La posizione processuale di Paolo Bergamo

Una tra le più importanti figure della lunga e complessa storia di Calciopoli è sicuramente rappresentata da Paolo Bergamo, designatore, insieme a Pierluigi Pairetto, nei campionati di Serie A e B dalla stagione 1999/00 alla stagione 2004/05. Durante la loro gestione, il titolo di Campione d’Italia andò tre volte alla Juve e una volta a Lazio, Roma, Milan. Continua a leggere “La posizione processuale di Paolo Bergamo”

Frodi sportive accertate

Oltre al reato associativo (art. 416 del c.p.) – al quale, a sentenze definitive, hanno prestato adesione i dirigenti juventini Moggi e Giraudo, il designatore Pairetto, il vicepresidente federale Mazzini, gli arbitri De Santis e Racalbuto e il dg del Messina Fabiani – il procedimento penale è stato caratterizzato da un elevato numero di contestazioni di frode in competizione sportiva (qui l’elenco). Il reato di frode sportiva è  un reato di attentato a consumazione anticipata (o reato di pericolo) ed è formalizzato dalla legge n. 401 del 1989: Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestine a tutela della correttezza nello svolgimento di competizioni agonistiche. Continua a leggere “Frodi sportive accertate”

Il capo S: Sampdoria – Reggina

Oltre alla frode sportiva al capo H, analizzata nel dettaglio in questo articolo, il presidente della Reggina, Pasquale Foti, è stato anche ritenuto colpevole per aver commesso atti fraudolenti finalizzati ad alterare il corretto e leale svolgimento della partita Sampdoria – Reggina (capo S).

La partita si è giocata il 20 febbraio 2005 ed è terminata con la vittoria della Sampdoria per 3-2, che avrebbe quindi, stando alle sentenze, vanificato i tentativi truffaldini di Foti e Bergamo. Continua a leggere “Il capo S: Sampdoria – Reggina”

Il capo V: Lazio – Parma

Il capo V delle imputazioni del processo penale napoletano riguarda la partita tra la Lazio e il Parma, disputata il 27 febbraio 2005, terminata con il punteggio di 2-0 per la Lazio (qui i dettagli del match). Siamo alla 26° giornata di Serie A del campionato 2004/05 ed è la partita successiva alla già discussa Chievo – Lazio (capo U). Si tratta, dunque, della seconda imputazione formulata nei confronti del presidente laziale Claudio Lotito, che avrebbe cercato di influenzare, tramite Mazzini e Carraro, la sensibilità dei designatori Bergamo e Pairetto che, a loro volta, avrebbero dovuto condizionare il direttore di gara, Domenico Messina. Continua a leggere “Il capo V: Lazio – Parma”

Il capo A5: Chievo – Fiorentina

La frode sportiva al capo A5 è contestata al patron viola Diego Della Valle, al presidente Andrea Della Valle, all’amministratore delegato Sandro Mencucci, al designatore degli arbitri Paolo Bergamo, al vicepresidente federale Innocenzo Mazzini, al direttore generale della Juve Luciano Moggi e all’arbitro Paolo Dondarini.

L’accusa ipotizza la turbativa dell’incontro Chievo – Fiorentina, giocata l’8 maggio 2005, mirante alla salvezza della squadra toscana in Serie A. Siamo alla 35° giornata di campionato e nello stesso turno si disputa la partita-scudetto tra il Milan e la Juventus. La partita, giocata a Verona, è terminata 2-1 per i viola con una polemica arbitrale sul finale. Continua a leggere “Il capo A5: Chievo – Fiorentina”

Chiarezza sul processo Agricola

Negli ultimi giorni è tornato improvvisamente d’attualità il nome di Riccardo Agricola, già medico sociale della Juventus, e protagonista del processo alla società bianconera per abuso di farmaci. Si è appreso, infatti, che Agricola dirigerà il J Medical, il centro sanitario privato, aperto al pubblico, sorto all’interno del complesso dello Juventus Stadium. E’ bene precisare in ogni caso che Agricola non entra in alcun modo nello staff sanitario della squadra bianconera.

