La posizione processuale di Leonardo Meani: il capo A4

L’unica contestazione di frode in competizione sportiva mossa dai pm napoletani – nell’ambito dell’inchiesta Calciopoli – a dirigenti del Milan è riferita alla partita Milan – Chievo del 20 aprile 2005, terminata 1-0 per i rossoneri. L’imputazione di cui al capo A4 riguarda il dirigente addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani, il designatore Paolo Bergamo, il vicecommissario Gennaro Mazzei e il guardalinee Claudio Puglisi. Si contesta agli imputati di aver alterato la corretta e genuina procedura di designazione degli assistenti del direttore di gara attraverso la nomina di Puglisi che si adoperava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra milanista. Il tutto ovviamente a causa di pressioni esterne ed indebite di Meani prima sui designatori e poi sul guardalinee. Continua a leggere “La posizione processuale di Leonardo Meani: il capo A4”

Il capo A7: Arezzo – Salernitana

La frode sportiva contestata nel processo Calciopoli al capo A7 è l’unica che riguarda una partita di Serie B della stagione 2004/05. La partita in questione è Arezzo – Salernitana, quintultima del campionato cadetto, disputata il 14 maggio 2005, diretta da Dattilo con Titomanlio e Carrer assistenti arbitrali. Continua a leggere “Il capo A7: Arezzo – Salernitana”

La querelle Moggi – Facchetti jr.

Quello che emerge dal processo di Napoli e che emergerà ancora: le telefonate del tuo ex presidente che riguardano le griglie e la richiesta ad un arbitro di vincere la partita di Coppa Italia con il Cagliari, e l’arbitro era Bertini. Ci sono le telefonate intercettate sue, le telefonate di Moratti e la telefonata di imbarazzo di Bertini, i pedinamenti, le intercettazioni illegali e anche i passaporti falsi e quindi sta zitto Zanetti, è meglio per te ed è meglio per l’Inter”.

A causa di questa dichiarazione, rilasciata rivolgendosi a Javier Zanetti nel corso della trasmissione Notti Magiche andata in onda il 25 ottobre 2010, Luciano Moggi è stato rinviato a giudizio per diffamazione nei confronti dell’ex presidente interista Giacinto Facchetti, deceduto nel 2006. Secondo il pm Elio Ramondini queste parole hanno lasciato “falsamente intendere che lo stesso Giacinto Facchetti avesse commesso quei reati quali quelli da lui (Moggi, ndr) commessi” e per i quali è sopraggiunta la prescrizione. Parole, quelle di Moggi, che avevano portato Gianfelice Facchetti, figlio dell’allora presidente dell’Inter, a sporgere querela. Continua a leggere “La querelle Moggi – Facchetti jr.”