Per una storia “laica” di Calciopoli: Marco Bellinazzo in La fine del calcio italiano

Oltre tre anni fa, il 30 marzo 2015, ho avuto l’occasione di uno scambio di tweet con Paolo Condò, nome nobile del giornalismo sportivo italiano, e all’epoca firma prestigiosa della Gazzetta dello Sport (oggi è passato a Sky Sport). L’occasione mi fu data da una sua dichiarazione d’intenti: non ho intenzione di pronunciarmi su Calciopoli perché “è un tema che non ha soluzioni condivise possibili”. È senz’altro vero, e io obiettai però che l’unico modo per avere soluzioni condivise possibili sarebbe quello di redigere intanto una storia condivisa della vicenda, impresa che però sembra troppo scivolosa per le grandi firme del giornalismo italiano. Condò mi rispose infatti che “tutto è ancora troppo fresco” per provare a mettere insieme una ricostruzione storica condivisibile da tutti. Continua a leggere “Per una storia “laica” di Calciopoli: Marco Bellinazzo in La fine del calcio italiano”

Calciopoli: l’imputazione che non c’è

In questo articolo si ricostruiranno gli avvenimenti che hanno preceduto la partita tra l’Inter e la Juventus, disputata il 28 novembre 2004, e mai oggetto di specifica accusa in alcun procedimento.

Il match, infatti, non è stato particolare oggetto di approfondimento da parte della polizia giudiziaria che ha condotto le indagini, ma è comunque preceduto da diverse conversazioni telefoniche interessanti. Alcune di queste intercettazioni riguardano anche il presidente dell’Inter Facchetti, interessato (in due distinte conversazioni, una con Mazzei, l’altra con Bergamo) alla composizione della griglia arbitrale, al sorteggio e ai guardalinee. In questo articolo si vuole, però, focalizzare l’attenzione su un’altra “linea”, composta dal presidente federale Franco Carraro, dal designatore Paolo Bergamo e dall’arbitro Pasquale Rodomonti.

La partita era ovviamente stata inserita dai designatori arbitrali, Bergamo e Pairetto, in prima fascia, insieme alle partite Atalanta – Reggina, Chievo – Milan, Livorno – Udinese e Messina – Fiorentina; gli arbitri inseriti erano invece Bertini, Collina, Farina, Paparesta e Rodomonti. Continua a leggere “Calciopoli: l’imputazione che non c’è”

Il capo V: Lazio – Parma

Il capo V delle imputazioni del processo penale napoletano riguarda la partita tra la Lazio e il Parma, disputata il 27 febbraio 2005, terminata con il punteggio di 2-0 per la Lazio (qui i dettagli del match). Siamo alla 26° giornata di Serie A del campionato 2004/05 ed è la partita successiva alla già discussa Chievo – Lazio (capo U). Si tratta, dunque, della seconda imputazione formulata nei confronti del presidente laziale Claudio Lotito, che avrebbe cercato di influenzare, tramite Mazzini e Carraro, la sensibilità dei designatori Bergamo e Pairetto che, a loro volta, avrebbero dovuto condizionare il direttore di gara, Domenico Messina. Continua a leggere “Il capo V: Lazio – Parma”

Il capo U: Chievo – Lazio

Dopo aver visto nel precedente articolo come è nato e come si è concluso il coinvolgimento della Lazio nel processo sportivo del 2006, per capire più a fondo la vicenda, è necessario analizzare anche le risultanze del processo penale.

Come anticipato, i pm di Napoli hanno chiesto il rinvio a giudizio per il reato di frode sportiva soltanto per le partite della Lazio contro il Chievo e contro il Parma, ritenendo invece insufficienti le risultanze investigative emerse dall’indagine preliminare in relazione a Lazio – Brescia e Bologna – Lazio; quest’ultima, arbitrata da Tagliavento, fu inizialmente menzionata nell’atto di conclusione delle indagini, ma ne fu poi chiesta e ottenuta l’archiviazione (link). Continua a leggere “Il capo U: Chievo – Lazio”

Calciopoli: il filone laziale

Nello scandalo sportivo che scoppiò nell’estate del 2006, come risaputo, fu coinvolta anche la Lazio, nella persona del suo presidente Claudio Lotito. Le gare oggetto di capo di incolpazione nel procedimento disciplinare sportivo del 2006 sono le seguenti:

  • Lazio – Brescia 0-0 (2 febbraio 2005)

Incolpati: Lotito (art. 6, commi 1 e 2), Carraro (art. 6, commi 1 e 2), Bergamo (art. 6, commi 1 e 2), Mazzini (art. 6, comma 7), S.S. Lazio (responsabilità diretta e presunta). Continua a leggere “Calciopoli: il filone laziale”

Indagine statistica su Calciopoli

Con questo articolo si vogliono analizzare statisticamente diversi aspetti del procedimento penale denominato Calciopoli per dare un giudizio sull’indagine stessa. Quante accuse formulate dai pm hanno retto all’udienza preliminare, al dibattimento e ai vari appelli e ricorsi, diventando così accertate in via definitiva? Come si vedrà, solo una piccola parte rispetto al totale. In questo articolo, quindi, si vuole principalmente giudicare il lavoro degli inquirenti e dei magistrati, piuttosto che i comportamenti degli imputati. Continua a leggere “Indagine statistica su Calciopoli”

La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo Z

Nel precedente articolo è stata esaminata la frode sportiva riguardante Cagliari – Juventus con particolare attenzione rivolta alla posizione di Salvatore Racalbuto. L’altra partita per la quale la Cassazione ha confermato la sentenza di prescrizione per l’arbitro (comunque motivata in modo negativo per gli imputati) riguarda la partita disputata il 5 marzo 2005 a Roma tra la Roma e la Juventus, terminata 2-1 per i bianconeri. Gli assistenti arbitrali erano Ivaldi e Pisacreta e il quarto uomo Gabriele.

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