Calciopoli: il mancato risarcimento a Gazzoni

Con sentenza dell’8 novembre 2011 il Tribunale di Napoli, che ha giudicato gli imputati del processo penale conosciuto come Calciopoli, aveva condannato Luciano Moggi e altri imputati per i reati di associazione a delinquere e diversi episodi di frode in competizioni sportive. Aveva, inoltre, condannato gli imputati al risarcimento dei danni in favore delle parti civili Victoria 2000 s.r.l., Bologna Football Club 1909 s.p.a. e Brescia Calcio s.p.a.

La Corte di appello di Napoli, con sentenza del 17 dicembre 2013, confermò, da un lato, la quasi totalità delle condanne a carico degli imputati ma, sul lato civilistico, revocò le statuizioni risarcitorie nei confronti delle parti civili costituite.

Infine, il 24 marzo 2015, la Cassazione decretò la fine del processo penale annullando la quasi totalità delle condanne maturate in primo grado e in appello a causa della decorrenza dei termini prescrittivi e accogliendo i ricorsi delle parti civili: annulla la sentenza impugnata nei confronti delle parti civili … e rinvia al Giudice civile competente per valore in grado di appello anche in ordine alla liquidazione delle spese di questo grado di giudizio…

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La Cassazione rinviò, quindi, al giudice civile al fine di determinare la sussistenza del danno e, nel caso, la quantificazione dello stesso derivante dagli illeciti penali accertati in via definitiva.

Victoria 2000 s.r.l. – società facente capo a Giuseppe Gazzoni Frascara – ha riassunto il giudizio (rimesso in moto la causa dopo la sentenza degli ermellini) innanzi la Corte di appello di Napoli – Sezione VIII civile con atto di citazione notificato nel novembre 2015; le parti civili Brescia Calcio s.p.a. e Bologna Football Club s.p.a., invece, si costituirono rispettivamente presso la Corte di appello di Brescia e la Corte di appello di Bologna. Le corti si dichiararono incompetenti. A seguito di tali pronunce, le due parti civili si rivolsero alla Corte di appello di Napoli sforando però il termine (annuale) di riassunzione. I relativi giudizi sono quindi stati dichiarati estinti per non essersi, le parti civili, rivolte alla Corte di appello competente entro i termini previsti dalla legge.

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L’ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara

Viene quindi analizzata nel merito soltanto la causa intentata dal socio unico del Bologna, Victoria 2000, avverso Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Sandro Mencucci, A.C.F. Fiorentina S.P.A., Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto, Juventus F.C. S.P.A., Massimo De Santis e Innocenzo Mazzini.

Ad avviso della parte Victoria 2000, i fatti di frode sportiva accertati, benché prescritti (qui l’elenco) nel corso del processo penale celebrato a Napoli a partire dal 2008, avrebbero determinato gli esiti del campionato di calcio di Serie A 2004/05 e, in particolare, la retrocessione del Bologna.

La retrocessione avrebbe conseguentemente determinato la svalutazione della partecipazione al capitale della società sportiva, di entità tale da provocarne il fallimento.

Nel processo civile l’onere probatorio è interamente a carico del danneggiato che deve, perciò, provare sia l’esistenza del danno ma anche il nesso di causalità tra la condotta illecita e il danno subito.

Quindi, nel caso di specie, Victoria 2000 deve sostanzialmente dimostrare due nessi: 1) tra gli illeciti sportivi accertati e la retrocessione in Serie B; 2) tra la retrocessione del Bologna e i danni patrimoniali e non patrimoniali assertivamente subiti.

A pag. 28 della sentenza civile si legge: la sentenza penale di condanna passata in giudicato, la quale fa stato, ai sensi dell’art. 651 cod. proc. pen., in ordine all’accertamento del fatto, alla sua rilevanza penale ed alla sua commissione, può non essere sufficiente ai fini del riconoscimento dell’esistenza del diritto al risarcimento del danno quando il fatto, avente rilevanza penale, non si configuri come “reato di danno”.

Come risaputo, il reato di frode in competizioni sportive non è un reato di danno: rientra nella categoria dei delitti di attentato a consumazione anticipata ovvero di pura condotta… la fattispecie criminosa si considera integrata nel momento in cui si verifica la promessa o offerta di un vantaggio indebito, ovvero la commissione di ogni altra condotta fraudolenta. In base a questi elementi la giurisprudenza della Cassazione ha qualificato la fattispecie come reato di pericolo per il quale non è ipotizzabile la fase del tentativo, essendo anticipata la soglia di punibilità al mero compimento di un’attività finalizzata ad alterare lo svolgimento della competizione.

