La posizione processuale di Paolo Bergamo

Una tra le più importanti figure della lunga e complessa storia di Calciopoli è sicuramente rappresentata da Paolo Bergamo, designatore, insieme a Pierluigi Pairetto, nei campionati di Serie A e B dalla stagione 1999/00 alla stagione 2004/05. Durante la loro gestione, il titolo di Campione d’Italia andò tre volte alla Juve e una volta a Lazio, Roma, Milan. Continua a leggere “La posizione processuale di Paolo Bergamo”

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Penta: “La mia Calciopoli e la telefonata mai ascoltata”

Nicola Penta è un personaggio che per tutti coloro che hanno seguito le vicende di Calciopoli non ha bisogno di presentazioni. Consulente tecnico della difesa di Moggi e di altri imputati, alcuni dei quali devono anche e soprattutto a lui l’assoluzione, ha ascoltato migliaia di intercettazioni, e ha collaborato con tutto il collegio difensivo verificando le incongruenze tra le telefonate e i fatti di campo. Nicola è da tempo amico del nostro blog, e ha deciso di farci un doppio regalo: una lunga conversazione in cui ripercorre numerosi dei punti caldi della vicenda di Calciopoli, e l’audio di due telefonate finora inedite che riguardano uno dei capi d’imputazione di Calciopoli, il capo g, di cui abbiamo parlato frequentemente anche su questo blog. L’intervista è stata curata da Amos Bicego, e ve ne proponiamo qui la prima parte. Continua a leggere “Penta: “La mia Calciopoli e la telefonata mai ascoltata””

La posizione processuale di Mariano Fabiani

Angelo Mariano Fabiani è uno dei molteplici imputati del processo penale di Calciopoli, svolto a partire dal 2009 nelle aule del Tribunale di Napoli. Nel 2004/05, stagione a cui si riferiscono le accuse, ricopre la carica di direttore sportivo del Messina, dove è arrivato nell’estate del 2003. Dopo aver ottenuto un ottimo settimo posto in Serie A nel 2004/05, con il neopromosso Messina, passa al Genoa, che nel frattempo è retrocesso in C1 a causa dell’illecito sportivo riguardante la partita Genoa – Venezia. Nell’estate del 2006, quando scoppia lo scandalo, il nome di Fabiani non compare sui giornali: si parlerà di lui, per la prima volta, più o meno un anno dopo. Fabiani è infatti coinvolto in questa storia a causa della scoperta e della ricostruzione dei tabulati delle schede svizzere attraverso le quali, insieme a Moggi, avrebbe colloquiato con diversi arbitri. Le sue utenze telefoniche italiane non sono state sottoposte a intercettazione telefonica da parte dei carabinieri, cosa che ci avrebbe permesso di conoscere molti più dettagli. La sua storia rimane, perciò, strettamente ancorata alle schede svizzere. Continua a leggere “La posizione processuale di Mariano Fabiani”

Il capo F: Juventus – Lazio e tutte le incongruenze

Il quinto capo d’accusa per frode sportiva formulato dalla pubblica accusa nei confronti di Luciano Moggi, nell’ambito del processo penale Calciopoli, riguarda la partita tra la Juventus e la Lazio del 5 dicembre 2004, diretta da Dondarini, terminata 2-1.

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La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo O

Racalbuto, insieme a De Santis, è uno dei due arbitri che non è uscito assolto dal processo penale di Calciopoli. A differenza dello stesso Massimo De Santis, Paolo Bertini, Antonio Dattilo e Tiziano Pieri non ha rinunciato alla prescrizione. I capi d’accusa che lo riguardavano sono i seguenti:

  • capo A: associazione a delinquere (partecipe)
  • capo N: frode sportiva in relazione alla partita Roma – Parma
  • capo O: frode sportiva in relazione alla partita Cagliari – Juventus
  • capo Z: frode sportiva in relazione alla partita Roma – Juventus

Racalbuto è stato assolto in via definitiva soltanto per il capo N; è invece stato condannato, in primo grado, per gli altri tre reati contestatigli, a 1 anno e 8 mesi, pena che è stata annullata in appello per intervenuta prescrizione; infine la Cassazione ha rigettato il suo ricorso, giudicandolo inammissibile, sia per quanto riguarda la partecipazione al sodalizio ideato e promosso da Moggi, sia per i due rimanenti reati di frode sportiva riguardanti Cagliari – Juventus e Roma – Juventus. Continua a leggere “La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo O”

Il capo A10: Lecce – Parma

Lecce – Parma, trattata nel processo penale di Calciopoli al capo A10 (l’ultimo della lunghissima serie di imputazioni per frode sportiva) è stata una partita importante per la lotta alla salvezza del campionato 2004/05 e che ha suscitato diversi dubbi e sospetti. Al pari di Fiorentina – Bologna, qui trattata, è costata all’arbitro Massimo De Santis la condanna per frode sportiva, avendo rinunciato alla prescrizione. La partita, disputata il 29/05/05 a Lecce, rientrerebbe secondo l’impianto accusatorio – confermato in buona parte dalla Cassazione – nella cosiddetta operazione di salvataggio della Fiorentina, causa per la quale avrebbero dato il loro contributo, oltre al già citato De Santis, anche il designatore Paolo Bergamo (ma non Pairetto), il vicepresidente federale Innocenzo Mazzini, l’amministratore delegato della Fiorentina Sandro Mencucci, i fratelli Diego e Andrea Della Valle e l’onnipresente Luciano Moggi, che risulta curiosamente l’unico assolto per questo capo d’accusa nel processo del rito ordinario con la formula per non aver commesso il fatto. Assoluzione che si aggiunge a quella già ottenuta dal guardalinee Griselli davanti al GUP nel rito abbreviato.

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La posizione processuale di Antonio Giraudo (parte prima)

Antonio Giraudo è stato l’amministratore delegato della Juventus dal 1994 al 2006, anno in cui è scoppiato lo scandalo sportivo denominato Calciopoli. È uno dei protagonisti più importanti del processo napoletano per la carica ricoperta: nella stagione 2004/05, oltre ad essere stato l’a.d. della società bianconera, era anche consigliere federale. A differenza degli altri imputati principali (Moggi, Mazzini, Bergamo, Pairetto, De Santis) Giraudo ha optato, insieme a Lanese (presidente dell’A.I.A.), Pieri, Dondarini (entrambi arbitri) e altri imputati di minor rilievo, per il rito abbreviato, nel quale non si celebra la fase dibattimentale. Alla fine del procedimento, arrivato in Cassazione nel marzo del 2015 quando tutti i reati erano comunque prescritti, Giraudo è rimasto l’unico non assolto del processo celebrato con rito abbreviato. L’ex a.d. della Juventus era stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver promosso, costituito e organizzato un’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e con l’accusa di aver compiuto sei reati-fine (frodi sportive). I capi d’accusa sono schematizzati di seguito. Continua a leggere “La posizione processuale di Antonio Giraudo (parte prima)”