Calcio e violenza: il modello inglese è la risposta?

Sono passate alcune settimane dai fatti di Milano che hanno riportato alla luce temi come violenza e razzismo ed è un buon momento per fare qualche riflessione. L’indignazione iniziale ha lasciato il posto a qualche considerazione più pratica e alle indagini per quanto riguarda gli scontri prima della partita tra Inter e Napoli che hanno portato alla morte del tifoso interista. Da una parte i buu razzisti a Koulibaly, dall’altra il mondo violento degli ultras, uniti da un’unica risposta: è l’ora di dire basta. Su questo è bene essere chiari: fermare le partite, proporre iniziative simboliche o far disputare gare a porte chiuse non serve a niente. Anzi certe sanzioni contribuiscono ad ingrandire il problema, essendo di fatto uno strumento di ricatto in mano a certe frange del tifo. Le società di calcio, ostaggio della responsabilità oggettiva, si barcamenano nel tentativo di mantenere la legalità e non subire troppe sanzioni per cori e comportamenti beceri dei propri sostenitori. Tanto più che gli scontri fuori San Siro non hanno niente a che vedere con la partita. “Uno scontro premeditato” secondo il GIP Guido Salvini che aggiunge “….un’azione di stile militare, preordinata e avvenuta a distanza dallo Stadio Meazza tendendo un agguato ai tifosi della squadra opposta. In questo senso quanto avvenuto è espressione tra le più brutali di una sottocultura sportiva di banda che richiama piuttosto, per la tecnica usata, uno scontro tra opposte fazioni politiche.” Questo fa capire che il calcio era solo il pretesto e che lo stadio è il luogo di ritrovo di delinquenti e affini. Ovviamente non ne facciamo una questione di bandiere: la sottocultura di cui parla il GIP è purtroppo molto diffusa. Che fare dunque? Tutto ciò è avvenuto nel giorno del “boxing day”, quel 26 dicembre che nella tradizione anglosassone porta famiglie e bambini alle stadio. E’ palese che siamo ben lontani dal cosiddetto modello inglese di cui si parla ogni volta che si ha a che fare con la violenza negli (o attorno agli) stadi. Ma come ha potuto il Regno Unito drasticamente ridurre se non debellare del tutto il problema degli hooligans? Continua a leggere “Calcio e violenza: il modello inglese è la risposta?”

Annunci

Il caso Chievo e il doping amministrativo

Questa estate 2018 non la ricorderemo soltanto per il Mondiale in Russia senza l’Italia, o per l’imprevedibile arrivo di CR7 in bianconero, ma anche perché, per la prima volta dal 2006, società di serie A sono tornate a rischiare la retrocessione in B a causa di problemi con la giustizia sportiva. Anche se alla fine, alla luce delle sentenze di questi giorni, tale possibilità è tramontata, è inevitabile, visti gli interessi di questo blog, proporre un approfondimento.

I casi che coinvolgono Parma e Chievo sono estremamente diversi tra loro. Quella di gran lunga più interessante è la vicenda relativa al Chievo, che ha riportato al centro dell’attenzione un tema che ha dominato le polemiche calcistiche nel primo decennio del ventunesimo secolo, anche se è poi passato in secondo piano al momento dello scoppio di Calciopoli, ed è rimasto un tema con cui il nostro calcio non ha mai fatto seriamente i conti: il cosiddetto “doping amministrativo”. Continua a leggere “Il caso Chievo e il doping amministrativo”

Penta: “La mia Calciopoli” (parte seconda)

Nella prima parte della conversazione del nostro Amos Bicego con Nicola Penta, che potete leggere qui, sono stati affrontati diversi punti caldi della vicenda Calciopoli, dalle origini dell’inchiesta al caso GEA, dalle telefonate scartate alla condanna dell’arbitro De Santis. In questa seconda parte ci attendono altri temi fondamentali, e rivelazioni e notizie interessanti.   

Arriviamo al tema delle schede svizzere che, secondo l’accusa e secondo i giudici, sono state date in uso agli arbitri da parte dell’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi.

Le schede svizzere non è reato acquistarle o utilizzarle. È stato fondamentale il documento di De Cillis (su cui vedi qui) per l’accusa di associazione poiché in quel modo si poteva dimostrare che Moggi aveva consegnato e distribuito delle sim estere agli arbitri. L’elenco di De Cillis è un documento che vale zero perché non è possibile contestarlo e ci puoi scrivere quello che vuoi. Era un documento cartaceo con nove schede telefoniche col timbro del negozio che attestava l’acquisto delle sim di Bertolini, collaboratore di Moggi. La consegna delle schede è stato un passaggio decisivo per la Casoria e per tutto l’impianto accusatorio. Ciò che ha fatto De Cillis con l’intestazione fittizia di schede è una violazione delle normative antiterrorismo (vigenti dal 2001, costituenti reato) poiché le schede telefoniche vanno intestate all’utilizzatore con tutte le procedure di regolamentazione, ma questa è una storia che nessuno ha mai sottolineato. Se avesse parlato di vendite di schede con numeri alti, rischiava conseguenze da parte degli organi di controllo. Più che il foglio di De Cillis a noi serviva la rogatoria. La rogatoria era fondamentale per acquisire documenti importanti. Avevamo bisogno di quello… non di foglietti di carta. Con quello avremmo avuto dati certi e che potevamo verificare. Continua a leggere “Penta: “La mia Calciopoli” (parte seconda)”

