Lo stato delle cose: Dio perdona, il Var no

Giornata abbastanza ordinaria non fosse per la pazza Fiorentina – Inter 3-3. La domanda è: come sarebbe finita in un campionato senza ricorso al mezzo tecnologico? Al di là degli errori dei protagonisti (arbitro compreso) la partita è stata divertente e molto combattuta nonostante il forte vento a modificare molte trame a palla alta. Per il resto pronostici rispettati: vincono le prime della classe, importanti successi per Torino e Samp che agganciano rispettivamente Atalanta e Fiorentina in classifica. Nella lotta per non retrocedere fanno punti solo il Chievo (ma è tardi) e la Spal che ora ha 5 punti di vantaggio sul Bologna terzultimo. Vediamo la classifica: Continua a leggere “Lo stato delle cose: Dio perdona, il Var no”

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Lo stato delle cose: montagne russe

Una giornata di campionato con risultati insoliti anche e soprattutto nei punteggi. Una di quelle giornate tipiche di fine stagione o post richiamo preparazione, dove l’equilibrio delle squadre è un lontano miraggio per molti. Ma cominciamo come di consueto dalla classifica del campionato di Serie A: Continua a leggere “Lo stato delle cose: montagne russe”

Lo stato delle cose: la giornata dei centravanti

La prima di ritorno non ha riservato particolari sorprese se si eccettua il pari interno dell’Inter con il Sassuolo: i nerazzurri, pur avendo creato qualche occasione, alla fine devono ringraziare Handanovic per lo 0 alla voce gol subiti. Assente ingiustificato Mauro Icardi, ma può capitare anche ai migliori. Vero problema dell’Inter rimane la zona centrale del campo dove, più che un mediano (come si diceva un tempo), manca chi gli corre a fianco, magari con qualità e qualche inserimento a supporto di Politano e Perisic. Proprio la partita con il Sassuolo, anche divertente, è stata però un festival di errori e palle perse, da entrambe le parti. Ma diamo un’occhiata alla classifica: Continua a leggere “Lo stato delle cose: la giornata dei centravanti”

Calcio e violenza: il modello inglese è la risposta?

Sono passate alcune settimane dai fatti di Milano che hanno riportato alla luce temi come violenza e razzismo ed è un buon momento per fare qualche riflessione. L’indignazione iniziale ha lasciato il posto a qualche considerazione più pratica e alle indagini per quanto riguarda gli scontri prima della partita tra Inter e Napoli che hanno portato alla morte del tifoso interista. Da una parte i buu razzisti a Koulibaly, dall’altra il mondo violento degli ultras, uniti da un’unica risposta: è l’ora di dire basta. Su questo è bene essere chiari: fermare le partite, proporre iniziative simboliche o far disputare gare a porte chiuse non serve a niente. Anzi certe sanzioni contribuiscono ad ingrandire il problema, essendo di fatto uno strumento di ricatto in mano a certe frange del tifo. Le società di calcio, ostaggio della responsabilità oggettiva, si barcamenano nel tentativo di mantenere la legalità e non subire troppe sanzioni per cori e comportamenti beceri dei propri sostenitori. Tanto più che gli scontri fuori San Siro non hanno niente a che vedere con la partita. “Uno scontro premeditato” secondo il GIP Guido Salvini che aggiunge “….un’azione di stile militare, preordinata e avvenuta a distanza dallo Stadio Meazza tendendo un agguato ai tifosi della squadra opposta. In questo senso quanto avvenuto è espressione tra le più brutali di una sottocultura sportiva di banda che richiama piuttosto, per la tecnica usata, uno scontro tra opposte fazioni politiche.” Questo fa capire che il calcio era solo il pretesto e che lo stadio è il luogo di ritrovo di delinquenti e affini. Ovviamente non ne facciamo una questione di bandiere: la sottocultura di cui parla il GIP è purtroppo molto diffusa. Che fare dunque? Tutto ciò è avvenuto nel giorno del “boxing day”, quel 26 dicembre che nella tradizione anglosassone porta famiglie e bambini alle stadio. E’ palese che siamo ben lontani dal cosiddetto modello inglese di cui si parla ogni volta che si ha a che fare con la violenza negli (o attorno agli) stadi. Ma come ha potuto il Regno Unito drasticamente ridurre se non debellare del tutto il problema degli hooligans? Continua a leggere “Calcio e violenza: il modello inglese è la risposta?”