Nel processo penale il meccanismo di alterazione delle regole procedurali della designazione, la formazione delle griglie e/o le metodologie del sorteggio, è stato considerato di per sé integrante la fattispecie delittuosa contemplata dalla seconda parte della legge sulla frode sportiva, anche in presenza dell’assoluzione degli arbitri che diressero le gare interessate dall’alterazione. Il giudice penale ha quindi sanzionato le mere condotte idonee a mettere in pericolo il bene giuridico della lealtà e della correttezza nello svolgimento delle competizioni agonistiche, a prescindere dalla prova che il risultato delle specifiche partite oggetto della designazione fraudolenta sia stato alterato e/o che sarebbe stato diverso, in assenza della frode sportiva accertata (pag. 30, ndr).

Al contrario, però, delle sentenze di primo grado e di appello (rito ordinario) – che avevano concluso per la mancanza della prova dell’alterazione dei risultati sportivi nella stagione 2004/05 – la Cassazione aveva motivato:

104.6 Non meno censurabile poi l’affermazione, in sé contradditoria oltre che assertiva, della mancata prova di un’alterazione del campionato di calcio 2004-2005, soprattutto se si ponga mente ai risultati verificatisi all’indomani dei procedimenti disciplinari sportivi…

104.7 La decisione della Corte è, quindi, riduttiva nella analisi di un fenomeno di illiceità generale e diffusa che ovviamente ha generato, come conseguenza a cascata, danni di gravissima entità non solo all’immagine ma anche alle casse di quelle società costrette a retrocedere per un effetto indotto determinato dall’alterazione di numerose partite del campionato che hanno alla fine creato una classifica del tutto fittizia.

Ribatte, però, a queste affermazioni il giudice civile sostenendo che le stesse non vincolano questo giudice perché la sentenza penale passata in giudicato è vincolante per quanto concerne l’accertamento dei fatti ma non con riferimento alle valutazioni e qualificazioni giuridiche attinenti agli effetti civili della pronuncia.

Prova del nesso eziologico tra le frodi sportive e la retrocessione del Bologna

Scrivono i giudici che Victoria 2000 sembra far discendere tale prova direttamente dal giudicato penale (che ha però condannato gli imputati per un reato di pericolo) ma omette di illustrare argomenti dai quali trarre la prova dell’alterazione di uno o più risultati (circostanza ininfluente ai fini dell’integrazione del reato e quindi non oggetto di approfondita analisi dal giudice penale): Victoria 2000 avrebbe dovuto allegare per ogni partita il cui risultato sarebbe stato alterato specifici fatti che dimostrano, anche presuntivamente, che in assenza della frode sportiva il risultato sarebbe stato diverso e quindi il Bologna si sarebbe salvato.

Dopo questa introduzione, la sentenza passa ad esaminare le singole partite che secondo le sentenze penali sono state marchiate da frode sportiva, partendo dalla posizione dei Della Valle e di Mencucci e, quindi, dalla frode sportiva di cui al capo A5: Chievo – Fiorentina.

Chievo – Fiorentina

La partita tra il Chievo e la Fiorentina si giocò il 22 maggio 2005 e vide la vittoria dei viola per 2-1 (link di approfondimento). Gli imputati risultati colpevoli, benché prescritti, sono: Diego Della Valle, Andrea Della Valle, Sandro Mencucci, Innocenzo Mazzini, Luciano Moggi.

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Andrea Della Valle; Diego Della Valle

Fu designato l’arbitro Dondarini, che risulta assolto dalla medesima frode nel processo abbreviato. Scrivono i giudici, in relazione alla correttezza della partita, che né la giustizia sportiva, né quella penale hanno mai accertato alcuna alterazione del suo esito… l’unico soggetto che avrebbe potuto influire sullo stesso – ossia l’arbitro Dondarini – fu assolto sia dalla giustizia sportiva sia dal giudice penale per non aver commesso il fatto.