Penta: “La mia Calciopoli e la telefonata mai ascoltata”

Nicola Penta è un personaggio che per tutti coloro che hanno seguito le vicende di Calciopoli non ha bisogno di presentazioni. Consulente tecnico della difesa di Moggi e di altri imputati, alcuni dei quali devono anche e soprattutto a lui l’assoluzione, ha ascoltato migliaia di intercettazioni, e ha collaborato con tutto il collegio difensivo verificando le incongruenze tra le telefonate e i fatti di campo. Nicola è da tempo amico del nostro blog, e ha deciso di farci un doppio regalo: una lunga conversazione in cui ripercorre numerosi dei punti caldi della vicenda di Calciopoli, e l’audio di due telefonate finora inedite che riguardano uno dei capi d’imputazione di Calciopoli, il capo g, di cui abbiamo parlato frequentemente anche su questo blog. L’intervista è stata curata da Amos Bicego, e ve ne proponiamo qui la prima parte. Continua a leggere “Penta: “La mia Calciopoli e la telefonata mai ascoltata””

Chiarezza sul processo Agricola

Negli ultimi giorni è tornato improvvisamente d’attualità il nome di Riccardo Agricola, già medico sociale della Juventus, e protagonista del processo alla società bianconera per abuso di farmaci. Si è appreso, infatti, che Agricola dirigerà il J Medical, il centro sanitario privato, aperto al pubblico, sorto all’interno del complesso dello Juventus Stadium. E’ bene precisare in ogni caso che Agricola non entra in alcun modo nello staff sanitario della squadra bianconera.

5238c
Riccardo Agricola

Continua a leggere “Chiarezza sul processo Agricola”

Aiuto! Mi stanno rubando la nostalgia calcistica

zizouSei nostalgico del calcio degli anni Novanta? Domanda facile: di qualcosa sì, e di qualcosa no. Sei nostalgico degli anni Novanta in genere? Come prima: di qualcosa sì, e di qualcosa no. Come tutte le persone più o meno normali, del resto; perché da trentenne vivere di nostalgia avrebbe un che di patologico.

Oggi seguo il calcio in maniera più attenta e “scientifica” di quanto non facessi, bambino e poi adolescente, negli anni Novanta. Ovviamente, quando mi capita di rivedere una figurina, un’immagine, un video di quegli anni il mio pensiero torna con piacere a quel tempo antico; specie se le immagini calcistiche sono legate a ricordi personali di quell’età spensierata. E sfogliare un vecchio album, o vedere una trasmissione che ricorda quegli anni, possono essere il simpatico passatempo di un pomeriggio; anche se ovviamente non vincerebbero la sfida con la diretta di una partita di oggi. Continua a leggere “Aiuto! Mi stanno rubando la nostalgia calcistica”

Indagine statistica su Calciopoli

Con questo articolo si vogliono analizzare statisticamente diversi aspetti del procedimento penale denominato Calciopoli per dare un giudizio sull’indagine stessa. Quante accuse formulate dai pm hanno retto all’udienza preliminare, al dibattimento e ai vari appelli e ricorsi, diventando così accertate in via definitiva? Come si vedrà, solo una piccola parte rispetto al totale. In questo articolo, quindi, si vuole principalmente giudicare il lavoro degli inquirenti e dei magistrati, piuttosto che i comportamenti degli imputati. Continua a leggere “Indagine statistica su Calciopoli”

Le probabili formazioni: inchiesta verità

Chiunque abbia fatto almeno una volta nella vita un fantacalcio lo sa benissimo (e chi non ha mai fatto un fantacalcio, del resto, non ha alcun motivo di leggere questo pezzo): la cosa più importante, il sabato, quando si schiera la propria formazione, è sapere chi giocherà, e chi no. Mica facile, in tempi di turnover, rose lunghe e tatticismi esasperati. E perciò non c’è, per i fantacalcisti, nessun servizio più importante di quello offerte dalle pagine di “probabili formazioni”, ormai immancabili nei principali siti d’informazione sportiva. Un vero servizio pubblico, e dei più importanti, per giunta. Continua a leggere “Le probabili formazioni: inchiesta verità”

La cultura degli “anti” – Prima parte

Qual’è la molla che spinge il tifo “contro“? A che punto siamo arrivati? Ecco come ci ho sbattuto il grugno un po’ di tempo fa e due riflessioni…

Prologo: il peccato originale

Estate 1982: la riviera romagnola pullulava di turisti di tutte le razze ed età. A fare bella mostra di sé troneggiavano decine e decine di bandiere tricolore che ricordavano l’appartenenza ad un paese meraviglioso e la recente vittoria dei Mondiali di Spagna da parte della truppa di Bearzot. Si respirava aria di festa che, mista alla consueta ospitalità della gente di romagna, dava l’idea di un momento di felicità assoluta. Con mamma e papà frequentavo quelle spiagge e una piccola pensioncina a conduzione familiare: ero il cocco della cuoca, che era anche la titolare, cameriera, tuttofare, guida turistica etc. C’era sempre un dolcino in più, una porzione più grande, un assaggio di qualcosa di nuovo. Continua a leggere “La cultura degli “anti” – Prima parte”