Che gusto c’è a fare l’arbitro? Una testimonianza

Siamo lieti di ospitare sul blog queste riflessioni del nostro amico Paolo, assiduo frequentatore di Il calcio è uguale per tutti, e ormai membro a tutti gli effetti della nostra piccola comunità.

Spesso ce lo dimentichiamo, che non esistono solo gli arbitri famosi, chiacchierati, quelli che fanno la serie A, ma anche tanti giovani e meno giovani che permettono a tutto il sistema-calcio, semplicemente, di esistere. Ho allenato le giovanili di un piccolo club per una quindicina d’anni; ora part time arbitro partite, soprattutto di squadre giovanili e delle categorie inferiori del campionato belga.

Vi racconto la mia esperienza più recente. Domenica ero tranquillo a casa, e all’improvviso vengo chiamato per arbitrare una partita di terza categoria. La federazione belga non aveva designato un arbitro; il regolamento dice che in questi casi la squadra ospitata ha la prima scelta, e può chiamare un arbitro; in caso di rifiuto la squadra che ospita é obbligata a procurarne uno, pena la sconfitta a tavolino. Accetto un po’ controvoglia, e vado ad arbitrare le due squadre. Tutti si lamentano del fatto che quest’anno mancano tantissimi arbitri. Continua a leggere “Che gusto c’è a fare l’arbitro? Una testimonianza”

Che gusto c’è a fare l’arbitro?

che gusto c'è a fare l'arbitro«Divertitevi!»: è l’invito che l‘arbitro Nicola Rizzoli rivolge alla sua squadra (guardalinee, quarto uomo, addizionali quando ci sono) prima che la partita cominci. Devo dire che risulta difficile, per un estraneo, immaginare che possa essere il divertimento la motivazione e lo stimolo principale dell’essere arbitro (non era falsare i campionati?). E in effetti, che gusto c’è a fare l’arbitro, se il vero divertimento è giocare, o al limite, per i meno talentuosi, guardare? Questa è la domanda-ritornello intorno alla quale l’arbitro dell’ultima finale mondiale ha articolato la sua autobiografia. La risposta alla domanda del titolo la si trova solo se si comprende che fare l’arbitro è semplicemente un gran bel modo, anche se un po’ atipico, per vivere il calcio. Il gusto per l’arbitraggio, a quanto pare, non lo si può trovare se non vivendo, a proprio modo, la dimensione agonistica; e dentro l’animo di Nicola Rizzoli vive ancora il calciatore che sognava di diventare da giovane. Da calciatore, però, difficilmente sarebbe arrivato a giocarsi una finale mondiale; da arbitro c’è riuscito. Continua a leggere “Che gusto c’è a fare l’arbitro?”