergamo e quindi abbia chiesto che venisse emessa sentenza di non luogo a procedere e tale sentenza sarà stata accolta dal GIP o al più dal GUP.

    Piace a 2 people

  6. avete notizie del processo a De Cillis per falsa testimonianza
    e se non ce ne sono come mai non si celebra?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...