Lecce – Parma

Partita oggetto di approfondimento al capo A10 (link). La gara finì col risultato di 3-3 e si colloca all’interno della complessa attività di salvataggio della Fiorentina. Gli imputati risultati colpevoli sono: Diego Della Valle, Andrea Della Valle, Sandro Mencucci, Innocenzo Mazzini, Massimo De Santis.

L’esito della gara sarebbe stato condizionato dalla condotta arbitrale di De Santis, designato per la partita, per via delle numerose ammonizioni ed espulsioni comminate ai giocatori in campo, costringendo così il Parma a disputare lo spareggio con il Bologna.

La classifica, prima di questa partita, era la seguente:

Classifica alla 37a Foglio1

Scrivono però i giudici che anche in questo caso difetta la prova che in assenza dell’illecito sportivo il risultato sarebbe stato diverso. Inoltre è evidente che nella stessa partita Lecce – Parma si ipotizza implicitamente che il danneggiato sia il Parma stesso che, non vincendo la gara, fu costretto a disputare lo spareggio. Ma se il Parma avesse vinto la partita, il Bologna sarebbe retrocesso ugualmente, oltretutto senza avere la possibilità di disputare lo spareggio.

Quest’ultima affermazione non è in realtà vera: se il Parma avesse vinto la partita avrebbe raggiunto quota 44 punti e lo spareggio sarebbe stato disputato tra Fiorentina e Bologna, ferme a 42.

Aggiunge ancora la sentenza civile: inoltre, le risultanze istruttorie emerse nel dibattimento penale non confortano neppure la circostanza che l’arbitro De Santis abbia, effettivamente, determinato il risultato con un arbitraggio irregolare… anzi, le (non confutate) circostanze segnalate dalla difesa Della Valle/Mencucci depongono nel senso che il risultato di parità dipese dalla volontà degli stessi giocatori di entrambe le squadre.

L’illecito consumato sarebbe quindi stato ininfluente sul risultato della partita.

Fiorentina – Bologna

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Massimo De Santis

La sentenza passa all’analisi della frode sportiva al capo G (link1link2). Gli imputati risultati colpevoli sono: Moggi, Pairetto, De Santis. La partita terminò 1-0 per la squadra toscana e il giudice civile è vincolato dall’accertamento dei fatti appurato in sede penale: ci sono state tre ammonizioni pilotate in danno a tre giocatori del Bologna (di cui due diffidati e costretti a saltare la successiva partita Bologna – Juventus).

Anche in questo caso l’illecito sportivo accertato non prova, di per sé ed in assenza di ulteriori circostanze, che il risultato della partita fu alterato e che il Bologna avrebbe pareggiato o vinto, in assenza delle tre ammonizioni. Non si può quindi dedurre che il risultato, in assenza delle ammonizioni, sarebbe stato diverso certamente, o secondo il criterio del più probabile che non: l’ammonizione dei calciatori è un evento ricorrente nelle partite di calcio che non appare condizionare in modo decisivo e diretto il risultato di una partita, come potrebbero essere altri episodi quali, ad es., la negazione di un calcio di rigore evidente, o la concessione di un rigore inesistente…

Chievo – Lazio

Partita analizzata dai giudici penali al capo U (link). Imputati risultati colpevoli: Mazzini, Lotito.

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Innocenzo Mazzini

La gara terminò 1-0 per la Lazio. L’illecito sportivo accertato è consistito nella violazione della corretta procedura di individuazione delle griglie arbitrali e nella designazione fraudolenta del direttore di gara. L’arbitro fu Gianluca Rocchi, assolto sia dalla giustizia sportiva che da quella penale, le quali non hanno mai accertato alcuna alterazione della gara. Inoltre, il giudice penale aveva affermato che non c’è prova di contatti diretti tra Lotito, Mazzini e Bergamo, da un lato, ed il Rocchi. Partita, dunque, regolare.

Lazio – Parma

Riguarda il capo V (link). La Lazio vince per 2-0; arbitro: Domenico Messina. Imputati risultati colpevoli: Mazzini, Lotito.

Scrive la Corte di appello civile: anche in questo caso l’illecito sportivo accertato è stato quello della designazione fraudolenta del direttore di gara, con la solita alterazione della procedura di individuazione delle griglie arbitrali.

In realtà, nessun designatore fu mai condannato per questa frode sportiva, rimasta obiettivamente soltanto a livello di chiacchiere/atti preparatori tra Lotito e Mazzini. Nuovamente, comunque, né la giustizia sportiva né quella penale hanno mai accertato l’alterazione del risultato ed entrambe hanno, invece, totalmente scagionato l’arbitro dell’incontro.

