Calciopoli: la radiazione di Moggi, Giraudo e Mazzini

Le sentenze sportive del 2006 avevano condannato Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini alla pena di 5 anni di inibizione con proposta al Presidente Federale di preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC (radiazione). Continua a leggere “Calciopoli: la radiazione di Moggi, Giraudo e Mazzini”

Calciopoli: il mancato risarcimento a Gazzoni

Con sentenza dell’8 novembre 2011 il Tribunale di Napoli, che ha giudicato gli imputati del processo penale conosciuto come Calciopoli, aveva condannato Luciano Moggi e altri imputati per i reati di associazione a delinquere e diversi episodi di frode in competizioni sportive. Aveva, inoltre, condannato gli imputati al risarcimento dei danni in favore delle parti civili Victoria 2000 s.r.l., Bologna Football Club 1909 s.p.a. e Brescia Calcio s.p.a. Continua a leggere “Calciopoli: il mancato risarcimento a Gazzoni”

La posizione processuale di Paolo Bergamo

Una tra le più importanti figure della lunga e complessa storia di Calciopoli è sicuramente rappresentata da Paolo Bergamo, designatore, insieme a Pierluigi Pairetto, nei campionati di Serie A e B dalla stagione 1999/00 alla stagione 2004/05. Durante la loro gestione, il titolo di Campione d’Italia andò tre volte alla Juve e una volta a Lazio, Roma, Milan. Continua a leggere “La posizione processuale di Paolo Bergamo”

Frodi sportive accertate

Oltre al reato associativo (art. 416 del c.p.) – al quale, a sentenze definitive, hanno prestato adesione i dirigenti juventini Moggi e Giraudo, il designatore Pairetto, il vicepresidente federale Mazzini, gli arbitri De Santis e Racalbuto e il dg del Messina Fabiani – il procedimento penale è stato caratterizzato da un elevato numero di contestazioni di frode in competizione sportiva (qui l’elenco). Il reato di frode sportiva è  un reato di attentato a consumazione anticipata (o reato di pericolo) ed è formalizzato dalla legge n. 401 del 1989: Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestine a tutela della correttezza nello svolgimento di competizioni agonistiche. Continua a leggere “Frodi sportive accertate”

Per una storia “laica” di Calciopoli: Marco Bellinazzo in La fine del calcio italiano

Oltre tre anni fa, il 30 marzo 2015, ho avuto l’occasione di uno scambio di tweet con Paolo Condò, nome nobile del giornalismo sportivo italiano, e all’epoca firma prestigiosa della Gazzetta dello Sport (oggi è passato a Sky Sport). L’occasione mi fu data da una sua dichiarazione d’intenti: non ho intenzione di pronunciarmi su Calciopoli perché “è un tema che non ha soluzioni condivise possibili”. È senz’altro vero, e io obiettai però che l’unico modo per avere soluzioni condivise possibili sarebbe quello di redigere intanto una storia condivisa della vicenda, impresa che però sembra troppo scivolosa per le grandi firme del giornalismo italiano. Condò mi rispose infatti che “tutto è ancora troppo fresco” per provare a mettere insieme una ricostruzione storica condivisibile da tutti. Continua a leggere “Per una storia “laica” di Calciopoli: Marco Bellinazzo in La fine del calcio italiano”

Il caso Chievo e il doping amministrativo

Questa estate 2018 non la ricorderemo soltanto per il Mondiale in Russia senza l’Italia, o per l’imprevedibile arrivo di CR7 in bianconero, ma anche perché, per la prima volta dal 2006, società di serie A sono tornate a rischiare la retrocessione in B a causa di problemi con la giustizia sportiva. Anche se alla fine, alla luce delle sentenze di questi giorni, tale possibilità è tramontata, è inevitabile, visti gli interessi di questo blog, proporre un approfondimento.

I casi che coinvolgono Parma e Chievo sono estremamente diversi tra loro. Quella di gran lunga più interessante è la vicenda relativa al Chievo, che ha riportato al centro dell’attenzione un tema che ha dominato le polemiche calcistiche nel primo decennio del ventunesimo secolo, anche se è poi passato in secondo piano al momento dello scoppio di Calciopoli, ed è rimasto un tema con cui il nostro calcio non ha mai fatto seriamente i conti: il cosiddetto “doping amministrativo”. Continua a leggere “Il caso Chievo e il doping amministrativo”

L’illecito sportivo della Juventus (2)

Il processo sportivo alla Juventus (seconda parte)

Dopo aver visto, nel precedente articolo, in che cosa è consistito l’illecito sportivo addebitato ai due massimi dirigenti juventini, Moggi e Giraudo, e, conseguentemente, alla Juventus, passiamo ad analizzare le altre contestazioni mosse alla società bianconera nel corso del procedimento sportivo del 2006: condotte illecite relative a tre specifiche gare del campionato 2004/05 e la famosa incursione di Moggi e Giraudo nello spogliatoio dell’arbitro a Reggio Calabria. Continua a leggere “L’illecito sportivo della Juventus (2)”

Calciopoli: l’illecito sportivo della Juventus

Il processo sportivo

Spesso si è sentito definire la violazione commessa dalla Juventus e dai suoi due massimi dirigenti, Giraudo e Moggi, con il termine illecito strutturato. Formalmente però, nel 2006, l’illecito strutturato (o associativo) non era una fattispecie ravvisata dal Codice di giustizia sportiva e fu infatti introdotto nel nuovo codice, successivo agli avvenimenti di Calciopoli (link). Oltretutto strutturato è un appellativo di cui non si trova alcuna traccia nelle sentenze sportive. Il termine, attribuito al particolare e anomalo illecito che sarebbe emerso dall’ascolto delle intercettazioni telefoniche nell’ambiente calcistico-juventino, fu invece dato da Francesco Saverio Borrelli, diventato capo dell’ufficio indagini della FIGC su nomina del commissario straordinario Guido Rossi (link) in sostituzione del dimissionario generale della guardia di finanza, Italo Pappa. In sostanza, con questo termine, il capo degli 007 della FIGC voleva descrivere l’esistenza di una rete stabile e irregolare di rapporti tra la dirigenza juventina, i vertici federali e il mondo arbitrale. Continua a leggere “Calciopoli: l’illecito sportivo della Juventus”

Il capo H: Reggina – Brescia

Abbiamo visto nel precedente articolo che nel procedimento sportivo dell’agosto del 2006 a carico della Reggina non fu riconosciuta dai giudici federali nessuna violazione dell’art. 6 del C.G.S. (illecito sportivo) ma tutte le intercettazioni tra il presidente della Reggina, Lillo Foti, e il designatore Paolo Bergamo erano state derubricate a semplici violazioni dell’art. 1 del C.G.S. (slealtà sportiva).

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Pasquale Foti

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Calciopoli: il processo sportivo alla Reggina

Nell’agosto del 2006, successivamente al processo che ha riguardato Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina, si svolse un secondo filone di indagini con annesso altro procedimento sportivo nei confronti della Reggina, del suo presidente Pasquale Foti, e dell’Arezzo (di cui si è parlato qui).Logo_Urbs_Sportiva_Reggina_1914_(adozione_2016) Continua a leggere “Calciopoli: il processo sportivo alla Reggina”