Il ritorno di Antonio Conte

Il faccia a faccia con Antonio Conte nella testa, nel cuore e nelle gambe del tifoso juventino è un mix di emozioni e ricordi ancora vivi. E’ sufficiente incontrarlo una sola volta in un caldo ottobre su una panchina avversaria per trattarlo come uno qualunque? E che avversario sarà, lui così inflessibile e dedito alla causa? Andiamo a vedere cosa ci aspetta a distanza di 5 anni da quel frettoloso addio… Continua a leggere “Il ritorno di Antonio Conte”

L’uomo che volle farsi re

Nessuno può con una parola definire esattamente un uomo; nessun uomo può definire esattamente sé stesso. Tu incolli sopra una bottiglia di Capri rosso un cartellino dove sta scritto Capri rosso, e sopra una bottiglia di Corvo bianco, il cartellino Corvo bianco: la confusione è impossibile; se tu scambi i cartellini, i tuoi sensi, gli occhi e il palato ti avvertiranno dell’errore. Ma quando si tratta del pensiero, dello spirito, della persona morale, il sistema dei cartellini è sbagliato. […] Definire un uomo da una parola, da un discorso, da cento discorsi, è un errore, giacchè per ogni idea che egli esprime, ve ne sono, nel suo cervello, migliaia che la combattono o la combatteranno più tardi, e la potranno modificare, trasformare, distruggere. […]

Federico De Roberto, L’imperio

sarriconf28
Foto tratta da www.juventus.com 

Continua a leggere “L’uomo che volle farsi re”

E venne il giorno…

E’ dunque giunta l’ufficialità di Maurizio Sarri alla guida tecnica della Juventus 2019-2020. Diciamo subito che non era il mio preferito, per vari motivi che andremo a breve a spiegare, ma certamente merita il trattamento di ogni professionista che vada a sedersi sulla panchina della Juventus: essere giudicato per i risultati. Continua a leggere “E venne il giorno…”

Cambio della guardia

Il 16 luglio 2014 scrivevo sul mio vecchio blog La vita e le opinioni di Francesco Toscano, gentiluomo un post con questo titolo, a commentare l’addio di Conte e l’arrivo di Allegri. A rileggerlo ora fa un certo effetto, anche perché scrivevo, tra l’altro, che ero convinto che la serie di scudetti consecutivi bianconeri si sarebbe fermata a tre, e che la Juve si sarebbe concessa un fisiologico anno sabbatico. Vedi le scemenze che si scrivono, e come la vita è capace di sorprenderti.

Allegri_with_Milan_players_(cropped)_-_3
Massimiliano Allegri (1)

Se torno adesso a scrivere un post così intitolato è perché credo che il ciclo di Allegri, che cominciava a sorpresa e tra la diffidenza generale in quel luglio 2014, adesso sia finito.
Finito, indubbiamente, con un esito fantastico, e assolutamente imprevisto allora. Cito quanto scrivevo allora: “un quarto scudetto consecutivo con Allegri in panchina sarebbe qualcosa di pazzesco, in grado di far godere immensamente gli juventini, proprio per la sua imprevedibilità”. Chi si sarebbe immaginato di arrivare a otto scudetti consecutivi, di arrivare persino a provare noia per il titolo nazionale? Credo che chi valuta oggi l’avventura di Allegri debba, per onestà intellettuale, ricordare quello che diceva o scriveva sui social in quei giorni tumultuosi del suo arrivo, per riflettere per un momento sulle dimensioni di quanto accaduto in questi anni. Continua a leggere “Cambio della guardia”

E se domani…

Come ampiamente previsto la Juventus ha conquistato il suo ottavo scudetto consecutivo. Nonostante una prestazione abbastanza approssimativa e con un pizzico di fortuna, i ragazzi di Allegri hanno battuto una buona Fiorentina, già concentrata sulla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. Il commento a caldo è semplice: mai avrei pensato di riuscire a vedere un periodo di così totale dominio di una squadra nel campionato di Serie A. L’impresa è incommensurabile: solo quando i ricordi inizieranno un po’ a sbiadirsi ci renderemo conto del reale valore di questa squadra. Continua a leggere “E se domani…”

Il giorno della marmotta

Ho cominciato a scrivere di calcio sul web a febbraio 2012. Usavo le note di Facebook, allora, prima di lanciarmi nel mondo dei blog. Quella che allora definivo “modesta rubrica periodica di riflessioni” prendeva il via con la Juve di Conte che lottava testa a testa con il Milan di Allegri nella classifica di serie A, ma ancora quasi nessuno, nemmeno io, credeva realmente che la squadra che veniva “da due settimi posti” potesse vincere quel campionato; tantomeno ci si poteva immaginare che gli anni successivi sarebbero stati quelli pieni di trionfi che abbiamo vissuto.