Juventus – Lazio e Juventus – Udinese

Si passa ad analizzare la posizione del designatore Pairetto, penalmente prescritto per Fiorentina – Bologna (già analizzata), Juventus – Lazio (capo F, link) e Juventus – Udinese (capo Q, link).

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Pierluigi Pairetto

Per queste ultime due partite l’illecito sportivo consistette di nuovo nella designazione fraudolenta del direttore di gara. Ma entrambi gli arbitri furono assolti. Tale circostanza osta alla possibilità di ritenere provato che il risultato fu alterato.

Aggiunge inoltre la corte che la partita Juventus – Udinese in ogni caso non interferisce con la posizione in classifica del Bologna mentre qualora si ritenesse che il risultato di Juventus – Lazio sarebbe stato diverso, ne conseguirebbe che alla squadra romana andrebbero riconosciuti uno o tre punti in più in classifica, e ciò aumenterebbe il suo vantaggio sul Bologna nella classifica finale.

Bologna – Juventus

La sentenza analizza infine i presunti danni che deriverebbero dalla frode sportiva accertata di cui al capo IJuventus – Bologna con Luciano Moggi unico colpevole (link). La partita terminò con il risultato di 1-0 per la squadra di Torino. Tiziano Pieri, arbitro dell’incontro, non risulta condannato in sede sportiva e risulta assolto in sede penale mancando i riscontri all’ipotesi accusatoria secondo la quale si sarebbe adoperato per il raggiungimento di un risultato favorevole alla Juventus. La Corte di appello (penale) di Napoli ha considerato gli errori dell’arbitro nel corso della partita come mere violazioni delle regole del gioco, non integranti il reato di frode sportiva. Inoltre, in seguito alla conduzione di gara, Pieri fu rimproverato dai designatori per gli errori commessi e fu impiegato con discontinuità fino al termine della stagione.

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Tiziano Pieri

Si legge a pag. 47 della sentenza: esclusa pertanto una condotta dolosa dell’arbitro, unico soggetto che avrebbe potuto influire sul risultato mediante un arbitraggio parziale in favore della Juventus, deve ritenersi che, anche in questo caso, l’illecito sportivo non influì sul risultato della partita.

Va però fatta un’ulteriore osservazione perché il Bologna, a causa delle ammonizioni pilotate di Petruzzi e Nastase, comminate nella precedente partita dall’arbitro De Santis, non poté schierare tre (in realtà sono due, ndr) giocatori squalificati. Si presume quindi che il Bologna non era nelle condizioni di poter schierare la migliore formazione possibile. Tuttavia, l’illecito sportivo accertato non prova, di per sé, ed in assenza di ulteriori circostanze, che il risultato della partita fu alterato e che il Bologna, schierando i tre calciatori squalificati, avrebbe pareggiato o vinto, certamente, o secondo il criterio del più probabile che non.

È decisiva la carenza di allegazione da parte di Victoria 2000, che non ha fatto nulla per dimostrare – anche presuntivamente – che l’assenza dei calciatori fu determinate per la sconfitta: non ha detto, ad es., se i loro sostituti erano atleti nettamente inferiori per spessore tecnico; se questi disputarono una pessima partita; se comunque commisero errori di gara che favorirono il gol vincente della Juve; se magari fallirono uno o più gol che avrebbero consentito al Bologna di pareggiare o addirittura vincere; ecc…

In assenza di tali allegazioni è impossibile affermare che, in base al criterio del più probabile che non, il risultato della gara fu determinato dall’assenza dei giocatori squalificati, piuttosto che dalla diversa caratura tecnica delle due squadre…

Conclusioni

In definitiva, manca la prova che, in assenza delle frodi sportive, i risultati delle singole partite sarebbero stati diversi certamente, ovvero secondo il criterio del più probabile che non. Conseguentemente difetta anche la prova che sarebbe cambiata la classifica finale e che il Bologna si sarebbe salvato.