5238c
Riccardo Agricola

Continua a leggere “Chiarezza sul processo Agricola”

La posizione processuale di Mariano Fabiani

Angelo Mariano Fabiani è uno dei molteplici imputati del processo penale di Calciopoli, svolto a partire dal 2009 nelle aule del Tribunale di Napoli. Nel 2004/05, stagione a cui si riferiscono le accuse, ricopre la carica di direttore sportivo del Messina, dove è arrivato nell’estate del 2003. Dopo aver ottenuto un ottimo settimo posto in Serie A nel 2004/05, con il neopromosso Messina, passa al Genoa, che nel frattempo è retrocesso in C1 a causa dell’illecito sportivo riguardante la partita Genoa – Venezia. Nell’estate del 2006, quando scoppia lo scandalo, il nome di Fabiani non compare sui giornali: si parlerà di lui, per la prima volta, più o meno un anno dopo. Fabiani è infatti coinvolto in questa storia a causa della scoperta e della ricostruzione dei tabulati delle schede svizzere attraverso le quali, insieme a Moggi, avrebbe colloquiato con diversi arbitri. Le sue utenze telefoniche italiane non sono state sottoposte a intercettazione telefonica da parte dei carabinieri, cosa che ci avrebbe permesso di conoscere molti più dettagli. La sua storia rimane, perciò, strettamente ancorata alle schede svizzere. Continua a leggere “La posizione processuale di Mariano Fabiani”

La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo Z

Nel precedente articolo è stata esaminata la frode sportiva riguardante Cagliari – Juventus con particolare attenzione rivolta alla posizione di Salvatore Racalbuto. L’altra partita per la quale la Cassazione ha confermato la sentenza di prescrizione per l’arbitro (comunque motivata in modo negativo per gli imputati) riguarda la partita disputata il 5 marzo 2005 a Roma tra la Roma e la Juventus, terminata 2-1 per i bianconeri. Gli assistenti arbitrali erano Ivaldi e Pisacreta e il quarto uomo Gabriele.

Continua a leggere “La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo Z”

La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo O

Racalbuto, insieme a De Santis, è uno dei due arbitri che non è uscito assolto dal processo penale di Calciopoli. A differenza dello stesso Massimo De Santis, Paolo Bertini, Antonio Dattilo e Tiziano Pieri non ha rinunciato alla prescrizione. I capi d’accusa che lo riguardavano sono i seguenti:

  • capo A: associazione a delinquere (partecipe)
  • capo N: frode sportiva in relazione alla partita Roma – Parma
  • capo O: frode sportiva in relazione alla partita Cagliari – Juventus
  • capo Z: frode sportiva in relazione alla partita Roma – Juventus

Racalbuto è stato assolto in via definitiva soltanto per il capo N; è invece stato condannato, in primo grado, per gli altri tre reati contestatigli, a 1 anno e 8 mesi, pena che è stata annullata in appello per intervenuta prescrizione; infine la Cassazione ha rigettato il suo ricorso, giudicandolo inammissibile, sia per quanto riguarda la partecipazione al sodalizio ideato e promosso da Moggi, sia per i due rimanenti reati di frode sportiva riguardanti Cagliari – Juventus e Roma – Juventus. Continua a leggere “La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo O”

La posizione processuale di Antonio Giraudo (parte seconda)

Le frodi sportive

Nel precedente articolo abbiamo riportato l’iter logico che ha seguito la Cassazione per confermare l’esistenza dell’associazione a delinquere capeggiata da Moggi e a cui Giraudo ha partecipato nelle vesti di mero concorrente.

Passiamo quindi ad affrontare il tema delle frodi sportive. Giraudo è stato imputato per sei ipotesi di reato di frode in competizione sportiva e da cinque di queste è stato assolto con la formula ampia per non aver commesso il fatto. Le cinque frodi per cui c’è stata assoluzione riguardano le partite Udinese – Brescia 1-2 (arbitro Dattilo), Lecce – Juventus 0-1 (arbitro De Santis), Juventus – Lazio 2-1 (arbitro Dondarini), Roma – Juventus 1-2 (arbitro Racalbuto) e Siena – Milan 2-1 (arbitro Collina).

Per il capo B (Udinese – Brescia) e per il capo F (Juventus – Lazio) l’assoluzione è arrivata in appello (dopo una condanna in primo grado), per i capi E (Lecce – Juventus), Z (Roma – Juventus) e A3 (Siena – Milan) – invece – il reato è stato ritenuto insussistente già dal giudice dell’udienza preliminare (primo grado). Continua a leggere “La posizione processuale di Antonio Giraudo (parte seconda)”