Questa felice coincidenza, da quando scrivo di calcio la Juve ha sempre vinto lo scudetto, mi fa percepire la mia attività di blogger calcistico come strettamente legata a questo ciclo juventino; un rapporto di fratellanza razionalmente indimostrabile e senza senso, e tuttavia profondamente vero e intenso. Continua a leggere “Il giorno della marmotta”

Lo stato delle cose: ricomincio da tre

Non possiamo non concentrarci su Juve – Atletico e sulla prestazione totale della squadra di Allegri. Più volte avevo discusso delle 2 C (cuore e c*lo) sperando che non mancasse la terza: quella di CR7. E lui, da buon Cristiano, non ha tradito le attese. Così questa sorta di trinità pagana ha fatto il miracolo. A dir la verità la fortuna è rimasta in panchina: non ce n’è stato bisogno. Come ha detto il Cholo (altra pericolosa C) “Sono stati più bravi in tutto”. Per fare una battuta, siamo passati dall’abitudine all’ingresso di un difensore (Barzagli) per cementare la linea arretrata, al cambio di un terzino (Spinazzola) con Dybala. Da prendere con le molle: non è che basta fare cambi offensivi per essere dei geni. La Juventus ha vinto la partita su ogni palla vagante, su ogni contrasto, su ogni corpo a corpo, tutti affrontati con ferocia, aggressività, pressing collettivo alternato a momenti in cui la squadra rifiatava compatta nella sua trequarti. E con la qualità dei Bernardeschi, Emre Can, Spinazzola e ovviamente Sua Onnipotenza Cristiano Ronaldo. E per chi se lo chiedeva ecco la differenza tra averlo e non averlo. Spinazzola è il giocatore più rappresentativo del momento: sempre propositivo, rapido, ha puntato l’avversario molto spesso, arrivando al cross, alle volte perdendo palla per qualche rimpallo, senza scoraggiarsi e senza tirare il freno a mano che così rischiamo di meno. E’ stata esattamente la partita che si doveva fare e che si voleva vedere. Il risultato è una diretta conseguenza. Poi, diciamolo chiaramente, alle volte subisci un rigore all’ultimo minuto alle volte te lo danno a favore. Ma chi la butta dentro ha sempre la stessa faccia. Continua a leggere “Lo stato delle cose: ricomincio da tre”

Lo stato delle cose: sipario

Non potrebbe esserci altro titolo per questa piccola rubrica. A 12 giornate dalla fine il +16 della Juventus sul Napoli non consente voli di fantasia. Ma il week end è stato importante anche nella lotta per l’Europa: il Milan ha fatto il sorpasso diventando terza forza della Serie A. Grande vittoria della Lazio nel derby che, vincendo il recupero con l’Udinese, affiancherebbe la Roma a quota 44. Brillano Torino e Atalanta e vince anche la Samp dell’highlander Quagliarella. In quota salvezza decisivi i passi di Cagliari e Udinese che staccano il Bologna, terzultimo, di 9 e 7 punti. Un occhio alla classifica:

Continua a leggere “Lo stato delle cose: sipario”

Lo stato delle cose: Dio perdona, il Var no

Giornata abbastanza ordinaria non fosse per la pazza Fiorentina – Inter 3-3. La domanda è: come sarebbe finita in un campionato senza ricorso al mezzo tecnologico? Al di là degli errori dei protagonisti (arbitro compreso) la partita è stata divertente e molto combattuta nonostante il forte vento a modificare molte trame a palla alta. Per il resto pronostici rispettati: vincono le prime della classe, importanti successi per Torino e Samp che agganciano rispettivamente Atalanta e Fiorentina in classifica. Nella lotta per non retrocedere fanno punti solo il Chievo (ma è tardi) e la Spal che ora ha 5 punti di vantaggio sul Bologna terzultimo. Vediamo la classifica: Continua a leggere “Lo stato delle cose: Dio perdona, il Var no”

Caro il mio Massimiliano

Forse un commento a caldo dopo una bruciante sconfitta non è l’ideale. Forse, per dirla con Ligabue, “…uno sfogo fa sbagliare spesso la misura” ma fa vedere lo stato delle cose senza tutti i costrutti del “politically correct” che la mente alle volte ti impone. Più che la rassegnazione o il dispiacere per la sconfitta, la sensazione dominante è la rabbia per aver passato tutto (quasi) il secondo tempo a dire “ora ce lo fanno…” senza aver visto la minima reazione di gamba e cervello, non necessariamente in quest’ordine. Continua a leggere “Caro il mio Massimiliano”