Il mistero di Pirlo allenatore: rileggendo “Penso quindi gioco”

pirloLa sorprendente notizia dell’ingaggio di Andrea Pirlo, debuttante assoluto, come allenatore della Juventus 2020-2021 mi ha spinto a riprendere in mano la sua autobiografia, pubblicata quando ancora era impegnato negli ultimi anni della carriera da calciatore, nel 2013, con l’aiuto del giornalista di Sky Alessandro Alciato. E che volete; non era mai capitato, nella storia recente, di doversi confrontare con un allenatore il cui pensiero è del tutto sconosciuto, tanto da costringere la stampa a cercare in una diretta video su Instagram con Fabio Cannavaro, in cui più che altro Pirlo cazzeggia allegramente, qualche illuminazione sulle sue idee di gioco. Si sfrutta quello che si ha sottomano. Penso quindi gioco l’avevo letto durante quell’estate di ormai sette anni fa in cui uscì, e mi aveva colpito per la spregiudicatezza e la franchezza con cui Pirlo parla di sé, dei suoi compagni, delle squadre in cui ha militato, degli avversari. Continua a leggere “Il mistero di Pirlo allenatore: rileggendo “Penso quindi gioco””

Non mi basta più

sarriNon mi basta più, non mi basta più. Ne voglio ancora, ancora, non mi basta più.

Baby K, Non mi basta più

Elenco delle persone o cose che non sono riuscite a fermare la serie di scudetti consecutivi della Juventus, e nemmeno l’astinenza dalle vittorie in Champions:

Maurizio Sarri Continua a leggere “Non mi basta più”

Sparare sulla Juve di Moggi: il “caso” Pineda

Nei giorni scorsi si è discusso – sarebbe esagerato dire molto, diciamo “un po’” ( se ne è parlato comunque pure sul Corriere della Sera) –  di alcune dichiarazioni sul campionato 2001-2002 rilasciate da Mauricio Pineda.

Non vi ricordate di chi si tratta? Ci pensiamo noi.

pinedaMauricio Pineda, argentino, terzino sinistro classe 1975, una decina di presenze in Nazionale compresi 123 minuti complessivi ai Mondiali di Francia ’98 conditi da un gol alla Croazia, ha avuto anche un’esperienza in Italia: acquistato dall’Udinese a gennaio ’98 dal Boca Juniors, oltre che con i bianconeri friulani ha giocato in prestito con il Maiorca, il Napoli e il Cagliari, e ha fatto in tempo a collezionare complessivamente 57 presenze in A spalmate su 5 campionati tra il 1998 e il 2002 (35 con l’Udinese e 22 col Napoli).

La stagione 2001-2002, quella dello scudetto vinto dalla Juventus in rimonta sull’Inter di Cuper, è stata la sua ultima stagione in A. L’anno successivo infatti l’Udinese lo presta al Cagliari, che gioca in B, mentre a partire dalla stagione 2003-2004 Pineda torna in Argentina, per ritirarsi prematuramente all’età di 29 anni.

Ma vediamo un po’ cosa ha detto Pineda al quotidiano argentino La nación, lo scorso 11 luglio, intervistato da Fernando Vergara (è possibile leggere l’intervista completa a questo link). Riporto in lingua originale la risposta “incriminata”: Continua a leggere “Sparare sulla Juve di Moggi: il “caso” Pineda”

The English Game: alle origini del calcio moderno

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Foto di gruppo dei protagonisti della serie, dal sito ufficiale netflix.com; al centro Fergus Suter e Arthur Kinnaird

A partire dallo scorso 20 marzo 2020 è disponibile sulla piattaforma Netflix la miniserie in 6 puntate The English Game: un viaggio nell’Inghilterra di fine Ottocento per rivivere alcuni momenti significativi del percorso che ha portato il calcio a trasformarsi, da gioco aristocratico e amatoriale riservato agli ex studenti delle scuole più prestigiose, nello sport più ricco e popolare in gran parte del mondo.

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Le dieci partite più importanti del decennio (secondo me)

Quello tra il 1 gennaio 2010 e l’imminente 31 dicembre 2019 è stato un decennio di calcio difficile da dimenticare. Dopo l’abisso e la caduta, la mia squadra ha conosciuto il ritorno, la resurrezione e il trionfo. Manca il coronamento finale, il cui inseguimento ci dà la ragione per continuare a seguire con interesse e trepidazione anche il prossimo decennio, per quanto a dare fiducia sia più la statistica (prima o poi, per semplice calcolo delle probabilità, dovrà succedere) che un ottimismo vero e proprio.

Questo decennio ha visto anche il debutto delle mie noterelle calcistiche, avviate a febbraio 2012 tramite lo strumento oggi dimenticato delle “note” di Facebook, e passate attraverso due blog, La vita e le opinioni di Francesco Toscano, gentiluomo e poi, dal 2015, questo Il calcio è uguale per tutti, creato con gli amici Claudio e Felix; i miei pezzi hanno conosciuto momenti di entusiasmo e altri in cui si sono decisamente diradati, hanno trovato nell’esame delle vicende di Calciopoli un tema pressante e inesauribile, e in definitiva hanno fatto e continuano a far parte della mia vita intrecciandosi inestricabilmente con il mio essere tifoso e appassionato di calcio.

