Alle origini di Calciopoli (1)

Da più di un anno penso a come proseguire la serie di articoli su Massimo De Santis, il condannato di Calciopoli, iniziata con i pezzi che hanno rievocato la sua antica fama di arbitro juventino (link qui), e lo spionaggio condotto ai suoi danni (e non solo ai suoi danni) da Telecom (link qui). Quella serie si riprometteva di andare oltre le analisi dei singoli capi d’imputazione dei processi, penali o sportivi che fossero, nella convinzione che per capire davvero il De Santis 2004-2005, compresi i fatti che sono stati oggetto di specifica imputazione, non ci si può limitare a quello, ma bisogna raccontare una storia molto più ampia e complessa.

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Massimo De Santis

In particolare, mi sono reso conto ben presto che nella terza puntata della De Santis story avrei dovuto soffermarmi sul 2003-2004, un anno non preso in considerazione dalle indagini, ma in cui accadono tante cose importanti e ricche di conseguenze. Parlare del 2003-2004 mi ha portato inevitabilmente a parlare della genesi di Calciopoli. E questo racconto delle origini di Calciopoli, in origine pensato come una puntata della serie su De Santis, ha acquisito col tempo, e con le domande, tante, che si porta dietro, uno spessore tale da meritarsi, a sua volta, uno spazio tutto suo, che si inaugura con questo pezzo. Andando avanti, si capirà facilmente perché non si può capire il De Santis 2004-2005 senza tornare a raccontare, prima, questa storia. Continua a leggere “Alle origini di Calciopoli (1)”

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Massimo De Santis: il condannato di Calciopoli (1)

Introduzione

La figura di Massimo De Santis è una delle più complesse della storia, tanto da meritare un approfondimento a parte. Il processo Calciopoli lo ha visto imputato per ben 7 capi d’imputazione: uno è quello relativo all’associazione a delinquere capeggiata da Luciano Moggi (e la contestazione per De Santis non si limitava alla partecipazione all’associazione, ma prevedeva pure l’aggravante per avere promosso, costituito e organizzato l’associazione stessa), gli altri sei riguardano invece singoli episodi di frode sportiva.de santis

Alla fine dei giochi, avendo rinunciato alla prescrizione, De Santis risulta l’unico condannato dell’intero processo (altri imputati avevano rinunciato alla prescrizione, ma sono stati tutti assolti). La condanna di De Santis riguarda il capo A, associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (ma solo come partecipe, senza aggravanti), e due imputazioni di frode sportiva, il capo G relativo alla partita Fiorentina – Bologna e il capo A10 relativo alla partita Lecce – Parma. Per questi tre capi d’imputazione la condanna è stata confermata dalla Cassazione. Per i rimanenti capi d’imputazione De Santis è stato invece assolto.

Queste cose, però, tutti i cultori dell’argomento le conoscono già fin troppo bene. In questo lavoro ci proponiamo di andare oltre, ripercorrendo tutta l’annata 2004-2005 di Massimo De Santis, non limitandoci soltanto alle partite oggetto di capo d’imputazione, né soltanto alle telefonate che sono state poste alla base dei pronunciamenti dei giudici. Solo con uno sguardo il più possibile completo, infatti, si può arrivare a comprendere meglio la figura dell’arbitro di Tivoli. Continua a leggere “Massimo De Santis: il condannato di Calciopoli (1)”