90 minuti + recupero con Paolo Bergamo – 2° parte – Malato di calcio

Di seguito la seconda parte dell’intervista realizzata lo scorso 13 dicembre 2019 presso la casa livornese dell’ex arbitro di serie A e designatore arbitrale Paolo Bergamo. È possibile leggere la prima parte qui.

Era amico di Facchetti così come di Moggi?

Lo stesso rapporto che avevo con Moggi l’avevo anche con Facchetti: lei pensi, l’ho conosciuto che avrò avuto circa vent’anni, era amico intimo di Armando Picchi [livornese come Bergamo, capitano dell’Inter di Facchetti dal 1962 al 1967], poi l’ho trovato come giocatore quando ho arbitrato, ed infine come dirigente. Avevamo proprio una confidenza amicale, quando l’Inter venne a giocare a Livorno, quando il Livorno era in serie A, l’ho chiamato e l’ho invitato a cena. Sono andato a prenderlo all’aeroporto ed abbiamo passato insieme la serata. Per me era la stessa cosa, qualcuno potrebbe dire che il designatore non doveva avere queste amicizie, ma io non mi sono mai fatto questi problemi perché gli incarichi che ho avuto me li sono tutti guadagnati in maniera onesta, tanto che sono stato chiamato alla UEFA e poi alla FIFA a preparare la selezione degli arbitri europei che sarebbero andati ai mondiali. Continua a leggere “90 minuti + recupero con Paolo Bergamo – 2° parte – Malato di calcio”

Le dieci partite più importanti del decennio (secondo me)

Quello tra il 1 gennaio 2010 e l’imminente 31 dicembre 2019 è stato un decennio di calcio difficile da dimenticare. Dopo l’abisso e la caduta, la mia squadra ha conosciuto il ritorno, la resurrezione e il trionfo. Manca il coronamento finale, il cui inseguimento ci dà la ragione per continuare a seguire con interesse e trepidazione anche il prossimo decennio, per quanto a dare fiducia sia più la statistica (prima o poi, per semplice calcolo delle probabilità, dovrà succedere) che un ottimismo vero e proprio.

Questo decennio ha visto anche il debutto delle mie noterelle calcistiche, avviate a febbraio 2012 tramite lo strumento oggi dimenticato delle “note” di Facebook, e passate attraverso due blog, La vita e le opinioni di Francesco Toscano, gentiluomo e poi, dal 2015, questo Il calcio è uguale per tutti, creato con gli amici Claudio e Felix; i miei pezzi hanno conosciuto momenti di entusiasmo e altri in cui si sono decisamente diradati, hanno trovato nell’esame delle vicende di Calciopoli un tema pressante e inesauribile, e in definitiva hanno fatto e continuano a far parte della mia vita intrecciandosi inestricabilmente con il mio essere tifoso e appassionato di calcio.

È per questi motivi che non posso fare a meno di proporvi, tramite una scelta totalmente soggettiva (che poi è l’unico criterio valido e serio per questo genere di cose), l’elenco delle dieci partite che, dal mio particolare punto di vista, sono state le più importanti del decennio. Preciso soltanto che l’ordine in cui le partite compaiono in questo elenco è puramente cronologico. Continua a leggere “Le dieci partite più importanti del decennio (secondo me)”

Mario e gli “allegri” per caso

Il saluto ufficiale di Mario Mandzukic decreta la fine dell’era Allegri, del “risultatismo” ad ogni costo contrapposto alla vittoria come conseguenza del dominio del campo. Al momento questo passaggio mi provoca non poche paure; un po’ per indole personale, un po’ per l’effettiva difficoltà che rappresenta. Sono calcisticamente vecchio: abituato a guardare prima la casellina di destra del risultato, se la mia squadra gioca in casa, molto contento quando riporta lo zero del cosiddetto “clean sheet”. Continua a leggere “Mario e gli “allegri” per caso”

Il ritorno di Antonio Conte

Il faccia a faccia con Antonio Conte nella testa, nel cuore e nelle gambe del tifoso juventino è un mix di emozioni e ricordi ancora vivi. E’ sufficiente incontrarlo una sola volta in un caldo ottobre su una panchina avversaria per trattarlo come uno qualunque? E che avversario sarà, lui così inflessibile e dedito alla causa? Andiamo a vedere cosa ci aspetta a distanza di 5 anni da quel frettoloso addio… Continua a leggere “Il ritorno di Antonio Conte”

L’uomo che volle farsi re

Nessuno può con una parola definire esattamente un uomo; nessun uomo può definire esattamente sé stesso. Tu incolli sopra una bottiglia di Capri rosso un cartellino dove sta scritto Capri rosso, e sopra una bottiglia di Corvo bianco, il cartellino Corvo bianco: la confusione è impossibile; se tu scambi i cartellini, i tuoi sensi, gli occhi e il palato ti avvertiranno dell’errore. Ma quando si tratta del pensiero, dello spirito, della persona morale, il sistema dei cartellini è sbagliato. […] Definire un uomo da una parola, da un discorso, da cento discorsi, è un errore, giacchè per ogni idea che egli esprime, ve ne sono, nel suo cervello, migliaia che la combattono o la combatteranno più tardi, e la potranno modificare, trasformare, distruggere. […]

Federico De Roberto, L’imperio

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Foto tratta da www.juventus.com 