È per questi motivi che non posso fare a meno di proporvi, tramite una scelta totalmente soggettiva (che poi è l’unico criterio valido e serio per questo genere di cose), l’elenco delle dieci partite che, dal mio particolare punto di vista, sono state le più importanti del decennio. Preciso soltanto che l’ordine in cui le partite compaiono in questo elenco è puramente cronologico. Continua a leggere “Le dieci partite più importanti del decennio (secondo me)”

L’uomo che volle farsi re

Nessuno può con una parola definire esattamente un uomo; nessun uomo può definire esattamente sé stesso. Tu incolli sopra una bottiglia di Capri rosso un cartellino dove sta scritto Capri rosso, e sopra una bottiglia di Corvo bianco, il cartellino Corvo bianco: la confusione è impossibile; se tu scambi i cartellini, i tuoi sensi, gli occhi e il palato ti avvertiranno dell’errore. Ma quando si tratta del pensiero, dello spirito, della persona morale, il sistema dei cartellini è sbagliato. […] Definire un uomo da una parola, da un discorso, da cento discorsi, è un errore, giacchè per ogni idea che egli esprime, ve ne sono, nel suo cervello, migliaia che la combattono o la combatteranno più tardi, e la potranno modificare, trasformare, distruggere. […]

Federico De Roberto, L’imperio

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Foto tratta da www.juventus.com 

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Cambio della guardia

Il 16 luglio 2014 scrivevo sul mio vecchio blog La vita e le opinioni di Francesco Toscano, gentiluomo un post con questo titolo, a commentare l’addio di Conte e l’arrivo di Allegri. A rileggerlo ora fa un certo effetto, anche perché scrivevo, tra l’altro, che ero convinto che la serie di scudetti consecutivi bianconeri si sarebbe fermata a tre, e che la Juve si sarebbe concessa un fisiologico anno sabbatico. Vedi le scemenze che si scrivono, e come la vita è capace di sorprenderti.

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Massimiliano Allegri (1)

Se torno adesso a scrivere un post così intitolato è perché credo che il ciclo di Allegri, che cominciava a sorpresa e tra la diffidenza generale in quel luglio 2014, adesso sia finito.
Finito, indubbiamente, con un esito fantastico, e assolutamente imprevisto allora. Cito quanto scrivevo allora: “un quarto scudetto consecutivo con Allegri in panchina sarebbe qualcosa di pazzesco, in grado di far godere immensamente gli juventini, proprio per la sua imprevedibilità”. Chi si sarebbe immaginato di arrivare a otto scudetti consecutivi, di arrivare persino a provare noia per il titolo nazionale? Credo che chi valuta oggi l’avventura di Allegri debba, per onestà intellettuale, ricordare quello che diceva o scriveva sui social in quei giorni tumultuosi del suo arrivo, per riflettere per un momento sulle dimensioni di quanto accaduto in questi anni. Continua a leggere “Cambio della guardia”

Il giorno della marmotta

Ho cominciato a scrivere di calcio sul web a febbraio 2012. Usavo le note di Facebook, allora, prima di lanciarmi nel mondo dei blog. Quella che allora definivo “modesta rubrica periodica di riflessioni” prendeva il via con la Juve di Conte che lottava testa a testa con il Milan di Allegri nella classifica di serie A, ma ancora quasi nessuno, nemmeno io, credeva realmente che la squadra che veniva “da due settimi posti” potesse vincere quel campionato; tantomeno ci si poteva immaginare che gli anni successivi sarebbero stati quelli pieni di trionfi che abbiamo vissuto.

Questa felice coincidenza, da quando scrivo di calcio la Juve ha sempre vinto lo scudetto, mi fa percepire la mia attività di blogger calcistico come strettamente legata a questo ciclo juventino; un rapporto di fratellanza razionalmente indimostrabile e senza senso, e tuttavia profondamente vero e intenso. Continua a leggere “Il giorno della marmotta”

Per una storia “laica” di Calciopoli: Marco Bellinazzo in La fine del calcio italiano

Oltre tre anni fa, il 30 marzo 2015, ho avuto l’occasione di uno scambio di tweet con Paolo Condò, nome nobile del giornalismo sportivo italiano, e all’epoca firma prestigiosa della Gazzetta dello Sport (oggi è passato a Sky Sport). L’occasione mi fu data da una sua dichiarazione d’intenti: non ho intenzione di pronunciarmi su Calciopoli perché “è un tema che non ha soluzioni condivise possibili”. È senz’altro vero, e io obiettai però che l’unico modo per avere soluzioni condivise possibili sarebbe quello di redigere intanto una storia condivisa della vicenda, impresa che però sembra troppo scivolosa per le grandi firme del giornalismo italiano. Condò mi rispose infatti che “tutto è ancora troppo fresco” per provare a mettere insieme una ricostruzione storica condivisibile da tutti. Continua a leggere “Per una storia “laica” di Calciopoli: Marco Bellinazzo in La fine del calcio italiano”