Calciopoli: il mancato risarcimento a Gazzoni

Con sentenza dell’8 novembre 2011 il Tribunale di Napoli, che ha giudicato gli imputati del processo penale conosciuto come Calciopoli, aveva condannato Luciano Moggi e altri imputati per i reati di associazione a delinquere e diversi episodi di frode in competizioni sportive. Aveva, inoltre, condannato gli imputati al risarcimento dei danni in favore delle parti civili Victoria 2000 s.r.l., Bologna Football Club 1909 s.p.a. e Brescia Calcio s.p.a. Continua a leggere “Calciopoli: il mancato risarcimento a Gazzoni”

Frodi sportive accertate

Oltre al reato associativo (art. 416 del c.p.) – al quale, a sentenze definitive, hanno prestato adesione i dirigenti juventini Moggi e Giraudo, il designatore Pairetto, il vicepresidente federale Mazzini, gli arbitri De Santis e Racalbuto e il dg del Messina Fabiani – il procedimento penale è stato caratterizzato da un elevato numero di contestazioni di frode in competizione sportiva (qui l’elenco). Il reato di frode sportiva è  un reato di attentato a consumazione anticipata (o reato di pericolo) ed è formalizzato dalla legge n. 401 del 1989: Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestine a tutela della correttezza nello svolgimento di competizioni agonistiche. Continua a leggere “Frodi sportive accertate”

L’illecito sportivo della Juventus (2)

Il processo sportivo alla Juventus (seconda parte)

Dopo aver visto, nel precedente articolo, in che cosa è consistito l’illecito sportivo addebitato ai due massimi dirigenti juventini, Moggi e Giraudo, e, conseguentemente, alla Juventus, passiamo ad analizzare le altre contestazioni mosse alla società bianconera nel corso del procedimento sportivo del 2006: condotte illecite relative a tre specifiche gare del campionato 2004/05 e la famosa incursione di Moggi e Giraudo nello spogliatoio dell’arbitro a Reggio Calabria. Continua a leggere “L’illecito sportivo della Juventus (2)”

Calciopoli: l’illecito sportivo della Juventus

Il processo sportivo

Spesso si è sentito definire la violazione commessa dalla Juventus e dai suoi due massimi dirigenti, Giraudo e Moggi, con il termine illecito strutturato. Formalmente però, nel 2006, l’illecito strutturato (o associativo) non era una fattispecie ravvisata dal Codice di giustizia sportiva e fu infatti introdotto nel nuovo codice, successivo agli avvenimenti di Calciopoli (link). Oltretutto strutturato è un appellativo di cui non si trova alcuna traccia nelle sentenze sportive. Il termine, attribuito al particolare e anomalo illecito che sarebbe emerso dall’ascolto delle intercettazioni telefoniche nell’ambiente calcistico-juventino, fu invece dato da Francesco Saverio Borrelli, diventato capo dell’ufficio indagini della FIGC su nomina del commissario straordinario Guido Rossi (link) in sostituzione del dimissionario generale della guardia di finanza, Italo Pappa. In sostanza, con questo termine, il capo degli 007 della FIGC voleva descrivere l’esistenza di una rete stabile e irregolare di rapporti tra la dirigenza juventina, i vertici federali e il mondo arbitrale. Continua a leggere “Calciopoli: l’illecito sportivo della Juventus”

Penta: “La mia Calciopoli e la telefonata mai ascoltata”

Nicola Penta è un personaggio che per tutti coloro che hanno seguito le vicende di Calciopoli non ha bisogno di presentazioni. Consulente tecnico della difesa di Moggi e di altri imputati, alcuni dei quali devono anche e soprattutto a lui l’assoluzione, ha ascoltato migliaia di intercettazioni, e ha collaborato con tutto il collegio difensivo verificando le incongruenze tra le telefonate e i fatti di campo. Nicola è da tempo amico del nostro blog, e ha deciso di farci un doppio regalo: una lunga conversazione in cui ripercorre numerosi dei punti caldi della vicenda di Calciopoli, e l’audio di due telefonate finora inedite che riguardano uno dei capi d’imputazione di Calciopoli, il capo g, di cui abbiamo parlato frequentemente anche su questo blog. L’intervista è stata curata da Amos Bicego, e ve ne proponiamo qui la prima parte. Continua a leggere “Penta: “La mia Calciopoli e la telefonata mai ascoltata””

Bologna – Juventus: Moggi unico colpevole

Al capo I dell’elenco di imputazioni per frode sportiva del processo penale Calciopoli troviamo la tanto discussa partita tra il Bologna e la Juventus del campionato 2004/05. La partita – diretta dall’arbitro Tiziano Pieri – è stata vinta dalla Juventus con un gol su punizione (contestatissima) di Nedved nei minuti finali. Gli highlights:

Continua a leggere “Bologna – Juventus: Moggi unico colpevole”

Il capo g: Fiorentina – Bologna e tutte le incongruenze

Il capo g è uno dei pochi capi d’imputazione di Calciopoli sopravvissuti quasi senza “perdite” ai vari gradi di giudizio, Cassazione compresa. A parte lo stralcio della posizione di Bergamo, infatti, è stata riconosciuta la responsabilità sia di Pairetto e Moggi (prescritti) che di De Santis, condannato a causa della sua rinuncia alla prescrizione.