Lo stato delle cose: metà strada

E’ finito il girone d’andata. La settimana è stata abbastanza difficile ed avremo occasione di tornare sui fatti di Milano e la tragica fine del tifoso interista ma adesso parliamo di campo ed iniziamo dando uno sguardo alla classifica:

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Da whoscored.com

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Lo stato delle cose

Prima di questo Natale 2018 il campionato di serie A ci regala una situazione abbastanza delineata in vetta e in fondo. Nel mezzo tutto può accadere. Da una parte Juventus e Napoli sembrano pronte a duellare fino alla fine già staccate dal resto delle pretendenti; dall’altra Chievo e Frosinone rimangono pericolosamente invischiate agli ultimi posti della graduatoria. Tra i 33 punti dell’Inter e i 22 del Parma tutto può accadere: in ballo 2 posti in Champions e 3 in Europa League (le regole prevedono che un posto in EL sia assegnato a chi vince la Coppa Italia, ma le probabilità che a vincerla sia una squadra che poi farà la Champions non sono poche)

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Da WhoScored.com

Vediamo un po’ più da vicino alcune cose: Continua a leggere “Lo stato delle cose”

Tutto non è abbastanza

Nel recente Loro 1 un giovane calciatore di colore, evidentemente un talento del calcio mondiale, viene invitato da Berlusconi/Servillo nella sua villa in Sardegna. Il presidente milanista è pronto a convincerlo a diventare rossonero con un assegno in bianco, ma quello preferisce andare alla Juve, anche se i bianconeri lo pagheranno meno; e quando Berlusconi gli dice che al Milan potrebbe avere tutto, quello risponde che tutto non è abbastanza.

Curioso che proprio il napoletano Sorrentino abbia fotografato nel modo più nitido, anche se forse inconsapevolmente, la fame insaziabile che anima l’universo juventino. Mai stanchi di vittorie, anche quando sembrerebbe giunto il momento di passare la mano, almeno per un turno, per vedere di nascosto l’effetto che fa. Condannati sempre a vincere tutto, tranne ciò che vogliamo vincere più di ogni altra cosa. C’è chi è capace di accontentarsi di successi parziali e vittorie morali, e poi ci sono quelli per cui tutto non è abbastanza, perché il trofeo più importante è sempre il prossimo. Continua a leggere “Tutto non è abbastanza”

Alla scoperta dell’Inter di Mancini

Forse non è la vera sorpresa del campionato, l’Inter di Mancini. La Fiorentina di Sousa, ad esempio, non era pronosticata da nessuno ai vertici della classifica; e ha giocato fino ad adesso un calcio decisamente più brillante di quello dei nerazzurri. E però, i viola non sembrano una squadra destinata a vincere il campionato; troppo poco “italiani”, direi, per potere arrivare fino in fondo. E invece l’Inter, nell’incredulità dei suoi stessi tifosi e di tutti gli altri appassionati, sembra proporsi sempre più come una candidata per la vittoria finale. In attesa dello scontro con il Napoli, sembra perciò opportuna un’analisi approfondita, volta a scoprire i segreti, se ci sono, dei risultati della squadra di Mancini.

Roberto Mancini
Roberto Mancini

L’Inter si trova in testa alla classifica con 30 punti, frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta. L’andamento è abbastanza curioso. I nerazzurri, infatti, hanno vinto le prime cinque partite, tra cui il derby di Milano, per poi incappare nella clamorosa sconfitta casalinga contro la Fiorentina. Questa partita sembrava avere inceppato il meccanismo vincente dei nerazzurri, ed è stata seguita da 3 pareggi consecutivi. Il 27 ottobre, però, nella partita col Bologna l’Inter è tornata alla vittoria, e da allora non ha più smesso, fino ad ottenere per la prima volta, domenica scorsa in casa contro il Frosinone, una vittoria con più di un gol di scarto. Continua a leggere “Alla scoperta dell’Inter di Mancini”