Il Bologna era da anni una società in crisi economico-finanziaria avendo chiuso il bilancio di esercizio al 30.6.2002 con una perdita di 20,5 milioni di euro e al 30.6.2003 con un’altra perdita di 17,6 milioni. A causa di tali perdite la società decise di rinegoziare i contratti economici con i nuovi giocatori in organico producendo inevitabilmente una diminuzione dello spessore tecnico della squadra. Questo rafforza la convinzione della corte che, secondo il criterio del più probabile che non, il Bologna non retrocesse a causa delle frodi sportive, bensì per una propria intrinseca debolezza.

Con sentenza del 24 gennaio 2019, le domande risarcitorie di Victoria 2000 – nei confronti di Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Sandro Mencucci, A.C.F. Fiorentina S.P.A., Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto, Juventus F.C. S.P.A., Massimo De Santis e Innocenzo Mazzini – vengono rigettate per difetto del nesso di causalità tra le condotte illecite accertate nei processi penali e i danni subiti.

Aggiunge, infine, la sentenza che anche qualora fosse provato il nesso di causalità, Victoria 2000 non sarebbe nelle condizioni di poter richiedere i danni perché il diritto al risarcimento compete solo alla società (Bologna Football Club, ndr) e non già anche a ciascuno dei soci. In definitiva, il danno rivendicato da Victoria, in quanto derivante dalla partecipazione sociale, è irrisarcibile quale danno indiretto.

Bancarotta fraudolenta

L’11 maggio 2018 Gazzoni è stato condannato dalla Corte di appello di Bologna per bancarotta fraudolenta, nel processo per il fallimento della società Victoria 2000 che controllava il Bologna. La Corte ha accolto le tesi della pubblica accusa, secondo la quale il fallimento non fu dovuto alla retrocessione, ma a un buco di bilancio che era presente già prima dell’inizio del campionato 2004/05.

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18 pensieri riguardo “Calciopoli: il mancato risarcimento a Gazzoni

  1. Secondo me gli Avvocati di Gazzoni si sono dimostrati pessimi, a prescindere mi incuriosisce la storia dello sforo del termine di riassunzione annuale che è stato sforato, è da studiare bene questa cosa, potrebbe non essere così

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  2. Dalla lettura della sentenza mi sento di dire che anche se gli avvocati di Victoria 2000 avessero portato allegazioni più precise su alcune partite, comunque, il giudice civile avrebbe sempre preso la stessa decisione e cioè che, anche utilizzando il principio del più probabile che non, i risultati sarebbero stati, probabilmente, uguali. Mi ricordo che secondo te il giudice civile avrebbe detto che il campionato era alterato, come avevano scritto anche in modo più che esplicito i giudici della Cassazione ai punti 104.6 e 104.7 (pur riconoscendo, in altri punti, che sia la sussistenza che la ipotetica quantificazione del danno sarebbero stati di competenza del giudice civile). Ricordando però anche quanto era stato deciso nel processo sul calcioscommesse degli anni ’80, in cui il processo penale si basava sul reato di truffa (simile probabilmente a quanto si è analizzato in questa ultima sentenza), questa decisione non dovrebbe stupirci più di tanto, anche se sinceramente lascia qualche dubbio anche a me, soprattutto per quanto riguarda la partita Bologna – Juventus, viste le precedenti ammonizioni dolose (così, ahimè, ormai le dobbiamo considerare, anche se personalmente non sono d’accordo) stabilite in sede penale. È più che probabile che Petruzzi e Nastase non fossero così superiori ai loro sostituti, ma come si fa a stabilirlo? Non ci sono equazioni, ed è difficile stabilire un valore di un calciatore; la prestazione poi può essere diversa da una giornata all’altra, non avremo mai la controprova, ma non resta comunque innegabile che un minimo danno il Bologna lo abbia avuto? Non sto sostenendo che il Bologna si sarebbe sicuramente o probabilmente salvato, con Petruzzi e Nastase disponibili per la Juve, ma, in punta di fatto, il fatto di non poter schierare due giocatori non è in ogni caso un handicap? Io pensavo che – vista la condanna (per me, ripeto, assurda) di De Santis per Fiorentina – Bologna – sulla successiva partita (Bologna – Juve) ci sarebbe stato un riconoscimento del fatto che il suo svolgimento fosse stato alterato, e il risultato – in teoria – è figlio dello svolgimento della partita, quindi potenzialmente alterato anch’esso; poi può essere pure che sarebbe finita ugualmente 0-1 o 0-2; o magari 4-1 per il Bologna, non si può sapere… ma comunque una ingiustizia, causata dall’arbitro, il Bologna, stando alle sentenze penali su cui si deve basare il giudice di rinvio civile, l’ha avuta.

