La posizione processuale di Paolo Bergamo

Una tra le più importanti figure della lunga e complessa storia di Calciopoli è sicuramente rappresentata da Paolo Bergamo, designatore, insieme a Pierluigi Pairetto, nei campionati di Serie A e B dalla stagione 1999/00 alla stagione 2004/05. Durante la loro gestione, il titolo di Campione d’Italia andò tre volte alla Juve e una volta a Lazio, Roma, Milan. Continua a leggere “La posizione processuale di Paolo Bergamo”

Il capo H: Reggina – Brescia

Abbiamo visto nel precedente articolo che nel procedimento sportivo dell’agosto del 2006 a carico della Reggina non fu riconosciuta dai giudici federali nessuna violazione dell’art. 6 del C.G.S. (illecito sportivo) ma tutte le intercettazioni tra il presidente della Reggina, Lillo Foti, e il designatore Paolo Bergamo erano state derubricate a semplici violazioni dell’art. 1 del C.G.S. (slealtà sportiva).

Foti-Lillo-2
Pasquale Foti

Continua a leggere “Il capo H: Reggina – Brescia”

Penta: “La mia Calciopoli” (parte seconda)

Nella prima parte della conversazione del nostro Amos Bicego con Nicola Penta, che potete leggere qui, sono stati affrontati diversi punti caldi della vicenda Calciopoli, dalle origini dell’inchiesta al caso GEA, dalle telefonate scartate alla condanna dell’arbitro De Santis. In questa seconda parte ci attendono altri temi fondamentali, e rivelazioni e notizie interessanti.   

Arriviamo al tema delle schede svizzere che, secondo l’accusa e secondo i giudici, sono state date in uso agli arbitri da parte dell’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi.

Le schede svizzere non è reato acquistarle o utilizzarle. È stato fondamentale il documento di De Cillis (su cui vedi qui) per l’accusa di associazione poiché in quel modo si poteva dimostrare che Moggi aveva consegnato e distribuito delle sim estere agli arbitri. L’elenco di De Cillis è un documento che vale zero perché non è possibile contestarlo e ci puoi scrivere quello che vuoi. Era un documento cartaceo con nove schede telefoniche col timbro del negozio che attestava l’acquisto delle sim di Bertolini, collaboratore di Moggi. La consegna delle schede è stato un passaggio decisivo per la Casoria e per tutto l’impianto accusatorio. Ciò che ha fatto De Cillis con l’intestazione fittizia di schede è una violazione delle normative antiterrorismo (vigenti dal 2001, costituenti reato) poiché le schede telefoniche vanno intestate all’utilizzatore con tutte le procedure di regolamentazione, ma questa è una storia che nessuno ha mai sottolineato. Se avesse parlato di vendite di schede con numeri alti, rischiava conseguenze da parte degli organi di controllo. Più che il foglio di De Cillis a noi serviva la rogatoria. La rogatoria era fondamentale per acquisire documenti importanti. Avevamo bisogno di quello… non di foglietti di carta. Con quello avremmo avuto dati certi e che potevamo verificare. Continua a leggere “Penta: “La mia Calciopoli” (parte seconda)”

Bologna – Juventus: Moggi unico colpevole

Al capo I dell’elenco di imputazioni per frode sportiva del processo penale Calciopoli troviamo la tanto discussa partita tra il Bologna e la Juventus del campionato 2004/05. La partita – diretta dall’arbitro Tiziano Pieri – è stata vinta dalla Juventus con un gol su punizione (contestatissima) di Nedved nei minuti finali. Gli highlights:

Continua a leggere “Bologna – Juventus: Moggi unico colpevole”

La posizione processuale di Mariano Fabiani

Angelo Mariano Fabiani è uno dei molteplici imputati del processo penale di Calciopoli, svolto a partire dal 2009 nelle aule del Tribunale di Napoli. Nel 2004/05, stagione a cui si riferiscono le accuse, ricopre la carica di direttore sportivo del Messina, dove è arrivato nell’estate del 2003. Dopo aver ottenuto un ottimo settimo posto in Serie A nel 2004/05, con il neopromosso Messina, passa al Genoa, che nel frattempo è retrocesso in C1 a causa dell’illecito sportivo riguardante la partita Genoa – Venezia. Nell’estate del 2006, quando scoppia lo scandalo, il nome di Fabiani non compare sui giornali: si parlerà di lui, per la prima volta, più o meno un anno dopo. Fabiani è infatti coinvolto in questa storia a causa della scoperta e della ricostruzione dei tabulati delle schede svizzere attraverso le quali, insieme a Moggi, avrebbe colloquiato con diversi arbitri. Le sue utenze telefoniche italiane non sono state sottoposte a intercettazione telefonica da parte dei carabinieri, cosa che ci avrebbe permesso di conoscere molti più dettagli. La sua storia rimane, perciò, strettamente ancorata alle schede svizzere. Continua a leggere “La posizione processuale di Mariano Fabiani”

Trittico Paparesta (3). La competenza territoriale

Come abbiamo visto nella scorsa puntata, al racconto di Romeo Paparesta, probabilmente, i giudici non hanno mai creduto fino in fondo. Eppure questo racconto è diventato decisivo per una questione tecnica, ma comunque importante, e anzi decisiva, legata al processo: quella della competenza territoriale. Perché il processo Calciopoli si è svolto presso il tribunale di Napoli?

Vediamo intanto cosa c’è scritto nelle sentenze. Quella di primo grado firmato da Teresa Casoria riprende quanto era stato stabilito già in udienza preliminare, confermandone la validità: la competenza territoriale spetta a Napoli perché presso la sua casa napoletana Moggi ha consegnato la prima scheda svizzera a Romeo Paparesta, nel settembre 2004 (pp. 86-87). Continua a leggere “Trittico Paparesta (3). La competenza territoriale”

Trittico Paparesta (2). Paparesta uno e due

Per quasi un anno, da maggio 2006 ad aprile 2007, Gianluca Paparesta rimane al centro della storia di Calciopoli per la famosa storia della chiusura nello stanzino di Reggio Calabria da parte di Moggi. Gli si contesta di non avere scritto nulla nel referto; ma si vocifera anche di una sua telefonata “di scuse” al dg juventino, il giorno dopo il fattaccio. In più, c’è la storia del dossier consegnato ai dirigenti del Milan, che abbiamo illustrato nella scorsa puntata. Passata, in apparenza, la bufera, il 26 novembre 2006 il fischietto barese torna comunque ad arbitrare in serie A (Lazio – Ascoli), e il 14 dicembre 2006 torna ad essere designato per una partita internazionale (Bayer Leverkusen – Besiktas di Coppa Uefa). È la sua ultima stagione da arbitro, e lo si vede tornare in campo ancora per altre nove partite di serie A, e altre due partite internazionali.

paparestaIl 12 aprile 2007, la clamorosa sorpresa. La procura di Napoli emette gli avvisi di conclusione dell’indagine svelata un anno prima dalla fuga di notizie. Paparesta, adesso, non è più la vittima di Moggi, ma è passato a tutti gli effetti sul banco degli imputati. Continua a leggere “Trittico Paparesta (2). Paparesta uno e due”