La posizione processuale di Mariano Fabiani

Angelo Mariano Fabiani è uno dei molteplici imputati del processo penale di Calciopoli, svolto a partire dal 2009 nelle aule del Tribunale di Napoli. Nel 2004/05, stagione a cui si riferiscono le accuse, ricopre la carica di direttore sportivo del Messina, dove è arrivato nell’estate del 2003. Dopo aver ottenuto un ottimo settimo posto in Serie A nel 2004/05, con il neopromosso Messina, passa al Genoa, che nel frattempo è retrocesso in C1 a causa dell’illecito sportivo riguardante la partita Genoa – Venezia. Nell’estate del 2006, quando scoppia lo scandalo, il nome di Fabiani non compare sui giornali: si parlerà di lui, per la prima volta, più o meno un anno dopo. Fabiani è infatti coinvolto in questa storia a causa della scoperta e della ricostruzione dei tabulati delle schede svizzere attraverso le quali, insieme a Moggi, avrebbe colloquiato con diversi arbitri. Le sue utenze telefoniche italiane non sono state sottoposte a intercettazione telefonica da parte dei carabinieri, cosa che ci avrebbe permesso di conoscere molti più dettagli. La sua storia rimane, perciò, strettamente ancorata alle schede svizzere. Continua a leggere “La posizione processuale di Mariano Fabiani”

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La querelle Moggi – Facchetti jr: le motivazioni della sentenza

Il giudice Oscar Magi del Tribunale di Milano ha sentenziato, lo scorso 15 luglio, sulla causa per diffamazione contro Luciano Moggi, avviata dalla querela presentata da Gianfelice Facchetti, figlio dell’ex presidente interista Giacinto. Luciano Moggi, questa la decisione, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Avevamo sintetizzato la questione in un articolo dello scorso luglio (vedi qui). Adesso abbiamo letto per voi il testo integrale delle motivazioni della sentenza. Continua a leggere “La querelle Moggi – Facchetti jr: le motivazioni della sentenza”

La querelle Moggi – Facchetti jr.

Quello che emerge dal processo di Napoli e che emergerà ancora: le telefonate del tuo ex presidente che riguardano le griglie e la richiesta ad un arbitro di vincere la partita di Coppa Italia con il Cagliari, e l’arbitro era Bertini. Ci sono le telefonate intercettate sue, le telefonate di Moratti e la telefonata di imbarazzo di Bertini, i pedinamenti, le intercettazioni illegali e anche i passaporti falsi e quindi sta zitto Zanetti, è meglio per te ed è meglio per l’Inter”.

A causa di questa dichiarazione, rilasciata rivolgendosi a Javier Zanetti nel corso della trasmissione Notti Magiche andata in onda il 25 ottobre 2010, Luciano Moggi è stato rinviato a giudizio per diffamazione nei confronti dell’ex presidente interista Giacinto Facchetti, deceduto nel 2006. Secondo il pm Elio Ramondini queste parole hanno lasciato “falsamente intendere che lo stesso Giacinto Facchetti avesse commesso quei reati quali quelli da lui (Moggi, ndr) commessi” e per i quali è sopraggiunta la prescrizione. Parole, quelle di Moggi, che avevano portato Gianfelice Facchetti, figlio dell’allora presidente dell’Inter, a sporgere querela. Continua a leggere “La querelle Moggi – Facchetti jr.”

Auricchio? Ci credo. L’incredibile storia di Calciopoli (13). Bertini di Arezzo

La verità è che non si può dire la verità, perché se si potesse dire la verità qualcuno ci lascerebbe le penne.
Luciano Moggi ad Aldo Biscardi, 21 dicembre 2004

La serie di articoli dedicata alla storia di Calciopoli si era arrestata al tema dei rapporti fra Moggi e i designatori. Continuerò in futuro riprendendo da dove ero arrivato, e parlando delle cene che costituiscono uno degli elementi più importanti del capo di imputazione di associazione a delinquere.

Oggi, però, è il gran giorno della Cassazione, ed è giusto dedicarsi all’attualità. Una delle prime notizie della mattinata è stata quella relativa alla richiesta del procuratore generale della Cassazione di annullare senza rinvio le condanne in appello degli ex arbitri Bertini e Dattilo. L’annullamento senza rinvio in Cassazione per i due arbitri, che avevano rinunciato formalmente alla prescrizione, equivarrebbe a un’assoluzione per non avere commesso il fatto. Continua a leggere “Auricchio? Ci credo. L’incredibile storia di Calciopoli (13). Bertini di Arezzo”