Il capo H: Reggina – Brescia

Abbiamo visto nel precedente articolo che nel procedimento sportivo dell’agosto del 2006 a carico della Reggina non fu riconosciuta dai giudici federali nessuna violazione dell’art. 6 del C.G.S. (illecito sportivo) ma tutte le intercettazioni tra il presidente della Reggina, Lillo Foti, e il designatore Paolo Bergamo erano state derubricate a semplici violazioni dell’art. 1 del C.G.S. (slealtà sportiva).

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Pasquale Foti

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Penta: “La mia Calciopoli” (parte seconda)

Nella prima parte della conversazione del nostro Amos Bicego con Nicola Penta, che potete leggere qui, sono stati affrontati diversi punti caldi della vicenda Calciopoli, dalle origini dell’inchiesta al caso GEA, dalle telefonate scartate alla condanna dell’arbitro De Santis. In questa seconda parte ci attendono altri temi fondamentali, e rivelazioni e notizie interessanti.   

Arriviamo al tema delle schede svizzere che, secondo l’accusa e secondo i giudici, sono state date in uso agli arbitri da parte dell’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi.

Le schede svizzere non è reato acquistarle o utilizzarle. È stato fondamentale il documento di De Cillis (su cui vedi qui) per l’accusa di associazione poiché in quel modo si poteva dimostrare che Moggi aveva consegnato e distribuito delle sim estere agli arbitri. L’elenco di De Cillis è un documento che vale zero perché non è possibile contestarlo e ci puoi scrivere quello che vuoi. Era un documento cartaceo con nove schede telefoniche col timbro del negozio che attestava l’acquisto delle sim di Bertolini, collaboratore di Moggi. La consegna delle schede è stato un passaggio decisivo per la Casoria e per tutto l’impianto accusatorio. Ciò che ha fatto De Cillis con l’intestazione fittizia di schede è una violazione delle normative antiterrorismo (vigenti dal 2001, costituenti reato) poiché le schede telefoniche vanno intestate all’utilizzatore con tutte le procedure di regolamentazione, ma questa è una storia che nessuno ha mai sottolineato. Se avesse parlato di vendite di schede con numeri alti, rischiava conseguenze da parte degli organi di controllo. Più che il foglio di De Cillis a noi serviva la rogatoria. La rogatoria era fondamentale per acquisire documenti importanti. Avevamo bisogno di quello… non di foglietti di carta. Con quello avremmo avuto dati certi e che potevamo verificare. Continua a leggere “Penta: “La mia Calciopoli” (parte seconda)”

La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo Z

Nel precedente articolo è stata esaminata la frode sportiva riguardante Cagliari – Juventus con particolare attenzione rivolta alla posizione di Salvatore Racalbuto. L’altra partita per la quale la Cassazione ha confermato la sentenza di prescrizione per l’arbitro (comunque motivata in modo negativo per gli imputati) riguarda la partita disputata il 5 marzo 2005 a Roma tra la Roma e la Juventus, terminata 2-1 per i bianconeri. Gli assistenti arbitrali erano Ivaldi e Pisacreta e il quarto uomo Gabriele.

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La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo O

Racalbuto, insieme a De Santis, è uno dei due arbitri che non è uscito assolto dal processo penale di Calciopoli. A differenza dello stesso Massimo De Santis, Paolo Bertini, Antonio Dattilo e Tiziano Pieri non ha rinunciato alla prescrizione. I capi d’accusa che lo riguardavano sono i seguenti:

  • capo A: associazione a delinquere (partecipe)
  • capo N: frode sportiva in relazione alla partita Roma – Parma
  • capo O: frode sportiva in relazione alla partita Cagliari – Juventus
  • capo Z: frode sportiva in relazione alla partita Roma – Juventus

Racalbuto è stato assolto in via definitiva soltanto per il capo N; è invece stato condannato, in primo grado, per gli altri tre reati contestatigli, a 1 anno e 8 mesi, pena che è stata annullata in appello per intervenuta prescrizione; infine la Cassazione ha rigettato il suo ricorso, giudicandolo inammissibile, sia per quanto riguarda la partecipazione al sodalizio ideato e promosso da Moggi, sia per i due rimanenti reati di frode sportiva riguardanti Cagliari – Juventus e Roma – Juventus. Continua a leggere “La posizione processuale di Salvatore Racalbuto: il capo O”

Il mistero di Calciopoli: le schede svizzere (parte quarta)

Questo articolo è il frutto della discussione che si è svolta su questo blog nelle scorse settimane, su stimolo di Stefano OssimoroJu29ro, e con la partecipazione di Francesco Toscano, Felix Arpino, Ruggiero Distaso, Paolobxl, bjh, Claudio Nannetti, Massimo Cudin.