    È possibile un ricorso in Cassazione?

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  3. Più che altro mi fa strano che Bologna e Brescia si siano rivolti alle corti della loro città. Perché l’hanno fatto secondo te?

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  4. Anch’io come Rug leggendo il pezzo ho pensato prima di tutto a quanti errori avrebbero fatto gli avvocati di Gazzoni ma anche delle altre parti civili, di fatto destinate a restare tutte a bocca asciutta a quanto pare.
    Per quanto riguarda il giudizio in sè, è materia scivolosissima, e come abbiamo più volte osservato le sentenze sono incoerenti fra loro, e anche questa non fa eccezione.
    La condanna di De Santis per Fiorentina – Bologna poteva essere in effetti l’unico elemento di danno concreto per il Bologna, visto che in partite in cui l’arbitro non è stato condannato, come abbiamo detto mille volte, non si può parlare di risultato del campo alterato (altro discorso che ci sia stato reato a consumazione anticipata). L’errore sugli squalificati del Bologna, che sono due e non tre, che si trasmette pari pari dalla telefonata di Damascelli a Moggi alle carte di Auricchio fino a questa sentenza 13 ANNI DOPO la dice lunga sull’attenzione che ci mettono in genere i giudici… come detto più volte noi nello studiare questa questione ci abbiamo messo più scrupolo e precisione di tanti addetti ai lavori. Un giudice potrà mai decretare che una partita è stata alterata? Non lo so, forse come dice Rug è possibile solo in caso ci sia un reo confesso di alterazione; in questo caso è evidente che i giudici non se la sono sentita, e come dargli torto? Il calcio non è matematica, e nessuno può dire come sarebbe andata una partita se… Secondo me a questo punto la ricostruzione è che il Bologna non è stato danneggiato in Fiorentina – Bologna perchè comunque le ammonizione non si può dire con certezza che abbiano inciso sul risultato, e non è stato danneggiato in Bologna – Juventus perchè in quella partita non è stato danneggiato dall’arbitro di quella partita con le decisioni relative a quella partita. Probabilmente una corte diversa avrebbe potuto sostenere anche le tesi opposte argomentandole egualmente in modo giuridicamente corretto, perché come dice Rug la legge è ovale per tutti.

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  5. Diciamo che l’applicazione della legge è una opinione, a parte questo c’è da aggiungere che sicuramente si può ricorrere in Cassazione ma di certo in Cassazione non si possono portare nuove allegazioni e a questo punto non so neanche se si potrebbero portare in un successivo processo di rinvio che a questo punto vedo molto improbabile, la realtà dei fatti è che gli avvocati di Gazzoni oltre a quelli del Brescia hanno commesso degli errori molto gravi e oramai non si può tornare più indietro

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  6. L’errore più clamoroso mi sembra comunque quello del Bologna e del Brescia che si rivolgono a corti incompetenti e finiscono per perdere la possibilità del risarcimento (che però evidentemente non ci sarebbe stato ugualmente).

    In effetti se si accerta che un arbitro ha ammonito dolosamente tre calciatori, di cui due diffidati, direi che quell’arbitro (e i mandanti) ha danneggiato consapevolmente una squadra sia nella partita che arbitrava sia in quella successiva, e fa strano che non ci sia stato nemmeno un risarcimento per danno morale (o che comunque non esista una tipologia di danno che punisca chi ti fa perdere chances di ottenere un risultato positivo). In ogni caso possiamo vederlo come un “errore” che corregge un altro errore (quello di condannare penalmente De Santis per Fiorentina – Bologna).

    Un altro caso in cui avevamo parlato dell’alterazione di un risultato è la frode della partita Arezzo – Salernitana, commessa dal guardalinee Titomanlio e dal vice-designatore Mazzei. In quel caso la giustizia sportiva disse che c’era illecito sportivo ma che, nonostante la confessione telefonica del reato da parte di Titomanlio a Meani che di fatto confessa due sbandierate dolose, non era provata l’alterazione né dello svolgimento né del risultato della gara. Poi magari un giudice civile avrebbe detto altro.

    Stavo pensando però ad un’altra cosa di cui si era parlata tempo fa, ai tempi dell’ipotesi di riapertura del processo sportivo tramite l’art. 39 C.G.S.

