Digerire la foglia…

La stagione della Juventus può essere adesso sottoposta ad un giudizio abbastanza circostanziato. E’ indubbio che i primi due obiettivi sono stati raggiunti: la vittoria nella Supercoppa Italiana ed il passaggio del turno in Champions League. In soldoni, tralasciando l’ultima disgraziata prova di Siviglia, il giudizio è positivo. Mister Allegri è un abituè degli ottavi della massima competizione europea ed anche in questa circostanza non ha fallito. Il giudizio riguardante il campionato è per forza di cose in sospeso. La squadra ha inanellato recentemente una buona striscia vincente, accompagnata da una condizione ed una compattezza sempre più convincenti. Il ritorno al “contiano” 3-5-2 ha permesso di saldare alle fondamenta un concetto ben preciso: primo non prenderle. “La miglior difesa del mondo” (Cit. Emery) è spesso ultimamente imbattuta ed offre garanzie di sicurezza a partire dal suo numero uno, l’inossidabile Gianluigi Buffon. Lo sdoganamento di Rugani, per ora relegato al ruolo di spettatore, consentirà al BBC (Barzagli-Bonucci-Chiellini) di tirare un po’ il fiato in vista del periodo più impegnativo dell’anno, da febbraio in avanti. Torniamo a Siviglia: ecco la dimostrazione che a calcio si gioca prima con la testa. La Juve, evidentemente paga allegridel pareggio e rassicurata dal risultato che stava maturando a Manchester (Borussia in vantaggio), ha staccato mentalmente per 15-20 minuti, nei quali ha concesso il gol di Llorente e un altro paio di occasioni ai locali. La sciagurata mira di Morata e la sfortuna (oltre ad un paio di interventi del portiere avversario) hanno fatto il resto.
Un passo indietro dunque; la squadra di Allegri ha accettato qualche rischio in più per poter produrre più occasioni, ed in effetti ci era riuscita. Il black out di inizio ripresa ha certificato che ancora ci sono equilibri abbastanza precari e che il “pilota automatico” (quella gestione della partita a ritmi più bassi che funziona bene in Italia) non può essere ancora inserito, per lo meno in campo internazionale.
Continua a leggere “Digerire la foglia…”

Conosciamoli meglio: Mario Mandzukic

Mandzukic1L’acquisto di Mario Mandzukic da parte della Juventus è passato un po’ troppo velocemente nei commenti dei media, probabilmente troppo impegnati a cercare carne nel mercato un po’ fumoso di questi tempi. Sia chiaro, il centravanti croato non è Messi e nemmeno Tevez, ma ha caratteristiche di primissimo piano e può rivelarsi un duttile compagno per Alvaro Morata. Questo ragazzone croato di 187 cm è nato nel maggio del 1986 ed è quindi nel pieno della sua maturità calcistica. La sua storia è quella classica dell’attaccante di talento: svezzato in patria tra i professionisti di NK Zagabria e Dinamo Zagabria, Mandzukic dimostra subito una buona propensione al gol. Tra il 2005 e il 2007 realizza 14 reti in 51 presenze, ma è passando alla Dinamo che mette un’altra marcia: 81 presenze con 42 reti nel campionato croato tra il 2007 e il 2010. Viene notato dal Wolfsburg che lo porta in Germania, con buoni risultati: 56 presenze e 20 gol, finché approda al Bayern Monaco nel giugno del 2012. Continua a leggere “Conosciamoli meglio: Mario Mandzukic”