Il dialogo tra Moggi e Bertolini e la sim Numero Uno

sunriseSecondo quanto raccontato al processo di Napoli da un ex dipendente della Juventus, Giancarlo Bertolini, il 30 giugno 2009, la storia delle sim svizzere di Calciopoli comincia nel giugno 2004. Luciano Moggi convoca nel suo ufficio Bertolini e gli mostra una sim del gestore svizzero Sunrise. Moggi dice quindi a Bertolini di andare a comprare un certo numero di schede uguali a quella (ossia del gestore Sunrise). In Svizzera, dice Moggi; ma non indica un negozio ben preciso di sua fiducia o di sua conoscenza. E Bertolini entra nel primo negozio che incontra appena varcata la frontiera, e si imbatte in Teodosio De Cillis. Continua a leggere “Il mistero di Calciopoli: le schede svizzere (parte quarta)”

Calciopoli come un cruciverba

Proviamo, con Stefano OssimoroJu29ro alla guida, a seguire un ragionamento logico sulle schede svizzere, partendo da una definizione condivisa da tutti e cercando di ricostruire i fatti al fine di individuare qualche punto fermo sul tema più complesso e oscuro di tutta Calciopoli. Seguiremo un percorso di domande e risposte che, come avviene in tutti i ragionamenti induttivi, non saranno certe al 100% ma comunque molto probabili. Alla fine, se non ci saranno troppi ragionevoli dubbi e contraddizioni, avremo un quadro attendibile sulla vicenda. Discutiamone insieme! Continua a leggere “Calciopoli come un cruciverba”

Il mistero di Calciopoli: le schede svizzere (parte terza)

Le telefonate di rimbalzo

Come accennato nei precedenti articoli, nel corso di alcune intercettazioni telefoniche è capitato che Moggi abbia risposto ad un’altra utenza, non sottoposta a intercettazione, e abbia parlato con un’altra persona. Possiamo quindi ascoltare in ambientale quello che l’ex dg della Juventus ha detto a chi l’ha chiamato sull’altra linea. Di telefonate di rimbalzo se ne sono registrate quattro: una con Paparesta, due con Racalbuto e una con Pieri.

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Il mistero di Calciopoli: le schede svizzere (parte seconda)

Il metodo di attribuzione

L’analisi svolta dagli inquirenti, passata alla storia come metodo Di Laroni, è consistita nel cercare di associare ad ogni singola scheda svizzera emersa un probabile utilizzatore. La procedura è stata la seguente: in primo luogo è stata fatta un’analisi delle ubicazioni delle celle telefoniche agganciate in chiamata dalla SIM, al fine di individuare i luoghi maggiormente frequentati dalla stessa e conseguentemente dal suo utilizzatore: questo dato permette di fare un confronto con le residenze e con il luogo di lavoro degli imputati. Il secondo passo è stato quello di verificare la corrispondenza tra la cella accesa dalla scheda telefonica straniera e il luogo in cui si aveva la certezza si trovasse l’utilizzatore inizialmente ipotizzato in relazione a degli eventi specifici, quali potevano essere i raduni di Coverciano o le partite arbitrate per i direttori di gara e le trasferte della Juventus per Moggi. L’abbinamento, per essere certo, doveva essere ripetuto più volte. Altro indizio di una certa valenza è dato dal fatto che alcune di queste schede avevano dei contatti con numeri di gestori italiani (esempi: la scheda attribuita a Dattilo chiama la moglie, quella attribuita a De Santis chiama vari familiari e parenti). Infine è stata fatta, quando possibile, un’interpolazione dei dati delle celle agganciate dai telefoni italiani intercettati (Moggi, Bergamo, Pairetto, De Santis) con quelli svizzeri (non intercettati): in molti casi è risultato che le celle agganciate dai due numeri (italiano e svizzero) erano le stesse, più o meno nello stesso arco temporale: questo significa che in quel periodo le due schede si trovavano nello stesso luogo. Continua a leggere “Il mistero di Calciopoli: le schede svizzere (parte seconda)”

Il mistero di Calciopoli: le schede svizzere (parte prima)

La difesa di Moggi è riuscita a smontare una grandissima parte del castello accusatorio (unicità di rapporti con i designatori, sorteggio truccato, sequestro Paparesta) e ha avuto il merito di far emergere un modo improprio di indagare, per correre dietro soltanto ai misfatti di Moggi, trascurando o proteggendo dirigenti di altre società che, nel corso di alcune telefonate intercettate, avevano dei comportamenti criticabili. Il pool difensivo di Moggi ha quindi portato alla luce la strana modalità di selezione delle telefonate e non mi riferisco solo all’occultamento delle telefonate riguardanti altre squadre ma anche a quelle che erano a discolpa degli imputati. Quelle in cui, ad esempio, Pieri (secondo l’accusa un associato) si dispiaceva al telefono con Pairetto (ritenuto promotore dell’associazione) per gli errori commessi in Bologna – Juventus. Oppure la telefonata tra Bertini e Bergamo in cui il primo si disperava per il mancato vantaggio concesso a Kakà. Oppure Bergamo che, parlando con Pairetto, sperava in un pareggio tra Juventus e Milan e mostrava l’assoluta indifferenza verso chi avrebbe vinto il tricolore: non proprio il comportamento che ci si aspetterebbe da due associati che avevano come obiettivo far vincere lo scudetto alla Juventus. Ma ce ne sono altre di intercettazioni incredibilmente scartate dall’accusa che, in generale, ha omesso di segnalare tutto ciò che andava in senso opposto a quello che si intendeva dimostrare. Quindi, se non fosse stato per il grande lavoro della difesa di Moggi, che si è potuto permettere di fare una controinchiesta, non avremmo mai conosciuto questi fatti. Soprattutto non avremmo mai saputo che chiamare i designatori era pratica diffusa in quasi tutte le società di Serie A: lo facevano Spalletti per l’Udinese, Meani per il Milan, Facchetti per l’Inter, Campedelli per il Chievo, Capello quando allenava la Roma (dice Bergamo), Zamparini e Foschi per il Palermo, Cellino per il Cagliari e sicuramente ne ho dimenticato qualcuno.

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