    Nel 2006 la Juve viene condannata per illecito sportivo aggravato dall’effettiva alterazione della classifica (art. 6, comma 6). Questa qualificazione giuridica ha per forza inasprito le pene della Juventus e dei suoi dirigenti. Alla luce della sentenza civile a me pare, ma potrei sbagliare, che il “dogma” della classifica alterata sia caduto. Questo potrebbe, forse, essere uno di quegli “elementi nuovi” per riaprire il procedimento sportivo?

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  7. Secondo voi,quanto ha influito questa sentenza sulla richiesta di Andrea Agnelli di inoltrare due nuovi ricorsi in sede sportiva per la questione degli scudetti revocati?

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  8. Moggi- Facchetti
    Gea
    la falsa testimonianza di De Cillis che non si farà
    il Processo a Bergamo che manca

    per ipotesi cosa sarebbe successo se nel rifacimento del processo a Bergamo lui ne usciva innocente ??

    giusto per filosofare

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  9. Il processo Gea però non riguarda frodi sportive, ma presunti illeciti sulla compravendita di calciatori.

    Se Bergamo ne fosse uscito innocente ci sarebbe stata un’associazione senza di lui, nonostante lui fosse presente a quasi tutti gli incontri e coinvolto nell’operazione salvataggio della Fiorentina. Sarebbe stata un po’ una contraddizione, ma tanto di errori ed illogicità ce ne sono già una marea nelle sentenze penali…

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  10. Gea non riguarda frodi sportive
    ma indirettamente smonta il teorema del
    tutto Moggi e solo Moggi e in tutti i casi Moggi capo indiscusso di tutto e di tutti

    mi ero scordato di aggiungere
    l’inchiesta combriccola Romana (niente di penalmente rilevante )
    quella di Torino (niente di penalmente rilevante )
    quella di Catanzaro sul sequestro Paparesta ( il fatto non sussiste)

    cosi’ tanto per filosofare

    al di fuori di Napoli sia le inchieste che le sentenze ridemensionano o smontano certi teoremi accusatori
    presenti a Napoli

    concordo sulle illogicità presenti

    ma salta all’occhio come mai in altre sedi i risultati sono altri

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  11. Stavo leggendo un vecchio articolo di Rug sul processo civile e volevo complimentarmi con BJH che, sotto l’articolo “LA RICHIESTA ALLA JUVE DI RISARCIMENTO DANNI DA PARTE DI GAZZONI”, aveva scritto, prendendoci in pieno:

    “Per una condanna civile il giudice deve necessariamente dotarsi di sfera di cristallo ma soprattutto deve dare del pirla ai giudici del penale. Non era la consumazione anticipata la chiave di volta del processo penale? Senza quella addio condanne. Come cavolo lo stabilisci un danno su una condanna per consumazione anticipata? Poi ovvio che con fantasia si può fare tutto, sia in senso accusatorio che assolutorio. La giustizia sportiva mi pare insensato già qualificarla come giustizia”.

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  12. @paolobxl in effetti fa un ragionamento non del tutto campato in aria quando afferma che c’è un certo numero di sentenze che racconta una storia in parte diversa: questa va insieme a quella milanese sulla diffamazione Facchetti. Secondo me è normale che più passerà il tempo più si guarderà a quei fatti con meno pregiudizi ideologici e in maniera più lucida e obiettiva.

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  13. Sempre e solo per voglia di filosofare

    Bhj ci aveva visto giusto con la formula della consumazione anticipata
    (anche il nostro Rug sarebbe colpevole di qual cosa )
    A Napoli hanno fatto quadrare un quadro accusatorio senza senso
    evidentemente dietro c’ erano oridni di scuderia da eseguire

    e un odio particolare rivolto a Moggi + Juve da chi ha indagato

    Ieri si é svolta la prima udienza tra Moggi e Pistocchi
    per diffamazione molto curioso di come va a finire

    come le dichiarazioni di questo giornalista
    https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/mele-con-regole-valide-per-tuttii-il-napoli-avrebbe-vinto-scorso-campionato-con-almeno-7-8-punti-di-vantaggio-sulla-juventus-464074
    e come ben lui dice continuero’ a ripeterlo
    bene quando una bugia viene ripetuta cento mille volte da bugia si trasforma in verità

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