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E venne il giorno…

E’ dunque giunta l’ufficialità di Maurizio Sarri alla guida tecnica della Juventus 2019-2020. Diciamo subito che non era il mio preferito, per vari motivi che andremo a breve a spiegare, ma certamente merita il trattamento di ogni professionista che vada a sedersi sulla panchina della Juventus: essere giudicato per i risultati. Continua a leggere “E venne il giorno…”

Cambio della guardia

Il 16 luglio 2014 scrivevo sul mio vecchio blog La vita e le opinioni di Francesco Toscano, gentiluomo un post con questo titolo, a commentare l’addio di Conte e l’arrivo di Allegri. A rileggerlo ora fa un certo effetto, anche perché scrivevo, tra l’altro, che ero convinto che la serie di scudetti consecutivi bianconeri si sarebbe fermata a tre, e che la Juve si sarebbe concessa un fisiologico anno sabbatico. Vedi le scemenze che si scrivono, e come la vita è capace di sorprenderti.

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Massimiliano Allegri (1)

Se torno adesso a scrivere un post così intitolato è perché credo che il ciclo di Allegri, che cominciava a sorpresa e tra la diffidenza generale in quel luglio 2014, adesso sia finito.
Finito, indubbiamente, con un esito fantastico, e assolutamente imprevisto allora. Cito quanto scrivevo allora: “un quarto scudetto consecutivo con Allegri in panchina sarebbe qualcosa di pazzesco, in grado di far godere immensamente gli juventini, proprio per la sua imprevedibilità”. Chi si sarebbe immaginato di arrivare a otto scudetti consecutivi, di arrivare persino a provare noia per il titolo nazionale? Credo che chi valuta oggi l’avventura di Allegri debba, per onestà intellettuale, ricordare quello che diceva o scriveva sui social in quei giorni tumultuosi del suo arrivo, per riflettere per un momento sulle dimensioni di quanto accaduto in questi anni. Continua a leggere “Cambio della guardia”

E se domani…

Come ampiamente previsto la Juventus ha conquistato il suo ottavo scudetto consecutivo. Nonostante una prestazione abbastanza approssimativa e con un pizzico di fortuna, i ragazzi di Allegri hanno battuto una buona Fiorentina, già concentrata sulla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. Il commento a caldo è semplice: mai avrei pensato di riuscire a vedere un periodo di così totale dominio di una squadra nel campionato di Serie A. L’impresa è incommensurabile: solo quando i ricordi inizieranno un po’ a sbiadirsi ci renderemo conto del reale valore di questa squadra. Continua a leggere “E se domani…”

Il giorno della marmotta

Ho cominciato a scrivere di calcio sul web a febbraio 2012. Usavo le note di Facebook, allora, prima di lanciarmi nel mondo dei blog. Quella che allora definivo “modesta rubrica periodica di riflessioni” prendeva il via con la Juve di Conte che lottava testa a testa con il Milan di Allegri nella classifica di serie A, ma ancora quasi nessuno, nemmeno io, credeva realmente che la squadra che veniva “da due settimi posti” potesse vincere quel campionato; tantomeno ci si poteva immaginare che gli anni successivi sarebbero stati quelli pieni di trionfi che abbiamo vissuto.

Questa felice coincidenza, da quando scrivo di calcio la Juve ha sempre vinto lo scudetto, mi fa percepire la mia attività di blogger calcistico come strettamente legata a questo ciclo juventino; un rapporto di fratellanza razionalmente indimostrabile e senza senso, e tuttavia profondamente vero e intenso. Continua a leggere “Il giorno della marmotta”

Lo stato delle cose: ricomincio da tre

Non possiamo non concentrarci su Juve – Atletico e sulla prestazione totale della squadra di Allegri. Più volte avevo discusso delle 2 C (cuore e c*lo) sperando che non mancasse la terza: quella di CR7. E lui, da buon Cristiano, non ha tradito le attese. Così questa sorta di trinità pagana ha fatto il miracolo. A dir la verità la fortuna è rimasta in panchina: non ce n’è stato bisogno. Come ha detto il Cholo (altra pericolosa C) “Sono stati più bravi in tutto”. Per fare una battuta, siamo passati dall’abitudine all’ingresso di un difensore (Barzagli) per cementare la linea arretrata, al cambio di un terzino (Spinazzola) con Dybala. Da prendere con le molle: non è che basta fare cambi offensivi per essere dei geni. La Juventus ha vinto la partita su ogni palla vagante, su ogni contrasto, su ogni corpo a corpo, tutti affrontati con ferocia, aggressività, pressing collettivo alternato a momenti in cui la squadra rifiatava compatta nella sua trequarti. E con la qualità dei Bernardeschi, Emre Can, Spinazzola e ovviamente Sua Onnipotenza Cristiano Ronaldo. E per chi se lo chiedeva ecco la differenza tra averlo e non averlo. Spinazzola è il giocatore più rappresentativo del momento: sempre propositivo, rapido, ha puntato l’avversario molto spesso, arrivando al cross, alle volte perdendo palla per qualche rimpallo, senza scoraggiarsi e senza tirare il freno a mano che così rischiamo di meno. E’ stata esattamente la partita che si doveva fare e che si voleva vedere. Il risultato è una diretta conseguenza. Poi, diciamolo chiaramente, alle volte subisci un rigore all’ultimo minuto alle volte te lo danno a favore. Ma chi la butta dentro ha sempre la stessa faccia. Continua a leggere “Lo stato delle cose: ricomincio da tre”