Una rassegna completa del materiale probatorio relativo a questo capo d’imputazione l’abbiamo presentata qui. Visto però che abbiamo avuto modo di riflettere ulteriormente su alcune telefonate, e ci sentiamo in grado di proporre alcune interpretazioni alternative, è tempo di tornarci su. Continua a leggere “Il capo g: Fiorentina – Bologna e tutte le incongruenze”

Alle origini di Calciopoli (4)

Abbiamo appurato, dunque, che il Messina era effettivamente una società vicina a Moggi e alla Juventus, senza che della cosa si facesse mistero (link). E abbiamo anche visto che in quella stagione i peloritani sono effettivamente abbastanza fortunati con le decisioni arbitrali, cosa che suscita le ire delle altre concorrenti per la promozione. Del resto, il saldo delle decisioni arbitrali nel campionato di B 2003-2004 è decisamente favorevole al Messina non solo con gli arbitri della presunta “combriccola romana” denunciata da alcuni presidenti avversari, ma anche con altri fischietti (link). Se dunque le voci e i sospetti si concentrarono su Palanca e Gabriele, e non, per esempio, su Tombolini (4 rigori concessi in 4 partite con il Messina) doveva esserci qualche altro motivo, legato non solo a quanto accadeva sul campo. Tanto più che un testimone come Carletto Ancelotti, interrogato dall’Ufficio Indagini della FIGC l’8 giugno 2006, ha affermato che tra Moggi e Tombolini c’era, a suo dire, un rapporto molto confidenziale, analogo a quello tra Moggi e De Santis. moggiNel 1999 Tombolini e De Santis furono avversari nella corsa a un posto da internazionale; il primo, raccontano le cronache dell’epoca, sostenuto da Bergamo, il secondo, che ebbe la meglio, da Pairetto. Ad ogni modo Tombolini è marchigiano, e non è mai stato sfiorato dall’inchiesta di Calciopoli; noi invece, dobbiamo provare a rispondere alla terza domanda che avevamo posto nella seconda puntata della serie.

3) Esisteva davvero una “combriccola romana” di arbitri?

Continua a leggere “Alle origini di Calciopoli (4)”

Alle origini di Calciopoli (1)

Da più di un anno penso a come proseguire la serie di articoli su Massimo De Santis, il condannato di Calciopoli, iniziata con i pezzi che hanno rievocato la sua antica fama di arbitro juventino (link qui), e lo spionaggio condotto ai suoi danni (e non solo ai suoi danni) da Telecom (link qui). Quella serie si riprometteva di andare oltre le analisi dei singoli capi d’imputazione dei processi, penali o sportivi che fossero, nella convinzione che per capire davvero il De Santis 2004-2005, compresi i fatti che sono stati oggetto di specifica imputazione, non ci si può limitare a quello, ma bisogna raccontare una storia molto più ampia e complessa.

arbitro-de-s
Massimo De Santis

In particolare, mi sono reso conto ben presto che nella terza puntata della De Santis story avrei dovuto soffermarmi sul 2003-2004, un anno non preso in considerazione dalle indagini, ma in cui accadono tante cose importanti e ricche di conseguenze. Parlare del 2003-2004 mi ha portato inevitabilmente a parlare della genesi di Calciopoli. E questo racconto delle origini di Calciopoli, in origine pensato come una puntata della serie su De Santis, ha acquisito col tempo, e con le domande, tante, che si porta dietro, uno spessore tale da meritarsi, a sua volta, uno spazio tutto suo, che si inaugura con questo pezzo. Andando avanti, si capirà facilmente perché non si può capire il De Santis 2004-2005 senza tornare a raccontare, prima, questa storia. Continua a leggere “Alle origini di Calciopoli (1)”

Il capo A10: Lecce – Parma

Lecce – Parma, trattata nel processo penale di Calciopoli al capo A10 (l’ultimo della lunghissima serie di imputazioni per frode sportiva) è stata una partita importante per la lotta alla salvezza del campionato 2004/05 e che ha suscitato diversi dubbi e sospetti. Al pari di Fiorentina – Bologna, qui trattata, è costata all’arbitro Massimo De Santis la condanna per frode sportiva, avendo rinunciato alla prescrizione. La partita, disputata il 29/05/05 a Lecce, rientrerebbe secondo l’impianto accusatorio – confermato in buona parte dalla Cassazione – nella cosiddetta operazione di salvataggio della Fiorentina, causa per la quale avrebbero dato il loro contributo, oltre al già citato De Santis, anche il designatore Paolo Bergamo (ma non Pairetto), il vicepresidente federale Innocenzo Mazzini, l’amministratore delegato della Fiorentina Sandro Mencucci, i fratelli Diego e Andrea Della Valle e l’onnipresente Luciano Moggi, che risulta curiosamente l’unico assolto per questo capo d’accusa nel processo del rito ordinario con la formula per non aver commesso il fatto. Assoluzione che si aggiunge a quella già ottenuta dal guardalinee Griselli davanti al GUP nel rito abbreviato.

Continua a leggere “Il capo A10: Lecce – Parma”